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lunedì 19 agosto 2019

Climi, Piante e Paesaggi del Messico, delle Antille e del Centro America

Il Messico è un grande stato dell'America, attraversato dal Tropico del Cancro (23° N). Questo paese confina a Nord con gli Stati Uniti, ad Est con il Golfo del Messico/Mar dei Caraibi, ad Ovest con l'Oceano Pacifico ed a Sud con Belize e Guatemala.

In questo articolo faremo una panoramica generale, descrivendo (ed illustrando con foto) i diversi ambienti che si trovano in Messico, nell'America Centrale e nell'arcipelago dei Caraibi, ponendo l'attenzione su come il clima influenzi la Flora e la Fauna e su come vari durante le stagioni, così da poter organizzare il vostro viaggio nel periodo migliore dell'anno.

Inoltre scopriremo quali sono le piante native, magari ora diffuse in tutto il Globo, nonché quelle endemiche che solo qui hanno trovato le condizioni ideali per proliferare.


Ma andiamo con ordine ed iniziamo questo viaggio virtuale partendo da Nord.

La notevole estensione del Messico, oltre alla presenza di altopiani, montagne, pianure ed oceani, determina una notevole varietà climatica, che si traduce in un'altrettanta molteplicità di specie vegetali ed animali.

Piramide Kukulkan - Itzà


Messico Settentrionale :

Solo una piccola percentuale di coloro che hanno visitato il Messico sono in realtà stati al Nord, una zona per lo più snobbata dalle agenzie turistiche.

Partendo da Ovest troviamo la Bassa California, una stretta penisola lunga quasi 1300 km (808 mi), divisa dal resto del Messico dal mare di Cortez (o Golfo di California), talmente ricco di biodiversità da diventare patrimonio naturalistico dell'Unesco.
Ricordatevi, la Bassa California è uno stato messicano e, a livello amministrativo, non ha nulla a che vedere con la California statunitense.

Il clima della parte settentrionale è di tipo Mediterraneo, simile a quello del Sud della California, con estati calde ed aride ed inverni freschi ed umidi, ma scendendo verso Sud le piogge si fanno via via più scarse, gli inverni più caldi e si vira ad un clima di tipo desertico. All'estremo Sud può esser presente una breve stagione delle piogge di un paio di mesi, tra Luglio e Settembre.

Panorama Bassa California

La Vaquita (Phocoena sinus) è una rara focena, endemica del Golfo di California, che vive nelle acque basse. Questa specie rappresenta uno dei più piccoli Cetacei esistenti al mondo ed è a forte rischio d'estinzione.
Tra le piante che crescono in questo territorio troviamo alcune palme, come la Washingtonia robusta e la Brahea edulis, parente della Brahea armata e nativa dell'isola di Guadalupe.
Più tipico e particolare è l'albero noto come Boojum (Fouquieria columnaris), una pianta grassa a crescita lenta dal tronco relativamente esile, cosparso di grosse spine e piccole foglioline. Il portamento slanciato ricorda quello di una candela, anche se in alcuni casi può ramificare od aver un portamento più contorto, talvolta piegandosi fino a sfiorare il suolo.
Altra specie endemica è l'Albero dell'Elefante (Pachycormus discolor), una pianta caudiciforme, ovvero con un tronco sproporzionatamente grosso, in grado di fungere da riserva idrica.

Fouquieria columnaris

Pachycormus discolor

Più ad Est, oltre il mar di Cortez, troviamo 3 grossi stati che, nell'ordine sono : Sonora, Chihuahua e Coahuila. In linea generale il clima varia dal semi-desertico al desertico, con grosse fluttuazioni di temperatura, tuttavia la presenza della Sierra Madre Occidentale, un'ampia catena montuosa la cui vetta più alta raggiunge i 3.300 m (10800 ft), crea innumerevoli microclimi, alcuni dei quali freddi e piovosi.

E' proprio il Messico settentrionale a registrare gli estremi di temperatura, in estate nel Deserto di Sonora si possono sfiorare i 50 ° C (122° F), mentre in inverno, alcune zone dello stato di Chihuahua registrano minime di -20° C (-4° F), le più basse dell'intero Messico.
Ad esclusione delle zone di montagna più umide, in cui si possono formare boschi di Conifere (es. Pinus hartwegii o Pinus ponderosa), decidui (es. Querce) o misti, il Nord del Messico è prevalentemente costituito da piccoli arbusti e piante grasse che crescono più o meno isolate, anche in funzione della disponibilità idrica.

Una specie tipica del Deserto di Sonora è la Larrea tridentata, un piccolo arbusto che produce fiori gialli. 
Innumerevoli sono le specie di Agave presenti tra il Deserto di Sonora e quello di Chihuahua, tra cui A. palmeri, A. lechuguilla e A. victoriae-reginae, che convivono insieme a più specie di Yucca (es. Y. filifera) e Cactus, come l'Echinocactus grusonii o la Carnegiea gigantea, il classico cactus gigante che si vede in molti film western ambientanti in Arizona.
Sebbene il paesaggio sia prevalentemente roccioso, con piante grasse ed erbe resistenti alla siccità, esistono anche aree prive di vegetazione, con alte dune di sabbia.

Tra gli animali più rappresentativi troviamo il Puma (Puma concolor), il più grande felino del Nord-America, vari serpenti tra cui il Crotalus molossus e la Antilocapra americana sonoriensis, una sottospecie dell'erbivoro statunitense.

Larrea tridentata

Agavi nei Deserti Messicani

Carnegiea gigantea nel Deserto di Sonora

Città del Messico e gli Altopiani :

La parte centrale del Messico, escluse le coste e la penisola dello Yucatán (di cui parleremo più avanti, è composta prevalentemente da montagne ed altopiani.
Ci troviamo in zone tropicali, ma piuttosto lontane dall'equatore (ad es. Città del Messico è al 19° parallelo Nord) e, spesso, ad una quota elevata.


Il clima varia in funzione dell'altitudine, dalle nevi perenni delle vette più alte, sino a zone decisamente calde, tuttavia, gran parte del territorio è su altopiani compresi tra 2000 e 2500 m (6560-8202 ft) sopra il livello del mare.

