mercoledì 19 settembre 2018

Pianta di Ricino (Ricinus communis) - Coltivazione e Diffusione

Chi ha ormai una certa età si ricorderà di certo la minaccia : "Se non fai il bravo ti faccio mangiare un bel cucchiaio di Olio di Ricino".
Quest'olio di origine vegetale, in passato, era utilizzato al naturale come potente lassativo, ma il suo sapore molto forte induceva spesso vomito.

Oggigiorno solo l'1% della produzione viene impiegato in ambito farmacologico, per la produzione di medicinali contro la stitichezza.
Il restante è utilizzato come lubrificante (per motori etc.), fluido per freni od in campo manifatturiero, per produrre saponi, coloranti e profumi.

Ricinus communis

Da Quale Pianta si Ricava l'Olio di Ricino ? - Storia e Diffusione

Quest'olio poco infiammabile ad alta viscosità si ottiene dalla spremitura dei semi del Ricino (Ricinus communis o Ricinus vulgaris), una pianta officinale di origine tropicale, nativa dell'Africa, ma introdotta in Europa già ai tempi dei Romani.
A livello mondiale, il maggior produttore di Olio di Ricino è l'India, tuttavia il Ricino può essere coltivato anche in zone subtropicali e persino temperate calde, non a caso cresce selvatico in molte zone costiere del Centro-Sud Italia.

In Calabria, Sicilia e Sardegna è naturalizzato e si sviluppa sui cigli delle strade, ai margini dei boschi e nei luoghi incolti, diventando quasi infestante.
In Italia, nella maggior parte dei casi, le piante di Ricino non vengono curate e sono abbandonate al loro destino.


Com'è Fatto l'Albero del Ricino ? - Botanica e Fisiologia 

Il genere Ricinus, che tradotto dal latino significa "zecca" (per via della somiglianza tra i frutti ed il noto invertebrato), appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae ed è formato da un'unica specie, Ricinus communis.
Il Ricino è una pianta esotica che, in Italia, si sviluppa sotto forma di piccolo arbusto, solitamente non più alto di 3 metri (10 ft); mentre nei luoghi d'origine, può addirittura superare i 10 metri (33 ft).
Questa pianta ha inizialmente uno sviluppo erbaceo, ma con gli anni tende a lignificare.

Legno e Gemma RicinoIl tronco ed i rami crescono eretti, con internodi ben visibili, che ricordano molto quelli del Fico (Ficus carica). La corteccia è di color verde nei giovani rami, mentre si inscurisce con l'età, evidenziando anche vistose striature longitudinali.
Le foglie sono alterne, grandi e multilobate, assai simili a quelle della Papaya. Esse son di color verde chiaro o rossiccio/viola, a seconda dell'età, hanno una profonda nervatura e sono dotate di un lungo picciolo.
L'apparato radicale inizialmente si sviluppa sotto forma di fittone che, col tempo, tende a ramificarsi lateralmente, fin poco sotto il suolo.

Ricinus communis è una specie monoica, ovvero un'unica pianta produce due distinti  tipi di fiori (maschili o femminili).
Il Ricino produce un'infiorescenza a forma di pannocchia, che contiene i fiori di entrambi i sessi. I fiori maschili, di color giallo chiaro, sono collocati nella parte inferiore dell'infiorescenza, mentre i fiori femminili, di color rossastro, sono presenti nella parte alta.
Il periodo di fioritura varia a seconda del clima, ma in Italia avviene generalmente nella primavera inoltrata.

I frutti, che maturano in maniera scalare, sono delle capsule spinose che possono ricordare vagamente i frutti del Rambutan. Essi sono verdi da immaturi, mentre diventano bruno-rossastri ad avvenuta maturazione.
All'interno di ogni frutto sono contenuti 3 semi lucenti, della forma (e dimensione) di un fagiolo.

