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mercoledì 5 aprile 2017

Dove Piantare i Lamponi (Rubus idaeus)? Come Si Coltivano?

Se pensiamo ai piccoli frutti non ci possono non venire in mente i Lamponi (Rubus idaeus) che, con il loro sapore acidulo ed aromatico, impreziosiscono macedonie, torte e pasticcini.

Ma qual è la pianta del Lampone? In quali luoghi può crescere in Italia? Che clima preferiscono i Lamponi? Qual è il loro ciclo produttivo? Quando e come si potano?

Rubus idaeus


Origine e Diffusione :


La specie Rubus idaeus, che produce i classici e più comuni Lamponi rossi, è nativa delle zone temperate fredde dell'Europa, motivo per cui è conosciuta anche col nome di Lampone europeo.
Data la sua naturale propensione a vivere in ambienti relativamente freschi, la specie è in grado di spingersi a quote elevate, sia sulle Alpi, che sugli Appennini.
Su queste montagne, infatti, il Rubus idaeus cresce spontaneo e riesce a fruttificare fino a 2000 m (6562 ft) sul livello del mare, un'altitudine proibitiva per la maggior parte delle piante da frutto.
Sulle montagne del Centro-Nord Italia è abbastanza diffuso, mentre diventa più raro nel meridione e sulle isole maggiori.

I Lamponi sono presenti in tutta Europa e nel Nord America ma, a livello commerciale, vengono coltivati prevalentemente nell'Europa centrale a clima continentale e poco nel bacino Mediterraneo.
Nel 2013, il maggior produttore a livello mondiale era la Russia (25%), seguita dalla Polonia (21%) e dagli Stati Uniti (16%).
In Italia la distribuzione della specie è a macchia di leopardo e la produzione concentrata nelle pianure/vallate del Nord Italia o in bassa montagna sulle Alpi.
Ultimamente, anche in regioni poco vocate, è diventata comune la coltivazione forzata fuori suolo, in ambiente controllato (Serre), un po' come avviene per le Fragole.

Ciclo Vegetativo e Potatura :


I Lamponi, ma in realtà anche le altre specie appartenenti al genere Rubus, hanno un ciclo biennale.

Ma cosa significa? Dopo due anni muore la pianta e devo ripiantarla?

Nulla di tutto questo, le radici dei Lamponi sono perenni. Il ciclo biennale è riferito solo alla parte aerea e, nelle prossime righe, cercheremo di capire come funziona.

Supponiamo di aver potato alla base un Lampone; arriva la primavera e, dalle radici, spuntano dei rami (polloni) che cresceranno verticali, senza ramificazioni. Questi rami, non produrranno né fiori né frutti e, con l'arrivo dei primi freddi autunnali, perderanno le foglie.
La prima stagione vegetativa (primo anno) si è ora conclusa e la pianta entra in stasi vegetativa per superare i rigori invernali.
La primavera successiva (secondo anno) la nostra pianta di Lamponi sarà formata da un certo numero di rami eretti (rami di un anno di età), dalle cui gemme spunteranno dei germogli al cui apice saranno presenti i fiori e, di conseguenza, i frutti.
Allo stesso tempo, dalle radici, verranno prodotti nuovi rami a crescita eretta e senza ramificazioni.

Alla fine della seconda stagione vegetativa la pianta di Lamponi sarà formata da due tipi di rami: quelli prodotti durante la primavera/estate (rami senza ramificazioni e senza frutti) e quelli di due anni (rami ramificati, prodotti nella stagione precedente), che hanno fruttificato durante l'estate.

Quest'ultimo tipo di rami (rami di due anni) muoiono, seccano e, l'anno successivo, il ciclo si ripete.

Ricordatevi che con "anni", si intendono stagioni vegetative. Alla fine di una stagione, il ramo ha un anno di età, anche se in realtà da Marzo a Novembre sono passati solo 9 mesi.

La potatura dei Lamponi è semplice, basta rimuovere i rami morti (quelli di due anni) ed accorciare i lunghi rami di un anno (dalle cui gemme si produrranno rami laterali e fiori).
I rami morti si riconoscono, dal legno secco, fessurato e "screpolato" (guardare foto sottostanti), oltre chiaramente dal fatto di aver le ramificazioni.
I Lamponi si potano durante la stagione morta, da Novembre a fine Febbraio, quando saranno completamente spogli.

