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lunedì 15 gennaio 2018

Come Scegliere l'Esposizione di un Terreno ? Quali Effetti ha sulla Coltivazione delle Piante

Se vi state accingendo a comprare un terreno per costruirci casa o, semplicemente, volete capire dove collocare le piante nel vostro giardino o dove è meglio fare l'orto, la vigna ed il frutteto, la prima domanda che vi dovete porre è : "Qual è l'esposizione del mio terreno rispetto ai punti cardinali?".

Ci sono appezzamenti esposti a Sud (o a "Mezzogiorno"), altri esposti ad Ovest (o a "Levante") oppure ad Est ("Ponente") o a Nord ("Settentrione" o "Tramontana").
Ovviamente esistono poi le vie di mezzo (es. Sud-Ovest) e così via.

Ma come si fa a capire qual è l'esposizione di un terreno ? Quali sono le differenze tra un pendio esposto a Nord o a Sud ? Qual è il migliore per la crescita degli alberi ?

Esposizione di Pendio a Sud-Est

Premessa - Il Tragitto del Sole, dall'Alba al Tramonto.

Per comprendere cosa significhi "esposizione di un terreno" dobbiamo innanzitutto capire com'è il movimento relativo del Sole rispetto ad un punto fisso della Terra.
Fin dalle scuole elementari ci hanno insegnato che il Sole sorge ad Est (Oriente) e tramonta ad Ovest (Occidente), tuttavia questa affermazione è approssimativa. 
Alle medie latitudini, come in Europa, il Sole sorge esattamente ad Est (e tramonta ad Ovest) soltanto durante gli equinozi di primavera ed autunno.
In Italia, in Inverno il Sole sorge a Sud-Est e tramonta a Sud-Ovest, mentre in Estate sorge a Nord-Est e tramonta a Nord-Ovest.

Questa differenza è tanto più marcata quanto più ci si sposta verso i poli e tanto più si è vicini ai Solstizi ed è strettamente correlata con il numero di ore di luce che ci sono in un giorno.
Quanto detto vale per le zone temperate, all'equatore il Sole sorge sempre ad Est e tramonta sempre ad Ovest, mentre al Polo Nord (e Sud) sorge una volta all'anno, rimane sei mesi sopra l'orizzonte, tramonta una volta all'anno e rimane sotto l'orizzonte gli altri sei mesi.

Tragitto del Sole rispetto alla Terra a diverse Latitudini



In altre parole, in estate il tragitto del Sole è più lungo. Nello schema che segue indicherò la traiettoria del Sole (dall'alba al tramonto), al 45° parallelo Nord, durante i due Solstizi e gli Equinozi.
La parte evidenziata in grassetto è la traiettoria minima (invernale).

  • Inverno :  Sud-Est; Sud; Sud-Ovest
  • Equinozi : Est; Sud-Est; Sud; Sud-Ovest; Ovest
  • Estate : Nord-Est; Est; Sud-Est; Sud; Sud-Ovest; Ovest; Nord-Ovest

La differenza non è solo la traiettoria, ma anche l'altezza massima del Sole sopra l'orizzonte (per dettagli clicca qua) che, in estate, è 46° maggiore rispetto all'inverno. Sole più alto significa maggiore irraggiamento, ma anche ombre più corte.

Ricapitolando, nelle zone temperate, col cambiare delle stagioni cambia :
  1. Traiettoria del Sole e di conseguenza un maggior o minor numero di ore in cui è sopra l'orizzonte (cioè il numero di ore di luce giornaliere).
  2. L'altezza massima del Sole, perciò la lunghezza delle ombre e la "potenza" del Sole.

Tragitto del Sole in zone Temperate nelle Diverse Stagioni



Come Faccio a Capire l'Esposizione di un Terreno ?

La prima cosa da fare per orientarsi e capire come si è posizionati rispetto ai punti cardinali è osservare la direzione delle ombre a mezzogiorno (ora solare).
Nella fascia temperata boreale, in qualsiasi giorno dell'anno, la massima altezza del Sole sopra l'orizzonte si raggiunge a mezzogiorno ed il Sole sarà esattamente posizionato a Sud e, di conseguenza, le ombre saranno proiettate a Nord.
La cosa più semplice è osservare un palo della luce alle 12.00, la punta della sua ombra sul terreno ci indicherà dove si trova il Nord. L'unica cosa che cambia tra estate ed inverno è la lunghezza dell'ombra (non la direzione).

Un'alternativa, sebbene un po' meno precisa, è quella di osservare il tronco di alberi isolati, la parte rivolta a Nord è quella in cui crescono muschi e licheni.

Guardando verso Nord sarà facile identificare gli altri punti cardinali: alla vostra destra troverete l'Est, alla sinistra l'Ovest ed, alle vostre spalle, il Sud.
Facendo la similitudine con un orologio, il Settentrione rappresenta le ore 12, l'Oriente le 3, il Meridione le 6 e l'Occidente le 9.
Comunque, se vogliamo andare sul sicuro, basta comprarci una bella bussola, anche se il tutto diventa molto meno divertente.
Ora cerchiamo di capire cosa si intende per "esposizione di un terreno/casa".
Innanzitutto il termine "esposizione" è sempre riferito a qualcosa; se prendessimo una pianura senza alberi o edifici od il mare aperto, allora non potremmo parlare di esposizione, in quanto sono ambienti estremamente omogenei e non ci sono ostacoli.
Un terreno pianeggiante può essere esposto a Nord, Sud etc. rispetto ad una pianta, ad una casa, ad un lago (o mare), ad una montagna e così via.
Il terreno può essere parte stessa dell'ostacolo, se prendiamo una collina, ogni versante avrà un'esposizione ben diversa, determinando microclimi differenti.

Punti Cardinali

Che Ruolo ha l'Esposizione nel Determinare il Microclima Locale ?

Partiamo con terreni pianeggianti. Con questa tipologia, se non ci fossero ostacoli, i raggi solari colpirebbero il suolo dal primo minuto dell'Alba, sino all'ultimo prima del Tramonto, ovvero sarebbe un'esposizione totalmente soleggiata (in pieno Sole).

