martedì 6 aprile 2021

Elenco Piante Grasse per Zone Calde - Specie a Confronto e Progettazione Giardino

Le succulenti, avendo la fama di essere piante "facili",  sono tra le specie vegetali più vendute nei vivai. Effettivamente spesso sopravvivono a maltrattamenti che ucciderebbero qualsiasi altra pianta, riuscendo a vegetare anche in vasi estremamente piccoli, con terra povera e riarsa dal Sole.

Se per molti rappresentano solo "piante di cui dimenticarsi", per altri le Piante Grasse rappresentano una passione ed un vero e proprio orgoglio.

Ma se avessi un pezzo di giardino e volessi iniziare a collezionare Cactus ed altre piante succulenti, quali specie dovrei scegliere ? Quali sono le differenze ? Come si distinguono ?

Giardino Piante Grasse
Le piante grasse resistono benissimo al caldo estremo, ad ambienti estremamente secchi ed a suoli poveri di nutrienti, l'unico vero limite alla loro diffusione è rappresentato dalle basse temperature invernali. La loro eccezionale resistenza alla siccità è dovuta sia al fatto di immagazzinare acqua nei tessuti, sia al fatto di limitare al massimo la perdita tramite evaporazione; non a caso le foglie sono piccole, inconsistenti e spesso atrofizzate a spine. Detto ciò che accomuna più o meno tutte le piante grasse, c'è da sottolineare anche l'enorme diversità interna a questo gruppo, sia per quanto riguarda le dimensioni, sia per forma, aspetto e portamento.

In questo articolo vorrei menzionare e descrivere le principali (o peculiari) specie di piante grasse coltivabili (in piena terra e senza protezione) nelle aree più miti del Centro-Sud Italia, ovvero laddove le temperature non scendano praticamente mai sotto gli 0° C (32°F). Qui quindi citerò solo le specie più delicate e sensibili al freddo, ma vi ricordo che a queste si possono sicuramente aggiungere tutte le piante grasse resistenti al gelo, a cui vi rimando cliccando qua. In altre parole, tutte le piante grasse coltivabili al Nord Italia sono coltivabili anche al Sud Italia, ma non il viceversa.

Per una buona riuscita, oltre a riservar loro un posto assolato e riparato, ricordatevi di far diventare il terreno il più drenante possibile, in quanto la maggior parte delle morti di piante grasse è ascrivibile o a freddo od a marciume da eccessiva umidità; inoltre la resistenza al freddo in ambiente umido è inferiore rispetto ad un ambiente secco.

Di seguito troverete un elenco di molte piante grasse "sensibili" al gelo (ma tuttavia relativamente resistenti al freddo). Tra le migliaia  di specie ho selezionato quelle più rappresentative del proprio genere ed adatte alla creazione di un giardino "arido" nel Sud Italia. Ogni singola specie menzionata sarà accompagnata da una breve descrizione e dalla corrispondente fotografia. Per chi fosse interessato consiglio anche di andare a vedere i Giardini di Hanbury, in Liguria, in cui è presente un'ampia collezione di piante grasse (e non solo).


Elenco Specie Piante Grasse e Succulente :

Adenium obesum : nota anche come Rosa del Deserto, è una pianta succulenta nativa della Namibia ed appartenente alla famiglia delle Apocynaceae, la stessa del Falso Gelsomino. L'A. obesum ha sviluppo arbustivo od al più raggiunge le dimensioni di un piccolo albero di circa 3 metri (10 ft) di altezza. Il fusto è particolarmente tozzo, massiccio ed "attorcigliato", raggiungendo un diametro di anche 1 metro (3.3 ft). Le foglie hanno consistenza simile al cuoio, sono arrangiate a spirale e maggiormente concentrate all'apice dei rami. I fiori sono spettacolari; essi sono a forma d'imbuto, con 5 petali, bianchi nella parte centrale, con sfumature di rosa via via più intenso procedendo verso l'esterno. In condizioni ideali è sempreverde, ma in Italia può entrare in uno stadio di dormienza, perdendo le foglie e resistendo così a temperature vicine agli 0° C (32°F), purché di breve durata.

Adenium obesum

Aloe vera
Aloe vera : di questa specie (e della sua coltivazione) ne avevamo parlato dettagliatamene qua. Molto diffusa, si può coltivare laddove vi siano lievi gelate, le quali, in ambiente secco, possono esser sopportate. Qui non mi dilungo nella descrizione, se siete interessati cliccate sul link sopra.

Aloidendron barberae : nota anche come Aloe bainesii, Aloe barberae o più semplicemente Albero dell'Aloe. Nativa del Sud Africa, dove, sebbene molto lentamente, può crescere sino ad un'altezza di 18 metri (59 ft). Diversamente dalla maggior parte delle Aloe, l'A. barberae  ha uno sviluppo arboreo e tende a ramificare formando una chioma con molti rami. Pur avendo le foglie carnose e succulenti tipiche delle Aloe, esse sono presenti esclusivamente all'apice vegetativo, che corrisponde all'estremità dei rami. Sicuramente una pianta da impatto, anche se in Italia ci vorranno anni prima che diventi mastodontica. La resistenza al freddo è simile a quella dell'Aloe vera e sarebbe meglio coltivarla in zone in cui non geli mai, anche se potrebbe sopravvivere a sporadiche (e leggerissime) gelate.

Aloidendron barberae

Agave attenuata : è una tra le Agavi più sensibili al freddo, ma anche l'unica totalmente priva di spine sulle foglie, dato che in natura cresce a gruppetti arroccata lungo le pareti dei dirupi e non rischia di esser mangiata da qualche Bovide. L'A. attenuata è originaria del Messico centrale, ha foglie molto belle, lisce, color verde-azzurro, lunghe circa 60 cm (23 in). La fioritura, diversamente da ciò che accade in molte altre specie di Agavi, si verifica più volte, senza che la pianta muoia al termine di essa. Altra differenza è l'infiorescenza, che non è eretta, ma pendule. Ama posizioni soleggiate, ma si adatta anche a zone di mezz'ombra. In ambiente secco può tollerare temperature di poco sotto gli 0°C (32° F), ma il freddo umido prolungato può far deperire quest'Agave anche in assenza di gelate.

Agave attenuata

Argyroxiphium sandwicense
Argyroxiphium sandwicense : appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è endemica delle Isole Hawaii. Si sviluppa sotto forma di rosetta larga circa 60 cm (2 ft), costituita da foglie lunghe e strette, dall'appariscente color argento. Un po' come avevamo visto per Agave americana, anche l'A. sandwicense fiorisce un'unica volte al termine della sua vista, indicativamente tra 20 e 90 anni d'età. Può crescere solo nelle zone più calde del Sud Italia.

Astrophytum myriostigma : Cactus privo di spine, di norma solitario, ricoperto da una peluria. Il colore del fusto, nel complesso, risulta color verde-argenteo, mentre la sezione è "a stella", con solitamente 5 lobi; è una pianta dotata di elevata simmetria. Produce fiori molto belli, con petali color giallo tenue e parte centrale giallo intenso. Essi sono presenti in piccolo numero (2-3) e disposti esclusivamente sulla parte apicale del Cactus. Astrophytum myriostigma è una specie nativa del Messico e può resistere fino a temperature minime di circa -5° C (23° F). Piuttosto facile anche la coltivazione indoor che, oltre all'assenza di spine, la rende un'ottima candidata per i Cactofili principianti.

Astrophytum myriostigma

Beaucarnea recurvata (sin. Nolina recurvata): specie nativa delle aree semi-desertiche dell'America Centrale (Messico, Belize etc.) molto comune anche come pianta da appartamento, appartiene alla famiglia delle Asparagaceae. Una delle peculiarità è la presenza di un rigonfiamento alla base del tronco, noto come Caudice, avente funzione di riserva idrica. Data la particolare forma del tronco la B. recurvata è nota anche come Piede d'Elefante. Le foglie, relegate all'apice vegetativo, sono lunghe, arcuate e ricadenti, formando una sorta di "ciuffo". Sebbene la coltivazione in vaso ne limiti lo sviluppo, piantata in piena terra può sfiorare i 10 metri (3.3 ft) di altezza, tuttavia la crescita è lenta e ci vorranno molti anni prima che si raggiunga tale altezza.
 