Qui il clima mostra lievi (ma presenti) fluttuazioni termiche annue, con forti escursioni termiche tra giorno e notte. Giusto per aver dei numeri prendiamo la capitale, al mattino fa sempre fresco, si passa da temperature minime di circa 7° C (45° F) del mese più freddo (Gennaio), a minime di circa 13 ° C (55° F) in Giugno; tuttavia è pur sempre un Sole tropicale e le temperature massime variano dai 22 ° C (72° F) in Gennaio, sino ai 27° C (81° F) di Aprile-Maggio.
I più attenti avranno notato che il periodo più caldo non è Luglio-Agosto, questo perché l'estate corrisponde con la stagione delle piogge, nella quale in soli 5 mesi (tra metà Maggio e metà Ottobre) cade quasi il 90% della pioggia annua.

In queste zone a clima subtropicale di montagna si possono verificare occasionali gelate e, a quote superiori, possono esser anche piuttosto severe. Non a caso sono proprio le razze Messicane di Avocado (Persea americana) ad essere quelle più resistenti al gelo.

Piante di Avocado in Messico

Non dimentichiamoci che molte di queste montagne sono in realtà Vulcani, alcuni dei quali tutt'oggi attivi. Tra tutti il più alto è il Popocatépetl, uno strato-vulcano alto oltre 5400 metri (17800 ft), nonché seconda vetta più alta del Messico. Questo vulcano, la cui cima è sovente innevata, è attivo e si registrano eruzioni annuali. 

Popocatépetl

A poca distanza da Città del Messico troviamo Teotihuacan, uno degli insediamenti precolombiani più importanti. Questa città ebbe il massimo splendore intorno al 250 dc e si pensa ospitasse sino a 200.000 abitanti, un numero enorme per l'epoca. 
Il Teotihuacan si compone di una via principale (il "Viale dei Morti") ai cui lati sorgono imponenti edifici religiosi, come la Piramide del Sole e la Piramide della Luna.
Gli abitanti vivevano in grossi complessi (una sorta di "condominio"), in parte adibiti a botteghe e negozi.

Teotihuacan

Nella parte orientale dello stato del Michoacán è presente la Riserva della Biosfera delle Farfalle Monarca, ovvero una zona tutelata dall'Unesco. La Farfalla Monarca (Danaus plexippus) è una specie migratoria, in grado di compiere tragitti impensabili per altri lepidotteri. 
Durante la bella stagione la Farfalla Monarca vive nel Nord America ma in autunno, prima dell'arrivo del freddo, migra verso Sud, per svernare in ambienti più caldi.

Uno dei luoghi in cui si raggruppano è proprio la Riserva sopracitata, habitat preservato in cui in inverno si possono contare sino a quasi 10 milioni di farfalle per ettaro, un po' come se tutti gli abitanti della Lombardia fossero concentrati in Piazza Duomo a Milano. Questa specie trascorre la brutta stagione in stato di semi-ibernazione, raggruppandosi ed attaccandosi a rami e tronchi degli Alberi.

Riserva della Biosfera delle Farfalle Monarca

Altro patrimonio dell'Unesco è il Paesaggio di Agave ed Antiche Industrie per la Produzione di Tequila, una vasta area in cui sono presenti antiche distillerie ed industrie, oltre a piantagioni di Agave Blu (Agave tequilana), da cui si ricava la Tequila, tipica bevanda alcolica messicana.

Paesaggio di Agave ed Antiche Industrie per la Produzione di Tequila

Coste Oceaniche, Penisola dello Yucatan e Sud del Messico :

Le zone costiere del Messico centrale sono ad una latitudine di circa 15° N. Se prendiamo come riferimento le due città più grandi, Acapulco (costa Oceano Pacifico) e Veracruz (costa Oceano Atlantico), noteremo che hanno un clima paragonabile. Entrambe, infatti, hanno limitate escursioni termiche annue, con temperature massime che, per buona parte dell'anno, si aggirano attorno ai 30° C (86° F). La costa orientale (Golfo del Messico/Oceano Pacifico) è però più direttamente colpita da tifoni e fronti freddi che, in rari casi, possono far precipitare le temperature durante l'inverno.
Sia la costa orientale che occidentale hanno una stagione delle piogge (Giugno-Ottobre) ed una stagione secca (Novembre-Maggio).

Lo Yucatan è sicuramente il luogo più turistico dell'intero Messico. Qui si potrà trovare un clima caldo durante tutto l'anno, sebbene da Maggio a Dicembre sia più piovoso, con una maggior probabilità di formazione di Uragani.
Questa penisola è il connubio perfetto tra natura, storia e mondanità, si passa infatti dalle rovine della civiltà Maya, come il centro Chichén Itzá con la Piramide di Kukulkan, forse il monumento più rappresentativo dell'intera regione, a Tulum, una città costiera che, oltre a conservare i resti di una città Maya arroccata sui pendii prospicienti il mare, ci regala un mare cristallino, con spiaggia di fine sabbia bianca.  La moderna Cancun, con i suoi lussuosi hotel, è invece perfetta per chi ama la vita notturna.
Tulum

Nella penisola dello Yucatan si concentrano i Cenotes, ovvero delle profonde buche derivanti dal crollo della sovrastante roccia calcarea. Queste "buche" sono in realtà delle "grotte a cielo aperto", hanno una forma tendenzialmente circolare e sono riempite di acqua.

A seconda dell'età e dell'erosione ci possono essere Cenotes (poco profondi) che assomigliano a laghi naturali, come El Jardin del Eden, un Cenote poco turistico, circondato da una lussureggiante vegetazione tropicale, con acqua cristallina e rocce sommerse, l'ideale per gli amanti dello snorkeling. 
Di tutt'altro genere sono i Cenotes Dzinup e Samula, molto vicini tra di loro ed accomunati dall'essere specchi d'acqua profondi, incastonati tra le rocce. In questi casi la superficie dei "laghi sotterranei" è maggiore rispetto a quella del foro, poiché vi è stata solo una parziale caduta della roccia sovrastante (sperate che non collassi proprio mentre state facendo il bagno !!!); quindi filtra poca luce e questo si traduce in un ambiente poco luminoso (se non quasi buio al tramonto) che, sebbene affascinante, potrebbe incutere un po' di timore.

