mercoledì 26 aprile 2017

Come Coltivare l'Agave americana? Dove può Crescere in Italia?

Tra le piante succulente l'Agave americana è sicuramente quella più diffusa ed inselvatichita in Italia, specie nelle zone costiere del Centro-Sud.

Dove si può piantare l'Agave americana? Quanto resiste al freddo? Quanti anni può vivere? Quando fiorisce?

Foglie Agave americana in Riva al Lago

Giovane Agave americana




Origine e Diffusione :

L'Agave americana è una specie nativa delle zone aride comprese tra il Messico settentrionale ed il Sud degli Stati Uniti (Arizona, Texas). Oggi la specie è naturalizzata in molte zone miti a clima semi-arido, dal Mediterraneo e Sud Africa, all'India ed Australia.
Tra le Agave è sicuramente la specie più coltivata e diffusa a scopo ornamentale ed adorna giardini rocciosi, ma anche scoscesi pendii incolti ed aree dismesse.
Come detto sopra, la presenza di questa pianta grassa non è relegata solo agli spazi privati, ma anche ai caldi pendii demaniali esposti al Sole ed alle brezze marine, dalla Liguria, sino alla Sicilia.
Sulle rive dell'Adriatico, allo stato selvatico, è meno frequente, ma si può trovare, soprattutto nelle rocciose coste della sponda Croata (ad esempio sull'Isola di Krk).


Coltivazione, Clima, Potatura e Moltiplicazione :

L'Agave americana predilige un'esposizione in pieno Sole, è una pianta estremamente resistente alla siccità ed, in Italia, può prosperare senza innaffiature anche nelle zone più torride.
La crescita è lenta e solo poche foglie vengono prodotte durante una stagione vegetativa.
Sebbene ai più possa sembrare strano, questa specie ha un'ottima resistenza al freddo e può reggere temperature prolungatamente basse e sporadiche gelate nell'ordine dei -10° C (14° F).
Personalmente ho visto Agave piantate in zone piuttosto fredde del Nord Italia, proprio a ridosso delle Alpi, magari in posizioni riparate, ma dove comunque in quasi tutte le notti invernali a cielo sereno si registrano temperature minime inferiori agli 0° C (32° F).
Il terreno ideale è sabbioso o anche povero, ben drenante ed ossigenato. La specie tollera i venti marini ed una leggera salinità del terreno, mentre non ha preferenze in quanto ad acidità/basicità del suolo.
La potatura dell'Agave non è essenziale, tuttavia, dopo qualche anno, si possono rimuovere le foglie basali, lasciando solo quelle apicali.
La riproduzione avviene per semina o, solitamente, prelevando i polloni (piante figlie) emessi dalla pianta madre dopo la fioritura.

Inquadramento Botanico e Fisiologia :


Fiori Agave americanaL'Agave americana è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Agavaceae, lontana parante degli Asparagi.
La specie è talvolta erroneamente chiamata Aloe Americana sebbene, somiglianze estetiche a parte, Agave ed Aloe, non abbiano stretti vincoli di parentela ed appartengano a due famiglie distinte.
L'aspetto simile è dovuto a convergenza evolutiva, più che ad una vicinanza genetica. In altre parole, vivendo in ambienti simili (zone torride ed aride), pur lontani tra di loro (ricordo che le Agave sono Americane, mentre le Aloe sono Africane), le due piante hanno evoluto delle strutture analoghe, adatte a farle sopravvivere in quel clima.

