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lunedì 14 luglio 2025

Giardino Australiano - 25 Specie Coltivabili in Italia

L'Australia è un angolo di mondo unico, che si è isolato dagli altri continenti oltre 100 milioni di anni fa. La separazione fisica ha permesso alle specie di evolversi in maniera indipendente e, non potendo scambiarsi geni (accoppiarsi, riprodursi) con altri esser viventi all'infuori dell'Australia, ha favorito la speciazione ed rendendo l'area ricchissima di endemismi (specie che vivono solo lì). L'esempio più lampante sono i marsupiali, tra cui il famoso Canguro, che vivono esclusivamente qui. 

Lo stesso discorso si può fare con le specie vegetali; ad esempio la maggior parte delle specie di Acacia ed Eucalipto sono native dell'Australia.

Giardino Australiano
Il Clima australiano è variegato, al Nord è tipicamente tropicale, la parte centrale è arida-desertica, mentre alcune aree delle coste meridionali hanno un Clima Mediterraneo. Vi sono dunque molte specie che, anche se non native del Bacino Mediterraneo, si adatterebbero bene a buona parte del clima Italiano; tuttavia, in molti casi, si tratta di un Clima Mediterraneo caldo, come quello tipico delle nostre coste, più che delle parti interne o in quota.

Di seguito vorrei fare un elenco (con breve descrizione) delle specie native di Australia (e Nuova Zelanda) che potrebbero permetterci di farci un angolino "Australiano" nel nostro giardino.


1) Callistemon citrinus :  specie sempreverde appartenente alla famiglia delle Mirtaceae, che raggiunge un'altezza variabile a seconda della varietà, ma in genere non superiore ai 3 metri (10 ft). Il portamento è snello, con rami flessibili e ricadenti. Produce fantastiche infiorescenze cilindriche costituite da molti fiori rossi (alcune varietà anche bianchi), con numerosi stami; si ha una fioritura a fine primavera/inizio estate a cui può seguirne un'altra ad inizio autunno (soprattutto dove le temperature si mantengono buone). Adattabile a diversi habitat, in natura cresce  spesso in zone umide dell'Australia orientale, ma resiste bene anche in zone assolate ed aride una volta affrancato. Gradisce il pieno Sole, ma tollera anche la mezz'ombra. Resiste al gelo fino a temperature di circa -10° C (14° F), forse qualcosa in più con danni. Per ulteriori informazioni clicca qui.

Callistemon citrinus
2) Manuka (Leptospermum scoparium) : anch'essa una Mirtaceae di origine Neozelandese, si sviluppa a forma arbustiva, con molti tronchi e ramificazione anche nella parte bassa della pianta. Altezza di circa 2 metri (6.6 ft), che può esser ridotta con potature (ben tollerate dalla specie). Le foglie sono aghiformi di piccole dimensioni tanto che in fioritura passano quasi inosservate. I fiori infatti sono più grossi e molto abbondanti, ricoprendo l'intera chioma; sono di color bianco sfumato di rosa, ma anche rossi a seconda della varietà, e formati da 5 petali. La fioritura è prolungata e può iniziare già a fine inverno (Febbraio) e protrarsi per tutta la primavera (Maggio). Resistente alla siccità, per una fioritura più abbondante è meglio il pieno Sole, ma fiorisce generosamente anche con qualche ora di ombra durante il giorno. Sulla resistenza al freddo ci son pareri discordanti, ma potremmo dire che sopporta una temperatura minima invernale compresa tra -5 (23° F) e -10 (14° F), magari inferiore se ambiente è secco e durata del gelo è breve.

Leptospermum scoparium
3) Phormium tenax : nativo della Nuova Zelanda ed appartenente alla famiglia delle Asphodelaceae (stessa delle Aloe) è una pianta con foglie lunghe e sottili (a forma di spada) che spesso si flettono a metà della loro lunghezza. Esse sono disposte a rosetta, lungo un asse centrale. Non ha un vero tronco e l'altezza massima corrisponde a quella delle foglie, circa 1-2 metro (3.3-6.6 ft) o più. A seconda della selezione le foglie possono esser verdi o con diverse gradazioni di rosso e marrone. L'aspetto è quello di un cespuglione. A fine primavera, dalla parte centrale, emerge un'infiorescenza che si erge sopra la pianta, portando numerosi fiori tubulari di color rosso-porpora. In natura prospera in habitat assai diversi, da zone paludose, ai margini dei fiumi, sino a costiere più esposte. Può esser coltivato sia in pieno Sole (scelta migliore) che a mezz'ombra, tollera la siccità e resiste indicativamente fino a temperature minime di -12° C (10.5° F).

Phormium tenax
4) Grevillea rosmarinifolia : appartiene alla famiglia delle Proteaceae, tipica dell'Australia, e cresce su pendii sabbiosi o ai margini delle foreste. Preferisce esposizioni soleggiate, tollera molto bene la siccità grazie ad un apparato radicale espanso, è perfettamente adattata al clima Mediterraneo e può resistere a temperature inferiori ai -10° C (14° F), anche oltre in ambienti secchi e suoli ben drenanti (soffre marciumi più che freddo secco). Si sviluppa sotto forma di cespuglio di forma globosa, con chioma sempreverde formata da molti esili rami assurgenti. Col tempo tende ad allargarsi, ma con una buona potatura, che aumenta vigoria ed emissione di rami, si può mantenere più piccola e compatta. Se lasciata crescere libera raggiunge i 2 metri (6.6 ft), ma in coltivazione si possono avere piante sane alte e larghe la metà. Le foglie sono aghiformi (simili a quelle del Rosmarino), verdi e molto ravvicinate sul ramo (internodi molto corti). Fiorisce all'apice dei rami giovani, con fiori rossi, con una forma "a ragno", unica nel suo genere. La fioritura principale avvien tra fine inverno e primavera, tuttavia se irrigata ed in salute può rifiorire durante la stagione.

Grevillea rosmarinifolia
Eucalyptus gunnii var. "France Bleu Rengun
5) Eucalyptus gunnii var. "France Bleu Rengun" : appartenente alle Mirtaceae è una selezione ottenuta in Francia della specie E. gunnii e si caratterizza per il portamento compatto e la crescita limitata. La pianta tende ad assumere una forma conica, con buona ramificazione e rami presenti anche nella parte bassa del tronco. Ha una forma più arbustiva rispetto alla specie tipo, ma è comunque un albero ed in piena terra a maturità può raggiungere i 4-5 metri di altezza (13-16 ft). Tuttavia si può potare e tenere sotto controllo meglio del classico E. gunni che invece può superare i 20 metri (64 ft). Le foglie son di un bel colore bluastro, aromatiche e di forma lanceolata (soprattutto da giovani). Produce fiorellini piccoli e biancastri tra tarda estate ed autunno. Si coltiva facilmente, resiste alla siccità, ama il pieno Sole e resiste fino a -15° C (5° F).

