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mercoledì 8 febbraio 2023

Lantana - Coltivazione e Resistenza al Freddo

Lantana è il nome di un piccolo arbusto perenne che sicuramente avrete notato, magari senza identificarlo, in villeggiatura. La specie è infatti molto comune come piccola pianta fiorifera ornamentale e viene coltivata nelle aiuole dei "lungomari", così come in grossi vasi collocati nei giardini degli hotel di zone costiere. 

In questo articolo vorrei fare un po' di chiarezza sul genere Lantana, specificando quali sono le specie più rappresentative ed adatte alla coltivazione nelle diverse zone climatiche italiane. 

Infiorescenza Lantana

Origine, Storia e Distribuzione :

Lantana è un genere, appartenente alla famiglia delle Verbenaceae, che annovera al proprio interno circa 150 specie, native delle zone tropicali Africa ed America. Oggigiorno molte di queste specie non solo sono coltivate altrove, ma si sono addirittura naturalizzate in diverse aree calde dell'Asia e dell'Oceania. 

Alcune delle specie di Lantana sono :

  • Lantana camara : chiamata anche Lantana comune, è indubbiamente la specie più diffusa, nonché quella a cui mi riferirò parlando genericamente di "Lantana". E' nativa dell'America Centro-Meridionale, ma essendo invasiva si è naturalizzata in vaste aeree del Sud-Est asiatico e dell'Australia. E' una specie sensibile al freddo e produce fiori di diversi colori, a seconda della cultivar.
  • Lantana montevidensis : nativa dell'Uruguay è una specie a portamento rampicante, con fiori di color lilla. Ha una rusticità superiore rispetto alla L. camara, ma è meno infestante.
  • Lantana involucrata : nativa della Florida meridionale, è un piccolo arbusto con foglie aromatiche (se strofinate ricordano la Salvia). Produce fiori bianchi, macchiati di giallo nella parte centrale oppure, in altre selezioni, sono di color lavanda. Rusticità simile alla L. montevidensis.
  • Lantana urticoides (sin. Lantana horrida) : originaria del Texas, è un piccolo arbusto assai ramificato, che produce infiorescenze giallo-arancioni, i cui fiori sono ben apprezzati dagli insetti (farfalle in primis). Abbastanza rustica, resiste al gelo di media intensità. 
  • Lantana trifolia : nativa del Messico, è una un piccolo cespuglio a crescita eretta, caratterizzato da foglie composte da tre foglioline color verde scuro disposte a spirale. I fiori sono color rosa/arancione. Specie sensibile al gelo.
  • Lantana achyranthifolia : chiamata anche Lantana del Deserto, è anch'essa nativa del Texas e prospera in zone aride. Ha una resistenza alla siccità superiore a quella delle altre Lantane ed è pure tra le più resistenti al freddo, potendo sopravvivere addirittura in una zona USDA 7. 
Oltre alle specie "selvatiche" innumerevoli sono gli ibridi e le cultivars di Lantana, frutto della selezione fatta dall'uomo nel corso degli anni.


Com'è Fatta la Lantana ? - Botanica e Fisiologia 

L. camara è una pianta a sviluppo arbustivo, con un portamento cespuglioso ed una chioma arrotondata e densa. L'altezza di questa pianta varia sia in funzione della varietà, sia in funzione delle condizioni di crescita, tuttavia in Italia non supera quasi mai un'altezza (e una larghezza) di 2 metri (6.6 ft); tuttavia, con opportune potature si può mantenere di dimensioni ben più ridotte.

Foglie Lantana camara
Questa pianta ha foglie ovali, opposte, di medie dimensioni che, se accartocciate, emanano un odore deciso. La Lantana, di norma, non ha un vero e proprio tronco, ma è formata da più fusti, ognuno dei quali è molto ramificato; tuttavia, all'occorrenza, si può crescere anche ad "alberello" con un unico tronco. I germogli danno origine a giovani rami che hanno la peculiare sezione quadrata (sebbene meno marca rispetto al Psidium guajava), oltre a presentare piccole spine ricurve.

L'apparato radicale è superficiale e le radici intricate formano una sorta di "tappeto" esteso.

L'infiorescenza ha un diametro di circa 5 cm (2 in) ed è a forma sferica, composta da numerosi piccoli fiori, a forma tubolare e rivolti verso l'esterno, che emanano un odore (non proprio profumo) caratteristico. Le infiorescenze (Corimbi per la precisione) sono poste all'apice dei nuovi rami ed ognuna di esse contiene un numero di fiori variabile tra 20 e 40. Essi sono delle tonalità più disparate, anche a seconda della varietà, ma di norma il colore spazia dal bianco, al giallo/arancione, passando per il rosa-violetto ed il porpora. I fiori della Lantana hanno evoluto una strategia davvero ingegnosa. Nella maggior parte delle piante, il colore base del fiore è giallo, ma a seguito dell'impollinazione vira su tonalità più accese (rosso, viola etc, con diversità da clone a clone); questo è un segnale per gli insetti impollinatori, più attratti dal giallo che dal rosso. La pianta usa questo stratagemma per preservare il  proprio polline e far sì che gli insetti riescano a capire (preferire) quali siano i fiori non ancora impollinati, rispetto agli altri.

Nei climi tropicali, soprattutto in quelli con piogge ben distribuite, la fioritura è continuativa; mentre in Italia il periodo di fioritura corrisponde a quello della bella stagione, tendenzialmente nei mesi che vanno da Maggio ad Ottobre. 

I frutti sono delle drupe rosso-violacee di circa 5 mm (0.2 in), contenenti 2 semi e, se ingeriti da acerbi (quando ancora verdi), sono tossici. 

Tronco Lantana camara

Coltivazione, Clima, Cure e Propagazione

In climi tropicali la specie è sempreverde, mentre laddove fa freddo può assumere un comportamento semi-deciduo o anche deciduo.  In linea di massima Lantana camara è una specie sub-tropicale e sensibile alle basse temperature, che dovrebbe esser coltivata all'aperto solo in zone esenti da gelo; tuttavia può sopportare qualche effimero episodio sottozero, comunque non oltre i -2° C (28° F). Tuttavia non disperate, anche se non vivete nelle zone più calde della nostra penisola c'è una possibilità; infatti sono in commercio diversi ibridi che hanno una rusticità ed una resistenza al freddo decisamente superiore a quella della "pura" L. camara. Ad esempio, la Lantana "Sunny Side Up", un incrocio tra L. camara and L. montevidensis, può sopravvivere a temperature inferiori ai -10° C (14° F) ed sul mercato si possono trovare anche altri ibridi, tra cui Lantana "Miss Huff", che è probabilmente la Lantana più resiste al gelo che esista.

Fiori Lantana
Nelle aree tropicali, la L. camara è considerata una specie infestante, produce infatti molti semi che germinano facilmente e gli uccelli, cibandosi dei frutti, li trasportano ovunque. La specie prospera in zone assolate, mentre mal si sviluppa con esposizioni ombrose, per questo motivo non è specie invasiva all'interno (nel sottobosco) delle foreste, bensì ai margini di esse oppure laddove un incendio abbia lasciato campo libero. 

Questo arbusto gradisce un'esposizione quanto più soleggiata possibile, tuttavia, pur fiorendo meno, si può coltivare anche a mezz'ombra, mentre in posizioni ombreggiate si sviluppa poco e male.

Il terreno ideale è profondo, subacido, ricco di sostanza organica e con una tessitura che lo mantenga umido, ma senza che si formino pericolosi ristagni idrici. La Lantana ha una media resistenza alla siccità ma, soprattutto da giovane, richiede di essere irrigata con regolarità, mentre una volta affrancata, in estate, basterà innaffiarla un paio di volte al mese. Se la pianta viene bagnata in estate aumenta sia la vigoria, sia la velocità di crescita.