L'Agave americana ha un portamento a cespuglio, con le foglie sempreverdi disposte concentricamente a mo' di rosetta. Le foglie sono di grosse dimensioni, dalla forma "a spada", la cui punta è rappresentata dall'aculeo terminale. Esse sono coriacee, dalla superficie liscia e possono avere una lunghezza compresa tra 90 cm e 210 cm (3-7 ft) e, nella parte centrale, una larghezza di circa 30 cm (12 in); inoltre lungo i loro margini sono presenti spine pungenti.
Il colore delle foglie varia a seconda della sottospecie, sebbene solitamente sia verde chiaro/bluastro, talvolta con striature gialle (ad es. Agave americana "variegata"). 
Le nuove foglie sono disposte quasi verticalmente, mentre quelle più vecchie hanno angoli via via più acuti rispetto al terreno, sino a diventare quasi orizzontali. 
La specie ha un aspetto globoso, con foglie molto dense ed un diametro medio variabile tra 1,8 e 3,5 metri (6-11.5 ft).

Contrariamente a quanto si possa pensare, l'apparato radicale dell'Agave è superficiale, con radici molto fitte che, dalla parte centrale della pianta, si espandono alla periferia, ricoprendo una buona superficie.

La fioritura dell'Agave americana è impressionante. Lo stelo fiorale spunta dalla parte centrale dell'Agave e si erge anche sino ad 8 metri (26 ft) di altezza, sembrando quasi sproporzionato rispetto alla pianta che l'ha prodotto. Da questa infiorescenza a pannocchia, sputano rami laterali orizzontali, perpendicolari allo stelo, al cui apice sono raggruppati numerosi fiori. Questi sono di color verde nella parte basale e giallognoli nella parte distale ed emanano un buon profumo.
L'infiorescenza, forse più che l'Agave in sé, ha un aspetto che assomiglia ad un albero, con un fusto eretto e rami laterali alla cui sommità, invece che esserci le foglie, ci sono i fiori.

Fioritura Agave in Liguria

Fioritura Agave americana


Quando Fiorisce l'Agave americana ?

La cosa triste della fioritura è che questa rappresenta l'ultimo atto prima che la pianta muoia. 
Sebbene un detto reciti "L'Agave fiorisce dopo cent'anni", questo non è vero e vuol semplicemente dire che bisogna attendere molto tempo affinché fiorisca e che, diversamente dalla maggior parte delle specie vegetali, non è un evento ciclico. 
L'Agave americana non è molto longeva e, di solito, vive sino ad un'età di 20-30 anni. Di conseguenza anche la fioritura avviene dopo altrettanti anni.
Durante l'ultimo anno di vita la specie inizia a produrre l'infiorescenza ma, date le dimensioni del fiore, il processo che porta al completo sviluppo richiede diversi mesi di tempo. 
Dapprima emerge lo stelo che si allunga verso l'alto, l'aspetto iniziale è molto simile a quello dell'Asparago che tutti noi conosciamo, sebbene gigante. Successivamente, nella metà alta dello stelo, vengono emessi rami laterali, sui quali spunteranno in fine i fiori.
In Italia, quest'ultima fase di fioritura, coincide con i mesi estivi, di solito tra Luglio ed Agosto.
I frutti sono delle capsule che contengono numerosi piccoli semi neri che, disperdendosi nell'ambiente, diffondono la specie.

Dopo la fioritura (e fruttificazione) lo stelo secca, la pianta madre si affloscia e muore, tuttavia nuove piantine emergono dalle sue radici e queste piante figlie (di solito 3-4 per ogni pianta madre) si svilupperanno per altri 30 anni, prima andare incontro allo stesso destino toccato alla "madre".
Il metodo è però efficace e tra questo ed i semi, l'Agave è diventata una pianta quasi infestante.