6) Mimosa 4 Stagioni (Acacia retinodes) : appartenete alle Fabaceae e si differenzia dalla classica mimosa (Acacia dealbata) per portamento, foglie e per il periodo di fioritura. La caratteristica principale di questa specie è infatti la capacità di fiorire in continuazione fin tanto che le temperature lo consentano (in Italia smette di fiorire solo tra tardo autunno e fine inverno, con differenze a seconda del clima). La pianta può raggiungere 8 metri (26 ft) di altezza, con chioma folta, talvolta ricadente e foglie lanceolate. I fiori sono gialli e sferici, spuntano all'ascella fogliare dei nuovi getti. Considerata leggermente più sensibile al freddo rispetto alla comune Mimosa, può comunque resistere fino a quasi -10° C (14° F) se occasionali e di breve durata. Cresce al Sole e non teme siccità. In natura cresce nel Sud dell'Australia e in Tasmania, in climi mediterranei. Altra differenza rispetto alla A. dealbata è che tollera il calcare del terreno e pH alti.

Acacia retinodes
7) Hardenbergia violacea : altra Fabaceae, nativa dell'Australia sud-orientale, questa volta a portamento rampicante che si aggrappa al supporto avvitandosi ad esso con i suoi fusti (un po' come il Rincospermo). Può raggiungere i 3 metri (10 ft) di altezza, le foglie son color verde scuro, lanceolate allargate alla base. Le infiorescenze contengono numerosi fiori di color lillà-viola, che sbocciano tra fine inverno e primavera. La fioritura è copiosa ed attira numerosi insetti pronubi. In natura abita nelle boscaglie, dove si arrampica sugli alberi per raggiungere la luce, ma cresce piuttosto bene anche a mezz'ombra, buona resistenza alla siccità e alle media alle basse temperature, resistendo a gelate nell'ordine di -7 (19° F), anche se con queste temperature potrebbe aver comportamento deciduo.

Wollemia nobilis
8) Wollemia nobilis : è una gimsnosperma appartenente alla famiglia delle Araucariaceae (come A. araucana); ha un areale naturale molto ristretto nel Nuovo Galles del Sud e fu scoperta solo nel 1994. Possiede uno o più tronchi con una corteccia assai caratteristica, formata esternamente da numerosi noduli. In natura può raggiungere 30 metri (100 ft) di altezza, a portamento colonnare, ma ha una crescita molto lenta e in 30 anni potrebbe non superare i 4-5 metri di altezza (13-16 ft). Altra peculiarità e che i rami laterali (dal tronco principale) non hanno ulteriori ramificazione e quando producono e maturano i coni poi seccano e cadono, lasciando spazio ad altri rami lateri che si sviluppano da gemme dormienti presenti sul tronco principale. Foglie piatte e disposte a spirale, son color verde brillante da giovani, più giallognole a maturazione. Si adatta bene a zone discretamente ombrose, ma sopporta anche il Sole. Preferisce climi miti ed inverni con solo occasionali gelate, tuttavia da adulta può tollerare sporadici picchi di gelo fino a -12°C (10°F). Adatta anche alla coltivazione in vaso.

9) Pittosporum tenuifolium : di origine Neo Zelandese appartiene alla famiglia delle Pittosporaceae (come il più comune Pittosporum tobira). Cresce in zone costiere, fino ad 800 mt di quota, in zone di boscaglia con un clima temperato umido, ma ha comunque una discreta resistenza alla siccità. Si sviluppa anche su suoli poveri, spesso sabbiosi e drenanti, gradisce pieno Sole, ma in zone aride e secche di avvantaggia di una leggera ombra nelle ore più calde della giornata. La resistenza al freddo è media, indicativamente fino a temperature di -8° C (17° F). I fiori sono di color viola, ma poco appariscenti. Le foglie sono dai margini ondulati e dall'aspetto translucido, soprattutto quelle più giovani. L'albero ha un portamento più colonnare (conico da giovane) rispetto al P. tobira ed in natura può raggiungere gli 8 metri (26 ft), ma in coltivazione in Italia di norma rimane basso la metà. Esiste anche una varietà Nana ed una a foglia variegata.

Pittosporum tenuifolium
10) Dicksonia antarctica : Anche se dall'aspetto potrebbe ricordare una Palma è in realtà una Felce. Nativa del Sud-Est dell'Australia e della Tasmania, in natura cresce in zone umide e ombrose, come conche, valli strette o in generale luoghi protetti dal Sole cocente. Si sviluppa molto lentamente, con unico tronco singolo ed un'altezza di oltre 12 metri (39 ft); tuttavia è una specie longeva ed impiega secoli per arrivare a tali dimensioni; nella vita di un uomo raramente supera i 3-4 metri (13-16 ft). La chioma è formata da fronde, tipiche delle felci, alla cui base vi sono i sori che producono le spore. Esse sono disposte a raggiera. Il tronco non è legnoso ed è in grado di assorbire l'umidità atmosferica. Regge occasionali punte di -10 °C (14° F), ma soprattutto nei primi anni sarebbe meglio proteggere tronco ed apice vegetativo. Per dettagli clicca qua.

Dicksonia antarctica
11) Westringia fruticosa : appartenente alle Lamiaceae, è un piccolo arbusto che cresce vicino alle coste e mostra un'elevata resistenza a condizioni di siccità, così come alla salsedine (è piuttosto usata anche lungo le coste italiane). La forma è tendenzialmente globosa, con altezza massima nei luoghi d'origine di 2 metri (6.6 ft), contenibile a circa la metà con le potature. Le foglie sono grigio-verdastre, molto piccole e ricordano quelle del Rosmarino (la specie è nota anche come "Falso Rosmarino"). I fiori sono bianchi, azzurrini in alcune varietà, ed a forma di stella. E' estremamente rifiorente e fiorisce dalla primavera all'autunno inoltrato, con una piccola pausa nei periodi più caldi dell'estate. In zone miti produce qualche fiore anche in inverno. Prospera in terreni anche poveri ed assolati, non si ammala, non richiede acqua, l'unico limite alla sua coltivazione sono le temperature invernali; esso è moderatamente resistente al freddo e sotto i -5° C (23° F) potrebbe avere danni. 

Westringia fruticosa
12) Eremophila maculata : appartenente alla famiglia delle Scrophulariaceae è una specie arbustiva sempreverde semi tappezzante, con ramificazione abbondante che si sviluppa più in larghezza che in altezza. Le foglie sono lanceolate, di piccole dimensioni. I fiori sono tubulari, appariscenti, di color rosa fucsia. Fiorisce da fine inverno alla primavera, può talvolta portare qualche fiore con le piogge autunnali, dopo la stasi estiva. Resiste bene al clima mediterraneo. Alcune fonti dicono possa resistere fino a temperature di -9° C (16° F), ma queste sono da intendersi effimere ed in condizioni di freddo asciutto.

Eremophila maculata
13) Eriostemon myoporoides : della stessa famiglia degli Agrumi (Rutaceae) è un arbusto molto ramificato, alto sino a 2 metri (6.6 ft), con foglie lanceolate, coriacee, aromatiche, tipica di ambienti submontani, con inverni freschi (non freddi). I fiori sono bianco rosati, profumati e sbocciano per più mesi da fine inverno, fino a metà primavera (e oltre). Resiste bene in zone soleggiate o mezz'ombra, è forse un po' meno resistente all'arido rispetto alle specie precedenti, ma comunque se la cava abbastanza bene. Resiste fino a circa -5° C (23° F), non adatta al Nord Italia (zona in cui potrei consigliare una specie affine, Choisya ternata, che però non è di origine Australiana.

