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giovedì 27 marzo 2025

Giacinto (Hyacinthus orientalis) - Una Bulbosa Primaverile Profumata e dai Colori Sgargianti

Tra le specie da Bulbo che ci rallegrano la vista durante la primavera non possiamo non citare i Giacinti, che con la loro fioritura aggiungono colore al verde del nostro giardino.

I Giacinti appartengono al genere Hyacinthus, a sua volta compreso all'interno della famiglia delle Asparagaceae e, quindi, geneticamente vicino ai Muscari di cui avevamo già discusso qui.

Infiorescenza Hyacinthus orientalis

Fioritura Giacinti

Origine e Descrizione :

Il genere Hyacinthus comprende solo tre specie :

  • Hyacinthus litwinovii 
  • Hyacinthus transcaspicus
  • Hyacinthus orientalis
Le prime due sono native di un'area compresa tra il Nord dell'Iran ed il Sud del Turkmenistan, mentre Hyacinthus orientalis è originario del medio oriente, in un'area compresa tra Iraq, Siria, Libano ed Israele. E' proprio quest'ultima specie che si è diffusa a livello ornamentale e quella dalla quale sono state selezionate le diverse varietà che oggi troviamo facilmente in commercio. 

In Italia sono coltivati sia come Bulbi da interno, che da esterno e, talvolta, la loro fioritura viene forzata in serra per ottenere piante fiorite già nel periodo natalizio. 
Allo stato selvatico è raro trovare Giacinti, se non in luoghi disturbati ed antropizzati, in cui possono sfuggire alla coltivazione.

Botanica :

Primo Piano Fiore
Il Giacinto è una specie bulbosa, con un diametro del bulbo che in media è di 5 cm (2 in). Dal bulbo, in primavera, emergono le foglie. Esse sono a forma di cinghia, lunghe fino a 30 cm (12 in), con una larghezza di circa 1/10. Le foglie del Giacinto sono spesse ed hanno una consistenza carnosa, che ricorda quasi il cuoio e sono arrangiate circolarmente. Le foglie emergono erette e ravvicinate tra loro, racchiudendo (quasi nascondendo) l'infiorescenza che, appunto, è disposta centralmente. A poco a poco le foglie tendono ad aprirsi ed a piegarsi orizzontalmente lasciando spazio all'infiorescenza.

Botanicamente è un racemo (infiorescenza non ramificata), lungo più o meno quanto le foglie e formato da un numero variabile (compreso tra 5 e 50) di piccoli fiorellini di pochi centimetri di diametro. Il numero di fiori varia in funzione della cultivar, ma anche in base alla salute e allo stato nutrizionale. 

I fiori sono formati da 6 petali di diverso colore a seconda del clone, possono assumere tonalità che spaziano dal blu-violetto, sino al bianco, passando per il rosa, arancione e giallo. Altra peculiarità è l'intenso profumo che emanano, la cui delicatezza li rende ideali anche per profumare ambienti interni.

Ai fiori seguono i frutti, ovvero delle capsule rotonde che, a maturazione, si seccano aprendosi in tre parti, ognuna delle quali contiene più semi neri.

Hyacinthus orientalis Bianco

Infiorescenza Immatura

Coltivazione e  Cure :

Come tutte le bulbose a fioritura primaverile conviene interrare i bulbi nel periodo autunnale, indicativamente tra fine ottobre e novembre. In questo modo i bulbi entrano in uno stato di dormienza e sono sottoposti a condizioni ideali di umidità e temperatura (in assenza di freddo invernale si ha una fioritura scarsa). 

I bulbi vanno piantati a circa 15 cm (6 in) di profondità ed altrettanto distanti l'uno dall'altro. Il terreno ideale è ricco di sostanza organica, che permette un miglior sviluppo del bulbo, garantendo fioriture anche durante i successivi anni. L'esposizione ideale è a mezz'ombra, che garantisce il giusto equilibrio tra un'elevata attività fotosintetica ed una fioritura prolungata. In linea di massima crescono comunque molto bene anche in pieno sole e sarebbe meglio evitare l'ombra, soprattutto se fitta.

Dopo aver sfiorito e fruttificato le foglie tendono ad ingiallire, solo allora si potranno rimuovere; infatti è importante lasciarle quando sono verdi (anche se non c'è più il fiore) dato che alimentano la pianta e forniscono l'energia necessaria per la fioritura dell'anno successivo.

Corta Infiorescenza Hyacinthus orientalis
Se coltivato in questo modo Hyacinthus orientalis è una specie adatta a naturalizzarsi e, anche senza troppo cure, fiorirà anno dopo anno. Data l'elevata resistenza al freddo non sarà necessario rimuovere i bulbi durante l'inverno e, anche in estate, non ci saranno problemi di siccità dato che la parte epigea (aerea) sarà ormai seccata.

In un terreno mediamente fertile le concimazioni non sono necessarie.

Il periodo di fioritura varia a seconda del clima ma, in linea di generale, avviene nella prima parte della primavera, indicativamente nel mese di Marzo, per circa 4 settimane. 

La riproduzione può avvenire tramite semina, ma in questo caso la nuova pianta sarà geneticamente diversa dalla pianta madre (un Giacinto a fiore rosa può produrre un Giacinto a fiore bianco etc..). Per la moltiplicazione vegetativa si separano i bulbi (che non sono semi, ma una "pianta in miniatura"); in condizioni di crescita ottimali il bulbo principale produce tanti bulbi "figli" (suoi cloni) che possono esser divisi e ripiantati altrove, mantenendo le caratteristiche specifiche.

Insomma i Giacinti sono piante facili, ornamentali, profumate che, per di più, sono perenni e resistenti ad ogni clima che possiamo trovare in Italia.