Rami Rubus idaeus

Rami di un Anno Lampone

Rami Uno e Due Anni Rubus idaeus

Botanica e Fisiologia :


I Lamponi (Rubus idaeus) sono piante decidue che appartengono alla famiglia delle Rosaceae, di cui fanno parte numerose piante da frutto da climi temperati, tra cui Ciliegio, Albicocco e Nespolo.

Come abbiamo appena letto sopra, i Lamponi non sono delle vere e proprie piante, ma hanno un ciclo biennale. I rami dell'anno possono raggiungere, a seconda del clima e della varietà, un'altezza variabile da 50 cm, sino a 2 metri (1.6-6.5 ft) e sono ricoperti da spine, sebbene siano stati selezionati dei Lamponi che ne sono privi.
Le foglie del lampone sono caduche, dal margine seghettato, imparipennate (ovvero composte da 3-5-7 foglioline) e ricoperte da una leggera peluria.
I fiori sono raggruppati, a gruppi di 3-5, in racemi che sorgono all'apice vegetativo dei rami laterali, prodotti dalle gemme dei rami di un anno.
Essi sono bianchi, ermafroditi e, solitamente, autofertili; ogni singolo fiore è formato da 5 petali ed altrettanti sepali, da numerose corte antere (che producono polline) e, diversamente da altri fiori, da carpelli multipli (che producono ovuli).
Data la presenza di carpelli multipli, la bacca che noi chiamiamo Lampone, è in realtà formata dalla fusione di più frutti, ognuno dei quale derivante da un singolo carpello (frutto composto).
Questo frutto, nei primi stadi di sviluppo, è duro e di color bianco-verde, mentre a maturità si ammorbidisce, vira al rosso (o anche al giallo-arancione) e si distacca dal ricettacolo.
Le radici sono superficiali, ma possono espandersi notevolmente e, come detto in precedenza, sono l'unica parte perenne del Rubus idaeus.

Fenologia del Lampone :


Rubus idaeus, nel Nord Italia, inizia a germogliare verso metà Marzo ed in Aprile le foglie sono già ben formate ed i nuovi rami in allungamento.
La fioritura inizia verso metà maggio, ma è molto prolungata e, nelle condizioni ideali, può durare anche un mese. La fruttificazione, anch'essa scalare, avviene generalmente nei mesi di Giugno/Luglio.
Ovviamente, sulle Alpi ed in generale in montagna, questi tempi possono essere ritardati anche di un mese, mentre nelle calde regioni del Sud Italia anticipati di 2-3 settimane.

Fin qua abbiamo parlato delle varietà più comuni, cioè quelle che producono un'unica fioritura/fruttificazione all'anno; eppure esistono delle selezioni di lamponi che fioriscono due volte.


Qual è la differenza tra Lamponi uniferi e Lamponi biferi (detti anche Lamponi rifiorenti)?

Poco sopra, nel parlare del ciclo produttivo del lampone, ci siamo riferiti esclusivamente alle varietà unifere; ovvero quelle che, nel mese di maggio, fioriscono dai nuovi getti, germogliati dai rami di un anno.
Eppure esistono anche varietà rifiorenti che, oltre alla fioritura analoga a quella dei lamponi uniferi, ne aggiungono una più tardiva. Questa seconda fioritura avviene a metà estate, sui polloni emessi nell'anno stesso. Ovviamente, a questa fioritura, segue anche una seconda fruttificazione, di solito verso settembre/ottobre.

Anche le varietà di Lamponi rifiorenti sono biennali, semplicemente qui i rami non producono frutti solo durante il secondo (ed ultimo) anno di età, ma anche nel primo anno, appena pochi mesi dopo la loro emissione dalle radici.

Foglie Lampone

Boccioli Fiorali Lampone

Fiore Rubus idaeus

Fioritura Rubus idaeus


Come Coltivare i Lamponi ? - Coltivazione, Clima, Esposizione, Moltiplicazione e Cure :


I Lamponi hanno un'ottima resistenza al freddo e possono tranquillamente reggere il gelo invernale del Nord Italia, persino quello di montagna. Si possono coltivare anche temperature inferiori ai -20° C (-4° F) non danneggiano né le gemme, né tanto meno le radici.
Rubus idaeus, per via delle radici superficiali, è una specie poco tollerante nei confronti della siccità e, nei mesi estivi, necessita irrigazioni frequenti. Inoltre ha un elevato fabbisogno di freddo invernale e, per potersi sviluppare correttamente, richiede tra le 800 e le 1000 ore con temperature inferiori ai 7° C (44° F).
Da quanto scritto sopra si evince che il Nord Italia, con il suo clima continentale, è più vocato alla coltivazione del Lampone, rispetto alle aride coste del meridione.

