venerdì 30 luglio 2021

Cos'è un Virus ad RNA come il SARS-CoV-2 ? - Struttura e Ciclo Infettivo (semplificati)

A lungo si è dibattuto (a livello filosofico più che altro) sul fatto se i Virus fossero o meno essere viventi. Questo perché nessun Virus (sia a DNA che ad RNA) è in grado di aver vita autonoma e essendo parassiti obbligati.

Il Virus, a differenza di un Batterio (organismo unicellulare), NON è UNA CELLULA.

I Batteri, anche quelli patogeni, sfruttano l'ospite per ricavarne energia, ma hanno al loro interno tutto il necessario per duplicarsi. Esistono infatti Batteri ambientali che vivono senza infettare alcun ospite ed in laboratorio possono esser cresciuti in culture, dando loro solo gli "elementi" base (glucosio etc.) per la loro sopravvivenza. I Virus, invece, possono crescere in cultura solo se si dà loro un ospite da infettare. 

Esistono migliaia di Virus differenti, alcuni infettano solo batteri (es. il Fago lambda), altri infettano le piante, altri gli insetti, altri i mammiferi. Detto questo, spesso sono monofagi, ovvero infettano un'unica specie. Quando si parla di "salto di specie" ci si riferisce ad un Virus che, mutando, è diventato in grado di infettare una specie che prima gli era immune; ovviamente più le due specie sono affini più il "salto di specie" è probabile. In altri termini è molto più facile che un Virus dei pipistrelli (mammiferi) diventi capace di infettare l'uomo (mammifero), rispetto ad una rana (anfibio), così come è praticamente impossibile (parola da non utilizzare mai parlando di Scienza) che un Virus dei Vegetali inizi ad infettare gli Animali.

I Virus ad RNA sono un'immensa famiglia, caratterizzata dall'avere l'RNA (invece che il DNA) come Acido Nucleico. Al loro interno troviamo il gruppo dei Coronavirus a cui appartengono i comuni Virus influenzali (es. HCoV-229E), oltre al SARS-CoV-2 , che causa la malattia nota come COVID-19 (clicca qui per informazioni sui Vaccini ad RNA).

N.B. 

- SARS-CoV-2 (virus severe acute respiratory syndrome coronavirus 2) è il nome del Virus

- COVID-19 (COronaVIrus Disease-2019) è la malattia provocata dal SARS-CoV-2 

SARS-CoV-2

Struttura del SARS-CoV-2 :

Il genoma è formato da una molecola di RNA a singolo filamento (single-stranded RNA) della lunghezza di circa 30.000 ribo-nucleotidi. Giusto per dare un ordine di grandezza con dei numeri, il genoma umano è di circa 3 miliardi di nucleotidi. Il nucleotide (che diventa ribo-nucleotide se c'è RNA al posto di DNA) è il mattoncino con cui si costruisce il DNA (o l'RNA), ne esistono 4 diversi e la loro sequenza determinerà le caratteristiche del vivente. Per analogia pensate all'RNA (od al DNA) come se fosse una "parola" ed al nucleotide (4 diversi) come se fosse una "lettera" (21 diverse).

L'RNA del SARS-CoV-2 viene tradotto (grazie ai nostri Ribosomi), producendo 29 proteine. Alcune di esse servono per la replicazione/trascrizione dell'RNA virale (RTC complex), altre sono proteasi (tagliano le proteine), altre ancora stimolano la risposta immunitaria.  (Ref 1-2)

Solo 4 proteine vengono definite proteine strutturali, in quanto formano fisicamente l'involucro del Virus; esse sono :

1) Nucleocapsid Protein (Proteina-N): questa proteina, la più abbondante ed espressa sin dai primi stadi dell'infezione, lega l'RNA virale e lo avvolge formando una sorta di nucleo protettivo. Inoltre aiuta l'RNA ad entrare nella cellula ospite ed ad interagire con gli apparati cellulari di quest'ultima.

2) Membrane Protein (Proteina-M): è una proteina transmembrana che media le interazioni proteina-proteina e guida il processo di assemblaggio dell'involucro virale all'interno dell'ospite, oltre a facilitare l'innesto della proteina Spike.

3) Envelope Protein (Proteina-E): si tratta di una Viro-porina, ovvero una sorta di minuscolo canale ionico che attraversa la membrana. Insieme alla Proteina-M è essenziale per il corretto assemblaggio e rilascio della nuova generazione di Virus.

4) Spike Protein (Proteina-S): è la glicoproteina con cui il Virus lega il recettore posto sulla membrana della cellula bersaglio. E' indispensabile affinché il Virus possa entrare e parassitare le nostre cellule.

Le proteine S, E ed M, insieme al doppio strato fosfolipidico, formano il Capside (l'involucro esterno del SARS-CoV-2) (Ref 2).

Proteine Strutturali

Come Avviene l'Infezione da parte del SARS-CoV-2 ? - Basi Molecolari

Il Virus entra nel nostro corpo tramite le vie respiratorie e si lega ai recettori ACE2, situati sulla membrana delle cellule dell'epitelio nasale. Il legame tra Spike (del Virus) e ACE2 (delle nostre cellule) è altamente specifico (un po' come se fosse "chiave-serratura") ed è il primo (ed indispensabile) step dell'infezione. Il SARS-CoV-2 può infettare tutte le altre cellule che esprimano (abbiano) il recettore ACE2 (es. cellule del Cuore, Rene, Intestino).

Tramite un processo sul quale non mi soffermerò, il legame Spike-ACE2 innesca una serie di reazioni che permettono l'entrata del Coronavirus in cellula (Ref 3-5).