Foglie Ricinus communis

Fiori Ricino

Come Coltivare la Pianta di Ricino ? - Crescita, Esposizione e Potatura

Il Ricino è una pianta molto rustica, resistente ai principali patogeni e tollerante a diversi tipi di terreno. In Italia raramente è coltivata da privati, ma se la si volesse crescere come pianta ornamentale bisogna sapere in quale clima è possibile farlo.

Ricinus vulgaris ha una scarsa resistenza al freddo. In ambienti tropicali, dove le temperature sono alte durante tutto l'anno, il Ricino è una pianta perenne, che lignifica e riesce a diventare un vero e proprio albero.
Nelle zone fredde del Nord Italia si può coltivare esclusivamente come pianta annuale, mentre nelle aree più miti, in cui si verificano solo lievi gelate, poche volte l'anno, il Ricino perde la parte aerea per il freddo ma in primavera, dalle gemme situate sulle radici, spunterà la nuova vegetazione, che riformerà l'intera chioma. 
Le foglie rimangono tutto l'anno solo nelle zone più calde del Sud Italia, dove le temperature non scendono mai sotto gli 0° C (32° F).

Il terreno ideale è sabbioso, drenante, ricco di sostanza organica ed azoto; inoltre la specie tollera una discreta salinità del suolo.
Il Ricino ha una buona resistenza alla siccità, tuttavia in zone in cui vi siano meno di 600 mm di pioggia annui, in assenza di irrigazioni, la produzione potrebbe essere scarsa.

Le potature possono esser anche drastiche (laddove non ci pensi il gelo ad azzerare la chioma), mentre le concimazioni sono a base di letame. 
La specie cresce bene sia con esposizioni in pieno sole, che a mezz'ombra e si riproduce agevolmente per semina, avendo cura di innaffiare ed eliminando le erbe infestanti durante i primi stadi di sviluppo.

N.B. 

La Ricina, contenuta nei semi da cui si ricava quest'Olio, è tossica e se ingerita può diventare un potente veleno per l'organismo. Nel processo di lavorazione che porta alla formazione dell'Olio di Ricino, viene rimossa ed impiegata per la produzione di concimi.

Ricino alle Canarie

Chioma Ricinus communis

lunedì 3 settembre 2018

Giardini Botanici Hanbury - Quali Piante Sono Presenti ? In Quale Periodo Visitarli ?

I Giardini Botanici di Hanbury sono una delle tante meraviglie note e molto apprezzate all'estero, ma che in Italia, ahimè, stentano a decollare, pur avendo rarità botaniche e piante provenienti da ogni parte del Mondo.
Prima di raccontare la storia che ha portato alla realizzazione del parco, vorrei soffermarmi sulla sua posizione geografica, responsabile di un microclima davvero unico, che permette la coltivazione di specie esotiche sensibili al gelo.

Villa Hanbury

Dove Sono i Giardini di Hanbury ?

Per via della mitezza della Liguria, molti nobili inglesi costruirono le loro lussuosissime ville proprio in riviera.
Il Giardino di Villa Hanbury occupa circa 18 ettari ed è situato sul promontorio di Capo Mortola, nel comune di Ventimiglia, sul confine tra Italia e Francia.

La Liguria ha una configurazione particolare, i suoi circa 330 km (205 mi) di coste sono disposti ad arco e formano un enorme golfo, completamente esposto a Sud.
Le località costiere si trovano così "intrappolate" tra le vette dell'Appenino Ligure (a Nord) ed il tiepido mar ligure (a Sud).
In inverno l'Appenino Ligure blocca l'aria gelida che staziona in Val Padana, mentre l'acqua del mare, che di solito non scende sotto i 15° C (59° F), rilascia calore, come fosse un immenso termosifone.
Tra le varie aree costiere, la Liguria di Ponente gode di un clima ancor più dolce, grazie ad una miglior esposizione ed alla presenza di montagne più alte alle proprie spalle.

