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venerdì 29 novembre 2024

Piante Perenni, Annuali e Biennali - Quali Sono le Differenze ?

Esistono centinaia di migliaia di specie di piante che, al di là della sistematica basata sulla storia evolutiva, possono esser suddivise in base alle loro :

  • Dimensioni/Portamento : ad esempio piante ad alto fusto, arbustive, tappezzanti, rampicanti.
  • Habitat : piante eliofile, sciafile, igrofile etc.
  • Clima : tropicali, subtropicali, mediterranee, da climi temperati freddi, etc.
  • Suolo : acidofile, alofite etc.
In questo articolo vorrei invece concentrarmi su un'altra tipologia di classificazione non filogenetica, ovvero la suddivisione in piante perenni, annuali o biennali.

Premetto che per meglio comprendere quanto segue è bene ricordare che esistono piante erbacee e piante legnose (vedi qua). Le piante erbacee hanno, appunto, una consistenza erbacea, ovvero i loro fusti non lignificano e rimangono più flessibili; si può pensare per esempio ad un prato incolto, la maggior parte di ciò che vi cresce sono piante erbacee; tuttavia non facciamoci trarre in inganno, esistono anche piante "vere e proprie" che, anche se alte diversi metri, hanno consistenza erbacea, come ad esempio i Banani. Le piante legnose (chiamate anche arboree), invece, hanno rami lignificati, più duri/compatti e meno flessibili. 

Aiuola con Piante Annuali
Cosa Vuol Dire Pianta Annuale, Biennale o Perenne ?

Le piante annuali sono tutte quelle specie che compiono l'intero ciclo vitale (germogliamento, crescita, fioritura, fruttificazione e morte) in un unico anno. Le piante annuali sono quasi esclusivamente erbacee, non avrebbe senso spendere energia nel "fortificare" i rami con la lignificazione se da lì a poco dovranno morire.

Le piante biennali invece impiegano il primo anno per formare le strutture vegetative (radici, fusti, foglie), mentre nell'anno successivo si concentrano sulle strutture riproduttive (fiori, frutti e semi) per concludere il loro ciclo vitale dopo due anni. Molte di queste piante vivono in luoghi freddi ed è la vernalizzazione (cioè il freddo invernale) a "far capire" alla pianta che passato il freddo sarà arrivato il secondo anno e dovrà produrre fiori/frutti. Possiamo considerarlo una sorta di fabbisogno di freddo come quello di molte specie perenni.

Bergenia crassifolia
Le piante perenni invece hanno una vita pluriennale (eggià di veramente perenne non esiste nulla), alcune specie anche mille anni e la maggior parte di esse alternano ogni anno una fase vegetativa ad una riproduttiva. Alcune (poche) piante perenni, come Agave americana, dedicano tutta la loro vita alla fase vegetativa e la fioritura rappresenta solo l'ultimo atto prima di morire (si dicono piante monocarpiche, ovvero perenni che fioriscono un'unica volta nella vita). Le piante perenni possono essere sia erbacee che arboree, a seconda della specie.

Chiariamo ora un punto. Non tutte le piante perenni lo sono nella loro interezza. Il "classico albero" è perenne dalle radici alla punta dei rami, ma molte specie perenni in realtà lo sono solo nella parte ipogea (sotterranea), mentre sono "annuali" per quanto riguarda la parte epigea (sopra il suolo). Esistono poi anche piante perenni con parte epigea biennale, come ad esempio i Lamponi (Rubus idaeus). In altri termini una pianta è considerata perenne se lo sono le sue radici/bulbi/tuberi, a prescindere che poi lo sia anche la parte aerea o meno.


Evoluzione : Piante Perenni vs Annuali ?