Eriostemon myoporoides
14) Clianthus puniceus : anche se praticamente estinta in natura è nativa del Nord della Nuova Zelanda ed è un rampicante appartenente alle Fabaceae. Diversamente dalle specie precedenti è più a suo agio in un clima oceanico (mai troppo caldo) che mediterraneo. Soffre quando le temperature scendono sotto i -5° (23° F), ma tollera male anche prolungate esposizioni a temperature superiori ai 30° C (86° F); inoltre non è totalmente resistente alla siccità prolungata. Produce vistosi fiori penduli, color rosso, che ricordano il becco di un pappagallo. Le foglie sono composte, imparipennate, color verde chiaro ed in lontananza possono ricordare un po' quelle delle Felci. Fiorisce indicativamente da Maggio a Luglio. 

Clianthus puniceus
15) Brachyglottis greyi : nativo della Nuova Zelanda appartiene alle Asteraceae ed è simile alla Cineraria (Jacobaea maritima) che invece è originaria del bacino Mediterraneo. Brachyglottis greyi è perfettamente adattato alla siccità, alle esposizioni marine, al Sole cocente ed ai terreni poveri e sassosi che spesso contraddistinguono gli ambienti della Macchia Mediterranea. La crescita è arbustiva, chioma fitta, ramificata e tondeggiante, con un'altezza (o diametro) di circa 150 cm (5 ft). Le foglie son alterne, di piccole dimensioni, color verde glauco, con margine bianco e pagina inferiore color argento. Produce steli eretti con più fiori di color giallo, più intenso al centro, più paglierino nei petali. Resiste al gelate di media-forte intensità, fino -10° C (14° F) e fiorisce nel trimestre estivo (giugno-luglio maggiormente).

Brachyglottis greyi
16) Hebe (Veronica) var. "Wiri Charm" : appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae, ne esistono numerose specie, qui vorrei parlare dell'ibrido "Wiri Charm", ottenuto dall'incrocio di Veronica diosmifolia, nativa delle zone interne, fredde e montane della Nuova Zelanda e Veronica speciosa, invece nativa delle zone a clima mite ed umido vicino alle coste nel Nord della Nuova Zelanda. L'ibrido mette assieme la bellezza della V. speciosa e la rusticità della V. diosmifolia. Questo ibrido ha portamento compatto, alto e largo meno di 1 metro (3.3 ft), ideale per bordure. Le foglie sono sempreverdi, opposte, ellittiche e appuntite, di color verde lucido, con riflessi talvolta violacei da giovani; sicuramente molto ornamentali. Ma il punto forte è la fioritura, che si protrae da fine primavera per tutta l'estate, talvolta anche parte dell'autunno se il clima è mite. Le infiorescenze sono delle spighe cilindriche, lunghe circa 10 cm (4 in) erette o leggermente arcuate, prodotte principalmente all'apice dei rami dell'anno. I fiori sono color rosa-violaceo e una singola infiorescenza ne può contenere anche un centinaio. Preferisce il pieno Sole, ma si sviluppa bene anche a mezz'ombra, sopporta la siccità e la salsedine dell'aria, ma poco l'umidità del suolo che sarebbe meglio fosse ben drenante. Può resistere ad occasionali picchi con temperature di circa -12° C (10° F). Pianta che se ne può tentare la coltivazione anche nel Nord Italia. 

Hebe "Wiri Charm"

17) Telopea truncata : Proteaceae nativa della Tasmania, dove cresce su suoli acidi fino a circa 1200 metri (4000 ft) di altitudine. Di norma si sviluppa come arbusto con più tronchi e raggiunge i 3 metri di altezza (10 ft). Cresce bene a mezz'ombra, ma in alcuni casi può tollerare anche l'ombra luminosa fiorendo poco; in zone più fresche meglio il pieno Sole. Non è particolarmente resistente alla siccità ed ama suoli umidi, ma senza ristagni. Resiste al freddo fino a circa -8° (17° F). Foglie alterne, coriacee, di medie dimensioni, color verde scuro lucido, lanceolate.  L'infiorescenza è un racemo appiattito presente all'apice dei  rami; i fiori son color rosso scarlatto (alcune varietà giallo-arancione). L'infiorescenza dall'aspetto piumoso è davvero appariscente e la fioritura in Italia è tipicamente primaverile (Marzo-Maggio).

Telopea truncata
18) Banksia marginata : altra Proteaceae nativa del Sud dell'Australia e Tasmania. In natura vive in habitat diversi, dalle foreste di Eucalipto, fino alle zone di prateria. A seconda della zona ha anche sviluppo differente, da piccolo arbusto, sino ad albero di oltre 10 metri (66 ft) di altezza. Foglie di medio-piccole dimensioni, color verde scuro nella pagina superiore e bianco con peluria su quella inferiore. I fiori sono portati da infiorescenze perfettamente cilindriche (non coniche) e sono di color giallo pallido. Ogni infiorescenza può aver fino a mille fiori, che si aprono dalla base verso l'apice. In Italia fiorisce tra Marzo e Giugno. Pianta eliofila, da coltivare in pieno Sole per fioritura copiose. Non pienamente rustica, indicativamente fino a -7° C (19° F), ma non prolungati ed in condizioni di bassa umidità; la specie infatti tollera bene la siccità estiva, ma malissimo i ristagni d'acqua (specie se uniti a terreno freddo).

Banksia marginata
19) Metrosideros excelsa : appartenente alla famiglia delle Mirtaceae è piuttosto comune in Italia lungo i viali che costeggiano il mare. Originario della Nuova Zelanda possiede un fogliame verde-argentato (ricorda un po' le foglie della Feijoa). Il suo habitat naturale è rappresentato dalle zone miti, in prossimità delle coste spesso battute dal vento, dove cresce anche su suoli poveri (e sabbiosi o rocciose). Resiste al pieno Sole, ma tollera la mezz'ombra, non ha bisogno di irrigazioni o concimazioni, inoltre sopporta bene le potature, rendendola adatta anche per esser coltivata a siepe. Se non potata può raggiungere i 5 metri (33 ft) di altezza. In primavera (e in autunno) produce fiori color rosso, con numerosi stami (tipico delle Mirtacee), raggruppati in un'infiorescenza cilindro-sferica, che ricorda un po' quella del Callistemon. Purtroppo la resistenza al freddo è limitata e sotto i -5° (23° F) si possono aver danni importanti. 

Metrosideros excelsa

20) Prostanthera rotundifolia : Lamiaceae nativa del Sud-Est australiano, è una pianta aromatica adatta al clima mediterraneo caldo. Forma un arbusto denso, a portamento eretto, di circa 2 metri (6.6 ft), con piccole foglie tondeggianti e coriacee e fiori color viola tenue (a inizio primavera e talvolta dalla tarda estate-autunno). Il suo areale di crescita è rappresentato dai margini delle foreste o boscaglie aperte, può crescere in pieno Sole, ma spesso ha un aspetto più sano con qualche ora di ombra al giorno. Sensibile al freddo, muore sotto -5° C (23° F), adatta alla coltivazione in zone costiere o nel Sud Italia.