All'interno della cellula l'RNA del Virus verrà tradotto dai Ribosomi dell'ospite, producendo le proteine Virali, le quali sintetizzeranno altro RNA virale. In altre parole il Virus ha usato le vostre cellule per produrre un gran numero delle 4 proteine strutturali (vedi sopra), oltre a quelle che servono per fare più copie (replicazione) del proprio genoma (RNA). A questo punto ci sono tutti i pezzetti (4 proteine strutturali + RNA + fosfolipidi dell'ospite) per formare la nuova generazione di Virus, si tratta solo di assemblarli.

Anche per l'assemblaggio il Virus ha bisogno degli apparati (Golgi e Retticolo Endoplasmatico) dell'ospite (Ref 4-5). 

Finito il ciclo i neo-Virus fuoriescono tramite esocitosi od uccidendo la cellula ospite e sono pronti per infettare nuove cellule. 

Ho volutamente tralasciato moltissimi dettagli, il tutto è ovviamente molto più complesso; tuttavia può dare un'infarinatura a tutti coloro che non hanno fatto studi medico-scientifici.

Legame Spike-ACE2

Ciclo Infettivo SARS-CoV-2


Referenze

1) A novel coronavirus from patients with pneumonia in China, 2019.

Zhu N, Zhang D, Wang W, Li X, Yang B, Song J, et al.

N Engl J Med. 2020;382(8):727–33 – DOI: 10.156/NEJMoa2001017


2) Structural Proteins in Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus-2.

Satarker S, Nampoothiri M.

Arch Med Res. 2020 Aug;51(6):482-491.- DOI: 10.1016/j.arcmed.2020.05.012.


3) The protein expression profile of ACE2 in human tissues.

F. Hikmet, L. Mear, M. Uhlen, C. Lindskog.

bioRxiv, (2020); DOI: 10.1101/2020.03.31.016048.


4) Drugs targeting various stages of the SARS-CoV-2 life cycle: Exploring promising drugs for the treatment of Covid-19.

Ramarao Poduri, Gaurav Joshi, Gowraganahalli Jagadeesh.

Cellular Signalling 74 (2020) 109721 - DOI : 10.1016/j.cellsig.2020.109721


5) A comprehensive review about SARS-CoV-2

SK Manirul Haque , Omar Ashwaq , Abdulla Sarief  & Abdul Kalam Azad John Mohamed 

FUTURE VIROLOGYVOL. 15, NO. 9REVIEW  - doi.org/10.2217/fvl-2020-0124

mercoledì 28 luglio 2021

Come Coltivare la Bietola da Costa nell'Orto - Temperature e Cure

Le Coste, chiamate anche Bietole o Biete, sono un ortaggio a foglia appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae; in realtà la Bieta è solo una particolare varietà di Barbabietola, per l'esattezza Beta vulgaris var. cicla.

In questo articolo, dopo aver fatto una breve descrizione della specie, cercherò di rispondere alle domande più comuni, le cui risposte sono indispensabili per coloro che volessero coltivare con successo la Bietola da Costa nel proprio orto. 

Botanica :

Le Coste sono piante erbacee biennali, sebbene in coltivazione vengano raccolte prima che finiscano il loro ciclo vitale. In cucina, previa cottura, si utilizzano le foglie, che hanno un sapore a tratti dolciastro. Le foglie della Bieta sono di grosse dimensioni, color verde scuro, con venature bianche, così come il picciolo che risulta turgido, consistente e massiccio (ed è forse quest'ultimo la parte più buona da mangiare). 

Le radici si sviluppano sotto forma di grosso fittone, piuttosto profondo. A livello commerciale le Coste vengono raccolte prima che fioriscano, tuttavia se lasciate crescere liberamente andranno a fiore, producendo una lunga infiorescenza centrale ramificata con numerosi fiori, che si trasformeranno in frutti. A livello amatoriale questa pratica (far andar a fiore) è utile per ottenere i preziosi semi, con cui far nascere la nuova generazione di piantine. I semi sono relativamente grandi ed un grammo equivale a circa 50 semi.

Picciolo Beta vulgaris var. cicla
Bieta da Costa

Coltivazione :

Quando e Come Seminare le Coste ?

La semina può avvenire direttamente in pieno campo, da Marzo in poi nel Nord Italia, più o meno tutto l'anno (magari evitando l'estate) al Centro-Sud. I semi devono esser interrati a circa 2 cm (0.8 in) di profondità e, nelle condizioni ottimali, germoglieranno nel giro di 7-10 giorni. La soglia minima di temperatura per il germogliamento è di circa 5° C (41° F), ma solo da temperature di circa 15° C (59° F) il germogliamento avviene in tempi ragionevoli. Alternativamente si può pensare di seminare in semenzaio, in ambiente controllato, per poi trapiantare le piantine nell'orto quando avranno formato 5 foglioline e raggiunto un'altezza di almeno 10 cm (4 in).

Venatura Foglie Beta vulgaris var. cicla
A Quale Distanza Piantare le Bietole nell'Orto ?

Questi ortaggi devono esser coltivati preferibilmente in file distanziate circa 45 cm (18 in) l'una dall'altra. Ogni singola piantina della stessa fila viene messa a dimora distanziandola 25 cm (10 in) dalla precedente. Se il vostro orto fosse piccolo ed aveste problemi di spazio è possibile ridurre leggermente (5 cm tra le piante e 10 cm tra le file) il distanziamento, anche se ciò andrà a discapito dell'ordine e della facilità di raccolta. 

Quali Sono le Temperatura di Coltivazione ? 

Le Coste sono piante che hanno un fabbisogno termico inferiore rispetto a quello di molti ortaggi estivi (es. Melanzane, Pomodori, Meloni etc.) e possono continuare a vegetare anche con temperature comprese tra i 10 ed i 20 gradi centigradi (50-68° F), tuttavia non sono come i Piselli, che soffrono le alte temperature estive. Ciò si traduce nel fatto che le Biete da Costa si possono coltivare per gran parte dell'anno, quantomeno da inizio primavera sino alla fine dell'autunno. 