Fioritura Agave a Picco sul Mare

Agave figlie, dopo fioritura

Sottospecie e Varietà di Agave :

Oltre alla classica, esistono diverse sub-specie di Agave che si differenziano per dimensione, ma soprattutto per il colore delle foglie.
Di seguito le principali:

  • Agave americana subsp. marginata : La parte centrale della foglia ha il classico colore verde ma, lungo entrambi i lati della foglia, ci sono strisce gialle.
  • Agave americana var. medio-picta : Diciamo che ha una colorazione complementare rispetto alla precedente, qui il giallo è nella parte centrale della foglia, mentre i bordi sono verdastri.
  • Agave americana var. medio-picta-alba : Identica alla precedente, con parte centrale bianca, invece che gialla.
  • Agave americana var. striata : Qui la parte centrale non è uniforme, ma striata, con diverse linee gialle, alternate a linee verdi.
Agave americana marginata
Agave americana marginata

Agave sull'isola di KrkAgave americana Mediterraneo

giovedì 13 aprile 2017

Justicia adhatoda, una Pianta Officinale Ancora Poco Conosciuta

Vivete in un luogo mite ed avete un posticino inutilizzato del vostro giardino, magari anche piuttosto poco soleggiato? Se volete una pianta officinale rara, allora la Justicia adhatoda (o Adhatoda vasica) potrebbe fare al caso vostro.

Justicia adhatoda in fioritura
Justicia adhatoda



Justicia adhatoda è una pianta sempreverde che appartiene alla famiglia delle Acanthaceae, come il più noto e comune Acanto (Acanthus mollis).
La specie è originaria dell'Asia centrale e la sua distribuzione naturale si estende dal Pakistan, al Nepal, attraversando il Nord dell'India
L'attuale areale di coltivazione si espande anche più a Sud, sino allo Sri Lanka, Vietnam, Cina Meridionale, Indonesia e Malesia.
In molte di queste nazioni, oltre che per le proprietà medicinali, la specie è coltivata anche a scopi ornamentali ed, in zone a clima freddo come l'Inghilterra, è spesso utilizzata come pianta da appartamento

Justicia adhatoda, a volte chiamata anche Carmantina arborea o Malabar Nut, è una specie arbustiva a crescita rapida, tra le più alte del proprio genere. Se lasciata crescere libera, può infatti raggiungere un'altezza di 4 m (13 ft) anche se, in Italia, si mantiene leggermente più piccola.

La forma della chioma è generalmente a "V", con tronchi multipli e la sua larghezza è pressapoco uguale all'altezza della pianta stessa.

Le foglie della Justicia adhatoda sono lanceolate, lunghe circa 20 cm (8 in), di color verde brillante e con venature pronunciate, che le rendono molto ornamentali.
I fiori sono riuniti in una "pannocchia" che spunta eretta dall'ascella fogliare. Essi sono di circa 3 cm (1 in), bianchi con leggere sfumature viola e dalla forma l'inusuale, tipica della famiglia a cui appartiene la specie. 

Nelle zone native la fioritura avviene in inverno, luoghi in cui questa stagione corrisponde anche con la stagione secca. Più a Nord, dove l'inverno è più freddo ed umido, la fioritura avviene solitamente ad inizio primavera (Febbraio-Marzo) e si protrae per un periodo abbastanza lungo.


Dove Piantare la Justicia adhatoda ?


La specie, in Italia, può crescere laddove il clima abbia un inverno dolce, con temperature minime che raramente scendano sotto gli 0° C (32° F), sebbene possa reggere anche qualche grado in meno; diciamo che ha una rusticità di poco inferiore a quella di un Agrume.
Un bel esemplare è presente ai Parchi di Genova Nervi e se ne può tentare la coltivazione nella fascia costiera tirrenica, specie da quella a Sud di Roma.

L'esposizione ideale è abbastanza ombrosa, l'ideale è collocarla alla base di grandi alberi, affinché possa essere colpita solo dai raggi filtrati dalle chiome sovrastanti. Se esposta al Sole di mezzogiorno, le foglie possono subire danni, bruciature ed afflosciarsi.
Contrariamente alla maggior parte delle piante che amano l'ombra, la Justicia adhatoda è piuttosto resistente alla siccità estiva, anche perché, nei luoghi nativi, le piogge sono governate dai Monsoni, la cui alternanza fa si che ci siano lunghi periodi di siccità. 

