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giovedì 13 aprile 2017

Justicia adhatoda, una Pianta Officinale Ancora Poco Conosciuta

Vivete in un luogo mite ed avete un posticino inutilizzato del vostro giardino, magari anche piuttosto poco soleggiato? Se volete una pianta officinale rara, allora la Justicia adhatoda (o Adhatoda vasica) potrebbe fare al caso vostro.


Justicia adhatoda in fioritura
Justicia adhatoda



Justicia adhatoda è una pianta sempreverde che appartiene alla famiglia delle Acanthaceae, come il più noto e comune Acanto (Acanthus mollis).
La specie è originaria dell'Asia centrale e la sua distribuzione naturale si estende dal Pakistan, al Nepal, attraversando il Nord dell'India
L'attuale areale di coltivazione si espande anche più a Sud, sino allo Sri Lanka, Vietnam, Cina Meridionale, Indonesia e Malesia.
In molte di queste nazioni, oltre che per le proprietà medicinali, la specie è coltivata anche a scopi ornamentali ed, in zone a clima freddo come l'Inghilterra, è spesso utilizzata come pianta da appartamento

Justicia adhatoda, a volte chiamata anche Carmantina arborea o Malabar Nut, è una specie arbustiva a crescita rapida, tra le più alte del proprio genere. Se lasciata crescere libera, può infatti raggiungere un'altezza di 4 m (13 ft) anche se, in Italia, si mantiene leggermente più piccola.

La forma della chioma è generalmente a "V", con tronchi multipli e la sua larghezza è pressapoco uguale all'altezza della pianta stessa.

Le foglie della Justicia adhatoda sono lanceolate, lunghe circa 20 cm (8 in), di color verde brillante e con venature pronunciate, che le rendono molto ornamentali.
I fiori sono riuniti in una "pannocchia" che spunta eretta dall'ascella fogliare. Essi sono di circa 3 cm (1 in), bianchi con leggere sfumature viola e dalla forma l'inusuale, tipica della famiglia a cui appartiene la specie. 

Nelle zone native la fioritura avviene in inverno, luoghi in cui questa stagione corrisponde anche con la stagione secca. Più a Nord, dove l'inverno è più freddo ed umido, la fioritura avviene solitamente ad inizio primavera (Febbraio-Marzo) e si protrae per un periodo abbastanza lungo.


Dove Piantare la Justicia adhatoda ?


La specie, in Italia, può crescere laddove il clima abbia un inverno dolce, con temperature minime che raramente scendano sotto gli 0° C (32° F), sebbene possa reggere anche qualche grado in meno; diciamo che una rusticità di poco inferiore a quella di un Agrume.
Un bel esemplare è presente ai Parchi di Genova Nervi e se ne può tentare la coltivazione nella fascia costiera tirrenica, specie da quella a Sud di Roma.

L'esposizione ideale è abbastanza ombrosa, l'ideale è collocarla alla base di grandi alberi, affinché possa essere colpita solo dai raggi filtrati dalle chiome sovrastanti. Se esposta al Sole di mezzogiorno, le foglie possono subire danni, bruciature ed afflosciarsi.
Contrariamente alla maggior parte delle piante che amano l'ombra, la Justicia adhatoda è piuttosto resistente alla siccità estiva, anche perché, nei luoghi nativi, le piogge sono governate dai Monsoni, la cui alternanza fa si che ci siano lunghi periodi di siccità. 

Il terreno ideale è umido (ma senza ristagni), ricco di sostanza organica, fertile e con un pH da neutro a leggermente alcalino (pH 7-8); inoltre la specie ha una discreta tolleranza alla salinità del suolo.

Foglie Justicia adhatoda

Fiore Justicia adhatoda


Quali sono le Proprietà officinali della Justicia adhatoda ?


Nelle foglie sono contenuti diversi Alcaloidi, tra cui il più importante è la Vasicina, da cui si ricava la Bromexina. Estratti da queste foglie sono utilizzati in ambito terapeutico nelle patologie riguardanti l'apparato respiratorio (tosse, mal di gola, catarro etc.).
I principi attivi presenti in questo estratto hanno una funzione mucolitica, dilatano i bronchi ed inoltre, in caso di allergie, hanno anche un effetto antistaminico; infine rallentano la crescita di Mycobacterium tuberculosis.

Tronco Justicia adhatoda

Fioritura Justicia adhatoda

mercoledì 5 aprile 2017

Dove Piantare i Lamponi (Rubus idaeus)? Come Coltivarli?

Se pensiamo ai piccoli frutti non ci possono non venire in mente i Lamponi (Rubus idaeus) che, con il loro sapore acidulo ed aromatico, impreziosiscono macedonie, torte e pasticcini.

Ma qual è la pianta del Lampone? In quali luoghi può crescere in Italia? Che clima preferiscono i Lamponi? Qual è il loro ciclo produttivo? Quando e come si potano?

Rubus idaeus


Origine e Diffusione :


La specie Rubus idaeus, che produce i classici e più comuni Lamponi rossi, è nativa delle zone temperate fredde dell'Europa, motivo per cui è conosciuta anche col nome di Lampone europeo.
Data la sua naturale propensione a vivere in ambienti relativamente freschi, la specie è in grado di spingersi a quote elevate, sia sulle Alpi, che sugli Appennini.
Su queste montagne, infatti, il Rubus idaeus cresce spontaneo e riesce a fruttificare fino a 2000 m (6562 ft) sul livello del mare, un'altitudine proibitiva per la maggior parte delle piante da frutto.
Sulle montagne del Centro-Nord Italia è abbastanza diffuso, mentre diventa più raro nel meridione e sulle isole maggiori.

I Lamponi sono presenti in tutta Europa e nel Nord America ma, a livello commerciale, vengono coltivati prevalentemente nell'Europa centrale a clima continentale e poco nel bacino Mediterraneo.
Nel 2013, il maggior produttore a livello mondiale era la Russia (25%), seguita dalla Polonia (21%) e dagli Stati Uniti (16%).
In Italia la distribuzione della specie è a macchia di leopardo e la produzione concentrata nelle pianure/vallate del Nord Italia o in bassa montagna sulle Alpi.
Ultimamente, anche in regioni poco vocate, è diventata comune la coltivazione forzata fuori suolo, in ambiente controllato (Serre), un po' come avviene per le Fragole.

Ciclo Vegetativo e Potatura :


I Lamponi, ma in realtà anche le altre specie appartenenti al genere Rubus, hanno un ciclo biennale.

Ma cosa significa? Dopo due anni muore la pianta e devo ripiantarla?

Nulla di tutto questo, le radici dei Lamponi sono perenni. Il ciclo biennale è riferito solo alla parte aerea e, nelle prossime righe, cercheremo di capire come funziona.

