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venerdì 27 febbraio 2026

Solo Due Foto dal Mottarone (VB)

Oggi un post "muto", solo qualche foto rilassante di ciò che si vede dal Mottarone, incastonato tra il Lago Maggiore e il Lago D'Orta.














giovedì 7 settembre 2017

Cosa C'è sul Teide ? - Foto di Una Gita sul Vulcano di Tenerife

Le Canarie sono un arcipelago di isole vulcaniche, diventate ormai meta turistica di tutta Europa. Tra i vari vulcani spicca sicuramente il Vulcano Teide sull'isola di Tenerife e, nelle prossime righe, cercheremo di capire com'è fatto e cosa si può vedere durante un'escursione.

Il Teide,  la cui traduzione vuol dire "inferno", non è solo la vetta più alta delle Canarie, ma anche dell'intera Spagna.
Con i suoi 3.718 metri (12.200 ft) sul livello del mare è il secondo vulcano più alto al mondo presente su una piccola isola (il primo si trova alle Hawaii), ma se contassimo l'altezza totale, cioè partendo dal fondale marino da cui emerge, sarebbe il terzo Vulcano sulla Terra, con un'altezza di circa 7.000 metri (22.950 ft).

Dopo aver dato questi numeri, andiamo al sodo, cosa c'è su "El Teide"? Perché è visitato da circa 4 milioni di persone all'anno?  Il Teide è un Vulcano attivo? Vale la pena programmare un'escursione? Quali piante crescono?

Colata Lavica El Teide

Vetta Teide


Roccia Lavica Vulcano Teide

Inizio dall'ultima domanda, se siete a Tenerife il Teide è una tappa obbligata e nessuna scusa potrà tenervi lontano.
Sebbene l'ultima eruzione risalga al 18 novembre 1909, il Teide è un vulcano attivo e sulla sua vetta sono presenti fumarole e rocce calde.
Ma nulla di cui preoccuparsi, esso è monitorato e sicuro da visitare, inoltre il tour "classico" non arriva proprio sulla cima.


Come Vestirsi per Una Gita sul Teide ?

Il clima, in estate, è fresco, ma non freddo e, se si rimane sull'altopiano alla base del cratere, si può tranquillamente andare in maniche corte.
In inverno il clima è invece più rigido, poiché, oltre all'altitudine, si somma la minor influenza mitigatrice dell'Oceano Atlantico. Sulla vetta del Teide può addirittura nevicare, sebbene è difficile che la neve rimanga a terra a lungo.


Cosa C'è sul Tragitto che Porta a "El Teide" ? Quali Piante ci Sono ?

Il modo più semplice per arrivare a questo vulcano è quello di prenotare una gita organizzata in pullman, che solitamente non costa molto. Ovviamente potrete anche noleggiare una macchina e visitarlo per conto vostro, ma le spiegazioni delle guide lungo il percorso arricchiscono parecchio l'esperienza di viaggio.

Nella prima parte del tragitto salirete pian piano di quota, ma senza cambiamenti drastici rispetto al panorama costiero. Certo, la vegetazione cambia, l'aria si fa più frizzante, ma nel complesso sembrerà di essere in bassa montagna, circondati da conifere che, ai più, non sembreranno molto diverse da quelle presenti sulle Alpi.
In realtà la specie più diffusa è il Pino delle Canarie (Pinus canariensis), il quale cresce spontaneo dal livello del mare sino a circa 2000 metri (6560 ft). Pinus canariensis è una specie subtropicale che prospera su terreni poveri, anche molto aridi, ma ha una scarsa tolleranza al gelo e muore con temperature inferiori ai -10° C (14° F).
Il Pino delle Canarie è forse il Pino più resistente alla siccità, può raggiungere un'altezza di 40 m (130 ft), un diametro del tronco di circa 100 cm (39 inch) ed è dotato di aghi particolarmente lunghi.
Pinus canariensis è una specie endemica delle isole Canarie, nonché la più grossa specie arborea presente in questo arcipelago.
Il Pino delle Canarie è molto resistente agli incendi ed ha la peculiarità (rara tra i Pini) di emettere polloni in seguito a danni della chioma, inoltre il legno stesso crea una sorta di barriera protettiva nei confronti degli strati più interni. Ho personalmente visto tronchi carbonizzati da cui spuntavano teneri germogli. Questa peculiarità ha sicuramente rappresentato un vantaggio evolutivo, almeno fino alla massiccia comparsa dell'uomo.
Il legno del Pino delle Canarie, oltre a resistere bene al fuoco, è anche molto durevole e non marcisce, perciò fu abbondantemente utilizzato per la costruzione di case ed utensili, portando la specie quasi sull'orlo dell'estinzione.
Oggigiorno non si possono più costruire case con legno di Pinus canariensis, ma lo si può vedere nelle travi che sorreggono tetti vecchi più di cent'anni.