Capo Mortola è un promontorio prospiciente al mare, qui il clima è mite tutto l'anno, in inverno le temperature non scendono praticamente mai sotto 0°C (32°F) e la media delle minime si aggira attorno ai 7° C (44° F), mentre quella delle massime sfiora i 13° C (55° F).
Le estati sono calde, ma le brezze marine mantengono le temperature diurne raramente superiori ai 30°C (86° F).
Il clima dei Giardini di Hanbury è di tipo Mediterraneo caldo con bassa umidità atmosferica, in cui le precipitazioni si concentrano prevalentemente in autunno/inverno.

Per tentare di rispondere alla domanda :
"Qual è il periodo migliore dell'anno per visitare i Giardini Botanici Hanbury?", dobbiamo considerare che le specie presenti provengono da ogni parte della Terra e che in ognuno dei 12 mesi ci sarà qualche pianta in fiore (per i dettagli sulle fioriture clicca qui).

Quindi non pensiate che le fioriture siano soltanto primaverili ed estive, un po' come succede  invece nei Giardini di Villa Taranto ma, anzi, sono forse più abbondanti nel semestre "freddo".
Se dovessi consigliare un periodo per visitarlo direi da Ottobre ad Aprile infatti, anche in pieno inverno, il Sole scalda e si sta più che volentieri all'aperto.
Personalmente mi è capitato di visitarli ad inizio gennaio e, con Sole addosso, si poteva stare tranquillamente in maniche corte.
Per informazioni su prezzi ed orari di apertura vedi qui.

Liguria di Ponente

Storia della Villa Hanbury :

Thomas Hanbury (1832-1907), un facoltoso commerciante di spezie (tè, seta) che fece fortuna in estremo oriente (Cina), acquistò questo podere con la Villa ormai in rovina.
A partire dal 1867 iniziarono i lavori di restauro della Villa e la realizzazione dei giardini che la circondano.
Thomas si fece aiutare da Daniel Hanbury (suo fratello) e da diversi botanici.
Nel 1907, dopo la morte di Thomas, i giardini furono ereditati dal figlio che, insieme alla moglie, li mantennero sino all'avvento della seconda guerra mondiale, periodo in cui dovettero abbandonare il podere.
Nel 1960 i Giardini di Hanbury vennero ceduti allo stato e, dal 1987, sono in gestione all'Università degli Studi di Genova.

Facciata Anteriore Villa Hanbury

Torre Villa Hanbury

La Vegetazione dei Giardini di Hanbury ed il Percorso :

La biglietteria (e l'ingresso) è nella parte alta, da lì si accede al parco. Per coprire la maggior superficie, il tragitto di andata e di ritorno sono differenti ed indicati con frecce blu o rosse.
Sebbene le piante ospitate siano provenienti da luoghi molto differenti, buona parte di esse sono xerofile ed, in natura, crescono in zone piuttosto aride.

Subito dopo l'ingresso, prima della scalinata, si può notare un enorme esemplare di Ficus rubiginosa, nativo della costa orientale dell'Australia. Questo albero dal fusto mastodontico possiede foglie eleganti, che ricordano vagamente quelle della più comune Magnolia.
Nella stessa zona è possibile osservare un esemplare di Beaucarnea longifolia (sin. Nolina longifolia), una pianta messicana che siamo soliti vedere in vaso ed in appartamento, piuttosto che in piena terra.

Ficus rubiginosa

Tronco Ficus rubiginosa

Beaucarnea longifolia

Yucca australisProseguendo troveremo una grossa collezione di piante grasse, in particolar modo Agavi (dall'America) ed Aloe (dall'Africa), ma anche molti Cactus.
Ricordatevi, la maggior parte delle Agavi fiorisce un'unica volta nella vita, mentre le Aloe fioriscono tutti gli anni, generalmente durante la stagione più fresca e meno siccitosa (Autunno-Inverno).

Altre piante che non passano inosservate sono la Dracaena draco, originaria delle Isole Canarie, e la Yucca australis, che si erge su un tronco da cui dipartono poche branche non ramificate, al cui apice sono presenti le nuove foglie, mentre quelle vecchie, ormai secche, rimangono attaccate per lungo tempo.