Supponiamo di aver potato alla base un Lampone; arriva la primavera e, dalle radici, spuntano dei rami (polloni) che cresceranno verticali, senza ramificazioni. Questi rami, non produrranno né fiori né frutti e, con l'arrivo dei primi freddi autunnali, perderanno le foglie.
La prima stagione vegetativa (primo anno) si è ora conclusa e la pianta entra in stasi vegetativa per superare i rigori invernali.
La primavera successiva (secondo anno) la nostra pianta di Lamponi sarà formata da un certo numero di rami eretti (rami di un anno di età), dalle cui gemme spunteranno dei germogli al cui apice saranno presenti i fiori e, di conseguenza, i frutti.
Allo stesso tempo, dalle radici, verranno prodotti nuovi rami a crescita eretta e senza ramificazioni.

Alla fine della seconda stagione vegetativa la pianta di Lamponi sarà formata da due tipi di rami: quelli prodotti durante la primavera/estate (rami senza ramificazioni e senza frutti) e quelli di due anni (rami ramificati, prodotti nella stagione precedente), che hanno fruttificato durante l'estate.

Quest'ultimo tipo di rami (rami di due anni) muoiono, seccano e, l'anno successivo, il ciclo si ripete.

Ricordatevi che con "anni", si intendono stagioni vegetative. Alla fine di una stagione, il ramo ha un anno di età, anche se in realtà da Marzo a Novembre sono passati solo 9 mesi.

La potatura dei Lamponi è semplice, basta rimuovere i rami morti (quelli di due anni) ed accorciare i lunghi rami di un anno (dalle cui gemme si produrranno rami laterali e fiori).
I rami morti si riconoscono, dal legno secco, fessurato e "screpolato" (guardare foto sottostanti), oltre chiaramente dal fatto di aver le ramificazioni.
I Lamponi si potano durante la stagione morta, da Novembre a fine Febbraio, quando saranno completamente spogli.

Rami Rubus idaeus

Rami di un Anno Lampone

Rami Uno e Due Anni Rubus idaeus

Botanica e Fisiologia :


I Lamponi (Rubus idaeus) sono piante decidue che appartengono alla famiglia delle Rosaceae, di cui fanno parte numerose piante da frutto da climi temperati, tra cui Ciliegio, Albicocco e Nespolo.

Come abbiamo appena letto sopra, i Lamponi non sono delle vere e proprie piante, ma hanno un ciclo biennale. I rami dell'anno possono raggiungere, a seconda del clima e della varietà, un'altezza variabile da 50 cm, sino a 2 metri (1.6-6.5 ft) e sono ricoperti da spine, sebbene siano stati selezionati dei Lamponi che ne sono privi.
Le foglie del lampone sono caduche, dal margine seghettato, imparipennate (ovvero composte da 3-5-7 foglioline) e ricoperte da una leggera peluria.
I fiori sono raggruppati, a gruppi di 3-5, in racemi che sorgono all'apice vegetativo dei rami laterali, prodotti dalle gemme dei rami di un anno.
Essi sono bianchi, ermafroditi e, solitamente, autofertili; ogni singolo fiore è formato da 5 petali ed altrettanti sepali, da numerose corte antere (che producono polline) e, diversamente da altri fiori, da carpelli multipli (che producono ovuli).
Data la presenza di carpelli multipli, la bacca che noi chiamiamo Lampone, è in realtà formata dalla fusione di più frutti, ognuno dei quale derivante da un singolo carpello (frutto composto).
Questo frutto, nei primi stadi di sviluppo, è duro e di color bianco-verde, mentre a maturità si ammorbidisce, vira al rosso (o anche al giallo-arancione) e si distacca dal ricettacolo.
Le radici sono superficiali, ma possono espandersi notevolmente e, come detto in precedenza, sono l'unica parte perenne del Rubus idaeus.


Fenologia del Lampone :


Rubus idaeus, nel Nord Italia, inizia a germogliare verso metà Marzo ed in Aprile le foglie sono già ben formate ed i nuovi rami in allungamento.
La fioritura inizia verso metà maggio, ma è molto prolungata e, nelle condizioni ideali, può durare anche un mese. La fruttificazione, anch'essa scalare, avviene generalmente nei mesi di Giugno/Luglio.
Ovviamente, sulle Alpi ed in generale in montagna, questi tempi possono essere ritardati anche di un mese, mentre nelle calde regioni del Sud Italia anticipati di 2-3 settimane.

Fin qua abbiamo parlato delle varietà più comuni, cioè quelle che producono un'unica fioritura/fruttificazione all'anno; eppure esistono delle selezioni di lamponi che fioriscono due volte.


Qual è la differenza tra Lamponi uniferi e Lamponi biferi (detti anche Lamponi rifiorenti)?

Poco sopra, nel parlare del ciclo produttivo del lampone, ci siamo riferiti esclusivamente alle varietà unifere; ovvero quelle che, nel mese di maggio, fioriscono dai nuovi getti, germogliati dai rami di un anno.
Eppure esistono anche varietà rifiorenti che, oltre alla fioritura analoga a quella dei lamponi uniferi, ne aggiungono una più tardiva. Questa seconda fioritura avviene a metà estate, sui polloni emessi nell'anno stesso. Ovviamente, a questa fioritura, segue anche una seconda fruttificazione, di solito verso settembre/ottobre.

Anche le varietà di Lamponi rifiorenti sono biennali, semplicemente qui i rami non producono frutti solo durante il secondo (ed ultimo) anno di età, ma anche nel primo anno, appena pochi mesi dopo la loro emissione dalle radici.

Foglie Lampone

Boccioli Fiorali Lampone

Fiore Rubus idaeus

Fioritura Rubus idaeus


Coltivazione, Clima, Esposizione, Moltiplicazione e Cure :


I Lamponi hanno un'ottima resistenza al freddo e possono tranquillamente reggere il gelo invernale del Nord Italia, persino quello di montagna. Anche temperature inferiori ai -20° C (-4° F) non danneggiano né le gemme, né tanto meno le radici.
Rubus idaeus, per via delle radici superficiali, è una specie poco tollerante nei confronti della siccità e, nei mesi estivi, necessita irrigazioni frequenti. Inoltre ha un elevato fabbisogno di freddo invernale e, per potersi sviluppare correttamente, richiede tra le 800 e le 1000 ore con temperature inferiori ai 7° C (44° F).
Da quanto scritto sopra si evince che il Nord Italia, con il suo clima continentale, è più vocato alla coltivazione del Lampone, rispetto alle aride coste del meridione.