Foglia Bieta da Costa
Le Coste Resistono al Gelo ? Si Possono Coltivare in Inverno ?

La loro resistenza al freddo è buona e sopravvivono a gelate di media intensità, diciamo almeno sino a punte di -5° C (23° F). Questo non vuol dire che a tali temperature riescano a crescere, semplicemente non muoiono. Nelle zone miti del Sud Italia possono tranquillamente svilupparsi durante l'inverno, mentre nel Nord non conviene trapiantarle in inverno dato che, nel migliore dei casi, rimarrebbero in arresto vegetativo; detto questo se vengono lasciate nell'orto e superano i rigori invernali torneranno a crescere nella primavera successiva. In altre parole al Nord (zone in cui gela e senza usare serre) in inverno possono solo esser raccolte.

Quanto Dura il Ciclo Colturale ? Quando si Deve Raccogliere ?

Sicuramente è un ortaggio a ciclo breve e, in condizioni ideali, dura circa 60 giorni. Ovviamente la velocità dipende anche dalle temperature, nel periodo autunno-invernale i tempi per la raccolta potrebbero allungarsi. La raccolta si può effettuare in maniera scalare, rimuovendo le foglie più esterne.

Qual è la Migliore Esposizione ?

Un angolo assolato male non farà, sebbene le Coste reggano la mezz'ombra meglio di altri ortaggi. Magari nel Sud Italia, nel periodo più caldo dell'anno (che in queste zone non è il più consigliato per la coltivazione), sarebbe utile utilizzare una rete ombreggiante, anche per ridurre il calore.

Dove Piantarla nell'Orto ?

Se avete un orto piccolo riservate la parte più soleggiata agli ortaggi più eliofili (solitamente quelli estivi) e collocate le Coste nella zona un po' meno soleggiata (però non totalmente in ombra), associandole ad ortaggi come Carote, Ravanelli e Lattuga.

Come Concimare le Coste ? Quale Terreno Preferiscono?

Si adattano a diversi tipo di suoli, l'importante è garantire un buon apporto di sostanza organica (letame/stallatico) ed un ottimo drenaggio. Essendo le Biete ortaggi a foglia, è consigliabile usare concimi ricchi in azoto (elemento che stimola la fase vegetativa), alternativamente si possono coltivare dopo ortaggi azoto-fissatori, come le leguminose (Fave, Fagioli, etc.).

Bietola da Coste
Quanto Bagnare ?

La Bieta da Costa è un ortaggio che adora l'acqua, le innaffiature dovranno essere frequenti (giornaliere), ma non eccessivamente abbondanti, al fine di evitare i dannosi ristagni idrici. Una carenza idrica (così come di Azoto) limiterà notevolmente lo sviluppo fogliare. 

Quali Sono le Principali Malattie ?

Le Coste sono rustiche e difficilmente sono attaccate in maniera tale da comprometterne la raccolta. Tuttavia possono verificarsi lievi attacchi fungini (es. Ruggine), così come di Afidi od ancora di Lumache (limacce), le quali si nutrono delle loro foglie. Tutte queste patologie sono ulteriormente circoscrivibili con semplici accorgimenti e, a livello amatoriale, quasi mai si deve trattare con anticrittogamici. 

Infiorescenze Bieta da Costa

Fiori Beta vulgaris var. cicla

giovedì 24 giugno 2021

Cosa Vedere a La Gomera, l'Isola Selvatica dell'Arcipelago delle Canarie - Foto Inedite

Le Canarie sono un Arcipelago di nazionalità spagnola situato nell'Oceano Atlantico settentrionale, ad Ovest del Marocco. Le Canarie sono costituite da 7 isole, con caratteristiche morfologiche e climatiche alquanto diverse tra loro.

Avevamo già parlato di Fuerteventura, un'isola priva di rilievi, sabbiosa e desertica. Oggi vorrei parlare di La Gomera, un'isola "minore", ma solo per dimensioni.

Se state prenotando un viaggio alle Canarie noterete che nel 99% dei casi vi offriranno solo 4 delle 7 isole, ovvero Lanzarote, Fuerteventura, Gran Canaria e Tenerife. Quest'ultima, anch'essa stupenda e di cui parleremo in futuro, è la base di partenza per La Gomera, discussa per l'appunto in questo articolo e nota anche come Isola Colombina, in quanto fu l'ultima terraferma toccata da Cristofaro Colombo nel suo viaggio verso l'America.

Il modo più comodo per raggiungere La Gomera è prendere il traghetto da Los Cristianos (Tenerife) che, con un rilassante viaggio di 45 minuti, vi porterà a San Sebastian (La Gomera), percorrendo i circa 30 km (20 mi) di mare che separano le due isole. Una piccola curiosità, essendo isole d'origine vulcanica in mezzo all'oceano, il fondale sottostante il tragitto che unisce Los Cristianos a San Sebastian sfiora profondità di 3000 metri (9840 ft).

Paesaggio Agricolo - La Gomera

San Sebastian

Che Climi e Paesaggi Ci Sono a La Gomera ?


Illustrazione dei Diversi Climi dell'Isola
Quest'isola, diversamente dalle sue "sorelle più famose", ha mantenuto inalterata quella natura selvaggia che caratterizzava le Canarie fino agli anni '50 del secolo scorso. Non ci sono grandi Hotel, non ci sono grosse città, le strade sono strette, poco trafficate e prive di caos.

A primo impatto sembra un'isola "fantasma", come fosse rimasta indietro secoli rispetto alla civiltà odierna ed il trascorrere del tempo si misuri con le ombre e non con gli orologi. 

La Gomera è un'isola Vulcanica, tuttavia non presenta vulcani attivi. A livello morfologico è alquanto scoscesa, priva di zone pianeggiati, ma con molte zone a picco sul mare e strapiombi.

