giovedì 30 giugno 2022

Ippocastano (Aesculus hippocastanum) - Distribuzione e Coltivazione

L'Ippocastano (Aesculus hippocastanum), talvolta chiamato anche Castagno d'India, è un albero ornamentale coltivato lungo i viali di molte strade per via del portamento elegante e della bella fioritura. 

Origine e Diffusione :

L'Ippocastano è originario dell'Europa centro-orientale (zona del Caucaso) ed è in Italia è piuttosto comune, soprattutto nel Settentrione, dove trova le migliori condizioni per la sua crescita. A dispetto del nome, l'Ippocastano appartiene alle Sapindaceae,  addirittura un'altra famiglia rispetto a quella del Castagno, ed è più imparentato con piante quali gli Aceri o persino il Rambutan, specie tropicale conosciuta per lo più per i suoi curiosi frutti. 

Il nome Ippocastano deriva dal latino e significa Castagna dei Cavalli, in quanto un tempo il frutto veniva utilizzato come alimento stimolante per i cavalli.

Le differenze rispetto al "vero" Castagno sono molteplici, in primis le foglie, che nell'Ippocastano sono composte, invece che singole ed alternate; inoltre il frutto dell'Ippocastano ha spine più rade e tozze (ed è quindi meno pungente), mentre il seme è più grande, liscio e, a differenza del Castagno, non è commestibile, anzi persino leggermente tossico e, da cotto, mal odorante. 

Fiori di Ippocastano

Chioma Aesculus hippocastanum

Frutto Immaturo Ippocastano
Botanica, Clima e Coltivazione :

Aesculus hippocastanum si sviluppa come albero di medio-grosse dimensioni e può raggiungere un'altezza di 30 metri (100 ft). Il portamento è imponente ed elegante, con una chioma folta, relativamente compatta e piramidale. La corteccia che ricopre il tronco è inizialmente liscia, bruno-grigiastra, ma con l'età tende a desquamarsi. 

Le infiorescenze, lunghe circa 20 cm (8 in), spuntano prevalentemente da gemme poste in posizione terminale sui giovani rami. L'infiorescenza ha una forma piramidale, che ricorda vagamente un grappolo d'uva "al rovescio", rimane in posizione eretta ed è formata da una cinquantina di singoli fiori; questi ultimi sono ermafroditi, di colore prevalentemente bianco con sfumature rosa, sebbene esista un'altra specie di Ippocastano (Aesculus carnea) a fiore rosa scuro o screziato. Nel Nord Italia la fioritura avviene generalmente nel mese di Maggio e si protrae per 2-3 settimane, non di più. 

Le foglie sono composte, ognuna formata da 5-7 lamine lunghe anche oltre 20 cm (8 in). Esse sono di color verde chiaro, con venature pronunciate e margine seghettato; inoltre sono sorrette da un picciolo lungo quasi quanto la foglia stessa. 

Tronco Ippocastano
L'Ippocastano è una pianta semplice da coltivare, sopporta senza danni anche i geli più intesi e si sviluppa al meglio nelle zone settentrionali d'Italia. E' coltivato come pianta stradale o, isolato, in grandi parchi. L'apparato radicale è massiccio e profondo e ciò, oltre a permettere ad una pianta affrancata di tollerare (non amare) la siccità estiva, fa si che queste piante siano stabili e, diversamente dai Pioppi, difficilmente divelte dal forte vento. Questa specie predilige un terreno fertile, a pH inferiore a 7 e che si mantenga possibilmente  umido.

Ama esposizioni soleggiate ed aperte, mentre rifugge da potature drastiche o eccessivamente energiche. Il fungo Guignardia aesculi è il più temibile parassita dell'Aesculus hippocastanum; questo patogeno attacca le foglie, sulle quali si evidenziano macchie rossastre che, progredendo, portano al disseccamento. In annate sfavorevoli a fine estate (Agosto) le piante possono aver la chioma quasi completamente defogliata.

Foglie Aesculus hippocastanum
La moltiplicazione avviene di norma per semina, tuttavia questi semi hanno una scarsa vitalità e, appena sono maturi, devono essere seminati, per poi passare un periodo freddo prima di germinare. Se rimangono "scoperti" a lungo non germoglieranno più. La scarsa capacità di riproduzione ne limita la diffusione negli ambienti naturali, dove non riesce ad imporsi sulle altre specie. 

Una pianta dai frutti curiosi, relativamente comune (almeno nel Nord Italia) e che fa da ornamento (e ombra) durante tutta la bella stagione.

Fioritura Aesculus hippocastanum

Rami Aesculus hippocastanum

Aesculus carnea

domenica 29 maggio 2022

Piante Decidue VS Piante Sempreverdi - Perché le Piante Perdono le Foglie ?

Per noi che viviamo in Italia è facile notare come, in Autunno, molte specie vegetali perdano gradualmente le proprie foglie, sino a rimanere completamente spoglie. 

Come Mai Alcune Piante Perdono le Foglie ed Altre No ?

Premesso che TUTTE le piante hanno un normale riciclo delle foglie e che, di norma, una singola foglia non vive mai più di 2-3 anni, tutti possono osservare che alcune specie (decidue) perdono l'intera chioma durante un periodo dell'anno, mentre altre la mantengono (sempreverdi).

