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martedì 24 giugno 2025

Quali Sono le Migliori 20 Varietà di Susino ?

Quando si parla di Susino (o Prugno) da Frutto ci si riferisce essenzialmente a due specie : 

  • Susino Europeo (Prunus domestica)
  • Susino Cino-Giapponese (Prunus salicina)

Delle loro differenze di habitat e coltivazione ne avevamo già ampiamente discusso qui. In questo articolo vorrei suggerire le migliori cultivars (un po' di una, un po' dell'altra specie) da poter coltivare nel vostro giardino.

Quali Sono le Differenze Principali ?

  • Vigoria : alcune varietà crescono poco, altre emettono molti germogli.
  • Dimensioni e Portamento : ci sono Susini a portamento assurgente, altri a forma allargata, alcuni non superano i 3 metri (10 ft) di altezza, altri possono esser alti 8 metri (26 ft).
  • Periodo di Fioritura : di norma i Cino-Giapponesi fioriscono prima degli Europei, ma anche all'interno della stessa specie ci possono esser anticipi di 7-10 giorni, preservando (o esponendo) i fiori alle Gelate Tardive.
  • Forma e Dimensione del Frutto : Possono esserci frutti grandi quasi come una Mela e altri delle dimensioni di una pallina di ping pong o di un grosso acino d'uva.
  • Colore e Sapore : può anche cambiare il colore della buccia, così come il sapore (più o meno acidulo/dolce oppure più o meno acquoso etc.); inoltre la consistenza (e lo spessore) della buccia talvolta può evitare che alcuni patogeni la oltrepassino danneggiando il frutto.
  • Periodo di Maturazione : questo fattore è molto importante a livello famigliare, al fine di non aver tutti i frutti maturi nello stesso periodo, ma spalmandoli su più mesi. Le varietà più precoci maturano già a Giugno, quelle più tardive anche Ottobre-Novembre.
  • Autofertilità : Se uno volesse un'unica pianta e la coltivasse in contesti isolati dovrà optare per una varietà tra quelle autofertili.
Per alcuni parametri, come resistenza a terreni pesanti, umidi o alla siccità è invece più importante scegliere un portainnesto idoneo all'ambiente di coltivazione, più che il nesto in sé.

Le migliori 20 varietà di Susino :

Shiro
1) Shiro (sin. Goccia d'Oro) - Prunus salicina : Cultivar di riferimento per i Susini Cino-Giapponesi; è un ibrido di origine americana, piuttosto imparentato con il Mirabolano e quindi uno dei migliori impollinatori per i Susini Cino-Giapponesi. E' autosterile e produce in epoca medio-precoce, indicativamente fine tra Giugno e metà Luglio. Il frutto è di medie dimensioni, tondeggiante o leggermente cuoriforme, con un lungo picciolo. La polpa (e anche la buccia) è gialla, dalla consistenza soda, succosa, dolce e non spicca (nocciolo rimane attaccato alla polpa). La pianta è piuttosto vigorosa, con un portamento più aperto che assurgente. E' tra le migliori scelte per il periodo di maturazione e particolarmente indicata per il consumo fresco, inoltre la produzione è abbondante e costante.

2) Regina Claudia Gialla (e Verde) - Prunus domestica : uno dei pochi Susini Europei ad aver bisogno di impollinatori (autosterile). La varietà gialla matura a metà Agosto, mente la verde a fine Luglio e sono entrambe di origine Francese. Alberi di medio vigore, tendenzialmente assurgenti, frutti di medio-piccole dimensioni, tondeggianti gialli-verdognoli (più verdi nella nella Regina Claudia Verde). La produzione è buona, ma talvolta soggetta ad alternanza di produzione, con anni di carica o di scarica. Frutti dalle buone qualità organolettiche, mediamente sodi, zuccherini, con un leggero retrogusto amarognolo (soprattutto var. verde); ottime per il consumo fresco. Si conservano poche settimane. 

Regina Claudia Gialla
October Sun
3) October Sun - Prunus salicina : come suggerisce il nome, matura tardivamente ed pronta per esser mangiata a partire da fine settembre per tutto il mese di ottobre; inoltre si conserva bene in frigorifero. La pianta ha portamento espanso ed è di medio vigore. La fioritura è medio-tardiva, con fiori autosterili. La produzione è buona ed i frutti son color giallo-rosa, virando a sfumature leggere di viola nel post raccolta. Acidità e succosità media. Ideale per il Sud Italia, mentre nelle zone più fredde (Alpi ed Appennino, in alta collina) potrebbe maturare con più difficoltà ed accumulare meno zuccheri nella polpa.

Sangue di Drago
4) Sangue di Drago - Prunus salicina : varietà di Susino Cino-Giapponese autosterile, ottimo da abbinare con Shiro per l'impollinazione; inoltre produce verso fino Luglio (circa 3-4 settimane dopo Shiro), permettendo uno sfalsamento di maturazione utile per l'hobbista. Albero a portamento espanso, buon vigore. I frutti all'invaiatura assumono colorazione violacea, con buccia spessa e con alto contenuto di pruina. Essi sono rotondi-oblunghi ed hanno una polpa anch'essa di color rosso-arancione dal sapore dolce.

5) Ramassain - Prunus domestica : vecchia varietà di origine Piemontese (soprattutto Cuneese); è un albero di medio-piccole dimensioni, molto produttivo, con piccoli frutti ovali di color porpora-violaceo. L'albero è autofertile e, anche se piantato isolato, si carica di moltissimi frutticini che maturano in piena estate e cadono a terra appena maturi, potendo esser raccolti anche dopo la caduta. Sono molto buoni e si mangiano un po' come ciliegie, uno tira l'altro. La breve conservabilità e l'elevata produzione li rende ideali anche per la produzione di marmellate e confetture. La pianta è molto rustica (sia per malattie fungine, che resistenza a freddo/caldo) e tende ad assumere un bel portamento (compatto ed ordinato) anche senza troppe potature. 

Ramassain
6) Coscia di Monaca Gialla - Prunus domestica :  : talvolta conosciuta come "Damaschina Gialla" produce frutti di piccole dimensioni, di forma prettamente ovale dalla buccia color giallo-oro. Polpa gialla, media consistenza, spicca a maturità; è molto aromatica e dalle ottime qualità organolettiche. Altra caratteristica utile per l'hobbista e rara tra i Susini è la maturazione scalare e l'elevata persistenza del frutto sulla pianta senza marcire. La maturazione avviene ad inizio Agosto, ma come detto sopra si protrae per tutto il mese.

7) Stanley - Prunus domestica : chiamata volgarmente "Prugna della California" è una pianta autofertile di media vigoria, ma di produzione buona e costante tutti gli anni. Frutto oblungo, di medie dimensioni, con buccia color bluastro. Matura ad inizio settembre e la polpa, color verde-giallognolo, è soda, leggermente acidula e spicca. Apprezzata sia per consumo fresco che per preparazioni. Anche se si "colora" precocemente, bisogna attendere il giusto periodo di maturazione e non farsi ingannare solo dalla precoce invaiatura. 