A livello climatico non differisce troppo da altre isole non piatte, come Tenerife. In linea di massima le escursioni termiche annue (così come quelle giornaliere) sono molto contenute e si passa dal mese più freddo (Febbraio) con temperature minime e massime rispettivamente di 15° e 20° C (59-68° F), al mese più caldo (Settembre), con min/max di 21-27° C (70-81° F). Questo scarto così esiguo è dovuto sia alla latitudine (siamo al 28° N, zona subtropicale), sia all'effetto mitigatore dell'Oceano; quest'ultimo evita sia ondate di freddo, sia ondate di caldo, rare anche in piena estate. La piovosità segue un pattern Mediterraneo, con il minimo da Maggio a Settembre, tuttavia vi sono importanti differenze di piovosità all'interno dell'isola.

Ovviamente le temperature sono influenzate anche dall'altitudine e spostandoci in quota avremo via via un clima più temperato.

Gli Alisei, venti costanti che soffiano da Nord-Est verso Sud-Ovest, influenzano notevolmente le piogge sull'isola. Il lato Nord, sopravento agli Alisei,  è indubbiamente più fresco e piovoso, dato che su questo versante si condensa al suolo l'umidità accumulata da questi venti nel loro passaggio sopra l'oceano. In quest'isola, più che in altre, pochi chilometri dividono ambienti totalmente differenti; in un attimo si passa da zone assolate ed aride ad altre verdeggianti e nebbiose, quasi spettrali. 

La nebbia, che in alcune aree montagnose interne è praticamente onnipresente, genera un ambiente fresco ed umido, in netto contrasto con il clima arido della costa. Le differenze climatiche non si sentono solo sulla pelle, ma si notano anche nella vegetazione.

Palme delle Canarie Selvatiche

Vegetazione - La Gomera

Diga per Irrigamento - La Gomera

Qual è la Flora di La Gomera ?

Al piano, ovvero lungo le coste, crescono specie xerofile, prevalentemente piante grasse a portamento arbustivo, come l'Euforbia delle Canarie (Euphorbia canariensis), la Kleinia neriifolia ed alcune specie di Aeonium. In queste aree molto secche si sono naturalizzate piante che in realtà sono molto comuni anche nell'Italia meridionale, come il Fico d'India (Opuntia ficus-indica)  e l'Agave americana. La vegetazione è comunque molto rada e non mancano vaste aree che ne siano prive. Qua e là si ritrova anche una delle piante simbolo delle Canarie, ovvero la Phoenix canariensis, che con la sua altezza svetta sopra tutte le altre.

Roque de Ojila

Oltre i 500 metri (ma anche più in basso lungo il versante Nord) si estende la Laurisilva (Foresta di Lauri), ovvero una foresta sempreverde che, fino all'ultima glaciazione, era presente anche nel bacino del Mediterraneo, ritirandosi poi più a Sud per sfuggire al gelo. Oggigiorno la classica Laurisilva, intesa come ecosistema integro e completo, è presente solo nelle isole del Medio Atlantico (tra cui le Canarie), mentre in Italia persistono solo poche specie, tra cui l'Alloro e l'Agrifoglio.

Mappa

La Foresta di Lauri (Laurisilva) deve il suo nome al fatto che molte specie che la popolano appartengono alla famiglia delle Lauraceae (la stessa a della Canfora e dell'Avocado), come ad esempio Laurus azorica, Apollonias barbujana, Ocotea foetens, Persea indica. Questo tipo di foresta è perennemente umida, spesso avvolta nella nebbia ed estremamente densa; le piante più alte filtrano la maggior parte della radiazione luminosa, lasciando un'esigua quantità di luce per il sottobosco, il quale risulta composto prevalentemente da felci. Al confine di queste foreste troviamo anche altre specie, come l'Erica gigante (Erica arborea).

A La Gomera è presente il parco nazionale Garajonay, patrimonio dell'UNESCO e ritenuto tra i migliori  esempi di Laurisilva, sia in quanto a conservazione, sia per biodiversità. All'interno del Garajonay si trova anche il Roque de Agando, una formazione rocciosa a forma di "torre", creatasi dal consolidamento di magma, così come il Roque de Ojila e il Roque de la Zarcita.

Nel pacchetto offerto da molte agenzie è compreso il Pullman che, percorrendo le stradine dell'Isola, vi permetterà di osservare i diversi ambienti e, a volte, basta distrarsi 1 minuto per passare da 28° C con Sole a 18° C con nebbia fitta.

L'isola, come avrete capito, è formata da vette e rilievi, spesso separate da canyon e vallate. Per questa ragione, due persone che fossero su due vette contigue potevano distare poco in linea d'aria, ma molti chilometri percorrendo le strade. Questo ha fatto sì che, in un tempo in cui non c'erano ancora telefonini et simila, si comunicasse tramite fischi. Oggigiorno questa usanza è tramandata da generazione in generazione ed esiste un vero e proprio linguaggio dei fischi.

Il mio tour finì in un'area agricola in cui si coltivavano specie tropicali e subtropicali, come Banani, Mango, Papaya, Cherimoya e molto altro. Altra caratteristica dell'isola sono i terrazzamenti, l'unica soluzione per ricavare terreno coltivabile in una zona così scoscesa. 

Insomma, se volete trovare pace, tranquillità ed un ecosistema ancor oggi integro, La Gomera è una gita obbligata...se volete Hotel, piscine e bella vita, allora conviene orientarsi su altre isole.