Tollera bene la siccità ed ha esigenze simili a quelle di tutte le altre piante grasse, tuttavia ha una discreta resistenza al freddo e, a patto che siano eventi sporadici, può sopravvivere fino a circa -5° C (23° F).

Beaucarnea recurvata

Boophone haemanthoides : specie nativa della Namibia ed appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae. E' una pianta geofita con bulbo a forma di cipolla che cresce durante la stagione più fresca, mentre d'estate perde le foglie ed entra in uno stato di quiescenza. Dal bulbo, che può rimanere parzialmente fuori terra, emergono circa 18-20 foglie nastriformi, glauche, ondulate e disposte a ventaglio. Questa specie molto particolare non tollera temperature inferiori ai 3-4 gradi (37-39 °F).

Boophone haemanthoides

Carnegiea gigantea : noto anche come Saguaro, è una Cactaceae di grosse dimensioni che cresce nel Deserto di Sonora, a cavallo tra Arizona e Messico. E' il "classico" cactus dei film Western ed è formato da un unico tronco con qualche ramificazione, anch'esse assurgenti e può ricordare la forma di un candelabro. La crescita è lenta ed il primo processo di ramificazione avviene diversi decenni dopo la nascita. Il Saguaro può vivere anche oltre 300 anni e superare i 10 metri (33 ft) di altezza. Altra peculiarità è il fatto che il tronco assorbe acqua e, dunque, alla fine di un periodo di pioggia si rigonfia, per poi "sgonfiarsi" pian piano nel restante e lungo periodo secco. La Carnegiea gigantea produce i fiori classici delle Cactacee, di color bianco. La resistenza al freddo è ottima e, solo in ambiente secco, può resistere a picchi di circa -10° C (14° F).

Carnegiea gigantea

Cereus peruvianus (sin. Cereus repandus) : altro Cactus, proveniente dal Perù, ma a livello ornamentale è molto diffuso anche nelle zone costiere del Sud Italia. Produce numerosi tronchi color grigio-verde, assurgenti, che possono raggiungere anche i 10 metri (33 ft) di altezza. I fiori si aprono di notte e sono forse l'unico esempio di influenza della Luna sull'agricoltura. I fiori sono molto belli, ma autosterili; se però avviene impollinazione incrociata danno origine a frutti commestibili e saporiti. C. peruvianus può reggere occasionali gelate, fino a circa -4°C (25° F).

Cereus peruvianus

Cleistocactus strausii : Cactus nativo dell'Argentina settentrionale, dal portamento eretto e slanciato; può essere alto anche oltre 2 m (6.6 ft), con un diametro di neppure 10 cm (4 in). Uno dei tratti distintivi è il colore, infatti le spine (talmente fini e fitte da sembrar peluria) sono grigio/biancastro, mentre i fiori sono paralleli al suolo (perpendicolari al fusto), allungati (a forma cilindrica) e rosa. Regge il freddo fino a circa -6° C (21° F).

Cleistocactus strausii
Crassula ovata
Crassula ovata : chiamato anche Albero di Giada è una pianta succulenta del Sud Africa, molto popolare ed appartenente alla famiglia delle Crassulaceae. Si sviluppa sotto forma di arbusto, spesso con un unico tronco, ma molto ramificato sin dalla base. Questa specie può superare i 2 metri (6.6 ft) di altezza e tende ad avere una chioma a forma globulare. Le foglie sono carnose, ovali, verdi, ma con il contorno color rossastro. La fioritura è tipicamente invernale, con fiori color bianco-rosa, a stella e raggruppati in un'infiorescenza compatta. Se coltivata in ambiente asciutto la sua resistenza al freddo è superiore a quella del C. peruvianus, potendo resistere a brevi gelate intorno ai -6° C (21° F). Ottima anche come pianta d'appartamento. 

Cyphostemma juttae : proviene dalla Namibia ed appartiene all'insolita (per le piante grasse) famiglia delle Vitaceae. Il tronco è grigio, succulento, poco ramificato, rigonfio ed a forma di bottiglia. In natura può sfiorare i 2 metri (6.5 ft) di altezza, sebbene coltivata in Italia (ed in vaso) mantenga dimensioni ben più contenute. All'estremità degli steli (2 o 3 rami, raramente di più) si trovano grosse foglie color verde-grigio, dal margine dentellato. I fiori sono inconsistenti, ma ad essi seguono dei grappoli con bacche rosse. In inverno perde le foglie. La resistenza al freddo si aggira attorno ai -5° C (23° F), anche se il prolungarsi di simili temperature induce marciumi letali per la pianta.

Cyphostemma juttae

Dasylirion longissimum : Asparagaceae molto comune ed ornamentale nativa del Deserto di Chihuahua, in Messico. La specie è formata da un unico grosso tronco al cui apice troviamo le numerose foglie, lunghissime e strette, a formare una chioma che ricorda molto un gigantesco ciuffo d'erba. Anche se di crescita lenta può diventare alto diversi metri. Buona resistenza al freddo, che si aggira intorno ai -8° C (18° F), rendendo il Dasylirion longissimum coltivabile in tutto il Centro-Sud Italia, ma forse anche nei microclimi più miti del settentrione.

Dasylirion longissimum

Dioscorea elephantipes : appartenente alla famiglia delle Dioscoreaceae, è un tubero che ricorda la forma di una pigna. Da esso, che rimane parzialmente fuori terra, emerge un ramo principale e diverse ramificazioni, superando abbondantemente il metro (3.3 ft) di altezza. Le foglie sono cuoriformi. Resiste a sporadiche temperature di pochi gradi sotto zero.

Dioscorea elephantipes

Dracaena draco : chiamato anche Albero del Drago è una specie endemica degli Arcipelaghi dell'Atlantico settentrionale, tra cui le Isole Canarie. Specie a crescita molto lenta, si sviluppa di norma su un unico tronco, da cui dipartono molti rami che terminano con una rosetta di foglie lanceolate, coriacee e glauche. La chioma, negli esemplari adulti, tende ad avere una forma ad "ombrello". Una pianta adulta può reggere temperature minime di circa -4°/-5°C (25/23°F).

Dracaena draco

Echinocactus grusonii : noto anche come Cuscino della Suocera, è un Cactus solitario nativo della parte centrale del Messico. Esso è a forma di sfera, che può superare il  metro (3.3 ft) di diametro. Fusto verde, con numerose areole ordinatamente disposte, dalle quali spuntano spine gialle. Sulla sommità di questa "sfera" trovano spazio i piccoli fiori, che sono gialli e disposti come a formare una corona. Pianta a crescita lenta, che può impiegare anche 20 anni per la prima fioritura. In ambiente asciutto può reggere fino a -6° C (21° F), ma come sempre sarebbe meglio evitare le gelate.

Echinocactus grusonii

Euphorbia royleana : specie di Euphorbiaceae nativa delle aree montagnose di Pakistan, Bhutan, India e Nepal, dove cresce sugli aridi pendii assolati, preferendo un'altitudine compresa tra 1000 e 1500 m (3300-4900 ft). La specie ricorda la forma di un Cactus colonnare, i fusti possono raggiungere i 5 metri (16.5 ft) di altezza ed alla loro sommità sono collocate delle belle foglie ovali. Esse sono però decidue e pertanto cadono in condizioni di freddo o eccessiva aridità, mantenendosi solo nei mesi più caldo-umidi. I fiori sono color giallo-verdastro. 

Euphorbia royleana

Euphorbia milii : nativa del Madagascar è chiamata anche Corona di Cristo. E' un arbusto succulento, con molti steli densamente spinosi, con spine simili a quelle delle Rose. Questi steli possono sfiorare il metro di altezza (3.3 ft). Le foglie sono a forma di uova e di color verde chiaro. I fiori son rosati, la fioritura è molto prolungata e, nei luoghi più caldi, avviene durante quasi tutti i mesi dell'anno, con picco in primavera. In ambiente asciutto resiste ad episodiche temperature minime di circa -3° C (27° F).

Euphorbia milii


Ferocactus gracilis : nativo del Messico settentrionale; si sviluppa come Cactus solitario a forma cilindrica, alto fino a 150 cm (5 ft), per un diametro di circa 30 cm (12 in). Vistose spine, lunghe e rossastre, molto diffuse. Fiori anch'essi rossastri, ma non troppo appariscenti (rispetto ad altre Cactacee). Resiste fino a temperature di circa -6° C (21° F).

