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martedì 28 gennaio 2020

Albero del Falso Pepe (Schinus molle) - Coltivazione e Cure

Il "vero" Pepe è una spezia prodotta dal Piper nigrum, una pianta rampicante nativa dell'India ed ampiamente coltivata in tutte le zone tropicali della Terra.

In questo articolo vorrei invece parlare del Pepe Rosa (Schinus molle), anche chiamato volgarmente Pianta del Falso Pepe poiché, pur non avendo alcun grado di parentela, produce delle bacche che ricordano l'aroma del classico pepe nero.

Origine e Diffusione :

L'Albero del Falso Pepe (Schinus molle) appartiene alle Anacardiaceae, un'ampia famiglia le cui specie sono distribuite prevalentemente nelle zone calde del Mondo; fanno parte della famiglia piante  tropicali come il Mango (Mangifera indica) e l'Anacardio (Anacardium occidentale), così come piante da climi temperati caldi come il Pistacchio (Pistacia vera).

Schinus molle è una specie nativa degli aridi altopiani Andini compresi tra Perù, Cile e Bolivia ed il suo habitat naturale è rappresentato dalle aree semi-desertiche.
La Pianta del Pepe Rosa si è dimostrata piuttosto invasiva, tanto che si è naturalizzata in diverse aree del mondo, dall'Australia, sino al Sud degli Stati Uniti (Arizona, California), crescendo nelle praterie e nelle aree limitrofe al mare.

In molte zone costiere d'Italia (es. Liguria), l'Albero del Falso Pepe viene piantato a scopo ornamentale, sia nei giardini privati che in quelli pubblici ma, data la sua rusticità ed il bell'aspetto, è impiegato anche nelle alberature stradali.

Schinus molle

Foglie Schinus molle

Come Riconoscere la Pianta del Falso Pepe ? - Botanica e Fisiologia

Schinus molle è una specie sempreverde che si sviluppa sotto forma di albero di medie dimensioni, raggiungendo i 10 metri (33 ft) di altezza, sebbene non sia raro osservare esemplari adulti ben più contenuti.
Il portamento è elegante e, grazie ai rami penduli ed alle foglie lanceolate, ricorda quello del Salice Piangente.

Fiori Pianta del Pepe RosaIl tronco raggiunge un diametro massimo di 40 cm (16 in) ed è ricoperto da una corteccia color marrone chiaro/grigiastro, con sfumature quasi beige e, con l'età, tende a fessurarsi superficialmente.
I rami sono lunghi, esili, flessibili e tendono a curvarsi verso il basso, tanto che nei vecchi esemplari possono addirittura toccare terra. La chioma è espansa, ma non eccessivamente folta.

Frutti Immaturi Schinus molleLe foglie sono paripennate, lunghe sino a 25 cm (10 in), larghe circa 10 cm (4 in) ed ognuna di esse è formata da 20-40 foglioline dalla forma stretta ed allungata (lanceolate), disposte perpendicolarmente rispetto al rachide centrale.

L'Albero del Pepe Rosa è Dioico, quindi fiori maschili e femminili vengono prodotti da piante distinte. Entrambi i tipi di fiore sono di piccole dimensioni, color crema esternamente e più gialli all'interno; questi fiori sono raggruppati in un'infiorescenza pendule che spunta dall'apice dei rami.

La fioritura principale è estiva, indicativamente nel periodo compreso tra Giugno ed Agosto, tuttavia, in luoghi miti, la pianta è rifiorente e può produrre fiori anche in altre stagioni, sebbene queste fioriture siano decisamente meno abbondanti rispetto a quella estiva.
Ad esempio, nella Liguria di Ponente mi è capitato di veder fiori di Schinus molle in pieno inverno (Gennaio).

Ai fiori, nelle piante femminili, seguono i frutti, raggruppati in in grappoli penduli, che maturano in maniera scalare, con un picco in autunno. Ogni frutto è una piccola drupa inizialmente bianca, che diventa color rosa a maturazione. All'interno troviamo un unico seme legnoso nero, che ricorda appunto classico pepe, sia nell'aspetto che nel sapore.
Le qualità organolettiche sono inferiori ed il Pepe Rosa è considerato meno pregiato, ma viene comunque impiegato per la preparazione di molti piatti, soprattutto a base di pesce.

Bacche e foglie del Falso Pepe sono leggermente velenosi e, se ingeriti in quantità, possono causare vomito e diarrea.
Il Pepe rosa possiede anche proprietà antisettiche ed è dunque utilizzato nella medicina tradizionale come antimicrobico per la cura di ustioni e ferite, sebbene si supponga possa funzionare anche come antidepressivo.

Le radici sono vigorose e robuste, tuttavia rimangono piuttosto superficiali e possono dunque arrecare danni a vialetti di ciottoli od alle tubature. Per questa ragione, oltre che per le dimensioni della pianta adulta, sarebbe meglio piantare l'Albero del Falso Pepe a più di 3 metri (10 ft) dalle mura di casa.

Invaiatura Bacche Pepe Rosa
Come Crescere la Pianta del Pepe Rosa ? - Coltivazione, Esposizione, Clima, Potatura, Riproduzione e Cure

La specie prospera in ambienti semi-desertici ed è perfettamente a suo agio in climi temperati caldi con estati secche, come quello tipico dell'Italia costiera e del Mediterraneo.
Il Falso Pepe, se cresciuto nelle migliori condizioni, ha una crescita rapida, ciò nonostante risulta essere piuttosto longevo.