Banane e Palme - La Gomera

Piante Grasse - La Gomera

Terrazzamenti a Picco sul Mare

Frutteto Tropicale

martedì 25 maggio 2021

Le Migliori 20 Varietà di Ginkgo biloba - Differenze ed Analogie

Ginkgo biloba è una specie appartenente al gruppo delle Gimnosperme ed è presente sul nostro pianeta da oltre 250 milioni di anni. Un tempo la sua famiglia (Ginkgoaceae) contava numerose specie, la maggior parte delle quali iniziarono ad estinguersi con l'arrivo delle più evolute Angiosperme. Ai nostri giorni la Ginkgo biloba è l'unica rappresentante della famiglia ancora in vita ed è considerata un fossile vivente, essendo rimasta praticamente immutata dall'epoca dei Dinosauri. 

Delle caratteristiche botaniche e fisiologiche, così come delle esigenze necessarie per la sua coltivazione, ne avevamo ampiamente discusso qua. In questo articolo vorrei illustrare le cultivars più particolari, selezionate dai botanici nel corso dell'ultimo secolo. 

L'albero del Ginkgo biloba possiede stupende foglie a forma di ventaglio che in autunno, prima di cadere, si colorano di giallo-arancione. Vuoi per il portamento elegante, vuoi per la bella chioma o per l'indubbio fascino della sua "veste autunnale", questa pianta non poteva non diventare un simbolo ornamentale molto ambito.

Di norma l'Albero dei Ventagli (è chiamato anche così) ha uno sviluppo piramidale ed una crescita elevata, raggiungendo dimensioni considerevoli; tuttavia molto ibridatori, soprattutto del centro-nord Europa, nel corso dei decenni hanno selezionato centinaia di varietà, talvolta molto differenti dalla "specie tipo". I diversi cloni differiscono essenzialmente per :

  • Portamento : se, la versione "classica", ha un portamento piramidale-espanso, alcuni cloni possono avere forma prettamente piramidale (come un Pioppo Nero od un Abete) o prettamente espansa (come un Faggio), mentre altri sono stati selezionati per il loro portamento colonnare (assurgente), per aver crescita orizzontale od ancora per aver portamento pendule/ricadente. 
  • Foglie : i diversi cloni possono aver foglie che differiscono per dimensione, forma e colore.
  • Dimensioni : una pianta adulta di Ginkgo può superare agevolmente i 30 metri (100 ft) di altezza, ciò nonostante sul mercato sono presenti cloni "nani" (Dwarf), che possono esser piantati anche in piccoli spazi. Ovviamente anche la crescita annua sarà proporzionale all'altezza. Tra questi due estremi esistono un'infinità di cloni "intermedi" che raggiungono un'altezza di 10 metri (33 ft).
  • Sesso : G. biloba è una specie Dioica, esistono perciò piante maschio, che non produrranno mai frutti e piante femmina che, se impollinate, produrranno molti frutti (e dunque semi).

Di seguito un elenco di alcuni dei cloni più rappresentativi della diversità all'interno della specie Ginkgo biloba.


Ginkgo biloba "Variegata"1) Ginkgo biloba "Variegata" : antica e rara varietà, con la peculiarità di avere foglie di color variegato. Una stessa foglia può esser colorata "a strisce", alcune delle quali del classico verde, altre color bianco o crema. Queste "strisce" di diversa forma e colore sono un po' come le impronte digitali, non esistono infatti due foglie che siano identiche. Alcune foglie possono anche esser totalmente bianche/crema. Non si sa ancora esattamente perché, ma questo clone, nella fase giovanile, potrebbe aver le classiche foglie verdi e, solo con l'età adulta, mostrare la sua principale caratteristica. Sicuramente la Ginkgo biloba "Variegata"  non passerà inosservata. Sebbene esistano più cloni, il capostipite è un clone femmina, a sviluppo limitato. Ricordatevi, per massimizzare il color "crema" si consiglia di coltivare questa varietà in una posizione quanto più soleggiata possibile.   

Ginkgo biloba "Anny's Dwarf"2) Ginkgo biloba "Anny's Dwarf" : selezionata in Olanda negli anni '90, questa varietà è di sesso maschile ed è dotata di foglie piccole e molto frastagliate. Si adatta bene alla coltivazione in vaso ed anche se piantata in giardino raggiunge i 2 metri (6.6 ft) di altezza solo dopo molti anni.

3) Ginkgo biloba "Horizontalis" : antico clone femminile selezionato in Francia. Come suggerisce il nome, questa varietà tende ad espandersi in orizzontale, allargandosi molto rispetto alla crescita in altezza. Questo portamento atipico per la specie non deve far dedurre che si tratti di una varietà nana, dato che può tranquillamente raggiungere i 5 metri (16.5 ft) di altezza.

Ginkgo biloba "Horizontalis"


Ginkgo biloba "Pyramidalis"
4) Ginkgo biloba "Pyramidalis" : clone maschio originatosi nel 1969 negli Stati Uniti. Sebbene la forma "a cono", ereditata dalle conifere, sia tipica della specie, questa varietà ha portamento ancora più spiccatamente piramidale, tanto che potreste usarlo come albero di Natale. Questo clone cresce approssimativamente 12 metri (39 ft) ed alla base raggiunge un diametro di 8 metri (26 ft).

5) Ginkgo biloba "Princeton sentry" : pianta a portamento tendenzialmente colonnare, ma non nana. Può raggiungere i 20 metri d'altezza (66 ft), con un diametro della chioma ben più contenuto. Ottima per esser utilizzata nelle città come pianta stradale. 

6) Ginkgo biloba "Blagon" : recente selezione a marchio registrato (propagazione vietata), anch'essa a portamento colonnare, tuttavia più bassa e più conica della precedente, raggiungendo i 12 metri (39 ft) di altezza ed allargandosi poco più di 2 metri (6.6 ft). Per forma ricorda molto un Cipresso.

