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martedì 28 gennaio 2020

Albero del Falso Pepe (Schinus molle) - Coltivazione e Cure

Il "vero" Pepe è una spezia prodotta dal Piper nigrum, una pianta rampicante nativa dell'India ed ampiamente coltivata in tutte le zone tropicali della Terra.

In questo articolo vorrei invece parlare del Pepe Rosa (Schinus molle), anche chiamato volgarmente Pianta del Falso Pepe poiché, pur non avendo alcun grado di parentela, produce delle bacche che ricordano l'aroma del classico pepe nero.

Origine e Diffusione :

L'Albero del Falso Pepe (Schinus molle) appartiene alle Anacardiaceae, un'ampia famiglia le cui specie sono distribuite prevalentemente nelle zone calde del Mondo; fanno parte della famiglia piante  tropicali come il Mango (Mangifera indica) e l'Anacardio (Anacardium occidentale), così come piante da climi temperati caldi come il Pistacchio (Pistacia vera).

Schinus molle è una specie nativa degli aridi altopiani Andini compresi tra Perù, Cile e Bolivia ed il suo habitat naturale è rappresentato dalle aree semi-desertiche.
La Pianta del Pepe Rosa si è dimostrata piuttosto invasiva, tanto che si è naturalizzata in diverse aree del mondo, dall'Australia, sino al Sud degli Stati Uniti (Arizona, California), crescendo nelle praterie e nelle aree limitrofe al mare.

In molte zone costiere d'Italia (es. Liguria), l'Albero del Falso Pepe viene piantato a scopo ornamentale, sia nei giardini privati che in quelli pubblici ma, data la sua rusticità ed il bell'aspetto, è impiegato anche nelle alberature stradali.

Schinus molle

Foglie Schinus molle

Come Riconoscere la Pianta del Falso Pepe ? - Botanica e Fisiologia

Schinus molle è una specie sempreverde che si sviluppa sotto forma di albero di medie dimensioni, raggiungendo i 10 metri (33 ft) di altezza, sebbene non sia raro osservare esemplari adulti ben più contenuti.
Il portamento è elegante e, grazie ai rami penduli ed alle foglie lanceolate, ricorda quello del Salice Piangente.

Fiori Pianta del Pepe RosaIl tronco raggiunge un diametro massimo di 40 cm (16 in) ed è ricoperto da una corteccia color marrone chiaro/grigiastro, con sfumature quasi beige e, con l'età, tende a fessurarsi superficialmente.
I rami sono lunghi, esili, flessibili e tendono a curvarsi verso il basso, tanto che nei vecchi esemplari possono addirittura toccare terra. La chioma è espansa, ma non eccessivamente folta.

Frutti Immaturi Schinus molleLe foglie sono paripennate, lunghe sino a 25 cm (10 in), larghe circa 10 cm (4 in) ed ognuna di esse è formata da 20-40 foglioline dalla forma stretta ed allungata (lanceolate), disposte perpendicolarmente rispetto al rachide centrale.

L'Albero del Pepe Rosa è Dioico, quindi fiori maschili e femminili vengono prodotti da piante distinte. Entrambi i tipi di fiore sono di piccole dimensioni, color crema esternamente e più gialli all'interno; questi fiori sono raggruppati in un'infiorescenza pendule che spunta dall'apice dei rami.

La fioritura principale è estiva, indicativamente nel periodo compreso tra Giugno ed Agosto, tuttavia, in luoghi miti, la pianta è rifiorente e può produrre fiori anche in altre stagioni, sebbene queste fioriture siano decisamente meno abbondanti rispetto a quella estiva.
Ad esempio, nella Liguria di Ponente mi è capitato di veder fiori di Schinus molle in pieno inverno (Gennaio).

Ai fiori, nelle piante femminili, seguono i frutti, raggruppati in in grappoli penduli, che maturano in maniera scalare, con un picco in autunno. Ogni frutto è una piccola drupa inizialmente bianca, che diventa color rosa a maturazione. All'interno troviamo un unico seme legnoso nero, che ricorda appunto classico pepe, sia nell'aspetto che nel sapore.
Le qualità organolettiche sono inferiori ed il Pepe Rosa è considerato meno pregiato, ma viene comunque impiegato per la preparazione di molti piatti, soprattutto a base di pesce.

Bacche e foglie del Falso Pepe sono leggermente velenosi e, se ingeriti in quantità, possono causare vomito e diarrea.
Il Pepe rosa possiede anche proprietà antisettiche ed è dunque utilizzato nella medicina tradizionale come antimicrobico per la cura di ustioni e ferite, sebbene si supponga possa funzionare anche come antidepressivo.

Le radici sono vigorose e robuste, tuttavia rimangono piuttosto superficiali e possono dunque arrecare danni a vialetti di ciottoli od alle tubature. Per questa ragione, oltre che per le dimensioni della pianta adulta, sarebbe meglio piantare l'Albero del Falso Pepe a più di 3 metri (10 ft) dalle mura di casa.

Invaiatura Bacche Pepe Rosa
Come Crescere la Pianta del Pepe Rosa ? - Coltivazione, Esposizione, Clima, Potatura, Riproduzione e Cure

La specie prospera in ambienti semi-desertici ed è perfettamente a suo agio in climi temperati caldi con estati secche, come quello tipico dell'Italia costiera e del Mediterraneo.
Il Falso Pepe, se cresciuto nelle migliori condizioni, ha una crescita rapida, ciò nonostante risulta essere piuttosto longevo.