Ferocactus gracilis

Gasteria carinata : piccola pianta grassa priva di steli appartenente alla famiglia delle Asphodelaceae. Le foglie, dall'apice triangolare, sono disposte a spirale e di color verde scuro, con la presenza di "puntini" bianchi. Fiori color rosa pallido, talvolta quasi bianchi. Raggiunge un'altezza massima di circa 20 cm (8 in), ma si allarga anche 4-5 volte rispetto all'altezza. Può tollerare pochi gradi sotto zero.

Gasteria carinata

Glottiphyllum longum : specie nativa del Sud Africa appartenente alle Aizoaceae. Produce caratteristiche foglie carnose, color verde scuro, molto lunghe (talvolta ripiegate all'estremità), dal margine arrotondato, che ricordano la forma di una lingua. I fiori sono formati da molti petali color giallo intenso. Può reggere una temperatura di qualche grado sotto zero, purché sporadica ed effimera.

Glottiphyllum longum

Haemanthus albiflos : nativo del Sud-Est dell'Africa, appartiene alla famiglia Amaryllidaceae, la stessa dei Narcisi. Questo bulbo produce spesse foglie succulenti a forma di nastro, colorate con più tonalità di verde. Il fiore emerge da un'infiorescenza eretta ed è bianco, formato da numerosi stami con antere gialle. Pianta di piccole dimensioni, che può tollerare occasionali abbassamenti di temperatura sino ad un paio di gradi sotto zero.

Haemanthus albiflos

Hatiora rosea : chiamata Cactus Rosa di Pasqua, è una Cactacea originaria delle umide foreste del Brasile meridionale. Specie epifita, alta non più di 50 cm (20 in), con steli (pale) ovali e spesso ricadenti. Produce fiori rosati molto appariscenti. In ambiente asciutto può resistere fino a 0° C (32°F).

Hatiora rosea

Hoodia gordonii : sebbene nell'aspetto assomigli ad una Cactacea, essa è in realtà appartenente alla famiglia delle Apocynaceae ed è originaria del Deserto del Kalahari, nel Sud-Ovest dell'Africa. Produce numerosi steli, alti circa 1 metro (3.3 ft), color verde grigiastro e di circa 5 cm di diametro (2 in). I fiori sono a forma di "piattino" e dall'insolito color rosa-pelle. Sensibile al gelo, può esser coltivata in casa, tuttavia non fiorisce se non è sottoposta a fluttuazioni di temperatura giorno-notte.

Hoodia gordonii

Hoya carnosa : più conosciuto come Fiore di Cera, in Italia è prevalentemente coltivato come pianta d'appartamento. Anch'essa appartiene alla famiglia delle Apocynaceae ed è nativa delle zone tra Asia orientale e Nord Australia. H. carnosa ha un portamento rampicante, formando sottili liane marroni, da cui dipartono foglie ovali, carnose, che sembrano ricoperte di cera. Altro tratto ornamentale sono i fiori, i quali sono piccoli, a forma di stella, bianchi, tranne la parte centrale che è arancione e, anche qui, lucidi come fosse stata passata la cera. Questi piccoli fiori son riuniti in un'infiorescenza (con 10-30 fiori) e disposti come fossero adagiati sulla superficie di una mezza sfera. Si adatta bene alle condizioni di ombra luminosa, ma non tollera il gelo.

Hoya carnosa

Hylocereus undatus
Hylocereus undatus : noto anche come Pitaya o Dragon Fruit è conosciuto ai più per i suoi frutti commestibili, i quali hanno un polpa bianca dal sapore molto delicato. La specie è un Cactus molto ramificato dal portamento ricadente che raggiunge un'altezza variabile a seconda del sostegno che trova. I fiori sono grossi, con petali bianchi e sepali verdi. L'esatta origine di questa specie è tutt'ora incognita, tuttavia oggigiorno è molto diffuso in tutte le zone tropicali del mondo. Può sopportare leggere gelate, ma idealmente dovrebbe esser coltivato in aree prive di gelo.

Ipomoea bolusiana : nativa del Madagascar, appartiene alla famiglie delle Convolvulaceae (come il nostrano Vilucchio). E' una caudiciforme a forma sferica il cui fusto ricorda una Noce di Cocco, dal diametro che di norma non supera i 20 cm (8 in). Gli steli, lunghi, esili e spesso prostrati, hanno foglie lunghe, strette ed assai distanziate. La parte "da Leone" la fanno i fiori, a forma d'imbuto, color rosa-magenta, più scuro nella parte centrale. Pianta delicata, che ha bisogno temperature non inferiori ai 5° C (41° F).

Ipomoea bolusiana
Jatropha podagrica : appartiene alle Euphorbiaceae ed è nativa del centro America (Honduras, Nicaragua), dove vive su suoli aridi. Arbusto poco ramificato alto in media 150 cm (5 ft) e con tronco principale succulento ed allargato alla base (forma di fiasco). Le foglie hanno un lungo peduncolo e forma simile a quelle delle foglie del Fico (Ficus carica). I fiori sono raggruppati all'estremità vegetativa, possono esser gialli o arancioni. In ambiente asciutto può reggere sino a 0° C (32° F), ma sarebbe meglio che le temperature non scendano mai sotto gli 8° C (46° F).

Jatropha podagrica

Kumara plicatilis : una volta chiamata Aloe plicatilis, è una specie nativa di una piccola regione montuosa del Sud-Ovest del Sudafrica ed appartiene alle Asphodelaceae. Le foglie sono carnose, lunghe circa 30 cm (12 in), larghe 1/10, color grigio-verdastro con margine superiore rossastro e, diversamente da molte Aloe, disposte a ventaglio. Kumara plicatilis  si sviluppa come piccolo albero molto ramificato od arbusto, potendo raggiungere al massimo (ed in molti anni) i 5 metri (16 ft) di altezza. Rami e tronchi son ricoperti da una corteccia grigia. Resiste più o meno come un'Aloe vera (forse un po' meno) ed, in ambiente asciutto, può sopravvivere (per brevi periodi) a pochi gradi sottozero.

Kumara plicatilis

Larryleachia cactiformis : specie di Apocynaceae nativa del Sud Africa che si sviluppa sotto forma di piccolo cactus tondeggiante, privo di spine, foglie e ramificazioni. I fiori sono marroncini e bianchi. Meglio coltivarla con temperature sempre superiori agli 0° C (32° F)

Larryleachia cactiformis

Mammillaria spinosissima : specie endemica del Messico, stelo cilindrico, alto circa 30 cm (12 in) e largo 10 cm (4 in), quasi nascosto dalle moltissime spine. I fiori, piccoli e color rosa scuro, ricoprono la parte alta del Cactus. In ambiente asciutto può resistere sino a circa -6° C (21° F).

Mammillaria spinosissima

Monsonia camdeboensis : parente del Geranio (fam. Geraniaceae) è un arbusto ramificato, con molti rami  che crescono quasi più orizzontalmente che verticalmente. I rami hanno spine molto grosse e poche foglie piccole e carnose, in compenso hanno fiori bianchi molto appariscenti. Molto delicata, potrebbe morire anche con temperature di poco inferiori ai 5° C (41° F).

Monsonia camdeboensis

Myrtillocactus geometrizans : nativo del Messico centro-settentrionale, è un Cactus altamente ramificato che può sfiorare i 5 metri (16 ft) di altezza. Gli steli sono blu-verdastri e di circa 10 cm (4 in) di diametro. In contesti secchi la resistenza al freddo si aggira intorno ai -5° C (23° F).

Myrtillocactus geometrizans
Opuntia ficus indica
Opuntia ficus indica : il classico Fico d'India che conoscete tutti; chi volesse approfondire o vedere più foto clicchi qua.

Pachypodium lamerei : chiamata Palma del Madagascar, anche se in realtà è una Apocynaceae  (e non una palma). Si sviluppa su un unico tronco (di norma senza ramificazioni, anche se possono esserci in esemplari adulti), succulento, alto, snello e dotato di spine uniformemente distribuite. Può occasionalmente raggiungere i 6 metri (20 ft) di altezza, ma in Italia rimane generalmente più basso. Le foglie sono verdi, strette, arrangiate a spirale e, un po' come nelle "vere" palme, relegate all'apice vegetativo. Molto belli anche i fiori, che assomigliano molto a quelli della Plumeria. In ambiente asciutto può resistere ad occasionali punte di -4° C (25° F).