Le foglie sono tra gli organi della pianta ad avere i tessuti più teneri e ricchi di acqua e, di conseguenza, anche tra quelli maggiormente esposti ai danni da gelo

In linea di massima le piante che vivono in zone temperate fredde fanno cadere le proprie foglie durante la stagione fredda, mentre quelle che vivono in luoghi più caldi le mantengono. Man mano ci spostiamo dai Poli verso i Tropici, noteremo che il numero di Angiosperme sempreverdi aumenta rispetto a quelle decidue (o caducifoglie). Un discorso a parte meritano le Conifere, le cui specie, pur essendo perlopiù sempreverdi, hanno colonizzato aree molto fredde del nostro pianeta (Taiga, zone di Montagna etc.); in queste piante le foglie sono diventate aghiformi (per resistere meglio ai danni meccanici provocati dalla Neve) ed al loro interno vi è un'alta concentrazione di soluti, che permette loro di non congelare anche a temperature proibitive. 

Foglie In Autunno

Qual è il Vantaggio Evolutivo del Perdere le Foglie ? 

Durante la stagione ostile, che nelle zone temperate fredde è l'inverno, tutti gli organi (foglie e fiori) i cui tessuti possono esser facilmente distrutti dal freddo sono eliminati. Ovviamente una pianta spoglia non è più in grado di svolgere la Fotosintesi Clorofilliana, tuttavia le basse temperature non permetterebbero comunque un metabolismo veloce e la pianta utilizza le riserve accumulate durante la bella stagione

A dirla tutta anche piante Mediterranee, o persino Tropicali, possono spogliarsi in talune circostanze. Ovviamente qua la difesa non è dal freddo, bensì da altri fattori, ma per lo più dalla siccità. E' noto come i Baobab emettano foglie durante la stagione delle piogge e le perdano in quella secca, ma un discorso analogo lo si può descrivere anche in piante mediterranee come l'Euphorbia dendroides, che è soggetta al fenomeno dell'Estivazione, ovvero la defogliazione durante l'estate. In questi casi il vantaggio è la mancata evaporazione fogliare, che previene la disidratazione dei tessuti.

In ultimo non dimentichiamoci i vantaggi di cui godrà il sottobosco; infatti le foglie cadute, marcendo, diventeranno fertile humus che nutrirà nuove specie, mantenendo vivo un intero ecosistema.


Qual è il Meccanismo che Induce la Caduta delle Foglie ?

Il fenomeno, noto come Abscissione Fogliare, è determinato dall'azioni di ormoni quali l'Auxina e l'Etilene.

Prima che avvenga l'abscissione la pianta recupera dalla foglia le sostanze utili (zuccheri), convogliandole verso gli organi perenni (es. Rami, Radici); successivamente, nella zona tra il ramo ed il picciolo, viene a crearsi un particolare strato di cellule che blocca il passaggio di linfa (da ramo a foglia) che al tempo stesso cicatrizza la parte di ramo su cui era attaccata la foglia. La graduale carenza di linfa determinerà il disseccamento e la conseguente caduta della foglia

Nelle zone temperate questi ormoni vengono regolati dal fotoperiodo, ovvero la diminuzione delle ore di luce ne indurrà la produzione. 

Come Mai Le Foglie Diventano Gialle in Autunno ?

Foglie Arancioni Prima di Cadere
La clorofilla (che dona il colore verde alle foglie) è il primo pigmento che viene a mancare in seguito all'azione dell'Auxina; di conseguenza la foglia si troverà inizialmente priva di clorofilla, ma con ancora con altri pigmenti fotosintetici (Carotenoidi), i quali conferiranno alla chioma la tipica livrea autunnale (gialla ed arancione).

PS

Ricordiamoci poi che alcune specie possono comportarsi da semi-decidue, ovvero perdere (totalmente o parzialmente) o meno le foglie a seconda del clima in cui vengono coltivate. Le More, ad esempio, mantengono parte delle foglie fino alla primavera, mentre l'Akebia in zone in cui non gela le perde solo in minima parte.

sabato 30 aprile 2022

Grano (o Frumento) - Coltivazione, Ciclo Vitale ed Esigenze Climatiche

Il Grano, chiamato anche Frumento, è indubbiamente uno degli alimenti principali a livello mondiale. Da esso si ricava la farina con cui produrre pane, pasta, dolci e molti altri alimenti che sfamano mezzo mondo.

La recente guerra (iniziata il 24 Febbraio 2022) scaturita dall'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha, tra le altre cose, posto un grosso problema alimentare. E' noto che l'Ucraina sia il "granaio d'Europa"; qui infatti il terreno fertile e le enormi distese non boschive permettono una massiccia produzione di Grano (oltre che di Grano Turco e Girasoli). Se la guerra di Putin non permetterà la raccolta di grano i prezzi lieviteranno e, soprattutto per i poveri (e popolosi) paesi del Nord Africa, sarà un'impresa riuscire a sfamarsi.

Origine ed Inquadramento Botanico :

Il Frumento è una Graminacea (famiglia Poaceae) nativa dell'Asia Minore, del bacino del Mediterraneo, Mar Nero e Mar Caspio ed appartiene al genere Triticum (come il Farro).

La farina di frumento si ottiene principalmente da due specie : il Grano Duro (Triticum durum) ed il Grano Tenero (Triticum aestivum). Queste specie sono originarie dell'Asia minore (zona del Tigri ed Eufrate), sono oggi coltivate in tutto il mondo e dai loro semi (come vedremo) si ricava per l'appunto la semola.