Prostanthera rotundifolia
21) Hakea laurina : ennesima Proteaceae (eggià questa famiglia è tipicamente Australiana), si sviluppa sotto forma di albero di piccole dimensioni, alto in media 4 metri (13 ft), con una bella chioma tondeggiante, con giovani rami dalla corteccia rossastra e dal portamento ricadente. Le foglie sono lanceolate, color verde glauco-opaco e ricordano un po' quelle di alcune specie di Eucalipto. I fiori sono spettacolari, raccolti in infiorescenze perfettamente sferiche, rosse all'interno, con gli stami bianchi verso l'esterno, conferendo un aspetto simile ad un riccio (o al frutto del Rambutan); la fioritura dura 4-6 settimane, a cavallo tra Marzo e Maggio, in ambienti caldi si può ripetere verso Agosto-Settembre. Nativa dell'Australia occidentale, cresce in aree costiere a clima Mediterraneo caldo, resiste bene alla siccità, al vento salmastro, al pieno Sole, ma è (purtroppo) poco tollerante al gelo, non tollerando temperature inferiori ai -5° C (23° F). Scelta consigliatissima per chi abita nel Sud Italia.

Hakea laurina
22) Correa pulchella : appartenente alle Rutaceae è un arbusto tendenzialmente prostrato, che tende ad allargarsi più che a crescere in altezza andando a ricoprire il suolo; tuttavia emette anche rami eretti, non superando il metro (3.3 ft) di altezza. Nativa dell'Australia meridionale, spesso in zone sabbiose e costiere, ma anche collinari. Cresce bene sia in pieno Sole che a mezz'ombra ed ha buona resistenza alla siccità, mentre tollera il freddo fino a -5° C (23° F) o poco oltre. Le foglie sono piccole, da strette ad ovali, coriacee. I fiori sono singoli, a forma di campana allungata, di color salmone o rosa ed emergono dalle gemme poste all'ascella fogliare. Una peculiarità è il periodo di fioritura che in Italia è tipicamente autunno-invernale, da Ottobre-Novembre fino a Marzo-Aprile, con differenze a seconda del clima.

Correa pulchella

23) Libertia grandiflora : appartenente alla famiglia delle Iridaceae è un'erbacea perenne nativa della Nuova Zelanda, soprattutto della parte meridionale, dove cresce su prati alpini o ai margini delle foreste. Le foglie sono nastriformi disposte a "ciuffetto" e nel complesso non supera mai il metro (3.3 ft) di altezza. Dalla parte centrale della pianta emergono le infiorescenze, snelle ed erette, che portano fiori bianchi. La fioritura avviene nei mesi di Maggio-Giugno. La specie preferisce esposizioni abbastanza assolate, terreni freschi, leggeri e non eccessivamente aridi e da adulta può reggere fino a -12° C (10° F), perdendo la parte aerea e ripartendo dal rizoma. In zone fredde può esser utile una buona pacciamatura per proteggere la parte ipogea durante il gelo.

Libertia grandiflora
24) Dodonaea viscosa : molto comune in Australia, sebbene non endemica, cresce su suoli aridi (ottima resistenza alla siccità), spesso di tessitura sabbiosa o grossolana, sia in zone costiere, sia su pendii soleggiati o zone di savana, ma comunque in aree aperte e ben soleggiate. Appartiene alle Sapindaceae (la stessa famiglia degli Aceri Giapponesi) In Italia è perfettamente adattata al clima Mediterraneo caldo, prosperando in pieno Sole, anche in terreni poveri di nutrienti, tollerando anche vento salmastro. Per contro resiste poco al freddo e può morire o danneggiarsi molto già a -5° C (23° F). Si presenta come un arbusto molto ramificato, a forma globosa che raggiunge un'altezza di circa 2 metri (6.6 ft). Le foglie sono lanceolate, strette, di color verde chiaro e producono secrezioni di resina leggermente appiccicosa. La chioma risulta densa, con foglie ravvicinate, internodi e picciolo fogliare molto corti. I fiori sono poco appariscenti, mentre le capsule alate (frutti) con sfumature rossicce. Esiste anche una cultivar, Dodonaea viscosa var. Purpurea, che si differenzia per aver foglie color rosso-porpora. Per chi volesse coltivare una specie dal portamento-aspetto simile, ma in luoghi più freddi, potrei consigliare la nostrana Fillirea angustifolia.

Dodonaea viscosa
Nuova Vegetazione Griselinia littoralis
25) Griselinia littoralis : appartenente alla famiglia delle Griseliniaceae, è originaria della Nuova Zelanda, dove cresce da zone costiere sino a pendii montani. Si coltiva in pieno Sole o a mezz'ombra, cresce su terreni anche poveri e calcarei (tipici del Sud Italia). La pianta se lasciata crescere libera può raggiungere i 6 metri (20 ft) di altezza, con una chioma molto fitta e portamento slanciato/colonnare. Le foglie sono ovali, lucide, color verde chiaro, molto belle ed ornamentali. Data l'elevata vigoria, la tolleranza alle potature (anche drastiche) e alla crescita rapida è spesso utilizzata per formare siepi sempreverdi. Più che buona anche la resistenza al gelo, potendo tollerare anche fino a -12° C (10° F), ma forse anche oltre, danneggiando foglie e rami; ma avendo buona capacità di attivare gemme dormienti anche su legno vecchio potrà riformare velocemente la chioma.

Siepe di Griselinia littoralis

martedì 7 maggio 2024

Quali Specie di Palma Sopportano il Freddo Intenso ? - Elenco e Suggerimenti per la Crescita

Nel mondo esistono circa 2600 specie di Palma, raggruppate in quasi 200 generi, tutti appartenenti alla famiglia delle Arecaceae (ex Palmaceae); per una panoramica generale sulle specie più diffuse clicca qui.

E' facile intuire che esiste un'enorme varietà; alcune Palme possono resistere a temperature inferiori ai -15° C (5° F), altre iniziano a soccombere già sotto i 20° C (68° F). La maggior parte delle specie ha una tolleranza termica che si colloca a cavallo tra questi due estremi, pur preferendo tendenzialmente il caldo al freddo.

In questo articolo mi vorrei soffermare esclusivamente sui generi e sulle specie che resistono al gelo di media intensità e che, con opportuni accorgimenti, possono esser coltivate tranquillamente nel Nord Italia, ovvero anche in zone USDA 8 o inferiori.
In altre parole non citerò quelle Palme che sarebbero adatte solo per le zone costiere del Centro-Sud Italia, ovvero quelle che iniziano a danneggiarsi/morire già dopo poche ore sotto i -2° C (28° F), come la Bismarkia nobilis,  oppure quelle semi-rustiche come la Syagrus romanzoffiana, che potrebbero resistere solo ad isolati episodi intorno ai -4° C (25° F).

Palme Sotto la Neve
Come Posso Acclimatare una Palma al Freddo ?