Sebbene nativo di zone subtropicali, l'albero ha una buona (non ottima) resistenza al freddo e può tollerare temperature minime di circa -10 °C (14° F) e, con qualche danno ai giovani rami, forse anche un paio di gradi in meno.
Queste temperature soglia devono intendersi come occasionali e rappresentano un limite estremo a cui sarebbe meglio non arrivare.
Per questo motivo il luogo ideale in cui piantare un Albero del Pepe Rosa è laddove le gelate invernali siano lievi o nulle e, per esser certi di non aver danni da freddo alle foglie, non si dovrebbe mai scendere sotto i -7° C (19,5 ° F).
Ottima invece è la resistenza al caldo, dato che non si evidenzia sofferenza neppure quando le temperature superano i 40° C (104° F).

Schinus molle possiede foglie sottili che offrono protezione alla disidratazione, ma limitano anche l'attività fotosintetica.
Per questi motivi la specie ama e necessita un'esposizione soleggiata, ma è in grado di tollerare la siccità e può essere coltivata senza irrigazioni anche nelle zone più torride d'Italia (al limite si può bagnare solo il primo anno dopo il trapianto).
In zone più ombrose la specie non fiorisce/fruttifica, la vegetazione diventa stentata e la pianta mostra un aspetto sofferente.

Tronco Schinus molleIl Falso Pepe si dimostra adattabile anche sotto l'aspetto del suolo, può infatti svilupparsi al meglio anche in terreni aridi, rocciosi e poveri, dove poche altre specie riuscirebbero a crescere. Le concimazioni sono superflue e si possono tranquillamente evitare.

Oltre a ciò Schinus molle è rustico anche dal punto di vista della qualità dell'aria, può infatti tollerare lo smog, così come la salsedine; inoltre, date le foglie sottili, può essere piantato anche in zone particolarmente ventose, senza subire danni od esser sradicato al primo temporale.

La Pianta del Pepe Rosa può esser propagata per talea o per semina. Nel primo caso converrà prelevare le marze sul finir dell'anno, quando la pianta è in riposo vegetativo, tagliando rami di almeno un anno di età e interrarli in un vaso con terriccio mantenuto umido, per favorire l'emissione di nuove radici.
La semina è meglio eseguirla in primavera, avendo cura di lavare bene i semi, lasciandoli almeno 24 h in acqua, poiché sul pericarpo dei semi è presente un olio che inibisce il germogliamento.
I semi possono esser conservati (in luogo asciutto e buio) almeno per un anno e, seminandoli a temperatura ed umidità ottimali, la percentuale di successo si attesta intorno al 60 % ed il germogliamento avverrà in un lasso di tempo compreso tra 2 e 5 settimane.

Chioma Albero Falso Pepe

Fioritura Pianta Falso Pepe

Bacche Mature Albero Pepe Rosa

martedì 19 giugno 2018

Dove Cresce la Pianta del Caffè (Coffea arabica o Coffea canephora) ?

Bersi un buon caffè è uno di quei piaceri a cui pochi rinunciano, ma quanti saprebbero riconoscere la pianta che produce i preziosi chicchi da cui si ricava il caffè ?

Nelle prossime righe, oltre a mostrare diverse foto, vorrei fare una panoramica sulla Pianta del Caffè (Coffea arabica o Coffea canephora), ripercorrendone la storia, ma fornendo anche informazioni utili a chi si volesse cimentare nella sua coltivazione, sia in Italia, che nei luoghi più caldi.

Come vedremo più avanti, la Pianta del Caffè cresce in climi tropicali ma, con qualche accorgimento, si possono ottenere discreti risultati anche in climi temperati, coltivandola in vaso e riparandola durante i mesi più freddi.

Frutti Maturi Coffea arabica


Coffea arabica
Origine, Generalità e Diffusione :

I Caffè, così come le altre bevande con alla base la stessa essenza (caffeina), sono ricavati non dai frutti, bensì dai semi dell'Albero del Caffè che, prima di essere macinati, devono essere essiccati e tostati.

Fino a questo momento ho parlato genericamente di "Pianta del Caffè", ma in realtà, all'interno del genere Coffea, esistono almeno 3 specie coltivate a livello commerciale e molte altre diffuse su scala locale.
Tutte le specie impiegate per la produzione del Caffè sono native dell'Africa, anche se oggi vengono coltivate in tutte le zone tropicali del Mondo, di seguito le principali :

  • Coffea arabica : originaria degli altopiani Etiopi, è naturalizzata anche nello stato dello Yemen. Fu probabilmente la prima specie ad essere addomesticata ed utilizzata per la preparazione di bevande. Le prime testimonianze scritte del Caffè risalgono al 1400 e si collocano proprio nella penisola Arabica. C. arabica è la specie più coltivata (circa 70%) e, diversamente dalla C. canephora, è autofertile, ma meno adattabile come habitat, crescendo rigogliosa solo in montagna, a mezz'ombra e con elevata umidità. In generale è da considerarsi il Caffè dal gusto più buono, delicato e bilanciato.
  • Coffea canephora (sinonimo Coffea robusta) : è autosterile, di conseguenza è essenziale la presenza di più piante "non clonali" affinché avvenga l'impollinazione incrociata. Questa specie è nativa delle zone comprese tra Uganda, Tanzania ed Angola ed, a differenza della C. arabica, può crescere anche al piano, in zone esposte al Sole ed è più rustica, resistendo meglio a patogeni e malattie. Un seme di C. robusta contiene il doppio della caffeina contenuta in uno della C. arabica, questo comporta un sapore più amaro e forte. Un'altra differenza agronomica tra le due specie è che la "Robusta" cresce più vigorosa, raggiunge un'altezza superiore ed ha una produzione di frutti più abbondante.
  • Coffea liberica : come facilmente intuibile, questa specie di Caffè è originaria delle foreste della Liberia (e Costa d'Avorio), ma è molto diffusa e coltivata nelle Filippine ed in Indonesia, dove si è addirittura naturalizzata. Come importanza risulta la terza specie a livello mondiale, sebbene la diffusione e commercializzazione dei suoi semi non possa essere minimamente paragonata alle due specie citate in precedenza (circa il 2%). Rispetto alla C. arabica, la C. liberica è più alta e può raggiungere i 20 m di altezza (65 ft), possiede foglie molto grosse, produce semi allungati ed i frutti, che sono grossi il doppio, richiedono circa 14 mesi per maturare. Infine i fiori sono più profumati ed, essiccati, vengono venduti come aromatizzanti. 