Giacinto Rosa


domenica 23 febbraio 2025

Muscari armeniacum - Una Specie Bulbosa di Facile Coltivazione

Esistono centinai di Bulbi e Rizomi, molte dei quali fanno fiori enormi e vistosi. Oggi vorrei però parlare di una specie da bulbo meno appariscente, ma con diversi lati positivi che approfondiremo di seguito; sto parlando dei Muscari (Muscari armeniacum).

Origine e Distribuzione :

Il genere Muscari appartiene alle Asparagaceae, una famiglia di Angiosperme monocotiledoni a cui appartengono anche le Agavi. Nonostante la parentela, Muscari ed Agavi sono piante che si sono evolute per climi ed habitat ben diversi.

Tutte le specie di Muscari sono piante bulbose che producono un'infiorescenza più o meno lunga, con fiori di colori che, a seconda della specie, variano dall'azzurro al blu scuro.

Tra le molte specie quella di maggior interesse è sicuramente il Muscari dell'Armenia (Muscari armeniacum) che, come suggerisce il nome, è nativo del Caucaso, ma presente in tutto il bacino mediterraneo orientale. 

M. armeniacum è coltivato prevalentemente a scopo ornamentale, anche se si può trovare allo stato selvatico, soprattutto in suoli disturbati o ai margini delle zone urbanizzate. 

Curiosità : Muscari si può riferire a "Muschio", non per via della parentela, ma per via dell'odore che emano i fiori di molte delle sue specie.

Muscari armeniacum

Primo Piano Fiori Muscari

Descrizione e Coltivazione :

I bulbi dei Muscari, che sono di piccole dimensioni, devono esser interrati in autunno, ad una profondità di circa 5 cm (2 in). Resistono al gelo intenso, all'umidità del suolo e, anzi, si sviluppano meglio dopo un periodo freddo.

Ad inizio primavera dal suolo spuntano le foglioline, nastriformi, disposte in maniera circolare, dapprima erette, che però tendono a ripiegarsi sotto il loro peso. Esse sono color verde, sottili e lunghe anche oltre 30 cm (12 in).

Successivamente per ogni bulbo vengono emesse da una a tre infiorescenze, lunghe al massimo 10 cm (4 in). Queste infiorescenze, che alla base sono circondate dalle foglie, contengono dai 20 ai 40 fiori, disposti all'apice, in maniera piuttosto serrata tra loro. I fiori sono di piccole dimensioni, a forma di campana con apertura rivolta verso il basso, color azzurro scuro/blu, con un'anello bianco in prossimità dell'apertura.

La fioritura avviene a metà primavera, indicativamente nel periodo che va da Aprile ad inizio Maggio. L'apertura dei fiori non è sincrona, iniziano infatti ad aprirsi per prima quelli nella parte più bassa e per ultimi quelli sulla sommità; non è raro che i fiori alla base stiano appassendo quanto quelli all'apice non sono ancora completamente aperti. 

Infiorescenza Immatura
Lo stelo fiorale è comunque bello e si può tranquillamente recidere e tenere in casa come ornamento. In seguito all'impollinazione i fiori producono frutti con semi; piante nate da seme impiegano circa 2 anni prima di fiorire (N.B. il Bulbo non è il Seme, ma semplicemente una forma di fusto modificata).

Foglie MuscariAd inizio estate le foglie iniziano a seccare ma, diversamente da altre bulbose estive, è una sorta di estivazione dato che in autunno non è raro che ne producano di nuove (senza infiorescenze) che perdurano sino all'arrivo del freddo. In altre parole fiorisce una volta all'anno, ma mette foglie due volte all'anno (in primavera e in autunno).

I bulbi sono resistenti alla siccità (anche perché non hanno foglie nei periodi più caldi), al gelo e prosperano al meglio con esposizioni a mezz'ombra, ma si adattano anche al pieno sole o all'ombra. Con posizioni soleggiate crescono con maggior vigore e producono più infiorescenze, ma la durata della fioritura è ridotta rispetto a zone con un po' più di ombra.

Crescono più o meno su tutti i suoli, pur preferendo terreni ben drenanti. 

Si riproducono per semina (raramente) o per divisione dei bulbi; a livello amatoriale si espandono in entrambi i modi in maniera del tutto naturale. Non dovete togliere i bulbi per l'inverno, lasciandoli nel terreno di anno in anno colonizzeranno nuove aree e si allargheranno, donando un tocco magico al vostro giardino. I Muscari sono un'ottima scelta per chi non ha voglia/tempo di curarli, basterà piantarli un'unica volta, per vederli rifiorire ad ogni primavera, data l'altissima capacità di naturalizzarsi, talvolta diventando quasi infestanti

Per la naturalizzazione sarebbe meglio aspettare che le foglie ingialliscano e secchino naturalmente, prima di tagliare il prato. Così facendo i bulbi accumuleranno l'energia prodotta dalle foglie con la fotosintesi e si moltiplicheranno sempre più.


Fiori Aperti e Fiori Chiusi

Infiorescenza Prima della Fioritura

Gruppetto di Muscari


giovedì 1 settembre 2022

Peonia Arbustiva ed Erbacea - Coltivazione, Clima e Differenze tra le Specie

Le Peonie sono coltivate in tutta Italia per il loro bellissimi, e talvolta profumati, fiori. In questo articolo cercheremo di fare un po' di chiarezza sulle specie principali e su come devono esser coltivate per fiorire abbondantemente e per molto tempo.