Il terreno ideale è umido (ma senza ristagni), ricco di sostanza organica, fertile e con un pH da neutro a leggermente alcalino (pH 7-8); inoltre la specie ha una discreta tolleranza alla salinità del suolo.

Foglie Justicia adhatoda

Fiore Justicia adhatoda


Quali sono le Proprietà officinali della Justicia adhatoda ?


Nelle foglie sono contenuti diversi Alcaloidi, tra cui il più importante è la Vasicina, da cui si ricava la Bromexina. Estratti da queste foglie sono utilizzati in ambito terapeutico nelle patologie riguardanti l'apparato respiratorio (tosse, mal di gola, catarro etc.).
I principi attivi presenti in questo estratto hanno una funzione mucolitica, dilatano i bronchi ed inoltre, in caso di allergie, hanno anche un effetto antistaminico; infine rallentano la crescita di Mycobacterium tuberculosis.

Tronco Justicia adhatoda

Fioritura Justicia adhatoda

mercoledì 5 aprile 2017

Dove Piantare i Lamponi (Rubus idaeus)? Come Si Coltivano?

Se pensiamo ai piccoli frutti non ci possono non venire in mente i Lamponi (Rubus idaeus) che, con il loro sapore acidulo ed aromatico, impreziosiscono macedonie, torte e pasticcini.

Ma qual è la pianta del Lampone? In quali luoghi può crescere in Italia? Che clima preferiscono i Lamponi? Qual è il loro ciclo produttivo? Quando e come si potano?

Rubus idaeus


Origine e Diffusione :


La specie Rubus idaeus, che produce i classici e più comuni Lamponi rossi, è nativa delle zone temperate fredde dell'Europa, motivo per cui è conosciuta anche col nome di Lampone europeo.
Data la sua naturale propensione a vivere in ambienti relativamente freschi, la specie è in grado di spingersi a quote elevate, sia sulle Alpi, che sugli Appennini.
Su queste montagne, infatti, il Rubus idaeus cresce spontaneo e riesce a fruttificare fino a 2000 m (6562 ft) sul livello del mare, un'altitudine proibitiva per la maggior parte delle piante da frutto.
Sulle montagne del Centro-Nord Italia è abbastanza diffuso, mentre diventa più raro nel meridione e sulle isole maggiori.

I Lamponi sono presenti in tutta Europa e nel Nord America ma, a livello commerciale, vengono coltivati prevalentemente nell'Europa centrale a clima continentale e poco nel bacino Mediterraneo.
Nel 2013, il maggior produttore a livello mondiale era la Russia (25%), seguita dalla Polonia (21%) e dagli Stati Uniti (16%).
In Italia la distribuzione della specie è a macchia di leopardo e la produzione concentrata nelle pianure/vallate del Nord Italia o in bassa montagna sulle Alpi.
Ultimamente, anche in regioni poco vocate, è diventata comune la coltivazione forzata fuori suolo, in ambiente controllato (Serre), un po' come avviene per le Fragole.

Ciclo Vegetativo e Potatura :


I Lamponi, ma in realtà anche le altre specie appartenenti al genere Rubus, hanno un ciclo biennale.

Ma cosa significa? Dopo due anni muore la pianta e devo ripiantarla?

Nulla di tutto questo, le radici dei Lamponi sono perenni. Il ciclo biennale è riferito solo alla parte aerea e, nelle prossime righe, cercheremo di capire come funziona.

Supponiamo di aver potato alla base un Lampone; arriva la primavera e, dalle radici, spuntano dei rami (polloni) che cresceranno verticali, senza ramificazioni. Questi rami, non produrranno né fiori né frutti e, con l'arrivo dei primi freddi autunnali, perderanno le foglie.
La prima stagione vegetativa (primo anno) si è ora conclusa e la pianta entra in stasi vegetativa per superare i rigori invernali.
La primavera successiva (secondo anno) la nostra pianta di Lamponi sarà formata da un certo numero di rami eretti (rami di un anno di età), dalle cui gemme spunteranno dei germogli al cui apice saranno presenti i fiori e, di conseguenza, i frutti.
Allo stesso tempo, dalle radici, verranno prodotti nuovi rami a crescita eretta e senza ramificazioni.