Le piante annuali rappresentano circa il 6% delle specie vegetali esistenti in natura, ma questa percentuale non è equidistribuita in tutti gli ambienti; ad esempio si è osservato che in zone molto torride, così come in zone estremamente gelide vi è un incremento delle specie annuali rispetto alla media mondiale. 
Ciò è spiegabile con il fatto che in ambienti ostili, la sopravvivenza degli adulti è fortemente limitata in almeno un periodo dell'anno, di conseguenza "investire" energie per il lungo termine sarebbe rischioso, meglio concentrarsi sulla rapida crescita nella parte migliore dell'anno e lasciare in eredità i semi, ben più resistenti ad ambienti inospitali, rispetto alle piante.

In climi più temperati, invece, investire nella crescita permette di avere radici profonde, rami più robusti e chiome possenti e, superata la fase giovanile, avere la possibilità di riprodursi in maniera "perenne". 

La differenza è proprio quella : le piante annuali crescono veloci e si concentrano quasi esclusivamente sul loro compito principale, ovvero fiorire e fruttificare entro l'unico anno di vita che hanno; mentre le piante perenni impiegano più tempo a raggiungere la maturità sessuale.


Quali Sono le Differenze tra Piante Annuali e Perenni ?

Se compariamo piante erbacee annuali e perenni notiamo che le prime hanno crescita più rapida, raggiungono prima la fase riproduttiva e sono più frequentemente autofertili, così da non dipendere da altri esemplari per la produzione di frutti/semi. 

EricaceaMolte specie annuali hanno semi con buona longevità (per approfondire Clicca Qua), di conseguenza la sopravvivenza della nuova generazione è garantita anche dopo più anni. Ad esempio, in alcuni luoghi, come il deserto di Atacama in Cile, le condizioni estreme di aridità permettono la vita effimera di piante annuali magari ogni 5-7 anni; in concomitanza di eventi di maggior umidità che fanno letteralmente "fiorire il Deserto". In alcuni casi però anche piante bulbose o tuberose possono trascorrere silenti più anni (ricordo che il bulbo non è un seme, ma un fusto in miniatura) e che le bulbose sono, di norma, perenni.

Le piante perenni, oltre che per via sessuata, si possono spesso riprodurre anche per via asessuata, ad esempio emettendo stoloni (come le Fragole). Le piante annuali si riproducono esclusivamente tramite seme.

Esempi di specie annuali e perenni :

Tra le spermatofite sono solo le Angiosperme a dividersi in annuali, biennali o perenni, mentre le Gimnosperme sono esclusivamente perenni.

Tutte le specie arboree, ovvero quelle che lignificano tutti i nuovi getti, sono perenni. Di questa categoria (piante perenni) fanno parte tutti gli alberi, come le molte specie decidue delle zone temperate (ad esempio le specie utilizzate nelle Alberature Stradali), oltre a molte specie erbacee, come buona parte delle erbe che compongono il prato di un giardino. In altre parole, se vediamo un albero alto e grosso sicuramente non sarà né annuale, né biennale.

Angolo di Giardino
Esempi di Specie Perenni (con anche chioma perenne) ed Arboree : 

Esempi di Specie Perenni (con anche chioma perenne) ed Erbacee :


Esempi di Specie Perenni Erbacee (con chioma NON perenne) :

  • Carciofo (Cynara cardunculus) - perdita estiva
  • Acanto (Acanthus mollis) - breve perdita in estate, dopo la sfioritura
  • Narcisi - visibili solo tra fine inverno e primavera
  • Tulipani - come per i narcisi, solo poco più tardivi
  • Peonia Erbacea - perde chioma in inverno
  • Hosta
  • Aster dumosus 

Esempi di Specie Perenni (con chioma Biennale) :

  • Mora (Rubus ulmifolius)
  • Lamponi (Rubus idaeus)

Esempi di Specie Annuali :


Esempi di Specie Biennali : molte di queste piante son ortaggi che, a scopo alimentare, vengono raccolti al primo anno, dato che non se ne mangiano i fiori, ma parti dell'apparato vegetativo (radici, foglie etc.)


Fontana Villa Taranto
Landscape

venerdì 26 novembre 2021

Come Riconoscere la Ginestra - Quante Specie Esistono ?