Per ottenere una fioritura copiosa, con grosse infiorescenze, si dovrebbe concimare ogni tre settimane con fertilizzanti per piante da fiore; ciò nonostante, in un terreno non eccessivamente povero, fiorisce anche se abbandonata a sé. Attenti!! Un'eccessiva concimazione (soprattutto se a ricca in Azoto) potrebbe aver l'effetto opposto e spingere la pianta a produrre molte foglie e pochi fiori. 

Infiorescenza Lantana camara
La Lantana si presta bene anche ad esser coltivata in vaso, condizione che però richiederà maggiori attenzioni, sia per quanto riguarda l'irrigazione, sia per la concimazione. 

La potatura si effettua a partire dal tardo autunno (quando la pianta smette di fiorire ed entra in riposo vegetativo) e di solito consiste nell'eliminazione dei rami morti, nel diradamento della chioma ed, eventualmente, per mantenerla delle dimensioni gradite. I rami rimasti dopo la sfoltita possono esser accorciati di circa 1/3, favorendo così l'emissione di fiori durante la primavera successiva.

Questo arbusto è molto rustico in quanto le foglie producono un repellente naturale contro molti insetti, non va quindi trattata con antifungini. Può capitare, talvolta, un leggero attacco di Afidi, ma si risolve da solo, senza compromettere né la salute della pianta, né la fioritura.

La specie si può propagare per semina, da effettuarsi sul finire dell'inverno, mantenendo una temperature superiore ai 16° C (61 ° F) e terreno umido. Alternativamente, in zone fredde, la germinazione avverrà più tardivamente.

Ovviamente se si vuole mantenere l'esatto clone si deve propagare per via vegetativa. In questo caso si riproduce tramite talea, prelevando (in Luglio-Agosto) giovani rami lunghi circa 10 cm (4 in) che, dopo aver rimosso le foglie, sono da interrare e far radicare, mantenendo una temperatura di almeno 20° C (68° F) con terreno umido.

Ecco, ora potrete dire "quella" è una Lantana camara e, magari, vi diletterete nella sua coltivazione.

Forma Arbustiva Lantana

Fioritura Lantana


domenica 18 dicembre 2022

Piombaggine (Plumbago auriculata), un Rampicante per i Climi Caldi - Coltivazione e Cure

I fiori azzurri non sono tra i più comuni nel Regno Vegetale e, forse anche per questo, il Plumbago (Plumbago auriculata) non passa mai inosservato nei cortili e nei giardini italiani.

Plumbago è in realtà un genere, appartenente alla famiglia delle Plumbaginaceae, che racchiude al proprio interno una ventina di specie che prosperano in climi cha vanno dal tropicale, sino al temperato caldo.

Alcune delle specie di Plumbago : 

  • Plumbago pulchella : specie cespugliosa endemica del Messico, dove viene usata come pianta medicinale, soprattutto in ambito veterinario. 
  • Plumbago wissii : specie rara che si trova esclusivamente in alcune aree rocciose della Namibia settentrionale. Produce fiori color rosa-lilla.
  • Plumbago indica : originario del Sud-Est asiatico (Filippine, Indonesia etc.) è una delle specie più sensibili al freddo e muore con temperature inferiori ai 10° C (50° F). Ha portamento cespuglioso e produce fiori arancioni, dalla forma tipica del genere.
  • Plumbago zeylanica : specie erbacea dal portamento prostrato originaria delle zone subtropicali dall'India, sino all'Australia. Produce fiori bianchi.
  • Plumbago europaea : specie nativa del bacino Mediterranea, la si trova spontanea (ma molto localizzata) anche in Italia dove forma cespugli non più alti di 1 metro (3.3 ft). I fiori sono di color rosa violaceo e la fioritura, in Sardegna, avviene tra Agosto e Settembre.
  • Plumbago auriculata : nativo del Sud-Africa è la specie più diffusa a livello ornamentale, nonché quella discussa approfonditamente in questo articolo.
Plumbago auriculata

Botanica e Fisiologia :

Plumbago auriculata è una specie sempreverde di natura rampicante che, nelle zone d'origine (Sud Africa), riesce a raggiungere anche i 6 metri (20 ft) di altezza. Se coltivata in Italia come pianta ornamentale si mantiene di norma più piccola e, con opportune potature, la si può crescere a forma arbustiva, con tralci ricadenti. Gli steli sono sottili, ma numerosi e flessibili, rendendo la pianta adatta alla formazione di siepi che coprano recinzioni, ovviamente solo laddove il clima (vedi più avanti) ne permetta la coltivazione all'aperto tutto l'anno. 

Foglie Plumbago auriculata
Le foglie della Piombaggine Blu sono lucide, di color verde chiaro, di forma ovale e non più lunghe di 5 centimetri (2 in). La pianta è vigorosa e le foglie tendono a disporsi a raggiera, dando l'impressione che siano molto folte. Il verde brillante è intervallato dal colore azzurro-bluastro dei fiori. Essi sono formati da cinque petali che, a seconda della varietà, possono assumere diverse tonalità di azzurro, talvolta con sfumature violastre. Esiste anche una varietà (P. auriculata var. alba) a fiori bianchi. I numerosi fiori sono disposti in un'infiorescenza ombrelliforme, che potrebbe vagamente ricordare la forma di un'infiorescenza di Ortensia. I fiori sono molto visitati dalle farfalle che provvedono all'impollinazione.

Le radici sono piuttosto superficiali e la specie non produce né radici avventizie, né viticci con cui aggrapparsi ai supporti. 

Una curiosità, sebbene di aspetto ben diverso, si ritiene che il Plumbago odierno sia molto simile all'antenato da cui poi si sono evolute molte specie di piante carnivore presenti ai giorni nostri. Non è un caso che i fiori di questa pianta siano visitati più dalle mosche, che dalle api.

Fiori Plumbago auriculata

Coltivazione e Cure :

Plumbago auriculata, tra i vari nomi noto anche come Gelsomino Azzurro, è una pianta che predilige climi che vanno dal tropicale al temperato caldo, esenti da gelate. Esso può essere coltivato sia in pieno Sole, sia a mezz'ombra, fiorendo copiosamente in entrambe le condizioni, mentre se coltivato tutto il giorno all'ombra il numero dei fiori prodotti si riduce. 

Il Plumbago gradisce un terreno soffice, fertile, drenante, ma che si mantenga umido, tuttavia piante coltivate in piena terra e ben affrancate hanno una media resistenza alla siccità. 

Questa pianta fiorifera, grazie anche all'apparato radicale relativamente compatto, si coltiva facilmente anche in grossi vasi; ovviamente in tale condizione le innaffiature estive dovranno essere più frequenti rispetto a piante coltivate in piena terra.

Vegetazione
La coltivazione in vaso consente lo sviluppo del Plumbago anche nelle zone fredde del Nord Italia, dove il gelo intenso non ne permetterebbe la sopravvivenza all'esterno. Queste specie è infatti sensibile al gelo e si deve mettere in serra o proteggere, quando le temperature scendono sotto gli 0° C (32° F). Anche pochi gradi sotto zero bruciano le foglie, tuttavia le radici ed i fusti sono più resistenti e, qualora le gelate non siano state troppo intense (non oltre -4° C o 25° F), in primavera ributteranno copiosamente, riformando velocemente l'intera chioma. 

La potatura può essere molto energica, senza che questo comprometta la fioritura dell'annata successiva, anche perché i fiori vengono prodotti sul nuovo legno. La fioritura è prolungata e scalare, tanto che, in Italia, può durare dalla fine della primavera, sino ai primi freddi autunnali (maggio-ottobre), mentre in zone tropicali può anche essere continuativa (per tutti i mesi dell'anno). 

La specie è rustica e poco incline ad attacchi massicci da parte di patogeni di natura virale o insetti. Per questo non viene trattata con anticrittogamici. Talvolta può capitare che in nuovi germogli vengano infestati dagli afidi, tuttavia di norma il problema è circoscritto e si risolve da solo senza compromettere né la fioritura, né lo sviluppo.