Qui voglio dare alcuni consigli su come massimizzare la possibilità di riuscita, soprattutto per quelle palme (vedi sotto) che magari sono un po' "al limite" per la vostra zona.

  • Scegliere un'esposizione a Sud, rispetto ad un muro. In linea di massima, per la maggior parte delle Palme subtropicali, è importante che in inverno ricevano quanto più Sole possibile, evitando così marciumi e mantenendo le temperature diurne più elevate.
  • Crescere le palme in vaso (ed al riparo) durante i primi anni, così da trapiantarle più grandicelle (da adulte tollerano meglio il freddo).
  • Metterle a dimora in Marzo, in modo tale da avere davanti la primavera per riformare le radici danneggiate nel trapianto e l'estate/inizio autunno per crescere ed irrobustirsi.
  • Cercare di mantenere l'ambiente più asciutto possibile.
  • Trattare con antifungini (a base di rame) prima dell'inverno, dato che il freddo prolungato (anche se non troppo intenso) unito all'umidità può provocare marciume apicale, soprattutto nei giovani esemplari.
  • Fare una copertura con tessuto non tessuto, in modo d'avere, in giornate non nuvolose, temperature massime buone. Molte palme sopportano freddi intensi se accompagnati da temperature diurne elevate, ma deperiscono se manca il tepore diurno per molte settimane.
  • Coltivare in un terreno quanto più drenante possibile, evitando ristagni idrici.

Detto questo pare evidente che all'aperto una Palma da Cocco non la potrò mai coltivare nel Nord Italia (e solo con efficace protezione invernale al Sud), ma ne rimangono molte altre interessanti e da sperimentare anche laddove gela tutti gli inverni.

Elenco delle Palme Resistenti al Gelo Suddivise per Genere :

BRAHEA :

Genere formato da una quindicina di specie, tutte a foglia palmata, native del centro America, indicativamente dalle zone aride del Messico settentrionale, fino alle più tropicali foreste del Nicaragua. Ovviamente non tutte le specie di Brahea sono resistenti al freddo ed al gelo, ma quelle che seguono potranno dare grandi soddisfazioni :

1) Brahea armata : originaria della Bassa California (nel Nord del Messico), è una palma che raggiunge, ma solo dopo decenni di crescita, un'altezza di circa 15 metri (50 ft), con un tronco di grosso diametro. Ha foglie a ventaglio, argentate con sfumature grigio-bluastre. Le infiorescenze sono stupende e lunghissime, persino 5 metri (16 ft), tant'è che nei giovani esemplari possono toccare terra. E' perfettamente adattata ai climi aridi, ma è anche resistente al freddo, potendo tollerare da adulta temperature di circa -12° C (10° F). E' sicuramente la Brahea più comune in Italia e con qualche accorgimento è facilmente coltivabile anche in molte zone del Nord Italia. Per ulteriori informazioni e foto clicca qui.

Brahea armata
2) Brahea decumbes : nativa del Nord Est del Messico cresce sulle colline su fondo ghiaioso. E' una specie rara e difficile da trovare. Le foglie sono color blu-argentato (verdi nei giovani esemplari) e ricordano molto quelle della B. armata, tuttavia la B. decumbes ha un portamento molto più contenuto ed il tronco ha portamento strisciante, spesso adagiato direttamente sul terreno. Una palma da veri collezionisti, per di più ha un'ottima resistenza al freddo, oltre i -10° C (14° F), e alla siccità.

Brahea decumbes
3) Brahea edulis : endemica dell'isola di Guadalupe, è una palma dal portamento simile a quello della B. armata, ma è forse leggermente più tozza. Anche la forma e la dimensione delle foglie è simile, sebbene qui non siano color argento, bensì verde acceso. Le infiorescenze sono più corte e non così spettacolari come nella prima specie descritta appena sopra. La resistenza al freddo è discreta, ma non ottima, sopportando indicativamente temperature tra i -8° e -10° C (18-14° F), talvolta con qualche danno. Facile da coltivare nelle zone del Centro Italia verso Sud, se ne può tentare la coltivazione anche nei luoghi più miti del Nord Italia. E' la seconda specie di Brahea per popolarità e diffusione in Italia.

Brahea edulis
4) Brahea moorei : è una palma nana, probabilmente la più piccola del genere Brahea e spesso è priva di tronco. Resiste fino a -10° C (14° F) ed è un'ottima soluzione come tappezzante o per occupare lo spazio sotto alberi ad alto fusto. Le foglie hanno la particolarità di esser color verde nella parte superiore e grigiastre in quella inferiore. 

Brahea moorei

5) Brahea "Super Silver" : scoperta di recente in California, ad oggi non è ancora riconosciuta come una specie propria nella classificazione scientifica. E' una palma a crescita eretta, che a prima vista assomiglia molto alla B. armata, ciò nonostante le foglie hanno un picciolo totalmente privo di spine e sono ancora più marcatamente argentate. Inoltre la crescita sembra esser più rapida rispetto a quella della classica B. armata, mentre la resistenza al freddo dovrebbe esser paragonabile o forse leggermente inferiore. 

Brahea "Super Silver"

BUTIA :

Genere nativo del Sud America, nelle zone comprese tra Brasile meridionale, Uruguay, Paraguay e Argentina. Le foglie sono pennate e dalla forma piuttosto arcuata. Perfettamente a loro agio nei climi aridi, alcune hanno un'elevata resistenza al gelo e son poco adatte alla coltivazione in zone tropicali umide.

6) Butia odorata (ex Butia capitata) : è nativa delle praterie e delle savane dell'America meridionale (Uruguay). Le foglie sono, a seconda dei cloni, di color verde o glauco, arcuate e lunghe circa un paio di metri (6.6 ft). Questa palma raggiunge, dopo molti anni, un'altezza di circa 8 metri (26 ft), con un tronco largo mezzo metro (1.6 ft). Produce frutti commestibile, dal vago sapore di Albicocca. Da adulta resiste fino a temperature di -12° C (10° F), ma da piccola tende ad esser attaccata da funghi se il freddo è prolungato ed unito all'umidità. Indubbiamente una bella pianta, facilmente coltivabile anche al Nord. Per ulteriore informazioni guarda qua.

Butia odorata
7) Butia yatay : simile alla precedente, si differenzia per aver foglie tendenzialmente più glauche (anche se vi è una gran differenza varietale all'interno della B. odorata), per il portamento leggermente più imponente, per i frutti commestibili, ma sicuramente non gustosi, ma soprattutto per il picciolo fogliare. Quest'ultimo nella B. yatay rimane verde per tutta la sua lunghezza, tranne all'attacco al tronco in cui ha una parte bianca sfumata di viola, mentre  nella B. odorata diviene interamente violaceo o scuro. Resistenza al freddo invece è abbastanza simile, forse solo leggermente inferiore.