Supponiamo ora di costruire un bel muro che si estende in direzione Est-Ovest, dividendo in due il nostro terreno.
La metà esposta a Sud avrà il muro a Nord, mentre la metà esposta a Nord viceversa.
A mezzogiorno, se andassimo ad osservare l'ombra del muro, vedremmo che è proiettata verso Nord, ombreggiando il terreno esposto a Nord.
Ovviamente in inverno il Sole è più basso e le ombre più lunghe, quindi la superficie di terreno all'ombra sarà maggiore rispetto all'estate.
Se però al posto del muro ci fosse un palazzo alto 10 piani ed il nostro terreno fosse piccolo, allora potrebbe rimanere in ombra per buona parte della giornata anche in estate, ricevendo solo i primi raggi di Sole all'Alba e gli ultimi al tramonto (in questa stagione il Sole sorge a Nord-Est e tramonta a Nord-Ovest)
Il terreno esposto a Sud, invece, sarà completamente soleggiato in inverno, mentre in Estate riceverà luce quasi tutta la giornata ad eccezione di Alba e Tramonto.

Un discorso analogo si può fare per quel che riguarda i pendii.
Il versante Nord di una montagna (o di una collina) sarà mediamente più ombreggiato di quello Sud inoltre, qualora le vette non fossero troppo elevate, i raggi del Sole colpirebbero il suolo con una minore inclinazione, riscaldandolo meno efficacemente.

Se l'ostacolo è molto grande (ad es. una catena montuosa), esso può rappresentare una barriera non solo per il Sole, ma anche per le correnti ed i venti.
Il Nord Italia, ad esempio, è esposto a Sud rispetto alla Catena Alpina. Quando i gelidi venti provenienti dal Nord Europa arrivano a Nord delle Alpi si compattano ed, essendo pesanti, non riescono ad oltrepassare questo ostacolo così alto e sono costretti ad aggirarlo (prendendo la via del Rodano a Ponente o la via della Bora a Levante). 
Per questo motivo le zone prealpine del Nord Italia sono sottovento rispetto a queste correnti e, quindi, godono di un clima più mite rispetto alle pianure poste sul lato opposto (es. Germania, Svizzera, Repubblica Ceca).

Tragitto del Sole in Italia nei Diversi Mesi dell'Anno


Cosa è Meglio Coltivare nelle Diverse Esposizioni ?

L'esposizione su micro-scala (es. rispetto ad Alberi, Case, etc.) determina l'ombreggiatura del terreno; in altre parole influenza prevalentemente le temperature massime in presenza di giornate soleggiate (e non nuvolose). 

L'esposizione su più larga scala (es. rispetto ad una Collina, ad una Montagna, etc.) influenza anche le temperature minime, poiché rende il terreno più o meno esposto alle avvezioni (venti) provenienti dalle diverse zone (un'irruzione artica arriva da Nord, generalmente è più fredda di una proveniente da Sud).

In ultimo ricordatevi che, a parità delle altre condizioni, un terreno pianeggiante registra temperature minime inferiori rispetto ad uno di pendio, poiché di notte l'aria fredda (più pesante di quella calda) scivola verso il basso e si accumula nei bassi strati, creando dei veri e propri "laghi d'aria gelida". Questo fenomeno è noto come inversione termica.
Anche l'umidità ristagna al Suolo, rendendo le pianure molto più soggette a nebbie e foschie, rispetto alle colline.




Terreno Esposto a Sud : questo è sicuramente quello più soleggiato ed è ideale per la coltivazione della Vite, per fare l'Orto o per impiantare un Uliveto. Se il terreno è collinare, il pendio esposto a Sud riceve i raggi in maniera più perpendicolare e, soprattutto in inverno, registra temperature massime più elevate. Dopo una nevicata i terreni esposti a Sud si riconoscono subito, sono quelli in cui scompare per prima la neve.
Insomma quest'esposizione è la migliore per tutte quelle piante che vogliono tanto Sole e caldo, come la maggior parte delle Piante da Frutto e gli Agrumi.
Per quanto riguarda un'abitazione collocateci i locali in cui vorrete maggiore luminosità, come ad esempio lo Studio o la Cucina.

Terreno Esposto a Nord : è agli antipodi rispetto al precedente; questo terreno riceverà poco Sole e, per via dell'ombreggiatura, in inverno registrerà temperature massime di diversi gradi inferiori rispetto ad uno esposto a Sud.
Questo terreno, in estate, riceverà il Sole solo nei periodi più freschi (Alba e Tramonto), mentre sarà ombreggiato nelle torride ore centrali. 
Quest'esposizione è più fresca e, mantenendo la terra più umida, è ideale per la coltivazione delle felci, di alcune Acidofile (es. Ortensie) ed, in generale, di tutte quelle piante tipiche del sottobosco.
In un'abitazione conviene collocarci i locali che vogliamo mantenere più freschi o meno luminosi, come ripostigli, scale, corridoi.

Terreno Esposto ad Est : riceverà il Sole della "mattinata", mentre sarà ombreggiato nell'ultima parte della giornata. Lo sbalzo termico tra notte e giorno sarà più repentino rispetto ad altre esposizioni; il ghiaccio formatosi sui fiori durante una fredda nottata primaverile, all'alba si scioglierà velocemente, enfatizzando i danni da disgelo. 
In questa zona potrete piantare alberi a fioritura tardiva, che si accontentino di mezza giornata di Sole diretto, ma anche i piccoli frutti (es. Lamponi) oppure ortaggi a foglia (es. Lattuga).
In una casa potrete posizionarci le camere da letto, così da evitare il torrido Sole pomeridiano dell'estate.

Terreno Esposto ad Ovest : come ore di luce sarà molto simile a quello esposto a Est, tuttavia sarà ombreggiato di mattina e riceverà il Sole del "pomeriggio". Quindi sarà ben assolato, proprio durante la metà più calda della giornata (il picco massimo di temperatura si registra verso le 14-15 e rimane abbastanza costante fino a poco prima del tramonto). Qui potrete collocarvi tutte le piante che vogliono prendere il Sole in concomitanza delle ore più calde.
In questa zona di Orto potrete piantare specie a radice (es. Carote e Ravanelli), che richiedono meno Sole rispetto a Pomodori, Melanzane e Peperoni. 
In una casa collocatevi i locali che volete luminosi nel pomeriggio e tiepidi alla sera, come Salotto e Bagni.

Ovviamente l'ostacolo deve essere ben più grande della pianta presa in esame. Se consideriamo un Abete, rispetto ad una villetta su un unico piano, esso prenderà il Sole tutto il giorno indipendentemente da come è collocato rispetto alla casa.

P.s.

Tutto questo è valido nell'emisfero Boreale, se parlassimo dell'emisfero Australe varrebbero gli stessi concetti, ma si dovrà invertire il Nord con il Sud.

Esposizione ai Raggio Solari dei Versanti di una Montagna

Esposizione Sud-Est - Lago Maggiore

martedì 2 gennaio 2018

Cosa Significa Alta o Bassa Pressione ? Come Si Formano i Venti e le Brezze ?