Stanley
Miroma
8) Miroma - Prunus domestica : varietà a fioritura tardiva ed autofertile, di buon sapore e dalla colorazione attraente, arancione che quasi la fa confondere con un'albicocca matura, con sfumature rosse. Alto grado zuccherino e maturazione intermedia, verso la fine di Agosto. Molto rustica e tollerante a diverse patologie. A livello di gusto se la gioca con altri Susini, ma è sicuramente tra  quelli con i frutti più attraenti esteticamente.  

9) Haganta - Prunus domestica : pianta autofertile a fioritura intermedia, pianta di vigoria medio-elevata e precoce entrata in produzione. Produce frutti ovali, color blu scuro, a maturazione tardiva (fine Settembre) ed di grosse dimensioni. La polpa giallo oro, succosa e compatta a maturazione. Ricorda un po' la varietà Stanley, ma è leggermente meno dolce e più acida.

Haganta
10) Susino da Spiaggia - Prunus maritima : nativo della costa orientali degli Stati Uniti, cresce su dune sabbiose in prossimità del mare. In natura ha un aspetto arbustivo, più che ad albero, produce fiori in primavera e tantissimi frutticini rossastri, rotondi e di piccole dimensioni ad inizio autunno. Sicuramente una specie particolare, forse non la più saporita, ma ideale per i collezionisti. Inoltre ha un'ottima resistenza alla salsedine, si propaga per polloni e mal tollera suoli pesanti ed asfittici.

Prunus maritima


Biricoccolo
11) Biricoccolo : ne avevamo parlato qui; è probabilmente un ibrido naturale tra albicocco e mirabolano, produce frutti dalla buccia vellutata, mentre la polpa è soffice e tenera, più simile ad una Susina. La maturazione è piuttosto scalare da fine Giugno a Luglio. La specie è autosterile e viene impollinata da Albicocchi (varietà a fioritura tardiva, dato che ci deve esser anche sincronia di fioritura) o da Mirabolani. La produzione tuttavia non è quasi mai abbondante. 
Genova
12) Genova - Prunus domestica : albero autofertile molto rustico, tollerante alle malattie; produce frutti medio-grossi, tondeggianti, giallastri con polpa semi-soda e sapore dolce. Matura a Settembre inoltrato.

13) Friar - Prunus salicina : pianta autosterile a portamento assurgente, medio-alta vigoria. Frutto molto grosso, appiattito, color viola scuro. Polpa gialla, translucida, profumata e di buon sapore. Maturazione verso metà Agosto. Ottima varietà con climi caldi.

Friar

Santa Rosa
14) Santa Rosa - Prunus salicina : uno dei pochi Susini Cino Giapponesi ad essere autofertili (almeno parzialmente); ha una fioritura precoce e anche i frutti maturano presto, pochi giorni dopo Shiro, più o meno ad inizio Luglio. Frutto di grossa pezzatura, con buccia ricca di pruina di color rosato e con polpa dolce, succosa, zuccherina ed aromatica. Pianta a portamento espanso e mediamente produttiva. In fine risulta esser un ottimo impollinatore delle varietà autosterili. 

15) Mirabella de Nancy - Prunus domestica : appartenente al gruppo delle Damaschine è un'antica varietà di origine Francese ed adatta anche a luoghi più freddi dell'Italia (come Nord Germania). L'albero tende ad esser di piccole dimensioni, con chioma folta e foglie piccole. La fioritura è tardiva, con fiori autofertili. Le Prugne sono di medio-piccole dimensioni, rotonde, con polpa molto succosa, di ottimo sapore. La maturazione avviene a partire da metà Luglio.

16) Sorriso di Primavera - Prunus salicina :  di origine Italiana, selezionata in provincia di Ferrara; albero ad alta vigoria e produzione, risulta un ottimo impollinatore e la presento anche in quanto a varietà precocissima, potendo maturare i suoi frutti già ad inizio Giugno nei luoghi più vocati. Frutti rotondi, di piccole dimensioni, con buccia giallo-oro con sfumature rosse e polpa gialla, succosa, zuccherina, simile a quella di Shiro, ma dalle qualità organolettiche leggermente inferiori. 

Sorriso di Primavera
17) Pappagona - Prunus domestica : di origine campana e diffusa nella provincia di Napoli, fa un frutto grosso ovale, giallo, sfumato di rosso (in zone calde si accentua la colorazione rossastra). Polpa gialla, semi-aderente, ottimo sapore. La presento in quanto ha una maturazione precoce (metà Giugno).

18) Angeleno - Prunus salicina : varietà tardiva di Susino Cino-Giapponese di origine Californiana. L'albero ha buon vigore, portamento intermedio, produzione elevata, ma talvolta altalenante, soprattutto in ambienti poco vocati. Il frutto è molto grosso (fino 120 grammi), color scuro (viola quasi nero), con elevata presenza di pruina; è di forma tondeggiante leggermente schiacciata ai poli. Fioritura medio-tardiva e fiori autosterili, mentre la polpa è soda, non acquosa e gialla. I frutti maturano verso fine Settembre, ma si possono conservare in frigo fino a Natale. Tra le varietà tardive è forse quella che meglio si adatta al clima del Nord Italia, riuscendo ad esser dolce anche maturando quando ormai il Sole è autunnale. 

Angeleno
19) Pluot Flavor Supreme : anche qui si tratta di un ibrido tra Albicocco e Susino, tuttavia è stato ottenuto artificialmente con incroci mirati. Di gusto molto buono, il frutto ricorda un uovo di dinosauro (almeno a come se lo si immagina) con fondo grigio-verdastro e macchie rosse. La polpa è rossastra, dolce, succosa e aromatica. Per l'impollinazione utilizzare Susini Cino Giapponesi. 

20) Ruby - Prunus salicina : varietà con frutti rosso violacei di medie dimensioni, pianta autofertile e con il peculiare portamento colonnare, con rami assurgenti e solo corti rami verso l'esterno. Produzione abbondante e scelta ideale per la coltivazione in vaso o in piccoli giardini.

Ruby

sabato 25 gennaio 2025

Susino Europeo (Prunus domestica) e Susino Cino-Giapponese (Prunus salicina) - Differenze e Coltivazione

Il Susino, chiamato anche Pruno (o Prugno), è una tra le Piante da Frutto più coltivate nei climi temperati e perfettamente a suo agio nel clima italiano.

Il genere Prunus appartiene alla famiglia delle Rosaceae ed è formato da circa 200 specie, sia ornamentali (es. Prunus serrulata), sia fruttifere (Prunus avium, Prunus armeniaca, etc.) oppure utilizzate come portainnesto di molte altre specie, come il Mirabolano (Prunus cerasifera) o persino per formare siepi (Prunus laurocerasus).

In questo articolo mi vorrei però soffermare sulla pianta che produce le famose Susine. Forse non tutti sanno che, in realtà, esistono almeno due specie distinte che producono questo famoso frutto, ognuna delle quali vanta qualche centinaio di cultivars, talvolta diffuse solo localmente. 