Origine ed Inquadramento Botanico :

Il genere Paeonia, unico rappresentante della famiglie delle Paeoniaceae, contiene al suo interno circa 40 specie, le quali possono grossolanamente essere divise in specie erbacee (circa 75%) o arboree (25%). La distribuzione delle diverse specie di Peonia è ampia, ma riconducibile a zone temperate dell'emisfero boreale. Allo stato selvatico le specie arboree si ritrovano solo in Cina, mentre quelle erbacee, a seconda della specie, popolano l'Europa meridionale e l'Asia centro-orientale, comprendendo le zone montagnose ai piedi dell'Himalaya, come la Paeonia emodi, presente tra Pakistan e Nepal o la Paeonia sterniana, endemica del Tibet; mentre la Paeonia lactiflora si spinge fino alla gelida Siberia orientale. Paeonia cambessedesii è endemica delle isole Baleari (Spagna), mentre la Paeonia parnassica cresce nelle zone montagnose della Grecia. Nell'America settentrionale è presente la Paeonia californica, che cresce sul versante pacifico della California (Stati Uniti), ma anche nella Baia California (Messico). In Italia, allo stato naturale, ritroviamo la Paeonia mascula, nota anche come Rosa di Montagna, che cresce nel sottobosco di querce e la Paeonia officinalis, che predilige terreni calcarei e cresce sulle Alpi e nella parte centro settentrionale dell'Appennino (non si ritrova nel Sud Italia).

Le Peonie hanno 5 cromosomi, ma molte specie sono tetraploide, sebbene esistano anche diploidi (per informazioni sulla poliploidia clicca qua).

Sebbene la Peonia sia storicamente collegata alla Cina, arrivò in Europa a fine '700 e, soprattutto in Inghilterra e Francia, i botanici si misero al lavoro per selezionare varianti con le migliori caratteristiche e, dato che le diverse Peonie sono spesso ibridabili tra loro, diedero origine ad innumerevoli ibridi coltivati tuttora a scopo ornamentale in tutto il mondo. L'Olanda, conosciuta per lo più per i Tulipani, è il maggior produttore di bulbi di Peonia.

Fiore Peonia

Quali Sono le Differenze tra la Peonia Arbustiva (o Arborea) ed Erbacea ?

A prima vista, soprattutto per un occhio inesperto, le Peonie potrebbero apparire tutte molto simili tra loro, con l'unica differenza facilmente riscontrabile solo nella tipologia del fiore (colore, dimensione, forma etc..); tuttavia non è questo il tratto distintivo tra le due tipologie di Peonia (Arborea vs Erbacea), dato che entrambe, al loro interno, hanno un'enorme diversificazione di fiori, a seconda della varietà.

Ciò che permette di distinguere una Peonia Arbustiva da una Peonia Erbacea e riassumibile nei punti che seguono :

  • Aspetto in Inverno : la Peonia Arbustiva è, di fatto, un arbusto ed in inverno manterrà i rami prodotti durante l'estate precedente, perdendo unicamente le foglie (è decidua). Nella Peonia Erbacea, invece, i rami estivi seccheranno con l'arrivo del freddo e nella primavera successiva i nuovi rami spunteranno da gemme presenti nel bulbo sotterraneo (che è perenne). Quindi in inverno la Peonia Arbustiva sembrerà un cespuglio spoglio, mentre la Peonia Erbacea "scomparirà", perdendo tutta la parte aerea.
  • Altezza : la Peonia Erbacea, dovendo ricostruire l'intera chioma ogni anno, raggiungerà altezze minori, di norma poco oltre il metro (3.3 ft); la Peonia Arbustiva invece può essere alta anche il doppio.
  • Prima Fioritura : se si interra in autunno un bulbo di una Peonia Erbacea, la primavera successiva si avranno già i fiori, mentre piantando una piccola Peonia Arborea ci potrebbero volere 2-3 anni prima della prima fioritura. 
  • Longevità : le Peonie Arbustive possono vivere anche 100 anni. Le Peonie Erbacee sono anch'esse perenni, ma per mantenersi  sane e vigorose si dovrebbero dividere i bulbi ogni 6-7 anni.
  • Vigoria : di norma le Peonie Erbacee crescono più velocemente, dato che hanno un'unica stagione per raggiungere la loro massima altezza.
  • Resistenza al Freddo : sebbene anche le Peonie Arboree siano resistenti a geli piuttosto intensi, quelle Erbacee lo sono di più e possono tollerare i climi continentali gelidi del Nord Europa.
  • Esposizione : Le Peonie Erbacee vogliono posizioni più Soleggiate rispetto alle Peonie Arbustive
Per una lettura sulla generale differenza tra specie botaniche erbacee ed arboree clicca qui.

Peonia Fiore Rosa

Peonia Arbustiva Fiore Giallo

Come è Fatta una Peonia ? - Botanica e Fisiologia

Nonostante le differenze sopracitate, molti tratti accomunano le diverse specie di Peonia. Tutte le Peonie hanno l'aspetto di piccoli cespugli fitti, raramente più alti di un uomo e posseggono foglie pennate, in cui ogni fogliolina è lobata, più o meno marcatamente a seconda della varietà. Il colore delle foglie è tendenzialmente verde, ma in molte selezioni solo la venatura è verde, mentre il resto possiede sfumature bronzee.

I diversi cloni si differenziano per lo più per i loro fiori che possono essere di un colore che spazia dal bianco, al rosso, alle diverse sfumature di rosa-viola e, più raramente, anche giallo-arancione. Il fiore è di grosse dimensioni e caratterizzato dalla presenza di numerosissimi stami. Esso può essere singolo, doppio, semi-doppio, anemone (che ricorda appunto gli Anemoni). Altra variabile è l'odore del fiore, che può essere molto intenso, come assente, con in mezzo tutte le diverse intensità di fragranza. 

I fiori della Peonia sono singoli, si aprono all'apice di un lungo stelo ed hanno una vita media di circa 5-7 giorni, ma sbocciano in maniera scalare, protraendo la fioritura di ogni pianta per almeno 6-8 settimane, in un periodo compreso tra metà primavera e Luglio, con differenze anche in base alla varietà ed al clima in cui vengono coltivate.