Basta ascoltare le Previsioni Meteo in coda ai telegiornali per sentir nominare la parola "Alta Pressione" o "Bassa Pressione", oppure il termine "Anticiclone", che spesso associamo al bel tempo.

Ma cosa vuol dire ? Come possono determinare le condizioni meteorologiche e la direzione dei Venti ?


Cicloni nell'Oceano Atlantico


Per prima cosa dobbiamo chiarire cos'è la pressione atmosferica.
Di norma siamo soliti pensare all'aria come a qualcosa priva di peso, eppure l'aria che compone la nostra atmosfera è un miscuglio di Gas (78% Azoto, 21 % Ossigeno, 0,9 Argon, 0,03 Anidride Carbonica ed altri in quantità minore), che ha una sua massa.
L'atmosfera terrestre è lo spessore in cui è presente questa miscela di Gas ed è più concentrata negli strati bassi (Troposfera), diventando via via più rarefatta, fino ad arrivare nello spazio in cui non sono più presenti gli atomi di questi gas.

Immaginate quindi che, sopra la vostra testa, esista una "colonna d'aria" che esercita una pressione. Un discorso analogo si può fare con l'acqua : più vi immergete in profondità, più la "colonna d'acqua" sopra la vostra testa sarà alta e, di conseguenza, la pressione elevata.
Con l'acqua il concetto risulta più immediato e facilmente verificabile, questo semplicemente perché l'acqua è più pesante dell'aria e, quindi, basta una "colonna" molto più bassa per farci apprezzare la pressione.
Noi avvertiamo la pressione principalmente sui timpani delle nostre orecchie....succede in acqua, quando ci immergiamo, ma succede anche in macchina (o in funivia) quando saliamo velocemente di quota.

La pressione atmosferica non è costante, ma varia in funzione della :

  • Quota : più l'altitudine aumenta, più la colonna d'aria che ci sovrasta diminuisce. Di conseguenza, in montagna la pressione è inferiore rispetto ad una località posta sul livello del mare. La pressione diminuisce all'aumentare dell'altitudine.
  • Temperatura : l'aria calda è più leggera di quella fredda e tende a salire. A parità di estensione verticale, più una colonna d'aria è fredda (e pesante), tanto più eserciterà pressione. Perciò se la temperatura diminuisce, la pressione aumenta (alta pressione), viceversa diminuisce (bassa pressione). La pressione diminuisce all'aumentare della temperatura.
  • Umidità : il vapore acqueo, contrariamente a quanto si pensi, è più leggero delle molecole di ossigeno o di azoto. A parità di temperatura ed altitudine, tanto più una colonna d'aria è secca (cioè con poco vapor acqueo), tanto più sarà pesante, determinando un aumento di pressione atmosferica. La pressione diminuisce all'aumentare dell'umidità.

Quindi, anche stando ad una stessa quota, la pressione atmosferica varia da luogo a luogo. In linea generale, l'aria (e quindi i venti) si sposta da una zona di alta pressione, verso una zona a bassa pressione.

Variazione Pressione con Altitudine

Ma Cosa Sono i Cicloni e gli Anticicloni ?

Avrete sicuramente sentito parlare dell' "Anticiclone delle Azzorre" o dell' "Anticiclone Africano", in quanto sono tra i più comuni in Europa.
Il nome, chiaramente, prende spunto dal luogo della genesi, ma genericamente Anticiclone è una zona in cui vi è Alta Pressione (High Pressure).

Gli Anticicloni sono solitamente caratterizzati da una relativa "calma atmosferica". L'alta pressione spinge l'aria dall'alto verso il basso, riscaldandola e facendola diventare secca; per questo motivo gli anticicloni "dissolvono" le nuvole, deviano le perturbazioni e sono di norma associati a condizioni di bel tempo. I venti all'interno di un anticiclone sono blandi e, nell'emisfero Boreale, soffiano, oltre che dall'alto verso il basso, in senso orario (nell'emisfero Australe ruotano in senso antiorario).
Ma non sempre un anticiclone è sinonimo di tempo stabile e sereno; nel semestre freddo il terreno può velocemente perdere calore per irraggiamento e raffreddare l'aria a più stretto contatto (fenomeno dell'inversione termica), questo può portare alla formazione di foschie e nebbie; mentre in estate, la calma di vento può far riscaldare i bassi strati, inducento una forte evaporazione, che porta alla formazione di temporali e Cumulonembi, nuvole spesso foriere di grandine.
Alcune delle zone più fredde al mondo (vedi qui i record climatici) sono tali perché si instaurano fortissimi anticicloni (es. "Anticiclone Russo-Siberiano") che non permettono il ricircolo d'aria. Questa "calma", unita alla scarsa insolazione ed alla distanza dal mare, permette all'aria di raffreddarsi giorno dopo giorno e di "non mischiarsi" con aria più mite proveniente da altre zone.

Per contro i Cicloni sono zone di bassa pressione (Low Pressure), in cui i venti ruotano in senso antiorario (nell'emisfero Boreale) e con forte intensità. Potremmo immaginarli come dei vortici simili ai mulinelli d'acqua che si formano quando togliamo il tappo alla nostra vasca da bagno.
I cicloni (e quindi le basse pressioni) sono associati a tempo perturbato, pioggia e vento. Quelli che chiamiamo comunemente uragani sono in realtà cicloni tropicali particolarmente intesi.

In base alla localizzazione dei nuclei di alta e bassa pressione, potremo dedurre la traiettoria dei venti.

Ciclone vs Anticiclone

Anticiclone dal Satellite

Ciclone dal Satellite

Cosa Sono le Isobare ?

Qualcuno di voi avrà osservato che nelle cartine meteorologiche sono presenti delle "strane" linee che, ai più, rimangono del tutto ignote, ma per un esperto sono di fondamentale importanza nel determinare l'evoluzione del tempo.

Immaginate di avere una cartina e di fissare un punto. Quel punto avrà una determinata pressione atmosferica (es. 1012 millibar = 1012 hPa). Ora, partendo dal vostro punto, cercate un altro punto che, a parità di quota, abbia ancora 1012 millibar e così via. Congiungendo tutti i punti aventi la medesima pressione atmosferica avrete ottenuto una linea, che rappresenta la linea della Isobara a 1012 hPa.

