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giovedì 27 marzo 2025

Giacinto (Hyacinthus orientalis) - Una Bulbosa Primaverile Profumata e dai Colori Sgargianti

Tra le specie da Bulbo che ci rallegrano la vista durante la primavera non possiamo non citare i Giacinti, che con la loro fioritura aggiungono colore al verde del nostro giardino.

I Giacinti appartengono al genere Hyacinthus, a sua volta compreso all'interno della famiglia delle Asparagaceae e, quindi, geneticamente vicino ai Muscari di cui avevamo già discusso qui.

Infiorescenza Hyacinthus orientalis

Fioritura Giacinti

Origine e Descrizione :

Il genere Hyacinthus comprende solo tre specie :

  • Hyacinthus litwinovii 
  • Hyacinthus transcaspicus
  • Hyacinthus orientalis
Le prime due sono native di un'area compresa tra il Nord dell'Iran ed il Sud del Turkmenistan, mentre Hyacinthus orientalis è originario del medio oriente, in un'area compresa tra Iraq, Siria, Libano ed Israele. E' proprio quest'ultima specie che si è diffusa a livello ornamentale e quella dalla quale sono state selezionate le diverse varietà che oggi troviamo facilmente in commercio. 

In Italia sono coltivati sia come Bulbi da interno, che da esterno e, talvolta, la loro fioritura viene forzata in serra per ottenere piante fiorite già nel periodo natalizio. 
Allo stato selvatico è raro trovare Giacinti, se non in luoghi disturbati ed antropizzati, in cui possono sfuggire alla coltivazione.

Botanica :

Primo Piano Fiore
Il Giacinto è una specie bulbosa, con un diametro del bulbo che in media è di 5 cm (2 in). Dal bulbo, in primavera, emergono le foglie. Esse sono a forma di cinghia, lunghe fino a 30 cm (12 in), con una larghezza di circa 1/10. Le foglie del Giacinto sono spesse ed hanno una consistenza carnosa, che ricorda quasi il cuoio e sono arrangiate circolarmente. Le foglie emergono erette e ravvicinate tra loro, racchiudendo (quasi nascondendo) l'infiorescenza che, appunto, è disposta centralmente. A poco a poco le foglie tendono ad aprirsi ed a piegarsi orizzontalmente lasciando spazio all'infiorescenza.

Botanicamente è un racemo (infiorescenza non ramificata), lungo più o meno quanto le foglie e formato da un numero variabile (compreso tra 5 e 50) di piccoli fiorellini di pochi centimetri di diametro. Il numero di fiori varia in funzione della cultivar, ma anche in base alla salute e allo stato nutrizionale. 

I fiori sono formati da 6 petali di diverso colore a seconda del clone, possono assumere tonalità che spaziano dal blu-violetto, sino al bianco, passando per il rosa, arancione e giallo. Altra peculiarità è l'intenso profumo che emanano, la cui delicatezza li rende ideali anche per profumare ambienti interni.

Ai fiori seguono i frutti, ovvero delle capsule rotonde che, a maturazione, si seccano aprendosi in tre parti, ognuna delle quali contiene più semi neri.

Hyacinthus orientalis Bianco

Infiorescenza Immatura

Coltivazione e  Cure :

Come tutte le bulbose a fioritura primaverile conviene interrare i bulbi nel periodo autunnale, indicativamente tra fine ottobre e novembre. In questo modo i bulbi entrano in uno stato di dormienza e sono sottoposti a condizioni ideali di umidità e temperatura (in assenza di freddo invernale si ha una fioritura scarsa). 

I bulbi vanno piantati a circa 15 cm (6 in) di profondità ed altrettanto distanti l'uno dall'altro. Il terreno ideale è ricco di sostanza organica, che permette un miglior sviluppo del bulbo, garantendo fioriture anche durante i successivi anni. L'esposizione ideale è a mezz'ombra, che garantisce il giusto equilibrio tra un'elevata attività fotosintetica ed una fioritura prolungata. In linea di massima crescono comunque molto bene anche in pieno sole e sarebbe meglio evitare l'ombra, soprattutto se fitta.