Plumbago auriculata si riproduce tranquillamente per semina, ma a livello vivaistico è di norma moltiplicata tramite talea, da effettuarsi nel periodo estivo. Quest'ultimo metodo di propagazione permette di mantenere l'esatta cultivar, oltre a consentire un'immediata messa a fiore. 

Il Plumbago si può coltivare tranquillamente all'aperto nelle zone costiere del Centro-Sud Italia (ma anche in Liguria), dove richiede solo di essere bagnato nei periodi più aridi. Nelle zone più calde del Sud Italia sarebbe da preferire una posizione leggermente meno soleggiata rispetto a quella che gli si dovrebbe riservare al Centro-Nord Italia. Nel settentrione si può coltivare all'aperto solo nei microclimi più miti, come alcuni angoli molto riparati del Lago Maggiore; tuttavia anche qui solo durante gli inverni più miti potrà mantenere la chioma, mentre negli altri ripartirà dalle radici, morendo del tutto con cadenza decennale (che magari, con i cambiamenti climatici, si estenderà).

Altrove si coltiva in vaso, da collocare in veranda durante l'inverno. La condizione di crescita in vaso è comunque ben tollerata e lo sviluppo sarà soddisfacentemente buono. Durante la coltivazione in vaso si dovrà però prestare maggior attenzione alla concimazione, dato che il terreno tenderà ad impoverirsi molto più rapidamente rispetto ad un suolo erboso.

Una pianta molto fiorifera ed elegante che, da ora in poi, saprete riconoscere.

Cespuglio Plumbago auriculata

martedì 23 marzo 2021

Begonia : Quando Fiorisce e Dove si Tiene ? - Coltivazione e Cure

Passeggiando in Estate lungo i viali ben curati di molte località turistiche (ad es. quelli di Stresa, sul Lago Maggiore) avrete sicuramente notato aiuole fiorite e, tra i vari fiori, molto probabilmente avrete visto quelli della Begonia.

In realtà il termine "Begonia", dato in onore di Michel Bégon naturalista francese e governatore di Santo Domingo nel XXVII secolo, non si riferisce ad un'unica specie, bensì ad un genere, appartenente alla famiglia delle Begoniaceae. Quest'ultima si suddivide in due generi :

  • Hillebrandia : composto da un'unica specie : l'Hillebrandia sandwicensis, un tubero erbaceo endemico delle Hawaii. 
  • Begonia : formato da circa 1500 specie, alcune delle quali piuttosto simili e difficili da distinguere. Sebbene diffuse in tutte le zone tropicali del mondo, vi è una maggior concentrazione di specie nelle zone umide del Centro-Sud America. 

In questo articolo vorrei descrivere le caratteristiche che accomunano la maggior parte delle specie di Begonia, soffermandomi di più sulle peculiarità di quelle più comuni e spesso cresciute in Italia come piante annuali. 


Esistono sostanzialmente tre gruppi di Begonie, con esigenze colturali simili di cui parlerò nella seconda metà dell'articolo.

Aiuola di Begonia
Le Begonie "Erbacee a Radici Fascicolate" : possono esser annuali o, più spesso, perenni; tuttavia soffrono il freddo ed in Italia sono coltivate nel periodo che va dalla primavera all'autunno. In alternativa le specie perenni possono esser coltivate in vaso ed, in inverno, riposte in luogo tiepido, umido e luminoso. In questo modo possono vivere 4-6 anni. Una delle specie più comuni di questa categoria è senz'altro la Begonia cucullata (appartenente al sottogruppo Wax Begonia o Begonia semperflorens), nativa del Sud America e dotata di fiori rossi/rosa che nei luoghi caldi sono presenti durante tutto l'anno, ma anche in Italia la fioritura è scalare e molto prolungata. Le piante di questa classe di Begonie hanno internodi (distanza tra le foglie) più lunghi e possono aver un portamento più eretto, talvolta arbustivo. 

Begonie "Tuberose" : sono tutte quelle specie formate da un tubero e che, pur essendo perenni nei luoghi d'origine, si possono coltivare in Italia come piante annuali, un po' come fareste con le Dalie. In primavera si interrano i tuberi e durante la successiva estate la pianta si svilupperà e fiorirà; a fine stagione i tuberi possono essere rimossi dal terreno, eventualmente divisi, e conservati in un luogo fresco, asciutto e buio, per esser ripiantati la primavera successiva. In altre parole, se i tuberi vengono lasciati nel terreno, le basse temperature invernali (od addirittura il gelo) li ucciderebbero.

Begonia × tuberhybrida
Le diverse specie di Begonie Tuberose differiscono notevolmente l'una dall'altra; possono avere fiori singolo o doppi (o semidoppi), grandi o piccoli, di color bianco, arancione, giallo, rosa, rosso o persino con diverse sfumature di più colori ed infine possono aver petali lisci o increspati. La maggior parte di esse sono in realtà degli ibridi (Begonia × tuberhybrida) tra specie tuberose provenienti da ogni parte del mondo. 

Queste prime due tipologie di Begonia vengono coltivate prevalentemente per i fiori, dato che sono molto grossi (soprattutto nelle Begonie Tuberose) ed appariscenti. Tutte le Begonie sono monoiche, ovvero un'unica pianta produce due tipi di fiori : quelli maschili hanno numerosi stami e sono generalmente più vistosi, mentre quelli femminili hanno tra 2 e 4 stigmi, spesso ripiegati.
Le Begonie erbacee hanno forse fiori un po' meno appariscenti rispetto alle Begonie Tuberose, tuttavia ciò permette di apprezzare meglio il fogliame, anch'esso molto decorativo. Le foglie delle specie più belle sono cuoriformi, lucide, color verde intenso e spesso dal bordo che assume tonalità rossastre.

Le Begonie "Rizomatose" : come facile intuire questa terza categoria possiede un Rizoma. Esse producono fiori irrilevanti e vengono coltivate esclusivamente bel la bellezza del fogliame. Le foglie sono cuoriformi e screziate con i colori più disparati, inoltre sono più grandi rispetto alle altre Begonie. Un esempio è la Begonia rex, ma anche la Begonia brevirimosa, nativa della Nuova Guinea e dotata di enormi foglie dall'insolito colore rosa con venature verdi. Anche queste piante possono esser cresciute per più anni se riparate dai rigori invernali.

Begonia brevirimosa

Come Coltivare le Begonie in Italia ?

La maggior parte delle specie di Begonie sono native delle zone tropicali/subtropicali, dove grazie all'assenza di freddo possono vegetare durante tutti i 12 mesi dell'anno. Le Begonie non resistono al gelo e già quando le temperature si abbassano costantemente sotto i 10° C (50° F) iniziano a soffrire, sino a deperire. In Italia, all'aperto, possono prosperare solo nei mesi che vanno da Aprile ad Ottobre.
Ma essendo un genere così immenso c'è sempre un intruso, infatti esiste un'unica specie rustica (Begonia grandis), nativa della Cina, che è in grado di reggere almeno sino a -15° C (5° F), sebbene col gelo la parte aerea secchi, per rispuntare dalle radici solo in primavera.

Le Begonie sono di norma piante basse, spesso ricadenti e/o tappezzanti, sebbene non manchino specie a maggior sviluppo. La quasi totalità di esse vive nelle foreste pluviali, con piogge frequenti ed umidità prossima al 100% dove, date le loro dimensioni, occupano lo spazio disponibile nel sottobosco. 
Non sorprende dunque che in Italia le Begonie siano piante amanti dell'ombra, preferendo esposizioni luminose, ma possibilmente protette dai raggi diretti del Sole (almeno nelle ore centrali della giornata). 
In primavera, quando pianterete le nuove piantine, scegliete una posizione quanto meno a mezz'ombra, come a Nord rispetto ad un albero ad alto fusto. Un'esposizione eccessivamente assolata può bruciare le foglie e compromettere la normale crescita. Esistono comunque varietà che tollerano il Sole meglio di altre, come ad esempio la Begonia benariensis "Surefire Rose".