Yucca australis vista dal basso

Dracaena draco

Si arriva così in una zona più aperta in cui è collocato il Tempietto "Quattro Stagioni", un sorta di pergola con un tetto a forma di cupola, sorretto da sei pilastri, sotto la quale sono conservate le ceneri della nuora dell'ideatore dei Giardini di Hanbury.
Da questa zona, deviando dal percorso principale, si può da un lato risalire una scalinata incastonata tra terrazzamenti e rocce, in cui sono coltivate numerose piante succulente, ricreando un ambiente semi-desertico, dall'altro percorrere il Viale delle Cycas che, come suggerisce il nome, è una strada adornata da Cycas, ma anche da Palme e più specie di Strelitzia.

Tempietto "Quattro Stagioni"

Viale delle Cycas

Palme e Strelitzia Hanbury

La prossima tappa dell'itinerario è la Topia, un lunghissimo pergolato composto da pilatri fatti in pietra e grossi travi di legno.
Nella parte alta della pergola vengono fatte crescere diverse piante rampicanti, tra cui rare specie di Bignoniaceae (es. Pandorea jasminoides), la Tetrastigma voinierianum, la Rosa banksiae, sino alle più comuni Rose e Clematis.

Sotto questa struttura si ha un nano-clima più fresco, ombreggiato ed umido, in cui trovano spazio le piante che non amano esposizioni troppo assolate o quelle poco resistenti alla siccità, come la Murraya paniculata, una pianta fiorifera da bordura nativa dell'India o la Salvia miniata, una pianta aromatica originaria del Belize, che produce vistosi fiori rossi.

Topia

Pandorea jasminoides

Salvia miniata

Murraya paniculata

Fontana del DragoDopo una scalinata ed una sezione dedicata alle Cactaceae ed alle piante da clima desertico, ci troveremo dinanzi alla Fontana del Drago.
Ai margini della fontana cresce il Papiro (Cyperus papyrus), tipica pianta palustre da cui gli antichi Egizi ricavavano le pergamene su cui scrivere.
Nell'acqua stagnante della fontana si possono osservare le Tartarughe d'acqua.
Quest'angolo di giardino era anticamente considerato come l'area "Giapponese", troviamo ancor oggi Bambù, Glicini e, poco più in là, i Ciliegi da Fiore.

Tartaruga d'Acqua

Cyperus papyrus

Bambù

Altra struttura caratteristica è il Mausoleo Moresco, in stile tipicamente medio-orientaleggiante, in cui sono conservate le ceneri di Thomas Hanbury e della moglie.
Sulla parete che porta a questo "tempietto" si possono ammirare degli esemplari di Monstera deliciosa (Filodendro), una pianta tropicale dotata di enormi foglie frastagliate e, sebbene in pochi lo sappiano, capace di produrre frutti eduli.

Mausoleo Moresco

Monstera deliciosa

Il Viale del Cipressi, ovvero una scalinata non troppo ripida fiancheggiata da queste alte e longilinee conifere, termina nell'area di ingresso dell'Agrumeto, il quale contiene una ricca collezione di Agrumi, dai comuni Aranci Dolci (Citrus sinensis) e Mandarini (Citrus reticulata), sino ai più ricercati Cedri (Citrus medica) e Pomeli (Citrus maxima).
Non mancano però altre specie frutticole, perlopiù antiche, come il Sorbo (Sorbus domestica), il Nespolo Comune (Mespilus germanica), l'Azzeruolo (Crataegus azarolus), il Nespolo Giapponese (Eriobotrya japonica) o il Giuggiolo (Ziziphus jujuba).

Viale del Cipressi

Agrumeto Hanbury

Scendendo, al termine del Viale dei Cipressi, sulla sinistra, cresce un vecchio esemplare di White Zapote (Casimiroa edulis), piantato nel lontano 1867.
Questo albero, nativo degli altopiani dell'America centrale, è conosciuto per i suoi gustosi frutti e può crescere bene nell'areale del Limone.