Butia yatay
CHAMAEDOREA : 

Genere con oltre 100 specie, native dell'America tropicale e subtropicale. Quasi tutte le specie hanno foglie pennate, crescono a gruppetti, hanno un fusto esile e flessibile ed un aspetto snello. In natura prosperano nel sottobosco, in zone calde ed ombreggiate; per questo motivo alcune specie, come la Chamaedorea elegans, sono ideali come piante da appartamento. Fin qua vi starete chiedendo : "cosa ci fanno palme così sensibili al freddo in questa sezione ?"; ebbene una specie (vedi dopo) è resistente al freddo e coltivabile in molte zone d'Italia.

8) Chamaedorea radicalis : nativa del Messico cresce nel sottobosco, anche a quote di media altitudine. La C. radicalis è in assoluto la Palma dall'aspetto più "tropicale" che possiate coltivare in zone in cui vi siano gelate invernali. Questa palma, diversamente da quelle descritte in precedenza, ha una crescita rapida sin dai primi anni e può svilupparsi sia a gruppetti, sia isolata, raggiungendo un'altezza massima di 3-4 metri (10-13 ft), con un tronco dal diametro di pochi centimetri. Le foglie sono pennate e lunghe meno di 1 metri (3.3 ft). Si può coltivare all'ombra, ma è tra le specie del genere Chamaedorea più resistenti al Sole. Diversamente dalle precedenti ama, in estate, un terreno umido, sebbene quando ben affrancata può sopportare anche una certa siccità. Ideale per la coltivazione sottochioma ad alberi ad alto fusto o attaccata a muri esposti a Nord. Ma veniamo alla domanda più importante : "Qual è la sua resistenza al freddo ?"; possiamo dire che resiste sino a temperature di -7° C (19° F) senza grossi danni fogliari, ma con danno potrebbe sopravvivere anche a -10° C (14° F) e forse oltre con una buona pacciamatura, questo perché il suo comportamento cespitoso le permette di recupere meglio i danni da gelo rispetto alla maggior parte delle altre palme. Se proprio non potete far a meno di questo genere, la seconda più resistente al freddo è la Chamaedorea microspadix, che però sotto i -5° C (21° F) inizia già a manifestare segni di sofferenza.

Chamaedorea radicalis
CHAMAEROPS :

Genere a cui appartiene un'unica specie, Chamaerops humilis (chiamata anche Palma Nana o di San Pietro), è originaria dell'Europa meridionale e diffusa in tutta la Macchia Mediterranea. Le foglie sono palmate, di medio-piccole dimensioni, e la specie ha attitudine ad emettere polloni, di conseguenza allo stato naturale cresce multi-tronco. Ottima la resistenza sia alla siccità, sia al freddo, potendo sopravvivere tranquillamente fino a temperature inferiori ai -12° C (10° F). Si può coltivare sia in pieno Sole, sia a mezz'ombra. Raramente raggiunge i 3 metri (10 ft) di altezza. Esistono più varietà di C. humilis, di cui ve ne citerò tre :

Chamaerops humilis var. humilis
9) Chamaerops humilis var. humilis : quella più comune allo stato selvatico, nonché quella che raggiunge le maggiori dimensioni. Se cresciuta ad unico fusto (rimuovendo quelli che spuntano dal ceppo) dopo molti anni può superare i 3 metri di altezza, anche se spesso il tronco, crescendo, tende ad incurvarsi, talvolta adagiandosi quasi al suolo. 

10) Chamaerops humilis var. cerifera (sin. argentea) : originaria delle montagne del Marocco, ha uno sviluppo più contenuto e foglie grigio-glauche (argentate, colore simile a quello delle foglie della Brahea armata (vedi sopra). Foglie che fanno un bel contrasto con la restante vegetazione ed il cui colore è ulteriormente esaltato in zone con inverni freddi.

Chamaerops humilis var. cerifera
11) Chamaerops humilis var. vulcano : varietà a sviluppo più lento e limitato. Le foglie sono color verde, più spesse e ravvicinate, talvolta ricoprono quasi interamente il fusto ed hanno una forma diversa (più tozza) rispetto alle altre. Un portamento particolare, robusto e "fitto", con internodi ravvicinati.

Chamaerops humilis var. vulcano
JUBAEA :

Questo genere contiene un'unica specie :

12) Jubaea chilensis : chiamata anche Palma Cilena è, come facile capire, nativa del Cile, dove cresce alle pendici delle Ande. E' una palma a foglia pennata, con un aspetto giovanile piuttosto tozzo, dato che il tronco è probabilmente quello con il diametro maggiore tra le palme e la crescita in larghezza avviene solo nella fase giovanile (le palme non hanno una vera crescita secondaria). La specie è longeva, superando agevolmente i 150 anni di età. Gli esemplari adulti possono essere alti oltre 20 metri (66 ft), ma raggiungono queste dimensioni solo dopo molti decenni. I frutti ricordano dei mini cocchi e sono commestibili, tuttavia una pianta impiega in media 60 anni prima di fiorire/fruttificare, rendendo impensabile una sua coltivazione a scopo alimentare. Ottima la resistenza al freddo, è forse la palma a foglia pennata più tollerante, potendo sopravvivere a brevi episodi con punte di -15° C (5° F). Per ulteriori informazioni clicca qui.

Jubaea chilensis
LIVISTONA :

Genere che comprende oltre una trentina di specie a foglia palmata (a ventaglio), originarie del Sud-Est asiatico, dell'estremo oriente o dell'Australia.

13) Livistona chinensis : nativa della Cina Meridionale, raggiunge in media i 10 metri (33 ft) di altezza, per una larghezza di circa 4 metri (12 ft). Le foglie sono molto eleganti, di color verde tenue, talvolta con qualche sfumatura di grigio-giallastra e si riconoscono poiché i segmenti che le compongono non sono rigidi e dritti, ma formano un angolo più o meno di 90° all'incirca a metà lunghezza, lasciando la parte terminale pendente. I frutti sono piccole bacche violacee che rimangono a lungo attaccate alla pianta. E' una palma molto ornamentale, coltivata sia in zone tropicali, sia in zone temperate calde. E' forse la Livistona più resistente al freddo, anche se per il Nord Italia è forse un po' al limite (ma si potrebbe provare), resiste fino a temperature di circa -7° C (19° F), anche se ci sono testimonianze di piante sopravvissute a -9° C (15°F), con danno alle foglie. Le giovani piante si sviluppano al meglio a mezz'ombra, mentre le piante adulte non hanno problemi anche con il Sole diretto.

Livistona chinensis

NANNORRHOPS :

Composto da un'unica specie :

Nannorrhops ritchiana a Foglie Argentate
14) Nannorrhops ritchiana : è una palma nativa del medio-oriente e si trova allo stato selvatico in stati come Iran, Pakistan ed Afghanistan, dove cresce su terreni poveri e secchi, sino a quote di montagna. E' una specie che tende a crescere a gruppetti (multi-tronco), anche se occasionalmente si possono trovare esemplari a singolo fusto; tuttavia non di rado i tronchi rimangono sotterranei o adagiati al suolo. Le foglie son costapalmate, color verde-glauco, anche se esistono ecotipi a foglia argentata, e sono sorretti da piccioli privi di spine. Hanno una lunghezza (e larghezza) di poco più di 1 metro (3.3 ft). 
N. ritchiana  è una delle palme più resistenti al freddo e, probabilmente, potrebbe reggere -20° C (-4° F), tuttavia è sensibile al freddo umido. Quindi, più che la temperatura minima assoluta, bisogna capire se il prolungato inverno freddo ed umido del Nord Italia possa essere tollerato. E' una pianta rara, da verificare sul campo. Per certo si sa che l'umidità è maggiormente tollerata in esemplari adulti e se accompagnata da alte temperature (ad es. in Florida).