Fiori Begonia Wax
Il terreno ideale è umifero, fertile, ricco di sostanza organica, leggero e ben drenante. Il miglior suolo per la loro coltivazione è quello che si mantiene fresco ed umido, pur non diventando "zuppo"; inoltre preferisce un terreno leggermente acido (pH 6). Per la concimazione si possono usare concimi adatti per le Acidofile od anche quelli per gli Agrumi.

Tutte le Begonie, ma in particolar modo quelle Tuberose, possono esser coltivate agevolmente in vaso; alternativamente possono esser piantate per creare delle aiuole fiorite per mesi interi.

Il periodo migliore per la piantumazione è la primavera, dopo le ultime gelate e quando le temperature minime notturne si siano stabilizzate almeno intorno agli 8°C (46° F).

Pur amando l'umidità (sia atmosferica, che del suolo) le Begonie sono facilmente soggette a marciumi, in particolar modo quando le temperature sono ancora fresche. Per questo motivo, oltre ad aver un terreno adatto, si dovrà bagnare poco, ma frequentemente, evitando che si creino sia ristagni idrici, sia terreno secco. 

La riproduzione avviene per divisione di tuberi e rizomi oppure, nelle Begonie erbacee, per talea o semina.

Insomma se volete abbellire un angolo ombreggiato del vostro giardino, il davanzale del balcone esposto a Nord od un'aiuola sotto la chioma di un grosso albero, le Begonie potrebbero esser un'ottima opzione. Avrete solo l'imbarazzo della scelta.

Foglie Begonia Wax

mercoledì 18 marzo 2020

Dove Piantare l'Azalea in Giardino ? - Varietà, Coltivazione e Cure

Le Azalee sono piante ornamentali che, nel periodo tardo primaverile, si ricoprono di splendidi fiori, rendendo la loro chioma particolarmente vistosa. 

Botanicamente le Azalee appartengono allo stesso genere dei Rododendri (per info Clicca Qua); tuttavia vi sono delle differenze, di cui parleremo in questo articolo. 

Rododendri ed Azalee appartengono al genere Rhododendron, contenuto all'interno della famiglia delle Ericaceae (come Corbezzolo e Mirtilli); ciò nonostante le peculiari caratteristiche delle Azalee hanno fatto guadagnar loro un sottogenere specifico, ovvero Rhododendron subg. Azaleastrum.

Fiore Azalea Decidua

Quali Sono le Differenze tra Rododendro ed Azalea ?

  • I Rododendri sono sempreverdi, le Azalee possono esser sempreverdi, ma anche decidue o semi-decidue, spesso in funzione della rigidità dell'inverno.
  • I rami dell'Azalea son più sottili ed esili rispetto a quelli del Rododendro.
    Fiore Azalea
    Fiore Rododendro
  • I Rododendri hanno foglie lucide, lunghe, spesse, rigide e con una consistenza simile al cuoio, mentre le Azalee hanno foglie più piccole, flessibili e talvolta sono ricoperte da una sottile peluria. 
  • Le Azalee sono piante di stazza medio-piccola, compatte, facilmente coltivabili in vaso ed anche le specie più grandi raramente superano 150 cm (5 ft) di altezza e, nel caso, lo fanno dopo decenni. I Rododendri hanno grandezza variabile, ma i più grandi possono arrivare a 5 metri (16 ft) di altezza.
  • Il fiore dell'Azalea contiene di norma 5 stami (parte maschile), mentre quello del Rododendro ne ha 10 o più.
  • Le gemme a fiore del Rododendro sono ben distinguibili da quelle a legno. Esse sono chiaramente visibili sin dall'autunno precedente e sono molto più grandi delle gemme a fiore delle Azalee.
  • Da ogni gemma a fiore del Rododendro sbocciano numerosi fiori, che sono dunque raggruppati e ravvicinati; mentre nell'Azalea i fiori raramente son raggruppati in numero superiore a 3 e sembrano più uniformemente distribuiti sulla chioma della pianta.

Com'è Fatta l'Azalea ? - Origine, Botanica e Fisiologia

Col termine generico "Azalee" ci si riferisce in realtà a decine di diverse specie, appartenenti al sottogenere Azaleastrum. I luoghi d'origine variano a seconda della specie, tuttavia buona parte di esse sono native dell'Asia, sebbene ve ne siano anche di origine Europea e Nord Americana.
Comunque sia sono tutte native di zone temperate dell'emisfero boreale, caratterizzate da una certa stagionalità, in cui si alternano periodi di freddo ad altri di caldo (moderato).
L'habitat ideale dell'Azalea è rappresentato da zone di collina/bassa montagna (anche a seconda della Latitudine), semi-ombrose e piovose, con un terreno che rimanga sempre piuttosto umido e ricco di humus.

Gemme a Fiore AzaleaLe Azalee sono piante compatte, dalla forma globosa ed arrotondata. Esse sono molto longeve, hanno crescita piuttosto lenta e raggiungono un'altezza media variabile tra 50 cm e 150 cm (1.6-5 ft), a seconda della specie e delle condizioni di crescita. In commercio esistono in realtà diversi ibridi (Azalea x Rododendro) che possono aver un'altezza quasi doppia rispetto a quella indicata.

Foglie AzaleaL'apparato radicale è molto superficiale e si concentra prevalentemente nei primi 30 cm (12 in) di suolo. Le radici sono sottili e non si espandono a molta distanza dal tronco. Per questi motivi le Azalee si trapiantano con relativa facilità, anche da adulte, e possono esser agevolmente coltivate in vaso.

Le foglie sono lunghe pochi centimetri, hanno forma ovale, sono flessibili e ricoperte da una sottile peluria, più o meno folta a seconda della specie. Le nuove foglie hanno un colore verde brillante, mentre quelle più vecchie sono verde opaco e vi possono esser dei puntini color bronzo.
Le foglie delle Azalee decidue in autunno assumono colori più accesi (rosso-arancione-giallo).


I fiori delle Azalee sono solitamente a 5 petali, sebbene esistano varietà che ne contino sino a 12. La forma è a campana, ma più aperta (meno ad imbuto) rispetto a quella dei fiori di Rododendro ed ancor di più rispetto ai fiori di altre Ericaceae. I petali possono aver colori diversi, sebbene i più comuni siano : bianco, violetto, rosso, rosa e giallo. In molte varietà sui petali, soprattutto nella parte più rivolta verso il centro del fiore, sono presenti delle macchioline (una sorta di "lentiggini") di una tonalità differente rispetto al colore principale del fiore. La fioritura è abbondante e le gemme a fiore sono concentrate nella parte terminale degli esili rami.

Gemme a Fiore Azalea

Quali Sono le Differenze tra un'Azalea a Foglia Caduca ed un'Azalea Sempreverde ?

Le Azalee decidue sono riconducibili alle specie Rhododendron molle (Ibridi Knap Hill) o Rhododendron luteum (Ibridi di Ghent o Pontica), incrociate con diverse specie americane a foglia caduca, come il Rhododendron viscosum.
Gli ibridi Occidentali sono Rhododendron molle x Rhododendron occidentale ed hanno la caratteristica di aver fioritura molto tardiva, sin anche Giugno.

Le Azalee sempreverdi, o anche semi-decidue, son ottenute da ibridazioni complesse, partendo dalle specie Rhododendron indicum (es. ibridi Satsuki) e Rhododendron japonicum.

Sebbene vi siano enormi differenze da pianta a pianta potremmo generalizzare asserendo che le:
  1. Azalee Decidue sono più alte delle Azalee Sempreverdi
  2. Azalee Decidue producono fiori mediamente più grandi rispetto alle Azalee Sempreverdi
  3. Azalee Decidue possono aver tonalità giallo-arancioni, solitamente assenti nelle Sempreverdi
  4. Azalee Decidue perdono le foglie in inverno e possono fiorire da "spoglie"
  5. Azalee Decidue hanno foglie più grandi delle Azalee Sempreverdi
  6. Azalee Decidue possono aver fiori profumati

Dove Piantare un'Azalea ?