Diversi Semi di Caffè


Specie di minor importanza o curiose del genere Coffea :

  • Coffea charrieriana : piccolo arbusto scoperto negli anni '80 in Camerun, sugli scoscesi pendii della foresta pluviale. C. charrieriana ha la peculiarità di produrre chicchi di caffè naturalmente privi di Caffeina. Nel 2008 fu riconosciuta come una delle specie vegetali più "promettenti", in quanto potrebbe permettere di ottenere una Caffè decaffeinato, senza che i "normali" chicchi (es. di C. arabica) debbano essere sottoposti a processi chimici per rimuovere la caffeina.
  • Coffea magnistipula : nativa del Cameron e Gabon, cresce al piano nelle umide foreste tropicali. Produce delle stipule che trattengono l'acqua e, diversamente da tutte le altre specie di Caffè, produce radici avventizie, con le quali si aggrappa ai fusti delle altre piante.
  • Coffea stenophylla : cresce in Sierra Leone, i suoi frutti (a maturazione) sono di color viola scuro (e non rossi), ha una maggior resistenza alla siccità, ma è poco coltivato.
  • Coffea mauritiana : endemica delle Mauritius (e Reunion), si sviluppa sotto forma di piccolo albero, con foglie lisce che assomigliano a quelle della Camelia invernale, più che a quelle della C. arabica. 
  • Coffea racemosa : tipica del Mozambico, può perdere le foglie durante la stagione secca, si sviluppa bene anche in ambienti poco piovosi e produce chicchi di Caffè con una concentrazione di Caffeina pari a circa la metà rispetto ai chicchi di C. arabica.

Gemme a Fiore Coffea arabicaOggigiorno il massimo produttore di Caffè al mondo è il Brasile, con una produzione superiore al doppio rispetto a quella del Vietnam, il secondo in classifica ed a seguire Colombia, Indonesia ed Etiopia.
In molte zone subtropicali (es. Florida) la coltivazione del Caffè è possibile, ma la ridotta produttività non renderebbe competitivi eventuali impianti ed è per lo più coltivato a livello amatoriale, negli Orti o per abbellire il giardino.
In Italia la Pianta del Caffè è venduta in molti vivai, ma è utilizzata prevalentemente come pianta d'appartamento, condizione che tollera discretamente bene. All'infuori dei tropici non esistono piantagioni di Caffè ed, anche all'interno di questa fascia climatica, gli impianti più produttivi sono solitamente ad una latitudine compresa tra 15° N e 15° S, zona in cui si possono avere anche due raccolti all'anno.

Boccioli Pianta del Caffè


Fiori Coffea arabica


Com'è Fatta la Pianta del Caffè ? - Botanica e Fisiologia

Coffea arabica è una specie sempreverde di origine tropicale che si sviluppa sotto forma di piccolo arbusto dalla chioma a forma piramidale che, se non potato, raggiunge un'altezza di circa 5-6 m (16-19 ft) o poco più.
Tutte le specie del genere Coffea appartengono alle Rubiaceae, una famiglia di distribuzione prevalentemente tropicale, di cui fanno parte anche le Gardenie.

Il tronco di questa specie cresce eretto e con gli anni tende a sfaldarsi, mentre i rami sono disposti a raggiera intorno ad esso, con quelli alla base che, essendo più vecchi, sono più lunghi rispetto a quelli vicini all'apice.
Se vogliamo, il portamento può ricordare quello delle Conifere (es. Abete), con una scarsa attitudine a formare vere e proprie branche.

Nuove Foglie Pianta del CaffèL'apparato radicale è superficiale, ma piuttosto esteso e ramificato. Si pensa che il 90% dell'assorbimento avvenga nei primi 25 cm (10 in) di suolo ed entro 1 m di distanza (40 in) dal tronco; tuttavia, in ambienti secchi e permeabili, gli apici delle radici possono arrivare anche ad una profondità superiore al metro.
Foglie Coffea arabica
Le foglie della Pianta del Caffè sono lucide, di color verde intenso, a forma ovale appuntita ad un'estremità, dal caratteristico andamento ripiegato (a zig zag) e ricordano molto quelle della Gardenia.
I fiori vengono prodotti a livello dell'ascella fogliare, sbocciano raggruppati e, nelle zone più vocate, possono essere numerosissimi e ricoprire quasi interamente la pianta. Essi sono bianchi, a forma "di stella", dotati di picciolo e possono emanare una piacevole fragranza.
Personalmente trovo che abbiano una vaga somiglianza con i fiori della Carissa.
Nelle zone equatoriali la fioritura può avvenire in qualsiasi periodo dell'anno, spostandoci più verso i tropici, essa tende ad essere più copiosa sul finir dell'inverno. In realtà, più che dal clima, l'induzione a fiore delle gemme è stimolata dalla presenza/assenza di frutti; in altre parole i rami carichi di frutti avranno un scarsa/nulla fioritura, mentre quelli in cui i frutti sono stati raccolti fioriranno, in quanto la formazione delle gemme a fiore non sarà più inibita. Questo fenomeno è osservabile anche all'interno di una stessa pianta, in cui i rami fioriti saranno anche quelli privi (o scarichi) di frutti.