L'esposizione ideale è a mezz'ombra, specie in zone a clima Mediterraneo in cui le giornate estive siano quasi tutte assolate e calde.
Il pieno Sole è consigliabile nelle fresche zone di montagna o in quei paesi laddove l'estate abbia temperature basse e Sole spesso oscurato dalle nuvole (come ad esempio l'Inghilterra, l'Irlanda o il Nord Europa).
L'ombreggiatura totale è da evitare, sebbene il Lampone sia una delle piante da frutto che meglio (o meno peggio) regge questa condizione. All'ombra la fruttificazione è però più scarsa ed il sapore dei frutti meno dolce.
Per piantare i Lamponi in Italia conviene scegliere una posizione in cui ci sia Sole alla mattina e alla sera ed una luce filtrata (magari da qualche albero) nelle ore più centrali della giornata; ciò nonostante, se ben annaffiati, reggono anche il Sole di mezzogiorno.
Se si volessero interrare più piante, esse dovranno essere distanziate di circa mezzo metro (20 in) l'una dall'altra e circa 2 metri (80 in) tra le fila.
Tuttavia è una pianta molto espansiva e, a livello amatoriale, conviene coltivarla a "boschetto". Anche piantando solo 2-3 piante, nel giro di qualche anno si allargheranno su una superficie notevole, garantendo una produzione soddisfacente.

In molti si domandano se i Lamponi abbiano bisogno di sostegni per potersi sviluppare.
Diciamo che male non fanno, ma con un'opportuna potatura non sono strettamente necessari.
Se i rami di un anno vengono accorciati di circa metà lunghezza, potranno non piegarsi sotto il peso delle bacche e della nuova vegetazione.
I rami prodotti nell'annata, specie quelli di piante vigorose, potranno avere un portamento ricadente che, estetica a parte, non rappresenta un grosso problema.

Se si volessero utilizzare dei sostegni (ad esempio delle canne di bambù come quelle che si usano per i pomodori), si possono lasciare interi i rami di un anno, legandoli con dei lacci a diverse altezze.
In questo modo si possono avere Lamponi "ad altezza uomo" senza il rischio che i rami si rompano.
Un altro metodo è quello di disporre i sostegni su linee parallele distanziate tra loro di circa  50-70 cm (20-28 in), collegare i sostegni sulla stessa linea con fili posti ad altezze diverse e lasciar crescere i Lamponi nello spazio centrale. In questo modo i rami, piegandosi, andrebbero ad appoggiarsi sul filo che, fornendo loro supporto, eviterebbe che ricadano a terra o si spezzino.

Il terreno ideale per la coltivazione dei Lamponi è umido, ricco di humus, fresco e sub-acido, sebbene la pianta sia più tollerante di altri piccoli frutti a terreni neutri o addirittura basici. Tuttavia il Lampone non è molto esigente e, pur preferendo i terreni "di montagna", prospera quasi ovunque, tanto da essere considerato una specie infestante e non è raro vedere nuove piantine che spuntano qua e là, anche lontano dalla pianta madre.
Le concimazioni, in terreni mediamente fertili, non sono indispensabili, tuttavia l'aggiunta invernale di letame ben maturo può aumentare la produzione.

La riproduzione per semina è poco utilizzata (sebbene sia efficace). I Lamponi si possono facilmente moltiplicare sia prelevando nuovi polloni (con relative radici), sia per talea, interrando, in autunno, i rami della stagione.

In ultimo non dimentichiamoci che la specie è molto rustica anche nei confronti dei parassiti e solo raramente le infezioni (Afidi) sono tali da compromettere la fruttificazione.

Lamponi Immaturi

Lamponi in Maturazione

Frutto Rubus idaeus


Varietà di Lampone :


Nel corso degli anni sono state selezionate decine e decine di cultivars, ognuna con caratteristiche peculiari.
I due grossi gruppi, come detto in precedenza, sono composti dalle varietà Unifere e Rifiorenti (Bifere); ma notevoli differenze ci sono anche all'interno di questi raggruppamenti, sia per quanto riguarda colore, sapore e grandezza del frutto, sia per il periodo di maturazione ed il portamento. 

Tra i Lamponi uniferi più precoci troviamo Malahat, i cui frutti sono di medie dimensioni con sapore piuttosto acido, e Glen Moy, particolarmente resistente agli afidi.
In epoca intermedia troviamo Tulameen, molto diffuso sia per l'elevata pezzatura dei frutti, sia per l'abbondante produzione. Tra i più tardivi ricordiamo Tadmor, il quale produce frutti poco succosi, ma ben conservabili.

Tra i Lamponi rifiorentiHeritage è probabilmente la varietà più diffusa tra gli hobbisti, essa produce un frutto dolce, di medie dimensioni che, diversamente da altri, si mantiene abbastanza a lungo sulla pianta. Fallgold è il classico Lampone Giallo (o meglio arancione), produce bacche piuttosto grosse che hanno un sapore più delicato, meno acido, ma anche meno saporito, rispetto ai classici Lamponi Rossi.
Fallgold produce frutti in estate, ma anche durante l'autunno, sino all'arrivo dei primi geli.

Lamponi Gialli

Lamponi Fallgold

Piante di Rubus idaeus

Foglie Lampone in Autunno

venerdì 24 marzo 2017

Come Coltivare il Mamey (Pouteria sapota) e lo Zapote Verde (Pouteria viridis) ?

Oggi vorrei parlare del Mamey, un frutto prodotto dalla specie Pouteria sapota, una pianta semi-decidua di origine tropicale. Esso è assai diffuso nell'areale di origine, ma quasi sconosciuto in Italia ed Europa.
In realtà, in questo articolo, vorrei anche illustrare le caratteristiche dello Zapote Verde o Green Sapote (Pouteria viridis, sinonimo Calocarpum viride), un frutto sotto molti punti di vista simile al Mamey, sebbene sia molto meno coltivato, anche nelle sue zone native. 

Come coltivare il Mamey e lo Zapote Verde? Resistono al freddo? Possono crescere in Italia? Quali sono le differenze tra Pouteria sapota Pouteria viridis ?