Quante volte avete sentito parlare della Ginestra di Spagna ? oppure della Ginestra dei Carbonai ? o ancora della Ginestra dell'Etna ? In realtà col nome "Ginestra" si fa riferimento ad una delle moltissime specie della tribù delle Genisteae, all'interno della famiglia delle Fabaceae (ex Leguminose). Queste specie appartengono anche a generi diversi, quindi non sono sempre così vicine filogeneticamente, tuttavia in media sono arbusti/cespugli di medio-piccole dimensioni che producono una copiosa fioritura gialla.

La maggior parte delle specie di Ginestra è distribuita nel bacino Mediterraneo, per lo più tra il Sud dell'Europa, il Medio Oriente ed il nord dell'Africa, sconfinando fino alle Isole Canarie, sebbene ve ne siano (poche) anche in America, India e Sud-Est Asiatico. Le principali specie di Ginestra prosperano bene su suoli poveri, sassosi ed aridi, resistendo bene alla siccità, ma mal tollerando terreni eccessivamente umidi e poco drenanti. In Italia, a seconda della specie, si possono coltivare ovunque e vengono piantate come ornamentali, grazie alla loro rusticità e frugalità.

Di seguito un elenco delle specie di Ginestra più diffuse e/o rappresentative, con una breve descrizione botanica.

Ginestra dei Carbonai (Cytisus scoparius) : diversamente dalla seguente, questa specie ama i terreni acidi e poveri di calcare, prediligendo esposizioni a mezz'ombra. Per queste ragioni la loro distribuzione si spinge più a Nord rispetto alla Ginestra di Spagna (vedi sotto) e la si può trovare anche sulle coste Atlantiche dell'Europa. In Italia prospera ai margini delle pinete, nelle brughiere, nelle zone collinari e persino di bassa montagna, sviluppandosi al meglio su terreni silicei e secchi. Ottima resistenza al gelo invernale. E' un piccolo arbusto cespitoso, di solito alto intorno al metro (3.3 ft). La parte erbacea muore d'inverno, mentre le gemme svernanti, poste a non più di 20 cm (8 in) di altezza, riformano l'intera pianta durante la successiva stagione. Fiori giallo intenso leggermente profumati, che sbocciano sul finir dell'inverno/inizio primavera.

Fiori Cytisus scoparius

Rami e Foglie Cytisus scoparius

Ginestra di Spagna (Spartium junceum) : unica specie del suo genere e nota anche come Ginestra Odorosa, è una pianta arbustiva non più alta di 3 metri (10 ft), ma spesso meno. I numerosi fusti sono verdi e crescono eretti, dando alla pianta un aspetto globoso. Le foglie sono lanceolate, piccole, distanziate e, a differenza dei fiori gialli,  decisamente poco appariscenti. Specie tipica della macchia Mediterranea e molto comune nel Sud Italia, dove cresce in zone assolate ed aride.

Spartium junceum

Ginestra Spinosa (Calicotome spinosa) : specie arbustiva di piccole dimensioni, con chioma molto densa e rami spinosi. Tipica della macchia mediterranea, dove prospera isolata od a gruppetti sugli aridi e rocciosi pendii. Da Marzo a Giugno si ricopre interamente dei tipici fiori color giallo. Oltre ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo è stata introdotta anche in Nuova Zelanda.

Calicotome spinosa

Ginestra dell'Etna (Genista aetnensis) : come facile intuire è una specie nativa della Sicilia (ma anche della Sardegna), dove cresce nelle assolate ed aperte pianure ai piedi dell'Etna. Diversamente dalle precedenti, questa specie ha uno sviluppo arboreo ed un portamento spesso più ad albero che arbustivo, raggiungendo occasionalmente anche i 10 metri (33 ft) di altezza. Fiori e foglie simili alle altre Ginestre, mentre la resistenza al freddo si attesta intorno ai -15° C (5°F). La fioritura è veramente copiosa e, mentre avviene, la Ginestra dell'Etna può esser scambiata (da lontano) per una Mimosa.