Le due specie sono il Susino Europeo (Prunus domestica) e il Susino Cino-Giapponese (Prunus salicina), che presentano delle analogie, ma anche alcune differenze molto importanti per la loro coltivazione.

Prunus domestica Frutti Maturi

Origine e Diffusione :

Prunus domestica è una specie nativa della zona del Caucaso, ma presto diffusasi anche in Siria (principalmente nella zona di Damasco). Giunse nel bacino Mediterraneo in epoca Romana; da lì si espanse in tutta l'Europa centrale e le varietà più resistenti si spinsero sino in Danimarca e nel Sud della Scandinavia. 

Prunus salicina è originario dell'estremo oriente (Cina), ma da millenni è coltivato in Giappone. E' approdato in Europa (ed in Italia) ben più recentemente rispetto al "cugino".

Entrambe le specie in natura crescono ai margini delle foreste, in zone abbastanza soleggiate, in climi temperati e con una piovosità media. 

Il Susino Europeo ha un habitat naturale un po' più fresco rispetto al Susino Cino-Giapponese. 


Quali Sono le Differenze tra Susino Europeo (P. domestica) e Susino Cino-Giapponese (P. salicina) ?


  • Gemme a Fiore : Il Susino Europeo fiorisce prevalentemente sui mazzetti di maggio, mentre il Susino Cino-Giapponese fiorisce più o meno su tutti i tipi di rami; di conseguenza quest'ultimo ha una fioritura più abbondante e spesso i frutti devono esser diradati.
  • Epoca di Fioritura : Il Susino Cino-Giapponese ha una fioritura più precoce, esponendo maggiormente i fiori al rischio di danni da gelate primaverili.
  • Legno e Corteccia : nel Susino Cino-Giapponese la corteccia è più chiara, con sfumature tendenti all'arancione, mentre nel Susino Europeo è grigiastra-marrone. 
  • Portamento : il Susino Europeo è, generalmente, a portamento più assurgente, mentre quello Cino-Giapponese è più espanso; tuttavia ci possono esser importanti differenze a seconda del clone.
  • Chioma : il Susino Cino-Giapponese ha una chioma più fitta e una vigoria più elevata.
  • Impollinazione : il Susino Europeo è generalmente autofertile, mentre la maggior parte dei Susini Cino-Giapponesi sono in parte o totalmente autosterili e si dovrà prevedere la presenza di almeno due cultivars per impollinarsi a vicenda.
  • Maturazione : le cultivar più precoci di Susino Cino-Giapponese maturano già ad inizio Giugno, circa un mese prima rispetto alle più precoci del "cugino" Europeo.
  • Calibro del Frutto : mediamente i Susini Cino-Giapponese hanno frutti di maggiori dimensioni ed esteticamente più belli (forma tondeggiante, buccia traslucida, etc.).
  • Sapore : i frutti del Susino Europeo sono più aromatici, meno fibrosi e con un sapore più deciso, mentre quelli del Susino Cino-Giapponese sono più acquosi e di norma non spiccano (il nocciolo rimane attaccato alla polpa). Anche qui però vi sono molte differenze tra i cloni.

Frutto Susino Rosa

Fiori Prunus domestica su Mazzetto di Maggio


Descrizione Botanica :

Prunus salicina e Prunus domestica sono entrambe specie decidue che si sviluppano sotto forma di albero di medio-piccole dimensioni, raggiungendo un'altezza tra i 4 e i 7 metri (13-23 ft) in funzione della varietà; sebbene si possa mantenere più basso con opportune potature, rimanendo comunque produttivo. Il P. salicina tende ad aver un portamento più espanso e ricadente, mentre il P. domestica produce rami più assurgenti, sviluppandosi quindi maggiormente in altezza rispetto che in larghezza.

Le foglie sono alterne, ovali, seghettate e nel Pruno Cino-Giapponese sono leggermente più piccole. Esse sono di color verde chiaro e formano una chioma mediamente densa.

Il legno è ricoperto da una corteggia grigiastra, con sfumature più tendente al marrone chiaro in molte varietà di P. salicina, soprattutto nei rami più giovani. Il tronco delle piante adulte tende a fessurarsi longitudinalmente e può talvolta aver un aspetto contorto e nodoso.

I fiori sono ermafroditi e, come tipico delle Rosacee, hanno 5 petali bianchi ed evidenti stami dalle antere color giallo intenso e sono uniti ai rami tramite un corto peduncolo. Il periodo di fioritura è tipicamente primaverile e precede l'emissione delle foglie. Nel Nord Italia il Susino Europeo fiorisce in media tra metà e fine Marzo, mentre un Susino Cino-Giapponese una quindicina di giorni prima, talvolta addirittura a fine febbraio. Come detto in precedenza, diversamente dal P. domestica, buona parte delle cultivars di P. salicina non sono autofertili e per una produzione soddisfacente bisognerà piantare gli opportuni impollinatori. 

Le gemme fiorifere sono presenti essenzialmente su :

  • Rami Misti : rami di un anno di circa 50 cm (20 inch) di lunghezza, che presentano sia gemme a fiore, sia gemme a legno.
  • Mazzetti di Maggio : raggruppamento di gemme a fiore disposte sui rami di 2 o più anni, contengono all'interno (al centro) un'unica gemma a legno che produce un cortissimo ramo su cui si formano le gemme del nuovo mazzetto di maggio che fiorirà l'anno successivo. Può rimanere produttivo per più anni.

Nel Susino Cino-Giapponese la fioritura è più abbondante perché distribuita sui diversi tipi di rami, mentre in Susino Europeo tende a concentrarla sui Mazzetti di Maggio. 

Il Fabbisogno di Freddo da soddisfare per ottenere una buona fioritura/allegagione è di circa 6-700 ore nel Prunus domestico e 4-500 ore per il Prunus salicina.

Giovane Pianta Susino Europeo
In seguito all'impollinazione l'ovario del fiore si ingrandisce, trasformandosi in un piccolo frutticino verde. Dopo qualche mese, in funzione della varietà e del clima, il frutto matura. I frutti sono di forma variabile, generalmente più ovali quelli del Susino Europeo (e più tondeggianti nel Susino Cino-Giapponese) e di diversa dimensione, sapore e consistenza. La buccia è ricoperta da pruina, che dona al frutto un aspetto traslucido. 

La maturazione delle varietà più precoci inizia tra fine Maggio-inizio Giugno, mentre quelle più tardive possono maturare anche in Ottobre-Novembre e conservarsi sino a Natale. La maggior parte delle cultivars matura i propri frutti tra Luglio ed inizio Settembre.

Alcuni cloni hanno una maturazione sincrona, vantaggiosa per il professionista, mentre altre maturano i frutti in maniera un po' più scalare (utile per l'hobbista). Nel complesso la raccolta difficilmente si protrae oltre 3 settimane.

Le radici sono profonde, ma non particolarmente espanse; inoltre tendono ad emettere polloni che dovranno esser rimossi annualmente.