Nannorrhops ritchiana
PHOENIX : genere che conta circa 15 specie, tutte a foglia pennata. La distribuzione naturale è molto ampia, parte dalle Isole Canarie e si spinge ad Est per tutta l'Africa, fino al sud-est asiatico. La maggior parte di queste palme sono native di zone semidesertiche e molto tolleranti a condizioni di carenza idrica e sopportano solo lievi gelate, tuttavia alcune sono più rustiche e resistono a gelate piuttosto intense.

15) Phoenix canariensis : comunemente chiamata Palma delle Canarie, è probabilmente la palma più coltivata nelle zone costiere, anche se ultimamente sono state decimate dal Punteruolo Rosso. E' una palma che cresce lentamente, ma è molto longeva (anche oltre 200 anni), raggiungendo i 20 metri (66 ft) di altezza, con un tronco di grosso diametro e foglie con lunghezza variabile tra 4 e 6 metri (13-20 ft). La chioma è folta, con molte foglie, anche se si può snellire con opportune potature. Buona tolleranza al freddo, circa -10° C (14° F) per una pianta adulta, anche se a tali temperature si possono avere danni fogliari. Non è la palma più resistente al gelo tra quelle descritte nell'articolo, ma con un buon microclima può esser coltivata anche in molte zone del settentrione.

Phoenix canariensis
Phoenix theophrasti
16) Phoenix theophrasti : chiamata Palma da Dattero di Creta, è endemica dell'isola e diffusa anche in Turchia. E', insieme alla Chamaerops humilis, l'unica palma nativa dell'Europa. Cresce in prossimità del mare, su fondi sabbiosi e tende a formare polloni. Se lasciata crescere liberamente si sviluppa multi-tronco. Le foglie sono simili a quelle della P. canariensis, ma di color più glauco e molto spinose. E' probabilmente la Phoenix più resistente al gelo, anche se non ci sono ancora dati sufficienti per fare una stima precisa 

17) Phoenix roebelenii : chiamata Palma da Dattero Nana, è nativa del Sud-Est asiatico ed è la più sensibile al freddo tra quelle elencate in questo articolo, potendo morire già sotto i -5° C (23° F), ma è talmente bella e, magari cresciuta in vaso, si potrebbe riparare sotto un portico e sopravvivere così anche nel centro-nord Italia. Il portamento è elegante, snello, con un tronco che, diversamente dalle altre Phoenix, non è di grosso diametro. Le foglie sono lunghe appena 1 metro (3.3 ft) e la palma supera i 5 metri (16 ft) di altezza solo dopo molto anni.

Phoenix roebelenii
18) Phoenix dactylifera : la vera Palma da Dattero, l'unica del genere che produca frutti realmente buoni e commestibili. Come dimensioni è simile alla P. canariensis, tuttavia ha foglie grigio-verdastre, un tronco meno tozzo ed una chioma con un minor numero di foglie. Nativa del Nord Africa, in Italia fatica a maturare i frutti, ma ha una resistenza al gelo simile a quella della P. canariensis, tuttavia rispetto a quest'ultima è più sensibile al freddo umido ed è quindi una grossa sfida coltivarla dove vi è molta umidità, più che dove fa freddo secco. 

Phoenix dactylifera
RHAPIDOPHYLLUM :

genere composto da un'unica specie,

19) Rhapidophyllum hystrix : nativa del Sud-Est degli USA (South Carolina, Mississippi, Alabama) è una palma a foglia palmata, di piccole dimensioni, spesso a portamento tappezzante, con tronco sotterraneo o, comunque, non più alto di 1 metro (3.3 ft). Sembra più che altro un grosso cespuglio, con molte foglie dai lobi incisi profondamente e dalla cui guaina fuoriescono lunghe spine nere. E' forse la palma più resistente al gelo che esista, tuttavia necessita un'estate calda per svilupparsi e non è adatta a climi con estati fresche come quelli della Scozia o del Nord Europa. R. hystrix resiste a temperature inferiori ai -15° C (-5 ° F); inoltre, diversamente dalla maggior parte delle palme, emette polloni dalla base e, con una buona pacciamatura, potrebbe sopravvivere (perdendo le foglie) anche a temperature inferiori ai -20° C (- 4° F). Si adatta ad esposizioni Soleggiate, tuttavia gli esemplari cresciuti a mezz'ombra hanno un miglior aspetto, soprattutto se coltivati alle basse latitudini.

Rhapidophyllum hystrix
RHAPIS :

genere formato da circa una decina di specie native del Sud-Est asiatico e dell'Asia Subtropicale.

20) Rhapis excelsa : originaria della Cina meridionale e di Taiwan, è una palma a foglia palmata alta sino a 4 metri (13 ft) che, normalmente, cresce multi-tronco, formando una fitto "boschetto". Il fusto è esile e, nelle piante adulte, ricorda il Bamboo. Le foglie sono divise in segmenti larghi ed incisi fino in profondità, praticamente fino all'attacco al picciolo. R. excelsa può essere coltivata in zone semi-ombreggiata, come sottochioma ad alberi ad alto fusto e resiste al freddo fino a circa -6° C (21° F), tuttavia potrebbe sopravvivere a temperature di diversi gradi inferiori, perdendo le foglie e riformandole in primavera. Un'altra specie simile, che potrebbe aver una rusticità paragonabile è la Rhapis humilis.

Rhapis excelsa
SABAL :

Sabal palmetto "Lisa"
genere formato da circa 18 specie, dalle foglie costa-palmate (una via di mezzo tra palmate e pennate), native dell'America centrale. L'areale si estende dalle zone temperate calde degli Stati Uniti meridionali, per le zone Subtropicali del Messico, sino alle zone equatoriali della Colombia.

21) Sabal palmetto : palma a fusto singolo, nativa del Sud-Est degli Stati Uniti. Può raggiungere un'altezza di 20 metri (6.6 ft), ma ha una crescita piuttosto lenta (soprattutto nella fase giovanile) ed ha foglie costa-palmate, larghe sino a 2 metri (6.6 ft). Il tronco è ricoperto dai residui dei piccioli delle foglie vecchie ormai cadute, che si intrecciano in modo assai peculiare. La pianta ha un'ottima resistenza al gelo, potendo sopravvivere a temperature di circa -12° C (10° F); esiste una sottospecie, nominata Sabal palmetto "Lisa", in cui le foglie hanno molti segmenti fusi tra loro. S. palmetto ama un'esposizione soleggiata ed un'estate calda ed è una delle Palme che meglio si potrebbe adattare alla coltivazione nel Centro-Nord Italia, anche se rimane assai rara e di difficile reperimento. 