L'esposizione ideale è a mezz'ombra, specie in zone a clima Mediterraneo in cui le giornate estive siano quasi tutte assolate e calde.
Il pieno Sole è consigliabile nelle fresche zone di montagna o in quei paesi laddove l'estate abbia temperature basse e Sole spesso oscurato dalle nuvole (come ad esempio l'Inghilterra, l'Irlanda o il Nord Europa).
L'ombreggiatura totale è da evitare, sebbene il Lampone sia una delle piante da frutto che meglio (o meno peggio) regge questa condizione. All'ombra la fruttificazione è però più scarsa ed il sapore dei frutti meno dolce.
Per piantare i Lamponi in Italia conviene scegliere una posizione in cui ci sia Sole alla mattina e alla sera ed una luce filtrata (magari da qualche albero) nelle ore più centrali della giornata; ciò nonostante, se ben annaffiati, reggono anche il Sole di mezzogiorno.
Il periodo più indicato per piantare lamponi è da Novembre a Febbraio, sebbene, se non a radice nuda, si possono piantare più o meno tutto l'anno.
Se si volessero interrare più piante, esse dovranno essere distanziate di circa mezzo metro (20 in) l'una dall'altra e circa 2 metri (80 in) tra le fila.
Tuttavia è una pianta molto espansiva e, a livello amatoriale, conviene coltivarla a "boschetto". Anche piantando solo 2-3 piante, nel giro di qualche anno si allargheranno su una superficie notevole, garantendo una produzione soddisfacente.

In molti si domandano se i Lamponi abbiano bisogno di sostegni per potersi sviluppare.
Diciamo che male non fanno, ma con un'opportuna potatura non sono strettamente necessari.
Se i rami di un anno vengono accorciati di circa metà lunghezza, potranno non piegarsi sotto il peso delle bacche e della nuova vegetazione.
I rami prodotti nell'annata, specie quelli di piante vigorose, potranno avere un portamento ricadente che, estetica a parte, non rappresenta un grosso problema.

Se si volessero utilizzare dei sostegni (ad esempio delle canne di bambù come quelle che si usano per i pomodori), si possono lasciare interi i rami di un anno, legandoli con dei lacci a diverse altezze.
In questo modo si possono avere Lamponi "ad altezza uomo" senza il rischio che i rami si rompano.
Un altro metodo è quello di disporre i sostegni su linee parallele distanziate tra loro di circa  50-70 cm (20-28 in), collegare i sostegni sulla stessa linea con fili posti ad altezze diverse e lasciar crescere i Lamponi nello spazio centrale. In questo modo i rami, piegandosi, andrebbero ad appoggiarsi sul filo che, fornendo loro supporto, eviterebbe che ricadano a terra o si spezzino.

Il terreno ideale per la coltivazione dei Lamponi è umido, ricco di humus, fresco e sub-acido, sebbene la pianta sia più tollerante di altri piccoli frutti a terreni neutri o addirittura basici. Tuttavia il Lampone non è molto esigente e, pur preferendo i terreni "di montagna", prospera quasi ovunque, tanto da essere considerato una specie infestante e non è raro vedere nuove piantine che spuntano qua e là, anche lontano dalla pianta madre.
Le concimazioni, in terreni mediamente fertili, non sono indispensabili, tuttavia l'aggiunta invernale di letame ben maturo può aumentare la produzione.

La riproduzione per semina è poco utilizzata (sebbene sia efficace). I Lamponi si possono facilmente moltiplicare sia prelevando nuovi polloni (con relative radici), sia per talea, interrando, in autunno, i rami della stagione.

In ultimo non dimentichiamoci che la specie è molto rustica anche nei confronti dei parassiti e solo raramente le infezioni (Afidi) sono tali da compromettere la fruttificazione.