Frutti Maturi

Come Coltivare il Prugno ? - Clima, Concimazione, Potatura e Riproduzione

Entrambe le specie sin qui descritte sono piante decidue resistenti al freddo ed al piano, in Italia, resistono praticamente ovunque, potendo resistere senza danni a temperature inferiori ai -15° C (5° F). Per quando concerne le temperature c'è però da ricordare che i fiori di entrambi le specie sono sensibili al gelo ed il Susino Cino-Giapponese, fiorendo più precocemente, è maggiormente esposto ai danni. Questo, unito al minor numero di ore di freddo invernale necessarie per la corretta fioritura, rende il Prunus salicina maggiormente indicato per la coltivazione nel Sud Italia, mentre il Prunus domestica è meglio adattato per il clima del Nord Italia. Detto questo è possibile coltivare con successo il Pruno Cino-Giapponese anche nel bel mezzo della Pianura Padana (con maggiori rischi di danni primaverili ai fiori) ed il Pruno Europeo in Sicilia (con maggiori rischi di aver una scarsa fioritura/allegagione in seguito ad inverni troppo miti).

Come tutte le piante da frutto l'esposizione migliore è quella in pieno Sole, che garantisce frutti dall'alto contenuto zuccherino; tuttavia qualche ora di ombra al giorno può esser tollerata senza gravi conseguenze. In linea di massima sono necessarie almeno 6 ore di luce diretta al giorno durante l'estate.
In zone totalmente ombreggiate la fioritura sarà scarsa ed i frutti, qualora riuscissero a maturare, sarebbero poco appetibili.

Frutticini Appena AllegatiPer entrambe le specie il terreno ideale è ricco di sostanza organica, fertile e che trattenga una certa quantità di umidità, in suoli sabbiosi potrebbe essere importante una concimazione organica (letame, stallatico) ed una buona pacciamatura. In terreni più fertili e con una maggior ritenzione idrica (es. quelli limosi) il Prugno si sviluppa meglio e con più vigore. 

Fiori Prunus salicina
Per produzioni industriali si consiglia una concimazione annuale a base di macro e micro elementi. Si ricorda che la concimazione azotata dovrà esser fatta sul finir dell'inverno, dato che in primavera la pianta necessita di azoto per la crescita e la produzione di nuove foglie. Una concimazione troppo precoce potrebbe esser dilavata dalle piogge autunnali e l'azoto esser assorbito dalle falde acquifere.

L'irrigazione è necessaria nei primi anni, soprattutto in suoli poveri e troppo drenanti. Alberi affrancati possono esser bagnati occasionalmente e, almeno nel Nord Italia, di norma piante adulte sono produttive anche senza esser innaffiate. In linea di massima entrambe le specie hanno resistenza media alla siccità, inferiore a specie spiccatamente Mediterranee, ma superiore alla maggior parte degli arbusti da climi temperati. Il ristagno idrico è deleterio come per quasi tutte le specie fruttifere, tuttavia i Susini, soprattutto se innestati su Mirabolano, tollerano meglio di altri i terreni argillosi, umidi e pesanti. Ad ogni modo traggono vantaggio da un terreno ben drenante e con pH compreso tra 6 e 7. Il P. domestica regge meglio del P. salicina i terreni con una certa quantità di calcare.

La potatura, da effettuarsi prima della ripresa vegetativa, è importante per impostare una buona struttura e per evitare che il vento possa abbattere un albero dalla chioma troppo fitta rispetto al diametro del tronco ed allo sviluppo delle radici. Inoltre permette di tenere gli alberi intorno ai 3 metri (10 ft) di altezza, facilitando la raccolta dei frutti. La potatura sarà più intensa nel P. salicina, dato che tende a produrre maggiormente sui rami giovani (1-2 anni) ed è più vigoroso, producendo molti nuovi rami, talvolta disposti in maniera disordinata (incrociati), in questo caso sarà importante la rimozione dei rami in eccesso o maldisposti, più che il semplice accorciamento. Il P. domestica è meno vigoroso e produce soprattutto sui mazzetti di Maggio presenti sui rami più vecchi (3-4 anni), quindi non è così necessario stimolare l'emissione di nuova vegetazione tramite potatura severa; essa sarà dunque più leggera e mirata a dare forma, a rimuovere rami vecchi o secchi e ad accorciare rami troppo lunghi o succhioni verticali. In relazione al portainnesto potrà esser necessaria anche la rimozione di polloni radicali.

I Susini sono soggetti ad attacchi da parte di diversi patogeni :

Afidi su Foglia Susino
Monilia : causata da funghi chge possono causare l'appassimento di fiori/frutti, ma anche dei nuovi getti. In ambienti umidi si sviluppa e diffonde meglio. Una buona pratica agronomica prevede la rimozione di eventuali frutti mummificati e dei rami di potatura, che potrebbero rappresentare un serbatoio per le spore durante l'inverno e diventare una fonte di infezione per l'anno successivo. Trattamenti a base di rame in inverno aiutano a controllare il patogeno, ma è importante non trattare i Susini in primavera/estate poiché con le foglie ed in crescita attiva il rame può risultare fitotossico. 

Afidi : la nuova vegetazione è soggetta all'attacco da parte di diverse specie di Afidi, i quali hanno picchi di infestazione difficilmente prevedibili, anche in funzione dell'andamento climatico. Può esser utile preservare la vegetazione spontanea che crea l'habitat ideale per la proliferazione delle Coccinelle, tra i principali predatori di Afidi.

Danni da Popillia japonica
Popillia : è un Coleottero di origine Asiatica approdato a Malpensa nel 2014 e ben presto diffusosi in tutta la valle del Ticino ed ora presente in mezzo Piemonte e Lombardia, con avanzamento di 15 km ogni anno verso il resto del Nord Italia. Dopo la Vite (Vitis vinifera) il Susino è una delle specie più colpite. Si possono usare reti con cui avvolgere la pianta durante il periodo (più o meno tra metà giugno e luglio) corrispondente al picco di infestazione.

La riproduzione del Prugno può avvenire tramite semina, ma qui ovviamente avremo l'incognita della pianta che verrà (da un Susino a frutto giallo ne può nascere uno a frutto blu etc..) e ci vorranno più anni perché si raggiunga la maturità; ad ogni modo i semi vanno raccolti in autunno, da frutti dell'annata, e seminati in vasi con buon terriccio, da tenere umido ed in zona luminosa. E' importante che i vasi siano esposti al freddo invernale per la stratificazione dei semi. La germinazione avverrà la primavera successiva.

Possibile, ma spesso poco usata, è la riproduzione per Talea, prelevando giovani rami tra fine primavera ed inizio estate, ovvero rami semi-legnosi, appena lignificati. Essi vanno posti in vasetti tenuti all'ombra, con terriccio umido e drenante. E' importante che la radicazione avvenga prima dell'emissione delle nuove foglioline che, in ambiente caldo, traspirando disidraterebbero il ramo che essendo ancor privo di radici non può assorbire acqua. L'uso di ormoni radicanti può velocizzare il processo aumentandone così l'efficienza.