Genista aetnensis

Ginestra Bianca (Retama raetam) : come facile intuire dal nome questa specie di Ginestra ha la peculiarità di avere fiori bianchi, morfologicamente simili ai fiori gialli delle altre Ginestre. Il portamento è arbustivo/compatto e raramente supera i 2 metri (6.6 ft) di altezza. In Italia si trova in alcune zone di Sicilia e Calabria, dove prospera nelle zone sabbiose, stabilizzando le dune di sabbia. La sua distribuzione si spinge più a Sud di molte altre Ginestre e la sua resistenza alla siccità le permette di crescere anche in zone molto aride, come in Sudan e persino in Arabia. Esiste anche la Spartocytisus supranubius, un'altra Ginestra a fiore bianco, che cresce alle pendici del Teide.

Retama raetam

Ginestrone (Ulex europaeus) : specie di Ginestra che è distribuita su un areale spostato più a Nord, crescendo persino in Polonia. Nativa delle Isole Britanniche, la si ritrova spesso lungo le coste dell'Oceano Atlantico. Il tronco è corto, con moltissime ramificazioni assurgenti e ricadenti sotto il loro peso. Le foglie si sono trasformate in spine, mentre i fiori sono gialli. Ottima resistenza al gelo, fin oltre -20° C (-4° F).

Ulex europaeus

Maggiociondolo (Laburnum anagyroides) :  piuttosto diversa rispetto alle Ginestre fin qui descritte, si sviluppa come piccolo albero deciduo non più alto di 6 metri (20 ft). Le foglie son composte da tre foglioline e risultano ben più appariscenti e grosse rispetto a quelle della "Ginestra classica". La fioritura avviene in maggio ed i fiori color giallo oro, contrariamente a molte altre specie, sono riuniti in lunghi grappoli pendenti, che ricordano un po' la forma delle infiorescenze del Glicine. Laburnum anagyroides cresce in terreni calcarei ed umidi, presenti dalla Francia sud-orientale, sino ai Balcani. 

Laburnum anagyroides

Lupino Giallo (Lupinus luteus) : specie annuale ed erbacea, presente nei climi temperati caldi, resistendo bene sia al gelo che alla neve. Molto diffuso negli Stati Uniti, dove è considerata una specie infestante. La pianta produce semi commestibili, amari da freschi ed utilizzati come alimento per bestiame, sebbene previa cottura possano esser mangiati anche dagli uomini. I Lupini crescono in mezzo all'erba e producono un'infiorescenza apicale eretta. Le foglie sono composte con foglioline disposte a raggiera. 

Lupinus luteus

Argyrocytisus battandieri
Argyrocytisus battandieri : nativo del Marocco è un piccolo arbusto deciduo che non cresce oltre i 4 metri (13 ft). I fiori gialli e raggruppati in una piccola (e tozza) infiorescenza eretta.

Spero di aver fatto un po' di chiarezza sulla Ginestra, una pianta tipica della nostra macchia Mediterranea, frugale e facile da coltivare, tanto che spesso sfugge alla coltivazione e colonizza nuove aree, comportandosi come infestante. Vi lascio con un'ultima foto, scattata sulle alture di Belgirate, sul Lago Maggiore, che riprende una Ginestra dei Carbonai, cresciuta spontanea sul ciglio della strada.

Ginestra dei Carbonai - Zona Lago Maggiore




venerdì 18 marzo 2016

I Bucaneve (Galanthus nivalis) ed i Falsi Bucaneve (Leucojum vernum)

I Bucaneve  (Galanthus nivalis)  sono, come suggerisce il nome, tra i primi bulbi a fiorire ed a far presagire quella che sarà la stagione primaverile. Nello stesso periodo, e nelle stesse zone, fiorisce un altro bulbo, il Campanellino (Leucojum vernum). I due fiori sono molto simili, tanto che quest'ultimo prende anche il nome di Falso Bucaneve, tant'è la facilità con cui si possa confondere con il "vero" Bucaneve.

