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venerdì 11 novembre 2016

Dove Cresce la Palma da Olio (Elaeis guineensis)? Come Si Ricava l'Olio di Palma?

L'Olio di Palma è largamente utilizzato in ambito dolciario e non solo; tuttavia in molti sostengono che sia poco salutare o, peggio ancora, pericoloso e, ultimamente, il suo "non utilizzo" è pubblicizzato dai maggiori produttori di biscotti e merendine.

Quali vantaggi e/o svantaggi offre l'Olio di Palma, rispetto all'Olio d'Oliva o di Girasole? E' realmente così dannoso? Qual è la pianta da cui viene estratto questo Olio? Come e dove si può coltivare una Palma da Olio  (Elaeis guineensis)?

Casco Frutti Palma da Olio


Origine e Diffusione :

La Palma da Olio  (Elaeis guineensis) è originaria dell'Africa Occidentale ed in particolare del Golfo di Guinea. Le prime informazioni su questa specie risalgono al XV secolo, quando gli esploratori portoghesi la trovarono in Liberia.
L'habitat nativo della Elaeis guineensis è rappresentato dalle foreste pluviali in prossimità dell'equatore e la distribuzione naturale della specie si estende dal Senegal (16° N), sino all'Angola (15° S).
Oggigiorno la Palma da Olio è particolarmente diffusa nel Sud-Est Asiatico e nazioni come Malesia ed Indonesia detengono il record d'esportazione fornendo, da sole, circa l' 85% del fabbisogno mondiale. Negli ultimi anni si è iniziato a coltivarla anche nelle zone equatoriali a clima umido dell'America latina.

Uno dei maggiori svantaggi della coltivazione così intensiva è la progressiva riduzione della biodiversità, presente nelle foreste tropicali.
L'alta resa, i bassi costi di gestione ed i facili guadagni fanno gola a molti e, in nazioni povere e sottosviluppate, non esistono regole ferree per la salvaguardia dell'ambiente; tutto questo ha portato all'abbattimento di migliaia di ettari di folta vegetazione assortita, sostituita da altrettanti ettari di monocoltura, riducendo le risorse e portando sulla via dell'estinzione innumerevoli specie animali.
La vergine foresta pluviale dell'Isola di Sumatra, in Indonesia, era, fino agli anni '50, un'oasi incontaminata, l'habitat ideale per molte specie selvagge. Negli ultimi anni la deforestazione, in gran parte per far spazio ai campi di Palma da Olio, ha ridotto di circa il 70% l'area occupata da queste foreste. L'animale vittima, simbolo di questa antropizzazione ambientale, è l'Orango: questa scimmia è abituata a mangiare tenere foglie, germogli e frutti e si muove da albero ad albero, saltando da un ramo all'altro, sia in cerca di cibo, sia per sfuggire ai predatori.
Le Palme da Olio, in confronto alla foresta pluviale, formano una vegetazione ben meno fitta, non hanno foglie commestibili per gli Oranghi e non hanno rami sui cui questi primati si possano arrampicare; in altre parole non possono sostentare la vita di questa specie, confinando i pochi esemplari rimasti, nelle ultime foreste presenti.
Vista Aerea Campo di Palme da Olio

Deforestazione e Palme da Olio

Botanica e Fisiologia :

Fioritura Elaeis guineensis
La Palma da Olio (Elaeis guineensis), appartiene alla famiglia delle Arecaceae (o Palmae) ed alla tribù delle Cocoseae, che annovera al suo interno altre Palme dall'indubbio valore commerciale (es. Palma da Cocco o Palma da Vino Cilena).
Al genere Elaeis appartengono solo due piante, la palma oggetto dell'articolo e la Elaeis oleifera (o Elaeis melanococca), comunemente chiamata Palma da Olio Americana.
Tuttavia quest'ultima specie, nativa del centro america, non è impiegata per la produzione di Olio su larga scala ma, dato che si può incrociare con Elaeis guineensis, è stata utilizzata per ottenere degli ibridi (Elaeis oleifera x Elaeis guineensis), i quali hanno buone rese in termini d'Olio ma, rispetto alle Palme da Olio Africane, sono più resistenti al marciume del germoglio apicale, causato da Phytophthora palmivora.