Nel Messico Meridionale il clima inizia a diventare più umido e si formano le foreste tropicali.

El Jardin del Eden

Cenote Samula

Le Antille : Cuba, Giamaica, Haiti, Portorico, Repubblica Domenicana ed Isole Minori :

Il Golfo del Messico ospita diversi stati-isola che attirano turisti da tutto il mondo, grazie alle loro spiagge caraibiche, con fondali poco profondi ed atolli incontaminati. 

Cuba è l'isola più grande e si estende lungo i paralleli. Havana, la sua capitale, è posta al 23° N, che corrisponde alla latitudine che separa la zona tropicale da quella temperata boreale. Il clima è di tipo  subtropicale-oceanico, con contenute escursioni termiche sia stagionali, sia giornaliere. Sebbene le piogge siano più abbondanti da Maggio a Novembre, non si può parlare di una vera stagione secca, poiché anche nel periodo restante piove più volte al mese.
Per chi volesse vedere qualcosa di diverso da spiagge-natura-mare, vale la pena visitare la capitale, ma anche la più piccola (e caratteristica) cittadina di Trinidad.

Cittadina di Trinidad

La flora è caratterizzata dalla massiccia presenza di Palme, tra cui almeno 90 specie endemiche. Tra di esse troviamo la Palma Reale Cubana (Roystonea regia), simbolo nazionale, o l'endemica Gaussia princeps. Un'altra specie endemica, erroneamente confusa per una palma, è la Microcycas calocoma, una Cicade a grave rischio di estinzione.
A Cuba sono presenti numerose piantagioni di Caffè, soprattutto sulle montagne della Sierra Maestra, nel Sud-Est dell'isola.


Roystonea regia
Microcycas calocoma


Al 24° N, all'incirca tra Cuba e la Florida, troviamo Nassau, la capitale delle Bahamas, una nazione/arcipelago, costituita da quasi 700 isolette, di cui buona parte sono minuscoli atolli disabitati. Eleuthera è una delle isole più caratteristiche, molto lunga, ma stretta, con una larghezza che per lo più varia tra 1 e 2 km (0.6-1.2 mi). Presenta stupende spiagge ed un mare ricco di Razze e Squali.

Eleuthera  - Bahamas

La Giamaica, la Repubblica Domenicana e, ancor di più, Haiti sono stati poveri e per di più afflitti  di sovente da calamità naturale, quali terremoti ed uragani.
I luoghi d'interesse potrebbero esser il palazzo di Sans-Souci (Haiti), la Città Coloniale, ovvero il primo insediamento di Cristoforo Colombo, oggi all'interno di Santo Domingo (Rep. Domenicana) e le Cascate del Fiume Dunn, che sfociano direttamente nel mar dei Caraibi (Giamaica).


Palazzo di Sans-Souci


Le restanti isole sono per lo più di medio-piccole dimensioni ed accomunate da un clima tropicale-oceanico, con scarse escursioni termiche. Ricordiamoci che il mar dei Caraibi, per via della posizione tropicale e della relativa chiusura, ha acque superficiali con una temperatura media di circa 28° C (82° F), con piccole oscillazioni annue. Insomma, acque calde, giusto per capirci la temperatura media estiva delle acque del Mediterraneo è di circa 24° C (75°).


Il Mar dei Caraibi è dunque un enorme serbatoio di calore, quindi di energia termica, che mitiga l'area, ma può anche innescare feroci uragani tropicali.

Oltre che per gli amanti del Relax, il mar dei Caraibi, con le sue splendide barriere coralline (es. Isole Vergini Britanniche o Saint Lucia), offre molto ai sommozzatori.


Belize, Guatemala, El Salvador, Honduras e Nicaragua :

Continuando verso Sud, sul continente troviamo queste 4 nazioni. Le temperature annue tendono ad esser un po' più costanti rispetto a quelle del Messico, tuttavia è ancora ben presente una stagione delle piogge, alternata ad una asciutta, più o meno lunga a seconda dei luoghi e dell'altitudine.

Tikal è uno dei siti Maya più popolari e si trova in Guatemala, così come il Atitlán, un lago di origine vulcanica posto ad una quota di circa 1500 m (4920 ft), con una profondità massima di ben 340 m (1115 ft). Il lago Atitlán è il più profondo di tutta l'America centrale ed è circondando da spettacolari vulcani.

Tikal

A largo delle coste del Belize troviamo il Great Blue Hole, una dolina marina larga 300 m (980 ft) e profonda circa 120 m (390 ft). Da una visione area sembra effettivamente un "Grande Buco Blu", dovuto al collasso della parte superiore di una grotta calcarea al termine dell'ultima Era glaciale. Le pareti quasi verticali, la presenza di stalattiti, nonché di una variegata fauna, tra cui anche il temibile Squalo di Leuca (Carcharhinus leucas), rende il Great Blue Hole una delle mete più ambite dai subacquei.

Great Blue Hole

Nel Nord-Est dell'Honduras troviamo la Riserva della Biosfera del Río Plátano, istituita per preservare l'elevata biodiversità, messa in serio pericolo dalla deforestazione e dall'avanzare dell'agricoltura. Quest'area ospita innumerevoli specie vegetali ed animali, oltre a 2000 indigeni che vivono allo stato brado, secondo antiche tradizioni.

In Nicaragua è presente il Lago Cocibolca, talvolta noto anche come Lago Nicaragua, il più grande dell'America centrale ed il secondo dell'America Latina. Questo bacino lacustre è collegato al Mar dei Caraibi tramite il fiume San Juan, un collegamento sfruttato da più specie ittiche per muoversi dal mare al lago. Infatti, sebbene sia di acqua dolce, il Lago Cocibolca ospita il temibile Squalo di Leuca (Carcharhinus leucas).
Il lago contiene oltre 400 isolette, la più grande, Ometepe, è formata da due vulcani. Tra gli animali potremmo citare almeno una delle quattro specie di Tapiro, il Tapirus bairdii.