Chiaramente esistono diverse isobare : l'isobara relativa a 1012 hPa, a 1016 hPa, a 996 hPa e così dicendo. Se non si fissasse una differenza di pressione tra due isobare, esse sarebbero infinite, per convenzione si è dunque scelto di evidenziare quelle con uno scarto di 4 hPa, partendo dall'isobara a 1000 hPa. In altre parole vengono evidenziate solo le isobare con una pressione che sia un multiplo di 4.
Talvolta si utilizzano scarti di 5 hPa, in questo caso saranno tutte quelle multiple di 5 (es. 1005 hPa, 995 hPa etc..). All'occorrenza si possono usare anche scale diverse, più grandi o piccole; ad esempio se le isobare sono troppo ravvicinate (ad es. nei cicloni), in una cartina possono comparire solo i multipli di 10 etc.

Le Isobare sono di cruciale importanza nel determinare le zone di alta e bassa pressione, la direzione e l'intensità dei venti. 

Di fondamentale importanza è capire cosa sia il gradiente barico orizzontale. Esso rappresenta il rapporto tra la differenza di pressione atmosferica tra due isobare contigue e la loro distanza.
Ad esempio, supponiamo che l'isobara 1 abbia una pressione di 1000 hPa, mentre l'isobara 2 è di 1004 hPa e siano distanziate (la perpendicolare tra le due linee) di 200 km.
Il gradiente barico è uguale alla differenza di pressione/distanza, ovvero nell'esempio (1004 - 1000) / 200 =  0,02 hPa/Km.

Il gradiente barico orizzontale aumenta tanto più la differenza di pressione tra due punti è elevata e tanto più questi sono ravvicinati.
Il gradiente barico è la forza che mette in movimento le masse d'aria, ovvero i venti; ad un alto gradiente barico corrisponderanno venti impetuosi.
Non a caso, nei cicloni, le isobare sono molto ravvicinate e, quindi, con gradiente barico elevato.

Mappa Isobare
Cartina Isobare

Cosa Sono le Brezze ?

Quanto abbiamo visto su larga scala, cioè che i venti "trasportano" aria da una zona di alta pressione ad una di bassa pressione, avviene anche su scala minore.
Nuclei di alta e bassa pressione possono essere distanziati centinaia di chilometri e favorire scambi d'aria tra località molto differenti, ma qualcosa di simile avviene anche nel giro di pochi chilometri.

Un esempio sono le brezze di mare (o di lago) e le brezze di terra.
Il concetto è molto semplice, l'acqua ha una maggior capacità termica rispetto alla terra, quindi si riscalda più lentamente, ma impiegherà anche molto più tempo a raffreddarsi.

Di giorno il Sole farà si che le zone costiere si riscaldino di più rispetto all'acqua (avete presente la sabbia rovente di una spiaggia e l'acqua "freddina" del mare ?). Di conseguenza l'aria sovrastante il mare sarà più fresca (e pesante), creando una locale zona di alta pressione; mentre l'aria sopra la terraferma sarà calda (e leggera) e ci sarà bassa pressione.
Durante il dì l'aria si sposterà dal mare (alta pressione) alla terraferma (bassa pressione), generando venti noti come brezze di mare.

Di notte la terraferma perderà velocemente calore per irraggiamento, mentre l'acqua rimarrà più mite. Ora le cose sono invertite e la bassa pressione sarà in corrispondenza del mare, mentre l'alta pressione sulla terraferma. I venti soffieranno dall'entroterra verso il mare e prenderanno il nome di brezze di terra.

Le brezze sono venti locali di debole intensità che seguono un ciclo giorno/notte. Esse sono tipiche di zone in prossimità del mare o dei laghi e sono estremamente costanti, cessando solo in condizione di elevata copertura nuvolosa o in presenza di venti sinottici (venti che "arrivano" da lontano).

Le brezze ricoprono un ruolo essenziale nel determinare i microclimi locali. La costante presenza delle brezze notturne rimescola gli strati d'aria, impedendo la stratificazione di aria fredda nei primi metri dal suolo.
I microclimi lacustri (es. Lago Maggiore) devono la loro mitezza proprio alle brezze di lago.

In linea generale, zone in cui le brezze sono impattanti si hanno temperature minime più elevate (anche di molti gradi) e temperature massime leggermente più contenute.

Brezze di Mare e di Terra

Brezza sul Lago

giovedì 9 febbraio 2017

Come si Forma la Nebbia? Quali Effetti ha sulle Piante?

La Nebbia è uno di quei fenomeni atmosferici che più divide la gente, o la si ama o la si odia. Una giornata nebbiosa potrebbe sembrare tetra e triste, ma la nebbia è anche in grado di regalare paesaggi surreali, quasi fiabeschi, creando un'atmosfera incantata.

Ma esistono diversi tipi di nebbia? Quali sono le zone più nebbiose d'Italia? Che effetti può avere la nebbia sulla coltivazione delle nostre piante ed ortaggi?

Nebbia sulLago Alpino



Composizione e Formazione della Nebbia :

Tutti noi abbiamo visto le Nuvole nel cielo e, fino ad un centinaio di anni fa, erano per noi irraggiungibili. Eppure oggi possiamo passarci in mezzo ed, osservandole dal finestrino dell'areo, ci sembrerebbe di attraversare un campo immerso nella nebbia, durante una fredda mattinata invernale.

Le Nebbia è infatti una nuvola che, diversamente dalle "classiche" nuvole, non è in cielo, ma a contatto con il suolo.
La Nebbia è formata da goccioline di acqua (o cristalli di ghiaccio, se le temperature sono basse) in sospensione nell'aria. La luce bianca, diffondendo attraverso le gocce, viene deviata (fa un percorso a Zig Zag, invece che diretto) e non si "scompone" nelle sue componenti colorate, generando un alone grigio-biancastro che limita la visibilità.
Ovviamente, a seconda della densità delle goccioline d'acqua, la nebbia può essere più o meno fitta; in Meteorologia si parla genericamente di nebbia quando la visibilità è inferiore al chilometro (3280 ft), sopra questa soglia si parla di foschia.
E' importante menzionare che l'inquinamento atmosferico, ad esempio prodotto dalle automobili, può favorire l'insorgere delle nebbie. Alcune particelle molto igroscopiche, come i Solfati, si possono comportare da nuclei di condensazione, contro i quali il vapore condensa a goccioline d'acqua, un po' come avviene sul vetro di una finestra durante una fredda mattinata.
La nebbia è dunque più frequente in città inquinate anche se, da qualche anno a questa parte, le emissioni di questo tipo di inquinanti (es. Acido Solforico, Ammoniaca ed Ossido di Azoto) sono diminuite e le persistenti fitte nebbie in Val Padana, comuni negli anni '80, si sono parallelamente ridotte.