La Palma da Olio raggiunge un'altezza massima variabile, a seconda del clima e della varietà, dai 20 ai 30 m (65-98 ft). La crescita è rapida e ben più veloce rispetto alla media delle palme e, a maturità e nelle condizioni ideali, può essere anche di 50 cm all'anno (20 in).
La chioma della Elaeis guineensis è ampia e composta da una cinquantina di foglie, a diversi stadi di sviluppo. Il numero di foglie emesse ogni anno varia con l'età della pianta ed è, in media, di 25 foglie, da cui possiamo dedurre che la vita media di una foglia è di circa 2 anni.
Le foglie della Palma da Olio sono pennate, lunghe sino a 5 m (16 ft) e vengono prodotte esclusivamente dall'apice vegetativo. Esse sono unite al tronco tramite un picciolo frastagliato e lungo sino ad 1 m (3 ft). Ogni foglia è composta da 55-60 frammenti lanceolati ed appuntiti. La forma di queste foglie, così come il loro portamento, le fanno assomigliare a quelle di un'altra specie, la Palma Regina.

Il fusto è eretto, corpulento e su di esso permangono le parti basali dei piccioli fogliari. Tra i "frammenti" di picciolo ed il tronco si creano degli spazi vuoti che, con gli anni, si riempono di detriti e terriccio, permettendo lo sviluppo di altre specie; è infatti comune osservare felci che crescono proprio sul tronco di queste palme.
Le radici, inizialmente, si sviluppano come unico fittone che, in abbondanza di acqua, rimane piuttosto superficiale. In seguito, si sviluppano radici secondarie, terziarie e quaternarie, che formano un fitto intreccio in prossimità del tronco. In condizioni ottimali, l'apparato radicale è concentrato nei primi 30 cm (12 in) di suolo ed occupa un'area di circa 12,5 m(135 ft2), ovvero le radici sono presenti, via via più rade, sino a 2 m (6,5 ft) dalla pianta o un poco oltre.

Frutti di Elaeis guineensisUn altro vantaggio di questa specie è la precocità di entrata in produzione che, in zone vocate, può iniziare già a partire dal terzo-quarto anno di età.
Gli abbozzi delle infiorescenze compaiono all'ascella di ogni foglia, sin dai primi istanti della fogliazione, ma solo una parte di queste "infiorescenze primordiali" si trasformeranno in fiori, le altre abortiranno e marciranno. Il processo che porta allo sviluppo delle infiorescenze mature è lungo e può richiedere oltre due anni. Elaeis guineensis è una specie monoica, ovvero la stessa pianta produce due tipi di fiori: quelli maschili e quelli femminili. Ogni infiorescenza sarà maschile (con solo fiori maschi) o femminile (con solo fiori femmina), raramente mista. I fiori maschili sono piccoli, formati da 3 petali, 3 sepali e 6 stami, mentre il pistillo è abortito; i fiori femminili sono formati da 3 petali, 3 sepali e 3 cellule uovo.
Il rapporto tra infiorescenze maschili e femminili è determinato sia geneticamente, sia ambientalmente; è infatti noto che lunghi periodi di siccità inducono il differenziamento dei fiori maschilidiminuendo il rapporto fiori femminili/fiori maschili. L'impollinazione è prevalentemente anemofila (ad opera del vento) ed i leggeri granelli di polline possono depositarsi anche sino a 40 m (131 ft) di distanza; gli insetti pronubi visitano principalmente i fiori maschili e solo raramente quelli femminili, l'impollinazione entomofila (ad opera degli insetti) è dunque meno frequente.

Dalla fioritura alla maturazione dei frutti passano mediamente 5-6 mesi ed ogni "casco" di frutti pesa circa 25 Kg (55 lb), occasionalmente 50 Kg (110 lb) ed eccezionalmente anche sino ad 80 Kg (176 lb).
Ogni frutto è lungo più o meno 3 cm (1,2 in), contiene un unico seme centrale circondato da una polpa carnosa e morbida, composta per il 50% da Olio. I frutti maturi sono di colore rossastro (simile ai Datteri) e raggruppati in un grappolo dalla forma tondeggiante.
I frutti deperiscono velocemente e, per poter esser trasformati in Olio, devono essere lavorati poco dopo la raccolta.

