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mercoledì 5 giugno 2019

Come Coltivare il Chinotto (Citrus myrtifolia), un Agrume dall'Alto Valore Ornamentale.

Gli Agrumi, conosciuti ed apprezzati in tutto il Mondo, sono uno dei simboli della nostra Sicilia ed, in generale, di tutto il Sud Italia.
Esistono decine e decine di Agrumi differenti, ma in pochi sanno che tutti discendono dagli incroci di 3 sole specie : il Pomelo (Citrus maxima), il Mandarino (Citrus reticulata) ed il Cedro (Citrus medica).

Oggi vorrei parlare del Chinotto (Citrus myrtifolia), un Agrume forse un po' meno conosciuto dell'Arancio, ma di grande importanza commerciale, dato che dai suoi frutti si ricava la bevanda omonima. 

Nelle prossime righe fornirò utili informazioni sulla coltivazione e le cure del Chinotto, volte sia all'ottenimento di una buona crescita della pianta, sia alla produzione di frutti.
Il Chinotto, se sano e cresciuto nel clima giusto, ha davvero un bell'aspetto e può esser tranquillamente utilizzato come pianta ornamentale; inoltre, date le dimensioni contenute, si possono aver ottimi risultati anche nel Nord Italia, coltivandolo in vaso e riparandolo dal freddo invernale.

Fiori e Frutti Chinotto

Da Dove Arriva il Chinotto ? - Origine e Storia

L'origine del Citrus myrtifolia è tutt'oggi incerta, secondo alcuni sarebbe stato importato dalla Cina intorno al '600, secondo altri la specie sarebbe nativa del Mediterraneo.
Si suppone che il Chinotto attuale derivi da una mutazione gemmaria dell'Arancio Amaro (Citrus aurantium).

La coltivazione del Chinotto è prevalentemente concentrata in Italia e, oltre a Sicilia e Calabria, notoriamente vocate alla coltivazione degli Agrumi, è diffuso anche in Liguria e nelle zone più miti della Toscana.

Proprio la provincia di Savona, nella Riviera Ligure, era il simbolo del Chinotto. Qui, sin alla prima metà del '900, la specie era comune e diffusa ovunque e l'omonima bevanda era venduta e servita in tutti i bar/ristoranti locali.
Purtroppo la complessa lavorazione dei frutti per la produzione artigianale del "Chinotto" è troppo lunga e commercialmente non competitiva. Per queste ragioni, oggi la pianta del Chinotto "Ligure" è relegata a giardini privati od orti botanici, sebbene negli ultimi anni sia diventata presidio della fondazione Slow Food.

All'infuori dell'Italia il Chinotto è semi-sconosciuto e viene coltivato marginalmente solo in Francia, lungo la Costa Azzurra ed in Corsica.


Com'è La Pianta del Chinotto ? - Botanica e Fisiologia

Il Chinotto, il cui nome scientifico è Citrus myrtifolia, è un Agrume e come tale appartiene alla famiglia delle Rutaceae.
Questa specie si sviluppa sotto forma di arbusto di piccole dimensioni, raggiungendo un'altezza massima di circa 3 metri (10 ft). Il portamento è elegante e compatto, con ramificazioni corte ed una chioma piuttosto densa.
Le foglie, diversamente da molti altri Agrumi, sono di piccole dimensioni, appuntite, coriacee e di color verde scuro. Il loro aspetto, come suggerisce l'epiteto "myrtifolia", ricorda molto quello delle foglie di Mirto.
La maggior parte degli Agrumi sviluppa spine più o meno grosse, e più o meno abbondanti; il Chinotto è l'unico Agrume i cui rami sono totalmente privi delle fastidiose spine.
Il tronco è piuttosto snello ed esile e da esso dipartono numerosi rami, con internodi (spazio tra foglia e foglia) decisamente corti. Talvolta i rami di oltre un anno sono parzialmente nudi, con presenza di foglie concentrate all'apice vegetativo (l'estremità).

Frutto in Maturazione Citrus myrtifoliaI fiori del Chinotto sono bianchi, piccoli e raggruppati all'estremità dei rami o, più raramente, solitari lungo i rami. Il fiore di questa specie è una classica zagara (termine usato per definire i fiori degli Agrumi), con petali carnosi e spessi ed emano un intenso (e gradevole) profumo.
Frutto Maturo ChinottoIl Chinotto ha una prima fioritura, che è anche quella più abbondante, tra Aprile e Giugno, in funzione delle condizioni climatiche; tuttavia la specie è rifiorente e può fiorire a più riprese, talvolta anche con solo pochi fiori, sin a metà autunno (anche Novembre in zone calde della Sicilia).

I frutti del Chinotto son tra i più piccoli della categoria degli Agrumi e non son più grandi di un'Albicocca. La loro forma è tondeggiante, ma schiacciata ai poli ed, a maturità, virano a color arancione. I Chinotti impiegano anche oltre un anno per maturare e, data la fioritura scalare, si possono trovare sulla stessa pianta frutti a diversi stadi fenologici; inoltre i frutti possono rimanere attaccati a lungo (fino a 2 anni dal fiore) sulla pianta senza marcire.
Per tutte queste ragioni non è difficile trovare su un'unica pianta : fiori, frutticini appena allegati, frutti verdi ed immaturi insieme ad altri arancioni e maturi, rendendo il tutto molto ornamentale.

Questi frutti hanno un sapore amaro/aspro, contengono più semi e son tutto fuorché indicati per il consumo fresco; ciò nonostante, in ambito culinario, trovano impiego nella preparazione di confetture e marmellate, nonché nella produzione dell'omonima bevanda, ottenuta con estratto di chinotto aggiunto ad una ben più una lunga lista di ingredienti (tra cui zuccheri, correttori di acidità, acqua ed aromi non meglio specificati).

Boccioli Chinotto

Dove Può Crescere il Chinotto ? - Coltivazione, Esposizione, Clima, Potatura, Riproduzione e Cure

Citrus myrtifolia è un Agrume e, come la maggior parte di essi, ha una scarsa resistenza al freddo invernale. In letteratura (ed in generale su internet) si trovano pareri discordanti in merito all'effettiva rusticità del Chinotto, c'è chi sostiene sia sensibile al gelo al pari di un Limone e chi lo annovera addirittura tra i "Cold-Hardy Citrus".
Probabilmente la verità è a metà strada tra queste due ipotesi e, anche sapendo che la specie è parente dell'Arancio Amaro, notoriamente resistente al freddo, sarebbe ragionevole pensare che il Chinotto possa resistere a sporadici abbassamenti di temperatura sino a -6° C (21° F), forse un grado in meno, con danni fogliari; insomma una Agrume di "media" resistenza.
Ovviamente i danni da freddo non dipendono esclusivamente dalla temperatura minima toccata, ma anche dalla durata del gelo, dalle temperature massime; un intero inverno con minime a -5° C (23° F) fa molti più danni di un'occasionale punta di -7° C (19.5° F) di un paio d'ore.