Dopo aver sfiorito e fruttificato le foglie tendono ad ingiallire, solo allora si potranno rimuovere; infatti è importante lasciarle quando sono verdi (anche se non c'è più il fiore) dato che alimentano la pianta e forniscono l'energia necessaria per la fioritura dell'anno successivo.

Corta Infiorescenza Hyacinthus orientalis
Se coltivato in questo modo Hyacinthus orientalis è una specie adatta a naturalizzarsi e, anche senza troppo cure, fiorirà anno dopo anno. Data l'elevata resistenza al freddo non sarà necessario rimuovere i bulbi durante l'inverno e, anche in estate, non ci saranno problemi di siccità dato che la parte epigea (aerea) sarà ormai seccata.

In un terreno mediamente fertile le concimazioni non sono necessarie.

Il periodo di fioritura varia a seconda del clima ma, in linea di generale, avviene nella prima parte della primavera, indicativamente nel mese di Marzo, per circa 4 settimane. 

La riproduzione può avvenire tramite semina, ma in questo caso la nuova pianta sarà geneticamente diversa dalla pianta madre (un Giacinto a fiore rosa può produrre un Giacinto a fiore bianco etc..). Per la moltiplicazione vegetativa si separano i bulbi (che non sono semi, ma una "pianta in miniatura"); in condizioni di crescita ottimali il bulbo principale produce tanti bulbi "figli" (suoi cloni) che possono esser divisi e ripiantati altrove, mantenendo le caratteristiche specifiche.

Insomma i Giacinti sono piante facili, ornamentali, profumate che, per di più, sono perenni e resistenti ad ogni clima che possiamo trovare in Italia.

Giacinto Rosa


domenica 23 febbraio 2025

Muscari armeniacum - Una Specie Bulbosa di Facile Coltivazione

Esistono centinai di Bulbi e Rizomi, molte dei quali fanno fiori enormi e vistosi. Oggi vorrei però parlare di una specie da bulbo meno appariscente, ma con diversi lati positivi che approfondiremo di seguito; sto parlando dei Muscari (Muscari armeniacum).

Origine e Distribuzione :

Il genere Muscari appartiene alle Asparagaceae, una famiglia di Angiosperme monocotiledoni a cui appartengono anche le Agavi. Nonostante la parentela, Muscari ed Agavi sono piante che si sono evolute per climi ed habitat ben diversi.

Tutte le specie di Muscari sono piante bulbose che producono un'infiorescenza più o meno lunga, con fiori di colori che, a seconda della specie, variano dall'azzurro al blu scuro.

Tra le molte specie quella di maggior interesse è sicuramente il Muscari dell'Armenia (Muscari armeniacum) che, come suggerisce il nome, è nativo del Caucaso, ma presente in tutto il bacino mediterraneo orientale. 

M. armeniacum è coltivato prevalentemente a scopo ornamentale, anche se si può trovare allo stato selvatico, soprattutto in suoli disturbati o ai margini delle zone urbanizzate. 

Curiosità : Muscari si può riferire a "Muschio", non per via della parentela, ma per via dell'odore che emano i fiori di molte delle sue specie.

Muscari armeniacum

Primo Piano Fiori Muscari

Descrizione e Coltivazione :

I bulbi dei Muscari, che sono di piccole dimensioni, devono esser interrati in autunno, ad una profondità di circa 5 cm (2 in). Resistono al gelo intenso, all'umidità del suolo e, anzi, si sviluppano meglio dopo un periodo freddo.

Ad inizio primavera dal suolo spuntano le foglioline, nastriformi, disposte in maniera circolare, dapprima erette, che però tendono a ripiegarsi sotto il loro peso. Esse sono color verde, sottili e lunghe anche oltre 30 cm (12 in).