Perché si Forma la Nebbia? Quante Tipologie di Nebbia Esistono? :

Il meccanismo di formazione della nebbia è semplice:
anche se non ce ne accorgiamo, l'aria che normalmente respiriamo contiene una certa quantità di acqua, sotto forma di Gas (Vapore Acqueo).
Se prendessimo un volume di aria limpida (ad esempio 1 metro cubo) e facessimo un'analisi chimica, riscontreremmo ossigeno, azoto, anidride carbonica ed altri gas, tra cui l'acqua.
Immaginiamo che nel nostro metro cubo di aria ci siano 10 grammi di acqua, noi potremmo aggiungerne altri, così facendo aumenteremmo l'umidità dell'aria.
Tuttavia non possiamo farlo all'infinito, arriveremo infatti ad una soglia in cui l'aria è satura di vapore acqueo (umidità relativa del 100%) ed un'ulteriore aggiunta di vapore acqueo lo farà condensare ad acqua nel suo stato liquido.
E' importante ricordare che la quantità di acqua (sotto forma di vapore) che può contenere un certo volume di aria, aumenta all'aumentare della temperatura e viceversa.

Supponiamo che a 25° C un metro cubo d'aria possa contenere 20 grammi di vapore acqueo, se la temperatura scendesse a 15°C, lo stesso volume d'aria ne potrà contenere solo 10 grammi (i dati sono indicativi e, tra l'altro, variano anche in funzione della pressione).

Ora pensiamo di essere a 25° C e di avere un metro cubo di aria contenente 20 gr di vapore acqueo. Tutta l'acqua rimane allo stato gassoso poiché "può essere contenuta" in quel volume di aria.
Se la temperatura si abbassasse a 15°C, 10 gr di vapore acqueo (dei 20 iniziali) si dovranno trasformare in goccioline di acqua, poiché, a quella temperatura, un metro cubo di acqua si satura con 10 gr di vapore acqueo (e non con 20 gr, come avveniva a 25° C).


Se l'aria diventa satura, un po' di vapore acqueo si dovrà per forza trasformare in goccioline d'acqua che, rimanendo in sospensione, creeranno la nebbia.
Da quanto detto sopra è facile intuire che al diminuire delle temperature è più probabile che si formi la nebbia (poiché l'aria si satura con minor quantità di acqua).
Ovviamente, se l'umidità è elevata, la nebbia si può formare anche con le alte temperature; semplicemente, a basse temperature, basta meno umidità affinché ci possa essere la condensazione.

Nebbia nel Bosco


Diverse condizioni meteorologiche, che vedremo di seguito, possono portare alla formazione delle Nebbie, tuttavia possiamo fare una prima distinzione :


  • Nebbie da Raffreddamento : Sono le più comuni, in questo caso l'aria inizialmente NON satura di vapore acqueo, si raffredda. Aria più fredda "contiene" meno vapore acqueo, di conseguenza diventa satura e l'eccesso di acqua viene ceduto all'ambiente tramite nebbia. 
  • Nebbie da Evaporazione : In questo caso la condensazione non è dovuta ad un cambio di temperatura, semplicemente, ad una massa d'aria inizialmente NON satura, si va ad aggiungere vapore acqueo (proveniente, ad esempio, dall'acqua evaporata da un lago). L'aria si umidifica, fino a raggiungere il punto di condensazione, rilasciando poi le gocciole d'acqua responsabili della Nebbia.


In altre parole, affinché si formi la nebbia, dobbiamo saturare l'aria. Per fare questo o aumentiamo il vapore acqueo o abbassiamo la temperatura dell'aria fino al punto di condensazione. 


Nebbia da Irraggiamento : Questa tipologia è tipica del semestre freddo. Di notte, in assenza di vento che rimescoli l'aria e di nubi che limitino l'irraggiamento, il terreno si raffredda velocemente, cedendo il proprio calore agli strati d'aria sovrastanti (Concetto di Inversione Termica).
L'aria in prossimità del suolo diviene dunque più fredda e, di conseguenza, può contenere una minore quantità di vapore acqueo. Se l'umidità relativa raggiunge il 100% si inizierà a formare la nebbia.
Questa nebbia è tipica di zone soggette ad inversione termica (pianure, valli interne) e, solitamente, si dissolve all'alba, quando il Sole riscalda nuovamente il terreno, riportando l'umidità relativa dell'aria sotto il punto di saturazione. Questa nebbia è immobile (prima che si dissolva) e difficilmente supera uno spessore di 200 m (650 ft).
Nei periodi in cui il Sole è particolarmente debole (Novembre-Dicembre-Gennaio) questa nebbia può permanere anche durante le ore centrali della giornata. 

Nebbia da Umidificazione : Avviene quando dell'aria fredda passa sopra ad una massa d'acqua più calda. Anch'essa è tipica dell'autunno o inverno ed, in molti casi, è tra le nebbie più localizzate.
L'acqua calda cede umidità all'aria sovrastante, facendole raggiungere il punto di condensazione e, da lì la nebbia. Questo fenomeno è molto comune nei laghi grandi e profondi; personalmente ho notato che sul Lago Verbano si forma durante le fredde mattinate invernali (solitamente in condizioni di cielo sereno). La fitta nebbia che si innalza (rimanendo circoscritta all'area sovrastante l'acqua del lago) è davvero spettacolare e, come effetto in piccolo, potrebbe ricordare quello di una vasca termale colma di acqua fumante, posta in un giardino esterno innevato. 
Questa nebbia ha solitamente un movimento verticale, dal suolo verso il cielo.

Nebbia da Avvezione : Questa nebbia non è relegata ad un particolare momento della giornata, può avvenire di notte, come di giorno e si verifica quanto dell'aria mite ed umida passa sopra ad una massa fredda (che può essere un suolo innevato, così come un mare freddo).
L'acqua fredda (o il suolo) raffreddano l'aria sovrastante, facendole raggiungere il punto di saturazione. La nebbia così generata può muoversi orizzontalmente, cosa che non si verifica negli altri tipi di nebbie.
In California, soprattutto in Estate, l'aria calda proveniente dall'entroterra si dirige verso l'Oceano Pacifico, dove incontra acque più fredde.
Città come San Francisco sono note per le fitte nebbie che si formano tra tarda primavera ed estate, le quali mantengono la temperatura in prossimità della costa relativamente bassa (media delle massime di circa 20°C o 68° F) anche in piena estate.

Nebbia Frontale : in questo caso abbiamo in partenza aria fresca e secca, le nubi sopra ad essa si condensano in pioggia. L'acqua, cadendo, incontra quest'aria (molto poco umida e lontana dalla saturazione) che è in grado di assorbire l'umidità e si trasforma in vapore acqueo fino a raggiungere un'umidità relativa del 100%, soglia oltre la quale si avrà la Nebbia.