Poco più in là troviamo anche il frutteto esotico anche se, a mio avviso, si potrebbe osare un po' di più. Troviamo comunque un gigantesco Avocado (Persea americana), una grande Feijoa (Acca sellowiana), Guava Fragola (Psidium cattleianum), Cotogno Cinese (Pseudocydonia sinensis).

Pseudocydonia sinensis
Avocado

Il percorso, dopo aver attraversato una piana coltivata ad Olivi ed Agrumi, giunge ad un piazzale quasi in riva al mare, dove è presente un Bar.
Circondati da Pini Marittimi (Pinus pinaster)Aloe arborescens e Limoni (Citrus limon), con la salsedine nell'aria e con il rumore delle onde che si infrangono sulla costiera, potrete sedervi e rilassarvi, sorseggiando un buon Caffè.

Nel percorso di ritorno ci si imbatte in una zona piuttosto sgombra, con solo poche Palme ed Eucalipti, per il resto prato che, in estate, è riarso dal Sole.
Ancora molte le piante, tra cui l'Hovenia dulcis, che produce dei "finti" frutti dal sapore simile all'uva passa.

Aloe arborescens

Scorcio sul Mare Hanbury Bar

La Villa Hanbury non è visitabile all'interno, ma si può osservare da vicino. Sul retro vi è una grossa fontana e, all'ombra delle mura, crescono (a dir la verità un po' a stento, anche perché il clima non è loro troppo congegnale) delle Camelie (Camelia japonica).
Davanti alla facciata anteriore vi è un piazzale ricoperto di ghiaia, in cui sono presenti Melograni (Punica granatum), aiuole con diverse piante succulente, oltre ad un bel esemplare di Carissa macrocarpa.

Laghetto

Piante Grasse

Cactus

Sulla risalita troviamo altre piante, tra cui diverse specie di Passiflora, un campo di Banani e più specie di Acacia, tra cui l'Acacia podalyriifoliacon fiori assai simili a quelli della Mimosa, sebbene sboccino precedentemente, verso Dicembre-Gennaio.

Passiflora

Fiore Passiflora

Bananeto

Acacia podalyriifolia

Vorrei concludere questo articolo con qualche foto di specie inusuali, prese un po' qua e là all'interno del Giardino di Hanbury.

Cyphostemma juttae : pianta succulenta a crescita lenta, nativa della Namibia. E' coltivata a scopo ornamentale e nei luoghi d'origine perde le foglie durante la stagione secca.

Cyphostemma juttae

Melaleuca cuticularis : arbusto australiano appartenente alla famiglia delle Mirtaceae. Vecchi esemplari possono avere un portamento contorto.

Melaleuca cuticularis

Chamaedorea elegans : palma usata spesso in appartamento, di cui avevamo già discusso qui.

Chamaedorea elegans

Opuntia microdasys : Cactus simile al Fico d'India, ma più compatto e privo di spine sulle pale.

Opuntia microdasys

Aeonium arboreum : Pianta succulenta originaria del Marocco e delle Isole Canarie, le foglie carnose sono piccole e disposte a rosetta all'apice dei rami. In primavera produce una pannocchia fiorale di color giallo intenso.

Aeonium arboreum

Pachypodium lamerei : nota anche come Palma del Madagascar, si sviluppa su un lungo tronco dotato di spine affilate. Le foglie sono relegate all'apice vegetativo e la pianta si presta anche per essere coltivata in casa.

Pachypodium lamerei

Acacia x hanburyana : ibrido tra Acacia podalyriifolia e Acacia dealbata. Le foglie possono essere di due tipi: singole, simili a quelle dell'Olivo, oppure composte e sono entrambe presenti sulla pianta.

Acacia x hanburyana

Vi allego le ultime foto del Panorama dei Giardini di Hanbury (Hanbury's Landscapes), sperando di avervi convinto a visitarli, qualora vi trovaste in zona.

Hanbury's Landscapes

Villa Hanbury Vista dal Basso

Agavi di Hanbury

Mare Visto dal Cancello