Il Chinotto è una pianta a crescita decisamente lenta, direi quasi un "Agrume-nano", dato che impiegherà molti anni a raggiungere le modeste dimensioni "adulte" e, con opportune potature, si può tenere davvero piccolo. Giusto per intenderci, la crescita annua di rado supera i 10 cm (4 inch) e, in vaso, è ancora inferiore.

Dato lo sviluppo limitato, il Chinotto ben si presta ad esser coltivato in vaso ed è dunque un'ottima scelta per chi volesse un Agrume pur vivendo in zone fredde del Nord Italia.

Il terreno ideale è ben drenante, ricco di sostanza organica e fertile. Se innestato su Poncirus trifoliata, aumenta la resistenza all'umidità del suolo; tuttavia sono sconsigliabili quelli eccessivamente argillosi e pesanti.
Il Chinotto è abbastanza esigente in quanto al terreno e la crescita, soprattutto in suoli poveri o se coltivato in vaso, è avvantaggiata da una buona concimazione con uno dei tanti concimi specifici per Agrumi che si trovano in vendita.

Chioma con Frutti ChinottoCome detto in precedenza, il Chinotto possiede foglie molto piccole e ravvicinate, il che limita la perdita d'acqua per evaporazione. E' dunque ipotizzabile che questa specie abbia una resistenza alla siccità superiore agli altri Agrumi; tuttavia, in zone aride ed assolate, è buona norma irrigarli come tutti gli altri Agrumi, soprattutto durante i primi anni dall'impianto.

Le potature non ricoprono particolare importanza, anche perché la crescita non particolarmente vigorosa non dà problemi di spazio. Se si volesse comunque potare conviene farlo a fine inverno, quando sia passato il rischio gelate, ma le temperature siano ancora basse per il risveglio vegetativo.
La potatura sarà limitata alla rimozione del rami morti e di quelli che si incrociano, ricordandosi di utilizzare attrezzi puliti e sterilizzati (ad esempio con alcool o fuoco).

Il Chinotto gradisce esposizioni in pieno Sole, ma può aver un discreto sviluppo anche a mezz'ombra, mentre all'ombra la crescita risulterà stentata, i rami lunghi ed esili e la fioritura/fruttificazione assente.

La malattia più temibile è il Mal Secco, causato dal fungo patogeno Phoma tracheiphyla. La comparsa può essere fulminea e, se parte dalle radici, porta la pianta a morte certa. Alcuni portainnesti (es. P. trifoliata) sono più resistenti e di conseguenza il Mal Secco si può manifestare solo sul nesto, con effetti meno letali rispetto all'attacco radicale. Altri patogeni sono le cocciniglie ed il ragnetto rosso, ma di solito son meno impattanti rispetto al Mal Secco e si possono efficacemente eliminare trattando con agenti chimici o prevenire utilizzando il Verderame.

Il Chinotto ha una scarsa longevità e, di norma, non vive può di 50-60 anni.

Il Chinotto viene essenzialmente propagato tramite innesto, utilizzando l'Arancio Amaro o l'Arancio Trifogliato; quest'ultimo portainnesto è sicuramente preferibile per la coltivazione in vaso (ha effetto nanizzante), oltre ad esser ben più rustico, resistendo meglio ai patogeni, al gelo ed all'umidità del suolo.

Insomma, un Agrume un po' particolare e decisamente più bello di molti suoi parenti, che saprà ricompensarvi se avrà un posticino nel vostro giardino.

Frutti Maturi ed Immaturi Chinotto

Fiore Citrus myrtifolia

Pianta Adulta Citrus myrtifolia

venerdì 13 aprile 2018

Arancio Trifogliato (Poncirus trifoliata), l'Agrume Deciduo che Resiste al Gelo - Coltivazione e Cure

I due termini "Gelo" ed "Agrume" sono tra loro discostanti, dove c'è uno non c'è l'altro e viceversa. Tuttavia esiste un'eccezione alla regola, l'Arancio trifogliato (Poncirus trifoliata o Citrus trifoliata), noto anche come Ponciro, è l'unico agrume a foglia caduca e può resistere alle fredde temperature al pari di un Pero o persino di un Melo.

Nelle prossime righe cercheremo di capire come è fatta la pianta dell'Arancio trifogliato, come e dove si coltiva, quali sono i suoi innumerevoli utilizzi e cosa si può fare con i suoi frutti.

Albero di Arancio Trifogliato

Origine e Diffusione :

Il Ponciro è un agrume nativo delle zone temperate di Cina e Korea, motivo per cui è spesso chiamato Arancio Cinese Amaro.
Fino alla scoperta del Poncirus polyandra, avvenuta  negli anni '80, si credeva che l'Arancio trifogliato fosse l'unica specie vivente del genere Poncirus; tuttavia, ancora oggi, c'è un acceso dibattito nella comunità scientifica, tra chi sostiene l'esistenza di questo genere e chi, invece, crede che Poncirus sia solo un sottogenere e che debba essere inserito all'interno del genere Citrus.

Citrus trifoliata è una specie rustica, che può vivere  e crescere in diversi habitat. Fu introdotto negli Stati Uniti nel 1800, ma si diffuse su larga scala solo nel '900.
Oggigiorno è presente su buona parte del territorio statunitense ed, in diverse aree (es. Sud-Est), è scappato al controllo umano e si è naturalizzato, crescendo tra i ruderi, ai margini dei boschi e persino in montagna.

La Pianta di Arancio Trifogliato, in Italia, è coltivata a scopo ornamentale, grazie ai frutti di bell'aspetto (anche se di pessimo sapore, come leggeremo più avanti), ma è utilizzata anche come pianta da siepe.

Boccioli Poncirus trifoliata
Frutti Immaturi Arancio Trifogliato

Usi ed Utilizzi della Pianta e dei Suoi Frutti :

Il Poncirus trifoliata è un agrume che, rispetto ad Arancio Dolce, Limone, Cedro, et similia, ha 3 grosse differenze:

  • Perde le foglie durante l'inverno
  • Produce frutti ricoperti da una leggera peluria, dal gusto sgradevole che, sebbene non tossici, non si possono considerare commestibili (come frutta fresca)
  • Resiste a temperature minime di almeno -20°C (-5° F)

L'Arancio Trifogliato è spesso utilizzato come pianta ornamentale, grazie alla copiosa fioritura primaverile ed ai frutti autunnali, i quali rimangono a lungo attaccati alla pianta.
I frutti hanno un sapore molto amaro e solo le persone con lo stomaco più forte riuscirebbero a mangiarli (più per scommessa, che per piacere); tuttavia i frutti del Ponciro possono essere impiegati per la preparazione di marmellate, in quanto lo zucchero attenua l'eccessiva acidità/amarezza.