In realtà sia il Triticum durum che il Triticum aestivum sono degli ibridi, rispettivamente tetraploidi ed esaploidi (clicca qua per dettagli sulla ploidia).

Esistono centinaia di varietà differenti di grano (sia duro, che tenero), ma in linea di principio il Grano Tenero è più indicato per la coltivazione nelle zone centrali dell'Europa, mentre il Grano Duro predilige il clima temperato caldo tipico dell'Italia. Il Bel Paese è un grande produttore ed il Grano rappresenta oltre il 30% della superficie adibita alla coltivazione delle seminative.

Spighe di Grano

Coltivazione, Botanica e Fisiologia :

La prima domanda che ci si pone è "quando si semina il grano ?" e dire il periodo esatto non è sempre cosa facile, anche perché dipende dal clima e dalle temperature. C'è però da sottolineare che il Grano, diversamente dal Granoturco (Zea mays), si semina in autunno, prima dell'arrivo del freddo e da qui il detto "sotto la neve pane".

Infiorescenza
In Italia il frumento viene seminato tra metà ottobre (Nord Italia) e fine novembre (Sud Italia). E' importante che le piantine abbiamo 3-4 foglioline sviluppate prima dell'arrivo del gelo, questo stadio fenologico è infatti quello che consente alla specie la massima resistenza ai rigori invernali. La germinazione avviene anche a basse temperature, ma la velocità è accettabile solo con temperature minime di almeno 4° C (39° F). A queste temperature, il seme inizia ad assorbire acqua e germina nel giro di 15-20 giorni. La fase dell'accestimento, ovvero la formazione di radici e ramificazioni secondarie (culmi d'accestimento), termina prima del periodo più freddo dell'anno e la pianta, che ha avuto una crescita prevalentemente orizzontale, rimarrà bassa ed a contatto col terreno.

Frumento
Dopo aver preparato il terreno (arato a profondità di circa 30 cm, concimato etc.) i semi vengono trattati con antifungini, evitando così che marciscano prima di germinare. La concimazione autunnale è a base di fosforo e potassio, mentre l'azoto, molto richiesto in primavera, viene dilavato velocemente ed è inutile aggiungerlo (alle concentrazioni richiede in primavera) nel periodo di minor crescita.  

Da marzo-aprile, quando le temperature iniziano a superare i 10° C (50° F), si ha la fase fenologica nota come "levata", momento in cui ogni culmo inizia ad "allungarsi", a crescere in altezza ed ad avere internodi fogliari sempre più distanziati. Successivamente inizia la "spigatura" e l'infiorescenza, che emerge dall'ultima foglia, è ora ben visibile. Poco dopo si ha la fioritura e l'impollinazione. Il Grano è autofertile e l'impollinazione avviene anche in assenza di insetti pronubi. Nel grano il periodo di fioritura è indicativamente maggio.

In seguito all'impollinazioni l'ovario inizia ad ingrossarsi e si forma il cariosside (il frutto del Grano). Questo processo dura circa 40 giorni, dopodiché ha inizio la fase di maturazione che si suddivide ulteriormente in :

  • Maturazione Lattea : la pianta è ancora totalmente verde ed i granelli di grano contengono una sostanza gelatinosa ricca di acqua. 
  • Maturazione Cerosa : i chicchi si arricchiscono di amido ed il loro contenuto di acqua scende fino al 45%, la consistenza diventa pastosa.
  • Maturazione Gialla (o Fisiologica) : le piante sono secche ed assumono la tipica colorazione gialla, l'accumulo di amido cessa e la presenza di acqua è intorno al 25%.
  • Maturazione Piena : rispetto alla precedente si ha solo la disidratazione del chicco di grano (senza alcun accumulo di amido), che può arrivare a contenere circa il 12% di acqua. 

Campo Grano Immaturo
Queste due ultime fasi sono le migliori per la mietitura che, in Italia, avviene di norma a fine Giugno. Il Grano preferisce terreni fertili di medio impasto, anche argillosi, mentre dà scarsa resa in quelli poveri, sassosi, sabbiosi o eccessivamente acidi. L'esigenza idrica è media ed è per lo più concentrata dalla levata alla formazione del cariosside; nel primo periodo, dato che la radiazione solare è ai minimi annuali, l'umidità si mantiene bene e raramente si deve irrigare; mentre nella fase di sviluppo, se ci fosse siccità intensa si può intervenire, smettendo di bagnare nel periodo di maturazione. In linea di massima, dato che il raccolto avviene entro fine Giugno, la richiesta d'acqua è inferiore a quella di molte altre colture

La resa per ettaro è influenzata da molteplici fattori, tra cui l'uso tempestivo di erbicidi (l'erba compete con il grano), il giusto periodo di semina, la disponibilità idrica, la concentrazione di semina, il corretto dosaggio dell'Azoto e l'avvicendamento con altre specie (seminative di dicotiledoni come Soia, Girasole, Legumi). 

Quando il prossimo inizio estate vi accorgerete di enormi distese color oro, tanto da sembrare un dipinto di Van Gogh, ricordatevi che è proprio da lì che nasce la pasta che mangerete a mezzogiorno. 