Nebbie da Pendio : Tipiche della stagione estiva; l'aria umida e calda presente nelle valli, spinta dalle brezze, risale i pendii, ed alla quota a temperatura (e pressione) di saturazione, si condensa in nebbia.

In realtà, a temperature inferiori al punto di congelamento, esistono altre tipologie di nebbie, ma di queste parleremo altrove.

Nebbia da Irraggiamento

Nebbia San Francisco

Nebbia da Umidificazione sul Lago



Ruolo della Nebbia nella Fisiologia delle Piante :

La nebbia, come del resto tutte le cose, può arrecare dei vantaggi o degli svantaggi, a seconda della specie vegetale e del contesto in cui si verifica.

Se prendiamo come esempio l'Italia e le nebbie invernali da irraggiamento, tipiche della Pianura Padana, potremmo dire che possono essere dannose per alcune specie sempreverdi poco resistenti al freddo.
In primo luogo le piante sopportano meglio il freddo secco, rispetto a quello umido; inoltre le specie sempreverdi (che di solito sono le meno resistenti al freddo) mantengono un metabolismo basale anche nei mesi più freddi dell'anno ed una fitta nebbia potrebbe ostacolare il processo della fotosintesi clorofilliana.
In fine non dimentichiamoci che, in inverno, la nebbia per irraggiamento può non dissolversi anche durante il giorno e, di conseguenza, filtrando il Sole, impedisce il normale innalzamento termico diurno. Al piano, le zone con nebbie persistenti, sono quelle che solitamente registrano il maggior numero di giorni di ghiaccio (24 h consecutive con temperature inferiori a 0° C o 32° F). Tuttavia l'elevata umidità dell'aria limita la dispersione notturna di calore. Quindi zone nebbiose potrebbero avere temperature minime leggermente più elevate rispetto a zone in cui si vede il cielo stellato.
Un altro svantaggio della nebbia è quello di creare un ambiente molto umido, ideale per la proliferazioni di virus, batteri ed altri patogeni. Le loro spore, utilizzando l'acqua come veicolo, si diffondono velocemente, spargendo la malattia su un numero maggiore di piante, rispetto a quanto accadrebbe in un ambiente secco.

Tuttavia, in altri ecosistemi, la nebbia può diventare indispensabile e fornire l'acqua di cui le piante hanno bisogno. Ad esempio, nel Deserto prossimo alle coste della Namibia, in Africa, le precipitazioni sono praticamente nulle, ma le nebbie formatesi sopra le fredde acque dell'Oceano Atlantico, vengono sospinte nell'entroterra.
Le piante che riescono a svilupparsi sono quelle che hanno evoluto dei meccanismi per catturare l'umidità portata dalla nebbia. Sicuramente la specie vegetale più rappresentativa e meglio adattatasi a questo tipo di ambiente è la Welwitschia mirabilis, le cui uniche due foglie enormi sono porose e perfettamente in grado di assorbire l'acqua che su di esse si condensa.


Quali sono le zone più nebbiose di Italia? e nel Mondo? :

Le nebbie, in Italia, sono tipiche nel semestre freddo e sono diffuse nelle pianure e nelle valli interne. La Pianura Padana è la più estesa d'Italia e qui si sviluppano le nebbie più fitte e persistenti.
Le ragioni sono da cercarsi nell'orografia del territorio; qui in inverno si generano forti inversioni termiche, responsabili della formazione delle Nebbie da Irraggiamento. La Val Padana è "racchiusa" dalle Alpi e dall'Appennino Ligure e Tosco-Emiliano, questo la protegge dai venti, permettendo alla nebbia (e all'inquinamento) di ristagnare al suolo.
Dato che l'aria fredda "scivola" verso il basso, le zone più nebbiose sono quelle della bassa pianura Padana ed, in linea di principio, si potrebbe prendere il fiume Po come riferimento: più ci si allontana verso Nord (Alpi) o verso Sud (Appennino) e più le nebbie diventano rade e meno persistenti.
Le regioni più nebbiose d'Italia sono il Veneto e la Lombardia, mentre le provincie più soggette al fenomeno sono Pavia, Lodi, Cremona, Mantova, Ferrara e Rovigo.
Le Nebbie sono frequenti anche nelle Valli interne del centro Italia, così come in alcune località che si affacciano sul Mar Adriatico (specie la parte più settentrionale), tuttavia qui l'entità di questi fenomeni è più contenuta, rispetto a ciò che si verifica nella Pianura Padana.

Nel mondo il luogo più nebbioso è probabilmente l'isola di Terranova (Newfoundland) situata all'estremo oriente del Canada.
In prossimità delle coste di quest'isola, con fondali poco profondi, si scontrano la fredda corrente del Labrador e la calda corrente del Golfo, generando nebbie persistenti.
Altri luoghi in cui si formano fitte nebbie sono gli Altopiani Svizzeri, le Coste della California, le coste Cilene adiacenti al deserto di Atacama ed alcune isole delle Canarie, come La Gomera.

Nebbia Foresta Tropicale

Nebbia Alpi Svizzere

Nebbia in Montagna

Nebbia tra i vigneti



venerdì 18 novembre 2016

Quando Inizia l'Inverno? Com'è il Suo Clima?

L'inverno è, in natura, la stagione più dura, quella in cui c'è scarsità di cibo e risorse, nonché quella più letale. Tuttavia, dal calduccio di casa, la visione che ne hanno gli uomini è ben diversa e, mediamente, risulta una stagione ben più allegra dell'autunno, nonché quella che lascia presagire l'arrivo della bella stagione, anche se tutto sembra "fermo" e buona parte degli alberi è senza foglie (tuttavia esistono rare eccezioni di piante che fioriscono proprio in inverno, vedi qua)

Quando inizia l'inverno in Italia? Come varia il clima dell'inverno nel mondo? Quali sono le differenze di temperatura tra Nord e Sud Italia?