Lago Cocibolca - Isola Ometepe
Tapirus bairdii


Costa Rica e Panama :

Queste due nazioni compongono la parte più meridionale del Centro America. Qui la stagione secca si accorcia notevolmente e non dura più di 3 mesi (da Gennaio a Marzo). Cadono quasi 2000 mm (80 inch) di pioggia all'anno e, in alcuni posti, anche ben oltre, mentre le temperature si mantengono calde durante tutto l'anno, senza variazioni significative tra le stagioni. In altre parole ci troviamo ormai in un'area a clima tropicale, con acquazzoni quasi giornalieri, ma brevi ed alternati ad ampie schiarite, che permette lo sviluppo di rigogliose foreste pluviali.

Il Costa Rica è una nazione virtuosa, consapevole del fatto che il suo punto di forza sia la bellezza della sua natura. Pensate che qui il 98% dell'energia elettrica è ottenuta da fonti rinnovabili (eolico, solare etc.), conta di diventare a breve una nazione indipendente dal petrolio ed ha azzerato la deforestazione. Qui ben il 25% del territorio è costituito da aree protette e parchi nazionali, la percentuale più alta al Mondo ed un esempio per tutte le altre nazioni.

Panorama Costa Rica

Nelle sue foreste pluviali vivono più specie di bradipo, come il Bradypus tridactylus, il mammifero più lento al mondo, così l'Iguana Verde (Iguana iguana) o felini, da quelli poco più grandi di un gatto, come il Margay (Leopardus wiedii), sino all'enorme e feroce Giaguaro (Panthera onca).

Nelle foreste del Costa Rica crescono molte specie epifite (che crescono sul tronco degli alberi) e si contano ben 500 diverse specie di Orchidee, una biodiversità così elevata di questo genere non si ritrova in nessun altro posto del Mondo.
Un'altra pianta che cresce nel sottobosco di queste umide foreste è la Monstera deliciosa, una specie amante dell'ombra e dotata di enormi foglie, che in Italia è per lo più conosciuta come pianta da appartamento, ma che in natura produce anche dei gustosi frutti, tuttavia poco utilizzati.

Panthera onca

Leopardus wiedii

Bradypus tridactylus
Monstera deliciosa

Altra specie endemica è il Psidium friedrichsthalianum, anche chiamato Guava del Costa Rica. Un'ultima specie vegetale che vorrei menzionare è la Cecropia obtusifolia, pianta snella e poco ramificata, con foglie ampie ed intagliate "a raggiera", con un portamento che ricorda vagamente quello della Papaia.

Cecropia obtusifolia

Panama è l'ultimo stato dell'America Centrale e confina solo con il Costa Rica (a Nord) e la Colombia (a Sud). Questa nazione, a clima prettamente tropicale con diffuse foreste pluviali, è lunga e stretta ed è nota in tutto il mondo per il Canale di Panama, un prodigio dell'ingegneria che, sfruttando chiuse e laghi artificiali, riesce a trasportare pesanti navi dall'Oceano Atlantico a quello Pacifico e viceversa.
Per attraversare i circa 80 km (50 mi) del canale, una nave impiega in media 10 ore, tempo che può variare anche in funzione delle dimensioni della nave. 10/12 h possono sembrare tante, ma non son nulla rispetto alla circumnavigazione del Sud America. Ogni anno nel Canale di Panama passano circa 14.000 navi, per lo più dirette in Cina dalla costa Orientale degli Stati Uniti e viceversa.

Canale Panama

Altri specie vegetali native dell'America Centrale non citate fin qui :

Papaya (Carica papaya) : pianta da frutto tropicale poco longeva, originaria delle giungle comprese tra Sud del Messico e Panama, è ormai coltivata in tutte le zone tropicali e subtropicali del mondo per i suoi deliziosi frutti.

Carica papaya

Graviola (Annona muricata) : appartenente alle Annone, genere le cui specie hanno distribuzione prettamente tropicale e subtropicale. Questa pianta produce frutti molto grossi, dalla polpa bianca, in cui sono immersi numerosi semi.

Annona muricata

White Sapote (Casimiroa edulis) : altra pianta da frutto originaria di quest'angolo di mondo, ma poco diffusa altrove. Questa specie ha elevata rusticità, pari a quella di un Limone, e si può coltivare con successo in tutte le zone agrumicole d'Italia. Produce frutti gialli, dalla consistenza cremosa, di buon sapore, diverso in funzione della varietà.

Casimiroa edulis

Vaniglia (Vanilla planifolia) : l'aroma più apprezzato in pasticceria deriva proprio da questa pianta epifita, che in realtà è un'orchidea. La pianta è formata da esili liane che si aggrappano ai rami delle piante, nelle umide foreste tropicali. Dai frutti (baccelli) si ricava la preziosa spezia.


Vanilla planifolia

Albero del Kapok (Ceiba pentandra) : parente della meno tropicale Ceiba speciosa, si sviluppa sotto forma di albero di grosse dimensioni, dotato di un tronco largo e con pungenti spine. Dai sui frutti si estrae quella che è la fibra naturale più leggera al mondo, utilizzata per imbottire materassi o per produrre Jeans.


Ceiba pentandra

Frutti Kapok

Arbutus xalapensis : parente del nostrano Corbezzolo (Arbutus unedo), cresce nelle zone semi-aride a confine tra Texas e Messico settentrionale, sebbene si possa trovar giù sin in Nicaragua. Produce bacche rosse eduli, ma non particolarmente apprezzate.


Arbutus xalapensis

Jacaranda mimosifolia : albero ornamentale di medie dimensioni che si riconosce per l'inusuale fioritura color blu-lilla, con sfumature viola. Può esser coltivata anche in zone temperate calde (es. zone costiere del Sud Italia), a patto che le gelate siano lievi e sporadiche.


Jacaranda mimosifolia

Girasole Comune (Helianthus annuus) : specie annuale nativa dell'America centrale, ma ormai comune anche in Italia, dove in molte zone riesce a sopravvivere anche allo stato spontaneo. Il nome deriva dal fatto che il bocciolo fiorale è fortemente soggetto al fenomeno dell'eliotropismo, motivo per cui i fiori si muovono seguendo la traiettoria del Sole. Viene coltivato per ricavare il famoso Olio di Girasoli.

Helianthus annuus

Dahlia (Dahlia spp.) : bulbi da fiore nativi del Messico e coltivati a livello ornamentale in Italia, dove possono diventare perenni laddove non vi sia un freddo troppo intenso.