In seguito all'impollinazione, l'ovario inizia a trasformarsi in frutto. Questo processo è lento ed, in un primo momento, si vedrà giusto un puntino verde che rimane sempre delle stesse dimensioni. In seguito la drupa continuerà a crescere, per poi avere una seconda stasi. Infine, dopo circa 9-10 mesi (variabili anche in funzione della temperatura), i frutti verdi (immaturi) vireranno al color rosso, indice dell'avvenuta maturazione. All'interno di ogni singolo frutto possiamo trovare 1-2 semi, che rappresentano il classico chicco di caffè.
La polpa dolce e fresca del frutto del caffè è davvero poca, ma può essere gradevole assaggiarla; la bassa concentrazione di caffeina le fa infatti avere un gusto delicato e non amaro come si potrebbe pensare.

Pianta di Caffè Coltivata in Vaso

Tronco Coffea arabica

Pianta di Caffè alle Canarie

Come Coltivare la Pianta del Caffè ? - Condizioni di Crescita, Esposizione, Clima

C. arabica è una pianta tropicale ma, contrariamente a quanto si creda, non ama il caldo torrido, tipico dell'estate mediterranea.
Nell'areale d'origine cresce in montagna, vicino all'equatore, ma ad una quota superiore ai 1400 m (4590 ft).
In queste zone non ci sono né grosse differenze tra le stagioni, né fluttuazioni di temperatura e le piogge sono più abbondanti e meglio distribuite rispetto alle aree pianeggianti.
In altre parole la Pianta del Caffè si sviluppa al meglio con temperature costanti tutto l'anno, senza eccessi né verso l'alto, né verso il basso; giusto per capirci, la temperatura ideale di crescita è di 24° C (75° F) di giorno (massima) e 14° C (57° F) di notte (minima).
Se le temperature sono costantemente elevate, la pianta entra in sofferenza, ha una crescita stentata ed una produzione limitata.
Ovviamente, più ci si allontana dall'equatore e più la quota di coltivazione si abbassa, ma in pianura la produzione della C. arabica è scarsa ed è preferibile coltivare la C. charrieriana.

A questo punto ci si pone la fatidica domanda : "E' possibile coltivare la Pianta del Caffè in Italia, in pieno campo e senza protezioni ?"

La risposta è più no che sì. Sicuramente data la scarsa resistenza al freddo bisogna trovare una zona esente da gelo, ma anche evitare zone con temperature minime costantemente poco sopra lo zero e con massime invernali inferiori ai 15° C (59° F).
Le coste più riparate di Sicilia e Calabria potrebbero avere queste caratteristiche ed una Pianta di Caffè adulta, magari accostata ad un muro e con qualche protezione, potrebbe sorpassare l'inverno con pochi danni. Purtroppo nelle stesse zone l'estate sarebbe troppo torrida e siccitosa per uno sviluppo ideale e bisognerà provvedere con frequenti irrigazioni e teli ombreggianti.
Nelle altre zone costiere del Sud Italia credo si possa coltivare in serra fredda, mentre sopra Roma (Liguria a parte) diventa obbligatoria la serra calda.
Detto questo, l'unico modo per sapere dove e come possa crescere è provare, anche fosse solo per esperimento.

E' risaputo che C. arabica gradisca esposizioni a mezz'ombra, specialmente se coltivata al piano. Questo non vuol dire che possa fruttificare abbondantemente nel mezzo di una fitta foresta pluviale, semplicemente gradisce un ambiente luminoso, ma non il Sole cocente dall'alba al tramonto; tuttavia, nelle zone di alta montagna nelle quali le temperature sono più contenute, cresce e fruttifica meglio se esposta in pieno Sole.
In luoghi più caldi viene invece coltivata alla base di piante ad alto fusto dalla chioma poco densa, oppure circondate da piante da ombra, come l'Avocado. Altri alberi utilizzati a tale scopo sono gli Eucalipti, come ad esempio la specie Eucalyptus grandis.
In condizioni di impossibilità a creare una zona ombreggiata, meglio prediligere C. robusta, sicuramente meno incline a scottature da eccessiva insolazione.

Il terreno ideale per la Pianta del Caffè deve essere soffice, drenante, fertile, a pH sub-acido, ricco di humus e che si mantenga piuttosto umido. Quest'albero ha un fabbisogno idrico medio-elevato ed in posti con una lunga stagione secca (oltre 2 mesi) bisognerà intervenire con frequenti irrigazione, soprattutto durante i primi anni dall'impianto.
In un buon terreno, o rinvasando frequentemente, le concimazioni non sono strettamente necessarie.

Giovane Piantina Coffea arabicaIn Italia C. arabica è resistente alle patologie e, solitamente, ci possono essere solo dei lievi attacchi di afidi durante i mesi estivi. Nei luoghi d'origine, invece, è soggetta a diverse malattie.

Piantina di Caffè di Pochi MesiLa specie ben si presta ad essere coltivata in vaso, rimanendo di dimensioni contenute e tollerando, qualora fossero necessarie, anche energiche potature; inoltre può svilupparsi bene anche con le condizioni di umidità, luminosità e temperature, tipiche di una casa, dove viene apprezzata come pianta d'appartamento, per le belle foglie brillanti.
Se si tiene la pianta in casa tutto l'anno difficilmente fiorirà, ma se nelle stagioni in cui è possibile la si farà crescere all'aperto, facendole prendere qualche ora di Sole diretto al giorno, non è raro ottenere anche qualche chicco di caffè.