Fiori di Bucaneve



Generalità :

I Bucaneve, noti anche con il nome di Fior di Neve, Galantino, Stella del Mattino o Lacrima Bianca, sono bulbose erbacee di piccole dimensioni, che appartengono alla famiglia delle Amaryllidaceae.
Questa specie è di origini euroasiatiche ed è, tuttora, molto diffusa in Italia ed in Europa, dove prospera sino ad un'altitudine di 1500 m (4900 ft) ed oltre.
Il loro habitat naturale è rappresentato dagli umidi sottoboschi di latifoglie che troviamo un po' in tutta Italia ed, in generale, nel Sud Europa; ciononostante possono crescere anche in pascoli di montagna o sulle rive dei torrenti.
Il genere, Galanthus, deriva dalla fusione delle parole greche "Gala" (Latte) e "Anthos" (Fiore), mentre l'epiteto "Nivalis" deriva dal latino "nix nivis", (della Neve).
Il nome scientifico, Galanthus nivalis, vuol quindi dire Fiore Bianco della Neve, questo per via della sua attitudine a fiorire molto precocemente quando, spesso, la neve ricopre ancora il sottobosco.


Botanica e Coltivazione :

Foglie BucaneveI Bucaneve, fioriscono sul finir dell'inverno, tra Gennaio e Marzo, a seconda del clima e dell'esposizione. Le foglie sono tutte radicali, cioè fuoriescono direttamente dalle radici (bulbo), hanno una lunghezza massima di 20 cm (8 inch), sono verdi, lucide e a forma allungata. Le foglie sono le prime ad emergere ed a "bucare" la neve. Le infiorescenze, portate all'apice di un peduncolo che parte dal bulbo, sono solitarie e penduli. Il fiore è ermafrodita, e composto da 6 tepali. I 3 esterni, lunghi circa 2 cm (0.8 in), sono bianchi e disposti a formare un angolo di 120° tra l'uno e l'altro. I 3 tepali interni sono più corti, bi-lobati, bianchi ad eccezione della parte interna dove vi sono striature di color verde, più raramente gialle. Nella parte esterna vi è solo una piccola porzione di color verde a forma di "V". Il frutto è una capsula ovoidale, lunga circa 1 cm (0.4 in) e contenente all'incirca dieci semi.
Galanthus nivalis
Per piantare i Bucaneve, sarà sufficiente interrarli, in autunno, ad una profondità pari circa al doppio del diametro dei bulbi. I Bucaneve sono particolarmente rustici, resistono ai rigori invernali e sono ideali per l'inselvatichimento; infatti, una volta sfioriti, non sarà necessario rimuoverli e deporli in un luogo buio e secco, e rifioriranno copiosamente anche se lasciati tal quali nel terreno. Il ciclo vitale del Galanthus nivalis è breve, dopo la fioritura le foglie seccheranno ed il bulbo entrerà in uno stato di "riposo vegetativo" fino alla fine dell'inverno successivo. I Bucaneve si sviluppano bene in terreni ricchi di humus, necessitato di elevata umidità ed abbondante acqua nel periodo di attività (da fine inverno a metà primavera), la siccità durante la fioritura causa un precoce appassimento dei fiori. Questi bulbi non temono il gelo invernale e si sviluppano bene anche se piantati a poca distanza uno dall'altro, a formare "cespuglietti di bucaneve".

Il Falso Bucaneve (Leucojum vernum), detto anche Campanellino, ha distribuzione, caratteri botanici e fisiologici del tutto simili a quelli del "vero" Bucaneve. Ad un primo sguardo è davvero facile cadere in inganno, ma un'osservazione più attenta mostra qualche piccola differenza tra il "vero" ed il "finto" Bucaneve.
Nel Leucojum vernum, i 6 tepali (3 interni e 3 esterni) hanno egual lunghezza, all'apice dei tepali vi è una macchiolina di color giallo, il fiore è più tozzo e forma una sorta di "campanella", diversamente dai Bucaneve che hanno una forma a "V".