Sebbene nativo di zone subtropicali, l'albero ha una buona (non ottima) resistenza al freddo e può tollerare temperature minime di circa -10 °C (14° F) e, con qualche danno ai giovani rami, forse anche un paio di gradi in meno.
Queste temperature soglia devono intendersi come occasionali e rappresentano un limite estremo a cui sarebbe meglio non arrivare.
Per questo motivo il luogo ideale in cui piantare un Albero del Pepe Rosa è laddove le gelate invernali siano lievi o nulle e, per esser certi di non aver danni da freddo alle foglie, non si dovrebbe mai scendere sotto i -7° C (19,5 ° F).
Ottima invece è la resistenza al caldo, dato che non si evidenzia sofferenza neppure quando le temperature superano i 40° C (104° F).

Schinus molle possiede foglie sottili che offrono protezione alla disidratazione, ma limitano anche l'attività fotosintetica.
Per questi motivi la specie ama e necessita un'esposizione soleggiata, ma è in grado di tollerare la siccità e può essere coltivata senza irrigazioni anche nelle zone più torride d'Italia (al limite si può bagnare solo il primo anno dopo il trapianto).
In zone più ombrose la specie non fiorisce/fruttifica, la vegetazione diventa stentata e la pianta mostra un aspetto sofferente.

Tronco Schinus molleIl Falso Pepe si dimostra adattabile anche sotto l'aspetto del suolo, può infatti svilupparsi al meglio anche in terreni aridi, rocciosi e poveri, dove poche altre specie riuscirebbero a crescere. Le concimazioni sono superflue e si possono tranquillamente evitare.

Oltre a ciò Schinus molle è rustico anche dal punto di vista della qualità dell'aria, può infatti tollerare lo smog, così come la salsedine; inoltre, date le foglie sottili, può essere piantato anche in zone particolarmente ventose, senza subire danni od esser sradicato al primo temporale.

La Pianta del Pepe Rosa può esser propagata per talea o per semina. Nel primo caso converrà prelevare le marze sul finir dell'anno, quando la pianta è in riposo vegetativo, tagliando rami di almeno un anno di età e interrarli in un vaso con terriccio mantenuto umido, per favorire l'emissione di nuove radici.
La semina è meglio eseguirla in primavera, avendo cura di lavare bene i semi, lasciandoli almeno 24 h in acqua, poiché sul pericarpo dei semi è presente un olio che inibisce il germogliamento.
I semi possono esser conservati (in luogo asciutto e buio) almeno per un anno e, seminandoli a temperatura ed umidità ottimali, la percentuale di successo si attesta intorno al 60 % ed il germogliamento avverrà in un lasso di tempo compreso tra 2 e 5 settimane.

Chioma Albero Falso Pepe

Fioritura Pianta Falso Pepe

Bacche Mature Albero Pepe Rosa

venerdì 2 agosto 2019

Come Crescere il Cappero (Capparis spinosa) - Coltivazione e Cure

I Capperi sono un alimento tipico della cucina mediterranea e vengono utilizzati da millenni per aromatizzare piatti a base di carne (es. vitello tonnato), di pesce, ma anche pasta e pizza.

Ma qual è la pianta che produce i Capperi ? Dove Può Esser Coltivata in Italia ?

Capparis spinosa

Origine e Diffusione :

Il Cappero (Capparis spinosa) è nativo del bacino Mediterraneo ed comune nel Nord Africa (dal Marocco, sino all'Egitto), in Spagna (es. nella provincia di Almeria), in Francia (Costa Azzurra e Provenza) e dalla Croazia fin giù alla Grecia.
La pianta dei Capperi cresce bene nei climi mediterranei, è quindi ben coltivabile anche nel Sud della California, nella parte meridionale del Sud Africa, lungo le rive del Mar Nero e nel Sud dell'Australia.

In Italia il Cappero è diffuso in tutto il Mezzogiorno, in particolar modo in Sicilia (come i noti "Capperi di Pantelleria"). Su terreni rocciosi e calcarei diventa una pianta spontanea, se non quasi infestante, crescendo su muri diroccati o nei dirupi.  Non a caso nella splendida Matera, ricca di vecchie mura, rocce calcaree ed anfratti naturali, si ritrovano piante di Cappero che crescono un po' ovunque. 


Cosa Si Mangia della Pianta del Cappero ?

Quelli che tutti noi chiamiamo Capperi sono in realtà i boccioli dei fiori, raccolti prima che si aprano, trattati con sale e messi in salamoia (acqua e sale) od in Aceto.
Tuttavia anche i frutti, più grandi e dal sapore meno forte, sono commestibili e vengono normalmente conservati sottolio. Per distinguerlo dal "vero" Cappero il frutto viene chiamato Capperone o Cucuncio.
Infine anche le foglie, se sbollentate, possono esser consumate in insalata.

I Capperi, anche in funzione del clima, vengono raccolti in maniera scalare (ogni 10 giorni circa) dalla tarda primavera, sino ad inizio autunno. Tanto più i boccioli sono piccoli, tanto più risulteranno pregiati e richiesti dal mercato.

Boccioli di Fiore Capparis spinosa

Frutti di Capparis spinosa (Capperoni)

Come Riconoscere la Pianta del Cappero ? - Botanica e Fisiologia

Capparis spinosa è una specie appartenente alle Brassicaceae (sin. Cruciferae), una famiglia che conta innumerevole specie (tra cui anche il Ravanello) sparse in tutti i climi e continenti del mondo, ma con una maggior concentrazione a livello del Bacino Mediterraneo.

Il Cappero è una pianta dal tipico portamento prostrato, in quanto gli esili rami, di norma non più lunghi di 1 metro (3,3 ft) e solo parzialmente lignificati, sono ricadenti e crescono eretti unicamente durante il primo stadio vegetativo.
Se cresciuto in zone pianeggianti, e non su muretti in cui i rami possano "cadere" per gravità, il portamento diventa tappezzante. 