Le Azalee sono piante che gradiscono esposizioni a mezz'ombra, mentre non amano il Sole pieno, sopratutto in zone calde e siccitose. La miglior posizione del giardino per piantare un'Azalea è quella in cui vi sia Sole durante le ore più fresche della giornata (Mattina e Sera) ed ombra in quelle centrali (dalle 10 alle 16).
Si può posizionare sul lato Nord di una casa o di un muro, oppure sotto la chioma di alberi ad alto fusto. Se possibile evitiamo di piantarla nel centro di un prato assolato, dove sicuramente soffrirebbe molto.
Si può piantare un'Azalea isolata, ma è consigliabile mettere a dimora più esemplari a circa 1 metro (3.3 ft) di distanza l'uno dall'altro, in modo da realizzare una splendida bordura fiorita.
Il periodo migliore per la piantumazione rimane quello autunnale, quando le piante sono in pieno riposo vegetativo, ma il terreno non è ancora gelato.


Qual è il Miglior Clima per Crescere le Azalee ?

Queste piante prediligono climi freddi in inverno e non torridi d'estate. Le Azalee sono molto coltivate nel Centro-Nord Europa, mentre in Italia trovano il loro habitat ideale nel Settentrione, in particolare nelle zone dei grandi laghi occidentali.
Il Lago Maggiore, con le sue estati miti, con frequenti temporali e velature nuvolose, rappresenta probabilmente il posto migliore d'Italia, non a caso è proprio qui che troviamo vivai specializzati ed Azalee secolari, ma in ottima salute.

Nuovo Germoglio  Azalea

Qual è la Resistenza al Freddo delle Azalee ?

Queste piante hanno un'ottima resistenza al gelo e possono esser coltivate in tutto il Nord Italia. Le Azalee sempreverdi son leggermente più sensibili al freddo rispetto a quelle decidue, ma tollerano temperature minime inferiori ai -20° C (-4° F). Per contro iniziano a soffrire quando le temperature massime superano costantemente i 30° C (86° F).



Quando Innaffiare le Azalee ?

Tutti i Rododendri hanno una scarsa tolleranza alla siccità e soffrono i terreni secchi. Per questo motivo in zone aride è indispensabile scegliere una posizione quanto più ombreggiata possibile, così da mantenere una maggior umidità del suolo.
In estate si deve bagnare frequentemente durante i primi anni, riducendo ad una volta ogni 2 settimane (nei mesi più caldi ed in assenza di piogge) in piante adulte ed affrancate.
L'Azalea è leggermente meno sensibile alla carenza idrica rispetto al Rododendro, tuttavia rimane una specie più adatta al Nord Italia, rispetto alle zone a clima Mediterraneo caldo.
Per l'irrigazione, se possibile, usate acqua piovana o comunque acqua poco calcarea.


Qual è il Miglior Terreno/Concime ?

Le Azalee sono piante spiccatamente acidofile, il che vuol dire che amano suoli acidi, con un pH di circa 5,5. Il terreno ideale, oltre ad esser acido, è ben drenante, umido e ricco di humus. Sono da evitare suoli poveri e calcarei, come quelli tipici di molte aree del Sud Italia.
Il concime più adatto è quello studiato per le acidofile, ma per piante coltivate in piena terra potrebbe esser utile fare uno strato di Pacciamatura, ricoprendo il suolo con aghi di pino e foglie di faggio. La Pacciamatura aiuterà a mantenere il terreno umido ed, inoltre, aghi e foglie si degraderanno lentamente, fornendo al suolo gli elementi nutritivi in maniera graduale ed abbassando il pH.
Non usare mai la cenere del camino come concime, in quanto quest'ultima innalza il pH. Semmai utilizzare fondi di caffè.


Quando Fioriscono le Azalee ?

Il periodo di fioritura varia a seconda della zona e dell'esposizione, ma dipende anche dalla varietà. In linea di massima, nel Nord Italia, la fioritura avviene in primavera inoltrata, indicativamente da Aprile a tutto il mese di Maggio. Ogni singola pianta fiorisce per circa 2 settimane.
Talvolta, se l'autunno è particolarmente mite, può sbocciare qualche fiore isolato (3 o 4 per pianta) anche in ottobre.

Fioritura Azalea Sempreverde

Fiore Viola Azalea

Fiori Rosso-Rosato


Le Azalee si Possono Coltivare in Vaso ? Ed all'Interno di una Casa ?

Sì, queste piante hanno dimensioni contenute, sia come parte aerea, sia come apparato radicale, di conseguenza possono esser agevolmente coltivate in vaso. Utilizzate vasi possibilmente non neri (i quali assorbirebbero troppo calore in estate) e collocateli in un terrazzo esposto quanto più possibile a Nord; ricordatevi che il Sole diretto per l'intera giornata su vasi piccoli (e neri) può far "cuocere" le radici.
L'Azalea rimane una pianta da esterni, quindi i vasi devono esser lasciati sul balcone anche nel pieno dell'inverno. L'ambiente interno è troppo caldo e secco per permetter loro uno sviluppo ottimale ed è quindi sconsigliabile coltivarla in appartamento.


Come Potare le Azalee ?

Premetto che queste piante si possono non potare, sviluppandosi armoniosamente (e lentamente) anche senza alcun intervento esterno. In inverno si possono rimuovere i rami morti, mal posizionati ed intrecciati, tuttavia bisogna ricordarsi che i fiori sbocciano da gemme situate all'apice dei rami; di conseguenza, se si volessero contenere le dimensioni, converrà potare ed accorciare i rami solo dopo la fioritura, in modo tale che la pianta possa vegetare durante l'estate e rifiorire abbondantemente la primavera successiva.


Come Riprodurre l'Azalea ?

La specie di moltiplica sia per semina, sia per talea. Nel primo caso le piante nate potranno non somigliare alla pianta madre, avere fiori di color diverso etc. La semina è un metodo è più lento, non garantisce la propagazione della Cultivar, ma permette di far selezione ed ottenere (forse) piante migliori o comunque nuove.
La riproduzione vegetativa viene effettuata tramite talea; in questo caso bisognerà prendere rami di un anno e interrarli. Tuttavia la capacità di radicare è inferiore a quella di molte altre specie, perciò la percentuale di successo tende ad esser molto bassa e conviene utilizzare ormoni radicanti, che velocizzano l'emissione di radice dai rami tagliati.

Rhododendron molle

Quali Sono le Varietà Migliori ?

Esistono decine di specie e circa 10.000 cloni registrati, molti dei quali son in realtà ibridi tra più specie. Qui di seguito farò una breve selezione, cercando di rappresentare la maggior varietà possibile, sia per tipologia di fiore, sia per periodo di fioritura.