Frumento Maturo

Coccinella su Spiga di Grano

giovedì 31 marzo 2022

Prato a Trifoglio : Semina e Benefici

Chi tra di voi non è mai andato alla ricerca di un quadrifoglio portafortuna? In realtà quest'ultimo null'altro è che una variante rara del classico Trifoglio (Trifolium repens), che cresce un po' ovunque vi sia una minima disponibilità idrica

Generalità ed Inquadramento Botanico :

Il genere Trifolium appartiene alla famiglia delle Fabaceae (ex Leguminose), come i Fagioli, le Fave e la Mimosa. Esistono decine di specie di Trifolium, la maggior parte delle quali distribuite nell'emisfero Boreale, in zone temperate. Le due specie più diffuse in Italia sono il Trifoglio Rosso (T. pratense) e, soprattutto, il Trifoglio Bianco (T. repens); quest'ultimo è nativo dell'Europa, ma è diffuso anche nel Nord America ed ampiamente utilizzato come coltivazione da pascolo, sia in pianura, sia in montagna. Nelle zone più vicine ai tropici, invece, cresce solo in quota. 

Foglia Trifolium repens

Botanica e Coltivazione :

Il Trifoglio comune deve il proprio nome al fatto che le foglie (alterne) sono trifogliate, in cui ognuna delle tre foglioline è ovale. Nel T. repens le foglioline sono cosparse di chiazze biancastre. La specie è tetraploide (4N), ovvero ogni cromosoma è presente in quattro copie (clicca qua per dettagli sulla ploidia). L'allele che determina la presenza di quattro foglioline è recessivo, dunque affinché un individuo possa avere 4 foglioline è necessario che tutti e quattro i cromosomi abbiano l'allele recessivo. Questo spiega la rarità con cui si trovano i quadrifogli. 

Il Trifoglio è una specie erbacea stolonifera e questa caratteristica lo rende perenne, in quanto ogni fusto che tocca terra radica formando una nuova piantina, permettendo alla specie di riprodursi in maniera vegetativa (clonale) espandendosi velocemente. Tuttavia una singola pianta, se non riuscisse a radicare, ha ciclo biennale. Trifolium repens in condizioni di crescita ideali raggiunge un'altezza di circa 30 centimetri.

Fiore di Trifolium repens
I fiori sono riuniti in un'infiorescenza a forma sferica sorretta da uno stelo eretto, che la innalza sopra il livello delle foglie. La fioritura, tipicamente estiva, è scalare e ed i fiori melliferi sono molto apprezzati dalle Api.

La semina è semplice ed il germogliamento inizia già dopo 48 ore, proseguendo per circa un paio di settimane. Di norma 15 grammi di semente bastano per la semina di 1 metro quadrato di prato/giardino. In commercio esistono anche varietà a crescita ridotta, che superano di poco i 10 cm ed ideali per avere un prato basso (anche se sarà un'impresa evitare le infestanti).

In ultimo ricordiamoci che i Trifogli, così come le altre leguminose, sono degli azotofissatori; le loro radici sono in simbiosi con dei batteri in grado di "prendere" l'azoto gassoso presente nell'atmosfera per trasformarlo in sali di azoto che in parte usano per crescere ed in parte rilasciano nel terreno, provvedendo a renderlo fertile ed ovviamente ricco di azoto.

La resistenza al freddo è ottima ed in Italia può crescere ovunque.

Prato di Trifoglio


venerdì 25 febbraio 2022

Le Migliori 20 Varietà di Acero Giapponese - Differenze ed Analogie

Con il nome di Acero si intende genericamente una delle oltre 160 specie appartenenti al genere Acer, della famiglia delle Sapindaceae. Solo 4 di queste specie (Acer japonicum, Acer palmatum, Acer shirasawanum, Acer sieboldianum) vanno a formare il gruppo degli Aceri Giapponesi.

Avevamo già discusso Qua della diversità delle specie di Acero, così come delle tecniche di coltivazione dell'Acero Giapponese. In questo articolo mi focalizzerò sulla descrizione delle venti varietà di Acero Giapponese più particolari e rappresentative sulle centinaia (forse migliaia) presenti in commercio. 

Giardino di Aceri

Quali Sono le Differenze tra le Varietà di Acero Giapponese ?

La maggior parte delle cultivars di Acero Giapponese appartiene ad un'unica specie  (Acer palmatum), sebbene ve ne siano alcune anche di Acer japonicum Acer shirasawanum; nonostante ciò, secoli e secoli di ibridazioni hanno permesso di selezionare un enorme numero di cloni assai diversificati; ma in quali parti della pianta si evidenziano le maggiori differenze ?

  • Dimensione delle Foglie : gli Aceri Giapponesi hanno foglie di media grandezza, tuttavia cloni differenti possono variare considerevolmente la superficie fogliare.
  • Forma delle Foglie : solitamente  gli Aceri Giapponesi hanno foglie lobate, ma la profondità e l'ampiezza di questi lobi varia enormemente; nelle varietà "dissectum" son così profondi da dar ai lobi un aspetto aghiforme. Oltre a questo anche il margine fogliare può esser più o meno frastagliato.
  • Colore delle Foglie : esistono varietà con foglie arancioni, gialle, con diverse tonalità di rosso e verde od addirittura variegate. Gli Aceri Giapponesi non hanno solo fantastici colori autunnali, molti cloni hanno infatti foglie che cambiano colore più volte durante l'anno; possono ad esempio nascere gialle in primavera, diventare verdi in estate, virando poi all'arancione in autunno.
  • Dimensioni della Pianta : sebbene gli Aceri del Giappone siano piante medio-basse vi è grande differenza tra le selezioni; alcune, le così dette "varietà nane", da adulte non superano i 150 cm (5 ft), altre sfiorano i 10 metri (33 ft) di altezza, in mezzo a questi due estremi troviamo la maggior parte delle cultivars. Ovviamente la velocità di crescita è spesso correlata alla dimensione che poi avrà la pianta adulta.
  • Portamento : la forma della chioma varia da pianta a pianta; ci sono cloni dal portamento ricadente, altri a crescita assurgente, altri ancora che si espandono orizzontalmente.
  • Colore e Densità dei Rami : la corteccia dei rami di norma è liscia, con diverse tonalità di grigio (o marrone), tuttavia non mancano esemplari dalla peculiare corteccia rossastra, che lì fa notare, soprattutto nella stagione in cui sono spogli. La vigoria, e di conseguenza la fittezza dei rami, è più accentuata in talune piante, che tenderanno ad avere un portamento più arbustivo, con chioma molto folta.