Pinus canariensis Canarie Tenerife

Oltre i 2000 metri (6560 ft) si accede al Parco Naturale de "El Teide", patrimonio dell'Unesco.
Su questo altopiano, posto ai piedi della vetta, il panorama cambia drasticamente;  osservando il paesaggio sembra infatti di essere su un suolo lunare, in cui è ben visibile la colata lavica del 1798.
La roccia della lava recente è nera-marrone e risalta sul suolo più chiaro, derivante da colate precedenti. Inoltre la colata delimita la linea della vegetazione, in quanto la roccia lavica del 1798 non ha ancora avuto tempo di trasformarsi in fertile terra.
Qua è là sono ci sono rocce scolpite dal vento e da altri agenti atmosferici, sino a diventare del tutto particolari ed aver addirittura un nome, come Roque Cinchado. Alcune formazioni rocciose assomigliano anche ad oggetti di vita comune come, ad esempio, una "scarpetta" da donna.

Roque Cinchado El Teide

Roccia Scarpa Teide

Limite della Vegetazione

Dove il suolo non è roccioso, si sviluppa un tipo di vegetazione prevalentemente endemica che, a prima vista, potrebbe assomigliare alla bassa macchia Mediterranea, con piccoli arbusti e piante quasi striscianti.
La specie più caratteristica (di cui parlerò più approfonditamente altrove) è la Echium wildpretii, una pianta alta sino a 2 metri (6.5 ft), caratterizzata da una lunga spiga fiorale a forma di "cono rovesciato", su cui spuntano numerosi (e vistosi) fiorellini di color rosso porpora.
La Echium wildpretii subsp. wildpretii , è endemica di Tenerife e vive esclusivamente nel Parco Nazionale del Teide, dove tende a formare piccoli gruppetti, sparsi a macchia di leopardo.
Se volete osservala in fiore dovrete programmare il vostro viaggio verso il mese di Maggio.
Echium wildpretii subsp. trichosiphon è invece presente sull'isola de La Palma.

Un'altra specie arbustiva è la Descurainia bourgaeana, una lontana partente dei Ravanelli che, con i suoi fiori gialli, non può di certo passare inosservata.

Pterocephalus lasiospermus (famiglia Caprifoliaceae) è un piccolo arbusto, con foglie di color grigio-verde chiaro, che produce fiori singoli di color viola tenue, all'apice della spiga fiorale.

Spartocytisus supranubius, (famiglia Fabaceae), produce fiori bianchi dal profumo molto intenso, la specie è frequentata da Api ed è ottima per la produzione di miele.

Nepeta teydea è invece simile alla lavanda nostrana.

Se volete godervi le varie fioriture, la primavera è la stagione più adatta dell'anno.
Ora vi lascio qualche foto della vegetazione e dei paesaggi locali.

Panorama del Teide

Echium wildpretii

Pterocephalus lasiospermus

Spartocytisus supranubius e Vegetazione Mista

giovedì 21 aprile 2016

Laghi Tailly, una Passeggiata in Valsesia

Dove è possibile fare una bella passeggiata sulle Alpi Occidentali? Quali escursioni fare in Valsesia?

Quella che andrò a descrivere è un'escursione di difficoltà medio-alta che, partendo da Alagna Valsesia (Vercelli), ad una altitudine, di 1191 m, ci porterà, attraverso la Val d'Otro, sino ai Laghi Tailly, due laghetti a circa 2400 m sulle Alpi Pennine. 

Laghi Tailly


Alagna Valsesia è un piccolo comune piemontese, situato ai piedi del Monte Rosa che, dopo il Monte Bianco, è la vetta più alta delle Alpi. Alagna rappresenta l'ultimo borgo raggiungibile utilizzando strade asfaltate, nonché il punto estremo della Valsesia; da lì si innalzano scoscese vette su tutti i lati ad esclusione della direzione da cui si è arrivati.
I Walser, un popolo di origine tedesca dedito all'agricoltura e alla pastorizia, si insediarono in queste terre nel lontano XIII° secolo. Oggigiorno, Alagna Valsesia, rappresenta uno degli ultimi posti italiani in cui è possibile osservare una tipica architettura in stile Walser, caratterizzata dal massiccio utilizzo di legno.

Abitazione Walser


Appena oltrepassate le ultime abitazioni Walser, ci si immette in un sentiero non troppo ripido che ci porta all'inizio dell'escursione. La prima parte della passeggiata si snoda attraverso una mulattiera in pendenza, fatta da una sorta di scalinata a ciottoli, con gradini irregolari. La bellezza di questo tratto sta nell'ambiente circostante, si è infatti immersi in uno splendido bosco, piuttosto fitto, ma non per questo opprimente, con diverse specie di conifere e qualche betulla, che si innalzano mastodontiche, proprio dai margini del tragitto.