In ambito vivaistico la maggior parte di Susini viene propagata tramite innesto, usando spesso il Mirabolano 29C come portainnesto. Quest'ultimo conferisce una discreta resistenza ai suoli asfittici e umidi ed è resistente a molti patogeni del suolo. In ambienti estremamente aridi si può usare, in alternativa, il Mandorlo come portainnesto. 

La longevità media è un po' più alta per il P. domestica (come spesso capita in piante con habitat più freddo) e si aggira intorno ai 40-50 anni di età, probabilmente in alcune circostante anche qualcosa in più, con segni di senescenza e produzione sempre più scarsa. Il P. salicina vive circa 30-40 anni, ma anche qui se le condizioni di crescita sono ottimali potrebbe diventare più vecchio.

Frutti Quasi Maturi
Fioritura Prunus domestica

martedì 28 dicembre 2021

Le Migliori 10 Varietà di Albicocco (Prunus armeniaca)

L'Albicocco (Prunus armeniaca) appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è una delle piante da frutto simbolo dell'estate. Purtroppo la specie fiorisce presto ed è quindi soggetta alle gelate tardive, inoltre in ambienti umidi è abbastanza suscettibile alla Monilia, che provoca gravi danni ed ingenti perdite di produzione. L'Albicocco, dunque, non è sicuramente la pianta da frutto più semplice da gestire, tuttavia con gli opportuni accorgimenti e scegliendo la giusta varietà si possono aver grandi soddisfazioni anche nelle zone più umide del Nord Italia (per ulteriori informazioni sulla sua coltivazione clicca qua).

In questo articolo vorrei soffermarmi sulla descrizione di quelle che, a mio avviso, sono le cultivars più meritevoli o particolari ed adatte alla coltivazione dell'hobbista. 

Premessa :

Gli Albicocchi si propagano esclusivamente tramite innesto, o meglio questo è l'unico modo per riprodurli efficacemente per via vegetativa; alternativamente si possono moltiplicare anche tramite semina, la quale però non garantisce nulla in merito alla pianta che ne uscirà. 

Un'altra cosa da valutare (e da chiedere a coloro da cui comprerete la vostra pianta) è il tipo di portainnesto utilizzato; infatti gli Albicocchi si possono innestare sopra diverse piante, il cui apparato radicale influenzerà lo sviluppo del nesto sovrastante. 

Un classico portainnesto per gli Albicocchi è il Mirabolano (Prunus cerasifera) ottenuto da seme; esso è molto utilizzato, garantisce elevata vigoria e si adatta a diversi tipi di terreno, tuttavia la messa a frutto è piuttosto lenta; presenta disaffinità con alcune cultivars. Esistono anche portainnesti clonali, come il Mirabolano 29/C, sul quale è velocizzata la messa a frutto o il MrS 2/5, che riduce la dimensione delle piante, ma necessita di terreni irrigui. Si può innestare anche su Franco (un altro Prunus armeniaca), la vigoria è elevata ed, anche in terreni non irrigui, raggiunge dimensioni ragguardevoli (per cui necessita interventi di potatura), la messa a frutto è lenta; se si innesta su Pesco (Prunus persica) c'è un effetto nanizzante, ma le piante sono meno longeve, non regge terreni pesanti ed eccessivamente aridi. Un altro portainnesto utilizzato è il PENTA, un clone di Susino (Prunus domestica), che non genera polloni, cresce su terreni anche argillosi ed asfittici, oltre ad esser resistente a molti patogeni che attaccano le radici (es. Phytophtora).

Albicocco

Quali Sono le Differenze tra le Diverse Varietà di Albicocco ?


  • Dimensione del Frutto : sebbene la pezzatura possa esser influenzata anche dal portainnesto, dal terreno e dal numero di frutti, esistono cloni che producono frutti più o meno grossi.
  • Colore del Frutto : il colore (ed il sovracolore) varia notevolmente da clone a clone, si parte da Albicocche giallo tenue, sino a rosse.
  • Epoca di Fioritura : il periodo dell'anno in cui gli Albicocchi fioriscono è il finir dell'inverno, indicativamente da inizio febbraio a metà marzo, anche in funzione del clima locale; tuttavia anche due Albicocchi piantati ad un metro l'uno dall'altro possono fiorire in periodi (leggermente) diversi, di solito non più di 10 giorni. Tuttavia Albicocchi a fioritura tardiva sono consigliabili laddove vi sia il concreto rischio di brinate tardive, che comprometterebbero la produzione dell'annata. In questi casi 10 giorni prima o dopo possono fare la differenza. 
  • Epoca di Maturazione : la finestra temporale di produzione degli Albicocchi è più stretta rispetto a quella di altri frutti (Susini, Peschi), ma più lunga di altri (Ciliegio). Le piante più precoci possono iniziare a maturare le Albicocche a fine Maggio, mentre le più tardive (alcune brevettate di recente) anche a metà Agosto.
  • Autofertilità : sebbene la maggior parte delle cultivars siano autofertili, esistono anche dei cloni autosterili o parzialmente autosterili, che necessitano impollinatori.
  • Fabbisogno di Freddo : molte piante da climi temperati hanno bisogno un certo numero di ore di freddo invernale per poter sviluppare correttamente le loro gemme a fiore (clicca qua per dettagli). Per l'Albicocco sono mediamente 500 ore, che potrebbero non esser soddisfatte nelle zone più miti del Sud Italia; qui si consiglia di optare per varietà a minor fabbisogno di freddo.
  • Resistenza alle Malattie : alcune varietà sono più tolleranti a patologie importanti come ad esempio la Monilia (M. laxa)

Quali Sono i Migliori 10 Albicocchi da Piantare in un Orto Familiare ?

In questa sezione ho messo alcune (tra le centinai) delle varietà più caratteristiche, cercando eterogeneità per epoca di maturazione ed ambiente di coltivazione.

Albicocco "Pisana"
1) Albicocco "Pisana" : di origine Italiana e selezionata dall'Università di Pisa è commercializzata dal 1991. Pianta non esigente per quanto riguarda i portainnesti, anche se quelli vigorosi ne migliorano la produttività. La specie è autofertile e la fioritura è tardiva, mentre la maturazione è medio-tardiva (intorno ad inizio Luglio al Nord Italia). Il frutto è di grosse dimensioni, di ottimo sapore, con un grado zuccherino di 15° brix. Oltre alle caratteristiche del frutto la segnalo in quanto ha buona resistenza Monilia laxa ed è quindi una delle migliori opzioni se si vuol coltivare un Albicocco in zone umide.

2) Albicocco "Valleggia" : varietà selezionata nel Ponente Ligure ad inizio '900, è tutt'oggi una delle cultivar più diffuse (soprattutto nel Savonese). La fioritura è abbastanza tardiva e più graduale rispetto all'Albicocco "medio". La pianta è rustica ed autofertile. Il frutto è arancione, con buccia sottile e cosparsa da punticini color mattone (il vero marchio distintivo della varietà). Sebbene di piccole dimensioni, questa Albicocca ha un sapore molto intenso. La maturazione è intermedia.