  • Azalea Encore Twist : La principale caratteristica di questa selezione (marchio registrato) è la capacità di rifiorire, la potrete dunque vedere in fiore in primavera,come tutte le Azalee, ma  anche un altro paio di volte durante la stagione vegetativa. Il fiore è color bianco sfumato di rosa, con puntinatura viola; tuttavia possono esistere anche fiori interamente viola o rosati.
  • Azalea Mollis Lemonora : Varietà a crescita rapida, in 10 anni può raggiungere i 2 metri (6.6 ft) di altezza. Pianta decidua, la fioritura avviene quando l'Azalea è ancora spoglia o con poche foglie. I fiori sono giallo-arancione, simile al colore di una Albicocca.
  • Azalea Japonica White Lady :  di dimensioni più contenute rispetto alle due precedenti, produce fiori totalmente bianchi ad eccezione di una leggera puntinatura gialla nella parte centrale. Tra le Azalee a fiore bianco "puro" è quella più fiorifera. Fioritura medio-precoce (inizio Aprile).
  • Azalea Ghent Narcissiflora : produce fiori doppi, di piccole dimensioni, colorati uniformemente di un giallo che, come si intuisce dal nome, ricorda molto quello dei Narcisi. Fioritura tardiva e fiori profumati. 
  • Azalea Ghent Daviesii : bellissima azalea decidua che produce fiori di grosse dimensioni, bianchi screziati di giallo nei petali rivolti verso l'alto. Fiorisce sul finir della primavera ed i suoi fiori sono profumati. 
  • Azalea Occidentale Irene Koster : produce bellissimi fiori color rosa chiaro, con petali allungati ed appuntiti, i quali conferiscono al fiore una forma "a stella", simile a quella di un Giglio. Fioritura tardiva, sin fine Maggio-inizio Giugno, e fiori profumati.
  • Azalea Knap Hill Golden Flare : pianta che produce stupendi fiori color giallo oro, con riflessi arancioni. La fioritura è tardiva, indicativamente da metà Maggio.
  • Azalea Knap Hill Gibraltar : fiore arancione brillante puro, senza riflessi gialli. Fiorisce in un periodo intermedio. I fiori sono raggruppati e con margini increspati.
  • Azalea Satsuki Megumi : pianta molto particolare, produce infatti fiori medio-grandi di tre diverse tonalità (Bianco, Rosa, Rosso). Talvolta un unico fiore ha striature di tutti i colori, risultando variegato, talvolta un fiore è interamente di un solo colore; in altre parole un'unica pianta produce fiori molto diversi l'uno dall'altro. Altra caratteristica è la fioritura tardiva, che permette di aver fiori anche in Giugno. 
  • Azalea Satsuki Haru No Sono : produce fiori grandi e dalla forma arrotondata. Essi sono variegati, con diverse sfumature color rosa-orchidea. I fiori di una stessa pianta possono aver tinte diverse, spaziando dal bianco rosato, sino al rosa-lilla.
  • Azalea Japonica Esmeralda : varietà compatta, che raramente supera i 60 cm (2 ft) d'altezza. Produce fiori piccoli, ma numerosi, di color "salmone". Altra caratteristica è la precocità di fioritura, la quale può verificarsi già a fine Marzo.
  • Azalea Japonica Perla del Lago : Anche chiamata Perla del (Lago) Verbano, produce magnifici fiori doppi, piuttosto grandi e di color rosa intenso. Proposta interessante anche per la fioritura tardiva, che inizia a Maggio inoltrato. 
  • Azalea Indica Hanabin : caratteristica principale di questa cultivar è la forma dei petali; essi sono infatti allungati, praticamente nastriformi. I fiori sono formati da numerosi petali color fucsia con lievi bordi bianchi. Questa pianta cresce piuttosto rapida, può raggiungere i 2 metri (6.6 ft) di altezza e fiorisce tardivamente, per un periodo abbastanza lungo.
  • Azalea Japonica Johanna : specie compatta, alta in media 1 metro (3.3 ft). Possiede piccole foglie sempreverdi ed ispessite che, in inverno, pur non cadendo diventano di color porpora scuro. Fioritura in epoca intermedia (da metà Aprile), con fiori a forma di imbuto, color rosso cremisi.
  • Azalea Japonica Blue Danube : varietà tedesca a crescita lenta, che rimane bassa, crescendo più che altro in larghezza. Produce fiori medio-grandi color viola, con punteggiature viola scuro tendente al marrone-nero. Fioritura tardiva.
  • Azalea Knap Hill Wallowa Red : Ibrido particolare per i fiori che sono color rosso scuro intenso e non tenue come quelli di molti altri cloni di "Azalea a Fiore Rosso".
  • Azalea Japonica Martha Hitchcock : Fiore atipico, molto largo e bicolore. Sui bordi esterni è color magenta, mentre internamente è bianco sfumato di lilla. Il portamento è poco denso e molto arioso. Fioritura medio-tardiva (Maggio).
  • Azalea Japonica Kirin : tra i cloni più comuni e diffusi. Produce una fioritura copiosa a tal punto da ricoprire l'intera pianta, inoltre è precoce ed inizia già a fine Marzo, protraendosi in Aprile. I numerosissimi fiori sono piccoli, doppi, uniformemente rosa e ritenuti i più belli tra le Azalee. 
  • Azalea Japonica Amoena : insieme alla precedente è una delle varietà più coltivate, produce fiori color viola-lilla piuttosto piccoli, ma abbondanti. La fioritura è precoce e la pianta tende a spogliarsi parzialmente durante l'inverno, mantenendo solo le foglie alle estremità dei rami.
  • Azalea Japonica Rosebud : cultivar dotata di fiori al quanto peculiari; essi sono doppi, color rosa tenue ed hanno un aspetto più simile ad un bocciolo di rosa appena aperto od a qualche fiore di Camelia, piuttosto che ad un'Azalea, sebbene foglie e portamento siano tipici di quest'ultima.
  • Azalea Japonica Ogi Kasane : pianta a portamento compatto, foglie piccole. Produce una fioritura precocissima (Marzo), con fiori piccoli e bianchi, con la caratteristica di esser raggruppati a mazzetti.

Tronchi Azalee

Bordura Fiorita di Azalee

sabato 21 dicembre 2019

Quali Piante Fioriscono in Autunno ed Inverno ?

La brutta stagione è di norma caratterizzata dal riposo vegetativo, in Autunno, infatti, le piante decidue iniziano a perdere le foglie e si preparano ad affrontare la neve ed il gelo invernale; tuttavia anche le piante sempreverdi, pur non defogliandosi, riducono il proprio metabolismo, aumentando così la propria resistenza al freddo.

Per queste ragioni, nei climi temperati, la maggior parte delle specie vegetali fiorisce nel periodo primaverile od al più nella prima parte dell'estate, così da aver davanti a sé più mesi con alte temperature e maturare al meglio i propri frutti.

Ma se sognate un giardino sempre fiorito e volete comprare una pianta che faccia fiori proprio quando le altre fanno cadere le foglie, non preoccupatevi, in questo articolo parlerò di quelle (poche) specie a fioritura autunnale ed invernale che, sprezzanti del freddo, dei cieli grigi e delle poche ore di luce, ci regalano colori (e profumi) inaspettati.



PREMESSA :

Ovviamente quanto detto sopra è tanto più vero, quanto più il clima è freddo. Nelle zone tropicali, ad esempio, le fioriture sono meglio distribuite durante l'anno e, semmai, sono influenzate dalle piogge, più che dalle temperature e laddove non vi sia una stagione secca (es. foreste pluviali equatoriali) le piante fioriscono a più riprese durante tutto l'anno.

Questa premessa era d'obbligo per far capire che, anche in Italia, nelle zone più miti del Sud (es. Sicilia) si possono coltivare specie sub-tropicali che molto più frequentemente fioriranno "fuori stagione", come ad esempio la Ceiba, i cui fiori a Palermo sono osservabili nel periodo che va da Ottobre a Dicembre, discorso analogo si potrebbe fare con la Stella di Natale che fiorisce appunto durante il periodo natalizio (in realtà non son veri fiori); tuttavia queste specie hanno una scarsa resistenza al gelo e non possono esser coltivate all'aperto nella maggior parte d'Italia.

Tra tutte le piante a fioritura Autunno/Invernale, qui citerò esclusivamente quelle rustiche, resistenti al gelo e che si possono coltivare con facilità anche nel Nord Italia.


Caratteristiche delle Fioriture Autunnali ed Invernali 

In questa categoria inserisco tutte quelle specie la cui fioritura avviene nei mesi compresi tra Ottobre e Febbraio; ovviamente il periodo può variare considerevolmente anche in funzione del clima, della latitudine e dell'esposizione. Un esempio su tutti è il Mandorlo (Prunus dulcis) che nelle zone costiere della Sicilia è in fiore già a fine Gennaio e, nelle annate particolarmente miti, persino a Natale, mentre nella Pianura Padana non fiorisce prima di fine Febbraio/inizio Marzo.