Successivamente per ogni bulbo vengono emesse da una a tre infiorescenze, lunghe al massimo 10 cm (4 in). Queste infiorescenze, che alla base sono circondate dalle foglie, contengono dai 20 ai 40 fiori, disposti all'apice, in maniera piuttosto serrata tra loro. I fiori sono di piccole dimensioni, a forma di campana con apertura rivolta verso il basso, color azzurro scuro/blu, con un'anello bianco in prossimità dell'apertura.

La fioritura avviene a metà primavera, indicativamente nel periodo che va da Aprile ad inizio Maggio. L'apertura dei fiori non è sincrona, iniziano infatti ad aprirsi per prima quelli nella parte più bassa e per ultimi quelli sulla sommità; non è raro che i fiori alla base stiano appassendo quanto quelli all'apice non sono ancora completamente aperti. 

Infiorescenza Immatura
Lo stelo fiorale è comunque bello e si può tranquillamente recidere e tenere in casa come ornamento. In seguito all'impollinazione i fiori producono frutti con semi; piante nate da seme impiegano circa 2 anni prima di fiorire (N.B. il Bulbo non è il Seme, ma semplicemente una forma di fusto modificata).

Foglie MuscariAd inizio estate le foglie iniziano a seccare ma, diversamente da altre bulbose estive, è una sorta di estivazione dato che in autunno non è raro che ne producano di nuove (senza infiorescenze) che perdurano sino all'arrivo del freddo. In altre parole fiorisce una volta all'anno, ma mette foglie due volte all'anno (in primavera e in autunno).

I bulbi sono resistenti alla siccità (anche perché non hanno foglie nei periodi più caldi), al gelo e prosperano al meglio con esposizioni a mezz'ombra, ma si adattano anche al pieno sole o all'ombra. Con posizioni soleggiate crescono con maggior vigore e producono più infiorescenze, ma la durata della fioritura è ridotta rispetto a zone con un po' più di ombra.

Crescono più o meno su tutti i suoli, pur preferendo terreni ben drenanti. 

Si riproducono per semina (raramente) o per divisione dei bulbi; a livello amatoriale si espandono in entrambi i modi in maniera del tutto naturale. Non dovete togliere i bulbi per l'inverno, lasciandoli nel terreno di anno in anno colonizzeranno nuove aree e si allargheranno, donando un tocco magico al vostro giardino. I Muscari sono un'ottima scelta per chi non ha voglia/tempo di curarli, basterà piantarli un'unica volta, per vederli rifiorire ad ogni primavera, data l'altissima capacità di naturalizzarsi, talvolta diventando quasi infestanti. 

Per la naturalizzazione sarebbe meglio aspettare che le foglie ingialliscano e secchino naturalmente, prima di tagliare il prato. Così facendo i bulbi accumuleranno l'energia prodotta dalle foglie con la fotosintesi e si moltiplicheranno sempre più.


Fiori Aperti e Fiori Chiusi

Infiorescenza Prima della Fioritura

Gruppetto di Muscari


martedì 19 dicembre 2023

Barbabietola Rossa (Beta vulgaris) - Guida alla Coltivazione nell'Orto

La Barbabietola Rossa (Beta vulgaris), nota anche come Rapa Rossa, è un ortaggio che può regalare grandi soddisfazioni agli amanti dell'Orto, tuttavia rimane una specie ancora troppo spesso snobbata e poco coltivata a livello amatoriale.

La specie Beta vulgaris appartiene alla famiglia delle Amaranthaceae (sin. Chenopodiaceae) e, a seconda della varietà, può esser utilizzata come foraggio per gli animali, come ortaggio a foglia (le Coste) oppure se ne possono utilizzare le radici, sia per l'estrazione di zucchero (Saccarosio), sia da mangiare cotte, anche qui a seconda della varietà. 

Tubero Rapa Rossa
In questo articolo vorrei parlare della classica Barbabietola Rossa, ovvero quella che produce un grosso tubero rosso, mangiato previa cottura.

Com'è Fatta la Pianta delle Barbabietole ?