Dahlia

Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) : pianta conosciuta da tutti noi per le sue brattee (scambiate spesso per foglie) di color rosso intenso, è ormai divenuta simbolo di Natale e comunemente regalata durante questa festività. La Stella di Natale è nativa del Messico meridionale, ma può esser coltivata anche nelle zone d'Italia esenti da gelo.

Euphorbia pulcherrima

Mimosa pudica : questa leguminosa, parente della più comune Mimosa (Acacia dealbata), si trova in vendita anche nei vivai italiani, più che altro per una sua peculiarità. Basta infatti un minimo contatto per fa si che le sue foglie si contraggano istantaneamente.

Mimosa pudica

Ovviamente è impossibile far un elenco delle migliaia di specie native dell'America centrale, mi son semplicemente limitato a citar quelle più particolari o che conoscete "di vista" pur non sapendone l'origine.

Vi

lunedì 19 marzo 2018

Climi, Piante e Paesaggi di Australia e Nuova Zelanda - Con Foto e Descrizione

L'Australia, ed ancor di più la Nuova Zelanda, mi hanno sempre affascinato, vuoi perché sono agli antipodi rispetto all'Italia, vuoi perché l'isolamento geografico ha permesso loro di avere una flora ed una fauna che non si trova in nessun altra parte del mondo (i Canguri sono solo l'esempio più lampante).

In questo articolo vorrei spiegare come il clima possa variare procedendo da Nord verso Sud, quali piante ed animali si sono insediati nelle diverse località, cosa visitare durante un viaggio e quali sono i posti migliori dell'Australia, il tutto illustrato da una selezione di fotografie, un po' come già fatto per Giappone, Africa ed Europa.

Innanzitutto cerchiamo di capire dove si trova l'Australia e la vicina Nuova Zelanda.

Entrambi questi stati sono collocati interamente a Sud dell'equatore in quello che, giustappunto, si chiama emisfero australe.

Deserto Australiano

Cartina Australia

Generalità sull'Australia :

L'Australia è un'isola immensa e rappresenta la maggior parte di quel continente noto come Oceania, che comprende anche gli arcipelaghi dell'oceano Pacifico e la Polinesia.
Essa è circondata dagli Oceani, ad Ovest si trova quello Indiano, ad Est quello Pacifico, a Sud l'incontro tra questi due Oceani ed a Nord la parte di oceano pacifico ricco di arcipelaghi ed isole tropicali.
L'Australia, data la sua enorme estensione, ricade sia nella fascia tropicale, sia in quella temperata; ricordandosi che, essendo "dall'altra parte del mondo", più ci si dirige a Sud e più il clima diventa fresco.

Quest'isola ha una superficie simile a quella dell'Europa, eppure ci vivono solo 24 milioni di persone (meno della metà dell'Italia); di conseguenza l'Australia ha una densità di popolazione molto bassa.
In effetti la parte centrale e lontana dai mari, è desertica ed inospitale; di conseguenza le città più grosse si sono sviluppate solo lungo la costa.


Il Nord Est - Queensland

In questa regione è presente la penisola di Capo York, la cui estremità (10°41' S) rappresenta il punto più settentrionale (e quindi più vicino all'equatore) dell'intera Australia.
Lo stretto di Torres è una fascia di mare lunga circa 150 km (93 mi) che separa Capo York dalla Papua Nuova Guinea.

La Penisola di Capo York, data la vicinanza all'equatore, gode di un clima caldo durante tutto l'anno e si distinguono due stagioni, quella secca, indicativamente da fine Aprile ad Ottobre, e quella piovosa nei rimanenti mesi dell'anno.
Un clima caratterizzato dai monsoni che, durante la stagione delle piogge, possono provocare veri e propri nubifragi e cicloni tropicali.

A Sud-Est di questa penisola troviamo la Grande Barriera Corallina, patrimonio dell'Unesco seriamente minacciato dall'innalzamento delle temperature.
Questo ecosistema, distinguibile dalla spazio, è composto da centinaia di isolette, migliaia di barriere formate con oltre 500 tipi diversi di Coralli e si estende per circa 2300 km (1400 mi).
La Grande Barriera Corallina "Great Barrier Reef in Inglese" dà sostentamento ad una miriade di essere viventi, daSpugne e Molluschi, sino a Pesci, Tartarughe, Delfini e Balene.

Nel Mar dei Coralli troviamo anche le Isole Whitsunday, un arcipelago costituito da 74 isolette, per lo più disabitate, su cui si possono ammirare splendide spiagge dalla sabbia bianca, fitte foreste tropicali lussureggianti, ma anche sentieri per le escursioni ed una ricca fauna marina, ideale per gli amanti delle immersioni.

Grande Barriera Corallina dallo Spazio

Grande Barriera Corallina

Isole Whitsunday

Altro sito patrimonio dell'Unesco, situato nella parte meridionale, è noto come "Tropici del Queensland", ovvero un insieme di foreste umide tropicali che, grazie all'isolamento geografico, hanno un ricchissimo endemismo, inferiore solo a quello delle foreste del Madagascar.

Queste foreste sono molto antiche e custodiscono piante primordiali, in particolar modo le prime piante da fiore (Angiosperme).
In una di queste foreste pluviali,"Daintree rainforest", cresce Idiospermum australiense, una grossa pianta endemica scoperta solo negli anni '70 e ritenuta dagli scienziati appartenente ad uno dei primi rami evolutivi da cui discendono tutte le piante da fiore "moderne".
Idiospermum australiense risale a circa 120 milioni di anni fa ed è una delle angiosperme più primitive tuttora viventi.
Tutte le angiosperme moderne si differenziano in monocotiledoni o dicotiledoni, a seconda se il germoglio contenga una o due foglie, rispettivamente.
Idiospermum australiense, invece, emette da 2 a 6 foglioline ed un unico seme può emettere più radici contemporaneamente (altra cosa atipica).


L'Albero Vic Stockwell's Puzzle (Stockwellia quadrifida), appartenente al genere delle Mirtaceae, è ritenuto il diretto discendente di quelle specie fossili (ormai estinte), che si pensa abbiano dato origine a tutte le attuali specie di Eucalipto, molto diffuse nel continente australiano.