Come Coltivare la Peonia ? - Crescita, Terreno e Potature 

Le Peonie sono piante amanti del Sole e gradiscono esposizioni piuttosto soleggiate; tuttavia possono fiorire anche in posizioni a mezz'ombra. In linea di massima le Peonie Erbacee sono più esigenti e fioriscono al meglio solo in pieno Sole, mentre le Peonie Arboree possono dare ottimi risultati anche con meno Sole diretto e talvolta, soprattutto nelle zone più torride ed aride, sono più sane con qualche ora di ombra durante il giorno.

Foglie Peonia
Le Peonie sono coltivate in luoghi molti freddi, sopportando anche gelate molto intense. Indicativamente sopravvivono in zone USDA comprese tra 2 e 8; quindi le più rustiche (alcune specie di Peonia Erbacea) resistono a temperature inferiori -40° C (40° F), mentre le specie più delicate delle Peonie Arbustive fin circa -12° C (10° F). In altre parole la giusta varietà di Peonia può crescere anche nelle vallate più fredde del Nord Italia.  Per contro, nelle zone più calde del Sud Italia potrebbe non essere soddisfatto il fabbisogno di freddo, con effetti negativi sulla fioritura (che risulterebbe scarsa).

Il terreno ideale è ricco di sostanza organica (ottime le concimazioni con letame maturo), ma soprattutto ben drenante, dato che i ristagni idrici tendono a far marcire i tuberi. Se il terreno fosse troppo compatto conviene lavorarlo, mischiarlo a sabbia e deporre ghiaia sul fondo, così da evitare l'accumulo di acqua. Il pH del suolo è preferibilmente neutro (pH 7), ma la pianta può tollerare leggere oscillazioni, preferendo quelli leggermente acidi rispetto a leggermente basici. Fertilizzanti eccessivamente ricchi di azoto potrebbero indurre crescita vigorosa, ma scarsa fioritura.

Bocciolo Peonia
Le Peonie non hanno un'ottima resistenza alla siccità, ma odiano anche i terreni troppo umidi; idealmente, in assenza di piogge, dovrebbero essere annaffiate con parsimonia, una volta ogni due settimane durante la primavera ed una volta a settimana in estate, mentre non si deve irrigare quando la pianta va in dormienza invernale (dopo caduta foglie). Ricordatevi, bagnare troppo è forse peggio di non bagnare affatto. Un'ottima soluzione, che vi permetterà di ridurre il consumo di acqua, potrebbe consistere nel fare un buono strato di pacciamatura.

La potatura è diversa a seconda che sia una Peonia Arbustiva o Erbacea; nel primo caso avrà lo scopo di eliminare i rami che si intersecano e sfoltire la chioma, favorendo la circolazione d'aria, mentre nel secondo caso si dovranno tagliare i rami secchi (ormai morti) alla base. E' fondamentale sapere che Peonia abbiate piantato, dato che potare alla base una Peonia Arbustiva equivarrà a non avere neppure un fiore durante l'estate successiva. Con entrambi i tipi di Peonia la potatura va eseguita sul finire dell'Autunno.

Dove e Quando Piantare le Peonie in Giardino ? Come Si Propaga ?

Il periodo migliore per la piantagione è il tardo autunno, prima che il terreno geli, ma dopo che le piante abbiano perso le foglie. La posizione dovrà esser soleggiata ed abbastanza aperta, dato che le Peonie non crescono bene vicino ad altre piante (più grandi di loro), né tanto meno sotto-chioma ad alberi ad alto fusto, come invece amano le Azalee ed i Rododendri.

Scegliete dunque una posizione isolata, per creare una bordura insieme ad altri bulbi e/o piante a crescita lenta e con apparato radicale contenuto (le Peonie odiano competere per i nutrienti con altre specie).

Le specie Arboree (es. Paeonia suffruticosa) si riproducono spesso tramite innesto su tuberi di specie erbacee, mentre le specie Erbacee si moltiplicano per divisione dei bulbi. Questa differenza è importante in fase di piantumazione : le Peonie Erbacee dovranno esser poste nella buca in modo tale che le gemme più superficiali siano ricoperte da non più di 4 cm (1,6 in) di terra, altrimenti potrebbe esser "soffocata"; per contro le Peonie Arbustive devono aver il punto di innesto posto ad almeno 10 cm (4 in) di profondità, evitando così che il portainnesto (cioè la specie erbacea) ricacci.

Le Peonie, nelle loro "mille" varianti, sono belle piante fiorite che, per loro natura, si prestano ad essere piantate isolate od a gruppetti distanziati e, insieme agli Aceri, non possono mancare in un bel giardino giapponese.

Fiore Peonia "Anemone"

Aiuola di Peonie

Grosso Fiore Semidoppio Peonia

martedì 23 marzo 2021

Begonia : Quando Fiorisce e Dove si Tiene ? - Coltivazione e Cure

Passeggiando in Estate lungo i viali ben curati di molte località turistiche (ad es. quelli di Stresa, sul Lago Maggiore) avrete sicuramente notato aiuole fiorite e, tra i vari fiori, molto probabilmente avrete visto quelli della Begonia.

In realtà il termine "Begonia", dato in onore di Michel Bégon naturalista francese e governatore di Santo Domingo nel XXVII secolo, non si riferisce ad un'unica specie, bensì ad un genere, appartenente alla famiglia delle Begoniaceae. Quest'ultima si suddivide in due generi :

  • Hillebrandia : composto da un'unica specie : l'Hillebrandia sandwicensis, un tubero erbaceo endemico delle Hawaii. 
  • Begonia : formato da circa 1500 specie, alcune delle quali piuttosto simili e difficili da distinguere. Sebbene diffuse in tutte le zone tropicali del mondo, vi è una maggior concentrazione di specie nelle zone umide del Centro-Sud America. 

In questo articolo vorrei descrivere le caratteristiche che accomunano la maggior parte delle specie di Begonia, soffermandomi di più sulle peculiarità di quelle più comuni e spesso cresciute in Italia come piante annuali. 