Albicocco "Valleggia"
3) Albicocco "Pesca di Nancy" : antica varietà francese, risalente al 1775. Albero rustico ed autofertile, piuttosto tardiva, fruttifica nella prima metà di Luglio, producendo albicocche arancioni e talmente grandi da sembrare delle pesche. Conservabilità breve, ma ottimo sapore, dolce ed acquoso.

Albicocco "Pesca di Nancy"
4) Albicocco "Rubista" : ottenuta in Francia, ha la caratteristica principale di produrre Albicocche di colore rosso intenso (quasi bordeaux) sull'intera superficie. Fioritura in epoca intermedia, maturazione precoce. La pianta è autofertile, media vigoria e portamento tendenzialmente assurgente. Il frutto, oltre ad essere molto attraente, è di buona pezzatura e di ottimo sapore. Una varietà particolare che non può mancare ad un collezionista. Il marchio è registrato e ne è vietata la riproduzione a scopo di lucro.

Albicocco "Rubista"

Albicocco "Farlis"
5) Albicocco "Farlis" : varietà di origine francese, è qui citata in quanto è uno degli Albicocchi più tardivi in assoluto, maturando i propri frutti a metà Agosto. La pianta è a portamento espanso, autofertile ed a fioritura tardiva. Frutti grossi (circa 90 grammi in media), buoni, con un grado di zuccheri di 15° brix. Adattabile a diversi ambienti climatici.

6) Albicocco "Nirosa 2" : varietà resistente a Sharka (Plum Pox Virus), malattia virale, nota anche come Vaiolo delle Drupacee. La pianta ha elevata vigoria, è autofertile, con fioritura in epoca intermedia e epoca di fruttificazione precoce (prima metà di Giugno). Produzione è elevata ed i frutti sono di grossa pezzatura, di color arancione intenso e di buon sapore (bassa acidità della buccia).

7) Albicocco "Tsunami" : qui citata per essere una varietà ultra precoce, essa infatti è una delle prime a maturare e, nei luoghi più caldi, i frutti maturano anche a partire dalla seconda metà di Maggio. Pianta selezionata in Francia e commercializzata a partire dal 2010 (coperta da copyright e vietata la riproduzione a scopi di lucro). La fioritura è precoce e la pianta è autosterile, sono perciò necessari altri Albicocchi a fioritura precoce per garantire l'impollinazione. Il vigore della pianta è medio-alto ed il portamento assurgente. Il sapore è equilibrato, con una dolcezza di 13 °brix, piuttosto elevata per una varietà così precoce. 

Albicocco "Tsunami"

Albicocco "Ninfa"
8) Albicocco "Ninfa" : selezionata dall'Università di Bologna e commercializzata dal 1993, si caratterizza per uno scarso fabbisogno di freddo, rendendola ideale per il Sud Italia, zona che inoltre ne esalta le potenzialità. La pianta ha basso vigore e portamento espanso. Varietà autofertile, con fioritura medio-precoce e maturazione precoce, è indicata per la coltura protetta. I frutti hanno una buccia chiara (gialla, senza sovra-colorazioni), la polpa ha grado zuccherino di 15° brix, il sapore è buono negli ambienti meridionali, ma potrebbe non esser eccezionale se si anticipa eccessivamente la raccolta.

9) Albicocco "Ivonne Liverani" : pianta di origine Italiana (Faenza), diffusa a partire dal 1977. La pianta è solo parzialmente autosterile e se ne consiglia la vicinanza ad altri Albicocchi che fioriscano in epoca intermedia (come lui) al fine di garantire un'efficacie impollinazione. Viene citata in quanto mostra un'alta resistenza alla Monilia. I frutti maturano in epoca intermedia, sono buoni, ma di breve conservabilità. 

10) Albicocco "Portici" : pianta di origini Campane, presenta una buona tolleranza alla monilia. Produttività elevata, con frutti di grandi dimensioni. Essi sono molto dolci (16° brix) ed aromatici. Si può coltivare in diversi ambienti, anche se nelle annate molto piovose parte dei frutti è soggetta a spaccatura.  E' autofertile; la fioritura è medio-precoce, mentre la maturazione è medio-tardiva. 

Albicocco "Portici"

lunedì 1 ottobre 2018

Coltivazione del Nespolo Giapponese (Eriobotrya japonica) Come Pianta da Frutto

Il Nespolo Giapponese (Eriobotrya japonica), da non confondere con il Nespolo Comune, è una pianta elegante, utilizzata più come ornamentale che come fruttifera.
Nelle prossime righe descriverò il Nespolo Giapponese, fornendo utili informazioni sulla sua biologia, così da poterlo coltivare al meglio per ottenere un'abbondante fruttificazione.

frutti maturi Eriobotrya japonica

Storia, Origine e Diffusione :

Il Nespolo del Giappone, contrariamente a quanto possa suggerire il nome, è nativo della Cina orientale, dove a tutt'oggi cresce alla stato selvatico. 
Il suffisso "Giapponese" fu probabilmente dato in funzione del fatto che, già molti secoli fa, i giapponesi selezionarono innumerevoli varietà a frutto grosso e succoso, partendo dalle piante selvatiche cinesi.
Eriobotrya japonica fu introdotta in Europa a partire da fine '700 e da lì si diffuse in tutto il bacino Mediterraneo.

Questa specie è molto diffusa anche nelle zone più miti degli Stati Uniti (Florida, California, Texas), nel Sud America ed in alcune aree dell'Australia, dove si è addirittura naturalizzata.
Il Nespolo Giapponese è presente dal Nord al Sud Italia ed è molto comune sia in città (a Milano, ad esempio, è piantato in moltissimi giardini condominiali e nei parchi pubblici), che in campagna, dove è di norma cresciuto negli Orti privati.
A livello commerciale è coltivato nel Sud della Spagna ed in Sicilia, nelle principali località agrumicole.
Sebbene la raccolta dei frutti (e quindi i costi di manodopera) non sia molto vantaggiosa, nelle zone più calde riesce a coprire quella fetta di mercato che precede la maturazione delle primizie di albicocche (Aprile).


Com'è Fatta la Pianta del Nespolo del Giappone ? - Botanica e Fisiologia 

Eriobotrya japonica è una specie sempreverde che si sviluppa sotto forma di albero di medie dimensioni che, se non potato, raggiunge un'altezza media di 8 metri (26 ft).
Il Nespolo appartiene alle Rosaceae, un'ampia famiglia che annovera al proprio interno le più comuni piante da frutto decidue, adatte a climi continentali freddi.
Sebbene all'apparenza possa sembrare molto diverso, il Nespolo è una pomacea, ovvero una pianta che produce come frutto un pomo, esattamente come Melo e Pero.