Le foglie sono alterne, color verde scuro, tondeggianti o leggermente cuoriformi, hanno una consistenza piuttosto carnosa e sono tendenzialmente glabre, con margine non seghettato. Come suggerisce l'epiteto "spinosa", i Capperi posseggono un paio di spine situate alla base del picciolo fogliare che, in alcune varietà, cadono precocemente.

Fioritura Pianta CapperoI fiori vengono prodotti sui nuovi getti (rami dell'anno), sono splendidi e dall'alto valore ornamentale; essi sono solitari, sbocciano da gemme presenti all'ascella fogliare ed hanno un peduncolo allungato, che rende loro molto vistosi.
Il fiore del cappero è medio-grosso, con un diametro di circa 6 cm (2 in), possiede 4 sepali verdi ed altrettanti petali bianchi, un singolo pistillo (parte femminile) centrale, circondato da numerosi stami (parte maschile) dall'apice (antera) color rosa-violaceo. Questo fiore può vagamente ricordare quello di alcune Mirtaceae (es. Guava). La fioritura risulta abbondante ed appariscente, protraendosi indicativamente da Maggio sino a Settembre inoltrato, o persino in ottobre nei climi più miti.

I frutti, noti anche come Cocunci o Cucunci, sono delle capsule oblunghe sorrette da un lungo peduncolo. Questi frutti carnosi son di color verde brillante (esternamente), mentre la polpa interna è rosacea con molti semi di piccole dimensioni. A maturità si fessurano longitudinalmente, permettendo agli uccelli di disperdere i semini, facendo crescere nuove piante nei punti più impensabili. 

L'apparato radicale cresce in profondità, accontentandosi anche della poca terra presente tra le  anguste fessure scavate tra le rocce.

La chioma è formata da diversi rami ed è sempreverde laddove non vi sia gelo o freddo intenso, mentre altrove perde le foglie inverno, ricacciando poi in primavera (dai rami non secchi o dalle radici).

Fiore Capparis spinosa

Come Coltivare il Cappero ? - Clima, Esposizione, Potature e Propagazione

Nelle zone vocate alla sua coltivazione il Cappero si dimostra una pianta rupestre assai rustica, che cresce indisturbata e senza particolari cure.

Sebbene Capparis spinosa sia una specie Mediterranea ed, in generale, adatta a crescere in climi caldi ed aridi, si può coltivare con successo anche in alcune aree del Nord Italia
Il Cappero, pur perdendo le foglie, può sopportare il gelo sino ad una temperatura di circa -10° C (14 ° F), soprattutto se in condizioni di bassa umidità atmosferica.
Se il gelo fosse intenso, oltre alla caduta delle foglie, potrebbero seccare anche i rami, tuttavia il ceppo resisterebbe al freddo (entro i limiti sopra citati) ed in primavera riformerebbe l'intera chioma.
Le alte temperature, invece, non sono affatto un problema e non si evidenziano danni da caldo neppure quando il termometro supera i 40° C (104° F); ciò nonostante se tale condizione perdurasse a lungo si potrebbe aver una parziale stasi vegetativa, con momentanea riduzione del numero di fiori.

Il posto ideale per piantare la Pianta dei Capperi è sul bordo dei muretti a secco esposti a Sud; in tal modo la nuova vegetazione potrà ricadere lungo il muretto ed esser colpita direttamente dai raggi solari.
Questo arbusto è spiccatamente eliofilo ed un'esposizione in pieno Sole sarà necessaria per uno sviluppo ottimale.
In climi con estati molto soleggiate se ne può tentare la coltivazione anche a mezz'ombra (con almeno 4-5 ore di Sole diretto), ma ciò determinerà la produzione di un minor numero di boccioli fiorali e, quindi, di Capperi.

C. spinosa è una pianta aromatica praticamente xerofila, con un esiguo fabbisogno idrico ed in grado di tollerare lunghi periodi di siccità durante l'estate
Il Cappero si sviluppa senza irrigazioni anche in zone in cui vi siano solo 350 mm di pioggia all'anno, che per intenderci sono meno della metà di quelli che cadono in una città come Messina.
In Italia non è necessario innaffiare, neppure nelle zone più aride, dato che la specie prospera persino in luoghi del Nord Africa quasi a confine con il deserto del Sahara.

Il terreno ideale è calcareo, a pH leggermente basico; ma ne ho visti di ben sviluppati anche in terreni piuttosto acidi ed umiferi, come quelli tipici del Lago Maggiore (alcune foto dell'articolo son fatte proprio lì).
Insomma, il tipo di suolo non è un problema, va bene sia povero che ricco di sostanza organica, l'importante è che sia drenante.
Le concimazioni non sono indispensabili; basta guardare quanti boccioli fiorali hanno i Capperi che crescono arroccati su dirupi inaccessibili, per capire che non hanno di certo bisogno dell'uomo per fruttificare.

La potatura può essere anche drastica ed, in zone in cui vi è stato forte gelo, si può eliminare gran parte della parte aerea, lasciando rametti basali della lunghezza di una spanna.

Il Cappero si riproduce per talea, prelevando rami di un paio d'anni oppure si moltiplica per semina, ricordandosi che i semi hanno buona possibilità di germinare solo se appena colti dai frutti maturi e la percentuale di insuccesso aumenta con semi essiccati e dormienti; comunque sia il consiglio è di re-idratarli lasciando loro almeno 1 giorno in acqua tiepida (od a temperatura ambiente se è estate).

Capparis spinosa selvatico

Cappero sui Muri di Matera

Nuova Vegetazione Pianta dei Capperi

venerdì 23 dicembre 2016

Dove Cresce la Pianta della Cannella (Cinnamomum zeylanicum)? Come si Coltiva?