Lamponi Immaturi

Lamponi in Maturazione

Frutto Rubus idaeus


Varietà di Lampone :


Nel corso degli anni sono state selezionate decine e decine di cultivars, ognuna con caratteristiche peculiari.
I due grossi gruppi, come detto in precedenza, sono composti dalle varietà Unifere e Rifiorenti (Bifere); ma notevoli differenze ci sono anche all'interno di questi raggruppamenti, sia per quanto riguarda colore, sapore e grandezza del frutto, sia per il periodo di maturazione ed il portamento. 

Tra i Lamponi uniferi più precoci troviamo Malahat, i cui frutti sono di medie dimensioni con sapore piuttosto acido, e Glen Moy, particolarmente resistente agli afidi.
In epoca intermedia troviamo Tulameen, molto diffuso sia per l'elevata pezzatura dei frutti, sia per l'abbondante produzione. Tra i più tardivi ricordiamo Tadmor, il quale produce frutti poco succosi, ma ben conservabili.

Tra i Lamponi rifiorenti, Heritage è probabilmente la varietà più diffusa tra gli hobbisti, essa produce un frutto dolce, di medie dimensioni che, diversamente da altri, si mantiene abbastanza a lungo sulla pianta. Fallgold è il classico Lampone Giallo (o meglio arancione), produce bacche piuttosto grosse che hanno un sapore più delicato, meno acido, ma anche meno saporito, rispetto ai classici Lamponi Rossi.
Fallgold produce frutti in estate, ma anche durante l'autunno, sino all'arrivo dei primi geli.

Lamponi Gialli

Lamponi Fallgold

Piante di Rubus idaeus

Foglie Lampone in Autunno

venerdì 24 giugno 2016

Rosa rugosa, la Rosa che non si Ammala

Le Rose sono piante affascinanti, ma spesso delicate, soggette a diverse malattie e colpite da innumerevoli parassiti. Tra tutte, la Rosa rugosa, è sicuramente la specie più rustica e che richiede meno cure, donando sempre copiose fioriture.

Ma come si coltiva la Rosa rugosa? Qual è il suo clima ed habitat di crescita ideale? Dove si può coltivare in Italia? Quali differenze ha rispetto alle "classiche" Rose?

Rosa rugosa

Di rose, in maniera generica, avevamo già discusso in questo post; ora approfondiremo la conoscenza di questa specifica specie.


Origine e Diffusione :

La Rosa rugosa è di origine Asiatica, è infatti nativa dell'estremo oriente, in stati quali Corea, Giappone, Nord-Est della Cina e persino la parte meridionale della Siberia.
Oggigiorno è diffusa, ad uso prettamente ornamentale, sia in Europa che in America, è comune nei giardini privati, ma anche nelle aiuole dei parchi o nelle rotonde stradali.


Botanica e Fisiologia :

Foglia rosa rugosa
Rosa rugosa è una specie decidua appartenente alla famiglia delle Rosaceae, ha un portamento arbustivo ed un'elevata tendenza ad emettere polloni (rami che si producono dalle radici) che, in alcune zone, la rende una pianta quasi infestante.
La Rosa rugosa raggiunge un'altezza di circa 1-1,5 metri (3-4 ft), i suoi rami sono ricoperti da spine, corte, ma particolarmente folte. Le foglie della Rosa rugosa sono pennate, formate da 8-9 foglioline di forma ovale e con venature pronunciate, tanto da dare il nome "rugosa" alla specie; il loro colore è verde acceso in estate, mentre, in autunno, vira ad un bel giallo-marroncino, con sfumature rosse.
I fiori possono essere singoli o multipli, piuttosto grandi ed aperti, emanano un profumo intenso e piacevole. I fiori hanno petali di colore diverso a seconda della cultivar, generalmente o bianchi (es. Alba, Gufo della Neve) o con diverse gradazioni di rosa-violetto (es. Pierette), sono inoltre presenti innumerevoli ibridi tra Rosa rugosa ed altre specie di Rose. La fioritura della Rosa rugosa inizia in primavera, con un apice verso Maggio-Giugno, tuttavia la specie è rifiorente ed è possibile trovare fiori fino all'arrivo dei primi geli.
In pochi sanno che la Rosa rugosa fa dei frutti commestibili, essi sono di color rosso, lucidi e contengono una discreta quantità di polpa; a maturazione tendono a raggrinzirsi. Se mangiati freschi sono tutt'altro che prelibati, ciò nonostante si possono ottenere delle ottime marmellate.