Mulattiera Alagna Valsesia


Dopo questa prima parte di salita, il percorso spiana leggermente e la fitta vegetazione si fa via via più rada. In alcune parti (poche) vi è solo un leggero falsopiano che fiancheggia il fiume Otro, un immissario del Sesia, in cui scorre un'acqua particolarmente cristallina. Il rumore dello scroscio dell'acqua è incessante e risuona soave, disturbato solo dal cinguettio degli uccellini.

Valle d'Otro

Fiume Otro


Dopo questo falsopiano, la pendenza ritorna a farsi sentire sulle nostre gambe. Salendo di quota le piante decidue lasciano sempre più spazio alle conifere ed, in particolar modo, ai larici che, incuranti delle intemperie e del freddo, possono spingersi fino ad oltre 2000 metri.
Questa immersione nella natura, l'aria fresca, pulita e leggera, così come l'assenza di rumori, ci fa sentire liberi e spensierati. Forse furono queste le emozioni che spinsero i Walser ad edificare il piccolo villaggio di Otro, ora abitato solo durante la stagione estiva.
Questo paesino, o meglio pochi raggruppamenti di case costruite in pietra e legno, è composto da sei frazioni, poste ad un'altitudine di circa 1700 metri e prive di collegamenti stradali con Alagna. Otro è sul versante opposto rispetto a quello che si percorre per arrivare ai Laghi Tailly, anche se, allungando la strada di ritorno di circa un'ora, sarebbe possibile passarci.

Val d'Otro

Otro


Salendo di quota la vegetazione arborea diventa più rara, lasciando spazio a quella erbacea o, al più, a piccoli arbusti. L'ultimo tratto è il più faticoso, vuoi per la pendenza, vuoi perché ormai le gambe hanno lavorato parecchio, ma la vista che si apre sulle vette più alte delle Alpi ripaga lo sforzo fatto.
Dall'alto si ha la percezione del dislivello compiuto, guardando verso il basso si vede Otro e tutta la Val d'Otro, mentre alzando lo sguardo si staglia dinanzi l'imponente Monte Rosa che, con i suoi 4.632 metri, risulta innevato anche in piena estate.

Monte Rosa

Panorama Alpi Occidentali


Ed infine, dopo la ripida salita, vi è un breve pendio in discesa, che porta ad una zona "a conca", incastonata tra le rocce, dove sono presenti i Laghi Tailly. In realtà vi sono sono due laghetti, posti ad un dislivello di 100 metri. Quello inferiore (2.386 m) è quello più grande ed è circondato da un'elegante flora alpina, con fiori che, per poche settimane all'anno, abbelliscono il paesaggio e donano prezioso nettare agli insetti pronubi.
Data la conformazione e l'esposizione (vedi qua, per maggior dettagli), le rive di questo lago sono coperte di neve per quasi tutto l'anno e, anche a fine Luglio, nelle zone in ombra vi è uno spesso malto nevoso dall'aspetto farinoso.
Le acque dei laghi Tailly sono limpidissime, prive di vertebrati acquatici e freddissime anche durante i mesi estivi.

Nevaio Tailly

Acqua laghi Tailly

Silene acaulis


Il ritorno è, almeno dal punto di vista aerobico, meno faticoso e una maggiore rilassatezza permette di apprezzare al meglio la vegetazione montana, in cui squisiti Mirtilli selvatici, si intervallano a stupendi Rododendri Alpini, Genziana rossigna ed  altri fiori spontanei.

Genziana rossigna

Prato Fiorito in alta montagna

Margherite di Montagna

Mirtilli Selvatici Montagna

mercoledì 3 giugno 2015

Una Bella Passeggiata in Montagna in Val Strona, fino al Lago Capezzone

Come tenersi allenati?
Non c'è nulla di meglio di una bella passeggiata in montagna e, nelle prossime foto, cercherò di illustrarvi le meraviglie di questo angolo della Val Strona, sulle Alpi Piemontesi.
Questa valle è situata a Nord-Ovest rispetto al lago d'Orta e la si raggiunge da Omegna (Verbania), Piemonte.




Cartina Campello Monti
Una strada molto stretta, che di inverno rimane totalmente innevata, conduce a Campello Monti (VB)





Questo piccolo villaggio, situato a 1305 m di altezza, conserva un'architettura Walser ed è l'ultimo borgo prima di iniziare la passeggiata.