Esistono sostanzialmente tre gruppi di Begonie, con esigenze colturali simili di cui parlerò nella seconda metà dell'articolo.

Aiuola di Begonia
Le Begonie "Erbacee a Radici Fascicolate" : possono esser annuali o, più spesso, perenni; tuttavia soffrono il freddo ed in Italia sono coltivate nel periodo che va dalla primavera all'autunno. In alternativa le specie perenni possono esser coltivate in vaso ed, in inverno, riposte in luogo tiepido, umido e luminoso. In questo modo possono vivere 4-6 anni. Una delle specie più comuni di questa categoria è senz'altro la Begonia cucullata (appartenente al sottogruppo Wax Begonia o Begonia semperflorens), nativa del Sud America e dotata di fiori rossi/rosa che nei luoghi caldi sono presenti durante tutto l'anno, ma anche in Italia la fioritura è scalare e molto prolungata. Le piante di questa classe di Begonie hanno internodi (distanza tra le foglie) più lunghi e possono aver un portamento più eretto, talvolta arbustivo

Begonie "Tuberose" : sono tutte quelle specie formate da un tubero e che, pur essendo perenni nei luoghi d'origine, si possono coltivare in Italia come piante annuali, un po' come fareste con le Dalie. In primavera si interrano i tuberi e durante la successiva estate la pianta si svilupperà e fiorirà; a fine stagione i tuberi possono essere rimossi dal terreno, eventualmente divisi, e conservati in un luogo fresco, asciutto e buio, per esser ripiantati la primavera successiva. In altre parole, se i tuberi vengono lasciati nel terreno, le basse temperature invernali (od addirittura il gelo) li ucciderebbero.

Begonia × tuberhybrida
Le diverse specie di Begonie Tuberose differiscono notevolmente l'una dall'altra; possono avere fiori singolo o doppi (o semidoppi), grandi o piccoli, di color bianco, arancione, giallo, rosa, rosso o persino con diverse sfumature di più colori ed infine possono aver petali lisci o increspati. La maggior parte di esse sono in realtà degli ibridi (Begonia × tuberhybrida) tra specie tuberose provenienti da ogni parte del mondo. 

Queste prime due tipologie di Begonia vengono coltivate prevalentemente per i fiori, dato che sono molto grossi (soprattutto nelle Begonie Tuberose) ed appariscenti. Tutte le Begonie sono monoiche, ovvero un'unica pianta produce due tipi di fiori : quelli maschili hanno numerosi stami e sono generalmente più vistosi, mentre quelli femminili hanno tra 2 e 4 stigmi, spesso ripiegati.
Le Begonie erbacee hanno forse fiori un po' meno appariscenti rispetto alle Begonie Tuberose, tuttavia ciò permette di apprezzare meglio il fogliame, anch'esso molto decorativo. Le foglie delle specie più belle sono cuoriformi, lucide, color verde intenso e spesso dal bordo che assume tonalità rossastre.

Le Begonie "Rizomatose" : come facile intuire questa terza categoria possiede un Rizoma. Esse producono fiori irrilevanti e vengono coltivate esclusivamente bel la bellezza del fogliame. Le foglie sono cuoriformi e screziate con i colori più disparati, inoltre sono più grandi rispetto alle altre Begonie. Un esempio è la Begonia rex, ma anche la Begonia brevirimosa, nativa della Nuova Guinea e dotata di enormi foglie dall'insolito colore rosa con venature verdi. Anche queste piante possono esser cresciute per più anni se riparate dai rigori invernali.

Begonia brevirimosa

Come Coltivare le Begonie in Italia ?

La maggior parte delle specie di Begonie sono native delle zone tropicali/subtropicali, dove grazie all'assenza di freddo possono vegetare durante tutti i 12 mesi dell'anno. Le Begonie non resistono al gelo e già quando le temperature si abbassano costantemente sotto i 10° C (50° F) iniziano a soffrire, sino a deperire. In Italia, all'aperto, possono prosperare solo nei mesi che vanno da Aprile ad Ottobre.
Ma essendo un genere così immenso c'è sempre un intruso, infatti esiste un'unica specie rustica (Begonia grandis), nativa della Cina, che è in grado di reggere almeno sino a -15° C (5° F), sebbene col gelo la parte aerea secchi, per rispuntare dalle radici solo in primavera.

Le Begonie sono di norma piante basse, spesso ricadenti e/o tappezzanti, sebbene non manchino specie a maggior sviluppo. La quasi totalità di esse vive nelle foreste pluviali, con piogge frequenti ed umidità prossima al 100% dove, date le loro dimensioni, occupano lo spazio disponibile nel sottobosco
Non sorprende dunque che in Italia le Begonie siano piante amanti dell'ombra, preferendo esposizioni luminose, ma possibilmente protette dai raggi diretti del Sole (almeno nelle ore centrali della giornata). 
In primavera, quando pianterete le nuove piantine, scegliete una posizione quanto meno a mezz'ombra, come a Nord rispetto ad un albero ad alto fusto. Un'esposizione eccessivamente assolata può bruciare le foglie e compromettere la normale crescita. Esistono comunque varietà che tollerano il Sole meglio di altre, come ad esempio la Begonia benariensis "Surefire Rose".

Fiori Begonia Wax
Il terreno ideale è umifero, fertile, ricco di sostanza organica, leggero e ben drenante. Il miglior suolo per la loro coltivazione è quello che si mantiene fresco ed umido, pur non diventando "zuppo"; inoltre preferisce un terreno leggermente acido (pH 6). Per la concimazione si possono usare concimi adatti per le Acidofile od anche quelli per gli Agrumi.

Tutte le Begonie, ma in particolar modo quelle Tuberose, possono esser coltivate agevolmente in vaso; alternativamente possono esser piantate per creare delle aiuole fiorite per mesi interi.