E' una pianta priva di tronco, la cui altezza è determinata dalla lunghezza delle foglie. Queste ultime sono di color verde, con venature dal caratteristico color porpora, lo stesso del lungo picciolo tramite cui sono unite al tubero che affiora appena dal terreno, ma che può anche esser rincalzato con la terra. Il picciolo (e anche le foglie) crescono abbastanza erette e, alla raccolta, vi sono circa una decina di foglie. 

Il grosso tubero ha forma tondeggiante e, all'estremità opposta rispetto all'attaccatura alle foglie, presenta un apparato radicale poco sviluppato. 

Ciclo Biologico e Periodo di Trapianto :

Comprando piantine con già qualche foglia il ciclo colturale è piuttosto breve e, una volta trapiantate, non ci vorranno più di 2 o 3 mesi per la raccolta. Partendo da seme i tempi si allungano un po'. In linea di massima è comunque un ortaggio "veloce", che si può coltivare in periodi "di magra" come la primavera (trapianto tra Marzo ed Aprile) o sul finire dell'estate/inizio autunno (trapianto in Agosto). Tuttavia si possono coltivare anche in piena estate (trapianto in Giugno). La coltivazione invernale è possibile solo nelle zone più miti del Sud Italia. 

Beta vulgaris
Quale Terreno hanno Bisogno le Barbabietole ?

E' un ortaggio che può crescere su una vasta gamma di suoli, sebbene preferisca terreni fertili, ricchi di sostanza organica, ben areati e neutri (pH 7). In suoli acidi (pH inferiore a 6) la pianta fatica a svilupparsi ed il tubero stenta ad ingrossarsi ed ha basse qualità organolettiche. La Barbabietola, diversamente da molti ortaggi, tollera una certa salinità del suolo, rendendone possibile la coltivazione anche in zone in prossimità delle coste. La concimazione è a base organica, con stallatico o letame ben maturo.

Qual è la Temperatura Ottimale e Limite per la Crescita delle Barbabietole ?

Le Rape Rosse si sviluppano al meglio con temperature comprese tra i 20° C ed i 26° C (68-79° F), tuttavia tollerano bene sia le alte temperature, sia le basse temperature, infatti possono accrescersi anche con temperature intorno (o di poco inferiori) ai 10° C (50° F); tuttavia il gelo brucia le foglie, bloccandone totalmente la crescita. 

Quanta Acqua Dare ?

Le Barbabietole sono meno resistente alla siccità rispetto alle Coste e, in estate, si deve irrigare almeno 3-4 volte a settimane, mentre nei mesi più freschi 1 o 2 volte, anche a seconda dell'andamento climatico. L'acqua serve per l'accrescimento del tubero e per lo sviluppo delle foglie ed è più importante durante la prima parte del ciclo vitale e può esser leggermente ridotta in prossimità della raccolta. 

Quale è la Migliore Esposizione ?

Questo ortaggio, diversamente dai fagioli, si adatta bene anche alla coltivazione a mezz'ombra e la si può coltivare anche a margine dell'orto, in consociazione con l'insalata.

Semina e Distanza d'Impianto.

La semina in pieno campo avviene di solito in primavera, interrando i semi a non più di 3 cm (1 in) di profondità. Potrete seminare a spaglio, provvedendo poi a diradare. Le Rape Rosse occupano poco spazio e, dopo il diradamento, si dovrebbero lasciare una piantina ogni 15 cm (6 in) di terreno. Soprattutto durante l'ingrossamento del tubero è importante rimuovere le erbe infestanti o limitarne lo sviluppo, ad esempio con una buona pacciamatura.

Quando si Raccoglie la Barbabietola ?

Si raccoglie dopo circa un paio di mesi dal trapianto, ma è importante controllare il tubero (anche spostando leggermente la terra che lo circonda) affinché non superi il diametro di 10 cm (4 in), dato che un tubero troppo grosso tende a rimanere duro e meno saporito. Infatti il periodo di 2 mesi del ciclo vitale è teorico ed influenzato da molteplici fattori (temperatura, umidità, nutrienti etc.), dunque la raccolta può esser anticipata o posticipata anche di settimane. In ultimo ricordatevi che anche le foglie possono esser consumate, previa cottura. 