La Cannella (o Cinnamomo) è una spezia che, nella cucina occidentale, è utilizzata per aromatizzare frutta, dolci, creme e torte, mentre nella tradizione orientale è impiegata anche nel salato (es. per aromatizzare carni affumicate) o per insaporire bevande calde (ad es. il Tè).

Ma da dove si ricava la Cannella? Qual è e come si deve coltivare la Pianta della Cannella (Cinnamomum zeylanicum o Cinnamomum verum)? Può crescere anche in Italia? In quale clima si trova questo albero?

Pianta della Cannella Ceylon


Origine e Diffusione:

In primo luogo facciamo un distinguo, col nome "Cannella" ci riferiamo alle spezie estratte da due specie diverse: 

  • Cannella di Ceylon (o Cannella Regina) : è la classica Cannella, dal gusto intenso e dolce ed è ricavata dall'albero noto come Cinnamomum zeylanicum (sinonimo di Cinnamomum verum).
  • Cannella Cinese : è estratta dalla specie Cinnamomum cassia, diffusa in Cina. Questa spezia ha un sapore più amaro ed è di gran lunga meno pregiata rispetto alla "vera" Cannella.

La Cinnamomum zeylanicum è una specie tropicale originaria dello Sri Lanka (ex Isola di Ceylon) ed ora coltivata anche in altre zone del Sud-Est Asiatico, come Vietnam, Malesia, ed Indonesia, ma anche in alcune nazioni africane, tra cui il Madagascar, le isole Seychelles ed in un po' tutte le zone del mondo a clima tropicale umido.


Questa spezia, sebbene di origine orientale, fu introdotta in occidente fin dall'antichità. Si possono trovare sue citazione nel sacro libro della Bibbia ed era utilizzata persino nelle imbalsamazioni degli antichi faraoni egiziani. Riferimenti alla Cannella si trovano anche nella società Greca e nel successivo impero Romano.

Foglie Cinnamomum zeylanicum

Nuove Foglie Pianta della Cannella


Botanica e Fisiologia :

Infiorescenza Cinnamomum verumCinnamomum zeylanicum è il nome scientifico della specie dai cui rami si ricava la famosa cannella. Questa pianta appartiene alla famiglia delle Lauraceae, come l'Avocado e l'Alloro ed è una stretta parente della Pianta della Canfora (Cinnamomum camphora).
La Pianta della Cannella si sviluppa sotto forma di albero di media taglia che, nell'habitat ideale, raggiunge un'altezza massima di circa 10-15 m (33-49 ft).
Le foglie sono alternate, lunghe sino a 20 cm (8 in), di forma ovale e con 2-3 venature profonde che le attraversano per tutta la loro lunghezza. Durante la fase giovanile le nuove foglioline sono tenere e di color rossastro-giallo, un po' come quelle della Pianta del Cacao, mentre da adulte sono di color verde pallido, che diviene via via più intenso con il passare dell'età della foglia.
Il portamento elegante e le foglie sempreverdi, rendono la coltivazione delle specie, ideale anche a scopi ornamentali.
I fiori bisessuali, di color crema, sono molto piccoli e raggruppati in un'infiorescenza assai ramificata ed allungata. Essi emanano un leggero profumo e sono impollinati dagli insetti pronubi.
Alla fioritura, che nello Sri Lanka avviene nel mese di Febbraio, seguono i frutti; essi sono delle bacche non commestibili contenenti un unico seme, che maturano dopo circa 6 mesi.
Fiori Cinnamomum zeylanicumIn zone meno tropicali, ma comunque più calde dell'Italia, la fioritura avviene nel periodo estivo.
Cinnamomum verum ha una vigoria media e la crescita, soprattutto durante i primi anni e negli areali lontani da quelli d'origine, può essere abbastanza lenta.
Il tronco è liscio, grigio e può raggiungere un diametro di circa mezzo metro (20 in), mentre i rami hanno un portamento pendente.

Ma la spezia Cannella da quale parte della pianta deriva?

Nella stragrande maggioranza dei casi, le sostanze aromatiche vengono prelevate dalle foglie (es. Basilico e Menta) o dalle infiorescenze (es. Timo), eppure né le foglie, né i fiori della pianta della Cannella forniscono la preziosa spezia; essa, infatti, è estratta dalla parte più esterna della corteccia della Cinnamomum zeylanicum e successivamente essiccata e sminuzzata.

Frutti Cinnamomum zeylanicum



Coltivazione, Crescita, Clima e Cure :

Cinnamomum zeylanicum è una specie sempreverde tropicale che prospera in un ambiente con alte temperature in tutti i mesi dell'anno ed elevata umidità atmosferica.
Il suo habitat ideale è simile a quello di altre specie tropicali come il Rambutan ed il Mangostano. Per questo motivo la Pianta della Cannella è suscettibile al freddo e dovrebbe essere coltivata solo laddove le temperature non scendano sotto la soglia di 10° C (50° F). Tuttavia Cinnamomum zeylanicum è più rustica rispetto ad altre piante tropicali e, utilizzando un minimo di protezione, se ne potrebbe tentare la coltivazione nei microclimi più caldi delle coste del Sud Italia.
Alcune fonti suggeriscono che la specie possa addirittura tollerare temperature prossime agli 0° C (32° F), a patto che siano eventi effimeri e sporadici, accompagnati da elevate temperature diurne. Altrove si può coltivare in grossi vasi, ritirandola durante l'inverno.
La specie è poco tollerante anche nei confronti di temperature troppo elevate e, oltre i 30° C (86° F), la pianta può entrare in uno stato di sofferenza.
Questa pianta ha un elevato fabbisogno di acqua e prospera solo in zone in cui non vi sia una vera e propria stagione secca ed in cui cadano almeno 1500 mm (59 inch) di pioggia ogni anno. Molto importante è anche l'umidità atmosferica che si deve mantenere elevata; un ambiente secco, specie se molto assolato e con temperature alte, può far bruciare le foglie.
L'esposizione ideale è a mezz'ombra, il pieno Sole è consigliabile nelle zone tropicali in cui vi sia una frequente copertura nuvolosa.
Il terreno ideale deve essere acido (pH inferiore a 7), ben drenante (le radici soffrono i marciumi radicali) e con una bassa salinità.
La Pianta della Cannella si può riprodurre per talea o anche per semina, in quest'ultimo caso i semi, a temperatura ottimale, germogliano piuttosto velocemente.
La potatura può essere effettuata durante tutto l'anno, preferendo però i periodi di stasi vegetativa.
Cinnamomum zeylanicum è un albero interessante e, tutto sommato, abbastanza facile da coltivare; basta ricordarsi di riporlo in una zona calda durante la brutta stagione ed annaffiarlo durante la bella.