Ginkgo biloba "Princeton sentry"
Ginkgo biloba "Blagon"

7) Ginkgo biloba "Beijing Gold" : clone cinese a sviluppo relativamente contenuto 4 x 4 metri (13 x 13 ft) che si differenzia per il fatto che le sue foglie cambiano colore più volte durante l'anno. In primavera, appena emesse, sono di color giallo, in estate sono verdi variegate di bianco ed, in autunno, hanno invece il classico color giallo-arancione di tutte le altre varietà.

Ginkgo biloba "Beijing Gold"

Ginkgo biloba "Denise"
8) Ginkgo biloba "Denise" : pianta a portamento colonnare, a sviluppo più limitato rispetto alle altre varietà assurgenti citate in precedenza. Le foglie sono quelle tipiche della specie. In 10 anni non diventerà più alta di 3 metri (10 ft), con un diametro della chioma inferiore ai 50 cm (20 in).

9) Ginkgo biloba "Boleshaw Chobry" : varietà Polacca registrata nel 2007.  Le foglie sono spesse, dal margine irregolare e particolarmente frastagliato. Portamento elegante ed ordinato. Se ne consiglia la piantumazione in grandi giardini o parchi, possibilmente in posizione isolata, così da potersi sviluppare in maniera più naturale ed esprimere a pieno la propria bellezza.

Ginkgo biloba "Boleshaw Chobry"
10) Ginkgo biloba "Snow Cloud" : clone maschile di origine Giapponese, con foglie simili alla varietà Beijing Gold, tuttavia durante l'estate il colore bianco nella foglia è più concentrato all'estremità della stessa. Portamento compatto e dimensioni più ridotte rispetto alle altre varietà "variegate".

Ginkgo biloba "Snow Cloud"
11) Ginkgo biloba "Globosa" : clone maschile a portamento nano, che non supera mai i 2 metri (6.6 ft) di altezza. La peculiarità è nella chioma, che tende ad esser per l'appunto globosa (a forma di sfera).

Ginkgo biloba "Globosa"
Ginkgo biloba "Menhir"
12) Ginkgo biloba "Menhir" : di origine Olandese, possiede foglie più piccole rispetto alla media della specie, frastagliate, con sfumature tendenti al bluastro. Anche i nuovi getti sono più sottili, rendendo questa pianta delicata ed elegante. 

13) Ginkgo biloba "Tubifolia" : clone maschile, compatto e di origine francese, si caratterizza per aver le foglie che tendono ad attorcigliarsi, conferendo loro un aspetto tuboliforme. 

14) Ginkgo biloba "Allgold" : si pensa possa esser lo stesso clone di Ulrich’s Gold, peculiarità è che le foglie rimangono perennemente di color giallo, anche in estate. La carenza di clorofilla (che determina normalmente il colore verde delle foglie) non permette un'efficiente attività di fotosintesi, di conseguenza la crescita è ridotta ed è preferibile coltivare questa varietà in zone di mezz'ombra.

Ginkgo biloba "Tubifolia"
15) Ginkgo biloba "Nelleke" : clone olandese che produce una chioma con foglie larghe ed intere e non bilobate come tipico della specie.  

16) Ginkgo biloba "Thelma" : clone maschile selezionato negli USA a portamento abbastanza compatto, con una crescita annua di circa 15 cm (6 in). Produce foglie semi-tubulari, talvolta quasi aghiformi; tuttavia la chioma è molto eterogenea e si possono aver foglie anche bilobate. 

Ginkgo biloba "Nelleke"
Ginkgo biloba "Thelma"
17) Ginkgo biloba "Pendula" : clone femminile di origine Belga che, come suggerisce il nome, produce una chioma ricadente e ha dunque un portamento pendule, che ricorda quello del Salice Piangente. 

Ginkgo biloba "Pendula"
18) Ginkgo biloba "Eastern Star" : clone femminile che ha la peculiarità di iniziare a produrre frutti già dopo 4-5 anni.

19) Ginkgo biloba "Mariken" : scoperta nel 1995 in Olanda è forse la varietà nana più diffusa e commercializzata. Le foglie risultano arrotondate e leggermente a forma di coppa. La chioma è molto densa ed il portamento ricorda più quello di un basso cespuglio, rispetto ad una pianta.

20) Ginkgo biloba "Troll" : clone nano, simile al precedente. Produce foglie color oliva ed in rami hanno internodi particolarmente corti, di conseguenza la densità fogliare è elevata. Cresce solo 5 cm (2 in, con un portamento arbustivo e molto ramificato, rimanendo alto circa 1 metro (3.3 ft).

Ginkgo biloba "Eastern Star"

Ginkgo biloba "Troll"

giovedì 22 aprile 2021

Infestazione di Afidi nel Frutteto - Danni e Lotta Biologica con Coccinelle ed Altri Predatori

Gli Afidi, volgarmente chiamati Pidocchi delle Piante, sono insetti parassiti che si nutrono di linfa elaborata (cioè ricca di Zuccheri), sottraendola direttamente ai vasi cribrosi delle piante.

Esistono molte specie di Afidi, ognuna delle quali si nutre preferibilmente di una specifica pianta. In linea generale tutti gli afidi hanno un capo ben più piccolo dell'addome ed un esoscheletro piuttosto molle. Il ciclo biologico degli Afidi è alquanto complesso; essi si possono riprodurre sia per via asessuata (ad es. per partenogenesi), sia per via sessuata e molte specie possono esser anche vivipare, ovvero, proprio come nei mammiferi, lo sviluppo di un nuovo individuo avviene direttamente all'interno dell'Afide "madre". Lo sviluppo post-embrionale si attua attraverso più stadi larvali e nell'adulto vi è polimorfismo, ovvero esiste la forma alata (quindi in grado di volare) e la forma attera (la maggior parte, non in grado di volare). Il ciclo vitale è estremamente sofisticato ed intrecciato e non è di certo lo scopo di questo articolo descriverlo nei dettagli,  ma semplificando potremmo dire :


  • Una colonia di Afidi è formata da molti individui a diversi stadi di sviluppo.
  • In una colonia di Afidi è presente un elevato polimorfismo, il che vuol dire che esistono tipologie diverse di "Afide Adulto".
  • La riproduzione può avvenire anche senza fecondazione, quindi un'unica femmina può generare da sola altri Afidi.
  • E' presente il fenomeno della viviparità, di conseguenza le uova (rimanendo all'interno) non possono esser facilmente predate.

