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venerdì 25 maggio 2018

Cosa Provoca l'Occhio di Pavone dell'Olivo ? - Trattamenti, Cure e Prevenzione

L'Olivo o Ulivo (Olea europaea) è la pianta simbolo del Mediterraneo e, soprattutto nel Sud Italia, è coltivata in ogni angolo.
Sebbene l'Olivo sia una pianta rustica, non è immune alle patologie e, in particolar modo nei luoghi meno vocati, alcune di esse possono compromettere la fruttificazione o la sopravvivenza dell'intero albero.

Oggi vorrei parlare dell'Occhio di Pavone, una malattia crittogamica nota anche come Cicloconio dell'Olivo o Vaiuolo e di come combattere e debellare il fungo patogeno Spilocaea oleaginea (o Cycloconium oleaginum), l'agente eziologico di tale malattia.

Foglie Colpite da Occhio Pavone Olivo

Quando Compare e Come Si Riconosce il Cicloconio dell'Olivo ?

Spilocaea oleaginea attacca tutte le parti verdi della pianta, comprese le Olive in maturazione; tuttavia gli effetti più gravi si riscontrano sulle foglie, in particolar modo su quelle più vecchie.
Il periodo in cui si hanno i massimi effetti della malattia è generalmente compreso tra autunno e primavera, sebbene in zone ad inverno freddo si possa avere una stasi durante questa stagione.
In Estate, almeno in Italia, le infezioni sono ridotte o meglio "silenti", in attesa delle piogge autunnali.

I sintomi dell'Occhio di Pavone sono facilmente distinguibili. Sulla pagina superiore delle foglie si presentano delle macchie concentriche, dapprima piccole e brune, poi via via più grosse e grigiastre, fino ad assumere (talvolta) tonalità giallognole.
Queste macchioline sono disposte in ordine sparso, in numero variabile a seconda del tipo di foglia (generalmente le foglie della nuova vegetazione ne hanno poche o niente) e dell'entità dell'infezione. 
La colorazione gialla sfumata, particolarmente evidente con le alte temperature di fine primavera, e la forma dell'alone, ricordano gli Occhi presenti sulla coda del Pavone, da qui il nome "Occhio di Pavone".


Quali Danni Provoca l'Occhio di Pavone ?

Cominciamo col dire che questa malattia fungina è diffusa su tutto l'areale olivicolo italiano ma, attacchi leggeri, non hanno effetti particolarmente deleteri sull'Olivo e non compromettono necessariamente la produzione dell'anno. 

Quindi, se l'infezione riguarda una piccola percentuale delle foglie, non c'è da preoccuparsi, ma se l'attacco fosse intenso ed esteso?

Cicloconio OlivoCome già detto Spilocaea oleaginea è un fungo patogeno che si localizza a livello sub-cuticolare (la cuticola è il primo strato cellulare delle foglie, col compito di proteggerle dalla disidratazione). Il fungo si nutre e sfrutta l'Olivo, riducendo l'attività fotosintetica delle foglie e portando ad una prematura caduta delle stesse.
La defogliazione debilita l'Olivo, rendendolo più soggetto all'attacco di altri patogeni; inoltre la pianta tenterà di riformare la chioma, di conseguenza sarà favorita la formazione di gemme a legno (che produrranno foglie), a discapito delle gemme a fiore; conseguentemente si potrebbe avere, nella stagione successiva, una scarsa fioritura/raccolta. 
Nei casi più gravi si possono avere anche disseccamenti di interi rami.


Come Prevenire i Danni del Vaiuolo ? Quali Condizioni Climatiche Sono Più Sfavorevoli ?

Per prima cosa ci dobbiamo ricordare che le diverse cultivar di Olivo hanno un diverso grado di suscettibilità al Cicloconio, in zone particolarmente a rischio sarà dunque meglio optare per piante più tolleranti.

L'agente eziologico dell'Occhio di Pavone si sviluppa al meglio senza eccessi di temperatura, infatti i picchi massimi si hanno proprio durante le "mezze" stagioni. Temperature molto calde (o fredde) riducono la velocità di duplicazione del fungo ed il tempo che intercorre tra l'inoculo ed i primi sintomi sulle foglie. Inoltre un'eccessiva umidità o piogge continue favoriscono il diffondersi del patogeno.