Picciolo Barbabietola

giovedì 1 settembre 2022

Peonia Arbustiva ed Erbacea - Coltivazione, Clima e Differenze tra le Specie

Le Peonie sono coltivate in tutta Italia per il loro bellissimi, e talvolta profumati, fiori. In questo articolo cercheremo di fare un po' di chiarezza sulle specie principali e su come devono esser coltivate per fiorire abbondantemente e per molto tempo.

Origine ed Inquadramento Botanico :

Il genere Paeonia, unico rappresentante della famiglie delle Paeoniaceae, contiene al suo interno circa 40 specie, le quali possono grossolanamente essere divise in specie erbacee (circa 75%) o arboree (25%). La distribuzione delle diverse specie di Peonia è ampia, ma riconducibile a zone temperate dell'emisfero boreale. Allo stato selvatico le specie arboree si ritrovano solo in Cina, mentre quelle erbacee, a seconda della specie, popolano l'Europa meridionale e l'Asia centro-orientale, comprendendo le zone montagnose ai piedi dell'Himalaya, come la Paeonia emodi, presente tra Pakistan e Nepal o la Paeonia sterniana, endemica del Tibet; mentre la Paeonia lactiflora si spinge fino alla gelida Siberia orientale. Paeonia cambessedesii è endemica delle isole Baleari (Spagna), mentre la Paeonia parnassica cresce nelle zone montagnose della Grecia. Nell'America settentrionale è presente la Paeonia californica, che cresce sul versante pacifico della California (Stati Uniti), ma anche nella Baia California (Messico). In Italia, allo stato naturale, ritroviamo la Paeonia mascula, nota anche come Rosa di Montagna, che cresce nel sottobosco di querce e la Paeonia officinalis, che predilige terreni calcarei e cresce sulle Alpi e nella parte centro settentrionale dell'Appennino (non si ritrova nel Sud Italia).

Le Peonie hanno 5 cromosomi, ma molte specie sono tetraploide, sebbene esistano anche diploidi (per informazioni sulla poliploidia clicca qua).

Sebbene la Peonia sia storicamente collegata alla Cina, arrivò in Europa a fine '700 e, soprattutto in Inghilterra e Francia, i botanici si misero al lavoro per selezionare varianti con le migliori caratteristiche e, dato che le diverse Peonie sono spesso ibridabili tra loro, diedero origine ad innumerevoli ibridi coltivati tuttora a scopo ornamentale in tutto il mondo. L'Olanda, conosciuta per lo più per i Tulipani, è il maggior produttore di bulbi di Peonia.

Fiore Peonia

Quali Sono le Differenze tra la Peonia Arbustiva (o Arborea) ed Erbacea ?

A prima vista, soprattutto per un occhio inesperto, le Peonie potrebbero apparire tutte molto simili tra loro, con l'unica differenza facilmente riscontrabile solo nella tipologia del fiore (colore, dimensione, forma etc..); tuttavia non è questo il tratto distintivo tra le due tipologie di Peonia (Arborea vs Erbacea), dato che entrambe, al loro interno, hanno un'enorme diversificazione di fiori, a seconda della varietà.

Ciò che permette di distinguere una Peonia Arbustiva da una Peonia Erbacea e riassumibile nei punti che seguono :