Cinnamomum zeylanicum in Serra in Italia

Rami e Foglie Cinnamomum zeylanicum

Tronco Pianta Cannella Cinnamomum zeylanicum

domenica 14 agosto 2016

Qual è la Pianta della Menta? Come si Coltiva?

Tutti noi abbiamo mangiato almeno una volta un ghiacciolo alla Menta, ma da dove proviene la Menta? Com'è fatta la Pianta della Menta? Dove cresce e come si deve coltivare?

La Menta (Mentha in Inglese) è una pianta aromatica particolarmente resistente alle avversità climatiche che, in certe circostanze, può diventare addirittura infestante.
Il genere Mentha comprende al suo interno almeno 13 specie (la distinzione tra le specie è argomento tuttora controverso), diversi ibridi naturali ed innumerevoli varietà.
La Menta non ha una distribuzione specifica e le diverse specie crescono più o meno in tutti i continenti, preferendo le zone continentali a quelle tropicali.
La sua origine, sebbene non vi sia parere unanime, sembra essere europea ed il suo utilizzo era noto già ai tempi dei Greci e dei Romani.

Pianta della Menta

Mentha piperita



Nelle prossime righe, per comodità, mi riferirò alla specie Mentha piperita, una delle più coltivate al mondo; tuttavia molte caratteristiche fisiologiche e botaniche sono condivise da quasi tutte le altre specie.


Botanica e Fisiologia :

La Menta fa parte della famiglia Lamiaceae (o Labiate), è una pianta erbacea, generalmente perenne. Il suo sviluppo lo si potrebbe considerare una via di mezzo tra quello del Basilico e del Timo, nel senso che, come il primo, non lignifica e d'inverno non lascia tracce di sé, ma, come il secondo, è una pianta che non è stagionale e, in primavera, risorge senza alcun problema, rigenerando foglie e fusti.
La specie più comune, e particolarmente diffusa nel Nord Italia, è la Mentha piperita. Questa è in realtà un ibrido inglese ottenuto incrociando la specie Menta viridis con la Menta acquatica e si distingue in Menta Nera (dagli steli rossastri e scuri) e Menta Bianca.
La pianta della Menta ha spesso un portamento prostrato e, di norma, raggiunge un'altezza compresa tra 40 cm e 90 cm (15-34 in), per contro si espande molto velocemente ed i suoi tralci possono trovarsi a diversi metri di distanza dalla posizione in cui è stata piantata.
Le foglie della Menta sono a ovali, lunghe circa 5 cm (2 in), di color verde scuro, con venature marcate e ricoperte da una sorta di peluria. Queste foglie sono particolarmente aromatiche ed emanano un forte odore e, se strofinate, impregnano le mani della loro essenza.
I fiori, numerosi e di piccole dimensioni, sono riuniti in un'infiorescenza a forma di spiga, situata all'apice della vegetazione. I fiori hanno un colore che spazia dal bianco al viola e, in molte specie, sono sterili.
La fioritura della Menta, in Italia, avviene in estate (Agosto), ma si può protrarre anche fin all'inizio dell'autunno. Essa è dunque scalare ed inizia sempre dalla parte basale dell'infiorescenza, mentre i fiori all'apice sono gli ultimi ad aprirsi.
Il frutto, qualora la specie non fosse sterile, è un formato da 4 acheni, con relativi semi.
In natura, la Menta si riproduce tramite l'emissione di stoloni che, radicando a contatto con il suolo, generano una nuova pianta, distante dalla pianta madre; questo meccanismo riproduttivo lo avevamo già incontrato parlando delle fragole.

Infiorescenze Menta



Coltivazione, Clima ed Esposizione :

La Menta è una pianta aromatica molto facile da coltivare sia in vaso, sia nell'orto ed, anzi, in quest'ultimo, se lasciata allo stato brado e senza interventi di potatura, potrebbe espandersi fin troppo.
La Mentha piperita, grazie alla sua buona resistenza al freddo, si può coltivare quasi ovunque in Italia.
Sebbene le prime gelate autunnali brucino sia foglie che fusti, i rizomi della Menta possono sopravvivere a temperature minime di -20° C (-4° F) e, se vi è copertura nevosa, anche a temperature inferiori.
Benché la crescita dei germogli possa avvenire anche con pochi gradi sopra zero, per una crescita apprezzabile sono necessarie temperature di almeno 10° C (50° F), mentre la temperatura ottimale di sviluppo è attorno ai 28° C (82° F) di giorno e 18° C (64° F) di notte.
La Menta preferisce un'esposizione a mezz'ombra ma, diversamente da altre piante aromatiche, si sviluppa piuttosto bene anche all'ombra. Se posizionata in pieno Sole la crescita è ridotta, ma l'accumulo di sostanze aromatiche all'interno delle foglie è superiore.
Questa specie ha un apparato radicale espanso, ma superficiale; per questo motivo è una pianta particolarmente avida di acqua e richiede abbondanti innaffiature estive o una buona pacciamatura.