Scendendo lungo la costa orientale del Queensland il clima si mantiene tropicale, con una stagione umida ed una secca, ma si inizia a delineare anche una stagione calda ed una "più fresca".
Giusto per intenderci a Brisbane in Luglio (inverno australe) ci sono temperature massime medie di circa 22 ° C (72° F) e minime di 10° C (50° F), mentre in Gennaio sono di 30° C (86° F) e 21° C (70° F), rispettivamente.

A soli 300 km (185 mi) dalla capitale del Queensland, Brisdane, troviamo l'isola di Fraser, la più grande isola di sabbia al mondo.
A Fraser non ci sono strade asfaltate e ci si muove tra i sentieri e le dune sabbiose, con mezzi 4x4 o Quad.
Sull'isola di Fraser vi è una massiccia presenza di laghi, di cui almeno 40 sono di acqua dolce e la parte Nord è sicuramente quella più selvaggia ed incontaminata.

Daintree rainforest

Isola Fraser

Fiori Idiospermum australiense

Pianta Idiospermum australiense

Tra i vari laghi, tutti poco profondi, si ricordano il McKenzie (Boorangoora) ed il lago Wabby che, con appena 12 metri (39 ft), è il lago più profondo dell'intera isola di Fraser, inoltre è meno acidi degli altri e sostenta la vita di più specie di pesci.

Un'altra attrattiva dell'isola è "The Cathedrals", una scogliera formata da rocce che assumono tonalità di colore rossastro le cui sfumature, vengono messe in risalto dal contrasto con la bianca spiaggia da cui ci si erge.

Nella parte più interna del Queensland, ed in generale laddove i monsoni non riescono ad arrivare, il clima diventa arido, con una stagione delle piogge via via più breve, fino a diventare assente.

Lago McKenzie

Lago Wabby

Roccia The Cathedrals

Territorio del Nord (Northern Territory)

Ad Ovest del Queensland troviamo lo Stato chiamato Territorio del Nord, i due sono divisi nella parte più settentrionale dal Golfo di Carpentaria, largo circa 600 km (370 mi), ma con una profondità media di appena 60 metri (197 ft).
Il clima del Territorio del Nord è di tipo tropicale governato dai monsoni, ma dirigendosi verso Sud (e cioè allontanandoci dalle coste) le piogge diminuiscono gradualmente, lasciando spazio ad un clima arido e, poi, desertico.

Nel Sud dello stato troviamo Uluru (Ayers Rock), uno dei simboli dell'Australia. Uluru è un massiccio di roccia arenaria isolato e circondato da una landa desolata, quasi priva di vegetazione.
Quest'imponente roccia si nota a decine di chilometri di distanza; Uluru ha una circonferenza di circa 9 km (6 mi) ed un'altezza relativa (rispetto all'altopiano circostante) di 350 metri (1150 ft).

Uluru sembra essere piovuto dal cielo, come fosse stato portato dallo spazio, nel bel mezzo di un'arida pianura. Le sue pareti lisce ed a strapiombo, il colore mutevole (da oro, a bronzeo) ed il contesto in cui è inserito, lo rendono unico e dal fascino mistico.

Darwin, situata sulle rive dell'Oceano, è città più popolosa, nonché il capoluogo di questo stato. Essa deve il suo nome al naturalista Britannico Charles Darwin, padre della teoria della selezione naturale.

Nelle acque che bagnano l'Australia settentrionale si trova il Coccodrillo di Mare (Crocodylus porosus), il più grande rettile e predatore terrestre della Terra.
Questa specie, si differenzia dalla maggior parte degli altri coccodrilli, per il fatto che non vive solamente negli estuari, ma si spinge nelle acque salate, predandosi di pesci, crostacei, sebbene possa cibarsi anche di scimmie e cinghiali.

Uluru

Crocodylus porosus

Australia Occidentale - (Western Australia)

Questa regione, la cui capitale è Perth, è la più estesa dell'Australia ed occupa la parte più occidentale (circa 1/3) del continente, da Nord a Sud.
La parte settentrionale ha un clima simile a quanto già visto in precedenza, ovvero prettamente tropicale con le piogge concentrate in una stagione.
La parte centrale è desertica e semi-desertica, in molti casi l'aridità è presente anche lungo le coste e non solo nell'entroterra (che rimane comunque più asciutto).
La parte meridionale ha invece un clima mediterraneo caldo, con la stagione umida che coincide con quella più fresca.

Nella parte centro-settentrionale della regione troviamo il parco nazionale Karijini, ricco di canyon, sentieri, cascate (talvolta in secca), dirupi e fiumi.

Un pianta simbolo, endemica dell'Australia occidentale, è la Anigozanthos manglesii. Essa è dotata di un fiore molto particolare che ricorda vagamente quello della Strelitzia.
Uno degli animali simbolo, invece, è il Cigno Nero (Cygnus atratus) che per lungo tempo fu cacciato ed ucciso dagli aborigeni che, per il colore del suo piumaggio, lo ritenevano demoniaco.

Luogo di indubbio interesse per il turismo è il Deserto dei Pinnacoli, un'arida distesa sabbiosa caratterizzata dalla presenza di Pinnacoli eretti ed allungati, probabilmente originatesi da conchiglie di mare.
Un'altra bizzarria della natura è una formazione rocciosa nota come Wave Rock (Onda di Roccia). Essa deve il suo nome alla particolare forma, che ricorda quella di un'onda o anche una di quelle piattaforme usate nello Skateboarding.

Karijini

Anigozanthos manglesii

Fiore Anigozanthos manglesii

Deserto dei Pinnacoli


Wave RockAustralia Meridionale - (Southern Australia)

E' uno stato che occupa la parte centrale (come longitudine) del Sud Australia. Adelaide, il capoluogo della regione, ha il clima classico della costa meridionale, ovvero Mediterraneo, con estati calde e secche, ed inverni umidi e freschi, solitamente esenti da gelate.

L'Australia meridionale si trova ad una latitudine (quasi) speculare rispetto a quella delle coste del Sud della Sicilia. Anche questa zona è dunque vocata alla coltivazione della Vite e dell'Olivo ed in alcune zone (es. Barossa Valley) si producono vini rinomati.