Frutti e Semi Palma da Olio

Foglia Palma da Olio



Crescita, Clima, Riproduzione e Varietà :

La Palma da Olio si moltiplica per semina, tuttavia i semi germogliano dopo 3 mesi, solo se le condizioni sono favorevoli (temperature elevate). Nel loro ambiente naturale, Africa Occidentale, i semi rimangono dormienti per tutta la stagione secca, germogliando solo in quella delle piogge.

Gli impianti, generalmente, vengono eseguiti piantando le Palme a triangolo, distanziate di 9 m (3,5 in) l'una dall'altra. Così facendo si possono far crescere fino a 150 Palme per ettaro.

Elaeis guineensis è una specie strettamente tropicale ed il suo clima ideale è quello delle foreste pluviali tropicali di pianura. Tuttavia, diversamente da altre palme, soffre l'ombreggiatura e richiede un'esposizione in pieno Sole. Per questo motivo, in natura, la si ritrova spesso ai margini delle foreste o in riva ai fiumi, difficilmente nel mezzo di una fitta foresta pluviale.
Le temperature devono essere alte e costanti durante tutto l'anno, senza troppi sbalzi nè tra il giorno e la notte, nè tanto meno tra le stagioni. Idealmente, le temperature massime dovrebbero essere attorno ai 30-32° C (86-90° F), mentre le minime notturne di 24° C (75° F).
Prolungati periodi con temperature inferiori ai 15° C (59° F) arrestano la crescita, fanno insorgere più facilmente alcune malattie e possono portare alla morte dell'intera pianta; ma anche in zone in cui ci sia una stagione con temperature medie inferiori ai 20° C (68° F), si riscontra una produttività quasi nulla ed una crescita stentata.
Le piogge devono essere molto abbondanti (almeno 1500-1800 mm/anno), con un'umidità relativa atmosferica del 75% e non ci deve essere una stagione secca più lunga di 2-3 mesi che, come detto in precedenza, ridurrebbe il numero dei fiori femminili e, dunque, la produzione di frutti.
Esposizione assolata a parte, il clima ideale della Palma da Olio è molto simile a quello della Pianta del Cacao.
Per queste ragioni, tutti gli impianti, sono situati al piano e a latitudini comprese tra il 10° N e 10° S; solo in queste zone si ha un'ottima resa, già al 15° parallelo  Nord (o Sud) la produzione non sarebbe più competitiva; ovviamente è impensabile coltivarla in Italia o nel Sud del Mediterraneo.
La specie si adatta a quasi tutti i tipi di terreno a pH compreso tra 4 e 8, tuttavia in terreni fertili si hanno maggiori rese. Le radici sono piuttosto tolleranti all'acqua corrente e possono resistere ad allagamenti stagionali, purché non vi si sia acqua stagnante.
La Palma da Olio è piuttosto longeva e può vivere anche 200 anni; ciò nonostante la produzione decresce man mano che la pianta invecchia e le piante rimangono competitive per il mercato, solo fino all'età di 30-40 anni.
Questa pianta è soggetta all'attacco di innumerevoli patogeni, sia di origine fungina, che batterica ed è anche attaccata da piccoli vertebrati come ratti od uccelli che si nutrono sia dei frutti maturi, che immaturi, arrecando ingenti danni alla produzione.