Ma, estetica a parte, questa specie ricopre un ruolo primario anche nella riproduzione degli "Agrumi Classici", infatti esso è coltivato per la produzione di portainnesti su cui innestare gli Agrumi "commestibili".

Agrumi innestati su P. trifoliata presentano almeno 4 vantaggi :

  • Acquisiscono una maggiore resistenza al freddo, in quanto le radici inducono una dormienza invernale "più profonda", lasciando una minor quantità di acqua nei tessuti del nesto
  • Diventano più tolleranti ai terreni umidi e poco drenanti
  • Diversamente da altri portainnesti (es. Arancio Amaro), le radici del Ponciro sono resistenti al Virus che causa la malattia nota come Tristeza degli Agrumi, in grado di uccidere totalmente una pianta adulta
  • Il Ponciro (in particolar modo alcuni cloni) ha un effetto nanizzante sul nesto sovrastante, permettendo sesti di impianto più ravvicinati ed una raccolta più agevolata

Fiori Poncirus trifoliataCome ultima cosa, ricordiamoci che il Citrus trifogliata si può ibridare con le altre specie della stessa famiglia.
A partire dal 1900 ci fu un'intensa ricerca nella selezione di ibridi tra Ponciro ed altre specie "a frutto edule", che potessero aver preso la rusticità del primo e la bontà dei frutti dei secondi.
Oggigiorno (ne parleremo altrove) esistono innumerevoli ibridi di Ponciro che hanno una discreta resistenza al gelo (indicativamente intorno ai -12° C o 10° F) e producono frutti accettabili (anche se spesso con retrogusto "di Ponciro"). Tuttavia un grosso limite di questi ibridi è rappresentato dal fatto che i loro frutti, che sono molto meno resistenti al gelo della pianta, giungono a maturazione molto tardivamente, rendendoli suscettibili alle brinate autunno-invernali.

Fioritura Arancio trifogliato


Com'è Fatto l'Arancio Trifogliato ? - Botanica e Fisiologia

Poncirus trifoliata è una specie decidua che si sviluppa sotto forma di piccolo albero molto ramificato, che difficilmente supera i 5 metri (16 ft) di altezza.
Il portamento è generalmente assurgente, con una chioma poco espansa in larghezza, ma particolarmente fitta.
I rami si riconoscono per la presenza di robuste spine, lunghe sino a 5 cm (2 in), per la forma appiattita, con una sezione rettangolare (e non rotonda) e per l'andamento contorto.
I giovani rami rimangono verdi a lungo ed anche il tronco è soggetto ad una lignificazione piuttosto lenta.

Alcune cultivars, ad esempio "Flying Dragon", sono particolarmente adatte alla formazione di siepi, poiché hanno uno sviluppo contenuto (Dwarf) e rami ad andamento a "zig-zag", rendendole impenetrabili, anche dopo la caduta delle foglie.

Questo Arancio Amaro è chiamato "Trifogliato" proprio per via delle sue foglie. Esse sono infatti trilobate  (qualcuna penta-lobata), cioè composte da 3 foglioline attaccate tra loro alla base.
Le foglie del Ponciro sono di color verde intenso ed, in autunno, prima della loro caduta, si tingono di giallo-arancione.

I fiori sbocciano in primavera, da gemme situate sul legno dell'anno precedente e non sui nuovi getti, come invece avviene nella maggior parte degli Agrumi.
Essi sono bianchi, con 5 petali sottili e ben distanziati tra loro. I Fiori del Ponciro sono ermafroditi e, solitamente, autoimpollinanti; un unico esemplare è dunque in grado di produrre frutti.
La fioritura, in Italia, avviene nel periodo compreso tra Marzo ed Aprile, a seconda del clima e dell'esposizione.

I frutti del Ponciro sono delle piccole Arance che, a maturazione (più o meno in Ottobre-Novembre), sono di color giallo/arancione e ricoperte da una peluria trasparente.
Questi frutti, che hanno più o meno le dimensioni di un Mandarino o di un piccolo Limone, contengono numerosi semi ed una polpa dal sapore amaro, con una spiccata acidità.

N.B.

Sebbene la specie sia di vita relativamente breve, gli esemplari più vecchi sviluppano tronchi contorti, che possono ricordare vagamente quelli degli Olivi plurisecolari.

Vecchio Tronco Poncirus trifoliata

Chioma Foglie Arancio trifogliato

Dove Piantare l'Arancio Trifogliato ? - Coltivazione, Clima, Esposizione, Potature e Cure

Coltivare l'Arancio Trifogliato in Italia è piuttosto semplice e non richiede particolari attenzioni. Come già ampiamente detto, questo Agrume resiste al freddo ed al gelo ed è dunque coltivabile ovunque in Italia, dalla Pianura Padana, alla Sicilia, passando per le Alpi (sotto i 1000 metri = 3.300 ft).
Sebbene la specie riesca ad adattarsi piuttosto agevolmente anche alla mezz'ombra, scegliete una posizione quanto più soleggiata.
La specie ha un apparato radicale poco espanso e profondo, ciononostante la specie possiede una discreta resistenza alla siccità ed una pianta affrancata, di norma, non richiede irrigazione, almeno se piantata al centro-nord Italia.

Foglie Gialle in Autunno Citrus trifoliataIl terreno ideale è ricco di nutrienti, a pH neutrale, a bassa salinità, drenante, ma non eccessivamente secco, comunque tollera i ristagni idrici meglio degli altri agrumi ed è poco suscettibile ai marciumi radicali prodotti dalla specie fungina patogena Phytophthora citrophthora.
Frutti Aperto e Semi Poncirus trifoliataIl Ponciro è indicato come portainnesto per zone di reimpianto, in cui si vogliano sostituire altri agrumi morti o altamente danneggiati, mentre dà scarse prestazioni in zone tropicali o sub-tropicali, in cui non ci sia una stagione spiccatamente più fredda delle altre.