Differenze Rispetto alle altre Rose :

Premesso che esistono moltissime specie di Rose, se prendessimo la classica Rosa da recidere, la Rosa rugosa si differenzierebbe sotto diversi aspetti, che elencherò di seguito:
  • Profonde venature sulle foglie, che le fanno sembrare "rugose"
  • Fiori con pochi petali separati tra di loro, che lasciano ben visibili le antere 
  • Portamento arbustivo ed altamente pollonante
  • Ramificazioni dense
  • Frutti commestibili di dimensioni ragguardevoli
  • Spine più abbondanti, ma meno lunghe
  • Elevata resistenza alle malattie
  • Elevata vigoria, pianta quasi tappezzante 
  • Colori autunnali duraturi ed eleganti

Coltivazione, Clima, Potature e Riproduzione :

Frutti rosa rugosa
La Rosa rugosa è una pianta evolutasi per climi freddi ed in natura prospera in un areale leggermente più a Sud rispetto a quello del Mirtillo Siberiano; è quindi del tutto normale che abbia sviluppato un'elevata resistenza al freddo, che le permette di essere coltivata ovunque in Italia, anche in montagna.
La Rosa rugosa preferisce un'esposizione a mezz'ombra ma, in ambiente luminoso, si sviluppa piuttosto bene anche in zone più ombreggiate.
Questa Rosa è adattabile e, pur prediligendo terreni ricchi di sostanza organica ed acidi, può crescere anche in terreni poveri ed aridi. La specie ha una discreta resistenza alla siccità anche se, con esposizioni in pieno Sole, in zone molto aride, potrebbe essere utile eseguire una buona pacciamatura.
Questa specie di Rosa sopporta potature anche drastiche che, di norma, non compromettono più di tanto la fioritura, dato che questa avviene all'apice dei nuovi getti; infatti, la Rosa rugosa, è anche utilizzata per formare siepi basse e fitte. La potatura consiste nell'eliminazione (sfoltimento) dei polloni emessi l'anno precedente e nell'accorciamento, a circa metà lunghezza, di quelli rimasti.
La riproduzione avviene, generalmente, tramite Talea, ma è anche possibile prelevare uno dei tanti polloni con relative radici e rinvasarlo opportunamente.
Come accennato all'inizio, la Rosa rugosa è particolarmente rustica e resistente alle più comuni patologie fungine, talvolta può essere attaccata dagli Afidi, ma solitamente non comporta mai gravi conseguenze né alla pianta, né alla sua fioritura.

Rosa rugosa primavera


Rosa rugosa a fiore bianco

Rami rosa rugosa

Fiore viola rosa rugosa

giovedì 10 marzo 2016

Come Coltivare l'Aronia Melanocarpa per Produrre Ottimi Succhi

Molti di voi conosceranno la pianta di Aronia Melanocarpa per via dei suoi frutti, utilizzati, spesso assieme ad altri piccoli frutti, per preparare succhi ad elevato contenuto di vitamine.

Ma che pianta è l'Aronia Melanocarpa? Dove può essere coltivata? Quali sono le sue origini?

Aronia Melanocarpa





Origine e Diffusione:

L'Aronia Melanocarpa è una specie le cui origini si collocano negli umidi boschi del Nord America, tuttavia la propria diffusione, nonché il massiccio utilizzo dei suoi frutti, è da ricercarsi nell'Europa orientale. 
In Russia, diversamente dall'Italia, l'Aronia è conosciuta e coltivata sia dai privati, sia su larga scale e le sue bacche trovano impiego nella produzioni di succhi, marmellate e confetture.
L'Aronia è particolarmente adattata agli ambienti freddi ed è coltivata come pianta da frutto, in zone in cui poche altre potrebbero fruttificare, come ad esempio in Scandinavia. 