Alla fine della seconda stagione vegetativa la pianta di Lamponi sarà formata da due tipi di rami: quelli prodotti durante la primavera/estate (rami senza ramificazioni e senza frutti) e quelli di due anni (rami ramificati, prodotti nella stagione precedente), che hanno fruttificato durante l'estate.

Quest'ultimo tipo di rami (rami di due anni) muoiono, seccano e, l'anno successivo, il ciclo si ripete.

Ricordatevi che con "anni", si intendono stagioni vegetative. Alla fine di una stagione, il ramo ha un anno di età, anche se in realtà da Marzo a Novembre sono passati solo 9 mesi.

La potatura dei Lamponi è semplice, basta rimuovere i rami morti (quelli di due anni) ed accorciare i lunghi rami di un anno (dalle cui gemme si produrranno rami laterali e fiori).
I rami morti si riconoscono, dal legno secco, fessurato e "screpolato" (guardare foto sottostanti), oltre chiaramente dal fatto di aver le ramificazioni.
I Lamponi si potano durante la stagione morta, da Novembre a fine Febbraio, quando saranno completamente spogli.

Rami Rubus idaeus

Rami di un Anno Lampone

Rami Uno e Due Anni Rubus idaeus

Botanica e Fisiologia :


I Lamponi (Rubus idaeus) sono piante decidue che appartengono alla famiglia delle Rosaceae, di cui fanno parte numerose piante da frutto da climi temperati, tra cui Ciliegio, Albicocco e Nespolo.

Come abbiamo appena letto sopra, i Lamponi non sono delle vere e proprie piante, ma hanno un ciclo biennale. I rami dell'anno possono raggiungere, a seconda del clima e della varietà, un'altezza variabile da 50 cm, sino a 2 metri (1.6-6.5 ft) e sono ricoperti da spine, sebbene siano stati selezionati dei Lamponi che ne sono privi.
Le foglie del lampone sono caduche, dal margine seghettato, imparipennate (ovvero composte da 3-5-7 foglioline) e ricoperte da una leggera peluria.
I fiori sono raggruppati, a gruppi di 3-5, in racemi che sorgono all'apice vegetativo dei rami laterali, prodotti dalle gemme dei rami di un anno.
Essi sono bianchi, ermafroditi e, solitamente, autofertili; ogni singolo fiore è formato da 5 petali ed altrettanti sepali, da numerose corte antere (che producono polline) e, diversamente da altri fiori, da carpelli multipli (che producono ovuli).
Data la presenza di carpelli multipli, la bacca che noi chiamiamo Lampone, è in realtà formata dalla fusione di più frutti, ognuno dei quale derivante da un singolo carpello (frutto composto).
Questo frutto, nei primi stadi di sviluppo, è duro e di color bianco-verde, mentre a maturità si ammorbidisce, vira al rosso (o anche al giallo-arancione) e si distacca dal ricettacolo.
Le radici sono superficiali, ma possono espandersi notevolmente e, come detto in precedenza, sono l'unica parte perenne del Rubus idaeus.

Fenologia del Lampone :


Rubus idaeus, nel Nord Italia, inizia a germogliare verso metà Marzo ed in Aprile le foglie sono già ben formate ed i nuovi rami in allungamento.
La fioritura inizia verso metà maggio, ma è molto prolungata e, nelle condizioni ideali, può durare anche un mese. La fruttificazione, anch'essa scalare, avviene generalmente nei mesi di Giugno/Luglio.
Ovviamente, sulle Alpi ed in generale in montagna, questi tempi possono essere ritardati anche di un mese, mentre nelle calde regioni del Sud Italia anticipati di 2-3 settimane.