Una potatura regolare, che permetta di arieggiare le chioma e di far si che non si creino zone di ombra (più umide), aiuta a contenere la malattia; così come la rimozione delle foglie malate cadute, che rappresentano un veicolo di inoculo.

Concimazioni ricche di Azoto sembrano diminuire la resistenza all'Occhio di Pavone, quindi, se nell'annata precedente ci fosse stata una forte infezione, sarà meglio limitare le concentrazioni dei sali d'azoto nei fertilizzanti.

In fine, un po' come per tutte le patologie, piante sane, ben nutrite e rigogliose, si ammalano meno e rispondono meglio alle avversità, sia biotiche che abiotiche. 

Cicloconio dell'Olivo

Come Curare l'Occhio di Pavone dell'Olivo ? Quali Sono i Rimedi più Efficaci ?

Premesso che, se l'attacco è limitato, si può far fare tutto a "madre natura" e non utilizzare prodotti chimici. 
Se però si ipotizza che la pianta possa essere colpita in maniera diffusa o se l'anno precedente ci sono stati danni ingenti, si possono fare dei trattamenti preventivi con anticrittogamici a base di rame, tra cui è meglio preferire gli Ossicloruri, i quali hanno una minor tossicità rispetto alla Poltiglia Bordolese (Verderame).
Questi prodotti hanno effetti preventivi, inducono una cospicua caduta di foglie (riducendo l'inoculo), ma possono anche ridurre il differenziamento a gemme a fiore ed indurre la cascola dei frutti.

La lotta chimica si effettua anche utilizzando Dodina, la quale, rispetto agli Ossicloruri a base di rame, ha anche effetti curativi ed è più indicata in periodi di carica, quando si vuole combattere l'Occhio di Pavone, senza compromettere la produzione di Olive.

lunedì 3 ottobre 2016

Margaronia o Tignola Verde dell'Olivo (Palpita unionalis), Che Danni Provoca ai Germogli e alle Nuove Foglie?

L'Ulivo (Olea europaea), la pianta simbolo del Mediterraneo, è soggetta all'attacco da parte di diversi patogeni, sia animali che fungini.
Tra tutti i parassiti, la Margaronia dell'Olivo (Palpita unionalis) è facilmente riconoscibile dai danni provocati. Questo insetto attacca i germogli, i rami in allungamento e le nuove foglie che, a prima vista, sembrano "mangiucchiate", mentre le vecchie foglie risultano perfettamente sane.
Nella maggior parte dei casi, le lesioni sono quindi localizzate sull'apice vegetativo e non diffuse su tutta la pianta.
Questa malattia, a volte, può essere confusa con quella provocata da un Coleottero, noto come Oziorrinco dell'Olivo. Tuttavia, in quest'ultimo caso, le foglie sono mangiate in maniera più simmetrica e possono essere colpite massicciamente anche foglie già sviluppate.

Qual è il ciclo biologico del Palpita unionalis? Quali specie sono maggiormente colpite? Come si può prevenire o combattere la Margaronia dell'Olivo? Quali effetti si hanno sulle piante e sulla produzione di Olive? Come difendere le piante colpite?

Foglie Olivo colpite da Margaronia



Ciclo Biologico del Parassita:

La malattia causata dagli insetti della specie Palpita unionalis è nota con diversi nomi; Tignola Verde dell'OlivoMargaronia dell'OlivoPiralide dell'Olivo.
Palpita unionalis è un insetto che appartiene all'ordine dei Lepidotteri ed è diffuso in tutto il Bacino Mediterraneo, dalla Spagna, alla Grecia, passando per l'Italia.
L'adulto di questa specie è una sorta di farfalla di colore biancastro che, diversamente dalle sue larve, non arreca danni alle piante. Questa "farfallina" compare nei campi ad inizio Primavera, ma la sua individuazione è un evento raro. Questo perché, di giorno, la Palpita unionalis rimane nascosta nel fogliame e solo all'imbrunire esce per cibarsi di nettare e di altre sostanze zuccherine.
Dopo l'accoppiamento vengono deposte le uova che, a temperatura ottimale (circa 25°C o 77° F), si schiudono nel giro di 3-4 giorni, tuttavia a temperature di 10° C (50° F) possono impiegarci anche un mese.
Le larve di Margaronia, inizialmente gialle, si accrescono nutrendosi dei teneri germogli dell'Olivo. Esse compiono 4 mute e, nell'ultimo stadio, sono in grado di mangiare anche foglie più coriacee e persino frutti.
Palpita unionalis riesce a compiere, a seconda del clima, 4 o 5 generazioni all'anno, ognuna delle quali dura in media 35 giorni. Lo svernamento avviene in tutti gli stadi larvali successivi alla prima muta, così come Crisalide (Pupa), ma mai nello stadio adulto.