Botanica e Fisiologia:

Boccioli Aronia MelanocarpaL'Aronia melancarpa, a volte chiamata Aronia nigra o Photinia melanocarpa, è una pianta decidua che appartiene alla famiglia delle Rosaceae, la stessa del Nespolo o dell'Albicocco. Il genere Aronia comprende anche altre specie, tra cui la più nota è l'Aronia arbutifolia, che produce bacche rosse e Aronia prunifolia, le cui bacche son di color viola. L'Aronia Melanocarpa si sviluppa come piccolo arbusto che, anche se lasciato crescere liberamente, fatica a superare un'altezza di 1,5-2 m (5-7 ft). La vegetazione è molto fitta ed i rami tendono ad incrociarsi; la forma naturale è globosa e tondeggiante. Le gemme sono di color rossiccio, mentre le foglie dell'Aronia sono di forma ovale, di medie dimensioni, dal margine lievemente seghettato e, in autunno, si tingono di un bel color rosso-arancione, dando all'arbusto un aspetto ornamentale.
Fioritura Aronia Melanocarpa
Le infiorescenze sono dei corimbi (grappoli) contenenti 20-25 fiori ognuno, che si formano sulla vegetazione primaverile. I fiori dell'Aronia sono piccoli, ermafroditi, con cinque petali bianchi ed antere di color rosa. La fioritura dell'Aronia avviene a metà primavera, dopo l'emissione delle foglie e, grazie ad una certa scalarità, dura circa un paio di settimane, anche se, il singolo fiore, ha una vita media di circa 5 giorni. I frutti di Aronia Melanocarpa sono delle bacche di color nero, riunite in grappoli penduli. La loro maturazione, nel Clima Italiano, avviene a metà estate, circa tre mesi dopo la fioritura. Il gusto delle bacche di Aronia è intenso e solo raramente trova impiego come "frutto fresco", questo a causa dell'alta presenza di tannini. Per ridurre questo gusto "tannico", può essere utile congelare le bacche. I frutti di Aronia trovano massimo impiego nella preparazione di succhi e confetture, ma delle sue proprietà benefiche parleremo alla fine dell'articolo. 


Coltivazione, Esposizione, Clima e Cure:

Frutticini Aronia MelanocarpaL'Aronia melancarpa è una pianta particolarmente adatta ai climi freddi o anche molto freddi, riesce infatti a sopravvivere in alcune zone di confine tra taiga e tundra, in cui vi sono intense gelate. Nonostante questo, riesce a tollerare anche estati calde ed afose, a patto che vi siano frequenti precipitazioni temporalesche. Il fabbisogno idrico dell'Aronia si aggira attorno ai 1200-1500 mm (60 in) annui  ben distribuiti anche nei mesi estivi, la specie è infatti a suo agio in terreni umidi e mai troppo aridi. L'Aronia si può coltivare un po' ovunque in Italia, comprese zone di bassa montagna. Nelle zone più aride del Sud Italia sarebbe meglio collocarla in una zona a microclima fresco, come una collina esposta a Nord, altrove potrebbe avere qualche problema nel soddisfare il proprio fabbisogno di freddo.
L'Aronia ha un'elevata resistenza al gelo, potendo tranquillamente superare temperature minime inferiori ai -30°C (-22°F), anche i suoi fiori sono particolarmente resistenti al freddo e raramente sono danneggiati dalle gelate primaverili.
Nel suo habitat naturale l'esposizione ideale è in pieno sole ma, a latitudini più meridionali, è consigliabile collocare l'Aronia in una zona a mezz'ombra, anche per far si che il terreno rimanga umido e fresco. Questa specie produce discretamente anche in zone piuttosto ombrose.
L'Aronia è molto rustica anche per quanto riguarda il terreno, si accontenta infatti di terreni di varia natura, purché non troppo compatti e secchi. Riesce ad adattarsi a terreni acidi, così alcalini, ricchi o poveri di materia organica, inoltre mostra un'inusuale tolleranza ai terreni ad alto contenuto salino.
In Autunno, per mantenerla di dimensioni contenute, si può potare, accorciando i rami di circa metà ed eliminando quelli interni o che si intreccino. La potatura dell'Aronia non è tuttavia indispensabile.
Le concimazioni, di norma, non sono necessarie, in quanto la pianta riesce a svilupparsi e fruttificare anche in terreni relativamente poveri; tuttavia, se la si coltivasse in un terreno davvero povero e si notasse una scarsa vigoria, una concimazione organica con letame maturo potrebbe giovare alla salute della pianta.
In ultimo l'Aronia Melanocarpa è particolarmente adatta alla coltura biologica, in quanto raramente attaccata da parassiti ed in grado di produrre anche senza trattamenti anticrittogamici.