La parte più interna contiene i laghi più estesi di tutta l'Australia, come il Lago Eyre (Lake Eyre) che, data la scarsa profondità, nella stagione secca può "frazionarsi" per evaporazione in più laghetti.
Le acque del Lago Eyre talvolta assumono tonalità viola-rosa, per via delle alghe che in esse vi crescono.

Viti a Barossa Valley

Lago Eyre

Xanthorrhoea semiplanaStato Victoria

Rappresenta la parte più orientale dell'Australia del Sud e comprende l'estremo punto meridionale dell'intero continente (isole escluse).
Il clima costiero è mitigato dall'oceano, ma nell'entroterra ci possono essere anche leggere gelate durante l'inverno.

Melbourne, la città più importante di questa regione, è famosa per il circuito di Formula 1 ed un grosso acquario focalizzato sulla fauna tipica del Pacifico meridionale ed Antartico.

I Dodici Apostoli sono una serie di faraglioni di pietra calcarea che emergono dalle acque a Sud di Victoria.
Fino al 2005 i faraglioni erano 9, ma uno crollò improvvisamente, sotto gli occhi increduli dei turisti.

Xanthorrhoea semiplana, un lontano parente dell'Asparago, è la versione australiana delle Agavi americane e delle Aloe africane.

Dodici Apostoli


Nuovo Galles del Sud (New South Wales)

Compreso tra lo stato di Victoria, Queensland e South Australia. Qui troviamo Sydney, la più grossa città australiana (spesso erroneamente confusa per la capitale, che invece è la più piccola Canberra).

La parte costiera e la parte interna sono separate da una lunga catena montuosa (Grande Catena Divisoria), la cui vetta più alta (Monte Kosciuszko) è il punto più elevato di tutta l'Australia con un'altitudine di 2.228 m (7,310 ft). Non è raro osservarla innevata durante i mesi invernali.

Sui pendii di queste montagne ci sono estese foreste di Eucalipto, pianta che, a seconda della specie, è diffusa praticamente in tutta Australia ed è sicuramente uno dei simboli della nazione, oltre che rappresentare la principale fonte di nutrimento per il Koala (Phascolarctos cinereus), l'unico marsupiale arrampicatore.

Melbourne

Foreste Eucalipto

Koala

L'animale che più identifica l'Australia non può che essere il Canguro. In realtà esistono decine di specie di canguro, più o meno distribuite su tutto il territorio.
I Canguri appartengono ai marsupiali, mammiferi primitivi che hanno evoluto un meccanismo di sviluppo unico tra questa famiglia.
Il Canguro partorisce dei cuccioli che, di fatto, sono ancora dei feti, assolutamente incapaci di vivere nell'ambiente circostante e non più grandi di un verme.
Dall'Utero passano direttamente (e senza "aiuto materno") al Marsupio, dove si attaccano al capezzolo e vengono accuditi per almeno altri 3 mesi (il periodo varia da specie a specie).

I canguri hanno arti inferiori possenti e muscolosi, che permettono loro balzi lunghi ed alti. Tra le varie specie, i Canguri Rossi (Macropus rufus) sono i più grandi e possono pesare anche 90 kg (198 lb), circa 90 volte il peso del Lagorchestes hirsutus, il Canguro più piccolo.

In Australia non esistono grossi predatori, il più grosso è il Dingo (Canis lupus dingo), un sorta di cane selvatico che si nutre di uccelli, rettili, piccoli mammiferi ma, all'occorrenza, quando caccia in branco, è in grado di abbattere anche i Canguri Rossi.

Una pianta tipica di questa zona è la Acacia longifolia, una parente della più conosciuta mimosa, con la quale condivide la copiosa fioritura ed i fiori color giallo acceso.

Canguri Rossi

Dingo

Acacia longifolia

Tasmania

L'ultimo stato dell'Australia è in realtà un'isola, con una superficie più o meno equivalente al triplo della Sicilia.
La Tasmania si trova sotto Victoria, all'incirca al 42° parallelo Sud, più o meno speculare a quello dell'Italia centrale.
Il clima, almeno lungo le coste, è fortemente influenzato dall'Oceano, il quale riduce l'escursione termica, sia giornaliera, che stagionale.
Ad Hobart, il capoluogo della Tasmania, la media delle temperature massime estive si aggira intorno ai 22° C (71° F), mentre le minime sono di 13° C (55° F). In inverno, invece, ci sono circa 8-10° C (circa 18° F) in meno e temperature sotto gli zero gradi (32° F) sono eventi molto rari.
Le piogge non sono molto abbondanti (accumuli annui paragonabili a Palermo), ma sono ben distribuite tra i 12 mesi dell'anno.
La parte più interna è prevalentemente montagnosa, con un clima più freddo e continentale.

Circa il 20% dell'Isola è una zona protetta (Tasmanian Wilderness), che rappresenta una delle più estese aree selvagge del nostro pianeta e custodisce, all'interno di grotte calcaree, i resti di civiltà preistoriche, testimoniando la presenza dell'uomo da almeno 20.000 anni.

Nel Sud della Tasmania troviamo Port Arthur, una piccola città di ex galeotti, costruita dagli inglesi tra il 18 th e 19 th secolo.
Le rovine di Porth Arthur, insieme ad insediamenti simili in altre zone dell'Australia, sono oggi patrimonio dell'Unesco.



La Flora della Tasmania è di tipo temperato, ma molto diversa rispetto a quella che possiamo trovare in Europa.

Eucalyptus regnans, di cui avevamo già accennato qualcosa nell'articolo "Piante da Record", è nativa della Tasmania e rappresenta l'angiosperma più alta al mondo.
Il Mirto della Tasmania (Lophozonia cunninghamii) è una pianta sempreverde che cresce nelle foreste temperate dell'isola. Questa specie, coltivata per il suo legname, non appartiene alle Mirtaceae e si sviluppa sotto forma di grosso albero con piccole foglie che possono ricordare quelle del Mirto (specie quelle appena emesse che sono rossastre-marroncino).

Nel sottobosco delle foreste temperate della Tasmania cresce una delle felci più grandi dei climi temperati, ovvero la Dicksonia antarctica, di cui abbiamo discusso approfonditamente qua.