I fiori invernali sono di norma più piccoli di quelli primaverili e, salvo rare eccezioni,  hanno colori meno sgargianti, essendo per lo più bianchi o giallo pallido. Insomma non si può pretendere di aver fiori rossi sfumati e grossi come quelli della Bignonia.

Le fioriture autunno-invernali hanno un'altra peculiarità, forse per via delle basse temperature, sono assai scalari e prolungate, talvolta per anche 2 o 3 mesi; inoltre in alcune specie sono rifiorenti, nel senso che la fioritura si può interrompere nei periodi di gelo più inteso, ricominciando successivamente.

Ed ora, dopo le dovute premesse, è il momento della lista, con una breve descrizione della specie, correlata dalle immancabili fotografie.


I Migliori Arbusti Perenni a Fioritura Autunno-Invernale :


1) Camelia Invernale (Camellia sasanqua)

La Camelie è acidofila, a suo agio in terreni a pH inferiore a 7 ed è forse la pianta simbolo del Lago Maggiore. Esistono più specie di Camelia, ma le più diffuse essenzialmente si distinguono in Camelie Primaverili (Camellia japonica), che fioriscono tra Febbraio ed Aprile e Camelie Invernali (Camellia sasanqua). Quest'ultima fiorisce per un lungo periodo e, a seconda della Cultivars, si possono trovare in fiore da fine Settembre (le più precoci), sino a Gennaio (le più tardive).

La C. sasanqua è sempreverde, ma ben resistente al gelo e si sviluppa sotto forma di piccolo albero, spesso a portamento slanciato.

I fiori di questa specie sono in assoluto i più vari e colorati tra quelli che sbocciano in questi mesi; possono esser bianchi, rossi o con diverse tonalità di rosa, aver molti o pochi petali, esseri singoli o doppi, a forma di Anemone o di Peonia; insomma se deciderete di piantare una Camelia invernale nel vostro giardino avrete un'ampia scelta varietale.

Talvolta questa specie viene utilizzata come siepe, riuscendo spesso a fiorire nonostante le drastiche potature; tuttavia credo che così perda il suo fascino e che debba poter crescere liberamente, anche perché possiede un portamento davvero elegante. 

Fiori Rosa Camellia sasanqua
Fioritura Camellia sasanqua

2) Corbezzolo (Arbutus unedo)

Di pianta ne avevamo già discusso qua. Si tratta di una specie sempreverde, tipica della macchia Mediterranea, che produce piccoli frutti rossi eduli e ottimi per esser trasformati in marmellata. 
Il Corbezzolo è una pianta rustica e, sebbene nativa di climi ad inverno mite, riesce a tollerare il freddo ed il gelo del Nord Italia, almeno fino a -15° C (5° F). Ha uno sviluppo arbustivo e, solitamente, cresce su più tronchi, raggiungendo un'altezza massima di 10 metri (33 ft).

I fiori, come consueto nella famiglia delle Ericacee di cui fa parte, sono a forma di campana, bianchi e rivolti con l'apertura verso il basso. Essi sono raggruppati in infiorescenze emesse sin dall'estate, ma non si aprono prima dell'autunno. In Italia il Corbezzolo fiorisce indicativamente da Ottobre a Dicembre, sebbene alcune varietà, soprattutto in climi freddi, possono esser ancora in fiore in Gennaio/Febbraio.

Un'altra peculiarità è il fatto di aver frutti rossi e fiori bianchi contemporaneamente, ciò la rende particolarmente ornamentale in questa stagione.

Arbutus unedo

Fiori Corbezzolo
3) Calicanto (Chimonanthus praecox)

Questa specie si sviluppa sotto forma di albero di medie dimensioni, raggiungendo un'altezza di circa 4 metri (13 ft), sebbene si possa ridurre drasticamente con opportune potature.

Il Calicanto è una specie a foglia caduca, tuttavia le foglie cadono tardivamente ed è comune vederle gialle (ma ancora sulla pianta) a fine Dicembre.
Diversamente dalla maggior parte delle piante decidue, che fioriscono in concomitanza dell'emissione delle nuove foglie, il Calicanto fiorisce proprio mentre le sta perdendo.

La fioritura inizia in Dicembre, ma continua anche in Gennaio e Febbraio. I fiori sono singoli, spuntano da gemme situate sull'intera lunghezza del ramo, ma più concentrate all'estremità, sono rivolti verso il basso ed emanano un profumo molto gradevole. I fiori son dotati di petali giallo tenue ed una parte centrale di color rosa-violacea.

Fioritura Calicanto

Fiori Calicanto

Chimonanthus praecox

4) Erica Invernale (Erica carnea ed ibridi)

Erica è un genere che conta innumerevoli specie, tendenzialmente di piccole dimensioni, sebbene esistano specie, come l'Erica arborea, tipica delle Isole Canarie, che diventano veri e propri arbusti di medie dimensioni.
L'Erica carnea è invece nostrana e cresce ai margini delle pinete sulle Alpi e sugli Appennini. Essa appartiene alla famiglia delle Ericacee (come il Corbezzolo) è sempreverde, raggiunge a stento i 50 cm (20 in), ma nell'ambiente ideale tende ad allargarsi.
Possiede esili rami, che formano una chioma fitta. Le foglie sono piccolissime, aghiformi e disposte per l'intera lunghezza dei rami, mentre i fiori, anch'essi di piccole dimensioni, sbocciano sulla parte terminale dei rami emessi durante la precedente estate e sono di color bianco o rosa/violetti a seconda della varietà.

La fioritura dell'Erica è molto scalare e tipicamente invernale, potendo iniziare già a metà Dicembre e finir anche ad inizio Marzo.

Erica carnea

Fiori Erica carnea

5) Nespolo Giapponese (Eriobotrya japonica)

Questa pianta è molto diffusa al livello ornamentale nelle città, ma è anche coltivata per la produzione delle Nespole Giapponesi, frutti dolci-aciduli che si trovano in vendita tra Aprile e Giugno.


Il Nespolo del Giappone è una specie sempreverde che si sviluppa come pianta di medie dimensione, con foglie larghe e portamento elegante e, sebbene gradisca il clima Mediterraneo, può sopravvivere anche a forti gelate.

I suoi fiori sono di piccole dimensioni e riuniti in un'infiorescenza a forma piramidale che emerge dall'apice dei rami. I singoli fiori sono color bianco-beige, con 5 petali, come tipico delle Rosacee, a cui appartiene la specie.
La fioritura è molto prolungata, inizia tra Ottobre e Novembre, ma può protrarsi a lungo. Nel Nord Italia capita che fiorisca in pieno Autunno, poi smetta per il freddo di Gennaio e riprenda in Febbraio, insomma, oltre ad esser scalare può esser rifiorente.
Quasi dimenticavo, la fioritura, oltre ad esser di bell'aspetto è profumata e fa avvertire la sua presenza sin da lontano.

Fioritura Nespolo Giapponese

Eriobotrya japonica
6) Aralia (Fatsia japonica)

Stupenda pianta dall'aspetto decisamente tropicale ed ornamentale, con grandi foglie sempreverdi, con lobi profondamente incisi.
L'Aralia ha un portamento cespuglioso, non cresce molto in altezza, resiste bene al freddo, ma nei luoghi più gelidi è consigliabile scegliere una posizione riparata, inoltre gradisce zone piuttosto ombrose.

L'infiorescenza cresce eretta e ramificata, i fiori sono raggruppati all'apice di ogni ramificazione e disposti in maniera circolare (come fossero sulla superficie di una sfera). Essi sono piccoli e color bianco/crema. La fioritura avviene in Autunno, indicativamente Ottobre-Novembre.