Frutto Mamey Sapote

Frutto Green Sapote

Origine e Diffusione :

Il Mamey Sapote, in italiano Mammey Zapote, è una pianta nativa dell'America centrale e la distribuzione naturale si espande dal Sud del Messico sino al Costa Rica.
L'Habitat naturale del Pouteria sapota è rappresentato dalle foreste tropicali pianeggianti soggette a piogge stagionali, alternate a brevi periodi secchi; tuttavia oggigiorno, grazie alle qualità organolettiche del suo frutto, il Mamey è coltivato come pianta da frutto anche in Colombia, Venezuela, Ecuador e, a Cuba, è utilizzato pure come pianta ornamentale da giardino od ombreggiante nelle piantagioni di Caffè.
Questa specie è presente in Florida da oltre cent'anni, ciò nonostante inizialmente vi erano solo pochi esemplari, molti dei quali semenzali.
Nel 1907 William J. Krome, uno dei pionieri della Florida, piantò un semenzale di Mamey nel proprio terreno, ma gli uragani e le gelate lo fecero ripartire più volte dalle radici e dovette aspettare sino al 1949 per poter assaggiare i primi frutti.
Solo a partire dagli anni '80, con l'arrivo dei Cubani che importarono Cultivars selezionate, la specie ebbe una rapida ascesa e divenne assai popolare prima tra gli hobbisti e, successivamente, anche tra gli imprenditori agricoli.
Green Sapote (Pouteria viridis) e Mamey (Pouteria sapota) sono due specie assai affini ed entrambe condividono le nazioni d'origine; tuttavia lo Zapote Verde cresce in un Habitat differente, tra i 1000 ed i 2000 m (3280-6560 ft), sulle montagne di Guatemala ed Honduras, non in pianura come il suo "cugino" più famoso.
Diversamente dal Mamey, la coltivazione del Pouteria viridis è rimasta relegata all'areale d'origine e, nonostante la bontà del frutto, non sono state selezionate e diffuse Cultivars "pregiate".


Sapore e Dimensioni del Frutto :

Il Mamey è un frutto a forma più o meno ovale, lungo sino a 25 cm (10 in) e largo circa metà che, in alcune varietà, può raggiungere un peso superiore ai 2 kg (4,4 lb).
La buccia esterna è ruvida, di color legno (marrone) e molto sottile, mentre la polpa interna è rosa-arancione, un po' "color salmone".
A maturità la polpa diventa soffice come quella di una Pesca e la buccia viene raschiata via con facilità, facendo intravedere la polpa sottostante che, solo se matura, è arancione.
La polpa contiene da 1, sino a 4 grossi semi, dalla superficie liscia color marrone castagna che, spesso, iniziano a germinare già all'interno del frutto.

La polpa del Mamey è dolce, soffice, cremosa e ricorda, sia per gusto che per consistenza e colore, quella della Papaya. Tuttavia il sapore è più complesso e non direttamente associabile a quello di un unico frutto, semmai si possono riscontrare sentori di Zucca, Patata Dolce ed Albicocca.
Questo frutto si presta sia al consumo fresco, sia per preparati a base di latte, come frullati e gelati.

Il frutto del Green Sapote è più piccolo ed ha una buccia che, come suggerisce il nome, è di colore verde. La polpa interna è del tutto simile a quella del Mamey ed, anzi, il suo sapore è descritto come addirittura superiore.

Pouteria sapota

Pouteria viridis


Botanica e Fisiologia :

Nuove foglie Pouteria sapotaPouteria sapota e Pouteria viridis appartengono alla stessa famiglia, quella delle Sapotaceae, le cui circa 800 specie hanno una distribuzione tipicamente tropicale-subtropicale.
Pouteria sapota è una pianta dotata di un tronco spesso, da cui dipartono (poche) branche principali. La specie raggiunge un'altezza media di 18 m (60 ft), sebbene in ambienti prettamente equatoriali possa occasionalmente superare i 30 m (98 ft).
Flowers Pouteria sapotaLe foglie, come del resto il portamento della pianta, ricordano molto quelle del Nespolo Giapponese (Eriobotrya japonica). Esse sono di forma ovale o lanceolata, con l'estremità appuntita, lunghe circa 30 cm (12 in) e larghe 10 cm (4 in). Le giovani foglie hanno una leggera peluria, mentre da adulte sono lisce, con la faccia superiore di color verde più scuro, rispetto a quella inferiore.
Le foglie di questa specie sono disposte a raggiera, all'estremità dei rami, lasciando questi ultimi quasi del tutto privi di foglie.
Tuttavia, dalle gemme di questi rami "spogli", spuntano numerosi fiori. Essi sono sessili, piccoli e sbocciano in gruppi di 2-8. Sebbene i fiori si dispongano a macchia di leopardo, prevalentemente sul legno maturo dei rami di 1-2 anni, alcuni possono formarsi anche su rami più grossi e vecchi, come le branche principali; un simile meccanismo l'avevamo già conosciuto parlando del Durian.
In zone tropicali la fioritura avviene in maniera più o meno continuativa, in Florida, a seconda della varietà, avviene in tutte le stagioni eccetto (o in minima parte) in primavera.
Il Mamey Sapote ha un "periodo di gestazione" assai lungo, devono infatti trascorrere dai 12 ai 24 mesi (a seconda del clima e della varietà) per passare dai fiori ai frutti maturi.
La fioritura prolungata, ed i tempi di maturazione variabili, fanno si che i frutti siano maturi in maniera scalare; tuttavia il picco massimo di produzione è concentrato in circa 2 mesi, diversi a seconda della varietà.
In Florida, ad esempio, la cultivar 'Pantin' matura i frutti tra Luglio ed Agosto e solo pochi frutti nei mesi antecedenti o conseguenti, 'Maganaha il picco tra Marzo ed Aprile, 'Tazumal' tra Gennaio e Febbraio, mentre 'Abuelo' tra Ottobre e Novembre.
In questa specie è dunque possibile osservare contemporaneamente fiori, frutti maturi e frutti a diversi stadi fenologici.

Soprattutto in ambienti non equatoriali, a seconda della varietà e delle condizioni meteo, le piante di Mamey possono avere una cospicua perdita di foglie sul finire dell'inverno/inizio primavera, talvolta sino alla completa defogliazione. Questo comportamento deciduo, solitamente indotto da qualche stress (siccità, freddo), è fisiologico, di breve durata e non compromette fioritura e fruttificazione.

Il Green Sapote è per molti versi simile al Mamey, tuttavia non mancano piccole differenze. Oltre al frutto, più piccolo e con la buccia verde, Pouteria viridis ha una minor vigoria, uno sviluppo leggermente meno espanso e foglie più minute.

Boccioli fiori Mamey
Foglie Pouteria sapotaFoglie Mamey


Coltivazione, Clima, Moltiplicazione e Cure :

Pouteria sapota, come già detto in precedenza, è una pianta tropicale che richiede temperature piuttosto alte durante tutto l'anno. Tuttavia non è strettamente tropicale come il Durian o il Rambutan e può crescere con successo anche nelle zone subtropicali a clima mite, più vicine ai tropici, come il Sud della Florida.
In passato, tentativi di acclimatazione nel Sud della California si sono dimostrati fallimentari e, anche qualora la pianta riuscisse a sopravvivere, la fruttificazione sarebbe al quanto limitata, poiché i frutti, avendo bisogno oltre un anno per la maturazione, dovrebbero "attraversare" la stagione fredda.
Negli ultimi decenni, vuoi per il surriscaldamento globale, vuoi per il maggior numero di tentativi, alcuni esemplari, piantati in microclimi molto particolari, sono riusciti a fruttificare anche nell'estremo Sud della California.