Fiore del Falso Bucaneve

Foglie Campanellino

Leucojum vernum








sabato 4 luglio 2015

Come Piantare l'Oxalis adenophylla, un Fiore Primaverile Venuto dal Sud America.

Di bulbi a fioritura primaverile se ne conoscono a decine, dai Tulipani ai Giacinti passando per i famosissimi Narcisi; tuttavia esistono specie, come la Oxalis adenophylla, che sono molto meno conosciute, ma non per questo meno affascinanti.

Dove può crescere la Oxalis adenophylla? Come si coltiva?


Questo tubero, appartenente alla famiglia delle Oxalidaceae, proviene dal Sud America e lo si ritrova spontaneo in Cile e nel sud dell'Argentina dove prospera sino ad un'altezza di oltre 2000 m.
La Oxalis adenophylla, date le sue origini, è ben adattata ai climi temperati freddi e non ha problemi a superare il gelo invernale, infatti è possibile coltivarla in tutto il Nord America ed in Europa, compresa la fredda Scandinavia.
In Italia è nota anche con il nome di Ossalide Rosa.

Fiori Oxalis adenophylla
Questo bulbo, tubero per la precisione, è perenne a patto che sia piantato in un terreno drenante e che l'inverno non sia troppo umido o che il terreno geli (evitando così il ristagno d'acqua). Queste condizioni son necessarie per evitare marciumi, che sono poco tollerati dalla specie durante il periodo di dormienza.
I tuberi di Oxalis si possono piantare in autunno, ad una profondità pari al doppio del tubero stesso; tuttavia, in zone con inverni molto umidi, conviene interrarli nel periodo primaverile (Marzo).

Oxalis adenophylla flowers
Oxalis adenophylla preferisce terreni sabbiosi ed ama una posizione soleggiata, ciò nonostante vegeta bene anche in zone ombreggiate, fiorendo però meno copiosamente. Le foglioline, disposte a rosetta per formare la foglia, sono piccole, di color verde oliva e molto dense, tanto che la specie è anche chiamata "Tappeto Rosa". I fiori sono solitari e non superano i 3 cm di diametro ed hanno una sfumatura di colori che, dal centro all'estremità del fiore, passa dal bianco al rosa e lilla.
In Italia la fioritura dell'Oxalis adenophylla avviene a metà primavera, indicativamente verso Aprile.

Oxalis adenophylla leaves

domenica 16 novembre 2014

Narcissus (Narcisi) e il Risveglio della Primavera, Come Piantarli?

I fiori primaverili "Narcissus", ovvero i Narcisi, in Italia, possono essere coltivati praticamente ovunque. Hanno un'elevata resistenza al freddo e sopravvivono ai geli più intesi, inoltre in Estate entrano in riposo vegetativo, potendo così superare periodi di caldo e siccità.
I Bulbi dei Narcisi si devono interrare, in Autunno, ad una profondità pari a circa 2 volte il diametro del bulbo stesso, indicativamente 10 cm (4 in) e a circa 15 cm (6 in) di distanza l'uno dall'altro. La Gemma apicale deve essere rivolta verso l'alto e il terreno, in questa fase, non deve essere gelato.
Questi bulbi sono perenni e particolarmente adatti all'inselvatichimento, una volta piantati non avranno più bisogno di cure e rispunteranno ad ogni primavera, espandendosi di anno in anno.
In Natura crescono selvatici nei prati e pascoli di Montagna, come ai margini dei boschi decidui e si adattano a quasi tutti i tipi di terreno e si possono coltivare agevolmente anche in vaso.

Narcissus flower
Nelle prossime righe illustreremo, con molte foto, le fasi di sviluppo del Narciso; dall'emissione delle foglioline, sino alla formazione dei frutti.