Come Si Semina la Pianta del Caffè ? Riproduzione e Cure

Le Piantine di Caffè sono armai diventate di moda ed è facile trovarle nei vivai, spesso alte come un bicchiere e germinate da poche settimane.
Il metodo di propagazione più semplice e diffuso è la semina. Questa operazione, come facile intuire, non si può fare con i semi tostati che si trovano in commercio, ma si dovrà partire da un seme fresco o comunque non più vecchio di qualche mese.
Ricordatevi di prendere semi provenienti da frutti maturi, che hanno una maggior probabilità di germinare.
Mettete in ammollo i semi per circa 12/24 ore in un bicchiere contenente acqua a temperatura ambiente. Successivamente posizionate i semi in un vaso e riponetelo in un luogo ombroso, con una temperatura di circa 25° C (68° F). In Italia, all'aperto, il periodo migliore per seminare va da Maggio sino a metà Estate (Settentrione)/ fine dell'Estate (Meridione).
La percentuale di germinazione non è elevatissima, conviene quindi interrare più semi nello stesso vaso e, semmai, diradare successivamente; inoltre è un processo tutt'altro che celere e, da quando avrete seminato, possono trascorrere anche oltre due mesi prima che emergano le foglioline (cotiledoni).

La crescita iniziale è piuttosto lenta, ma superato il primo anno di età, la pianta inizierà a crescere discretamente. Per la prima fioritura/fruttificazione bisogna attendere in media 2-4 anni, anche se, negli impianti commerciali, la produttività massima si ha tra il settimo ed il ventesimo anno.
La Pianta del Caffè è mediamente longeva e può arrivare a vivere anche 100 anni, sebbene nella fase senile si abbia una netta riduzione di frutti.
Ricordatevi, se aspirate ad avere dei frutti è meglio far crescere una pianta a tronco singolo per ogni vaso, rinvasando di anno in anno. A livello ornamentale, invece, si possono lasciare anche più piante in un unico vaso, indirizzando la crescita verso un portamento arbustivo.

Tuttavia seminare non garantisce la moltiplicazione di una determinata cultivar, in quanto tutti i semenzali ottenuti saranno eterogenei.
Se si vogliono tutte piante identiche tra di loro si deve necessariamente passare attraverso un metodo di riproduzione vegetativo, come ad esempio la Talea e l'Innesto.

Spero che quest'articolo (e queste foto) vi abbia tolto la curiosità di capire da dove provenga l'essenza che assaporate tutti i giorni, bevendo semplicemente una tazzina di Caffè e che vi stimoli a tentare, senza grosse pretese, la sua coltivazione.

Fioritura Coffea arabica

Frutti Immaturi Coffea arabica

Frutti Maturi Pianta del Caffè

venerdì 23 dicembre 2016

Dove Cresce la Pianta della Cannella (Cinnamomum zeylanicum)? Come si Coltiva?

La Cannella (o Cinnamomo) è una spezia che, nella cucina occidentale, è utilizzata per aromatizzare frutta, dolci, creme e torte, mentre nella tradizione orientale è impiegata anche nel salato (es. per aromatizzare carni affumicate) o per insaporire bevande calde (ad es. il Tè).

Ma da dove si ricava la Cannella? Qual è e come si deve coltivare la Pianta della Cannella (Cinnamomum zeylanicum o Cinnamomum verum)? Può crescere anche in Italia? In quale clima si trova questo albero?

Pianta della Cannella Ceylon


Origine e Diffusione:

In primo luogo facciamo un distinguo, col nome "Cannella" ci riferiamo alle spezie estratte da due specie diverse: 

  • Cannella di Ceylon (o Cannella Regina) : è la classica Cannella, dal gusto intenso e dolce ed è ricavata dall'albero noto come Cinnamomum zeylanicum (sinonimo di Cinnamomum verum).
  • Cannella Cinese : è estratta dalla specie Cinnamomum cassia, diffusa in Cina. Questa spezia ha un sapore più amaro ed è di gran lunga meno pregiata rispetto alla "vera" Cannella.

La Cinnamomum zeylanicum è una specie tropicale originaria dello Sri Lanka (ex Isola di Ceylon) ed ora coltivata anche in altre zone del Sud-Est Asiatico, come Vietnam, Malesia, ed Indonesia, ma anche in alcune nazioni africane, tra cui il Madagascar, le isole Seychelles ed in un po' tutte le zone del mondo a clima tropicale umido.


Questa spezia, sebbene di origine orientale, fu introdotta in occidente fin dall'antichità. Si possono trovare sue citazione nel sacro libro della Bibbia ed era utilizzata persino nelle imbalsamazioni degli antichi faraoni egiziani. Riferimenti alla Cannella si trovano anche nella società Greca e nel successivo impero Romano.

Foglie Cinnamomum zeylanicum

Nuove Foglie Pianta della Cannella


Botanica e Fisiologia :

Infiorescenza Cinnamomum verumCinnamomum zeylanicum è il nome scientifico della specie dai cui rami si ricava la famosa cannella. Questa pianta appartiene alla famiglia delle Lauraceae, come l'Avocado e l'Alloro ed è una stretta parente della Pianta della Canfora (Cinnamomum camphora).
La Pianta della Cannella si sviluppa sotto forma di albero di media taglia che, nell'habitat ideale, raggiunge un'altezza massima di circa 10-15 m (33-49 ft).
Le foglie sono alternate, lunghe sino a 20 cm (8 in), di forma ovale e con 2-3 venature profonde che le attraversano per tutta la loro lunghezza. Durante la fase giovanile le nuove foglioline sono tenere e di color rossastro-giallo, un po' come quelle della Pianta del Cacao, mentre da adulte sono di color verde pallido, che diviene via via più intenso con il passare dell'età della foglia.
Il portamento elegante e le foglie sempreverdi, rendono la coltivazione delle specie, ideale anche a scopi ornamentali.
I fiori bisessuali, di color crema, sono molto piccoli e raggruppati in un'infiorescenza assai ramificata ed allungata. Essi emanano un leggero profumo e sono impollinati dagli insetti pronubi.
Alla fioritura, che nello Sri Lanka avviene nel mese di Febbraio, seguono i frutti; essi sono delle bacche non commestibili contenenti un unico seme, che maturano dopo circa 6 mesi.
Fiori Cinnamomum zeylanicumIn zone meno tropicali, ma comunque più calde dell'Italia, la fioritura avviene nel periodo estivo.
Cinnamomum verum ha una vigoria media e la crescita, soprattutto durante i primi anni e negli areali lontani da quelli d'origine, può essere abbastanza lenta.
Il tronco è liscio, grigio e può raggiungere un diametro di circa mezzo metro (20 in), mentre i rami hanno un portamento pendente.