Eriobotrya deflexa, chiamato anche Nespolo di Bronzo, è la seconda specie più diffusa del genere Eriobotrya; tuttavia quest'ultima è utilizzata esclusivamente a scopo ornamentale, per via della copiosa fioritura e delle foglie che, nella prima fase di sviluppo, sono di un vistoso color rosso-marroncino, un po' come il bronzo.

Il Nespolo Giapponese ha una chioma tondeggiante, piuttosto fitta ed espansa quasi quanto l'altezza della pianta.
Le foglie sono coriacee, color verde scuro, dalla superficie "ondulata". Esse sono ovali e di notevoli dimensioni, raggiungendo anche i 30 cm (12 in) di lunghezza.
I giovani rami sono esili e piuttosto lunghi, mentre le foglie (ma anche fiori e frutti) tendono a disporsi concentricamente sulla parte terminale del ramo, lasciando "nudo" buona parte del legno.
Come detto in precedenza, la specie non è decidua ed il ricambio fogliare non è simultaneo, sebbene ci possa esser una cospicua perdita di foglie durante e dopo la ripresa vegetativa (Aprile-Maggio).

L'apparato radicale si espande su un'area superiore a quella della proiezione della chioma sul suolo, tuttavia non è invasivo e rimane piuttosto superficiale.
Le radici non rappresentano dunque un problema per tubi, marciapiedi o vialetti piastrellati.

Fogliolina Eriobotrya japonicaI fiori del Nespolo Giapponese sono bianchi, di piccole dimensioni e raggruppati in un'infiorescenza a forma di grappolo che emerge eretta dalle gemme apicali dei giovani rami prodotti durante l'estate.
La presenza di un Nespolo in fiore si avverte, poiché i numerosi fiorellini emanano una forte fragranza alla vaniglia e questo odore (profumo) si percepisce sin da lontano.

Boccioli Nespolo GiapponeseLa fioritura del Nespolo è "fuori stagione"; proprio quando le altre piante iniziano a perdere le foglie, lui si prepara a fiorire. Se da un lato questo potrebbe esser un suo punto a favore, rallegrandoci in una stagione avara di fiori, dall'altro espone i suoi fiori a possibili danni da freddo.
I boccioli fiorali emergono dopo la stasi vegetativa di Agosto ed iniziano ad esser visibili da settembre inoltrato. I primi fiori si aprono, a seconda del clima e della varietà, a partire da Ottobre, tuttavia la fioritura è scalare e si protrae fino a Dicembre-Gennaio. Nelle zone fredde del Nord Italia non è raro che fiorisca in Novembre, si blocchi per il freddo in Dicembre e Gennaio, per ricominciare a fiorire con i primi tepori di Febbraio/Marzo.
I fiori del Nespolo del Giappone sono generalmente autofertili e molto visitati dagli insetti pronubi, in particolar modo dai Bombi, che volano anche quando le temperature sono troppo rigide per le freddolose Api; quindi, di norma, non servono Nespoli impollinatori.

Dopo l'impollinazione, inizia l'allegagione, quel lento processo (anche per via delle basse temperature) che porterà alla produzione dei frutti.
L'infiorescenza, così come i piccoli frutticini, sono ricoperti da una leggera peluria, un adattamento evolutivo volto a proteggere dal freddo i giovani organi.

I frutti del Nespolo Giapponese sono dei "pomi" ricoperti da una sottile buccia liscia, raggiungono le dimensioni di una piccola albicocca e, nelle varietà a frutto grande, possono pesare fino a 60 gr (2 Once).
Le Nespole del Giappone, a maturazione, diventano di color giallo-arancione, più o meno intenso a seconda della varietà e dell'esposizione al Sole.
La polpa del frutto è acquosa, con un buon compromesso tra acidità e dolcezza. Purtroppo, per esigenze di mercato, le Nespole che si trovano nei supermercati vengono spesso raccolte leggermente acerbe, risultando acide; ma vi assicuro che un frutto maturato correttamente al Sole ha un elevato contenuto di zucchero ed il sapore è davvero dolce.

Ogni frutto contiene da 1 a 5 grossi semi. Essi sono lucidi, marroni, appiattiti su una faccia e, nel complesso, ricordano molto (per forma, colore e dimensione) una piccola castagna.

Il periodo di maturazione dipende essenzialmente dalla mitezza dell'inverno ed è compreso tra inizio Aprile (es. pianure della Sicilia) e fine Giugno (Nord Italia). Un Nespolo adulto coltivato in un impianto intensivo può produrre al massimo 50 kg (100 lb) di frutta a stagione, mentre uno selvatico cresciuto liberamente anche di più.

Eriobotrya japonica è una specie a crescita rapida, ma di longevità medio bassa. Sebbene ci possano essere esemplari di oltre 50-60 anni, dopo i 25-30 anni di età, la pianta perde in salute, si ammala più facilmente ed ha una crescita più stentata.

Fiori Eriobotrya japonica

Fioritura Nespolo Giapponese



Qual è la Differenza tra Nespolo Giapponese e Nespolo Comune (sin. Nespolo Germanico) ?

Il Nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica o Mespilus japonicus) ed il Nespolo di Germania (Mespilus germanica), pur appartenendo alla stessa famiglia (Rosacee), sono piante ben diverse, ma che fin troppo spesso vengono confuse.
Quando si parla genericamente di Nespolo, il 90% delle persone si riferisce a quello trattato in questo articolo, in quanto è ben più diffuso rispetto al Nespolo della Germania.
Di seguito troverete una tabella riassuntiva in cui sono elencate le differenze tra le due specie di Nespolo.

Caratteristica
Nespolo Giapponese
Nespolo Germanico
Altezza m (ft)
8 (26)
4 (13)
Foglie
Grosse e Coriacee
Medie
Vegetazione
Sempreverde
Decidua
Fiori
Raggruppati
Singoli
Periodo Fioritura
Autunno-Inverno
Primavera
Maturazione Frutti
Primavera
Autunno
Frutti
Arancioni
Marroni
Diffusione
Comune
Raro
Utilizzi
Ornamentale e Pianta da Frutto
Pianta da Frutto Antica
Resistenza al Freddo
Buona
Ottima


Come Coltivare il Nespolo Giapponese ? - Crescita, Clima, Esposizione e Potatura

Eriobotrya japonica è un albero che sopravvive all'inverno di una zona USDA 7 e può essere piantato in tutta Italia, dalla Sicilia (fino alla bassa montagna) al Piemonte (in pianura).
Il Nespolo del Giappone regge temperature minime nell'ordine dei -15° C (5° F) e, con qualche danno alle foglie, persino inferiori.
Ciò nonostante l'habitat ideale per la sua crescita rimane quello del centro-sud Italia, con il suo clima mediterraneo.

Purtroppo il fatto di sopravvivere non coincide necessariamente con il fruttificare. Come già detto, il Nespolo Giapponese fiorisce in inverno ed il gelo può danneggiare seriamente i fiori e, dunque, la produzione di frutti (per scoprire altre piante a fioritura invernale Clicca Qui).
Per una costante produzione di frutti se ne consiglia la coltivazione nell'areale degli Agrumi ed in generale in zone esenti da gelo; tuttavia, per esperienza diretta, posso affermare che produce anche in località ben più fredde.