Questo Arancio è, per natura, piuttosto lento a crescere e, anche in un terreno ricco e ben concimato, impiegherà anni a divenire un vero e proprio albero. Ciò non vuol dire che sia poco vigoroso, anzi; semplicemente i nuovi getti hanno una crescita annua modesta.
Le concimazioni sono per lo più superflue, ho visto esemplari abbandonati fruttificare abbondantemente, incuranti delle intemperie, delle malattie e della "carenza" di nutrienti.

Potare non è essenziale, ma se non si pota la crescita potrebbe risultare disordinata, con molti rami che si incrociano o che puntano in ogni direzione.
La potatura ha il compito di eliminare i rami che puntano verso il basso, arieggiare la chioma, diradare le parti di chioma troppo fitte e va eseguita in inverno, dopo la caduta delle foglie.

Poncirus trifoliata si riproduce prevalentemente tramite semina. I semi vanno piantati in vaso in autunno e lasciati all'aperto (devono sentire il freddo invernale); in primavera, verso Aprile-Maggio, germoglieranno e, dopo un paio di anni, si potranno innestare con la specie di Citrus desiderata.
La moltiplicazione del Ponciro si può effettuare anche tramite innesto su franco.

Se vivete in un posto gelido e volete un Agrume ornamentale, con frutti simili ad Arance, piantare il Ponciro potrebbe essere la scelta più saggia.
La coltivazione di questa specie può essere molto utile per chi avesse intenzione di moltiplicare altri Agrumi, dai frutti del Ponciro si possono infatti ricavare i semi, da cui ottenere piante su cui innestare specie più pregiate.

Ora non vi resta che prestarci attenzione, l'Arancio Trifogliato è più diffuso di quanto si creda, anche se per buona parte dell'anno passa inosservato.

Rami, Spine e Frutti Arancio Trifogliato

Poncirus trifoliata

lunedì 28 novembre 2016

Come Coltivare il Pomelo (Citrus maxima)? Dove Può Crescere? Che frutto è?

Il Pomelo (Citrus maxima o Citrus grandis), noto anche con il nome di Pampaleone o Pummelo, è, assieme al Cedro e al Mandarino, una delle tre specie progenitrici di tutti gli agrumi commercializzati oggigiorno. Anche l'agrume più coltivato al mondo, l'arancio, deriva da un'antica ibridazione tra Pomelo e Mandarino.

Come si coltiva il Pummelo? Quanto resiste al freddo? Dove si può piantare in Italia? Com'è il suo frutto?


Frutto Pomelo Citrus maxima


Origine e Diffusione :

Il Pummelo è una pianta nativa della Malesia, tuttavia è diffuso e coltivato, da oltre 4000 anni, nella Cina Meridionale ed in buona parte del Sud-Est Asiatico. La specie fu introdotta in Europa oltre 1000 anni fa e, da allora, viene cresciuta sia a scopo alimentare, che ornamentale, in giardini ed orti privati. Ovviamente, data la provenienza tropicale, non può essere coltivato ovunque e la sua presenza è relegata alle zone del Sud Europa a clima Mediterraneo Caldo.
Il Pomelo approdò nel nuovo continente "solo" nel 1700; in questo secolo fu il capitano Shaddock ad esportarlo in Jamaica, da lì si diffuse nel resto dei Caraibi e, poi, nelle americhe. Infatti, in diverse zone del Mondo, questo agrume è chiamato "Shaddock" ed anche in Liguria è conosciuto come "Sciaddocco".
Oggigiorno cresce, allo stato selvatico, ai margini dei fiumi che scorrono nelle rigogliose regioni Meridionali della Cina, ma è coltivato a scopo commerciale in molte zone del Mondo, anche lontane da quelle d'origine. Ci sono impianti commerciali in California, Spagna, Israele, Giappone, India e, sporadicamente, anche nelle zone più miti d'Italia (Sicilia e Calabria).


Botanica e Fisiologia :

Fiori Citrus grandisIl Pomelo (Citrus maxima o Citrus grandis) appartiene, come tutti gli Agrumi, alla famiglia delle Rutaceae e si sviluppa sotto forma di albero di medie dimensioni, raggiungendo un'altezza di 6-8 m (20-26 ft). Citrus maxima è una specie sempreverde a portamento espanso e tondeggiante, dotata di foglie piuttosto grandi, di forma ovale e, specialmente durante il riposo vegetativo invernale, di color verde scuro. I rami, inizialmente pubescenti, diventano spinosi dopo la lignificazione, mentre la vigoria è meno elevata, rispetto a quella di altri agrumi. Le radici si sviluppano come fittoni che successivamente si espandono lateralmente. Oltre il 70% delle radici è presente nel primo metro (3,3 ft) di suolo, zona in cui vi è maggior concentrazione di ossigeno; tuttavia, specie in ambienti asciutti ed aerati, possono spingersi sino ad una profondità di oltre 2 m (6,6 ft). Le radici del Pomelo hanno un'estensione superiore all'area della propria chioma, ciò nonostante non sono particolarmente invasive e non disturbano muri, vialetti, condotte sotterranee o altre strutture abitative.
Il Pummelo può fiorire più volte all'anno sebbene, in Italia, la fioritura principale sia relegata al periodo primaverile. I Fiori sono bianchi/giallo chiaro e possono essere solitari o riuniti in piccoli gruppi, composti da 2 a 10 fiori. Le infiorescenze vengono emesse in corrispondenza dell'ascella fogliare, ma anche della parte terminale del ramo, in quest'ultima zona i racemi possono esser composti da un maggior numero di fiori (sino a 15-18).
Il Pomelo, avendo più fioriture all'anno, matura i propri frutti in maniera scalare. Dal fiore al frutto maturo ci vogliono circa 150-180 giorni quindi, dato che in zone temperate come l'Italia, la fioritura è concentrata in primavera, il picco di produzione coincide con il periodo tardo autunnale (Ottobre-Novembre-Dicembre).
Il frutto del Pomelo, come suggerisce il nome scientifico (Citrus grandis), è il più grande tra gli agrumi e può arrivare a pesare oltre 3-4 kg (7-9 lb). Contrariamente alla maggior parte degli agrumi, il frutto è generalmente piriforme e non sferico. La polpa interna è circondata da una buccia molto spessa, composta da due strati: quello più esterno, Flavedo, è liscio, sottile e giallo; quello più interno, Albedo, è bianco, di consistenza spugnosa e spesso. La polpa interna, molto ricca di potassio e Vitamina C, è di color bianco o rosa e, a seconda della cultivar, può contenere più o meno semi.
Ma com'è il gusto del Pomelo? Il sapore di questo frutto è, in linea generale, simile a quello tipico degli agrumi. Un retrogusto acidulo è presente, tuttavia è decisamente meno marcato rispetto al Pompelmo. Il sapore potremmo descriverlo come una via di mezzo tra un'arancia dolce ed un pompelmo, quindi dolce, con una nota di amaro, ma molto succoso.