Quali Sono le 25 Varietà di Acero Giapponese da Scegliere ?

1) Acer palmatum "Emerald Lace" : appartiene al gruppo degli Aceri "dissectum" e produce foglie profondamente lobate dal margine dentato. Queste foglie sono di piccole dimensioni, sono di base verde brillante con sfumature rosse sulle punte, in estate il colore diventa verde più scuro. In Autunno le foglie sono dapprima gialle, poi arancioni, virando al rosso prima di cadere. Come tipico del gruppo il portamento è ricadente ed a crescita più orizzontale che verticale, tuttavia Emerald Lace è tra gli Aceri dissectum più vigorosi e può arrivare anche ad un'altezza di 3 metri (10 ft).

Acer palmatum "Emerald Lace"
2) Acer palmatum "Bloodgood" : una delle varietà più comuni e diffuse, si caratterizza per avere grandi foglie con 5-7 lobi, che rimangono scure anche in piena estate, stagione in cui sono color porpora-nero. In Autunno, prima di cadere, diventano rosso scarlatto. Bloodgood è una pianta rustica, con un aspetto più simile ad un piccolo albero che ad un arbusto. Il portamento è assurgente, slanciato ed elegante; raggiunge un'altezza di circa 6 metri (20 ft) ed ha una chioma non particolarmente folta.

Acer palmatum "Bloodgood"
Acer palmatum "Sango Kaku"
3) Acer palmatum "Sango Kaku" : è una delle varietà più belle ed eleganti, che ha come tratto distintivo il fatto di avere il tronco ed i rami color rosso corallo, che si intensifica con l'arrivo del freddo, risultando quasi fluorescente. Questo rosso "acceso" è tanto più marcato quanto più i rami sono giovani, ma permane anche nelle branche principali. Le foglie sono color verde brillante, facendo un forte contrasto con i rami rossi, mentre il portamento è eretto, sebbene vecchi esemplari possano avere chioma espansa. Inutile dire che questa cultivar dà il meglio di sé in inverno, quando è totalmente spoglia.

4) Acer japonicum "Vitifolium" : come suggerito dal nome, questo Acero ha foglie che ricordano la forma di quelle della Vite. Esse sono grandi (più degli altri Aceri, ma meno della Vite) ed in estate sono color verde intenso. Come tipico degli A. japonicum ha bellissimi colori autunnali, con sfumature che vanno dal giallo allo scarlatto, anche sulla stessa foglia. Pianta di notevole sviluppo che può raggiungere anche i 10 metri (33 ft) di altezza.

Acer japonicum "Vitifolium"

5) Acer palmatum "Katsura" : una delle cultivars dal portamento più bello, con crescita eretta, raramente alta oltre 4 metri (13 ft). Le foglie, di medio-piccole dimensioni, mutano colore più volte durante la stagione vegetativa, dalle gemme sbocciano color giallo/arancione, virando poi al giallo, per divenire color verde chiaro in estate, mentre in autunno hanno sfumature rossastre. Apprezzata anche per la crescita veloce durante la fase giovanile.

Acer palmatum "Katsura"
Acer palmatum "Mikawa Yatsubusa"
6) Acer palmatum "Mikawa Yatsubusa" : varietà nana, ma a portamento eretto (non ricadente), che raramente raggiunge i 2 metri di altezza (6.6 ft). Molto usata per i Bonsai. Le foglie sono di un bel verde, ma è la loro disposizione a rendere unica questa varietà; esse sono infatti ravvicinate sul ramo, praticamente l'una sopra l'altra, quasi sovrapposte, creando dei palchi ornamentali, intervallati da parti di ramo prive di foglie. Una varietà che non può mancare ad un collezionista.

7) Acer palmatum  "Garnet" : varietà di dissectum molto vigorosa e robusta, con foglie frastagliate e con lobi profondi. Probabilmente il dissectum a foglia rossa più comune, dal portamento tozzo, allargato e ricadente, ma senza che i rami arrivino a terra. Anche in estate, con il Sole ed il caldo, le foglie non "sbiadiscono" e mantengono il loro colore rosso-porpora acceso. Non è una varietà nana, ma ha una crescita comunque relativamente contenuta ed anche da adulta supera di poco i 2 metri (6.5 ft) di altezza.