Nevicata invernale


L'inizio dell'inverno Astronomico coincide con il Solstizio invernale che, nell'emisfero boreale (in cui è presente l'Italia), è il 21 o 22 Dicembre, a seconda degli anni; mentre finisce con l'equinozio di Marzo (20-21 Marzo). Nell'emisfero australe, invece, inizierà con il Solstizio di Giugno (20-21 Giugno) e terminerà con l'equinozio di Settembre (22-23 Settembre).
Qualcuno di voi avrà notato che l'inverno boreale è qualche giorno più corto, rispetto a quello australe. Questo è dovuto al fatto che la Terra, in Dicembre, si trova più vicina al Sole (Perielio), rispetto a Giugno (Afelio) e ciò comporta una maggiore velocità di rivoluzione e, quindi, una minor durata dell'inverno (Seconda Legge di Keplero). Come è facile intuire non è la distanza/vicinanza al Sole a determinare le stagioni (in Dicembre siamo addirittura più vicini al Sole), ma l'inclinazione con cui i raggi del Sole giungono sulla Terra. Alle nostre latitudini, in inverno, i raggi solari arrivano inclinati e si distribuiscono su un'area più grande, determinando un minor riscaldamento.

L'inverno Meteorologico, invece, considera i tre mesi con le maggior caratteristiche invernali dal punto di vista climatico. Esso inizia il 1 Dicembre e termina il 28 (o 29) Febbraio.

Come di consueto, potremmo continuare la lettura di questo articolo accompagnati dalle dolci melodie dell'Inverno di Vivaldi.



Sebbene in pochi ci facciano caso, l'inizio dell'inverno coincide con il giorno più corto dell'anno e, quindi, in tutti i giorni a seguire le ore di luce aumenteranno gradualmente. In altre parole, durante l'Inverno, le giornate si allungano ed il Sole, ad ogni giorno, è sempre un po' più alto sopra l'orizzonte.
Nel primo giorno di inverno, al 45° parallelo (Milano), il Sole si innalzerà sopra l'orizzonte di circa 22°, mentre nell'ultimo giorno salirà di un angolo di 45° (per maggior dettagli leggi qua).

Se ci fate caso, l'altezza del Sole (e quindi la sua "Potenza") è speculare tra Inverno ed Autunno.
Ad esempio, se prendiamo il Solstizio del 21 Dicembre e ci spostiamo due mesi avanti o indietro (21 Febbraio o 21 Ottobre), avremmo la stessa "Potenza del Sole". Eppure, anche con la stessa radiazione solare, il 21 Ottobre è mediamente ben più caldo del 21 Febbraio.
Questo è dovuto all'inerzia termica, il clima, infatti, non dipende esclusivamente da "quanto scalda il Sole", ma anche da quanto sono caldi i mari e gli oceani, oltre all'estensione delle nevi in Eurasia ed America del Nord (vedi qua).
Il giro di boa per quanto riguarda le temperature in Italia è spostato di circa un mese (21 Gennaio), rispetto al Solstizio.


Quali sono le caratteristiche climatiche dell'inverno Italiano? Come variano dal Nord al Sud Italia?

L'inverno è una delle 4 stagioni dei climi temperati e, così marcatamente, è osservabile solo a latitudini superiori al 30° N o 30°S.
Nella prima parte dell'inverno (così come nell'ultima dell'Autunno) le ore di luce sono poche e quelle di buio possono essere anche 16 al giorno (nel Nord Italia). Più ci si avvicina ai Poli e più il rapporto luce/buio diminuisce; ai Poli ci saranno zero ore di Sole, per tutto l'inverno.
In questa stagione, all'interno del Circolo Polare (67° N o S), è possibile osservare almeno un giorno, quella che viene definita Notte Polare. Il numero di giorni in cui è possibile osservare questo fenomeno cresce avvicinandosi ai Poli. Al 67° Nord (o Sud) ci sarà un'unica Notte Polare in corrispondenza del Solstizio, al Polo Nord (o Sud) circa 182 (6 mesi).

Ma cos'è la Notte Polare?

Con questo termine si indica una giornata in cui il Sole rimane sotto la linea dell'orizzonte per tutto l'arco delle 24h.
Ciò non vuol necessariamente dire che sia buio pesto tutto il giorno. In zone vicine al circolo polare, in prossimità dei Solstizi, a mezzogiorno il Sole sarà pochissimi gradi sotto l'orizzonte e la luce riflessa garantirà un tenue bagliore.
In zone più lontane dal Circolo Polare (oltre il 75°N o S) il Sole di mezzogiorno resterà diversi gradi sotto l'orizzonte, mantenendo un buio che, alle nostre latitudini, siamo soliti osservare solo di notte.
Si capisce bene che il numero di ore di luce è strettamente correlato sia alla distanza fisica dai poli, sia alla distanza temporale dai solstizi.

La stagione invernale, in Italia, è quella che registra le maggiori differenze di temperatura tra Nord e Sud. Nel settentrione, specie nella pianura Padana, il clima è continentale e soggetto a forti inversioni termiche. Ciò determina temperature notturne rigide e, a cielo sereno, le minime sono spesso sotto gli 0° C (32° F). Anche di giorno, specie nelle basse pianure, l'aria umida e fredda tende a ristagnare, senza essere spazzata via dall'ormai flebile Sole. In queste zone la nebbia può permanere anche nelle ore centrali della giornata, non permettendo l'innalzamento diurno delle temperature, che spesso rimangono di 4-5° C (39-41° F) e, in seguito ad irruzioni particolarmente fredde, possono rimanere tutto il giorno sottozero (Giornate di Ghiaccio). In pianura, la sensazione di freddo è acuita dall'elevata umidità atmosferica.
Sulle colline, ed in generale sulle Prealpi, il clima diventa meno umido e le temperature minime, per via della minor inversione termica, si addolciscono.
Sulle Alpi, salendo di quota, le temperature diventano via via più rigide, ma in un contesto di bassa umidità e quasi totale assenza di nebbie. In inverno non è raro essere a 700 m (2300 ft) con Sole e 8-10° C (46-50° F), mentre le pianure sottostanti sono immerse nella nebbia, con temperature poco sopra il punto di congelamento.
L'inverno, nel Nord Italia, è una stagione piuttosto secca, tuttavia molte zone non sono insolite a precipitazioni nevose. Ciò nonostante, al piano, è ormai raro che la neve rimanga sul terreno per più di qualche giorno, cosa che era comune fino ad una cinquantina di anni fa.
In alcune zone del Nord Italia, soggette a temporali estivi, l'inverno è la stagione più secca, mentre al Sud può essere una stagione piuttosto piovosa.

Sebbene la Pianura Padana abbia un clima con forti caratteristiche di continentalità, non possiamo di certo paragonarlo a quello tipico delle pianure dell'Europa centrale. Le Alpi, con le sue vette che superano i 5.000 m (16400 ft), rappresentano uno spartiacque. Le gelide correnti provenienti da Nord, proprio per la loro natura, sono compresse vicino al suolo e si ammassano a Nord delle Alpi, giungendo in Italia affievolite. Le zone più fredde del Nord Italia sono quelle della bassa pianura Padana, ove l'aria fredda tende a depositarsi e a ristagnare. La zona più mite del Nord Italia è la Riviera Ligure che, con il suo clima Mediterraneo caldo, non ha nulla a che invidiare a tanti luoghi costieri del Centro-Sud Italia (clicca qua).