Il periodo migliore per la piantumazione è la primavera, dopo le ultime gelate e quando le temperature minime notturne si siano stabilizzate almeno intorno agli 8°C (46° F).

Pur amando l'umidità (sia atmosferica, che del suolo) le Begonie sono facilmente soggette a marciumi, in particolar modo quando le temperature sono ancora fresche. Per questo motivo, oltre ad aver un terreno adatto, si dovrà bagnare poco, ma frequentemente, evitando che si creino sia ristagni idrici, sia terreno secco

La riproduzione avviene per divisione di tuberi e rizomi oppure, nelle Begonie erbacee, per talea o semina.

Insomma se volete abbellire un angolo ombreggiato del vostro giardino, il davanzale del balcone esposto a Nord od un'aiuola sotto la chioma di un grosso albero, le Begonie potrebbero esser un'ottima opzione. Avrete solo l'imbarazzo della scelta.

Foglie Begonia Wax

giovedì 7 febbraio 2019

Quando Piantare i Tulipani ? - Coltivazione e Cure

Tra i vari bulbi a fioritura primaverile, i Tulipani meritano un'attenzione particolare; essi sono infatti tra i più diffusi e conosciuti e sono variano per forma, dimensione, colore e periodo di fioritura.

In questo articolo, oltre a presentare una selezione di foto, vorrei cercare di dar risposta alle domande di chi si accingesse a coltivare Tulipani nel proprio orto/giardino, o semplicemente in vaso; ma andiamo con ordine e facciamo un po' di chiarezza.

Tulipano Rosso a Petali Frastagliati

Origine e Diffusione :

Con il termine "Tulipano", indichiamo genericamente una tra le decine di specie del genere Tulipa, appartenente alle Liliaceae, una grande famiglia di piante da fiore.
Si pensa che i primi Tulipani fossero nativi delle regioni montagnose dell'Asia centrale, a cavallo tra Turchia, Iran, Afganistan e Pakistan, tuttavia oggi sono naturalizzati in molti altri paesi, tra cui l'Italia.

I primi bulbi di Tulipano arrivarono in Europa a metà '500. Fu il botanico Carolus Clusius, direttore dei giardini reali d'Olanda, che, tra fine '500 ed inizio '600, iniziò a studiarli, coltivarli ed ibridarli, ottenendo nuovi colori e sfumature.

A quell'epoca i Tulipani divennero un bene di lusso tra i nobili ed il loro prezzo crebbe enormemente, tanto che i bulbi di alcune varietà potevano costare quanto una casa. In molti lucrarono sulla loro compravendita, tale fenomeno ebbe un enorme impatto, tanto che oggi viene studiato in economia come la prima vera bolla speculativa del Capitalismo (la Bolla dei Tulipani).

Sebbene l'origine non sia Olandese, l'associazione Tulipani-Olanda è tutt'oggi nella mente di tutti ed in effetti questo piccolo Paese è tra i maggiori produttori ed esporta a livello mondiale.

Tulipani Rossi-Gialli

Coltivazione e Cure :

In questa sezione cercherò di dar risposta a quelle che son le domande più frequenti tra chi si stesse accingendo a coltivar Tulipani per la prima volta.

Quando Piantare i Tulipani ?

I Bulbi di Tulipano devono essere piantati nel periodo autunnale, indicativamente tra Ottobre e Novembre, prima che il terreno geli. Un periodo freddo è necessario per indurre una buona fioritura.
Essi resistono al gelo intenso, quindi (in Italia) non moriranno di freddo durante l'inverno ed, ai primi tepori primaverili, emetteranno nuove foglie.


Dove Si Devono Piantare ?

Sebbene i Tulipani siano notoriamente amanti del Sole, si possono coltivare bene anche con esposizioni a mezz'ombra e solitamente si accontentano della luce filtrata dalle foglie degli alberi.
Un'ottima soluzione, per chi non avesse del terreno in pieno Sole, è piantarli sotto alberi decidui, in quanto la fioritura dei Tulipani coinciderà con l'emissione delle nuove foglie delle piante.
I Tulipani potranno dunque godere di più Sole, essendo le foglie solo dei germogli.
I Tulipani crescono bene in tutta Italia, e possono essere coltivati dal Nord fino all'estremo Sud, sebbene sarebbe meglio evitare posizioni eccessivamente ventose.


Come Interrare i Bulbi di Tulipano ?

I bulbi vanno interrati ad una profondità di circa 15 cm (6 in), con piccole variazioni a seconda della grandezza del bulbo stesso e della lunghezza dello stelo fiorale. Mantenere almeno 5 cm (2 in) di distanza tra un bulbo e l'altro.


Quando Fioriscono i Tulipani ?

Le foglie iniziano ad emergere dal terreno già ad inizio marzo, ma la fioritura è successiva a quella dei Narcisi, e nel Nord Italia, avviene nel mese di Aprile. Tuttavia ci possono essere differenze di più settimane tra le varietà precoci e quelle tardive.

Foglie Tulipano
Bocciolo Tulipano

Fiori del Tulipano Classico

Si Possono Coltivare in Vaso ?

I Tulipani si possono agevolmente coltivare in vasi anche relativamente piccoli, usando terriccio fertile e drenante, ricordandosi di innaffiare ben più frequentemente rispetto a se si coltivassero in piena terra, nel giardino.
Ricordatevi di lasciare il vaso sul balcone o all'aperto, così da essere esposti al "prezioso" freddo invernale.


I Tulipani Vanno Espiantati e Ripiantati ?

Sebbene non soffrano il freddo, conviene rimuovere i bulbi ad inizio estate, quando le foglie saranno ingiallite (poco prima che secchino) e deporli in un luogo fresco, buio ed asciutto; per poi ripiantarli durante l'autunno.
I bulbi dei Tulipani si possono lasciare anche nel terreno, ma la maggior parte delle specie (e degli ibridi) non sono adatte all'inselvatichimento e, di anno in anno, fioriranno sempre meno, sino a produrre solo ed esclusivamente foglie.
In un terreno ricco (es. parzialmente argilloso) e ben concimato (con letame maturo), trascorreranno più stagioni prima che non vi sia più fioritura e, sporadici fiori, potranno spuntare anche dopo molti anni.