La crescita della Menta è vigorosa ed estremamente rapida, in una stagione può "allungarsi" per metri e potature (o meglio zappature) di controllo sono vivamente consigliate.
Questa aromatica è facilmente coltivabile in vaso e si moltiplica tramite stoloni o per talea, più raramente si moltiplica per semina, anche se i semi sono scarsamente germinabili.
La Menta cresce su più terreni, tuttavia preferisce quelli fertili, ricchi di humus, freschi, umidi e a pH leggermente acido, come quelli tipici delle zone ombrose. Sarebbe meglio evitare quelli argillosi o troppo pesanti.
La Menta è attaccata da diversi funghi patogeni come la Puccinia menthae che causa la Ruggine, e da altri patogeni che ne limitano lo sviluppo e la produzione delle sue essenze.
Anche le limacce possono rappresentare un'avversità, queste lumache sono infatti ghiotte delle foglie di Menta che, inoltre, crescono proprio nel sottobosco umido, l'habitat ideale di questi molluschi.


Altre specie di Menta :

Come accennato all'inizio dell'articolo tra specie, ibridi e varietà esistono decine e decine di "tipi" di Menta, non sempre facilmente distinguibili.

  • Menta Poleggio (Mentha pulegium): specie"nana", con un sviluppo più contenuto. Le foglie sono grigiastre ed emanano un odore molto intenso, in antichità era usata per scacciare le pulci.
  • Mentastro (Mentha spicata), questa specie cresce lungo i fiumi e ruscelli, diversamente dalle altre specie, ha un odore intenso, ma poco gradevole per gli esseri umani.
  • Menta Campestre (Mentha arvensis), tipica delle zone di bassa montagna del centro Italia, ha la caratteristica di non avere fiori apicali, ma solo all'ascella delle foglie.
  • Menta Silvestre (Mentha longifolia), la si trova in montagna, ha foglie chiare, dalla forma e dimensione variabile.
  • Menta della Corsica (Mentha requienii), specie rara, endemica della Corsica e della Sardegna, si caratterizza per avere foglie molto più piccole delle altre specie ed un'altezza dei fusti molto esigua, rendendo la pianta quasi tappezzante.

Utilizzi e Proprietà :

Le foglie della Menta sono utilizzate nella preparazione di innumerevoli pietanze e bevande. Il suo aroma "fresco", la rende particolarmente indicata per produzione di cocktail (es. il Mojito ) o di Tè verde, ma anche per insaporire piatti a base di carne o pesce.
La sensazione di freschezza e di pulizia, la rende ideale per dare gusto a caramelle, gelati e ghiaccioli. In ultimo, poche altre cose sono dissetanti come un bel bicchiere di latte e menta.
Il Mentolo, estratto dalle foglie, ha proprietà antibatteriche ed, in medicina, è usato come analgesico per ridurre il mal di testa o lievi crampi. Gli estratti di menta sono impiegati anche nella produzione di collutori e dentifrici ed aiutano a combattere l'alitosi ed il mal di gola.

Foglie Menta

Fiori Menta

Disegno Menta




lunedì 30 maggio 2016

Come si Coltiva il Timo (Thymus sp.)?

Con il nome generico "Timo" ci riferiamo a diverse specie di piante aromatiche con cui è possibile fare tisane ed insaporire le pietanze.

Quante specie di Timo esistono? Dove si può coltivare il Timo? Quali cure necessita?

Foglie di Thymus vulgaris


Il Thymus (Timo, in italiano) è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Lamiaceae che, al suo interno, comprende decine di specie.
Le caratteristiche di cui parlerò sono comuni a molte di queste specie, dettagli sulla singola specie saranno discussi successivamente.

Le origini del Timo sono da ricercarsi nelle zone temperate d'Europa, dai Balcani al Caucaso, passando per il bacino Mediterraneo. Il suo habitat naturale è rappresentato dalle zone aride, rocciose ed assolate, dal livello del mare sino a quote di oltre 1.500 metri (4.900 ft).
Le proprietà di questa pianta erano note già in tempi remoti, infatti, estratti di questa pianta, erano comunemente utilizzati per l'imbalsamazione dei corpi, sin dall'epoca degli antichi Egizi, mentre i Greci, considerandolo una fonte di coraggio, lo bruciavano come incenso in onore dei loro Dei.


Botanica e Fisiologia :

Infiorescenze Timo
Il Timo, diversamente da altre piante aromatiche come il Basilico, è una pianta sempreverde perenne a portamento arbustivo che, di solito, non supera un'altezza di 40-50 cm (15-20 inch). La parte inferiore è lignificata, mentre quella superiore è formata da numerose ramificazioni che conferiscono al Timo un aspetto molto compatto.
Nella quasi totalità delle specie, le foglie sono di piccolissime dimensioni, ricoperte da una peluria e con tonalità che variano dal verde, al grigio-argenteo. I fiori del timo, anch'essi molto piccoli, sono di colore bianco, rosa o lilla, sono riuniti in una sorta di spiga che emerge dall'ascella fiorale e sono particolarmente amati dagli insetti pronubi, tra cui le api, le quali producono il prezioso miele di Timo. La fioritura del Timo inizia nella tarda primavera e può durare tutta l'estate. I frutti sono degli acheni non particolarmente appariscenti, ognuno dei quali contiene 4 semini.