Ma la spezia Cannella da quale parte della pianta deriva?

Nella stragrande maggioranza dei casi, le sostanze aromatiche vengono prelevate dalle foglie (es. Basilico e Menta) o dalle infiorescenze (es. Timo), eppure né le foglie, né i fiori della pianta della Cannella forniscono la preziosa spezia; essa, infatti, è estratta dalla parte più esterna della corteccia della Cinnamomum zeylanicum e successivamente essiccata e sminuzzata.

Frutti Cinnamomum zeylanicum



Coltivazione, Crescita, Clima e Cure :

Cinnamomum zeylanicum è una specie sempreverde tropicale che prospera in un ambiente con alte temperature in tutti i mesi dell'anno ed elevata umidità atmosferica.
Il suo habitat ideale è simile a quello di altre specie tropicali come il Rambutan ed il Mangostano. Per questo motivo la Pianta della Cannella è suscettibile al freddo e dovrebbe essere coltivata solo laddove le temperature non scendano sotto la soglia di 10° C (50° F). Tuttavia Cinnamomum zeylanicum è più rustica rispetto ad altre piante tropicali e, utilizzando un minimo di protezione, se ne potrebbe tentare la coltivazione nei microclimi più caldi delle coste del Sud Italia.
Alcune fonti suggeriscono che la specie possa addirittura tollerare temperature prossime agli 0° C (32° F), a patto che siano eventi effimeri e sporadici, accompagnati da elevate temperature diurne. Altrove si può coltivare in grossi vasi, ritirandola durante l'inverno.
La specie è poco tollerante anche nei confronti di temperature troppo elevate e, oltre i 30° C (86° F), la pianta può entrare in uno stato di sofferenza.
Questa pianta ha un elevato fabbisogno di acqua e prospera solo in zone in cui non vi sia una vera e propria stagione secca ed in cui cadano almeno 1500 mm (59 inch) di pioggia ogni anno. Molto importante è anche l'umidità atmosferica che si deve mantenere elevata; un ambiente secco, specie se molto assolato e con temperature alte, può far bruciare le foglie.
L'esposizione ideale è a mezz'ombra, il pieno Sole è consigliabile nelle zone tropicali in cui vi sia una frequente copertura nuvolosa.
Il terreno ideale deve essere acido (pH inferiore a 7), ben drenante (le radici soffrono i marciumi radicali) e con una bassa salinità.
La Pianta della Cannella si può riprodurre per talea o anche per semina, in quest'ultimo caso i semi, a temperatura ottimale, germogliano piuttosto velocemente.
La potatura può essere effettuata durante tutto l'anno, preferendo però i periodi di stasi vegetativa.
Cinnamomum zeylanicum è un albero interessante e, tutto sommato, abbastanza facile da coltivare; basta ricordarsi di riporlo in una zona calda durante la brutta stagione ed annaffiarlo durante la bella.

Cinnamomum zeylanicum in Serra in Italia

Rami e Foglie Cinnamomum zeylanicum

Tronco Pianta Cannella Cinnamomum zeylanicum

martedì 5 luglio 2016

Dove Cresce la Pianta del Cacao (Theobroma cacao) ?

Tutti noi abbiamo mangiato il Cioccolato ed è ormai diventato l'ingrediente principe dell'industria dolciaria, ma vi siete mai chiesti da dove provenga il Cacao, l'elemento base per la sua produzione? E se si possa coltivare in Italia? 

La Polvere di Cacao, così come la Pasta ed il Burro di Cacao, si ottiene dai semi della specie Theobroma cacao, comunemente chiamata "Albero del Cacao", una pianta che cresce nelle foreste tropicali e di cui parlerò profusamente in questo articolo.

Theobroma cacao



Origine e Generalità :