Pachypodium lamerei

Pereskia aculeata
Pereskia aculeata : chiamata anche Uva Spina delle Barbados è una Cactaceae nativa dell'America tropicale. E' una specie rampicante formata da numerosi steli, con spine a forma d'uncino.  Le foglie, semi-succulenti, sono color verde scuro e possono cadere durante la stagione secca. Il tratto più ornamentale è sicuramente la fioritura, con numerosi fiori dai petali bianchi e parte interna giallo-arancione. Anche i frutti, che ricordano dei pomodorini arancioni, sono decisamente appariscenti. Regge temperature prossime agli 0° C (32° F), forse poco sotto se per un paio d'ore prima dell'alba.
Pfeiffera boliviana

Pfeiffera boliviana : cactus epifita originario della Bolivia, che cresce aggrappandosi ai rami di altre piante, un po' come farebbe un'orchidea. I numerosi fusti sono nastriformi e ricadenti, mentre i fiori sono di norma solitari con sfumature di rosa, bianco e giallo. Preferisce esposizioni a mezz'ombra. Sensibile al freddo, le temperature minime non devono scendere sotto i 2-3 ° C (36° F).

Puya alpestris : appartenente alle Bromeliaceae (la stessa dell'Ananas), è una specie endemica delle regioni andine situate nel Sud del Cile. Le foglie, lunghe anche 60 cm (2 ft) e strette, sono color verde-grigiastro, disposte a rosetta e presentano spine sui margini. La fioritura è formata da tanti fiori dall'atipico color blu, riuniti in una lunga infiorescenza eretta che spunta dal centro della rosetta e può agevolmente superare il metro di altezza (3.3 ft); dall'infiorescenza principale spuntano diverse infiorescenze secondarie. Data la provenienza, non propriamente tropicale, ha una discreta resistenza al freddo e può sopravvivere a gelate nell'ordine dei -7° C (19° F).

Puya alpestris

Rebutia deminuta
Rebutia deminuta : Cactus di piccole dimensioni, a forma globulare od al più cilindri-forme, che cresce a gruppetti. Ogni singolo stelo è largo (ed alto) approssimativamente 10 cm (4 inch). Produce fiori rossi od arancioni. Resiste fino a circa -3° C (27° F), ma come al solito sarebbe meglio evitare gelo e  nei periodi più freddi garantire un terreno quanto più asciutto possibile.

Stapelia gigantea : Apocynaceae nativa delle zone aride del Sud Est dell'Africa (Malawi, Zambia, Zimbabwe etc.). E' una pianta grassa formata da più steli, privi di spine, che in altezza non crescono più di 40 cm (16 in). Il tratto distintivo sono i grossi fiori a forma di stella, con 5 petali color giallo pallido, con righe marroni, via via più ravvicinate avvicinandosi al centro del fiore. Sui fiori è presente anche una peluria. Controversia la resistenza al freddo, c'è chi dice possa resistere sino a -6° C (21° F) e chi dice muoia già a 0° C (32° F). Nell'incertezza evitarle il gelo non potrà che farle bene.

Stapelia gigantea

Stenocactus multicostatus : piccolo Cactus a crescita lenta nativo del Messico settentrionale. Possiede una forma davvero particolare, che ricorda un po' il cervello di un mammifero. Produce fiori viola e resiste fino a circa -6°  C (21° F). 

Stenocactus multicostatus
Yucca gigantea (sin. Yucca elephantipes) : nativa dell'America Centrale è una Yucca priva di spine che può raggiungere anche i 10 metri d'altezza (33 ft) sviluppandosi anche su più tronchi. I fiori sono bianchi e simili a quelli delle altre specie di Yucca. Purtroppo questa Yucca "Gigante" non è resistente al gelo come le sue "sorelle" e sarebbe meglio non coltivarla laddove le temperature scendano sotto i -6° C (21° F) .

Yucca gigantea

Uebelmannia pectinifera : Cactus endemico del Brasile, è solitario, a forma tendenzialmente tondeggiante, sfiorando il metro (3.3 ft) di diametro. Il colore dipende dall'esposizione solare, verde a strisce bianche se cresciuto all'ombra, rosso scuro/viola se cresciuto al Sole. Pianta piuttosto tropicale, lunghe esposizioni a basse temperature (anche se superiori a zero) possono facilmente farla marcire, specie in ambienti umidi.

Uebelmannia pectinifera (dx Ombra, sx Sole)

martedì 23 marzo 2021

Begonia : Quando Fiorisce e Dove si Tiene ? - Coltivazione e Cure

Passeggiando in Estate lungo i viali ben curati di molte località turistiche (ad es. quelli di Stresa, sul Lago Maggiore) avrete sicuramente notato aiuole fiorite e, tra i vari fiori, molto probabilmente avrete visto quelli della Begonia.

In realtà il termine "Begonia", dato in onore di Michel Bégon naturalista francese e governatore di Santo Domingo nel XXVII secolo, non si riferisce ad un'unica specie, bensì ad un genere, appartenente alla famiglia delle Begoniaceae. Quest'ultima si suddivide in due generi :

  • Hillebrandia : composto da un'unica specie : l'Hillebrandia sandwicensis, un tubero erbaceo endemico delle Hawaii. 
  • Begonia : formato da circa 1500 specie, alcune delle quali piuttosto simili e difficili da distinguere. Sebbene diffuse in tutte le zone tropicali del mondo, vi è una maggior concentrazione di specie nelle zone umide del Centro-Sud America. 

In questo articolo vorrei descrivere le caratteristiche che accomunano la maggior parte delle specie di Begonia, soffermandomi di più sulle peculiarità di quelle più comuni e spesso cresciute in Italia come piante annuali. 


Esistono sostanzialmente tre gruppi di Begonie, con esigenze colturali simili di cui parlerò nella seconda metà dell'articolo.

Aiuola di Begonia
Le Begonie "Erbacee a Radici Fascicolate" : possono esser annuali o, più spesso, perenni; tuttavia soffrono il freddo ed in Italia sono coltivate nel periodo che va dalla primavera all'autunno. In alternativa le specie perenni possono esser coltivate in vaso ed, in inverno, riposte in luogo tiepido, umido e luminoso. In questo modo possono vivere 4-6 anni. Una delle specie più comuni di questa categoria è senz'altro la Begonia cucullata (appartenente al sottogruppo Wax Begonia o Begonia semperflorens), nativa del Sud America e dotata di fiori rossi/rosa che nei luoghi caldi sono presenti durante tutto l'anno, ma anche in Italia la fioritura è scalare e molto prolungata. Le piante di questa classe di Begonie hanno internodi (distanza tra le foglie) più lunghi e possono aver un portamento più eretto, talvolta arbustivo. 

Begonie "Tuberose" : sono tutte quelle specie formate da un tubero e che, pur essendo perenni nei luoghi d'origine, si possono coltivare in Italia come piante annuali, un po' come fareste con le Dalie. In primavera si interrano i tuberi e durante la successiva estate la pianta si svilupperà e fiorirà; a fine stagione i tuberi possono essere rimossi dal terreno, eventualmente divisi, e conservati in un luogo fresco, asciutto e buio, per esser ripiantati la primavera successiva. In altre parole, se i tuberi vengono lasciati nel terreno, le basse temperature invernali (od addirittura il gelo) li ucciderebbero.

Begonia × tuberhybrida
Le diverse specie di Begonie Tuberose differiscono notevolmente l'una dall'altra; possono avere fiori singolo o doppi (o semidoppi), grandi o piccoli, di color bianco, arancione, giallo, rosa, rosso o persino con diverse sfumature di più colori ed infine possono aver petali lisci o increspati. La maggior parte di esse sono in realtà degli ibridi (Begonia × tuberhybrida) tra specie tuberose provenienti da ogni parte del mondo. 