Fin qua abbiamo parlato delle varietà più comuni, cioè quelle che producono un'unica fioritura/fruttificazione all'anno; eppure esistono delle selezioni di lamponi che fioriscono due volte.


Qual è la differenza tra Lamponi uniferi e Lamponi biferi (detti anche Lamponi rifiorenti)?

Poco sopra, nel parlare del ciclo produttivo del lampone, ci siamo riferiti esclusivamente alle varietà unifere; ovvero quelle che, nel mese di maggio, fioriscono dai nuovi getti, germogliati dai rami di un anno.
Eppure esistono anche varietà rifiorenti che, oltre alla fioritura analoga a quella dei lamponi uniferi, ne aggiungono una più tardiva. Questa seconda fioritura avviene a metà estate, sui polloni emessi nell'anno stesso. Ovviamente, a questa fioritura, segue anche una seconda fruttificazione, di solito verso settembre/ottobre.

Anche le varietà di Lamponi rifiorenti sono biennali, semplicemente qui i rami non producono frutti solo durante il secondo (ed ultimo) anno di età, ma anche nel primo anno, appena pochi mesi dopo la loro emissione dalle radici.

Foglie Lampone

Boccioli Fiorali Lampone

Fiore Rubus idaeus

Fioritura Rubus idaeus


Come Coltivare i Lamponi ? - Coltivazione, Clima, Esposizione, Moltiplicazione e Cure :


I Lamponi hanno un'ottima resistenza al freddo e possono tranquillamente reggere il gelo invernale del Nord Italia, persino quello di montagna. Si possono coltivare anche temperature inferiori ai -20° C (-4° F) non danneggiano né le gemme, né tanto meno le radici.
Rubus idaeus, per via delle radici superficiali, è una specie poco tollerante nei confronti della siccità e, nei mesi estivi, necessita irrigazioni frequenti. Inoltre ha un elevato fabbisogno di freddo invernale e, per potersi sviluppare correttamente, richiede tra le 800 e le 1000 ore con temperature inferiori ai 7° C (44° F).
Da quanto scritto sopra si evince che il Nord Italia, con il suo clima continentale, è più vocato alla coltivazione del Lampone, rispetto alle aride coste del meridione.

L'esposizione ideale è a mezz'ombra, specie in zone a clima Mediterraneo in cui le giornate estive siano quasi tutte assolate e calde.
Il pieno Sole è consigliabile nelle fresche zone di montagna o in quei paesi laddove l'estate abbia temperature basse e Sole spesso oscurato dalle nuvole (come ad esempio l'Inghilterra, l'Irlanda o il Nord Europa).
L'ombreggiatura totale è da evitare, sebbene il Lampone sia una delle piante da frutto che meglio (o meno peggio) regge questa condizione. All'ombra la fruttificazione è però più scarsa ed il sapore dei frutti meno dolce.
Per piantare i Lamponi in Italia conviene scegliere una posizione in cui ci sia Sole alla mattina e alla sera ed una luce filtrata (magari da qualche albero) nelle ore più centrali della giornata; ciò nonostante, se ben annaffiati, reggono anche il Sole di mezzogiorno.
Il periodo più indicato per piantare lamponi è da Novembre a Febbraio, sebbene, se non a radice nuda, si possono piantare più o meno tutto l'anno.
Se si volessero interrare più piante, esse dovranno essere distanziate di circa mezzo metro (20 in) l'una dall'altra e circa 2 metri (80 in) tra le fila.
Tuttavia è una pianta molto espansiva e, a livello amatoriale, conviene coltivarla a "boschetto". Anche piantando solo 2-3 piante, nel giro di qualche anno si allargheranno su una superficie notevole, garantendo una produzione soddisfacente.