Elaeis guineensis, diversamente da altre palme, non emette polloni e non vi è modo di riprodurla per via vegetativa; la riproduzione è esclusivamente effettuata tramite semina. Per questo motivo non si può parlare di vere e proprie cultivars di Palma da Olio, ma piuttosto di varietà:


  • Dura : varietà dotata di uno spesso guscio esterno (endocarpo) ed un seme interno abbastanza grosso. Non è particolarmente produttiva, ma è assai rustica ed, in zone tropicali, è prevalentemente utilizzata a scopo ornamentale, in giardini e parchi.
  • Pisifera : priva di guscio esterno, ha un'elevata tendenza ad aborti fiorali. I frutti fertili sono dotati di un nocciolo piccolo, che rendono la specie poco utilizzata a scopi alimentari.
  • Tenera : è ottenuta dall'ibridazione di Dura x Pisifera; questa varietà è quella maggiormente utilizzata negli impianti commerciali,. Presenta un nocciolo abbastanza grande, una discreta quantità di polpa ed un guscio esterno molto sottile.
  • Macrocaria : varietà senza alcun utilizzo commerciale, rappresenta una forma estrema di "Dura" ed è dotata di un endocarpo molto spesso. 



Varietà di Palma da Olio


Come si produce l'Olio di Palma? Dove viene utilizzato? Che caratteristiche possiede? :


Un ettaro di terreno, coltivato con Elaeis guineensis, può produrre fino ad 8 tonnellate di Olio all'anno ed è mediamente 10 volte più efficiente, rispetto ad ogni altra coltura da Olio (es. Olio di Girasoli, Olio di Colza etc..).
Nel 2012 le Palme da Olio coprivano solo il 5% degli ettari di colture da Olio, eppure producevano oltre il 30% dell'Olio mondiale. Oltre il 90% dei campi di Palme da Olio è situato nel Sud-Est Asiatico, zona ideale sia come latitudine, che come umidità e piogge annue.
Il suo largo consumo è dovuto al basso prezzo per litro, a sua volta dovuto all'alta resa della coltura.


L'Olio ricavato dalla Elaeis guineensis lo si può dividere in due tipi:

  • Olio di Palma : Si ricava dalla polpa dei frutti, ha un sapore dolciastro ed è di colore rosso, per via dell'elevata concentrazione di carotenoidi. Questo primo tipo di Olio è utilizzato nell'industria alimentare, ma prevalentemente in quella cosmetica, per la produzione di saponi o come lubrificante. Se viene raffinato può diventare liquido a temperatura ambiente.
  • Olio di Semi di Palma : Chiamato anche Olio di Palmisto, è ottenuto dalla spremitura a caldo dei semi. La resa percentuale è inferiore, rispetto all'Olio di Palma, e chimicamente è più simile all'Olio di Cocco, con però una maggior quantità di Acido laurico. L'acidità inferiore e le migliori qualità organolettiche, fanno il Palmisto un Olio più pregiato, utilizzato principalmente nell'industria dolciaria. 

Entrami questi Oli, appena prodotti, sono solidi a temperatura ambiente e da essi si possono estrarre burri vegetali. Essi sono dei trigliceridi, ovvero esterificazione di acidi grassi (tra cui l'Acido palmitico, l'Acido oleico, l'Acido laurico) con glicerolo. 
Quest'Olio è noto per l'elevata concentrazione di acidi grassi saturi (50% nell'Olio di Palma e 80% nell'Olio di Palmisto).


Ma l'Olio di Palma fa realmente così male?

In molti sostengono che l'Olio di Palma faccia male alla salute e che il suo utilizzo sia ascrivibile esclusivamente alla sua economicità.
Se da un lato è vero che l'eccessivo consumo di acidi grassi saturi facilita l'insorgere di malattie cardiovascolari del colesterolo, dall'altro, l'Olio di Palma grezzo contiene alte concentrazioni di carotene, Vitamina E ed altre sostanze utile; un suo utilizzo controllato potrebbe dunque essere vantaggioso.
Tuttavia, recenti studi hanno evidenziato che l'Olio di Palma raffinato (ottenuto partendo da quello grezzo) è privo degli "elementi positivi" (es. Vitamina E etc..) e che nel processo di raffinazione si possano produrre sostanze tossiche e cancerogene, potenzialmente pericolose per la salute umana.
Ciò nonostante, non esiste una risposta unanime e condivisa da tutti. Il consiglio è quello di utilizzarlo con parsimonia e consapevolezza, senza lasciarsi influenzare da ipotetici scenari catastrofici. 

Piantine di Elaeis guineensis

Chioma Palma da Olio

Tronco e Foglie Palma da Olio