Queste prime due tipologie di Begonia vengono coltivate prevalentemente per i fiori, dato che sono molto grossi (soprattutto nelle Begonie Tuberose) ed appariscenti. Tutte le Begonie sono monoiche, ovvero un'unica pianta produce due tipi di fiori : quelli maschili hanno numerosi stami e sono generalmente più vistosi, mentre quelli femminili hanno tra 2 e 4 stigmi, spesso ripiegati.
Le Begonie erbacee hanno forse fiori un po' meno appariscenti rispetto alle Begonie Tuberose, tuttavia ciò permette di apprezzare meglio il fogliame, anch'esso molto decorativo. Le foglie delle specie più belle sono cuoriformi, lucide, color verde intenso e spesso dal bordo che assume tonalità rossastre.

Le Begonie "Rizomatose" : come facile intuire questa terza categoria possiede un Rizoma. Esse producono fiori irrilevanti e vengono coltivate esclusivamente bel la bellezza del fogliame. Le foglie sono cuoriformi e screziate con i colori più disparati, inoltre sono più grandi rispetto alle altre Begonie. Un esempio è la Begonia rex, ma anche la Begonia brevirimosa, nativa della Nuova Guinea e dotata di enormi foglie dall'insolito colore rosa con venature verdi. Anche queste piante possono esser cresciute per più anni se riparate dai rigori invernali.

Begonia brevirimosa

Come Coltivare le Begonie in Italia ?

La maggior parte delle specie di Begonie sono native delle zone tropicali/subtropicali, dove grazie all'assenza di freddo possono vegetare durante tutti i 12 mesi dell'anno. Le Begonie non resistono al gelo e già quando le temperature si abbassano costantemente sotto i 10° C (50° F) iniziano a soffrire, sino a deperire. In Italia, all'aperto, possono prosperare solo nei mesi che vanno da Aprile ad Ottobre.
Ma essendo un genere così immenso c'è sempre un intruso, infatti esiste un'unica specie rustica (Begonia grandis), nativa della Cina, che è in grado di reggere almeno sino a -15° C (5° F), sebbene col gelo la parte aerea secchi, per rispuntare dalle radici solo in primavera.

Le Begonie sono di norma piante basse, spesso ricadenti e/o tappezzanti, sebbene non manchino specie a maggior sviluppo. La quasi totalità di esse vive nelle foreste pluviali, con piogge frequenti ed umidità prossima al 100% dove, date le loro dimensioni, occupano lo spazio disponibile nel sottobosco. 
Non sorprende dunque che in Italia le Begonie siano piante amanti dell'ombra, preferendo esposizioni luminose, ma possibilmente protette dai raggi diretti del Sole (almeno nelle ore centrali della giornata). 
In primavera, quando pianterete le nuove piantine, scegliete una posizione quanto meno a mezz'ombra, come a Nord rispetto ad un albero ad alto fusto. Un'esposizione eccessivamente assolata può bruciare le foglie e compromettere la normale crescita. Esistono comunque varietà che tollerano il Sole meglio di altre, come ad esempio la Begonia benariensis "Surefire Rose".

Fiori Begonia Wax
Il terreno ideale è umifero, fertile, ricco di sostanza organica, leggero e ben drenante. Il miglior suolo per la loro coltivazione è quello che si mantiene fresco ed umido, pur non diventando "zuppo"; inoltre preferisce un terreno leggermente acido (pH 6). Per la concimazione si possono usare concimi adatti per le Acidofile od anche quelli per gli Agrumi.

Tutte le Begonie, ma in particolar modo quelle Tuberose, possono esser coltivate agevolmente in vaso; alternativamente possono esser piantate per creare delle aiuole fiorite per mesi interi.

Il periodo migliore per la piantumazione è la primavera, dopo le ultime gelate e quando le temperature minime notturne si siano stabilizzate almeno intorno agli 8°C (46° F).

Pur amando l'umidità (sia atmosferica, che del suolo) le Begonie sono facilmente soggette a marciumi, in particolar modo quando le temperature sono ancora fresche. Per questo motivo, oltre ad aver un terreno adatto, si dovrà bagnare poco, ma frequentemente, evitando che si creino sia ristagni idrici, sia terreno secco. 

La riproduzione avviene per divisione di tuberi e rizomi oppure, nelle Begonie erbacee, per talea o semina.

Insomma se volete abbellire un angolo ombreggiato del vostro giardino, il davanzale del balcone esposto a Nord od un'aiuola sotto la chioma di un grosso albero, le Begonie potrebbero esser un'ottima opzione. Avrete solo l'imbarazzo della scelta.

Foglie Begonia Wax

domenica 28 febbraio 2021

Le 10 Migliori Varietà di Pero (Pyrus communis)

Tra le Piante da Frutto più conosciute, apprezzate e diffuse in Europa è impossibile non menzionare il Pero (Pyrus communis). Questo albero, infatti, si adatta perfettamente ai climi temperati freddi tipici del settentrione e delle zone collinari interne del Centro-Sud Italia. 

Delle esigenze climatiche e delle tecniche di coltivazione del Pero avevamo già ampiamente discusso qua. In questo breve articolo vorrei invece fare una panoramica sulle molte varietà, evidenziando le differenze tra le cultivar ed elencando quelle più rappresentative e/o particolari.

Pyrus communis è una specie coltivata fin dall'antichità e, nel corso dei secoli, i contadini hanno selezionato le varietà che meglio si adattassero alla coltivazione locale. Purtroppo negli ultimi decenni  l'agricoltura "globalizzata" ha scelto solo poche varietà, ovvero quelle che davano raccolti abbondanti, con frutti più attraenti e che reggevano bene il trasporto. Questo è il motivo per cui al supermercato trovate Pere "Kaiser", "Abate" e poche altre. Esistono però centinaia di "Pere dimenticate" che, pur essendo altrettanto saporite, raramente si trovano in commercio. Infine non dimentichiamoci che questi "frutti antichi" crescono su alberi meno produttivi, ma spesso più rustici, resistenti alle malattie e, quindi, ideali per l'hobbista. 

Le innumerevoli tipologie di "Pero" si differenziano considerevolmente, sia per quanto riguarda il frutto, sia per quanto riguarda le esigenze della pianta. Se volessimo fare una prima (e grossolana) suddivisione varietale potremmo raggruppare i Peri in base a :


  • Epoca di Maturazione : esistono essenzialmente due gruppi, le Pere Estive e le Pere Invernali. Le prime maturano, a seconda della varietà, tra Giugno ed Agosto ed hanno conservabilità breve. Le seconde maturano da settembre in poi e si conservano a lungo. Alcune di queste Pere Inverali si raccolgono addirittura immature e si lasciano maturare lentamente durante l'inverno.
  • Dimensione del Frutto : Di norma (ma non sempre) le Pere Estive sono di pezzatura minore rispetto alle Pere Invernali, tuttavia esistono enormi differenze anche all'interno dello stesso gruppo. Ad esempio il Pero "San Giovanni" non arriva a pesare 30 grammi, mentre i frutti delle varietà più grandi possono sfiorare i 500 grammi.
  • Colore della Buccia : la colorazione varia dal giallo paglierino , sino al marrone, passando per le diverse tonalità di rosso.
  • Sapore : il gusto e la consistenza della polpa varia considerevolmente. Può essere più o meno dolce, succosa, dalla consistenza fine o più "granulosa", esser quasi liquescente o dura come una mela, insomma, ce n'è per tutti i palati.
  • Fabbisogno di Freddo : I Peri hanno un'elevata resistenza al freddo, tuttavia per fiorire correttamente richiedono diverse ore di temperature inferiori ai 7° C ( per dettagli sul fabbisogno di freddo clicca qua). Alcune varietà (es. Pero "Coscia"), spesso selezionate nel Sud Italia, hanno un più limitato fabbisogno di freddo e sono perciò le migliori per chi volesse coltivare un Pero nelle miti zone costiere del meridione.
  • Resistenza ai Patogeni : alcuni Peri hanno una maggior attitudine a sopportare la Ticchiolatura ed altre malattie a carico di funghi o insetti.

Ma arriviamo al nocciolo della questione, quali varietà di Pero scegliere per aver un frutteto quanto più "diversificato" possibile?