Alcune specie, come Tulipa clusiana o Tulipa silvestris, sono addirittura naturalizzate in Italia, ma in linea di principio, se si vogliono dei bulbi perenni, che fioriscano copiosamente ogni anno senza alcuna cura, è meglio orientarsi su Narcisi, BucanevePrimule o Papaveri.


Quali Sono le Malattie dei Tulipani ?

Questa specie è abbastanza rustica e resistente ai patogeni che, nella maggior parte dei casi, fanno solo danni minori; tuttavia la muffa Botrytis Tulipae può addirittura uccidere l'intera pianta.
Danni più o meno intesi possono essere anche causati da lumache, chiocciole, miriapodi (millepiedi) e le larve di diversi insetti, che attaccano il bulbo da sottoterra.

Si possono fare trattamenti con insetticidi od antifungini, ma nel complesso io non userei pesticidi, al più avrò un paio di fiori in meno, ma difficilmente verranno attaccati tutti i Tulipani piantati.

Interno Tulipano

Quali Sono le Principali Specie ?

Tulipa tarda, tulipano nano con fiore di color verdastro-giallo, alto solo 15 cm (6 in) .

Tulipa gesneriana, producono fiori di forma triangolare, di svariate sfumature di colori.

Tulipa × tschimganica, chiamato anche Tulipano Giglio, per via dei petali a forma snella ed allungata, ben distanziati tra loro, che ricordano appunto quelli del Giglio.

Tulipa agenensis : specie tipica del medio oriente, ma naturalizzata anche nel Mediterraneo. Produce fiori di color rosso intenso, con venature gialle e parte centrale nera.

Poi, nella realtà dei fatti, la grossa varietà presente sul mercato è stata fatta tramite incrocio e selezione.
Ibridando solo una ventina di specie si è ottenuto un numero praticamente infinito di varietà di Tulipano, con stelli lunghi o corti, con molti o pochi petali, a fioritura precoce o tardiva e di più o meno tutti i colori.

Tulipano Bianco

Tulipano Giallo

Tulipano Bianco a Petali Frastagliati

Tulipano Rosso-Arancione a Petali Frastagliati

sabato 5 maggio 2018

Dove Piantare le Calle (Zantedeschia sp.) ? Quando Fioriscono in Italia ?

Di bulbi a fioritura primaverile ce ne sono molti, dagli splendidi Narcisi, agli Anemoni, passando per i più noti Tulipani.
Oggi vorrei parlare della coltivazione delle Calle, conosciute anche come Gigli del Nilo, un genere che comprende diverse specie di piante che, tra Maggio ed Agosto, producono degli eleganti fiori, particolarmente adatti ad essere recisi.

Le Calle, se coltivate fuori serra, fioriscono ad inizio estate, un periodo sicuramente più avaro di fioriture rispetto alla primavera.

Nelle prossime righe capiremo come seminare e coltivare le Calle, nonché quali errori evitare affinché fioriscano copiosamente di anno in anno.

Zantedeschia aethiopica

Origine e Diffusione :

Col nome "Calla" ci si riferisce genericamente ad una delle 8 specie di Calle, appartenenti al genere Zantedeschia, così nominato dal botanico Kurt Sprengel (1766-1833), in onore dell'amico italiano Giovanni Zantedeschi (1773-1846).
Tutte le Calle sono native dell'Africa, in particolar modo della parte meridionale di questo continente. Le diverse specie, di cui di seguito troverete un elenco con una breve descrizione, hanno molti tratti in comune e, da qui in poi, verranno trattate come un'unica specie.

  • Zantedeschia albomaculata (Calla Macchiettata) : diffusa allo stato naturale dal Sud Africa, sino alla Nigeria. La Z. albomaculata si riconosce per la presenza di abbondanti macchioline bianche sulle foglie, le quali assomigliano a quelle della Dieffenbachia.
  • Zantedeschia aethiopica (sin. Richardia africana) : specie comune, tipica del Malawi. La specie produce fiori bianchi ed ama luoghi umidi, crescendo spesso in riva a fiumi, laghi o paludi. E' naturalizzata nelle zone miti dell'Europa meridionale, soprattutto nella parte occidentale. Contrariamente alla maggior parte delle Calle, la Z. aethiopica fiorisce in primavera.
  • Zantedeschia elliottiana : originaria del Sud Africa, è anche chiamata Calla D'orata, per via dei fiori di color giallo-oro.
  • Zantedeschia jacunda : simile alla precedente, ma con foglie dalla forma triangolare.
  • Zantedeschia valida : tipica della regione del KwaZulu-Natal (la stessa della Carissa macrocarpa), produce fiori color crema.
  • Zantedeschia rehmannii : produce fiori rosa-viola. Si distingue per le foglie lanceolate dalla superficie totalmente priva di macchioline bianche.
  • Zantedeschia pentlandii : produce fiori color giallo-limone e le foglie sono raramente maculate.
  • Zantedeschia odorata : specie rara, simile alla Z. aethiopica. Produce fiori bianchi che sbocciano precocemente. La specie è priva di maculazioni fogliari.

Fiore Zantedeschia aethiopicaOvviamente, tutte le specie si possono ibridare tra loro ed, oggigiorno, esistono in commercio innumerevoli ibridi, che si differenziano per fogliame, colore e forma del fiore.