L'Aronia, date le medio-piccole dimensioni e lo sviluppo radicale relativamente limitato, si può coltivare in vaso con ottimi risultati. In questo caso bisognerà prestar maggior cura alle irrigazioni estive e sarà importante rinvasare, di anno in anno, in vasi via via più grandi  e, una volta raggiunto il "vaso finale", ricordarsi di cambiare parzialmente il terriccio ogni 1-2 anni.


Varietà e Riproduzione:

L'Aronia melanocarpa è una specie che si riproduce o per semina o per talea. Ovviamente, procedendo con la prima tecnica, si otterranno piante ognuna diversa dall'altra, in questo caso si avranno dunque molte variabili e si potrà facilmente avere una pianta con frutti più piccoli e meno pregiati. Ricordatevi che i semi di Aronia hanno bisogno un periodo di freddo per germogliare efficacemente; è perciò consigliabile seminare in autunno e lasciare il vaso all'esterno, esposto al gelo invernale.
Per mantenere la cultivar si  dovrà propagare l'Aronia tramite talea. Tra tutte le varietà, l'Aronia "Viking" si è guadagnata notorietà per via dei suoi frutti grossi (rispetto alla specie tipo) e per la produzione abbondante; altre varietà sono "Nero" e "Autumn Magic", quest'ultima ancora più ornamentale durante il periodo autunnale.


Proprietà ed Utilizzi dei Frutti di Aronia Melanocarpa:

Le bacche di Aronia vengono impiegate per preparare succhi, sciroppi, marmellate e confetture di vario genere. Inoltre, questi frutti, sono considerati salutistici, poiché contengono un elevato contenuto di antociani, un particolar tipo di flavonoidi che, oltre a rendere scuro il colore del frutto, proteggono il nostro corpo dai radicali liberi, molecole molto reattive e particolarmente tossiche per gli esseri umani. Oltre ad essere degli antiossidanti naturali, sembra che gli antociani abbiano anche un ruolo radio-protettivo, prevenendo così l'insorgere di tumori.
L'Aronia è il frutto che contiene maggiore quantità di antociani, la loro presenza si aggira attorno agli 800 mg per ogni 100 gr di frutti freschi, una quantità circa 5 volte maggiore rispetto all'uva nera. L'assunzione di antociani si è dimostrata efficacie nel prevenire malattie cardiovascolari ed, in generale, tutti i danni da stress ossidativo. 
Oltre all'elevato contenuto di polifenoli, l'Aronia contiene alte quantità di Vitamina C e Vitamina K.
Talvolta le bacche di Aronia vengono utilizzate come coloranti alimentari o miscelate ad altri frutti di bosco, al fine di ottenere bevande multivitaminiche.

Fiori Aronia Melanocarpa

Infiorescenze Aronia Melanocarpa

Bacche Aronia Immature

Maturazione Frutti Aronia

Frutti di Aronia Maturi

venerdì 3 aprile 2015

Come Coltivare il Ribes Nero (Ribes nigrum)


Il Ribes Nero è il nome comune della specie Ribes nigrum, appartenente alla famiglia delle Grossulariaceae.

Dove può crescere il Ribes Nero?  Come si coltiva? Quali cure necessita? Come si sviluppa?

Questa specie, così come tutte le altre specie di Ribes, sono piante da climi temperati freddi, che sopportano temperature invernali molto rigide e gradiscono estati poco afose ed esposizioni non eccessivamente soleggiate, soprattutto in zone in cui vi siano scarse precipitazioni estive. Le radici poco profonde rendono questa specie abbastanza sensibile alla siccità e, in luoghi dove non piova per buona parte dell'estate, sarebbe consigliabile effettuare una buona pacciamatura.
Ribes nigrum è molto a suo agio nella zona Alpina del Nord Italia, anche fino ad oltre 1200 m di altitudine, mentre nelle zone torride del Sud Italia potrebbe faticare ad acclimatarsi ed a soddisfare l'elevato fabbisogno di freddo.