Acer palmatum  "Garnet"
8) Acer shirasawanum "Jordan" : selezionata in Italia, si caratterizza per le foglie colorate di giallo anche durante l'estate e piccioli rossi. In autunno le foglie hanno colori diversificati ed in uno stesso momento un'unica pianta può avere foglie rosse, accanto ad arancioni o gialle intense. La crescita è assurgente ed in media raggiunge i 3 metri (10 ft) di altezza. Ottima resistenza alle esposizioni soleggiate.

Acer shirasawanum "Jordan"
9) Acer palmatum "Butterfly" : possiede foglie dalla forma variabile e variegate, color verdastro opaco o gialle, dal margine color crema e rosa. Il portamento è a vaso e raggiunge un'altezza massima di 5 metri (16 ft).

Acer palmatum "Butterfly"
10) Acer palmatum "Arakawa" : albero di medio-grosse dimensioni, che può arrivare a 6 metri (20 ft). L'unicità della cultivar risiede nel tronco, che è ruvido, con pieghe e fessure, diventando con l'età suberoso (simile al sughero). Questa peculiarità si manifesta in esemplari adulti, non in piantine appena riprodotte. 

Acer palmatum "Arakawa"
11) Acer palmatum "Summer Gold" : peculiarità sono le foglie  gialle durante l'estate colore che, diversamente da altri Aceri a foglia gialla, permane anche con esposizioni soleggiate; inoltre creano un bellissimo contrasto con i frutticini rossi. Si sviluppa lentamente e tende ad avere una chioma che si allarga, più che crescere in verticale. 

Acer palmatum "Summer Gold"
12) Acer palmatum "Beni Schichihenge" : piccolo albero alto meno di 3 metri (10 ft), che si distingue per le foglie variegate. In primavera esse sono verdi nella parte centrale, mentre di color rosa e crema lungo i margini. In estate il colore diviene più omogeneo, mentre in autunno la chioma può esser composta da foglie completamente verdi contornate di bianco crema, accanto ad altre rosse.

Acer palmatum "Beni Schichihenge"
13) Acer palmatum "Koto No Ito" : appartiene al gruppo dei linearilobum, ovvero quegli Aceri con foglie con lobi lineari, lunghi e profondi, tanto da sembrare "striscioline". Questo clone esalta ulteriormente questa caratteristica, arrivando a formare lobi sottilissimi e lunghi anche 30 cm (12 in). Le foglie sono verdi d'estate e rosse in autunno. Pianta a crescita lenta, fatica a raggiungere i 3 metri (10 ft) di altezza ed i rami sono flessibili, dando alla chioma un aspetto piangente che, unito alla particolarità delle foglie, fà un "effetto fontana".

Acer palmatum "Koto No Ito"
14) Acer shirasawanum "Sensu" : pianta di medie dimensioni,  ma a crescita piuttosto rapida, in dieci anni può già sfiorare i 3 metri (10 ft)di altezza. Le foglie sono a forma di ventaglio, color rosso/bronzo, sfumate di verde nella parte più interna. In autunno le foglie si tingono di arancione.

Acer shirasawanum "Sensu"
15) Acer palmatum "Ryusen" :  foglie palmate verdi, ma la caratteristica che lo contraddistingue e il portamento. Questo acero ha una chioma ricadente, quasi a "cascata", ma diversamente dagli altri Aceri "pendenti" non è basso e largo, bensì a portamento assurgente e colonnare, oltre a non essere un dissectum

Acer palmatum "Ryusen"
Acer palmatum "Bihou"
16) Acer palmatum "Bihou" : sinonimo di Bi hoo è una cultivar di recente introduzione che ha la peculiarità di aver rami color giallo oro/arancio albicocca, che la rende particolarmente attraente durante la stagione invernale. La pianta è vigorosa ed a crescita eretta, raggiungendo un'altezza di circa 3 metri (10 ft). Le foglie sono verdi in estate e color oro in autunno.

17) Acer shirasawanum "Moonrise" : parente stretta dei cloni "Autumn Moon" e "Full Moon", si differenzia per aver foglie dal colore più mutevole durante la stagione. Le nuove foglie sono rosse, poi virano all'arancione, al giallo ed infine al verde brillante. Il picciolo è lungo e le foglie hanno lobi incisi non particolarmente in profondità. La pianta rimane sotto i 3 metri (10 ft) di altezza. Rispetto ad altre cultivar di Acer shirasawanum ha buona resistenza al pieno Sole. I colori primaverili si ripetono in autunno. 

Acer shirasawanum "Moonrise"
18) Acer palmatum "Sister Ghost" : foglie dai segmenti divisi fin praticamente alla base, dal margine finemente segmentato. Il tratto distintivo è il colore primaverile, queste foglie infatti sono sbiadite, con solo la venatura centrale che si mantiene verde, dando a questo Acero un aspetto decisamente spettrale. In autunno le foglie sono arancioni.  

Acer palmatum "Sister Ghost"
Acer palmatum "Okushimo"
19) Acer palmatum "Okushimo" : Acero a crescita veloce, che supera agevolmente i 5 metri (16.5 ft) di altezza ed ha portamento slanciato. Le foglie sono verdi in estate, giallo oro in autunno ed hanno un picciolo rosso, ma la peculiarità sta nel fatto che sono ripiegate, formando una sorta di "U".

20) Acer palmatum "Seiryu" : dissectum a foglia verde, con punte rosse, dal portamento ben diverso rispetto alla maggior  degli Aceri di questa categoria (come molti dissectum, es. Emerald Lace o Garnet). Questo Acero infatti cresce ad albero, non è nano, non è ricadente e può raggiungere i 4 metri (13 ft) in pochi anni. Molto ricercato da chi vuole la foglia "dissectum", ma un portamento "classico" ed assurgente.