Frutto Pomelo Aperto


Coltivazione, Esposizione, Clima e Cure :

Il Pummelo (Citrus maxima o Citrus grandis) è una specie generalmente autosterile, nonché poco incline a produrre frutti tramite partenocarpia. L'impollinazione incrociata è richiesta per la maggior parte delle varietà, ciò nonostante Citrus maxima può essere impollinata anche da altre specie, appartenenti al genere Citrus. Per questa ragione i semi ottenuti da impollinazione libera hanno un'elevatissima variabilità genetica. Non a caso, la quasi totalità degli Agrumi odierni sono ibridi, che derivano da un primordiale incrocio tra il Pomelo ed altre specie.
Il Pomelo, data la provenienza tropicale, non è di certo tra gli agrumi più resistenti al freddo, tuttavia si è perfettamente adattato a crescere nei climi temperati caldi, come le zone più miti del bacino Mediterraneo. Questo agrume dovrebbe essere coltivato in zone in cui vi siano solo lievi ed effimere gelate. Anche poche ore con temperature inferiori ai -5°/-6° (23-21° F) potrebbero danneggiare seriamente la pianta o farla addirittura morire. Per una coltivazione in massima sicurezza, o per farne impianti commerciali, si dovrà piantare in zone USDA 9b o più calde.
Il Pummelo è piuttosto esigente anche per quanto riguarda le temperature massime e, diversamente da altri agrumi, richiede un'estate lunga e calda per potersi sviluppare e portare a maturazione i frutti. Per questa ragione, zone non tropicali a clima spiccatamente oceanico, pur non avendo inverni freddi, non sono ideali per la coltivazione della specie. Impianti sperimentali in Nuova Zelanda (notoriamente mite d'inverno e fresca d'estate) si sono dimostrati fallimentari, proprio per l'insufficiente calura estiva.
Questa pianta preferisce un'esposizione soleggiata, che garantisce una perfetta maturazione dei frutti ed un maggior contenuto zuccherino, ciò nonostante riesce a svilupparsi anche in zone a mezz'ombra.

Il Pomelo, avendo come habitat naturale le piovose zone pianeggianti tropicali, spesso ai margini di fiumi e ruscelli, non si è evoluto per resistere alla siccità ed, in zone ad estate arida come Sicilia, Sardegna e Calabria, richiede un'irrigazione adeguata per favorire lo sviluppo dei frutti (in gran parte costituiti da acqua). Per prosperare e produrre abbondantemente, senza irrigazioni, dovrebbe esser piantato in aree in cui vi siano precipitazioni di almeno 1500 mm/anno, distribuite anche nel periodo che va dalla fioritura alla maturazione dei frutti. Il Pomelo non ha bisogno di potature eccessive, ma sarà molto importante quella d'allevamento iniziale che ne determinerà la futura forma. Successivamente si procederà accorciando i rami che puntano troppo in alto, così come quelli che, piegati dal peso dei frutti, saranno rasenti terra. La forma d'allevamento più comune è a "chioma piena", in cui vengono lasciate 3-4 branche principali ed i rami ricadenti. La potatura deve esser effettuata in inverno, prima della fioritura, ricordando che i fiori si produrranno prevalentemente sui rami dell'anno precedente.
Foglie e Rami Pomelo Citrus maxima, è una specie originaria delle pianure alluvionali, gradisce pertanto un terreno argilloso in profondità, ma sabbioso in superficie, profondo ed arricchito con limo e sostanza organica; inoltre è segnalata una discreta resistenza ai terreni con elevata salinità. La concimazione, a base organica e ricca di microelementi, può essere effettuata prima della ripresa vegetativa ed in corrispondenza dell'ingrossamento dei frutti.

Maturazione PomeloFrutti Immaturi Pummelo


Riproduzione, Varietà e Malattie :

Il Pomelo produce tendenzialmente semi mono-embrionici quindi, diversamente da altri Agrumi, ogni pianta nata da seme sarà un po' diversa rispetto alla pianta madre. La moltiplicazione per semina non è perciò comune e, oltre a non aver garanzia sulla qualità dei futuri frutti, si potrebbe dover aspettare anche 8-10 anni, prima che la pianta entri in produzione.
Il Pummelo, generalmente, viene riprodotto per via vegetativa, tramite Innesto. Questo, oltre a velocizzare la messa a frutto, permette di scegliere tra diversi portainnesti, ognuno con caratteristiche specifiche. Alcuni portainnesti, come ad esempio il Poncirus trifoliata, facilitano l'entrata in dormienza invernale, permettendo così una maggior resistenza al gelo. Col giusto portainnesto e con un minimo di protezione invernale, è possibile crescere un pomelo all'aperto anche nei punti più riparati dei grandi laghi del Nord Italia, come avviene a Cannero Riviera, sul Lago Maggiore. Alcune varietà si possono riprodurre anche per margotta.
Esistono innumerevoli cultivars di Pummelo, che possono essere grossolanamente divise in tre categorie:


Gruppo Cinese : a frutto piriforme, polpa bianca e buccia particolarmente spessa
Gruppo Thailandese : dal frutto di dimensioni più contenute
Gruppo Indonesiano : producono un frutto a basso contenuto di acidità


Di seguito un elenco dei cloni più diffusi e commercializzati


  • Shatian : Molto diffuso, soprattutto nel sud-est asiatico. Produce frutti privi di semi (Seedless),  dalla polpa bianca, molto succosa e dolce.
  • Chandler : Varietà molto popolare, ottenuta dall'incrocio di un pomelo a frutto giallo e dolce, con uno rosa e acido. Ottenuto in California negli anni '60, matura precocemente e si conserva a lungo.
  • Cuban Shaddock : originario di Cuba, produce un frutto molto grosso, con molti semi e dalla polpa acida. La crescita della pianta è assurgente ed ha una minor resistenza al freddo rispetto ad altre varietà.
  • Tahitian : originario del Borneo, fu portato a Thaiti e poi diffuso nelle isole Hawaii. La peculiarità è quella di avere una buccia molto sottile ed un gusto eccellente. Esso è frequentemente utilizzato come punto di partenza per selezionare nuove varietà o per ottenere nuovi ibridi.
  • Honey : frutto di grossa pezzatura (peso di circa 2 kg), quasi senza semi, polpa dolce e trasparente.
  • Pomelit : crescita vigorosa, ma rami esili che si possono spezzare sotto il peso dei frutti. Essi sono tondeggianti, schiacciati ai poli, a polpa bianca, con sfumature arancioni. I frutti hanno molti semi, ma il sapore è molto apprezzato. 
  • Mato Buntan : frutto piriforme, giallo a maturità, polpa leggermente amara e con una nota di acidità.
  • Hirado Buntan : varietà molto diffusa a Nagasaki e nel Sud del Giappone. E' tra le più rustiche e resistenti al freddo, ottima per la coltivazione all'infuori dei tropici. Si caratterizza per aver un frutto dalla polpa rosa, non particolarmente succosa e ricca di semi.
  • Cocktail : questa, in realtà, non è una specie "pura", bensì ottenuta dall'incrocio di un Pomelo con un Mandarino. Produce frutti delle dimensioni di un'arancia o di un piccolo pompelmo. Questo ibrido può essere cresciuto anche in zone più fredde, rispetto a quelle limite per il Pummelo. Il sapore è unico e piacevolmente sub-acido. Talvolta è erroneamente chiamato Pompelmo "Cocktail".