Specie di Timo :

Come accennato poco sopra, esistono centinaia di specie di Timo con differenze più o meno significative, di seguito un elenco, con una breve descrizione, delle specie più diffuse di Timo.

  • Timo Comune (Thymus vulgaris) : Probabilmente il Timo più utilizzato a scopo ornamentale ed officinale e il classico Timo che si trova nei giardini, di esso esistono innumerevoli varietà, con differenze nelle foglie e nel portamento
  • Timo Erba Barona (Thymus herba barona) : Diffuso allo stato selvatico sulle montagne di Corsica e Sardegna, la specie è molto usata in cucina, con un aroma che ricorda il cumino
  • Timo Spagnolo (Thymys zygis) : Specie di origine spagnola, sebbene non sia così ricco di olii essenziali, è comunque diffuso ed utilizzato a scopo ornamentale
  • Timo Strisciante (Thymus praecox) : Specie dal portamento particolarmente strisciante e tappezzante, cresce a quote leggermente più elevate di altre specie e molte varietà sono state selezionate per la copiosa ed appariscente fioritura
  • Timo Limone (Thymus x citriodorus) : Caratterizzato da foglie variegate, spesso di color giallo con una fragranza simile a quella del Limone
  • Timo Serpillo o Cedrato (Thymus serpyllum) : Facilmente confondibile con il Timo Comune, si differenza però per l'assenza di peluria fogliare e per gli steli maggiormente lunghi con foglie più distanziate tra loro

Coltivazione, Clima e Cure :


Timo LimoneIl Timo è una pianta Mediterranea, che ama posizioni assolate tipiche dei declivi rocciosi della nostra penisola. La specie è resistente al siccità e, una volta affrancata, non necessita di innaffiature, se non dopo prolungati periodi torridi ed aridi di molte settimane. Nonostante ami il clima Mediterraneo, il Timo resiste al gelo e può sopportare abbassamenti di temperatura fino a -10°/-15°C (14-5° F). La specie gradisce climi con piccole escursioni termiche giornaliere, condizioni molto comuni sui pendii esposti al mare. Il Timo si adatta a diversi terreni, pur preferendo quelli leggermente basici e calcarei. Si accontenta anche di terreni poveri, mentre rifugge da quelli troppo compatti che creano ristagni idrici che, specie in inverno, possono essere letali. La riproduzione del Timo avviene tramite talea o, più semplicemente, seminando.


Raccolta ed Utilizzi :

Le foglie di Timo si possono raccogliere tutto l'anno anche se, solitamente, si rimuovono sia le foglie che l'infiorescenze, prima che i fiori si aprano e dunque, nel periodo primaverile ed estivo. Le foglie possono essere poi consumate così come raccolte o fatte essiccare per successivi utilizzi.
Il Timo viene utilizzato in cucina per aromatizzare piatti a base di pesce, carne e verdura, ma è anche utilizzato per preparare infusi.
Il Timo è anche una pianta officinale, ha elevate proprietà antisettiche e, i suoi infusi, vengono utilizzati sia come calmanti, sia per alleviare la tosse e le principali patologie dell'apparato digerente. In cosmetica è utilizzato per la preparazione di deodoranti, sciampi ed è particolarmente indicato per le pelli grassi.
Tutti questi benefici sono dovuti essenzialmente a due principi attivi: il Timolo (fino al 70%), il Carvacloro (fino al 15%) e, in quantità minore, altri fenoli. La concentrazione relativa di Timolo è più alta se le foglie vengono raccolte in inverno, mentre in estate si ha una maggior produzione degli altri fenoli.

Fiori Thymus vulgaris

Foglie variegate di Timo

Fiori di Timo



giovedì 1 ottobre 2015

Come Coltivare il Basilico (Ocimum basilicum) Partendo da Seme

Pensate alla cucina italiana e mediterranea, qual è il primo piatto che vi viene in mente? 
A me la pasta con pomodoro e basilico, oppure una bella pizza margherita con 3 foglie di basilico. Infatti l'utilizzo di questa specie (Ocimum basilicum) è tipica della nostra cucina, così come di quella asiatica (Vietnamita, Laotiana, Cambogiana etc..).
Le foglie del basilico vengono utilizzate intere per aromatizzare le pietanze, oppure tritate e macinate insieme ad altri ingredienti per ottenere salse, sughi e spezie, come il famosissimo pesto genovese ormai diffuso in tutta Italia e nel Mondo. E' fondamentale ricordarsi che le foglie perdono l'aroma una volta cotte e devono quindi essere aggiunte solo dopo la cottura.

Dove può crescere il Basilico in Italia? Quando seminare o piantarlo nell'orto? Quali sono le temperature ideali per lo sviluppo? Quanto resiste al freddo?


Origine, Generalità e Curiosità :

Ocimum basilicum è il nome scientifico della specie che noi tutti conosciamo col nome di "Basilico" e appartiene alla famiglia delle Lamiaceae; l'etimologia del nome deriva da "basilikon" che in greco significa "pianta regale", ciò denota l'importanza che veniva data al basilico fin dai tempi antichi.
Foglie di BasilicoQuesta erba aromatica è una pianta a ciclo annuale, con portamento erbaceo, originaria dell'India e poi ampiamente diffusasi, già a partire dell'epoca dei Greci, nei climi temperati del bacino mediterraneo, tra cui l'Italia ed in particolare la Liguria.
Fin dai tempi dei romani il basilico fu sfruttato a scopo terapeutico e considerato in grado di guarire abrasioni e ferite, nonché usato, negli anni bui del Medioevo, come ingrediente principale per la produzione di decotti utilizzati come fossero pozioni magiche per i riti più disparati. Sebbene la specie Ocimum basilicum (chiamato Basilico dolce) sia quella maggiormente utilizzata, e quella di cui parlerò nelle prossime righe, è bene sapere che esistono altre specie di basilico tra cui:

  • Ocimum mimimum : specie di piccole dimensioni e dal portamento compatto, possiede foglie minuscole di circa 1 cm (0.4 in) dal sapore decisamente meno intenso. Viene coltivata prevalentemente come pianta ornamentale. 
  • Ocimum gratissimum : conosciuto come Basilico Africano, è una pianta perenne che può raggiungere un'altezza di 2-3 metri (6-9 ft) ed è originaria del Madagascar e dell'Asia meridionale ed è ora naturalizzato nel centro america e alle Hawaii. Da questa pianta si estrae un olio ricco nel composto chiamato eugenolo, che si pensa abbia proprietà antibatteriche e antivirali. 
  • Ocimum tenuiflorum : chiamato anche Basilico Santo, è una una specie che ha origine nel Nord dell'India e Nepal, può raggiungere un'altezza di 50 cm (20 in), può esser usato come erba medica ed è considerato un elisir di eterna giovinezza, inoltre ricopre un ruolo sacro per alcune religioni induiste. 

Botanica e Fisiologia:

Il basilico è una pianta che può raggiungere un'altezza di 40-60 cm (16-24 in). Il fusto cresce eretto e ha una peculiare sezione quadrata (e non circolare); nella parte basale si può assistere ad una leggera lignificazione. Le foglie sono opposte, lisce, lucide e di consistenza tenera, esse hanno forma ovale con colore e dimensioni diverse a seconda della varietà, ma generalmente verde chiaro lunghe 3-4 cm (1.2-1.3 in). Le infiorescenze sono dei racemi molto allungati contenenti numerosi fiori, generalmente bianchi. La fioritura, in Italia, si protrae da Giugno fino a Settembre. Il frutto è di colore scuro, formato da 4 acheni al cui interno sono presenti i semi.


Coltivazione, Cure, Esposizione e Clima :

Fiori di BasilicoIl basilico è una specie che ama il clima caldo, ma non torrido. La temperatura ideale per lo sviluppo è attorno ai 25° C (77° F), sotto i 10°C (50° F) la pianta smette di crescere e deperisce velocemente, mentre bastano poche ore mattutine con temperature di poco sotto gli 0° C (32° F) per uccidere interamente un pianta. L'esposizione ideale è in pieno sole ma, soprattutto in ambienti molto caldi ed aridi, preferisce un'esposizione a mezz'ombra in cui non prenda luce diretta nelle ore centrali della giornata. Le irrigazioni, specie se coltivato in pieno sole e con temperature superiori ai 30° C (85° F), devono essere abbondanti, evitando tuttavia il ristagno idrico. Il terreno ideale è drenante, ma che mantenga l'umidità, come ad esempio quelli ad alto contenuto di humus. Le concimazioni si devono fare prima della messa a dimora delle piantine, con compost organico ben maturo e stallatico.

La pianta completa il proprio ciclo con la fioritura e la successione produzione di semi, questo riduce gli oli e con essi le qualità organolettiche delle foglie. Per prolungare il ciclo vitale del basilico è essenziale cimare (togliere) le infiorescenze floreali, evitando così la produzione di frutti e semi ed inducendo la produzione delle preziose foglie. Il basilico si semina in primavera direttamente in campo (se le temperature sono miti) oppure in vasi e, quando le temperature saranno stabilmente sopra i 18-20 °C (65-68° F), si potranno trapiantare in piena terra; tuttavia il basilico è facilmente coltivabile anche in vaso.
La germinazione dei semi è piuttosto rapida (ed efficiente) e, nel periodo tardo primaverile, avviene in pochi giorni. Anche lo sviluppo, a temperature ottimali, è piuttosto celere e da "un prato di basilico", si formeranno piantine nel giro di poche settimane.
Il basilico si può coltivare nell'orto solo in primavera-estate, infatti le sue esigenze termiche non sono soddisfatte nei mesi più freddi dell'anno.


Varietà di Basilico :

Esistono decine di varietà di basilico dolce (Ocimum basilicum), tra cui:

  • Ocimum basilicum var. 'Crispum', (Basilico Comune) : In assoluto la varietà più diffusa e quella a cui siamo comunemente abituati. Possiede foglie grandi, dall'aroma e profumo intenso. 
  • Ocimum basilicum var. 'Anise' : Caratterizzata dall'avere foglie con un sentore di anice.
  • Ocimum basilicum var. 'Minimum'  (Basilico Greco) : Varietà a portamento compatto, con foglie piccole. Ben si presta ad esser coltivato in ambienti più freddi.
  • Ocimum basilicum var. 'Cinnamon' (Basilico Messicano): Varietà messicana, con caratteristici fiori rosa e foglie dal sapore speziato con sentori di Cannella.
  • Ocimum basilicum var. 'Purple Ruffles' : Molto aromatico e dalle insolite foglie color rosso scuro o viola, utilizzato sia a scopo ornamentale che culinario (es. per fare il pesto rosso).
  • Ocimum basilicum var. 'Thyrsiflora' (Basilico thailandese) : Aroma molto intenso e speziato, unisce il sapore di liquirizia a quello di menta. Utilizzato localmente per la produzione di zuppe a base di pesce. 
  • Ocimum basilicum var. 'Napoletano' : Foglie grandi e saporite.
  • Ocimum basilicum var. 'Genovese' : Varietà comunemente usata per produrre il pesto genovese, foglie dall'aroma delicato e prive del retrogusto di Menta.

Basil leaves
Ocimum basilicum