Com'è Fatta la Pianta della Calla ? - Botanica e Fisiologia 

Le Calle sono piante ornamentali che possono essere coltivate sia in vaso, sia, con gli opportuni accorgimenti, in piena terra. Tutte le 8 specie appartengono alla famiglia delle Araceae.
Queste bulbose sono piante erbacee con altezza variabile da 1 metro e mezzo (5 ft), per es. nelle Z. aethiopica, sino a meno di 50 cm (1,6 ft),come Z. rehmannii.
Nei luoghi di origine le Calle sono piante generalmente sempreverdi, a meno di lunghi periodi di siccità, che possono causare la caduta delle foglie. In Italia, ed in generale dove fa freddo, le Calle perdono le foglie in inverno, ma se il gelo non è troppo intenso, dal bulbo si riformerà l'intera pianta.

Le foglie delle Calle sono color verde e possono essere maculate, con puntini bianchi più o meno densi. Sebbene le dimensioni dipendano dalla specie e dalle condizioni di crescita, le foglie di queste piante sono tendenzialmente di grosse dimensioni, ovali e leggermente ricurve, forse una strategia evolutiva per incanalare l'acqua piovana.

Le radici sono costituite da un rizoma (o, in alcune specie, tubero) molto spesso, carnoso e ramificato. Le calle sono prive di un vero e proprio fusto, il quale, di fatto, è sotterraneo e fa parte del rizoma stesso, dal quale fuoriescono le enormi foglie di cui abbiamo discusso appena sopra.

Diversamente da quanto si creda, la parte colorata (di solito bianca, rosa o gialla) non è il fiore, ma una struttura atta a proteggere le infiorescenze.
Questi "finti" fiori, dall'elegante e caratteristica forma ad imbuto, sono in realtà delle foglie specializzate, ovvero delle grandi brattee che prendono il nome di spate.
L'infiorescenza, chiamata spadice, è quella sorta di "asta" di color giallo crema, che sbuca dal mezzo della spata.
Essa contiene numerosi fiori unisessuali, nella parte alta dell'infiorescenza, che è quella più accessibile agli impollinatori, si trovano prevalentemente fiori maschili, nella parte bassa, ci sono invece fiori femminili su cui, sia per gravità, che per la conformazione della spata, è più facile che si depositi del polline. I frutti sono delle bacche ravvicinate, di color giallo verdastro.

Fiore Chiuso Calla

Spara Calla Aperta
Infiorescenze calla

Come Crescere le Calle ? - Coltivazione, Clima e Riproduzione

I Gigli del Nilo sono piante che, a seconda della specie, possono avere una diversa tolleranza al freddo, ma in linea generale resistono discretamente bene alle basse temperature, sebbene il gelo intenso possa rovinare i bulbi delle specie più sensibili.

I bulbi (rizomi per la precisione) delle Calle si possono piantare a fine inverno/inizio primavera, quando il terreno non è più gelato. Alternativamente, nelle miti regioni del Centro-Sud, si possono piantare anche alla fine dell'Autunno.
Questi bulbi si devono interrare ad una profondità di circa 15 cm (6 in), in un luogo piuttosto ombreggiato, in cui il suolo rimanga umido anche durante i mesi più caldi dell'anno.
Contrariamente a molte specie vegetali, le Zantedeschie si sviluppano (e fioriscono) bene anche all'ombra, mentre esposizioni eccessivamente assolate sarebbero da evitare.

Il terreno ideale è fresco, fertile, ricco di torba, umifero ed in grado di trattenere l'umidità. Le concimazioni vanno fatte durante lo sviluppo vegetativo, favorendo concimi a più alto contenuto di potassio, rispetto a fosforo ed azoto.
Le Calle sono piante che, nel loro habitat, crescono in zone umide, ai margine dei fiumi o sulle sponde dei laghi e, alcune specie, sono "quasi" delle piante acquatiche.
Per questo motivo sono essenziali le annaffiature estive, onde evitare che la terra diventi secca, facendo disidratare il bulbo.
Alla fine del periodo di fioritura, piuttosto scalare e variabile da pianta a pianta, i Gigli del Nilo inizieranno ad ingiallire le foglie, perdendole da lì a poco.
Quindi non è necessaria alcuna potatura e se in autunno vi sembrerà tutto morto, non disperate, è il normale e fisiologico riposo vegetativo. Da qui in poi non dovrete più innaffiare.
Ricordate, per prolungare il periodo di fioritura, converrà rimuovere i fiori appassiti, evitando la formazione di frutti/semi.

A questo punto avrete due opzioni:

  • Rimuovere delicatamente i Rizomi dalla terra, deponendoli in un luogo buio, fresco ed asciutto, sino alla primavera successiva (periodo in cui potrete re-interrarli).
  • Lasciare i bulbi nel terreno, magari coperti da uno spesso strato di pacciamatura che, in zone in cui il terreno gela, aiuterà i bulbi a superare i rigori dell'inverno.

Da quel che ho potuto notare le Calle "commerciali" non sono particolarmente adatte all'inselvatichimento e, se trascurate, ad ogni stagione faranno fioriture più scarse, producendo fiori (spate) sempre più piccoli, sino a fare esclusivamente nuove foglie.

Le Calle si coltivano facilmente anche in vaso, stando attenti a rinvasare alla fine della fioritura/perdita delle foglie.

Il Rizoma potrete ripiantarlo intero, oppure dividerlo in più parti, mettendone ognuna in un vaso diverso. In questo modo, dai germogli di ogni frammento, rispunterà una nuova calla (quando frammentate fate in modo che ogni frammento abbia almeno 1-2 germogli).
Questo è il metodo di propagazione più semplice ed utilizzato, anche a livello commerciale.
La moltiplicazione per semina è più lenta e, non essendo essa per via vegetativa, non garantirà le caratteristiche della pianta madre (clicca qui per dettagli).


Un'ultima cosa, la Calla è spesso confusa con l'Anthurium, una tipica pianta d'appartamento, che appartiene anch'essa alla famiglia delle Araceae.

Calla Fiore Viola

Calle in Riva allo Stagno