Citrus grandis, un po' come tutti gli agrumi, è soggetto a diverse malattie sia di origine animale, che virale o fungina. Molte patologie non determinano la morte, possono essere estemporanee e tenute facilmente a bada. La lotta biologica, con gli antagonisti naturali, è comune per debellare insetti patogeni, mantenendoli sotto la soglia critica di danno. Purtroppo, alcune malattie sono ben più gravi e spesso la loro diagnosi è così tardiva da non permettere il recupero della pianta. I funghi del genere Phytophthora, causando marciumi radicali, sono tra i patogeni più letali e sono la maggior causa di morte per vecchi esemplari di Pomelo. 

Chioma Pomelo

Fioritura Pomelo
Frutto Immaturo Pummelo

Citrus maxima

Invaiatura Pomelo



giovedì 9 giugno 2016

Come Coltivare l'Arancio Dolce (Citrus sinensis)?

Le Arance sono da sempre il simbolo della Sicilia e, da lì, vengono esportate in tutto il resto d'Italia ed Europa. Ma è solo un fattore tradizionale? 
L'Arancio Dolce (Citrus sinensis) può crescere e fruttificare anche in altre parti d'Italia? E' realmente così sensibile al freddo? Può essere piantato anche nel Nord Italia?

Arance mature


Origine e Diffusione :

L'Arancio Dolce è l'Agrume più coltivato al mondo, ma in pochi sanno che questa specie (Citrus x sinensis) è, probabilmente, un ibrido naturale ottenuto dall'incrocio tra Pomelo (Citrus maxima) e Mandarino (Citrus reticulata), che risale a circa 4000 anni fa. Tuttavia c'è chi sostiene che questa ibridazione abbia dato origine solo all'Arancio Amaro (Citrus × aurantium) e che, in seguito, una mutazione di quest'ultimo abbia generato l'Arancio Dolce.
Comunque sia questo antico ibrido (chiamiamolo Arancio "generico"), ebbe origine nella Cina Meridionale, successivamente giunse, tramite gli scambi commerciali tra Impero Cinese ed Impero Romano, sino all'Asia Minore e al Bacino Mediterraneo.
Inizialmente l'Arancio non vide una grossa diffusione e se ne persero le tracce. Fu "riscoperto", diversi secoli più tardi, dai marinai portoghesi e solo allora conquistò la notorietà che questo agrume merita. Oggigiorno, a livello mondiale, le Arance sono il secondo frutto per volume di produzione, essendo precedute solo dalle Banane.


Botanica e Fisiologia :

Fiori di ArancioL'Arancio Dolce  (Citrus sinensis) appartiene, come tutti gli Agrumi, alla famiglia delle Rutaceae. E' una pianta sempreverde che spesso assume una forma arbustiva, raggiungendo un'altezza di circa 6-8 metri (20-26 ft). La chioma, se lasciata crescere liberamente, mostra una forma tondeggiante e, in alcune cultivars, i rami possono contenere delle spine pungenti all'ascella fogliare. Le foglie dell'Arancio sono di medie dimensioni, ovali, lisce e di colore verde scuro; se strofinate emanano un buon odore. Il Fiore dell'Arancio, chiamato anche "Zagara", è bianco, con 5 petali carnosi e con un profumo che si diffonde velocemente nell'aria. I Fiori possono essere singoli o raggruppati in piccole infiorescenze, contenenti fino ad un massimo di 5-6 fiori. In molte varietà di Arancio Dolce, l'impollinazione non è necessaria ed, anzi, può essere dannosa; questo perché può ostacolare la produzione di frutti per partenocarpia; ovvero frutti che, sviluppandosi in assenza di fecondazione, sono privi di semi.
Foglie di ArancioLa fioritura dell'Arancio, a differenza di quella di altri agrumi come il Cedro, non è continuativa, ma relegata alla stagione primaverile; essa avviene, a seconda del clima, da inizio Marzo a fine Aprile. Le arance sono frutti che, a maturazione, hanno un colore arancione più o meno carico a seconda della clima e della varietà. Le arance richiedono dai 9 ai 12 mesi di tempo per maturare, ciò, data la fioritura primaverile, ne fa un frutto tipicamente invernale. La loro spessa buccia svolge un ruolo difensivo proteggendole dal freddo e dall'umidità, per questo motivo le arance possono rimanere sull'albero per mesi, senza marcire e l'arco di tempo in cui possono essere raccolte e consumate è molto più ampio della maggioranza dei frutti.


Coltivazione, Clima e Cure:

Arance immatureL'Arancio Dolce è una pianta di origine subtropicale, ma perfettamente adattata al clima Mediterraneo Caldo. Citrus sinensis è una specie che predilige una certa stagionalità, l'abbassamento delle temperature che, in Italia, iniziano a verificarsi da Ottobre, sono responsabili dell'invaiatura, ovvero il cambio di colore della buccia (da verde ad arancione) e la conseguente maturazione.
Nelle zone tropicali, come in alcune parti dell'Africa, il frutto rimane verde e deve essere trattato con Etilene al fine di poter maturare. L'Arancio Dolce, contrariamente a quanto si pensi, resiste al freddo meglio del Limone, tuttavia, rispetto a quest'ultimo, richiede una maggiore quantità di calore per poter maturare ed addolcire i suoi frutti, questo fattore ha confinato la produzione commerciale alle zone costiere del Mezzogiorno, dove l'autunno molto mite permette la corretta maturazione.
L'Arancio, a livello amatoriale, si può coltivare molto più a Nord, persino nei microclimi più favorevoli dei grandi laghi del Nord Italia, dove però la polpa rimane leggermente acidula.
Invaiatura aranceLa resistenza al freddo di una pianta adulta di Arancio Dolce si aggira attorno ai -6/-7 °C (21-19 °F); ovviamente queste temperature sono da riferirsi come picco sporadico e non continuative per tutte le notti invernali. Un problema comune a molti agrumi è la maturazione invernale dei frutti; nell'Arancio, infatti, il frutto è danneggiabile a temperature meno rigide di quelle che potrebbe reggere la pianta.
Questo vuol dire che gelate di qualche grado sotto zero, pur non danneggiando la pianta, potrebbero far marcire i frutti prima che giungano a maturazione. Temperature estive troppo elevate possono limitare le proprietà organolettiche delle Arance, rendendole poco gustose.
L'Arancio gradisce un'esposizione in pieno sole, condizione che permette di aver un maggior numero di frutti e migliori qualità gustative, tuttavia, in ambiente luminoso, si possono ottenere buoni risultati anche con solo mezza giornata di sole diretto.
Citrus sinensis è una specie abbastanza resistente alla siccità, però le Arance sono composte prevalentemente da acqua e zuccheri, dunque, l'assenza prolungata di acqua, pur non portando necessariamente al deperimento della pianta, può arrecare gravi danni alla produzione.