Le 10 migliori varietà di Pero


Pero "Conference"
1) Pero "Conference" : Pero di origine Inglese, risalente al 1885. Si caratterizza per la veloce messa a frutto, per lo sviluppo relativamente limitato e per la scarsa vigoria, che permette una potatura leggera, tuttavia essenziale per ringiovanire la pianta. La produzione è elevata e costante, anche perchè non è raro il fenomeno della partenocarpia (frutti che si sviluppano anche in assenza di impollinazione). I frutti, che maturano a metà settembre, sono di media pezzatura (200 grammi), piriformi, con la buccia verde-giallastra e cosparsa (talvolta interamente ricoperta) di lenticelle color ruggine. La polpa è bianca, cremosa, fondente, molto fine (assenza di granulosità), dolce e di ottimo sapore. Questa varietà è abbastanza resistente alla Ticchiolatura. Se raccolta nel momento giusto si conserva per circa 4-5 settimane. 

Pero "Bella di Giugno"
2) Pero "Bella di Giugno" : questo albero è caratterizzato da un elevato vigore e da una fruttificazione abbondante. Come la maggior parte dei Peri, anche la "Bella di Giugno" è autosterile e necessita dunque di altri peri per l'impollinazione. La fruttificazione è generosa e le pere sono raggruppate in piccoli grappoli che pendono dai rami. Questi frutti sono di medio-piccole dimensione, hanno una forma allungata ed una buccia che, nella parte rivolta verso il sole, assume tonalità rosse, con evidenti lenticelle bianche. La maturazione è forse la più precoce ed indicativamente avviene tra il 20 ed il 30 Giugno. La polpa è succosa, zuccherina, di ottimo sapore e, per esser una pera "estiva", si conserva discretamente bene (circa 2-3 settimane). Il peso medio di un frutto è circa 120 grammi.


Pero "Decana d'Inverno"
3) Pero "Decana d'Inverno" :  varietà di origine Belga, risalente ai primi dell'800. La pianta è molto produttiva e presenta una vigoria media. Il frutto è di grosse dimensioni (sino 400 grammi), di forma ovoidale/sferica e presenta una buccia color giallo-verde, cosparsa di numerose lenticelle. La polpa è fine, zuccherina, dissetante e saporita con una consistenza, a maturazione, quasi liquescente. Caratteristica peculiare è il fatto che questa Pera non matura sull'albero; essa viene infatti raccolta acerba a fine ottobre, quando è ancora dura ed astringente, e lasciata maturare in casa fino a dicembre. Questa maturazione "tardiva" la rende meno suscettibile ai marciumi causati dagli insetti, inoltre si conserva a lungo e si può mangiare sino a Marzo. La pianta è abbastanza suscettibile alla Ticchiolatura. Affine a questo clone si può pensare alla Decana del Comizio, che si differenzia per aver un frutto a forma più allungata, più appariscente (con sfumature di rosso) ed a maturazione più precoce (fine settembre), tuttavia la conservabilità è inferiore, ma comunque buona.

Pero "Decana del Comizio"
Pero "Cocomerina"
4) Pero "Cocomerina" :  varietà antica ritrovata in Emilia Romagna, nota anche come Briaca. I frutti maturano a metà settembre, sono di piccole dimensioni (in media 80 grammi) ed, inizialmente di color verde. La buccia, in prossimità della maturazione, si tinge di rosso e, cosa peculiare, la polpa è anch'essa rossa (il nome richiama al colore dell'anguria). La polpa è profumata ed ha sapore dolce ed aromatico. Sicuramente una rarità che non troverete nella grande distribuzione, anche perché queste Pere poco si prestano al trasporto. Si conserva al massimo per un mese.
 
5) Pero "Coscia" :  ottenuto nel '700 in provincia di Firenze, si caratterizza per l'elevata vigoria e per una messa a frutto piuttosto lenta. I frutti, che maturano tra metà e fine Luglio, sono di medio-piccole dimensioni (circa 150 grammi), piriformi ed hanno una buccia gialla leggermente tinta di rosso dalla parte esposta al Sole. Frutto a polpa succosa e poco acida, che si conserva per circa 4 settimane. Sicuramente una delle scelte migliori per chi volesse Pere mature a "metà estate". Il fabbisogno di freddo è minore rispetto ad altre varietà ed è dunque ottima anche per la coltivazione nel Sud Italia.

Pero "William Rosso"
6) Pero "William" :  originatosi da un semenzale in Inghilterra nel 1700, si iniziò a propagare per via delle caratteristiche del suo frutto. Esso è di medie dimensioni (250 grammi), con una buccia gialla e con un profumo dolce ed intenso. La maturazione avviene intorno a metà Agosto e la conservazione è di circa 20 giorni. Polpa bianca, succosa, leggermente acida, ma molto saporita. L'albero ha una buona resistenza alle malattie. Esiste anche una varietà William Rosso, che si differenzia per una maturazione leggermente più precoce e, come suggerisce il nome, per avere una buccia rossa.

Pero "Martin Sec"
7) Pero "Martin Sec" :  noto anche con altri nomi (Martin Secco, Cavicchione, Roggia,  Martina, Cannellino, Garofolino) è un'antichissima cultivar Piemontese originaria del Cuneese. Queste pere sono di piccole dimensioni (in media 60-70 grammi), si raccolgono tra metà ottobre e inizio novembre e maturano gradualmente per tutto l'inverno ed oltre. Il frutto è piccolo, con una buccia color marrone/bronzeo, tuttalpiù rossa nella parte esposta al Sole ed una polpa croccante, soda (poco succosa), granulosa e dal sapore fruttato, aromatico e speziato. A detta di molti è la miglior Pera da fare "cotta", tuttavia può esser consumata tal quale o esser impiegata nella produzione di dolci. L'albero è vigoroso, a crescita tendenzialmente assurgente e con una buona resistenza alle patologie (esclusa la Ticchiolatura). L'entrata in produzione potrebbe esser più lenta rispetto ad altre varietà. Insomma, se cercate una Pera da "cuocere" questa è sicuramente la scelta più indicata.

Pero "Santa Lucia"
8) Pero "Santa Lucia" : antica varietà di origine marchigiana, conosciuta anche come Pero "Angelica". E' una pianta di medio vigore che produce frutti medio piccoli dai colori accesi e vivaci (giallo e rosso). La maturazione è molto più scalare rispetto agli altri peri, inizia ad inizio settembre e si protrae sin ottobre ed i frutti si possono mangiare sino a novembre. La buccia è gialla, con sovra-colore rosso intenso. La polpa è fine, assenza di granulosità e sapore dolce, con sentori di vaniglia. I frutti pesano circa 150 grammi e si conservano un paio di mesi.

Pero "Obelisk"
9) Pero "Obelisk" :  ottima scelta per chi avesse poco spazio in giardino, infatti si tratta di un Pero "Nano" a portamento colonnare od al più piramidale. Il limitato sviluppo, prevalentemente verticale, rende questa Cultivar ideale per esser coltivata in vaso, dando soddisfazione anche a coloro che vivessero in città ed avessero solo il terrazzo od un balcone. I frutti, diversamente dalla pianta, sono grossi ed hanno una polpa bianca, succosa e zuccherina. La maturazione è autunnale ed i frutti si conservano fino a 3-4 mesi.

10) Pero "Butirra Hardy" : pianta di origine Francese, ad elevata vigoria e produttività costante. I frutti, che si raccolgono verso fine Agosto, hanno una buccia ruvida, giallognola-bronzea e possono ricordare quelli del Pero conference, sebbene siano di pezzatura superiore, meno allungati e più "tozzi". Polpa fondente, profumata e di ottimo sapore, con sentori di Moscato. La parte centrale del frutto può essere granuloso. Pere adatte al consumo fresco, che hanno purtroppo una limitata conservabilità.

Pero "Butirra Hardy"

domenica 17 gennaio 2021

Coltivazione dell'Eucalipto : Specie e Varietà a Confronto

L'Eucalipto viene spesso associato al Koala (Phascolarctos cinereus), dato che quest'ultimo si nutre esclusivamente delle sue foglie. Tuttavia la parola generica Eucalipto si riferisce ad una qualsiasi delle molte specie appartenenti al genere Eucalyptus, che sono parte integrante della flora Australiana.

In questo articolo vorrei fare una panoramica sul genere, ma vorrei anche soffermarmi sulle differenze esistenti tra le diverse specie di Eucalipto, suggerendo quelle più resistenti al freddo ed adatte ad essere coltivate in Italia.