Statua Maya con Frutto del CacaoLa Pianta del Cacao (Theobroma cacao), il cui nome scientifico tradotto significa "Cibo degli Dei", trae le sue origini nel Sud-America, è infatti nativa dell'Amazzonia e delle foreste pluviali adiacenti al fiume Orinoco.
L'utilizzo di questa specie, a fini alimentari, era noto già in tempi antichissimi; ci sono infatti testimonianze archeologiche che associano la coltivazione della Theobroma cacao al Popolo Maya.
Nella penisola dello Yucatan, ed in zone limitrofe, furono ritrovati antichi piatti e bicchieri su cui, le analisi molecolari, riscontrarono tracce di Cacao, facendo ipotizzare il suo utilizzo già diversi secoli prima di Cristo.
A quei tempi il "cioccolato" era considerato una prelibatezza riservata solo ai ceti alti della società, le virgolette alla parola sono obbligatorie, infatti il "cioccolato" da loro consumato doveva essere molto diverso rispetto a quello a cui siamo abituati.
Si ritiene che, inizialmente, il cioccolato non fosse ricavato come oggigiorno, ma fosse semplicemente un infuso, in acqua calda, della polpa del frutto (contenente i semi), con l'aggiunta di altre spezie come Pepe e Peperoncino.
Il Popolo Azteco diffuse ulteriormente la coltivazione del Cacao ed, alle bevande ottenute con questa essenza, dette un valore cerimoniale e religioso, associando il Cacao alla Dea della Fertilità.
Gli Aztechi riconobbero le qualità del Cioccolato nel diminuire la fatica e nell'apportare molte calorie. Per diminuire l'amarezza, alla bevanda venne aggiunta la Vaniglia e si raffinarono le tecniche produttive. I Semi di Cacao acquistarono così tanto valore da divenire una moneta di scambio con cui acquistare gli schiavi o altri beni.
Fu Cristoforo Colombo che, nel 1500, importò i semi di Cacao in Europa; inizialmente, il cioccolato, non fu ben accettato. Solo successivamente, con la rimozione delle spezie "piccanti" e l'aggiunta di Miele, si ottenne una bevanda che iniziò ad essere apprezzata dai nobili dell'epoca.
Ai nostri giorni la Pianta del Cacao è coltivata in tutte le zone tropicali umide del Mondo, dall'Asia-Oceania (Papua Nuova Guinea, Indonesia, Malesia), alle Americhe (Brasile, Ecuador), tuttavia la maggiore produzione a livello mondiale (circa 70%) è concentrata nella costa Ovest dell'Africa (Nigeria, Cameroon, Costa d'Avorio, Ghana).


Botanica e Fisiologia :

Polpa e Semi di Cacao
La Pianta del Cacao (Theobroma cacao), appartenente alla famiglia delle Sterculiaceae (o Malvaceae, secondo la classificazione APG), è una specie sempreverde che si sviluppa sotto forma di piccolo albero, raggiungendo un'altezza massima di circa 5-6 m (16-20 ft).
Le foglie sono a forma ovale, lunghe sino a 40 cm (16 in) e, una volta sviluppatesi, sono generalmente verdi, hanno un picciolo "articolato" che permette loro di orientarsi perfettamente, al fine di ottenere la giusta luminosità per un'ottimale attività fotosintetica. Le giovani foglie hanno tonalità rossastre, una consistenza tenera e sono più soggette ad infezioni fungine.
I fiori dell'Albero del Cacao sono molto numerosi e riuniti in mazzetti che sbocciano dalla cicatrice lasciata alla caduta delle foglie sui rami di oltre 2-3 anni e, a volte, addirittura sul tronco principale; questa peculiare fioritura (e quindi fruttificazione) sulle branche principali, atta a sorreggere frutti pesanti, l'avevamo già osservata parlando del Durian. I fiori hanno un diametro di circa 1 cm (0.4 in), con un calice rosa e cinque petali; la conformazione del fiore rende difficile l'impollinazione per la maggior parte degli insetti, solo alcuni moscerini sono così piccoli da poterli impollinare. Questo è forse uno dei motivi per cui solo una piccola percentuale (raramente superiore al 5%, spesso attorno all'1%) dei fiori si sviluppa in frutto.
Nuove Foglie CacaoMolte cultivars sono autosterili, è quindi necessaria la presenza di più piante e di insetti impollinatori al fine di ottenere frutti.
Nelle zone di origine la fioritura del Cacao è pressoché continua durante tutto l'anno ed è influenzata dalla temperatura e dall'umidità.
Fioritura Pianta del CacaoIn zone in cui vi sia una breve stagione secca, la produzione di fiori coincide con la ripresa delle piogge, suggerendo una correlazione tra disponibilità di acqua ed induzione a fiore. La fioritura nel periodo più piovoso dell'anno è un evento non comune; buona parte delle specie fruttifere tropicali preferisce fiorire in un momento più secco per evitare marciumi ed attacchi fungini.
I frutti del Cacao richiedono circa 5-6 mesi, a partire dalla fioritura, per giungere a maturazione. Durante questo periodo la crescita non è omogenea; appena dopo la fecondazione (primi 40 giorni) la crescita è lenta, segue poi una fase di crescita rapita. La fase di sviluppo (accrescimento) dura in tutto circa 80-100 giorni, a questa segue la fase di maturazione, in cui si ha un notevole incremento dell'attività metabolica e l'accumulo di grassi all'interno dei semi.
Il frutto del Theobroma cacao mostra un'ampia varietà di colori, dimensioni e forme ma, in linea generale, i frutti del Cacao sono dei grossi baccelli (anche se botanicamente sarebbero delle Drupe) a forma di cedro di allungato, che possono arrivare a pesare 500 gr (1,1 lb), occasionalmente di più. I frutti immaturi hanno un colore verde o giallo, mentre a maturazione virano ad un rossastro, più o meno intenso a seconda della varietà. Ogni frutto contiene in media 30-40 semi, che sono immersi in una polpa morbida, gelatinosa e ricca di zuccheri, dalla quale si ricavano bevande e confetture, ma è anche consumata al naturale dai popoli locali.
I semi del Cacao sono la parte più preziosa dell'intera pianta; sono a forma di mandorla e contengono al loro interno grassi, zuccheri, teobromina e, in piccole dosi, caffeina. Dopo la tostatura, vengono "sbriciolati" ed utilizzati per preparare il Cioccolato ed i suoi derivati.
La Teobromina è un composto chimico naturale che ha un effetto euforizzante, nonché blandamente diuretico e vasodilatatore; negli uomini viene metabolizzato velocemente, motivo per cui la sua tossicità è del tutto trascurabile. In altri animali (es. Cani) la teobromina è smaltita molto lentamente, rendendola tossica e potenzialmente letale.