La maggior parte degli aranceti sono concentrati nel Mezzogiorno, una parte d'Italia in cui l'estate è particolarmente siccitosa, di conseguenza, la maggior parte degli impianti sono irrigui.
L'Arancio, come del resto molti altri agrumi, è una pianta piuttosto esigente in quanto a terreno che, idealmente, dovrebbe essere sciolto, ricco di sostanza organica, drenante, profondo e neutro (pH tra 6 e 8); sono da evitare terreni pesanti, alcalini e poveri.
La potatura dell'Arancio, in assenza di gelate, si svolge nel tardo inverno (dopo la raccolta e prima della ripresa vegetativa), accorciando e diradando i rami che si incrociano, arieggiando la chioma e controllandone l'eccessivo vigore.


Varietà di Arance :

L'arancio è una specie molto diffusa, anche in zone molto diverse tra loro, questo ha permesso la selezione di oltre duemila varietà (c'è chi sostiene ben di più), tuttavia quelle coltivate su larga scala sono solo un centinaio ed, in Italia, solo poche si trovano comunemente nei supermercati.
Le diverse varietà di Arancio differiscono per colore, epoca di maturazione, ma anche per gusto, succosità, aromi e spessore della buccia.
Tutte le varietà possono essere raggruppate in tre grandi categorie:

  • Arance Rosse (Arance Sanguigne) : ne sono un esempio le cultivars Tarocco, Moro, Sanguinello.  L'elevate presenza di Antociani conferisce loro un aspetto scuro, la polpa è leggermente acidula e succosa, la loro coltivazione è assai diffusa in Sicilia.
  • Arance Bionde "Ombelicate" (Navel) : ad esempio  Washington Navel, Navelina, Brasiliano. La loro maturazione può essere più precoce di altre, sono caratterizzate da una polpa chiara, dolce e dalla presenza di una protuberanza (ombelico) apicale, questa è dovuta ad un secondo frutto (in via di formazione) all'interno dell'Arancia stessa. Queste arance, di solito, sono apirene e con una buccia spessa.
  • Arance Bionde "Non Ombelicate": ad esempio Biondo Comune, Belladonna, Valencia, Ovale Calabrese. Come le precedenti, hanno polpa chiara, ma sono prive della protuberanza che contraddistingue le Navel. Sono particolarmente indicate per la produzione di spremute. All'interno di questo gruppo ci sono alcune tra le varietà più tardive, che possono maturare anche verso Aprile/Maggio.

Germogli di Arancio



Malattie e Parassiti :

L'arancio è una specie soggetta all'attacco di diversi patogeni, i quali coprono un grosso spettro di danni, da piccoli danneggiamenti fogliari, fino alla morte della pianta. Alcuni dei principali responsabili di malattie nell'arancio sono elencati sotto:

  • Cocciniglia: un parassita che si nutre della pianta, frequentemente si insidia a livello del picciolo, al riparo dal sole, provocando la cascola del frutto; inoltre producono una melassa che aumenta il rischio di fumaggine.
  • Gommosi: causata da un fungo, si denota per la presenza di un essudato gommoso che fuoriesce da fessurazioni della corteccia. E' causa di scarsa fioritura e vigoria, nonché di clorosi.
  • Afide degli Agrumi: parassita le nuove foglie ed i rami in allungamento, succhiando la linfa, riduce i nutrienti disponibili per la pianta. Le foglie colpite hanno un aspetto "accartocciato" e ridotta attività fotosintetica.
  • Mosca della Frutta: particolarmente attiva negli ambienti caldi, utilizza le arance per ovideporre e causa la cascola dei frutti.
  • Mal secco degli agrumi: questo fungo è responsabile degli ingiallimenti fogliari, spesso a livello delle nervature. Questo patogeno provoca la caduta delle foglie e il disseccamento dei rami, mentre se sono le radici ad essere colpite, la pianta muore.

Riproduzione e Portainnesti :

L'Arancio Dolce (Citrus sinensis) si moltiplica tipicamente tramite innesto. Come portainnesto vengono utilizzati altri agrumi, ognuno dei quali conferisce caratteristiche peculiari. Nelle zone più miti si utilizza l'Arancio Amaro che sviluppa radici profonde e conferisce longevità alla pianta; in zone più fredde è utile innestare l'Arancio sul Poncirus trifoliata, questo è l'unico agrume deciduo che aumenta la resistenza all'umidità e al freddo di ciò che su di esso viene innestato. Più raramente si propaga tramite Talea o Margotta, se invece lo si volesse coltivare partendo da Seme è bene sapere che ci vorranno parecchi anni prima che entri in produzione ed i frutti che si otterranno potranno essere anche molto diversi rispetto alla pianta madre.

Citrus sinensis flowers

Allegagione arance

Citrus sinensis

























Aranceto Calabria estate

Disegno Citrus sinensis

lunedì 2 novembre 2015

Cedro (Citrus medica), il Progenitore di Molti Agrumi - Coltivazione e Clima

Il Cedro (Citrus medica), noto anche come Citro, è uno dei più antichi agrumi al mondo. Lo si può considerare, assieme a Mandarino e Pomelo, il progenitore di tutti gli agrumi che oggi conosciamo ed utilizziamo in cucina. Ad esempio, il Limone (Citrus limon), deriva dall'incrocio tra Cedro e Pomelo.

Nelle prossime righe cercheremo di capire come e dove coltivare il Cedro in Italia e quali sono le sue origini.