Per quanto riguarda la fauna non si può non menzionare il Diavoletto della Tasmania (Sarcophilus harrisii), l'unico rappresentante (non estinto) del genere, nonché il più grande marsupiale carnivoro.

Il Diavolo della Tasmania, in proporzione alle sue dimensioni, possiede il morso più potente di tutti i mammiferi e si nutre di piccoli canguri e roditori. Caccia nelle ore notturne, ma non disdegna neppure le carogne, anche in avanzato stato di decomposizione.

La specie è nota per il temperamento irascibile ed estremamente aggressivo. Le lotte all'interno della specie sono brutali, spesso letali e le cicatrici sul muso che ogni esemplare ha, ne sono la testimonianza.

Tasmanian Wilderness

Rovine di Port Arthur

Diavoletto della Tasmania

Cartina Nuova ZelandaNuova Zelanda 

Questa nazione è formata da due isole principali e da numerose isolette secondarie. Le due isole più grandi sono orientate indicativamente Nord-Sud e separate dallo stretto di Cook, che supera di poco i 20 km (12 mi).
La Nuova Zelanda è isolata e lontana da tutto il resto del mondo; possiede perciò un elevato numero di specie (sia animali che vegetali) endemiche.
Il clima di questo stato è di tipo oceanico, senza mai grossi eccessi, né verso l'alto, né verso il basso. Ovviamente la parte più settentrionale è mediamente più mite e quella meridionale più fresca.
Il tempo è variabile ed, un po' come succede in Irlanda, in un giorno si possono alternare più volte sole e pioggia.

Le piogge sono generalmente abbondanti e ben distribuite, sebbene vi sia un picco invernale.
Le zone montuose interne hanno temperature più rigide e la neve è comune in inverno. Le acque dell'Oceano sono piuttosto fredde anche in estate ed, in molte zone, non superano mai i 20° C (68° F).

I venti, specie nella parte Sud, sono costanti ed impetuosi, rendendo la Nuova Zelanda una meta ideale per gli amanti del Windsurf o del Surf.


L'isola Te Ika-a-Māui (North Island)

Quasi l'80% della popolazione neozelandese risiede su quest'isola, sulla quale ritroviamo la capitale (Wellington) e la città più popolosa (Auckland).

Il distretto di Rotorua è un'area ricca di attività geotermica, sfruttata sia a scopi termali, sia a scopi turistici, grazie alla presenza dei Geysers.
Il monte Tongariro è il più alto tra i vulcani attivi di questa regione e dista appena 20 km (12 mi) dal Lago Taupo, il più grande lago d'acqua dolce dell'intera Oceania, sul fondale del quale sono tutt'oggi presenti segni di attività vulcanica.

L'isola Te Waipounamu (South Island)

Questa regione è interamente attraversata (da Nord a Sud) dalla catena montuosa delle Alpi Neozelandesi.
Lo sbarramento orografico divide quest'isola in due zone : quella più occidentale, sopravento alle umide correnti oceaniche, è la più piovosa dell'intera nazione e registra accumuli annui sino a 4000 mm (per intenderci 4 volte Milano); mentre quella più orientale (sottovento) è piuttosto arida ed in alcune zone le precipitazioni annue sono inferiori ai 500 mm.

Le maggiori bellezze di quest'isola sono la natura incontaminata ed i paesaggi paradisiaci.

Il Ghiacciaio Franz Josef è una classica attrattiva turistica per chi visita la parte occidentale dell'Isola. Questo ghiacciaio, lungo poco più di 10 km (6 mi), scende fino ad una quota collinare, circondato da foreste temperate.

Aoraki/Monte Cook è la vetta più alta delle Alpi Neozelandesi, nonché dell'intera nazione. Questa montagna, ed il parco che la circonda, sono patrimonio naturalistico dell'Unesco.

Monte Tongariro

Distretto di Rotorua

Ghiacciaio Franz Josef

Flora e Fauna della Nuova Zelanda :

La flora della Nuova Zelanda è variegata, tuttavia, la maggior parte delle piante sono :
  • Sempreverdi
  • Poco resistenti al fuoco
  • Tendenzialmente dioiche
  • Poco resistenti al gelo
  • Con Fiori bianchi e piccoli
  • Di dimensioni maggiori rispetto a specie della stessa famiglia, ma di altri continenti
  • Prive di spine
Alcune specie endemiche sono :
  •  Fuchsia excorticata, chiamata anche Pianta Fuchsia, dato il portamento ad albero e le enormi dimensioni rispetto a quelle di altre specie della famiglia (es. Fuchsia regia).
  • Agathis australis (kauri), la più grande conifera della Nuova Zelanda.
  • Tecomanthe speciosa, una pianta rampicante stretta parente della Bignonia, che cresce all'estremo Nord della nazione e produce vistosi fiori color bianco-crema.
  • Knightia excelsa, una pianta alta e slanciata, con foglie lanceolate simili a quelle dell'Oleandro e fiori molto particolari, da cui si ricava un ottimo miele.
  • Cyathea medullaris, una felce a forma di palma, che può raggiungere un'altezza di 20 m (65 ft)

Alcune piante da frutto, sebbene non native della zona, si sono inizialmente diffuse in Nuova Zelanda e, qui, si sono selezionate cultivar di pregio, poi esportate in tutto il mondo.
Tra di esse spicca sicuramente il Kiwi, ma anche la Feijoa.

Tra gli animali endemici ci sono moltissimi uccelli, di cui una parte, non dovendo scappare dai predatori terrestri (non ce ne sono), hanno ridotto le dimensioni delle loro ali, fino a non essere più in grado di volare.
Sicuramente l'esemplare più noto è il Kiwi (Apteryx mantelli), un piccolo uccello marrone e privo di ali, incapace di volare, ma molto abile nella corsa. Il noto frutto "Kiwi", deve il suo nome alla somiglianza a questo uccello.

Sphenodon punctatus è un'altra specie endemica, che ai più potrebbe ricordare una banale lucertola, mentre in realtà è su un ramo evolutivo parallelo e si pensa possa essere simile al progenitore delle lucertole comuni, dei coccodrilli e dei serpenti.

Fuchsia excorticata

Cyathea medullaris

Tecomanthe speciosa

Apteryx mantelli