Case di Campello Monti




Scuola elementare Campello Monti
Campello Monti
Ricordo ancora che la prima volta che andai in questo luogo. Era febbraio, verso la fine, ma era una giornata tipicamente invernale e, in pieno giorno, vi erano non più di -5°C.
La strada che vedete nell'immagine sopra la percorsi a piedi e con enorme fatica, i piedi sprofondavano nella neve fresca e scivolavano laddove, compattandosi, era gelata. Il paesaggio era fiabesco, la vegetazione era incantata e, sebbene fosse giorno, ancora totalmente ricoperta dalla brina.
Arrivato a Campello Monti trovai un paese spettrale, ma al tempo stesso tremendamente evocativo. Questo villaggio infatti è totalmente disabitato tolti i mesi estivi. Si aveva l'impressione che fosse una città fantasma o forse le era veramente.....una città un tempo piena di vita, con le scuole, le case, i bar e ora silenziosa e stretta nella morsa del gelo invernale. Vidi che c'era una stradina che dalla città portava su verso le vette, la intrapresi ma, vista l'ora e il buio incipiente, ne percorsi solo poche centinaia di metri.
Tornato in macchina mi ripromisi di tornarci con la bella stagione e così fu.

Il concetto di "città fantsma" è perfettamente esplicitato in questa insegna che non ha bisogno di commenti.





Ebbene, da 35 anni, questo paesino non ha più residenti.
Chissà Augusto Riolo chi era, cosa faceva, come ha trascorso i suoi 89 anni e cosa ci potrebbe raccontare su questo angolo di mondo isolato?

Il percorso che porta alla vetta è molto (troppo) soleggiato: nella prima parte non è particolarmente ripido e delimitato da un piccolo terrazzamento fatto con pietre.


Sentiero Val Strona
Flora e Fauna si fondono alla perfezione, accanto a Mucche, Maiali e Capre che pascolano in assoluta libertà troviamo Mirtilli e Lamponi che, seppure con un mesetto di ritardo rispetto alla pianura, riescono a maturare.

Lamponi selvatici
Mirtilli selvatici
Mirtilli di montagna
Asini pascolano sulle alpi Val Strona

Proseguendo ci si imbatte in una cascata alla cui base vi si forma un laghetto, l'acqua è gelida, pura, cristallina e dalle tonalità verdi.

Fiume Valle strona
Cascate Val Strona

Questo tragitto alterna tratti molto ripidi ad una sorta di terrazzamenti naturali pianeggianti. Se non vado errato ne esistono tre. Nel primo "terrazzamento" vi sono baite in pietra e mi riporta alla mente le antiche civiltà dell'America Centrale in cui i paesaggi erano in quota e i terrazzamenti erano necessari per poter aver terreno per coltivare. Sulle Alpi è difficile trovarne di così estesi e con dislivelli così ampi tra uno e l'altro.

Case Valstrona
Ed  ecco la vista che si ha da qui sulla vallata.

Vista sulla Valstrona

Ecco il Sorbo degli Uccelatori (Sorbus aucuparia), con i suoi frutti di colore rosso intenso sfama la fauna locale. Un albero di media grandezza e con un fogliame molto decorativo. Cresce un po' ovunque e lo si incontra frequentemente anche oltre i 1000 m di altitudine.

Sorbo degli Uccellatori in montagna



Ed  ora qualche pianta alpina





Proseguendo, ed arrivando a quote più elevate, la vegetazione arborea scompare e quella erbacea diventa l'unica protagonista. Più in alto la vegetazione diventa ancora più rara e il verde delle piante lascia spazio al grigio della roccia. Nell'ultimo terrazzamento questo è ben visibile.

Val Strona


Se  si presta attenzione si può notare che al centro vi scorre un torrente, lo stesso che andrà ad alimentare la cascata che si vede nelle immagini precedenti.
Nella foto seguente, a mio avviso stupenda nella sua semplicità, si nota il torrente nel tratto ripido tra un terrazzamento e l'altro.



Ed  infine si arriva al Lago Capezzone, ove vi è il Rifugio Abele Traglio a 2100 m di altitudine. La giornata era variabile e il Sole si alternava alle Nuvole. Sebbene fosse Agosto, quando il sole era coperto, faceva fresco e la temperatura era inferiore ai 15°. Inutile dire che l'acqua del Lago era gelida e un tuffo lo si sarebbe potuto fare solo per scommessa. Tuttavia vi era una specie di Pesce, quale fosse e come potesse vivere a quelle altezze rimane un mistero, il lago (poco più di una grossa pozza) credo geli da ottobre ad aprile....eppure l'evoluzione ha permesso a questi pesci di vivere e prosperare in un così inospitale posto.



Lago Capezzone






Lago Capezzone Valle Strona

Lago Capezzone valle Strona