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lunedì 4 gennaio 2016

Perchè Nevica? Dove di più in Italia?

La Neve è una delle condizioni meteo più affascinanti, forse perché trasforma ambienti rumorosi in ambienti ovattati, forse perché la vediamo raramente, forse perché esalta la bellezza di un paesaggio o chissà per cos'altro.

  • Ma come si forma la neve? 
  • Quali condizioni climatiche ci devono essere affinché possa nevicare? 
  • Quali sono le zone in cui nevica di più in Italia e perché?


Paesaggio innevato



Una bella Nevicata è, in Italia e in pianura, un evento raro, che può verificarsi solo con particolari condizioni di temperatura ed umidità. Il primo mito da sfatare è "Se fà troppo freddo non può nevicare", se così fosse non vi sarebbero nevicate invernali sulle Alpi e le pianure Siberiane sarebbero sempre brulle. 

Il freddo è dunque necessario (e non è mai troppo), ma non sufficiente; ci deve infatti essere anche una perturbazione che apporti la giusta umidità.

Un fiocco di neve null'altro è che vapore acqueo sublimato o goccioline d'acqua solidificate a cristallo di ghiaccio. Questi cristalli si formano in nubi stratificate al cui interno vi è, di solito, una temperatura di poco inferiore ai -10° C.
Questi cristalli di ghiaccio, durante la loro discesa, possono fondersi assieme generando un fiocco di maggiori dimensioni. Ciò avviene con temperature attorno agli 0° C (o leggermente superiori), a temperature inferiori i cristalli di ghiaccio, non sciogliendosi, rimangono separati.

I cristalli di neve hanno forme diverse a seconda della temperatura e della saturazione della nuvola che li genera. Solitamente la forma a "sei punte" (quella stilizzata nei cartoni animati) avviene a temperature meno basse rispetto alla forma "a prisma".


Forma della neve



Tutte le nevicate sono uguali?

Ovviamente no, anzi sarebbe più corretto dire l'esatto contrario. Ogni nevicata ha una storia a sé, anche se, a grosse linee, è possibile categorizzarle.

Quando tutta la colonna d'aria sovrastante è a temperatura negativa, laddove vi saranno precipitazioni, saranno certamente a carattere nevoso. 
Questa "tipologia" di neve è particolarmente asciutta, i fiocchi si posano sul terreno senza sciogliersi, riescono ad imbiancare anche corpi vicini a fonti di calore come i davanzali o le strade trafficate. L'aspetto di questa neve è "farinoso" e l'accumulo aumenta molto velocemente.

I famosi "Blizzard", neve ghiacciata accompagnata da gelidi e forti venti (oltre 40 km/h, con temperature inferiori ai -25° C) e visibilità sotto il chilometro, tipici di alcune città Americane sono, in Italia, eventi mai avvenuti, se non in alta montagna.
Sul Nord della nostra penisola, con cadenza di un paio di episodi per decennio, possono verificarsi dei "mini-Blizzard", in cui la neve è accompagnata da un repentino calo di temperatura e sostenuta da impetuosi venti, sebbene più caldi e lenti dei veri e propri Blizzard Americani.


Strati d'aria e neve


La tipologia di neve più comune sulle Pianure italiane è quella denominata "Neve Bagnata" o "Acquaneve" ed avviene con temperature al suolo superiori agli zero gradi.
Supponiamo, che sopra il suolo vi sia uno strato di 100-300 metri di aria di poco superiore al punto di congelamento. Il fiocco di neve raggiunge questa zona solo dopo un lungo percorso, in cui ha avuto tempo di formarsi, di aggregarsi ad altri cristalli di neve e di raffreddarsi.
Se il cristallo di neve, nel breve strato di aria prima di toccare il suolo, non riesce a fondersi completamente, giungerà a terra sotto forma di neve bagnata. A seconda della temperatura, della velocità di discesa e dello spessore dello strato d'aria "calda", avremo neve più o meno bagnata.

Se invece gli strati d'aria sono discontinui potrebbero esserci temperature negative al suolo e ad alta quota, con in mezzo una zona con aria a temperature positive. Queste sono le condizioni ideali per la formazione di Neve Congelatesi (Gelicidio o Pioggia Congelante), ovvero la neve formatasi in quota fonde ad acqua nella zona intermedia per poi ricongelarsi solo a contatto col suolo gelido.