Frutto Cedro













Origine, Diffusione e Curiosità :

Il Cedro è una specie subtropicale, proviene infatti dalle valli Himalayane situate sul confine tra India settentrionale, Bhutan e Nepal dove, a tutt'oggi, è possibile trovare Cedri selvatici, che prosperano indisturbati nelle rigogliose zone boschive di queste regioni.
Il cedro, partendo dall'India ed attraversando tutta la Persia, giunse in Europa ben prima della venuta di Cristo. Vi sono infatti testimonianze della specie Citrus medica sin dai tempi degli antichi Greci e, successivamente, fu ampiamente diffuso nelle zone più miti dell'Impero Romano. 
Questo agrume fu classificato e citato nel trattato naturalistico "Naturalis historia", scritto da Plinio il Vecchio (23–79 d.C.), dove compare con il nome di "Mela Assira".
Il nome "Cedro" deriva dalla volgarizzazione della parola latina "Citrus", ma può essere tradotto anche con la parola "Cedrus", che dà il nome ad un noto genere di conifere, che annovera al suo interno anche il celeberrimo Cedro del Libano (Cedrus libani). Ovviamente questi due "cedri" hanno in comune solo il nome ed il fatto di essere piante.

Botanica e Fisiologia :

Germoglio cedroFiori cedro dolceIl Cedro appartiene, come tutti gli agrumi, alla famiglia Rutacea.
Citrus medica si sviluppa sotto forma di piccolo albero o arbusto che, dopo molti anni, può occasionalmente arrivare ad un'altezza massima di 8 m (26 ft). Tuttavia, con le opportune potature, è possibile mantenerlo di dimensioni ben più contenute senza compromettere la fruttificazione. I rami presentano spine e crescono in maniera irregolare, dando alla pianta un aspetto "disordinato". Le foglie del cedro sono grosse e possono superare i 20 cm (8 inch) di lunghezza, hanno una forma ovale e da giovani sono rossicce, mentre da adulte hanno un bel colore verde intenso.
I boccioli floreali sono di color rosso-violaceo e, quando sbocciano, si presentano bianchi all'interno e, in alcune varietà, con sfumature violacee esterne. I fiori del cedro sono riuniti, alla sommità del ramo, in gruppi composti da 3-12 fiori, ma non è impossibile vederne anche di isolati. La fioritura è pressoché continua dall'inizio della primavera sino all'autunno inoltrato ma, in zone particolarmente miti, può avvenire anche nei mesi invernali. I frutti del cedro sono a forma ovale, lunghi fino a 25 cm (10 inch), rugosi e con vistose protuberanze che, soprattutto in alcune varietà, conferiscono un aspetto quasi "deformato". La buccia, gialla a maturazione, è particolarmente spessa, mentre la polpa interna è piuttosto asciutta ed acida, con numerosi semi simili a quelli del Limone. Esistono numerose cultivars di cedro, che si possono dividere in due gruppi: cedri acidi e cedri dolci, anche se questa seconda categoria è da intendersi come cedri "meno acidi", più che realmente dolci. I cedri dolci (es. Cedro della Corsica), si differenziano dai cedri acidi (es. Cedro Diamante) anche per aver fiori bianchi (e non violacei) e nuovi germogli verde chiaro (non rossicci). Alcune varietà sono praticamente prive di polpa e vengono coltivate a scopo ornamentale, tra queste merita una menzione particolare la varietà denominata Cedro Mano di Buddha (Cedro digitato), caratterizzata dall'avere un frutto che si divide in molte parti allungate che sembrano delle grosse dita.  


Coltivazione, Clima e Cure :

Fruit citrus medicaIl Cedro (Citrus medica), essendo una specie subtropicale, ha una scarsa resistenza al freddo, minore rispetto a quella di molti altri agrumi. Il clima ideale per la coltivazione del cedro è quello mediterraneo caldo, sebbene possa tollerare effimere gelate nell'ordine di -4/-5 ° C (25-23° F), sarebbe meglio coltivarlo in zone esenti da gelo e con temperature diurne superiori ai 10° C (50° F). Il cedro, se l'inverno è particolarmente rigido, può perdere le foglie ma, se le temperature sono state sub-letali, la pianta rigermoglierà in primavera. L'esposizione ideale è in pieno sole ma, specie in zone torride, si avvantaggia della mezz'ombra, inoltre non ama le temperature troppo elevate (superiori ai 32° C, 90° F), in particolar modo se unite alla siccità.

Citrus medica è una specie generalmente autofertile che, per fruttificare al meglio, predilige terreni sciolti, fertili, ricchi di sostanza organica, leggermente acidi o neutri, non compatti e, in zone molto aride, irrigui. La potatura del Cedro deve essere effettuata in maniera costante, diradando i rami che si intrecciano, infatti, l'elevata vigoria di questo agrume, renderebbe la sua chioma folta ed i rami si ombreggerebbero l'un l'altro, rendendo la pianta meno produttiva.


Frutto immaturo cedroIn Italia il Cedro è coltivato in Sicilia e Calabria e, in una ristretta zona dell'alto cosentino, si concentra la maggior produzione di cedri a livello europeo. In questa fascia sul mar Tirreno, il Citrus medica ha trovato un habitat ideale per il proprio sviluppo, tanto da render nota questa fascia di Calabria con il nome "Riviera dei Cedri".
Il Cedro, come del resto molti altri agrumi, riesce a svilupparsi discretamente bene anche in vaso, dunque, per chi vivesse in zone impervie, è possibile coltivare il cedro in vaso, ponendolo in un posto riparato durante la stagione invernale. L'ideale sarebbe un luogo luminoso e fresco, con temperature sotto i 20°C (68° F), bisogna infatti sapere che, entro certi limiti, la richiesta di luce è proporzionale alla temperatura.


"Per cosa si utilizza il cedro?" :

Oltre all'aspetto ornamentale di molte varietà, il Cedro (Citrus medica) trova impiego in cucina, nel campo erboristico ed officinale. Il frutto è infatti ricco di sali minerali, di Vitamina C e di particolari composti aromatici denominati Flavonoidi, noti per le loro caratteristiche antiossidanti.
Il ruolo principale in cucina è dato dalla spessa buccia, questa è particolarmente utilizzata nell'industria dolciaria per preparare canditi, mentre dalla polpa si producono bibite, come la famosa Cedrata. Inoltre, dalla buccia del cedro, si può ricavare un olio essenziale molto utilizzato in cosmesi per combattere la cellulite.

Cedro Mani di Buddha



Citrus medica flowers
Frutto cedro in accrescimento
Fiori di Cedro

Frutto Cedro Accrescimento