Una soglia di temperatura critica per il danneggiamento dei fiori/frutticini potrebbe essere -5° C (23° F). In zone in cui, di norma, nelle notti invernali a cielo sereno si registrano temperature minime uguali o inferiori ai -3° C, la fruttificazione sarà scarsa/nulla ed altalenante a seconda degli anni.
Dove ci sono gelate leggere (e non costanti per 3 mesi di fila), la produzione è discreta anche se si verificano degli occasionali episodi con temperature inferiori alla soglia critica.
Personalmente ho visto Nespoli carichi di frutti maturi sulle rive del Lago Maggiore (anche quelle meno riparate) o nell'hinterland milanese, mentre nelle zone limitrofe, meno protette, magari si salvano solo una ventina di frutti per pianta. Nelle aree più fredde del Nord Italia (es. aperte campagne della pianura Padana occidentale), di norma, i frutti marciscono prima di ingrandirsi.


Nelle zone più miti d'Italia, invece, ci saranno così tanti frutticini che occorrerà  diradarli se si vuole avere una buona pezzatura. Il periodo migliore per diradare i frutti è quando essi hanno le dimensioni di una nocciola, lasciandone non più di 5-6 per ogni infiorescenza.
Senza il diradamento si rischia di avere pannocchie con anche oltre 15/20 frutti che, però, rimarranno più piccoli e meno saporiti.
Un ultimo consiglio è quello di lasciare i frutti meglio sviluppati, ma anche quelli ben distanziati, affinché ci sia un buon circolo di aria, si eviti l'umidità ed il contatto tra i frutti, limitando così lo sviluppo di muffe, marciumi e patologie.

post fioritura Eriobotrya japonica

Il Nespolo Giapponese, pur preferendo quelli mediamente ricchi, drenanti ed a pH neutro, è adatto ad una vasta gamma di terreni, da quelli sabbiosi, sino a quelli argillosi, passando per quelli poveri e sassosi, tipici di molte zone Olivicole.
Le concimazioni a base di azoto, importanti solo nei terreni poveri di materia organica, devono essere fatte ad inizio primavera. Un'eccessiva concimazione rende la pianta più soggetta agli attacchi del batterio  Erwinia amylovora, che provoca la malattia nota come fuoco batterico.

L'irrigazione è importante soprattutto durante i primi 2-3 anni dalla piantumazione, mentre una pianta adulta si può ritenere abbastanza resistente alla siccità. Inoltre non dimentichiamoci che  questa pianta fruttifica tra tarda primavera ed inizio estate e, dunque, nei mesi più torridi dell'anno non ha né fiori, né frutti, potendo dunque reggere meglio degli eventuali stress.
Durante estati particolarmente siccitose, di regioni aride come Puglia o Sardegna, anche piante affrancate si avvantaggiano delle innaffiature, in assenza delle quali si potrebbe avere una fioritura meno abbondante.

La fertilità del terreno e la disponibilità idrica giocano un ruolo nella fisiologia della pianta. Nel Nord Italia, mediamente più piovoso e con suolo più ricco, il Nespolo è molto vigoroso e produce frutti succosi; nel Sud Italia (senza irrigazioni/concimazioni) tende invece ad avere un portamento più compatto, con una crescita annua inferiore, oltre a fare frutti più piccoli, meno acquosi, ma più saporiti.

Il Nespolo del Giappone cresce molto bene in pieno Sole, ma non lo definirei una specie spiccatamente eliofila, in quanto si sviluppa e produce discretamente anche con esposizioni a mezz'ombra. Ne ho visti fruttificare anche in zone ombrose, sotto dei grossi pini, ma i frutti maturi  erano scialbi, con un basso contenuto zuccherino.

Sebbene la specie cresca meglio in piena terra, si possono ottenere buoni risultati anche coltivandola in vaso, dove però lo sviluppo rimane decisamente più contenuto.
La coltivazione del Nespolo Giapponese in grossi vasi può regalare soddisfazioni inaspettate, compresa la produzione di frutti.

Le potature servono a contenere le dimensioni della pianta ed ad arieggiare la chioma. Durante questa operazione si devono rimuovere i rami che si incrociano, quelli mal disposti, secchi o troppo vigorosi (ad esempio che puntano in alto). Contrariamente alle comuni piante da frutto, il periodo migliore per potare il Nespolo Giapponese è l'inizio dell'estate, appena dopo la raccolta dei frutti.

Frutticini Nespolo del GiapponeLa specie è abbastanza soggetta alle malattie e può essere attaccata da diversi patogeni, come ad esempio gli afidi che si nutrono della linfa, attaccando le giovani foglie. L'avversità più grave è però causata dal fungo Fusicladium eriobotryae, l'agente eziologico della Ticchiolatura del Nespolo Giapponese.
Questa malattia si manifesta con macchie brunastre circolari e colpisce sia foglie, che frutti, compromettendo (od azzerando) la fruttificazione.
Fusicladium eriobotryae rimane latente durante l'estate, mentre cresce per il resto dell'anno. La Ticchiolatura provoca maggiori danni nel Sud Italia (ed in generale nelle regioni miti), poiché il freddo invernale inibisce lo sviluppo e la diffusione del fungo.
Un trattamento a base di rame durante la stagione fredda aiuterà a prevenire ed a contenere la Ticchiolatura.

Frutti Immaturi Nespolo Giapponese
Frutti Maturi Nespolo Giapponese

Come Riprodurre il Nespolo del Giappone ? - Varietà e Metodi di Propagazione

Buona parte delle piante che troviamo nei giardini o lungo le strade non sono cultivars selezionate, ma semenzali; infatti i Nespoli Giapponesi si moltiplicano agevolmente tramite semina.
L'operazione è molto semplice, basta piantare dei semi freschi, verso maggio, in un vaso con buon terriccio, innaffiare e posizionare a mezz'ombra. Nel giro di qualche settimana i semi germoglieranno e, nella primavera successiva, si potranno già piantare a dimora.
Un Nespolo fatto da seme impiegherà circa 6-8 anni prima di fiorire/fruttificare e, con buona probabilità, i frutti saranno più piccoli delle varietà selezionate.

Il secondo metodo di riproduzione è tramite innesto, che può avvenire su franco (cioè sulla stessa specie) o su Cotogno; in quest'ultimo caso la vigoria e le dimensioni della pianta adulta saranno più contenute, ma la resistenza alla siccità un po' inferiore.

In commercio esistono innumerevoli varietà di Nespolo Giapponese, tuttavia buona parte dei Vivai non specificano quale sia (ed è probabile che vi stiano vendendo dei semenzali).
In Italia sono reperibili il Nespolo "Trabia", pianta a frutto grosso tipica del Palermitano, ed il Nespolo "Tanaka", una delle varietà storiche.

Piantina di 2 mesi Eriobotrya japonica

Pianta Adulta Nespolo del Giappone