La morsa con cui l'inverno stringe l'Italia, in linea generale, decresce ma mano che si procede verso Sud. Ciò nonostante sarebbe più corretto dividere l'Italia centro-meridionale in due macro-zone: quella costiera e quella interna. Le zone interne, soprattutto le valli, hanno un clima abbastanza continentale, di poco più mite rispetto a quello Padano. Qui però, l'assenza di grosse pianure, previene la formazione della nebbia.
La zona costiera ha invece un clima tipicamente Mediterraneo con un inverno mite ed umido. La fascia Adriatica è più esposta alle fredde correnti provenienti da Nord-Est e, nel medio-adriatico, deboli nevicate sino alla costa sono abbastanza frequenti. Sulla fascia Tirrenica, protetta dagli Appennini, la neve è un evento assai raro (a Roma con cadenza decennale) ed effimero (nevicate senza attecchimento).

Montagna innevata


Per buona parte delle piante, l'inverno rappresenta la stagione del riposo vegetativo, non a caso la parola "Inverno" deriva dal latino "Hiběrnum" (Ibernazione). Le specie decidue hanno perso le foglie e non svolgono più la fotosintesi, mentre le specie sempreverdi riducono al minimo il proprio metabolismo, rallentano (o arrestano) la crescita ed aumentano la concentrazioni di soluti all'interno delle proprie foglie per incrementare la resistenza al freddo.
Per le piante al limite, al fine di ridurre al minimo i fallimenti e le perdite, è necessario effettuare una buona pacciamatura e progettare una struttura per proteggerle dal gelo.

Sia le ore di luce, sia le temperature sono correlate alla velocità di crescita delle piante. Questi due fattori "suggeriscono" alle piante che è meglio non emettere nuove foglie e di prepararsi ai rigori dell'inverno. Bruschi aumenti di temperatura, specie nella seconda parte dell'Inverno, possono trarre in inganno le piante, facendole vegetare ed esponendole ai rischi delle successive gelate (leggi qui).
Nel bacino Mediterraneo, per via dell'effetto mitigatore del mare, bruschi innalzamenti di temperatura in inverno sono rari. In Texas, o in altre zone nel Sud degli Stati uniti, ci possono invece essere temperature superiori ai 20° C (68° F) in pieno inverno, seguite da ondate di gelo con temperature sottozero anche nelle ore centrali del giorno; qui il rischio enunciato sopra è più che concreto.


I 3 mesi dell'inverno meteorologico dal Nord al Sud Italia:


  • Dicembre : è il mese con le giornate più corte dell'anno. Sono possibili ondate di freddo, ma sono meno frequenti rispetto ai mesi seguenti. Ci possono essere le prime nevicate al piano nel Centro-Nord Italia. 
  • Gennaio : è mediamente il mese più freddo, specie nelle zone interne. Il Sole è ancora basso e le ore di buio dominano su quelle di luce, l'aria raffreddatasi di notte non riesce ad essere sufficientemente riscaldata di giorno e, in zone soggette, si instaurano forti inversioni termiche. In questo mese si hanno i maggiori accumuli nevosi al piano.
  • Febbraio : è il mese in cui si inizia ad assaporare la primavera, le giornate iniziano a farsi più lunghe ed il Sole a riscaldare. Ciò nonostante è il periodo in cui la temperatura delle acque del Mar Mediterraneo ha raggiunto il minimo annuale. Per queste ragioni, in zone costiere, Febbraio è spesso il mese più freddo dell'anno. In tutta Italia, specie nella prima metà del mese, sono ancora possibili forti avvezioni di aria polare. 


Città
Mese
Temp. Min. Media
Temp. Max. Media
Pioggia (mm)

Torino
Dicembre
-1,6°C (29,1°F)
7,6°C (45,7°F)
45,1
Gennaio
-2,5°C (27,5°F)
6,6°C (43,9°F)
47,8
Febbraio
-0,7°C (30,7°F)
9,1°C (48,4°F)
47,1

       Genova
Dicembre
6,5°C (43,7°F)
12,5°C (54,5°F)
93,1
Gennaio
5,5°C (41,9°F)
11,5°C (52,7°F)
101,8
Febbraio
6,0°C (42,8°F)
12,2°C (54,0°F)
74,0

Bologna
Dicembre
0,4°C (32,7°F)
6,8°C (44,2°F)
48,5
Gennaio
-1,5°C (29,3°F)
5,0°C (41,0°F)
34,0
Febbraio
0,9°C (33,6°F)
8,0°C (46,4°F)
44,3

Roma
Dicembre
4,2°C (39,6°F)
12,6°C (54,7°F)
81,0
Gennaio
3,1°C (37,6°F)
11,9°C (53,4°F)
66,9
Febbraio
3,5°C (38,3°F)
13,0°C (55,4°F)
73,3

Palermo
Dicembre
10,2°C (50,4°F)
15,8°C (60,4°F)
123,7
Gennaio
8,9°C (48,0°F)
14,7°C (58,5°F)
97,5
Febbraio
8,5°C (47,3°F)
14,5°C (58,1°F)
109,9

Ancona
Dicembre
2,6°C (36,7°F)
10,4°C (50,7°F)
58,1
Gennaio
1,4°C (34,5°F)
9,2°C (48,6°F)
43,8
Febbraio
1,6°C (34,9°F)
10,2°C (50,4°F)
49,3

L’aquila 
Dicembre
-0,1°C (31,8°F)
7,4°C (45,3°F)
83,7
Gennaio
-1,8°C (28,8°F)
6,4°C (43,5°F)
66,1
Febbraio
-1,0°C (30,2°F)
8,5°C (47,3°F)
64,5

Firenze 
Dicembre
2,6°C (36,7°F)
11,1°C (52,0°F)
81,3
Gennaio
2,0°C (35,6°F)
10,9°C (51,6°F)
60,5
Febbraio
2,5°C (36,5°F)
12,5°C (54,5°F)
63,7


Ed infine, come d'abitudine, qualche dipinto che riassume la stagione invernale.

Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli - Pieter Bruegel il Vecchio

Cimitero Innevato - Friedrich Caspar

Paesaggio cittadino invernale

Paesaggio rurale invernale

Inverno Naif - Moline

Inverno in Montagna
La Gazza - Monet
Inverno Arcimboldo