Innanzitutto, questi fiori prendono il nome da una famosa leggenda che ha come protagonista un giovine dal nome Narciso:  

"La versione romana parla di un giovane dal viso perfetto adornato da splendidi riccioli dorati chiamato Narciso. Egli era un cacciatore e non aveva mai visto il proprio volto.
La sua bellezza era tale da far invaghire qualsiasi persona incontrasse. Un giorno, mentre era a caccia nel bosco, si imbattè in un corso d'acqua limpido, puro e trasparente. Assetato si avvicinò per bere e vide un corpo ed un volto perfetti. Lui stesso si invaghì di questo volto di così elevato splendore e cercò di abbracciarlo; solo allora capì che era la sua immagine riflessa e, sapendo che non avrebbe mai potuto incontrare una tale perfezione, si lasciò morire. 
Quando si sparse la notizia le donne che lo ebbero amato andarono in riva al fiume per prendere il suo corpo ma, al posto di esso, trovarono solo un fiore dorato che chiamarono Narciso."



Narcissus è un genere, della famiglia delle Amaryllidaceae, che è composto da circa 150 specie di fiori narcisi che variano per dimensione, colore e forma. Questo fiore appartiene al gruppo delle Piante Bulbose.

Il Bulbo è un organo di propagazione asessuata che permette alla pianta di superare periodi avversi come siccità e freddo. Di fatto il Bulbo rappresenta una pianta in miniatura con le scorte necessarie a farla germogliare e fiorire. Esso ha delle minuscole radici, delle foglie carnose ripiegate e una gemma apicale che darà origine, quando le condizioni atmosferiche saranno ideali, alla formazione della parte aerea della pianta.

Le prime foglioline iniziano a "bucare" il terreno già da metà Gennaio, incuranti del gelo e della brina. Nei climi temperati, sono i primi segnali di risveglio.

Foglioline Narcisi nel Terreno Gelato



Sviluppo Foglie Narciso
Prime Foglie Narcisi



All'inizio la crescita, anche a causa delle basse temperature, è lenta e stentata; tuttavia è costante e progressiva e, anche con la neve a terra, si iniziano ad intravedere i boccioli fiorali già da fine Febbraio.

Narcisi a fine inverno

Narcissus Snow
Narcisi tra la neve
Verso la fine dell'inverno, o anche prima in zone particolarmente miti, inizia la Fioritura. Nel Nord Italia avviene verso inizio Marzo e si protrae per qualche settimana.
Differenze riguardo l'epoca di fioritura, anche considerevoli, si possono riscontrare tra le diverse specie e varietà di Narcisi.

Apertura Bocciolo Narciso



Bocciolo Narciso



La  varietà sono numerosissime e con differenze più o meno marcate. Ci sono Narcisi nani oppure Narcisi che possono raggiungere 50 cm di altezza (20 in), ci sono narcisi interamente gialli, oppure con la parte centrale arancione. Esistono anche alcuni Narcisi bianchi o rossi ed alcuni di essi emanano un leggero profumo.

Foglie Narcisi

Primo piano fiore Narciso


I Narcisi crescono bene in gruppetti ed ogni stelo può contenere diversi fiori. Le foglie sono carnose e spesse, ma anche molto ornamentali. Esse crescono solo alla base dello stelo.

Narcisi Nani
Gruppetto di Narcisi in fiore



Tra le molte varietà ce ne è una che fiorisce ben più tardi; i primi fiori li apre solo tra fine Marzo e inizio Aprile, questo Narciso ha la parte esterna del fiore bianca.

Narciso Bianco Fiore
Narcisi Bianchi
Narcisi Bianchi



Qualche foto di Narcisi "Misti".


White Narcissus
Narcissus flower
Fiori Narcisi Gialli
Apertura Fiori Narcisi
Narcisi Bianchi
Come detto in precedenza, i Bulbi di Narcisi sono immortali e, in autunno, non dovrete estirparli dal terreno, come invece si fa con altre specie.

Mi stavo dimenticando, ma ovviamente anche loro si possono riprodurre per "semina", infatti quando il frutto dei Narcisi  è maturo, contiene moltissimi semini bianchi.
Quando il fiore appassisce, lascia intravedere il frutticino, che si ingrossa molto rapidamente.

Frutto dei Narcisi

Frutto Narcisi

Semi dei Narcisi