Acer palmatum "Seiryu"

lunedì 31 gennaio 2022

Jackfruit (Artocarpus heterophyllus) - E' Possibile Coltivarlo in Italia ?

Per coloro che hanno fatto un viaggio nel Sud-Est Asiatico (Cambogia, Thailandia, Malesia etc.) o per coloro che amano la cucina asiatica il nome "Jackfruit" non risulterà di certo nuovo. In queste zone, infatti, il frutto del Jackfruit è molto comune ed utilizzato in mille modi diversi, sia come fresco, sia cotto ed in occidente è talvolta usato come sostituto della carne nelle ricette vegane. 

Artocarpus heterophyllus
Com'è e Che Sapore ha il Frutto del Jackfruit ?

Questa specie tropicale produce un frutto noto anche come Giaco (o Jaca) che detiene uno dei record vegetali, esso è infatti il frutto più grande al mondo che cresca attaccato ad un albero (le zucche giganti crescono per terra). Esistono diverse varietà di Jackfruit, alcune di esse, nelle migliori condizioni di crescita, possono produrre frutti che pesano anche 30 kg (66 lb), ma in media 10 kg (22 lb). Il frutto è in realtà un "multi-frutto" (sincarpo in botanica), di forma ovale, lungo in media 50 cm (1.65 ft), sebbene possano essercene anche alcuni che sfiorano il metro (3.3 ft). Esternamente si presenta con una buccia ruvida, di colore verde-giallognolo, talvolta marroncina a maturazione; internamente troviamo diversi "spicchi" gialli, ognuno dei quali contiene un seme, lungo circa 3 cm (1 in). 

La polpa non è né cremosa, né acquosa, ma  ha una consistenza che definirei "gommosa", mentre il sapore è dolciastro, particolare e talvolta ci si deve abituare prima di apprezzarne a pieno la qualità. In Thailandia e nel Sud-Est asiatico si trova su ogni bancarella (clicca qui per vedere i frutti tipici di queste zone), mentre in Italia si può cercare nei negozi etnici, inoltre è spesso venduto inscatolato, con un gusto molto vicino al frutto fresco. Ad un occhio inesperto, la polpa (ma anche il frutto intero) del Jackfruit può esser scambiata per quella del Durian.

Polpa Jackfruit

Origine e Curiosità sul Jackfruit :

Artocarpus heterophyllus è una specie appartenente alla famiglia delle Moraceae ed è perciò parente del Fico (Ficus carica) e del Gelso (Morus alba). Il Giaco è originario di una vasta area compresa tra il Sud dell'India e le foreste pluviali di Malesia, Indonesia e Filippine ed è ampiamente coltivato in tutte le zone tropicali umide del Mondo Il Jackfruit è l'albero simbolo del Bangladesh, nazione che reputa questo frutto sacro, ma anche in India è considerato un "portafortuna".

Germoglio Artocarpus heterophyllusLa A. heterophyllus è una specie arborea che si sviluppa sotto forma di albero di medie dimensioni, raggiungendo un'altezza media di circa 10 metri (33 ft), sebbene in zone a vegetazione più fitta si possa spingere più in alto per raggiungere la luce del Sole. La chioma ha una forma tendenzialmente piramidale e, nel complesso, ha un portamento che ricorda un mix tra quello del Ginkgo biloba e della Magnolia grandiflora. Questa forma è più comune in esemplari giovani, mentre vecchie piante tendono ad assumere una chioma espansa.

Sul tronco principale i rami hanno un angolo d'inserzione ampio (sono quasi perpendicolari, ovvero paralleli al suolo) e son presenti sin dalla parte basale, un po' come avviene in un Abete. La corteccia è liscia e di norma cosparsa di muffe (non patogene) di colore bianco.

Ramo In Allungamento Germoglio Artocarpus heterophyllus

Il Jackfruit è una specie monoica, ovvero un'unica pianta produce sia infiorescenze maschili che femminili.  I fiori di entrambi i sessi sono tozzi, con gambo corto ed emergono dal tronco principale o dai rami più grandi. I fiori maschili sono più piccoli e di norma spuntano su rami più giovani, situati sopra i fiori femminili. I fiori maschili si aprono prima di quelli femminili e, una volta ceduto il polline, seccano; quelli femminili invece, se impollinati, si svilupperanno in frutti. Sebbene l'impollinazione incrociata aumenti la resa, la specie è considerata autofertile e di solito si ha una buona percentuale di impollinazione anche con un'unica piantaNei paesi tropicali umidi la fioritura è continuativa durante l'anno, cosicché fiori e frutti a diversi stadi di maturazione sono presenti contemporaneamente sulla stessa pianta, garantendo una fruttificazione scalare; nelle zone Subtropicali (es. Florida) la produzione principale avviene tra fine estate ed autunno. In condizioni ottimali di crescita, dalla fioritura alla maturazione dei frutti occorrono in media 120-180 giorni, con differenze tra le cultivars.

Il Jackfruit produce frutti enormi e per sorreggerli ha sviluppato l'insolita (ma non unica) strategia di far avvenire la fruttificazione sui rami più vecchi ed è comune che siano attaccati addirittura al tronco principale.