Fiori di Fatsia japonica

7) Gelsomino d'Inverno (Jasminum nudiflorum)

Questo Gelsomino appartiene al genere Jasminum, che di norma comprende specie sempreverdi da climi caldi o subtropicali ma lui, a differenza degli altri Gelsomini e del Falso Gelsomino, perde le foglie in inverno.
Il Gelsomino d'Inverno, talvolta conosciuto anche come Gelsomino di San Giuseppe, è originario della Cina ed è un rampicante dotato di rami semi-rigidi che rimangono verdi (non marroni) anche nella fase adulta. Data l'ottima resistenza al freddo è ampiamente utilizzato a scopo ornamentale, per abbellire ringhiere e muretti di confine.

Jasminum nudiflorum produce tanti fiorellini, dalla tipica forma "ad elica", ma di color giallo (non bianco, come tipico dei Gelsomini) e privi di profumo.
La fioritura del Gelsomino invernale inizia in Dicembre e può protrarsi fino all'emissione delle nuove foglie nelle primavera successiva.

Jasminum nudiflorum

Fiori Gelsomino d'Inverno

8) Gelsomino di Notte (Solanum jasminoides sin. Solanum laxum)

Non fatevi ingannare dal nome, questa pianta non appartiene alla famiglia dei gelsomini, bensì a quella delle Solanacee (come Pomodori, Melanzane, Tamarillo, etc.).
Il Gelsomino di Notte è una pianta sempreverde di origine Sud Americana e si sviluppa come rampicante.
La sua resistenza al freddo è leggermente inferiore rispetto alle specie sin qua menzionante, ma accostandolo ad un muro è possibile coltivarlo anche in buona parte del Nord Italia, sino a temperature minime di -12° C (10° F). Negli inverni più gelidi potrebbe perdere parte della chioma, ma di norma rigetta in primavera.

I fiori sono bianchi (talvolta blu o rosa pallido) e sbocciano su racemi a formati da una ventina di essi.
In realtà questa specie è rifiorente, quindi la potrete vedere in fiore anche in primavera-estate, anzi proprio nella bella stagione si avrà la fioritura più abbondante; nonostante ciò fiorisce tutto l'anno, inverno compreso, cosa molto rara in piante con una tale resistenza al freddo.

Nel Solanum jasminoides la fioritura "fuori stagione" si concentrerà nella prima parte delle brutta stagione, indicativamente da Ottobre a Dicembre, diminuendo progressivamente in Gennaio-Febbraio, anche in funzione dell'andamento termico.

Solanum jasminoides

Fioritura Gelsomino di Notte

9) Il Bastone di San Giuseppe (Edgeworthia chrysantha)

Chiamato anche Arbusto della Carta, ha un portamento tozzo, crescendo più in larghezza che in altezza ed avendo corti rami, ma di buon diametro ed estremamente flessibili.
Edgeworthia chrysantha è una specie decidua coltivata per i suoi fiori color giallo-crema (rossi in alcune varietà), a forma tubulare e disposti sulla superficie di infiorescenze a forma sferica.
Altra caratteristica di questi fiori è il loro intenso profumo.

Tra le piante sin qui trattate la Edgeworthia chrysantha è quella a fioritura più tardiva, i suoi fiori si apriranno solo un bel po' dopo la totale perdita delle foglie e non li vedrete prima di Gennaio inoltrato. In altre parole una pianta a fioritura prettamente invernale (non autunnale).

Edgeworthia chrysantha

Fiori Edgeworthia chrysantha

10) Ciliegio Invernale (Prunus x subhirtella 'Autumnalis')

I Ciliegi, ed in generale tutti i Pruni, sono il simbolo della primavera, in quanto la loro abbondante fioritura solitamente avviene tra Marzo ed Aprile.
Il Ciliegio d'Inverno, che in realtà è un ibrido ottenuto dall'incrocio delle specie Prunus incisa e Prunus spachiana, è un'eccezione, dato che fiorisce in maniera molto scalare, con un picco nei mesi di Dicembre-Gennaio-Febbraio, sebbene possa fiorire anche nel tardo autunno, prima della completa perdita delle foglie.

Prunus x subhirtella si sviluppa sotto forma di albero, di dimensioni leggermente più contenute rispetto al classico ciliegio (Prunus avium) ed ha un portamento espanso e leggermente pendule.
Questa pianta decidua ha un'ottima resistenza al freddo e preferisce ambienti freschi, mal sopportando il caldo torrido del Sud Italia. Nel Settentrione ben si presta per l'alberatura stradale ed i suoi fiori bianco-rosa pallido risaltano soprattutto se vi è uno sfondo grigio scuro.

I fiori sono solitari e vengono prodotti da gemme a fiore più concentrate all'apice dei rami di un anno. Sbocciando gradualmente fanno si che la fioritura non sia così copiosa come quella dei Ciliegi primaverili.

Prunus x subhirtella in Autunno

Prunus x subhirtella in Inverno

Fiori Ciliegio d'Inverno

11) Nocciolo (Corylus avellana)

Questa pianta arbustiva decidua cresce nei boschi di latifoglie, anche in bassa montagna, e si sviluppa su più tronchi (emette polloni in continuazione), inutile ricordare che possiede un'ottima resistenza al gelo.

Il Nocciolo fiorisce nei mesi di Gennaio e Febbraio, ha fiori femminili piccoli e del tutto trascurabili, mentre quelli maschili sono degli amenti, lunghi anche oltre 10 cm (4 in) e sottili, color giallo intenso che, appena mossi dal vento, liberano nell'aria una gran quantità di polline, che visivamente assomiglia ad una polvere gialla.
Un fiore invernale un po' diverso da quelli visti sin qua, ma non per questo meno ornamentale.


12) Maonia (Mahonia x media) :

Tra le diverse specie appartenenti al genere Mahonia, la specie più coltivata in Italia è senza dubbio la Mahonia x media, che in realtà si tratta di un ibrido, ottenuto dall'incrocio tra Mahonia oiwakensis e Mahonia japonica.


La Mahonia x media si sviluppa sotto forma di arbusto sempreverde multi-tronco a portamento tondeggiante e raggiunge un'altezza massima di 4 metri (13 ft), sebbene si mantenga spesso di dimensioni più contenute.
Le foglie sono color verde scuro, composte e formate da 7-13 foglioline, disposte a copia lungo l'asse, tranne quella terminale, perpendicolare alle altre.
Questa specie ama posizioni piuttosto ombrose ed è spesso piantata nei giardini condominiali o all'ombra di piante ad alto fusto.

Le infiorescenze terminali (spuntano dalle gemme apicali dei rami) sono delle spighe, ovvero racemi stretti ed allungati. Da ogni ramo vengono prodotte diverse infiorescenze, ognuna di esse formata da innumerevoli fiori gialli, che emanano un leggero profumo.

La fioritura della Maonia è invernale e la si può osservare in fiore da prima di Natale sin a Marzo. Esistono poi specie che anticipano ulteriormente il periodo di fioritura.

Mahonia x media

Fioritura Mahonia x media

Fiori Mahonia x media


Fuori dalla lista vorrei menzionare la Mimosa, il simbolo dell'8 Marzo e dunque una pianta a fioritura primaverile, tuttavia, in zone miti, dove viene spesso coltivata, questa pianta sempreverde anticipa di molto la fioritura ed i primi fiori si possono osservare già da inizio Febbraio.

Mimosa in Fiore

Esistono anche piante che, pur fiorendo in altri periodi dell'anno, riescono a farsi notare durante la brutta stagione, per via dei loro frutti colorati che rimangano attaccati alla pianta durante l'inverno.
Tra tutti gli esempi vorrei ricordare l'Euonymus europaeus (di cui potete vedere le foto cliccando qua), le cui bacche rosa sono in netto contrasto con la vegetazione marrone-grigia di questa stagione.

Ho volutamente escluso dalla lista le piante non arboree. Se volessimo considerare anche le specie erbacee potremmo citare, in ordine di fioritura, le Violette, i Ciclamini ed i Bucaneve.

Se piantati in luoghi miti, anche alcuni Bulbi primaverili possono fiorire sul finir dell'inverno, come ad esempio le Primule ed i Narcisi, che ai primi tepori di febbraio possono far sbocciare i loro fiori.

Narcisi nella Neve