Larva Palpita unionalis

Adulto Palpita unionalis



Danni e Piante Colpite:

La Tignola Verde è in realtà una specie polifaga che, oltre a colpire l'Olivo, attacca anche altre specie della stessa famiglia (Oleaceae), quali Frassino, Gelsomino e Ligustro.
Più raramente sono stati osservati attacchi anche a specie di altre famiglie, come Apocynaceae, Ericacea Umbelliferae.
La Margaronia causa danni che, estetica a parte, sono spesso trascurabili. Tuttavia, vi è una forte correlazione tra età delle piante e gravità della malattia e, in alcune condizioni, i danni possono diventare seri.                    
I problemi maggiori si hanno con giovani esemplari, con piante appena innestate o con Olivi che hanno subito una drastica potatura (Capitozzatura); in altre parole in tutti quei casi in cui la "nuova" vegetazione, che è quella preferita dal parassita, prevale sulla "vecchia".
Se questo patogeno "divora" i nuovi germogli, può compromettere la riuscita di un innesto, oppure modificare la forma d'allevamento nei nuovi impianti.
Se l'attacco è massiccio anche le piante "adulte" possono subire danni: in primis le Drupe diventano "cibo" per gli stadi larvali terminali, compromettendo così la loro maturazione; in secondo luogo attacchi tardivi possono indurre un ritardo nella ripresa primaverile, che si può ripercuotere sulla produzione dell'annata successiva.

Infine non dimentichiamoci dell'aspetto estetico, una pianta ornamentale è tale anche per la bellezza delle sue foglie. Una bella pianta di Ligustro o di Gelsomino le cui foglie, dopo esser state mangiate, sono ridotte ad una "lisca di pesce", diventano oggettivamente brutte alla vista.

Margaronia foglie Ligustro


Difesa e Lotta Biologica:

Trattamenti chimici, su Olivi adulti, sono sconsigliabili in quanto, come detto in precedenza, raramente la Margaronia comporta gravi perdite in termini di resa. In questi casi, semmai, è consigliabile una buona potatura, come ad esempio la "spollonatura" che, eliminando i vigorosi polloni che generano molte nuove foglie, riduce la quantità di "cibo disponibile" per le larve.
Palpita unionalis ha diversi antagonisti naturali. Molto attive risultano diverse specie del genere Apanteles e Nemorilla (ad es. Apanteles xanthostigmus o Nemorilla maculosa), tuttavia molte di esse parassitano l'insetto della Margaronia, uccidendolo solo negli stadi larvali finali.
Questo tipo di lotta biologica è utile per impedire la diffusione e la riproduzione della Tignola Verde, ma non riduce efficacemente i danni, qualora l'infezione fosse già in atto.
Nelle fasi iniziali dell'infezione può essere impiegato il batterio sporigeno Bacillus thuringiensis, il quale produce delle tossine innocue per l'uomo, ma  nocive per gli stadi giovanili delle larve di Palpita unionalis.
I trattamenti devono essere fatti precocemente, in quanto gli stadi larvali tardivi (III° e IV° stadio) sono poco sensibili a Bacillus thuringiensis.
Altri predatori sono rappresentati da diverse specie di ragni e da Syrphus corollae, un sirfide le cui larve si nutrono di quelle della Tignola Verde.
Trattamenti chimici specifici vengono, normalmente, evitati, anche perché risultano efficaci quelli utilizzati per combattere l'infezione di un altro insetto (la Mosca dell'Olivo).
In casi estremi (forti attacchi, su nuovi impianti monocauli o su giovani innesti di piante in Vivaio) si sono dimostrati efficienti Methidathion Tetrachlorvinphos ed, in generale, è bene utilizzare insetticidi che agiscano localmente e che non vadano in circolo, agendo in maniera circoscritta al punto di applicazione.
Il trattamento deve essere ripetuto più volte, in Aprile, a fine Giugno ed in Agosto.

Danni Margaronia Foglie

Tignola Verde dell'Olivo