Eucalipto

Il genere Eucalipto - Diffusione, Storia e Curiosià :

Eucalyptus è uno dei tanti generi dell'immensa famiglia delle Myrtaceae ed è formato da circa 700 specie arboree. La loro distribuzione è concentrata in Australia, basti pensare che circa il 75% delle foreste di questa nazione sono di Eucalipti e che ogni diversa specie è spesso rappresentativa di un dato stato o territorio. Alcune specie di Eucalipto si spingono più a Nord e prosperano in un clima tropicale, mentre altre si trovano più a Sud (Tasmania e Nuova Zelanda), in aree più fredde.

Sebbene le specie abbiano differenze sostanziali, sia per quanto riguarda l'habitat di crescita sia per aspetto e sviluppo, molti sono i tratti distintivi comuni a più o meno tutti gli Eucalipti. 

Gli Eucalipti, nonostante fossero stati visti dai primi esploratori Europei, non fecero parte di collezioni botaniche sino al 1770 e la prima descrizione del genere fu fatta solo nel 1789 ad opera del naturalista francese Charles Louis L'Héritier de Brutelle.

Il nome del genere deriva dalla fusione di due parole : "eu" e "calyptos", che in Greco antico significano rispettivamente "Ben" e "Coperto", un chiaro riferimento all'opercolo che protegge i fiori dell'Eucalipto prima che sboccino.

Oggigiorno gli Eucalipti sono piantati (sia a livello ornamentale che produttivo) in tutti i continenti del mondo e l'unico fattore che ne influenza realmente la diffusione è il freddo, sebbene esistano, come vedremo in seguito, specie molto resistenti. 

Diverse specie hanno trovato nel bacino Mediterraneo l' habitat ideale per la loro crescita e sono oggi quasi naturalizzate in diverse aree del Centro-Sud Italia.


Botanica, Fisiologia e Differenze tra le Specie :

Tutti gli Eucalipti sono piante sempreverdi, solitamente alte ed a singolo tronco, sebbene esistano anche specie arbustive ed a sviluppo più limitato. Giusto per dare dei numeri, l'Eucalyptus regnans, nativo della Tasmania, è l'Angiosperma più alta mondo e può tranquillamente raggiungere un'altezza di oltre 90 metri (295 ft), mentre l'Eucalyptus preissiana ha uno sviluppo compatto e, anche da adulta, può rimanere sotto i 3 metri (10 ft). La maggior parte delle specie sono comunque alberi di media-alta grandezza e, solitamente, crescono tra i 20 ed i 40 metri (65-131 ft).

Fiori

TroncoI tronchi dell'Eucalipto si possono essenzialmente dividere in due categorie, i tronchi "lisci" ed i tronchi "rugosi". Ogni anno lo strato più esterno della corteccia muore, con la differenza che, nel primo caso, si stacca in scaglie più o meno grosse, lasciando scoperta la "parte viva" del legno, mentre nel secondo caso secca, rimane attaccato e si accumula. Tra le specie a tronco liscio non si può non menzionare l'Eucalipto Arcobaleno (Eucalyptus deglupta), l'unica specie del genere a crescere nella foresta pluviale ed ad avere un tronco multicolore (verde, arancione, rosso, viola); mentre per la seconda categoria potremmo citare l'Eucalyptus quadrangulata.

Il portamento è generalmente slanciato ed assurgente; tuttavia i rami vecchi di molte specie possono avere un portamento pendulo, di notevole impatto visivo.

Le cellule della corteccia di alcune specie (es. E. globulus) sono in grado di svolgere la fotosintesi; questa caratteristica conferisce alla pianta una maggior probabilità di sopravvivere in ambienti inadatti e di recuperare anche qualora l'intera chioma fosse stata distrutta da un incendio.

Praticamente tutte le specie di Eucalipto non perdono le foglie, tuttavia rare specie subtropicali possono aver un comportamento semi-deciduo, perdendo parte delle foglie alla fine della stagione secca.

Le foglie sono generalmente alternate ed hanno una forma lanceolata, non mancano però specie con foglie tondeggianti (es. E. gunnii). Una peculiarità delle foglie di Eucalipto è la presenza di ghiandole sulla loro superficie, che producono un secreto oleoso. E' importante sottolineare che, ancor più che in altre piante, le foglie di molte specie di Eucalipto possono variare considerevolmente tra la fase giovanile e quella adulta.

Il colore delle foglie varia a seconda della specie, dal verde intenso sino al bluastro.

Il fiore, come tipico delle Mirtacee, è formato da numerosissimi stami, i quali sono solitamente bianchi od al più "crema", sebbene esistano specie a stami rosa o rossi (es. Eucalyptus leucoxylon). Come detto in precedenza il fiore è racchiuso da un opercolo, una struttura in realtà formata dalla fusione di petali e sepali; quando il fiore sboccia questa sorta di capsula viene aperta e cade, di conseguenza i fiori di Eucalipto risultano privi di petali e sepali. 

In Italia il periodo di fioritura varia considerevolmente, sia in base al clima, sia in base alla varietà di Eucalipto; tuttavia essa avviene prevalentemente nel semestre più caldo, da Maggio ad Ottobre.

I frutti sono delle capsule legnose a forma conica. Una volta raggiunta la maturità hanno delle valvole terminali tramite cui fuoriescono i semi.

L'apparato radicale, in generale, è piuttosto massiccio ed esteso, tuttavia risulta più superficiale di quanto si possa pensare per alberi di queste dimensioni. Inoltre le loro radici sono relativamente delicate, motivo per cui i trapianti di piante adulte sono altamente sconsigliati, dato che il danneggiamento dell'apparato radicale comprometterebbe il futuro attecchimento.


Le 10 Specie di Eucalipto più Particolari od Adatte al Clima dell'Italia :


Eucalyptus globulus
1) Eucalyptus globulus : specie che nelle zone d'origine può superare i 50 metri (164 ft), mentre nell'area del Mediterraneo di solito non supera i 30 metri (98 ft). Il tronco è liscio e slanciato, ricoperto da una corteccia grigio-azzurrognola; mentre la chioma è espansa. Le foglie sono lanceolate, leggermente ricurve all'estremità e di color verde-olivo. I fiori sono biancastri. L'E. globulus è un albero molto comune nel centro-Sud Italia e resiste a temperature di diversi gradi sottozero.

2) Eucalyptus gunnii : nativo della Tasmania, ha una maggior resistenza al freddo rispetto all'E. globulus ed è perciò maggiormente diffuso anche nel Nord Italia. Le foglie son color blu-argenteo; esse sono inizialmente tonde o cuoriformi, diventando più allungate ed ovali nella fase adulta. L'albero raggiunge notevoli dimensioni, anche se inferiori a quelle della precedente specie, e se lasciato crescere liberamente può facilmente superare i 20 metri d'altezza(65 ft). Anche in questo caso il tronco è liscio e tende a sfaldarsi. Esistono diversi cloni selezionati, tra cui Eucalyptus gunnii "Azura", che può resistere sino a -18° C (0° F) e Eucalyptus gunnii "France Bleu Rengun", una varietà nana ideale per la coltivazione in vaso.

Eucalyptus gunnii

3) Eucalyptus leucoxylon : vorrei citare la cultivars "Euky Dwarf", una pianta con una bella chioma densa, larga circa 4 metri (13 ft) ed alta 5 metri (16 ft), più o meno 1/3 rispetto alla specie tipo. Altra peculiarità sono i fiori colorati di rosa-rosso ed una fioritura copiosa ed estremamente ornamentale. Purtroppo la resistenza al freddo non è altissima e sotto i -7° C (19° F) può subire danni.

Eucalyptus leucoxylon
Eucalyptus coccifera
4) Eucalyptus coccifera : endemico della Tasmania, ha uno sviluppo più contenuto rispetto ai primi due e raramente supera i 15 metri (49 ft). Anche qui il legno è liscio e con attitudine a sfaldarsi, tuttavia non è raro che si sviluppi sotto forma di arbusto con più tronchi. Buona resistenza al freddo, che dovrebbe permettere la sua crescita anche nel Nord Italia.

5) Eucalyptus pauciflora : nota anche con il termine Snow Gum è in realtà divisa in 6 sotto-specie ed innumerevoli varietà. Anche qui vorrei citare Eucalyptus pauciflora 'Little Snowman', un clone molto resistente al gelo, a portamento pendule e sviluppo più contenuto rispetto alla specie tipo, dato che di solito non supera i 7 metri (23 ft). Il tronco è grigio-biancastro e completamente liscio, mentre le foglie son color verde-grigiastro. 