Un'altra specie molto simile, ma un paio di gradi meno resistente al freddo è la Sabal mexicana. 
Sabal palmetto
22) Sabal minor : palma di piccole dimensioni, nativa del Sud-Ovest degli Stati Uniti (Alabama, Louisiana, etc.), con fusto sotterraneo o comunque molto basso. In natura cresce in zone paludose ed ombrose ed è quindi naturalmente adatta a crescere sotto l'ombra degli alberi. Le foglie sono debolmente costa-palmate (quasi palmate) e possono arrivare ad una lunghezza di 2 metri (3.3 ft). Si sviluppa sotto un unico fusto per radice, anche se più esemplari possono crescere ravvicinati. E' una delle Palme più resistenti al gelo, potendo tollerare temperature inferiori ai -15° C (5° F).

Sabal minor
SERENOA :

genere formata da un'unica specie :

23) Serenoa repens : originaria della Florida, in natura cresce nei boschi di conifere, ma anche in zone costiere o praterie, spesso su terreno povero, arido e sabbioso. E' una specie cespitosa a portamento prostrato, con fusti sotterranei o striscianti che, a contatto col suolo, possono radicare formando nuove piante. La crescita è lenta, ma le piante sono estremamente longeve (plurisecolari) e, con gli anni, possono formare un fitto "tappeto" espanso orizzontalmente ed comportarsi come piante tappezzanti. Le foglie sono color verde-giallastro, palmate, praticamente circolari, con un diametro medio di 70 cm (28 in). Resiste almeno fino a temperature di -10° C (14° F), probabilmente oltre con qualche danno fogliare che, data la natura cespitosa, non sarebbe quasi mai un grosso problema.

Serenoa repens tappezzante

Serenoa repens
TRACHYCARPUS :

genere che conta una decina di specie di origine asiatica, con una distribuzione naturale che si estende grossomodo dalle regioni dell'Himalaya, fino alle parti più orientali della Cina. Tutte le specie sono a foglia palmata, con un tronco ricoperto da una peculiare lanuggine. In natura, vivono in zone temperate o subtropicali, ma alcune specie crescono in quota ed hanno evoluto una normale resistenza sia al freddo, sia all'umidità. 


24) Trachycarpus fortunei : chiamata anche genericamente Palma Cinese ed ampiamente descritta qua, è nativa della Cina Meridionale, dove cresce in montagna ed ha un'ottima resistenza al gelo, potendo sopportare senza danni temperature di -15° C (5° F) e, con danni fogliari, verosimilmente fino a -20° C (-4° F); inoltre si può crescere con esposizioni abbastanza ombrose, regge l'umidità e, diversamente da una Rhapidophyllum hystrix, non ha bisogno estati particolarmente calde per svilupparsi, potendo così crescere anche in Scozia o nel Sud della Norvegia. Nel Nord Italia è in assoluto la palma più comune e diffusa, mentre potrebbe soffrire il caldo secco del meridione. Il tronco è medio-esile, ricoperto da peluria ed alto sino a 20 metri (66 ft). 
Le foglie son palmate, color verde intenso e con un diametro di circa 1 metro (40 in). La crescita è piuttosto rapida, soprattutto nella fase giovanile. Esiste anche la Trachycarpus fortunei var. Wagneriana, di aspetto simile, ma più compatta (altezza massima dimezzata rispetto alla classica T. fortunei) ed adatta alla coltivazione in vaso.

Trachycarpus fortunei

Trachycarpus ukhrulensis
25) Trachycarpus ukhrulensis : tra le scoperte più recenti del genere, cresce in quota nel nord-est dell'India e nella regione dell'Himalaya, dove  le condizioni meteo sono spesso severe, con freddo e copiose nevicate. Regge oltre i -10° C (14° F), ma ha crescita più lenta (soprattutto in fase giovanile) rispetto alla T. fortunei e raggiunge un'altezza di 15 metri (49 ft). Questa palma ha una chioma formata da circa 25 foglie, le quali sono palmate, incise profondamente, formando un numero di "segmenti" più alto (anche fino a 70 per foglia) rispetto alle altre specie di Trachycarpus descritte in questo articolo. La parte inferiore delle foglie può aver tonalità bluastre. In Italia è piuttosto rara e difficilmente viene venduta nei comuni vivai, tuttavia è molto bella e vale la pena acquistarla on line per farla crescere nel proprio giardino.

Piccola Trachycarpus princeps
26) Trachycarpus princeps : nativa della Cina centro meridionale, può raggiungere un'altezza di 10 metri (33 ft), ma più lentamente rispetto alla T. fortunei. Le foglie sono palmate, quasi totalmente circolari ed hanno la peculiarità, unica nel genere Trachycarpus, di aver foglie bicolore, verde con (talvolta) lievi riflessi giallognoli nella parte superiore, color grigio-glauco nella parte inferiore. Regge il freddo poco meno della più famosa T. fortunei, ma patisce di più il freddo-umido, e può esser coltivata sia al Sole che a mezz'ombra. Palma molto ricercata dai collezionisti.
Trachycarpus princeps
TRITHRINAX :

genere che annovera 4 specie a foglia palmata, native del Sud America.

27) Trithrinax campestris : specie nativa delle Savane dell'Argentina settentrionale, spingendosi sin fino alle zone montuose della Sierras de Córdoba. Gradisce esposizioni soleggiate ed è adatta a crescere in condizioni di marcata aridità. E' una palma di medie dimensioni, raggiungendo al massimo i 6 metri (20 ft) di altezza ed è dotata di foglie palmate lunghe 50 cm (40 in), color verde-glauco, sorrette da un picciolo corto, rigido e spinoso. La chioma è molto compatta. Può crescere sia isolata, sia a caratteristici gruppetti di 3-4 tronchi, i quali rimangono a lungo ricoperti dalle vecchie foglie secche, ormai morte. Questa palma ha crescita assai lenta e può tollerare temperature minime nell'ordine dei -14° C (7° F). Per ulteriori foto e note sulla coltivazione clicca qua.

Trithrinax campestris

WASHINGTONIA  :

Genere di Palme a foglia palmata formato da solo due specie, la W. robusta e la W. filifera, native del Messico settentrionale o della California, rispettivamente, di cui abbiamo già discusso ampiamente le differenze qui.

Washingtonia filifera
28) Washingtonia filifera : è l'ultima specie descritta in questo articolo, nonché quella più resistente al freddo all'interno del genere Washingtonia, potendo resistere, da adulta e con qualche danno lieve, sino a temperature di circa -12° C (10° F), temendo però l'eccessiva umidità dell'aria. Il tronco è grosso ed imponente, facendo sembrare tozza una palma che può comunque superare agevolmente i 10 metri di altezza (33 ft). Le foglie sono palmate ed hanno la tendenza a rimanere attaccate al fusto (coprendolo) anche quando sono ormai morte e secche. Il suffisso "filifera" è stato dato in merito al fatto che le foglie tendono a "sfilacciarsi" ai margini formando dei filamenti biancastri. Si coltiva in pieno Sole e tollera anche temperature elevatissimi, oltre a sopravvivere senza irrigazioni in zone semi-desertiche. La crescita è piuttosto rapida e questo le permette, in caso di danni, di riprendersi più velocemente rispetto ad altre palme.