In molti si domandano se i Lamponi abbiano bisogno di sostegni per potersi sviluppare.
Diciamo che male non fanno, ma con un'opportuna potatura non sono strettamente necessari.
Se i rami di un anno vengono accorciati di circa metà lunghezza, potranno non piegarsi sotto il peso delle bacche e della nuova vegetazione.
I rami prodotti nell'annata, specie quelli di piante vigorose, potranno avere un portamento ricadente che, estetica a parte, non rappresenta un grosso problema.

Se si volessero utilizzare dei sostegni (ad esempio delle canne di bambù come quelle che si usano per i pomodori), si possono lasciare interi i rami di un anno, legandoli con dei lacci a diverse altezze.
In questo modo si possono avere Lamponi "ad altezza uomo" senza il rischio che i rami si rompano.
Un altro metodo è quello di disporre i sostegni su linee parallele distanziate tra loro di circa  50-70 cm (20-28 in), collegare i sostegni sulla stessa linea con fili posti ad altezze diverse e lasciar crescere i Lamponi nello spazio centrale. In questo modo i rami, piegandosi, andrebbero ad appoggiarsi sul filo che, fornendo loro supporto, eviterebbe che ricadano a terra o si spezzino.

Il terreno ideale per la coltivazione dei Lamponi è umido, ricco di humus, fresco e sub-acido, sebbene la pianta sia più tollerante di altri piccoli frutti a terreni neutri o addirittura basici. Tuttavia il Lampone non è molto esigente e, pur preferendo i terreni "di montagna", prospera quasi ovunque, tanto da essere considerato una specie infestante e non è raro vedere nuove piantine che spuntano qua e là, anche lontano dalla pianta madre.
Le concimazioni, in terreni mediamente fertili, non sono indispensabili, tuttavia l'aggiunta invernale di letame ben maturo può aumentare la produzione.

La riproduzione per semina è poco utilizzata (sebbene sia efficace). I Lamponi si possono facilmente moltiplicare sia prelevando nuovi polloni (con relative radici), sia per talea, interrando, in autunno, i rami della stagione.

In ultimo non dimentichiamoci che la specie è molto rustica anche nei confronti dei parassiti e solo raramente le infezioni (Afidi) sono tali da compromettere la fruttificazione.

Lamponi Immaturi

Lamponi in Maturazione

Frutto Rubus idaeus


Varietà di Lampone :


Nel corso degli anni sono state selezionate decine e decine di cultivars, ognuna con caratteristiche peculiari.
I due grossi gruppi, come detto in precedenza, sono composti dalle varietà Unifere e Rifiorenti (Bifere); ma notevoli differenze ci sono anche all'interno di questi raggruppamenti, sia per quanto riguarda colore, sapore e grandezza del frutto, sia per il periodo di maturazione ed il portamento. 

Tra i Lamponi uniferi più precoci troviamo Malahat, i cui frutti sono di medie dimensioni con sapore piuttosto acido, e Glen Moy, particolarmente resistente agli afidi.
In epoca intermedia troviamo Tulameen, molto diffuso sia per l'elevata pezzatura dei frutti, sia per l'abbondante produzione. Tra i più tardivi ricordiamo Tadmor, il quale produce frutti poco succosi, ma ben conservabili.

Tra i Lamponi rifiorentiHeritage è probabilmente la varietà più diffusa tra gli hobbisti, essa produce un frutto dolce, di medie dimensioni che, diversamente da altri, si mantiene abbastanza a lungo sulla pianta. Fallgold è il classico Lampone Giallo (o meglio arancione), produce bacche piuttosto grosse che hanno un sapore più delicato, meno acido, ma anche meno saporito, rispetto ai classici Lamponi Rossi.
Fallgold produce frutti in estate, ma anche durante l'autunno, sino all'arrivo dei primi geli.

Lamponi Gialli

Lamponi Fallgold

Piante di Rubus idaeus

Foglie Lampone in Autunno