Eucalyptus pauciflora

6) Eucalyptus deglupta : Noto come Rainbow Gum, è una specie tropicale sensibile al freddo e non adatto al clima italiano. Nativo della Papa Nuova Guinea e delle Filippine, è un albero imponente, che può superare i 70 metri (230 ft) di altezza ed è dotato di un grosso tronco multi-colore, davvero atipico ed ornamentale.

Eucalyptus deglupta
7)  Eucalyptus camphora : noto anche come Swamp Gum (Eucalipto delle Paludi), possiede foglie cuoriformi che, anche nella fase adulta, possono rimanere a forma abbastanza tondeggiante. Questa varietà cresce al massimo 10 metri (33 ft) e, diversamente dalla maggior parte degli Eucalipti, può svilupparsi bene anche in zone umide ed a mezz'ombra.

Eucalyptus camphora
Eucalyptus citriodora
8) Eucalyptus citriodora : pianta subtropicale, che resiste solo a lievi e sporadiche gelate ed è quindi coltivabile solo nelle zone costiere del Sud Italia. Foglie verdi che hanno la peculiarità di avere un forte aroma di Limone e vengono utilizzate per produrre repellenti contro le zanzare. Le foglie, oltre al tipico aroma, possono assumere un color rosso bronzeo, che ricordano un po' il colore delle nuove foglie della Pianta della Cannella. Un'ultima curiosità, la specie è conosciuta anche con il nome scientifico Corymbia citriodora.

Eucalyptus crenulata
9)  Eucalyptus crenulata : eucalipto che raggiunge un'altezza di circa 10 m (33 ft). Il tronco è marrone e si sfalda longitudinalmente, tuttavia questo strato rimane attaccato e conferisce un aspetto simile al tronco della Vite o del Corbezzolo. Chiamato anche Silver Gum per via delle foglie color argento, che tuttavia da adulte hanno anche sfumature rosso scuro.

10) Eucalyptus nicholii : specie dotata di un portamento slanciato, con rami assurgenti e chioma compatta. Le foglie, lunghe e strette, possono ricordare quelle di un Salice. Eucalipto molto ornamentale ed elegante, che ben si adatta al clima del Sud Italia, mentre al Nord potrebbe patire il gelo intenso. Un clone consigliato per il settentrione è E. nicholii "Angus", che mostra una maggior resistenza al freddo.

Eucalyptus nicholii


Come Coltivare l'Eucalipto ? - Clima, Esposizione, Terreno e Crescita e Riproduzione

Come avrete ben capito non ha senso parlare genericamente di "coltivazione dell'eucalipto" , dato che si tratta di un gruppo eterogeneo, tuttavia molte caratteristiche sono comuni alla maggior parte (non tutti) degli eucalipti e qui farò riferimento a quelle.

Iniziamo dalla resistenza al freddo; come avrete letto sopra esistono specie che in natura prosperano in zone più vicine all'equatore e che vogliono un clima caldo tutto l'anno ed esente da gelo (E. deglupta), mentre all'opposto abbiamo alcune specie che possono resistere senza danni a temperature comprese tra -15° C e -20° C (5° F/-4° F), come ad esempio Eucalyptus pauciflora ssp debeuzevillei o Eucalyptus archeri. In mezzo a questi due estremi si collocano la stragrande maggioranza degli Eucalipti, che preferiscono ambienti miti e tollerano gelate, ma iniziano a subire danni se le temperature rimangono inferiori ai -10° C (14° F) per lunghi periodi.

In linea di massima il clima mediterraneo, come tipico della maggior parte d'Italia, è perfetto per la coltivazione di buona parte degli Eucalipti, ma anche chi volesse coltivarlo in una fredda vallata Alpina, scegliendo la giusta specie potrebbe ottenere ottimi risultati.

Gli eucalipti sono piante eliofile e devono dunque esser coltivati in zone quanto più possibile assolate, tuttavia non mancano poche specie più tolleranti all'ombra, come l'Eucalyptus neglecta; detto questo nessuna specie può svilupparsi bene in ombra totale.

Queste piante non sono particolarmente esigenti in quanto a terreno e possono crescere bene anche su suoli poveri e sassosi, purché drenanti. Molte specie di Eucalipto sono adattate a vivere in aree in cui vi sia una stagione secca, hanno quindi un'ottima resistenza alla siccità ed una volta acclimatati possono vivere senza irrigazioni, anche nelle zone più aride della macchia mediterranea. Tra le molte specie adatte ai climi secchi ricordiamo E. cinerea, E. aggregata, E. gunni, E. nicholii, E. globulus e E. cosmophylla; questi ultimi due sono anche piuttosto tolleranti alla salsedine nell'aria.

In linea di massima gli Eucalipti, nei climi Mediterranei, non hanno bisogno di essere bagnati.

Ovviamente in piena terra gli Eucalipti non devono esser concimati e prosperano anche in suoli  che risultano carenti di nutrienti per molte altre piante. Anche in assenza di concimazioni queste piante hanno una crescita vigorosa ed estremamente veloce, dato che in un anno possono produrre nuovi getti che superano i 2 metri (6.6 ft).

La maggior parte delle specie preferisce un terreno tra l'acido ed il neutro, tuttavia non mancano Eucalipti che si adattano a pH alti, tra questi citerei E. dalrympleana, E. macarthurii, E. parvula E. pauciflora, E. cordata ed E. glaucescens.

Gli Eucalipti rispondono bene alla potatura, la quale tuttavia non è indispensabile. Nei giovani esemplari  può esser utile rimuovere i rami bassi, affinché il tronco cresca dritto e libero da rami basali. Nelle piante adulte l'unico scopo della potatura è quella di contenere le dimensioni, tuttavia lo sviluppo di queste piante è armonico ed elegante; un'eccessiva potatura tende a farli diventare sgraziati ed a  far sviluppare un maggior numero di "giovani" foglie, quindi tendenzialmente tondeggianti. In altre parole il consiglio è, scegliete una specie di Eucalipto adatta al vostro giardino, piuttosto che comprare un "gigante" e capitozzare ogni anno. Alcune (poche) specie, come E. coccifera, E. vernicosa ed E. archeri, son persino adatte per la creazioni di siepi alte.

In ultimo considerate che gli Eucalipti hanno un legno poco resistente ed i rami si spezzano facilmente; di conseguenza in zone soggette a copiose nevicate, converrà adottare una potatura che riduca il volume della chioma e minimizzi il numero di rami paralleli al suolo.

Le specie che in natura hanno come dimora la foresta tendono a diventare più alte e sono poco adatte a zone ventose. Se da voi il vento soffia impetuoso sarà meglio scegliere un Eucalipto con foglie strette ed a portamento più  compatto o arbustivo, come ad esempio E. cosmophylla o E. apiculata. Gli Eucalipti sopportano discretamente bene la salsedine dell'aria, tuttavia i più adatti alle località di mare sono quelli che hanno foglie più spesse, come E. globulus ed E. pauciflora.

In linea di massima gli Eucalipti non amano esser coltivati in vaso, condizione che ne limita lo sviluppo e, nella maggior parte dei casi, porta la pianta a deperimento. Se proprio foste costretti alla coltivazione in vaso converrà scegliere una varietà dwarf (nana) od una specie a crescita lenta, oltre ad usare vasi particolarmente capienti. 

La maggior parte delle specie sono piante assai longeve e non è raro trovare esemplari pluricentenari ed alcune piante possono superare i 700 anno di età.

Come abbiamo visto, l'Eucalipto è una pianta a crescita rapida, anche nella fase giovanile. Per questo motivo, anche in ambito vivaistico in cui si vogliono piante grandi in poco tempo, la propagazione più diffusa è tramite semina. Ricordatevi che i semi delle specie più resistenti al gelo devono "sentire" il freddo invernale per poter germogliare, converrà quindi seminare in autunno, lasciando il vaso all'aperto durante l'inverno. Ovviamente, passando dal seme, non si può riprodurre l'esatto clone; per moltiplicare varietà selezionate si possono fare talee, prelevando legno giovane (un anno) e rimovendo le foglie basali. Purtroppo gli Eucalipti non radicano bene e per aver una buona probabilità di successo sarà necessario usare ormoni radicanti.

Rami Eucalyptus coccifera

Nuovi Germogli