Frutticini Cacao


Coltivazione, Clima ed Esposizione :

L'Albero del Cacao (Theobroma cacao) è, come il Rambutan, una specie prettamente tropicale che cresce, prospera e fruttifica solo in zone in cui vi siano minime escursioni termiche annue ed elevata umidità. Per questo motivo la sua coltivazione è relegata alle zone comprese tra il 15°N e il 15°S, dove vi siano abbondanti piogge (superiori ai 1500 mm/anno), ben distribuite sui 12 mesi.
Maturazione Frutti Theobroma cacaoPer questi motivi il Cacao, diversamente da altre specie subtropicali come il Tamarillo, non è coltivabile in Italia e neppure nelle regioni più miti del bacino Mediterraneo.
La crescita ideale del Cacao si ha con temperature massime intorno ai 28-30° C (82-86° F) e minime di 18-20° C (64-68° F), è sconsigliabile coltivarlo laddove le medie delle minime del mese più freddo non siano superiori ai 15° C (59° F); la Pianta del Cacao muore con temperature inferiori ai 10° C (50° F). Questa specie è molto sensibile agli abbassamenti termici, infatti la formazione dei fiori è fortemente inibita con medie giornaliere inferiori ai 22° C (72° F) e avviene in maniera ottimale solo con medie di 25° C (77° F), inoltre le basse temperature riducono sensibilmente la crescita in larghezza del tronco e, infine, facilitano gli attacchi da parte di Phytophthora palmivora, uno dei patogeni più pericolosi per la specie.
Le esigenze termiche del Theobroma cacao non sono limitanti solo verso il basso, è noto che prolungate temperature superiori ai 32° C (90° F) siano deleterie; possono infatti bruciare le gemme o indurre un'eccessiva emissione di nuovi germogli che debilitano la pianta e, in qualche caso, possono portarla alla morte.
Le nuove foglie, inoltre, sono più tenere di quelle vecchie e facilmente attaccabili da funghi come Moniliophthora perniciosa; i frequenti flussi vegetativi indotti dall'eccessivo caldo aumentano, di conseguenza, anche la frequenza degli attacchi fungini.
Theobroma cacao è una specie che, in natura, cresce nel sottobosco della foresta Amazzonica dove, oltre alla copertura offerta dalle chiome delle piante più alte, vi sono cieli spesso nuvolosi. La pianta del Cacao, infatti, predilige esposizioni piuttosto ombreggiate che, negli impianti commerciali, sono ottenute con l'ombra prodotta da altre specie fruttifere come ad esempio le Palme da Cocco, Palme da Olio o specie di Leguminose arboree. Se per le piante adulte la mezz'ombra è consigliabile, per le giovani piante è essenziale, senza un'adeguata copertura morirebbero bruciate dal Sole tropicale.
Frutti di Cacao maturiLa Pianta del Cacao, pur avendo un apparato radicale particolarmente sensibile sia ai ristagni idrici che alla bassa concentrazione di ossigeno del suolo, può crescere su un'ampia gamma di terreni, tuttavia preferisce quelli profondi, permeabili, ma con buona capacità di mantenersi umidi e ricchi.
Questa specie, in natura, cresce in zone dove nel terreno vi è uno strato permanentemente umido, composto da foglie, rami, frutti e detriti a diversi stadi di decomposizione. Questo strato ricco di materia organica è l'ideale per il Cacao ma, in zone coltivate, è difficilmente ottenibile, sia per l'esposizione spesso troppo soleggiata, sia per l'assenza della biodiversità che caratterizza le fitte foreste pluviali.


Specie e Varietà di Cacao :

Delle 22 specie appartenenti al genere Theobroma, solo Theobroma cacao è coltivata su larga scala ed i suoi semi consumati ovunque, tuttavia anche altre specie ricoprono una certa importanza alimentare, anche se solo a livello locale; tra queste T. bicolor, T. grandiflorum sono  le due più coltivate.
Anche all'interno della T. cacao esistono innumerevoli varietà che possono essere suddivise in tre gruppi:

  • Criollo (Cacao Nobile) : Varietà di Cacao molto diffusa in Messico (probabilmente sin dai tempi dei Maya) e nell'America equatoriale. E' una pianta non troppo produttiva e delicata; il suo scarso raccolto è però di ottima qualità. I suoi semi sono bianchi, poco amari e racchiusi in un frutto color porpora con striature longitudinali gialle.
  • Forastero (Cacao di Consumo) :  Rispetto a Criollo, questo gruppo contiene al suo interno piante più rustiche che ben meglio si adattano a zone diverse rispetto a quelle native del Cacao. E' infatti coltivato nell'Africa occidentale e, grazie alla sua produttività, rappresenta circa 8/10 del Cacao utilizzato per la produzione di Cioccolato. Le diverse varietà di questo gruppo mostrano differenze più marcate anche se, solitamente, i semi sono violacei e dal sapore intenso ed amaro.
  • Trinitario : E', in realtà, un ibrido tra Criollo e Forastero. Ottenuto nella zona Amazzonica in prossimità dell'estuario, è una via di mezzo tra i due gruppi esposti sopra. Produce una discreta quantità di frutti (inferiore a Forastero), i cui semi hanno un sapore pregiato (seppure inferiore a Criollo). Diffuso nell'America meridionale, ma anche in diverse zone del Sud-Est asiatico. 

Metodi di Riproduzione :

Il Cacao, a livello commerciale, si riproduce per innesto. Per millenni, e tuttora  a livello amatoriale o locale, si è riprodotto per semina.
Tuttavia i semi del Cacao sono molto delicati, hanno bisogno di un'elevata umidità per germinare e, se esposti all'aria, si disidratano in pochi giorni. La vitalità dei semi di Cacao è dunque molto ridotta e non paragonabile ai semi di molti ortaggi che sono conservabili da un anno all'altro.

Allegagione Cacao

Fiore di Cacao
Frutti di Cacao