La resistenza al freddo della pianta del Mamey è di 0° C (32° F) per giovani esemplari e di -2 ° C (28° F) per le piante adulte. Ciò nonostante queste stime sono molto ottimistiche e si intendono limitate a poche ore mattutine, una volta all'anno, con temperature diurne elevate, condizioni rare nel bacino Mediterraneo.
Diciamo che, in linea di massima, le temperature medie del mese più freddo non dovrebbero essere inferiori ai 15° C (59° F), con minime raramente sotto i 10° C (50° F) e si può crescere senza rischi solo in zone USDA 10B o superiori. La sua rusticità potrebbe essere paragonabile a quella della Graviola.

Sebbene l'unico modo per aver la certezza assoluta sia provarci, la coltivazione all'aperto del Pouteria sapota in Italia ed (Europa) non è possibile, poiché l'inverno pur mite che sia (anche esente da gelate) è caratterizzato da un freddo troppo continuativo.

Pouteria viridis è anch'esso nativo delle zone tropicali dell'America, ma cresce in montagna (non al piano come il suo "parente"). Per questo motivo lo Zapote Verde si presta meglio alla coltivazione in zone Subtropicali ed è considerato più rustico del Mamey.

Entrambe le specie amano una esposizione soleggiata e prosperano in zone dove ci siano almeno 1000 mm (40 in) di pioggia ogni anno, con una stagione secca non troppo prolungata.
La resistenza alla siccità è relativamente scarsa ed in zone monsoniche, in cui ci possono essere 5-6 mesi in cui non cade una goccia d'acqua, è necessaria l'irrigazione.
Queste piante sono adattabili e possono crescere su diversi tipi di terreno, da quelli argillosi, sino a quelli poveri e sabbiosi, tuttavia è importante garantire un buon drenaggio e suoli permeabili anche in profondità. Il pH ideale è compreso tra 6 e 7, ma tollerano anche terreni alcalini con pH superiore a 8.
La potatura è più che altro volta a mantenere bassa la chioma. La specie tende infatti ad espandersi molto in altezza, rendendo difficoltosa la raccolta dei frutti.

Sia il Mamey Sapote che il Green Sapote vengono propagati spesso per seme. I semi di queste specie perdono vitalità in fretta e devono essere piantati non appena rimossi dal frutto maturo, in molti casi iniziano ad emettere radici già all'interno del frutto.
La germinazione avviene circa 2-4 settimane dopo la semina e le giovani piante hanno inizialmente una velocità di crescita limitata, che diventa moderata con il passare del tempo.
Piante ottenute da seme impiegano 8-10 anni prima di entrare in produzione, sono molto eterogenee tra loro e, in molti casi, è necessaria l'impollinazione incrociata.
Per queste ragioni, a scopi commerciali il Mamey è riprodotto per via vegetativa, solitamente tramite innesto. Tuttavia, rispetto ad altre specie, Pouteria sapota è poco affine a questa tecnica ed è alta la frequenza degli innesti che non attecchiscono.
Come portainnesto si usa solitamente il franco, ma c'è una certa compatibilità anche con altre specie, come ad esempio Pouteria campechiana (Canistel).

Rami Pouteria sapota

Rami Pouteria viridis


Quali Differenze Ci Sono tra Mamey (Pouteria sapota) e Green Sapote (Pouteria viridis) ? Qual è la Scelta Migliore ? :

Come avrete letto poco sopra, il Mamey è molto più coltivato; per questo motivo sono presenti sul mercato diverse Cultivars selezionate, ognuna delle quali garantisce le proprie peculiari caratteristiche.
Oggigiorno il Mamey offre un'ampia scelta varietale ed è più facilmente reperibile, ma questa è solo la conseguenza della sua diffusione. La causa potrebbe esser ricercata nel fatto che questa specie produce frutti più grossi e con maggiore polpa, inoltre è molto produttiva ed una sola pianta può arrivare a produrre fino a 400-500 frutti all'anno, equivalenti a circa 200 kg (441 lb).
Per l'imprenditore agricolo (che vuole fare reddito), un frutto grosso, una pianta produttiva e la certezza di possedere una cultivar selezionata sono condizioni indispensabili.

Ma per l'Hobbista?

Qui le cose si invertono, in primo luogo lo Zapote Verde è più rustico e quindi il suo areale di coltivazione si può estendere più a Nord (o a Sud se siamo nell'emisfero Australe) rispetto al Mamey.
In Italia, ad esempio, il Green Sapote avrebbe maggiori probabilità di successo (o minori possibilità di insuccesso, dato che rimane comunque una specie tropicale).
I frutti più piccoli, ma dalla polpa forse più saporita di quella del Mamey, non sarebbero un grosso problema, così come la minor produttività (avere una pianta ad uso famigliare che produce 200 kg di frutti è inutile e non si saprebbe come consumarli).
Certo rimane il problema delle reperibilità e della sostanziale assenza di cloni selezionati. Ma procedendo con la semina, ed avendo un po' di fortuna, si potrebbero avere grosse soddisfazioni.
In ultimo non dimentichiamoci che il Green Sapote, avendo frutti più piccoli, riesce a farli maturare in circa la metà del tempo rispetto al Mamey, una varietà precoce potrebbe impiegare "solo" 6-8 mesi.
Questo fattore non è secondario per chi volesse farla fruttificare in un ambiente non tropicale, in cui i frutti, per non marcire, devono maturare entro Novembre.

Chioma Pouteria sapota

Frutticini Mamey

Portamento Pouteria sapota

Frutto Aperto Mamey

mercoledì 15 marzo 2017

Come Coltivare i Bulbi dei Ranuncoli? Quando Fioriscono?

I Ranuncoli sono fiori prodotti da diverse specie vegetali, tutte appartenenti al genere Ranunculus.
Questo nome deriva dal latino e significa Rana (o Ranocchio), per via del fatto che molti di questi bulbi preferiscano ambienti acquitrinosi ed umidi, condivisi appunto con gli Anfibi. 