Neve tonda (chiamata comunemente nevischio, anche se inesatto): si forma quando un fiocco di neve, incontrando uno strato d'aria con temperature positive durante la sua discesa, si fonde parzialmente per poi trovare, nell'ultimo strato a contatto col suolo, aria nuovamente sotto gli 0° C.
Se lo strato d'aria fredda vicino al suolo è sufficientemente spesso il "fiocco scongelato" ricongela, dando origine ad un fiocco di neve tondo che rimbalza a contatto col suolo.


Neve sull'Appennino





Effetti della neve sul clima e sulle piante :

Un proverbio popolare recita "Sotto la neve, il pane", questo perché un manto nevoso garantisce, sotto di esso, temperature "meno fredde" rispetto all'aria sovrastante, in altre parole è una sorta di pacciamatura naturale.
Se da un lato la neve protegge le radici, dall'altro può essere deleteria per la parte area di una pianta, specie se sempreverde. La neve, infatti, è bianca e questo colore assorbe minori radiazioni solari rispetto ad un terreno brullo.
L'effetto Albedo si basa su questo principio: un terreno innevato assorbe meno calore di giorno e, in notti serene in assenza di vento, lo perde più velocemente di quanto non faccia un terreno senza neve; questo genera una fortissima inversione termica.
In zone soggette ad inversione termica, quando il cielo si rasserena, si possono registrare temperature minime notturne anche 4° C inferiori rispetto ad analoghe situazioni meteo, ma col suolo privo di neve.
Infine la neve, specie se bagnata e pesante, può indurre danni di tipo meccanico ai rami, sopratutto delle specie sempreverdi che, con le loro foglie, "trattengono" maggior volume di neve.


Olivo piegato dalla neve




Che cos'è la "Quota neve" e da cosa dipende? :

Per un meteorologo è molto difficile prevedere una nevicata, questo perché, alle nostre latitudini, è raro che tutta la colonna d'aria sovrastante sia a temperature negative.
In pianura, il più delle volte, nevica con temperature leggermente superiori agli 0°C e la quota neve può essere influenzata da molteplici elementi.

La neve cadrà solo se non si scioglierà completamente attraversando lo strato d'aria a temperatura positiva.
Quindi per calcolare la quota neve, ovvero l'altitudine più bassa in cui si avranno precipitazioni nevose, si dovrà considerare :


  • Spessore dello strato a temperature positive tra il suolo e la quota dello zero termico e quanto esse sono superiori agli zero gradi.
  • L'intensità delle precipitazioni : quanto più intensa è una precipitazione, quanto più velocemente percorrerà lo "strato caldo" e, conseguentemente, percorrerà una distanza superiore prima di sciogliersi. A parità di altri parametri, più la precipitazione  sarà intensa e più sarà bassa la quota neve rispetto alla quota delle zero termico. Se una precipitazione debole ha quota neve 300 m sotto lo zero termico, una forte può far nevicare anche 800 m sotto lo zero termico.
  • Orografia del territorio : nelle valli più strette e sottovento rispetto alla perturbazione, la quota neve può essere diverse centinaia di metri inferiore, rispetto a valli aperte e meno protette.


Quali condizioni climatiche fanno nevicare in Italia? Quali sono le zone in cui nevica di più ? :

Sulle Alpi italiane (versante Sud della Catena Alpina), le nevicate sono copiose quando arriva aria umida dai versanti meridionali che, per effetto Stau, si converte in precipitazione. Viceversa, quando la perturbazione arriva da Nord, sarà il versante opposto ad essere interessato da nevicate, mentre quello Italiano godrà (di norma) di un clima secco e mite (venti di Fohn o Favonio, vedi qua per maggiori dettagli).

In altre parole il versante sopravento ad una perturbazione è quello in cui vi saranno precipitazioni.

Le perturbazioni da Nord sono più fredde delle perturbazioni da Sud. Questo implica che, in linea generale, i versanti Alpini ed Appenninici esposti a Sud avranno una quota neve più alta di quelli esposti a Nord.


Stau




Una classica tipologia di nevicata nella Pianura Padana (specie occidentale) è quella chiamata "Nevicata da scorrimento". Questa si verifica quando l'aria gelida, accumulatasi al suolo dopo un'irruzione fredda, viene "scalzata" da una perturbazione umida e più mite (es. una Perturbazione Atlantica). Quindi il "cuscinetto" freddo presente converte l'aria umida in arrivo in neve.

Sulle Coste italiane la neve è un evento raro ed effimero. Il più delle volte si verifica a seguito di un'irruzione d'aria di origine continentale proveniente da Nord o Nord-Est.
In questo caso il versante Adriatico è più esposto e registra maggiori accumuli, mentre il versante Tirrenico, protetto dall'Appennino, è meno soggetto a nevicate.


Orografia e quota neve


Neve sul ponte