Per quanto detto sopra, le colonie di Afidi possono avere una crescita esponenziale, con moltissimi individui accavallati su ogni centimetro quadrato di vegetazione.

Coccinella in Primavera

Quali Danni Provocano gli Afidi alle Piante da Frutto e agli Ortaggi ?

Questi insetti fitofagi sono tra i più diffusi e pericolosi per le coltivazioni dato che, avendo un potenziale riproduttivo così alto, diventano talmente numerosi da far deperire l'ospite, con conseguente perdita dei frutti.

Afidi su Susino
Gli afidi attaccano preferibilmente (ma non unicamente) i rami in crescita (ancora verdi) e le nuove foglioline, mentre difficilmente riescono ad estrarre linfa dai rami più vecchi, ormai lignificati. I pidocchi delle piante hanno un apparato boccale in grado di "succhiare" la linfa direttamente dai rami, di conseguenza sottraggono nutrimento alle piante, inoltre la saliva degli Afidi contiene spesso ormoni che alternano la fisiologia e la morfologia dell'ospite, causando galle od attorcigliamento delle foglie, con conseguente riduzione/arresto dell'attività fotosintetica. In ultimo gli afidi producono una melata, ovvero una sostanza zuccherina ed appiccicosa, che facilita l'insediamento di funghi patogeni (es. Fumaggine), oltre ad attirare le formiche, che si nutrono di questa melata proteggendo i produttori (gli afidi appunto) da eventuali predatori (le formiche scacciano le Coccinelle). 

Senza interventi esterni (predazione, ad esempio ad opera delle Coccinelle) la popolazione di Afidi decresce solo quando la pianta ospite non ha più energie per sostentare la loro crescita o quando le temperature diventano troppo basse.

Formiche a Protezione degli Afidi

Quali Sono le Specie di Afidi più Comuni ?

Esistono circa 4000 specie di Afidi, di cui almeno 250 attaccano piante di interesse ecologico, ornamentale od alimentare. Di seguito troverete un elenco alcune delle specie più temibili :

Aphis pomi (Afide Verde del Melo) : oltre al Melo attacca molte altre Rosacee, tra cui Pero (Pyris communis), Cotogno (Cydonia oblonga) e Nespolo Comune (Mespilus germanica). 

Brachycaudus helichrysi (Afide Verde del Susino) : attacca le Drupacee, tra cui appunto il Prugno (Prunus domestica)

Hyalopterus amygdali (Afide Farinoso del Pesco) : infesta Pesco (Prunus persica), ma anche Mandorlo  (Prunus dulcis) ed Albicocco (Prunus armeniaca). Queste specie arboree, soprattutto le prime due, sono attaccate anche da un altro afide, Myzus persica.

Myzus cerasi (Afide Nero del Ciliegio) : ha come ospite primario il Ciliegio (Prunus avium), tuttavia infetta anche numerose piante erbacee stagionali.

Panaphis juglandis : è una specie monofaga, ovvero infetta un'unica pianta, ovvero il Noce (Juglans regia).

Aphis fabae (Afide delle Fabacee): attacca diverse Leguminose (Fave, Fagioli, etc.), ma anche l'Evonimo (Euonymus europaeus), una pianta arborea diffusa nei boschi del Nord Italia.

Brevicoryne brassicae (Afide Ceroso delle Crucifere): attacca diverse specie di Cavolo, tra cui anche i Cavoletti di Bruxelles (Brassica oleracea gemmifera).

Chaetosiphon fragaefolii : ha come ospite le diverse specie di Fragola.

Rhopalosiphum padi (Afide dei Cereali) : attacca diverse graminacee, come Orzo e Frumento, ma infetta anche specie arboree del genere Prunus.

Chermes abietis : afide presente sulle Alpi, attacca sia Abeti (Picea abies) che Larici (Larix decidua).

Toxoptera aurantii : vive in zone tropicali, attacca la Pianta del Cacao (Theobroma cacao).

Aphis spiraecola : afide che attacca prevalentemente gli Agrumi.

Capitophorus elaeagni : attacca Cardi e Carciofi, ma secondariamente anche Solanacee ed altre piante orticole.

Aphis nerii : infetta l'Oleandro (Nerium oleander).

Macrosiphum rosae : Afide che attacca praticamente tutte le specie di Rosa.

Periphyllus acericola : Afide che ha come ospite l'Acero.

L'entità dell'infestazione dipende da molteplici fattori, che possono variare anche di anno in anno, tuttavia in alcune specie (es. Melo, Susino) gli Afidi possono formare colonie con un elevato numero di individui, mentre in altre, come ad esempio Asimina triloba e Fico (Ficus carica), l'infestazione (se avviene) rimane circoscritta e non arreca quasi mai danni.


Quali Rimedi Usare per Sconfiggere i Pidocchi delle Piante ?

A livello agronomico poco si può fare per combattere gli Afidi, anche se una minor concentrazione di Azoto nei concimi potrebbe ridurre la vigoria e, quindi, la vegetazione "ideale" per il proliferare di questi parassiti. Anche il controllo chimico non dà ottimi risultati, anche perché, in popolazioni a crescita esponenziale, è facile che si selezionino mutanti resistenti ai pesticidi.