Le circa 500 specie del genere (e gli innumerevoli ibridi) appartengono alla famiglia delle Ranunculaceae e sono tra loro assai differenti sia per forma, che per dimensione e colore del fiore.
Tuttavia la maggior parte delle specie di Ranuncolo sono originarie delle zone temperate di Europa ed Asia. Anche in Italia esistono numerose specie di Ranuncolo selvatico, la maggior parte delle quali producono piccoli fiori di color giallo o bianco.
Nel Nord Italia è comunissimo il Ranunculus acris, il quale cresce spontaneo nei prati di montagna, ai bordi delle siepi o laddove il terreno rimanga costantemente umido e fresco.

Ranunculus asiaticus


Come Piantare i Ranuncoli ?

Tra le tante specie, Ranunculus asiaticus è quella più comune in ambito floricolo ed utilizzata per le ibridazioni.
"Questi" Ranuncoli, diversamente da altre piante bulbose come Narcisi e Bucaneve, sono poco resistenti al gelo ed i loro rizomi (radici), se permangono lungo tempo del terreno gelato, rischiano di marcire.
Per questo motivo conviene interrarli in autunno, solo nel Sud Italia o laddove solitamente il suolo non ghiacci; altrove è meglio piantarli sul finir dell'inverno o all'inizio della primavera, indicativamente tra Febbraio e Marzo.
Diversamente dalle Primule, i Ranuncoli che troviamo comunemente in vendita sono poco indicati per l'inselvatichimento e, per essere sicuri che non muoiano durante l'inverno, conviene estrarli dal terreno in autunno e porli in un luogo buio, fresco ed asciutto, fino all'inizio della primavera successiva.

I Rizomi dei Ranuncoli sono di medio-piccole dimensioni, dalla tipica forma a zampa, le cui "dita" devono essere disposte in piano ed interrate ad una profondità di circa 7 cm (2,8 in); più o meno la stessa distanza deve essere mantenuta anche tra un rizoma e l'altro.
Dopo averli riposti sul fondo della buca si ricopre il tutto con la terra e, nel caso in cui si temano i rigori invernali, si potrà formare uno strato di pacciamatura.
E' importante che il terreno sia lavorato e soffice, affinché le radici possano espandersi senza incontrare particolari ostacoli.

Ricordatevi che, prima di piantarli, può esser utile reidratare i bulbi dei Ranuncoli, immergendoli in acqua, a temperatura ambiente, per una notte (12 h).


Botanica, Fisiologia ed Utilizzi ?

Il Ranuncolo è una pianta erbacea che sebbene venga tratta da annuale, in condizioni ideali, risulta essere perenne.
I primi organi ad emergere dal terreno dopo il germogliamento sono le foglie. Esse sono frastagliate, dal margine seghettato e sorrette da corti steli. Le foglie del Ranuncolo assomigliano (vagamente) a quelle delle Fragole, sebbene siano in miniatura e con lobi più accentuati.
Le infiorescenze, che sono la parte più alta della pianta, si innalzano a circa 40 cm (16 in) dal suolo, sostenuti da lunghi steli dall'aspetto "peloso".
I Fiori sono singoli (raramente doppi), hanno un diametro di circa 5 cm (2 in) e, a seconda della specie e della selezione, possono essere dei colori più disparati (Rossi, Bianchi, Gialli, Rosa, Arancioni).
Anche la forma può variare considerevolmente: ci sono Ranuncoli con pochi petali, che lasciano intravedere il pistillo e le antere (questi assomigliano agli Anemoni) ed altri con petali particolarmente densi che quasi racchiudono gli organi sessuali del fiore, un po' come certi tipi di Rosa.
I Ranuncoli, grazie al lungo gambo, sono particolarmente adatti ad essere recisi ed utilizzati per comporre Bouquet, tuttavia sono apprezzati anche in giardino, per creare bordure o angoli fioriti.
I Frutti sono dei raggruppamenti di acheni, ognuno dei quali a forma ovale e contenente un unico seme, disposti a formare una spiga ovata.
Il periodo di fioritura cambia a seconda della varietà, tuttavia si possono considerare come fiori tardo-primaverili ed averli fioriti anche fino a Giugno.

Germoglio Ranuncolo

Foglie Ranuncolo


Coltivazione, Clima ed Habitat ?

Le varie specie di Ranuncoli hanno una distribuzione molto ampia, sebbene generalmente non tropicale. A seconda della specie li possiamo trovare nei prati, in alta montagna, nella taiga, nelle zone a clima Mediterraneo, negli acquitrini e persino negli stagni, come piante acquatiche.

I Ranuncoli da fiore (Ranunculus asiaticus) devono essere preferibilmente collocati in una posizione soleggiata, sebbene riescano a fiorire anche in posizioni a mezz'ombra.
Come accennato in precedenza, questi fiori hanno una limitata resistenza al freddo e possono essere lasciati nel terreno, senza rischi di morte, solo in zone USDA superiori a 8.
Altrove bisognerà estrarli dal terreno, ricordandosi di fare questa operazione in autunno, solo dopo che le foglie siano rinsecchite. Se si facesse questa operazione troppo precocemente (subito dopo la fiorita) ci sarebbe il rischio che il Rizoma non riceva la giusta quantità di nutrienti durante i mesi estivi e che, dunque, perda di vitalità.
Il terreno ideale è umido, fresco, a pH acido e soprattutto ben drenante. Non confondiamo umido con stagnante, i terreni argillosi, che rimangono compatti e "zuppi" di acqua, sono dannosi e possono facilmente far marcire questi bulbi.
Il Ranuncolo è soggetto a diverse malattie fungine, tra queste molto frequente è il Mal Bianco; tuttavia, attacchi lievi da parte di questi patogeni, non determinano la totale perdita della fioritura.
I Ranuncoli, date le loro ridotte dimensioni, sono coltivabili con successo anche in vaso.


Alcune delle specie selvatiche diffuse in Italia sono :


  • Ranunculus glacialis, cresce in alta montagna, sulla ghiaia umida ai piedi dei ghiacciai fondenti.
  • Ranunculus alpestris, vive sulle Alpi, nelle vallate a limite delle nevi perenni.
  • Ranunculus flammula, è una specie eliofila che cresce a quote inferiori alle precedenti, in ambienti paludosi e negli acquitrini.
  • Ranunculus trichophyllus, è invece una pianta acquatica che cresce in stagni o fiumi con deboli correnti.
  • Ranunculus ficaria, cresce spontaneo ai margini dei boschi o sulle rive dei ruscelli.
  • Ranunculus montanus, diffuso sull'Appennino, più raramente sulle Alpi, in zone falciate ed antropizzate.
  • Ranunculus auricomus, cresce sulle Alpi, in prati umidi o come pianta da sottobosco nelle foreste di latifoglie (faggeti, castagneti, querceti).
  • Ranunculus repens, specie che cresce in tutta Italia, lungo i fossati o nei prati alluvionali.