Artocarpus heterophyllus è sempreverde, con foglie alternate, di color verde scuro luccicante con evidenti venature bianche e con una consistenza simile al cuoio. Esse hanno la dimensione di una mano e sono di forma ovale, sebbene nei germogli dei rami più giovani possano avere lobi profondamente incisi. Nel complesso le foglie del Jackfruit ricordano quelle del Ficus lyrata.

Come tipico delle Moracee, anche l' A. heterophyllus sviluppa un apparato radicale imponente, con radici massicce e fitte, che si spingono oltre la proiezione della chioma della pianta stessa.

Foglie Artocarpus heterophyllus
Come Coltivare il Jackfruit (Artocarpus heterophyllus) ? - Clima, Temperature e Cure

Pianta Adulta di Jackfruit
La coltivazione di questa pianta è piuttosto facile ai tropici, ma diventa assai più complessa nelle zone temperate calde ed, in Italia, si può coltivare all'aperto solo in pochi microclimi favorevoli del Sud Italia.

Iniziamo subito col dire che il Jackfruit è una pianta più tropicale che subtropicale, idealmente vorrebbe clima caldo-umido tutto l'anno e precipitazioni abbondanti e ben distribuite nell'arco dei 12 mesi. Inevitabilmente in Italia è impossibile avere queste condizioni, se non in serra; tuttavia questa specie non è equatoriale come lo sono il Durian, il Mangostano ed il Rambutan, tant'è che, diversamente dalle tre piante citate, viene coltivato con successo nel Sud della Florida (circa 25° N).

Ma qual è la reale resistenza al freddo del Jackfruit ? 

Ovviamente rispondere ad una simile domanda è difficile, in linea di massima potremmo dire che la zona in cui si intende coltivarlo deve esser esente da gelo, dato che anche leggere ed effimere gelate possono uccidere una pianta adulta. Indicativamente a 0° C (32° F) si danneggiano le foglie, a -1° C (30° F) i rami ed a -2° C (28° F) può morire l'intera pianta; tuttavia anche periodi prolungati a temperature di poco sopra lo zero possono portare la pianta al deperimento. Un altro conto è la fruttificazione, infatti non è detto che in un luogo in cui la pianta sopravviva riesca anche a maturare i frutti; infatti ci vogliono dai 4 ai 6 mesi dalla fioritura alla maturazione e questo tempo è da intendersi in condizioni tropicali (ottimali), ovvero con massime sopra i 28° C (82° F) e minime non inferiori a 20° C (68° F), se le temperature sono inferiori i tempi si dilatano ed il sopraggiungere dell'inverno potrebbe far marcire i frutti prima che maturino. In Italia è essenziale scegliere una varietà precoce e sperare che i fiori alleghino in maggio, così da aver davanti almeno 4 mesi di temperatura ottimale. In Italia ci sono testimonianze di appassionati che coltivano con successo il Jackfruit nel sud della Calabria ed in Sicilia, ma al momento in cui scrivo questo articolo, nessuno (che io sappia) è ancora riuscito a far giungere a maturazione un frutto.

I semenzali crescono abbastanza velocemente ed iniziano a fruttificare quando il tronco principale raggiunge il diametro di una lattina di Coca Cola, ai tropici in media 3-5 anni.

Fiori Artocarpus heterophyllus
Il terreno ideale è fertile e drenante, ma può crescere anche in suoli poveri, sia sabbiosi che rocciosi, purché non vi sia eccessivo ristagno idrico. Preferisce terreni a pH neutro o subacido, adattandosi comunque bene ad un'ampia gamma di suoli, ma non gradisce un'elevata salinità del suolo.

Frutticini JackfruitPer una crescita continuativa la pianta richiede abbondanti innaffiature ed, in natura, preferisce piogge ben distribuite, pur potendo tollerare circa 2-3 mesi di stagione secca. Una pianta affrancata potrebbe superare l'estate mediterranea senza irrigazioni, magari rallentando un po' la crescita, tuttavia di norma la stagione secca nelle aree monsoniche corrisponde al periodo in cui la pianta riduce la fruttificazione, in Italia, se si vuole tentare di far maturare un frutto, conviene bagnare nel periodo che va dalla fioritura alla maturazione (ovvero il semestre caldo).

Giovani semenzali gradiscono un certo grado di ombreggiamento, ma da adulti è consigliabile un'esposizione quanto più soleggiata possibile

La struttura massiccia rende il Jackfruit tollerante ai venti e, anche in caso di uragani tropicali, le piante danneggiate recuperano meglio di altre specie. La potatura non è essenziale e serve più che altro per alleggerire la chioma ed impedire che la pianta diventi troppo alta, di norma reagisce comunque bene ai tagli, emettendo nuovi getti anche dalla parte bassa del tronco.

La riproduzione avviene di solito tramite semina ed in condizioni di umidità/temperatura ottimali, se i semi vengono lasciati 24 h in acqua, la germinazione avviene in 3-7 settimane. Importante ricordarsi che i semi del Jackfruit hanno una scarsa vitalità, non possono dunque essere seccati e conservati, ma si devono piantare freschi, entro massimo un mese dalla raccolta da un frutto maturo. Ovviamente per propagare un clone specifico non si può passare dal seme, il quale può comunque funzionare come portainnesto, sul quale innestare poi la varietà desiderata. 

Frutti Immaturi Artocarpus heterophyllus

Frutti su Tronco