Il  Ribes Nero è originario delle zone montuose dell'Eurasia e si presenta come un arbusto con un'altezza che può raggiungere i 2 metri sebbene, con la potatura, si possano contenere le dimensioni senza comprometterne la fruttificazione. In estate sono visibili le foglie dalla forma prevalentemente trilobata e dai margini seghettati. Le foglie del Ribes nigrum emanano un odore caratteristico e molto intenso, basta sfregarle per aver le mani intrise di questo aroma assai gradito al mio olfatto.
Questa specie si moltiplica facilmente tramite talea o polloni ed è spesso venduta a radice nuda, ciò nonostante l'attecchimento ha un'alta percentuale di riuscita. La riproduzione tramite semina, a livello vivaistico, è rara, in quanto piuttosto lenta, rispetto ai metodi per via vegetativa.
Tuttavia in natura è piuttosto comune; i piccoli frutti sono cibo prezioso per innumerevoli generi di uccelli che, spargendone i semi, diffondono la specie.
Ribes nigrum si può trovare allo stato selvatico in zone di montagna, ai bordi dei boschi o in prossimità di corsi d'acqua ed è piuttosto comune anche nelle campagne del Nord Italia.
Il terreno ideale per questa specie è umido, ma drenante e leggermente acido, tuttavia non è una specie particolarmente esigente da questo punto di vista e può accontentarsi di diversi tipi di suolo.

Ribes nigrum
Il  Ribes Nero è un arbusto deciduo e di inverno sono ben visibili le gemme che sono di un colore che va dal giallo-marroncino al rosa. La corteccia è di colore rossastra nei rami più giovani e tende ad inscurirsi più il legno invecchia.




Gemme di Ribes nero
In  primavera le gemme del Ribes nero si schiudono lasciando intravedere le prime foglioline, ancora embricate.






Poco dopo si iniziano ad intravedere i boccioli che andranno a comporre il piccolo grappolo floreale, detto racemo.




Boccioli di ribes nero





La  fioritura del Ribes Nero è piuttosto scalare e, tra l'apertura del primo e la caduta dell'ultimo fiore, può passare quasi un mese. All'interno del racemo sbocciano prima i fiori alla base (quelli più vicini alle foglie) e poi via via tutti gli altri. Nel Nord Italia avviene attorno ad Aprile.
I fiori del Ribes nigrum sono di color verde-violaceo, raggruppati in numero variabile, piuttosto piccoli e poco vistosi. Questi fiori hanno un portamento pendulo, sono tondeggianti ed hanno una buona resistenza alle brinate primaverili.
Molti cloni di questa specie (es. Noir de Bourgogne, Climax) sono però autosterili, rendendo necessaria la presenza di più piante per l'impollinazione incrociata ad opera delle Api.
Esistono comunque cultivars autocompatibili, come Black Down e Black Reward, oppure le recenti Troll e Andega, le quali mostrano anche un'ottima tolleranza allo Oidio.







Ribes nigrum flowers






Fiori ribes nero

Nella tarda primavera il Ribes Nero ha cambiato la propria livrea ed è ora colorato di un bel verde, nella foto che segue si possono anche notare i frutticini appena allegati e i nuovi getti non ancora lignificati. In questo periodo, specie in esemplari giovani, la crescita è assai vigorosa, così come l'emissione di Polloni.


Ed  i frutti, a seconda della varietà e del clima, matureranno tra inizio Giugno e Agosto. Anche la loro maturazione risulta piuttosto scalare, con quelli alla base del racemo ad essere più precoci. Essi sono delle bacche di piccole dimensioni, di colore nero, contenenti molti semi.







Ribes nigrum fruits



Frutti di ribes nero
Quindi che cosa fare con i frutti del Ribes nero?


I frutti possono essere utilizzati per il consumo fresco, tuttavia il loro gusto estremamente forte li rende poco appetibili alla maggior parte della gente, sebbene io conosca gente a cui piacciono appena colti dalla pianta.
Queste bacche, così come altre parti della pianta quali germogli o boccioli, trovano il loro massimo impiego nell'erboristeria. Sono infatti note sin dall'antichità le sue proprietà antinfiammatorie e antistaminiche; infatti vengono usati nella cura delle allergie, delle vie respiratorie e risulta utile anche contro la congiuntivite.
Inoltre questi frutti possono esser utilizzati per confetture o per fare sciroppi, magari mischiandoli con altri frutti. Se l'aroma "puro" può esser troppo forte, l'aroma diluito dona un tocco a diverse pietanze.


Ed  infine, arrivato l'autunno, il nostro arbusto inizia a tingersi le foglie col tipico color autunnale. Le foglie, ormai brune per via della mancanza di nutrimento, cadranno a breve.