Fiore Singolo Ranuncolo

Fioritura Ranuncoli

mercoledì 8 marzo 2017

Dov'è l'Isola di Krk (Veglia)? Com'è? Cosa si può Fare?

Se cercate una meta per le vostre vacanze estive, l'Isola di Krk (o Isola di Veglia), in Croazia, potrebbe essere un'ottima candidata. 
L'Isola di Krk si trova nel mar Adriatico, nel Nord della Croazia, a soli 120 km (75 mi) dal confine italiano (Trieste) e a 530 km (330 mi) da Milano ed è facilmente raggiungibile in macchina.

Cosa vedere sull'isola di Krk? Com'è fatta? Cosa può offrire ad un turista? Che clima e temperature ci sono?

L'Isola di Veglia ha una forma irregolare e, con una superficie di poco inferiore al doppio di quella dell'Isola d'Elba, è l'isola più grande del Mar Adriatico.
Quest'isola, con oltre 190 km (118 mi) di coste, si trova a poca distanza dalla città di Fiume (Rijeka in croato) ed è separata dalla terraferma da una sottile striscia di mare.
Nel 1980 fu inaugurato il ponte di Krk che, con i suoi 1309 m (4295 ft) di lunghezza, mette in comunicazione le coste dell'isola con la terraferma. Inoltre questa struttura detiene il record di essere il ponte con le maggiori arcate al Mondo, costruite con metodi convenzionali (cemento armato).

Paesaggio Carsico Isola Krk

Imbocco Ponte Krk
Ponte Krk


Attraversare lo stretto su questo ponte non è solo comodo e veloce, ma anche emozionante. Il panorama geografico è stupendo, la maestosità di quest'opera ingegneristica si incastra perfettamente con il paesaggio ed il vento, che frequentemente lo sferza, non fa che rendere il tutto più suggestivo.
Il pedaggio, del costo di una pizza margherita, si paga nella direzione di ingresso all'isola, mentre è gratis in uscita.


Quanto Costa una Vacanza sull'Isola di Krk ?

Fino a qualche anno fa, la Croazia aveva dei prezzi molto competitivi e ben più bassi rispetto all'Italia. Oggi questo divario si è notevolmente ridotto e, stando nelle località turistiche, il risparmio è minimo.
La moneta ufficiale croata è la Kuna (Kn) ed, indicativamente, 1 Euro vale 7,4 Kuna. Il cambio ufficiale varia continuamente (per sapere il cambio attuale cliccate qua), tuttavia ci sono delle spese di commissione che variano di giorno in giorno, ma anche da posto a posto, motivo per cui conviene informarsi in più posti, al fine di cambiare i soldi nel posto più conveniente.
Giusto per dare dei numeri, nel 2017 una pizza margherita costa circa 40 Kuna ed una cena a base di pesce si può trovare anche a 150 Kuna.

Un po' su tutta l'isola sono diffuse camere e Bed & Breakfast, spesso a prezzi piuttosto vantaggiosi. L'organizzazione dei pagamenti, così come l'accoglienza, è interamente gestita da Aurea, un'agenzia situata al centro dell'isola, che farà da tramite e da garante fra voi ed i padroni delle strutture abitative.


Com'è il Clima, il Territorio e la Vegetazione di Krk ?

Sebbene l'isola sia piuttosto a Nord (su di essa passa esattamente il 45° parallelo Nord) ed esposta ai venti di Bora, il clima è mite, con una temperatura media di 4-5° C superiore alle località limitrofe.
Anche se la stagione estiva non è secca come nel Sud Italia, la vegetazione di Veglia è quella tipica della macchia Mediterranea, con prevalenza di piccoli arbusti sempreverdi (Corbezzolo, Mirto, Terebinto, etc.) nelle zone incolte e campi di Olivo in quelle coltivate.

A Krk, in estate, la media delle temperature massime è di 28° C (82° F), mentre quella delle minime è di 18° C (64° F) ed i giorni di pioggia sono circa 9 al mese, anche se spesso sotto forma di acquazzoni e temporali serali/notturni.
Il mese di Settembre, sebbene con qualche grado in meno rispetto Luglio ed Agosto, ha ancora temperature piacevoli e giornate soleggiate. Un'ottima alternativa per chi volesse evitare la calca dei mesi precedenti.
Il territorio dell'isola di Veglia è alquanto variegato; le spiagge sabbiose, o più spesso scogliose, si alternano tra golfi, baie e rocce a strapiombo sul mare; fitti boschi e pinete lasciano spazio ad aree coltivate o alla bassa vegetazione, mentre suoli scoscesi e dissestati sono intervallati da fertili pianure.
Diciamo che dal punto naturalistico Krk ha ben pochi rivali non a caso, nell'antichità, era anche nota come "Isola d'Oro" (Insula Aurea).

Vegetazione Macchia Mediterranea Krk

Oliveto

Paesaggio Isola Krk


Quali Sono le Città più Belle ?

Posizione Isola di Krk
L'isola di Krk si estende prevalentemente in direzione Nord-Ovest, Sud-Est e, più o meno lungo questo asse, è attraversata da una strada principale di circa 40 km (25 mi), da cui si diramano strade secondarie, terziare e così via.
La prima città che si incontra dopo aver attraversato il ponte è Omišalj (in italiano Castelmuschio), forse la più antica dell'isola. Per raggiungerla si deve deviare dalla strada principale, prendendo una diramazione che ci condurrà fino ad una mite e tranquilla località, circondata dalla pineta.
Questa cittadina, leggermente sopraelevata su una rupe, si snoda attraverso strette viuzze, piazze e scalinate ed è ben collegata con la baia sottostante, da cui si può accedere allo splendido mare.
Sempre sulla costa occidentale, ma un po' più a Sud, troviamo il borgo di Njivice, un tempo abitato da pescatori. Njivice è probabilmente la città più recente dell'isola e la sua espansione si ebbe solo con l'avvento del turismo, nella seconda metà del '900.