La lotta biologica rimane l'arma migliore, infatti sono innumerevoli i predatori naturali degli Afidi, la cui presenza aiuta a mantenere la popolazione di afidi entro valori accettabili.


Quali Sono gli Insetti che Si Nutrono di Afidi ? 

Uova Coccinella
Coccinelle : tutte le Coccinelle (eggià, esistono centinaia di specie) sono voraci predatori di Afidi o Cocciniglie. La Coccinella Comune (Coccinella septempunctata), quella con 7 macchioline nere, è per l'appunto una delle più diffuse su scala globale e, come le sue "sorelle", ha una dieta prevalentemente incentrata sugli Afidi.
 
Le Coccinelle svernano nello stadio adulti riparandosi tra le foglie cadute e, non appena le temperature si alzano, iniziano ad alimentarsi, mangiando gli afidi che parassitano le prima piante erbacee. Di conseguenza è buona norma coltivare piante "veloci" che possano ospitare afidi sin dal finir dell'inverno/inizio primavera, così da attirare le Coccinelle affamate. Dopo un periodo di alimentazione gli adulti iniziano a riprodursi e le femmine depongono moltissime uova gialle, sui rami o sulle foglie di piante infettate dagli afidi.
Alcune uova sono fertili, altre sono sterili e, quest'ultime, forniscono nutrimento extra alle future larve; il rapporto uova fertili/uova sterili è influenzato dalla disponibilità di cibo nel periodo di ovo-deposizione (pochi afidi = maggior numero di uova sterili). Alla schiusura delle uova seguono 4 stadi larvali. Le larve sono molto diverse dall'adulto; esse sono prive di ali, hanno 6 zampe e sono totalmente nere, sebbene negli ultimi stadi compaiano delle segmentazioni arancioni. Inizialmente le larve sono piccolissime, ma sin da subito iniziano ad alimentarsi di Afidi, crescendo rapidamente. 

Pupa Coccinella
Durante la crescita avvengono più mute e non è raro che i "resti" rimangano sulle foglie. Nell'ultimo stadio larvale la larva è più lunga di una Coccinella. Il grande nemico delle larve sono le formiche; queste ultime, infatti, le attaccano e spesso mozzano loro le zampe, condannandole a morte. Non potendo volare le larve di coccinella si nutrono esclusivamente sulla pianta su cui la madre ha deposto le uova e solo una piccola percentuale delle larve arriva alla muta. Una larva al quarto stadio, dopo essersi alimentata per bene, si "appende" ad una foglia e, durante la fase di Pupa, si prepara a diventare una Coccinella adulta. 

Pensate, una Coccinella adulta può mangiare circa 200 Afidi al giorno e le larve più grandi anche di più; infatti bastano solo 10 larve per ripulire circa 1 metro quadrato di superficie fogliare interamente ricoperta da un "tappeto" di afidi (ed un metro quadrato, a seconda della specie di pianta, possono esser centinaia di foglie).
Oltre ad attrarre Coccinelle (vedi sopra) od a comprare larve/uova (fate una ricerca su Google) è importante trattenerle sul sito di infestazione. Finché c'è cibo le Coccinelle rimangono, a patto che non siano cacciate dalle formiche; quindi uno stratagemma potrebbe esser avvolgere il tronco della nostra pianta da frutto con un nastro appiccicoso, che impedisca alle formiche di "arrampicarsi" (non avendo ali, possono arrivare alla foglie solo tramite il tronco).

Larva Coccinella che Si Nutre di Afidi
Sirfidi : questi insetti, appartenenti al gruppo dei Ditteri, assomigliano a delle Api e, da adulti, si nutrono di nettare. Osservando i vari insetti pronubi i Sirfidi si riconoscono poiché, muovendo le ali, rimangono sospesi praticamente immobili (volo stazionario) in prossimità dei fiori (un po' come fanno i colibrì). Esistono migliaia di specie diverse, ma la maggior parte, nello stadio larvale, è un predatore di Afidi. Le uova, bianche, vengono deposte in prossimità di vegetazione parassitata dagli Afidi; una volta schiuse, le larve assomigliano a dei vermi biancastri (privi di arti) e si mimetizzano efficacemente. La larva di Sirfide si muove "a scatti", alla ricerca di cibo. Una singola larva può mangiare sino a 400 Afidi in una settimana.
Data la forma ed il mimetismo, le larve di Sirfide son meno soggette ad attacchi da parte delle formiche rispetto a quelle di Coccinella.

Larva Sirfide che Si Nutre di Afidi

Crisopa
Crisopa (Chrysoperla carnea) : L'adulto presenta corpo allungato, color verde-giallognolo, con ali quasi trasparenti e si nutre di melata e polline. La femmina depone uova in maniera assai particolare, esse, infatti, sono sorrette da un sottile filamento biancastro che penzola dai rami, facendo rimanere le uova "sospese" nell'aria. Questa strategia preserva le uova dall'attacco delle formiche che, come avrete letto poco sopra, sono spesso associate alla presenza di afidi. Vi sono 3 stadi larvali, durante il primo le larve di Crisopa sono piuttosto immobili e mangiano prevalentemente uova di altri insetti, mentre nel secondo e terzo stadio diventano abili cacciatrici, muovendosi con agilità lungo le nervature delle foglie e nutrendosi prevalentemente (ma non unicamente) di afidi. La predazione è prevalentemente notturna.

Il miglior modo per aver un giardino sano ed un orto produttivo è quello di favorire la Biodiversità, affinché si instauri quel perfetto equilibrio tra le varie specie di prede e predatori. Avere piante, erbe e fiori quanto più diversificati aiuterà ad attrarre un maggior numero di specie e ciò farà si che eventuali attacchi siano "controbilanciati" e non diventino mai così dannosi come invece accade spesso nelle Monocolture. 

Larva di Crisopa all'Attacco degli Afidi