Cartina Isola di Krk
Proseguendo verso Sud, sempre sulla costa occidentale, troviamo Malinska che, insieme ad altri piccoli villaggi, costituisce il territorio noto come Dubasnica.
Malinska si trova all'interno di un golfo molto riparato dai freddi venti di Bora, non a caso qui abbiamo uno dei microclimi più miti dell'isola.
Il litorale, ricco di vegetazione mediterranea, regala chilometri di coste e spiagge racchiuse tra il mare e la pineta.
Sul versante orientale, più o meno alla stessa altezza di Malinska, troviamo la piccola cittadina di Silo, dominata da uno stupendo campeggio, immerso tra gli alberi.
Le spiagge di Silo si affacciano sulla Croazia "continentale" che, in questo punto, distano solo pochi chilometri.
Vrbnik (in italiano Verbenico) è un comune arroccato sopra una scogliera a strapiombo sul mare, sulla costa orientale dell'isola. Qui, più che in ogni altro borgo, si avverte un senso di "antichità" e delle tradizioni, un po' come se l'orologio si fosse bloccato 100 anni fa.
Il centro del paese non è accessibile alle macchine e le strette vie permettono solo il passaggio a piedi. A Vrbnik vicoli stretti si intrecciano, salendo e scendendo per la città e dividendo le case d'epoca. Nel centro della città l'asfalto scuro e caldo è sostituito da un ciottolato fatto con pietre chiare e lisce.
Nella piana di Vrbnik, non molto lontana dalla città, ci sono circa 100 ettari di terreno dedicati ai vigneti. Vrbnicka zlahtina è un vitigno autoctono, dal quale si ricava un ottimo vino bianco e lo spumante.
Il comune di Punat (in italiano Ponte) si trova nella parte Sud occidentale dell'isola. Questa piccola città (circa 1800 abitanti) è situata all'imbocco di un Golfo o meglio di una Baia, dato che l'accesso è relegato ad una stretta striscia di mare.
All'interno di questa baia (chiamata Puntarska Draga), in posizione centrale, troviamo Kosljun, un isolotto che ospita un'abbazia Francescana.
Punat e la sua baia sono circondate da colline, sulle quali è tradizione la coltivazione degli Ulivi. Qui, più che in ogni altra parte dell'isola di Veglia, ci sono estesi oliveti, spesso a conduzione famigliare.

Viuzze di Vrbnik

Centro di Vrbnik

Vrbnik
Città di Punat

Olivi di Punat

Baia di Punat


Baska (in italiano Bescanuova), situata all'estremo Sud dell'isola, è divisa dalle altre città dalla vetta più alta dell'isola (Obzovi, circa 570 m o 1870 ft).
Il tragitto che congiunge Punat a Baska è davvero intimo e suggestivo: nel primo tratto una ripida salita ci permette di osservare dall'alto la baia Puntarska Draga e tutto il circondario, con colline carsiche adornate dalle specie arbustive a basso fusto. Proseguendo la strada, ed innalzandoci di quota, il panorama vira bruscamente: le piante mediterranee lasciano spazio ad una vegetazione di tipo montano (conifere), che ben presto inghiotte l'orizzonte.
Appena superato il valico, inizia una discesa tortuosa che, tra una curva e l'altra, regala scorci sul mare di Baska.
Sulle spiagge di Baska (e sulle altre) non mi soffermerò qui, ma approfondirò in un altro post; tuttavia non posso non menzionare le acque cristalline ed i colori intensi che spaziano dal blu al verde, a seconda delle condizioni meteo e della profondità del mare.
La baia di Baska è racchiusa tra due catene montuose che giungono sino al mare, esse fungono da convogliatore ed incanalano i venti. Per questo motivo le spiagge di Baska sono particolarmente ventose ed indicate per gli amanti del Windsurf.
Baska è anche un ottimo punto di partenza per le escursioni a piedi. Tra le varie possibilità vorrei citare quella che porta alla stupenda spiaggia di Vela Luka, raggiungibile solo tramite questo tragitto oppure via mare.
Da Baska si gode di un panorama mozzafiato a 360° e basta spostarci qualche centinaio di metri dalle spiagge affollate per ritrovarsi immersi nella natura più selvaggia ed incontaminata.
La specie Asperula Borbasiana è una pianta erbacea endemica della baia di Baska, che produce vistosi fiori color lilla.
Come avrete intuito dall'enfasi descrittiva, Baska è, a mio avviso, la località più bella, nonché quella che preferisco dell'intera isola di Krk.

Colline di Baska

Pini Krk













Spiaggia di Baska


Krk  (in italiano Veglia), città capoluogo dell'isola omonima, si trova sulla sponda Sud-Ovest, a poca distanza dalla città di Punat.
Krk è senza dubbio il centro più grande e popoloso, nonché la sede amministrativa e politica dell'isola. Veglia è una città fortificata, a tutt'oggi il suo perimetro è cinto da antiche mura che si interrompono solo in corrispondenza dei punti di accesso al centro storico. 
Forse per via della sua ricchezza, Krk è particolarmente curata, piena di dettagli, scorci pittoreschi e costruzioni medioevali.
All'esterno delle mura della città si può trovare parcheggio abbastanza facilmente, più ci si spinge verso l'interno e più i posti iniziano a scarseggiare. La soluzione migliore è parcheggiare all'esterno e proseguire a piedi, lungo le intricate viuzze che, dalla parte alta della città, declinano verso il centro storico ed il mare ad esso adiacente.
Incantevoli sono la Cattedrale ed il Castello di Krk (Frankopan Castle), quest'ultimo costruito a strapiombo sul mare, mentre nella facciata opposta si espone verso una piazzetta molto carina in cui l'atmosfera è spesso rallegrata da artisti di strada.
Il lungomare è ricco di ristoranti, pizzerie e pub, mentre il porto permette l'attracco di grosse imbarcazioni ed è il punto di partenza per gite in nave.
Krk è probabilmente la città più mondana dell'isola e quella dove si concentra la maggior parte delle attrazioni "da dopo cena".

Campanile di Krk

Castello di Krk

Mare di Veglia

Mura di Krk


Cosa Fare sull'Isola di Krk ?

Sicuramente una delle attrattive principali dell'isola è il mare limpido con le relative spiagge che, contrariamente al lato opposto dell'Adriatico (Veneto, Romagna e Marche), sono spesso rocciose e frastagliate, non di sabbia finissima.
Questo tipo di fondale, oltre alle acque pulite, permette il perfetto sviluppo di pesci, poriferi (spugne), stelle marine ed anemoni di mare, rendendo questo mare perfetto per gli amanti dello snorkeling.
Al prezzo di circa 200 kuna è possibile fare escursioni in nave, che vi faranno soffermare negli angoli più remoti, selvaggi e meno accessibili delle isole circostanti (Plavnik, Cres, Rab etc.).
Altra meta ambita è la Grotta Biserujka, nella parte Nord-Est dell'isola, poco lontana da Silo. Sebbene il tragitto sia breve, all'interno troverete formazioni carsiche, stalagmiti e stalattiti, il tutto al modico prezzo di 25 kuna.
Se avete reumatismi o semplicemente volete fare un trattamento alla pelle non potrete perdere gli scuri fanghi curativi di Soline Bay.

Insomma l'isola di Krk è un'ottima destinazione per coloro che cercano relax, contatto con la natura ed acque cristalline.

Spiaggia e Mare isola Veglia


Scorcio Mare di Krk