  • Aspetto in Inverno : la Peonia Arbustiva è, di fatto, un arbusto ed in inverno manterrà i rami prodotti durante l'estate precedente, perdendo unicamente le foglie (è decidua). Nella Peonia Erbacea, invece, i rami estivi seccheranno con l'arrivo del freddo e nella primavera successiva i nuovi rami spunteranno da gemme presenti nel bulbo sotterraneo (che è perenne). Quindi in inverno la Peonia Arbustiva sembrerà un cespuglio spoglio, mentre la Peonia Erbacea "scomparirà", perdendo tutta la parte aerea.
  • Altezza : la Peonia Erbacea, dovendo ricostruire l'intera chioma ogni anno, raggiungerà altezze minori, di norma poco oltre il metro (3.3 ft); la Peonia Arbustiva invece può essere alta anche il doppio.
  • Prima Fioritura : se si interra in autunno un bulbo di una Peonia Erbacea, la primavera successiva si avranno già i fiori, mentre piantando una piccola Peonia Arborea ci potrebbero volere 2-3 anni prima della prima fioritura. 
  • Longevità : le Peonie Arbustive possono vivere anche 100 anni. Le Peonie Erbacee sono anch'esse perenni, ma per mantenersi  sane e vigorose si dovrebbero dividere i bulbi ogni 6-7 anni.
  • Vigoria : di norma le Peonie Erbacee crescono più velocemente, dato che hanno un'unica stagione per raggiungere la loro massima altezza.
  • Resistenza al Freddo : sebbene anche le Peonie Arboree siano resistenti a geli piuttosto intensi, quelle Erbacee lo sono di più e possono tollerare i climi continentali gelidi del Nord Europa.
  • Esposizione : Le Peonie Erbacee vogliono posizioni più Soleggiate rispetto alle Peonie Arbustive
Per una lettura sulla generale differenza tra specie botaniche erbacee ed arboree clicca qui.

Peonia Fiore Rosa

Peonia Arbustiva Fiore Giallo

Come è Fatta una Peonia ? - Botanica e Fisiologia

Nonostante le differenze sopracitate, molti tratti accomunano le diverse specie di Peonia. Tutte le Peonie hanno l'aspetto di piccoli cespugli fitti, raramente più alti di un uomo e posseggono foglie pennate, in cui ogni fogliolina è lobata, più o meno marcatamente a seconda della varietà. Il colore delle foglie è tendenzialmente verde, ma in molte selezioni solo la venatura è verde, mentre il resto possiede sfumature bronzee.

I diversi cloni si differenziano per lo più per i loro fiori che possono essere di un colore che spazia dal bianco, al rosso, alle diverse sfumature di rosa-viola e, più raramente, anche giallo-arancione. Il fiore è di grosse dimensioni e caratterizzato dalla presenza di numerosissimi stami. Esso può essere singolo, doppio, semi-doppio, anemone (che ricorda appunto gli Anemoni). Altra variabile è l'odore del fiore, che può essere molto intenso, come assente, con in mezzo tutte le diverse intensità di fragranza. 

I fiori della Peonia sono singoli, si aprono all'apice di un lungo stelo ed hanno una vita media di circa 5-7 giorni, ma sbocciano in maniera scalare, protraendo la fioritura di ogni pianta per almeno 6-8 settimane, in un periodo compreso tra metà primavera e Luglio, con differenze anche in base alla varietà ed al clima in cui vengono coltivate.


Come Coltivare la Peonia ? - Crescita, Terreno e Potature 

Le Peonie sono piante amanti del Sole e gradiscono esposizioni piuttosto soleggiate; tuttavia possono fiorire anche in posizioni a mezz'ombra. In linea di massima le Peonie Erbacee sono più esigenti e fioriscono al meglio solo in pieno Sole, mentre le Peonie Arboree possono dare ottimi risultati anche con meno Sole diretto e talvolta, soprattutto nelle zone più torride ed aride, sono più sane con qualche ora di ombra durante il giorno.

Foglie Peonia
Le Peonie sono coltivate in luoghi molti freddi, sopportando anche gelate molto intense. Indicativamente sopravvivono in zone USDA comprese tra 2 e 8; quindi le più rustiche (alcune specie di Peonia Erbacea) resistono a temperature inferiori -40° C (40° F), mentre le specie più delicate delle Peonie Arbustive fin circa -12° C (10° F). In altre parole la giusta varietà di Peonia può crescere anche nelle vallate più fredde del Nord Italia.  Per contro, nelle zone più calde del Sud Italia potrebbe non essere soddisfatto il fabbisogno di freddo, con effetti negativi sulla fioritura (che risulterebbe scarsa).

Il terreno ideale è ricco di sostanza organica (ottime le concimazioni con letame maturo), ma soprattutto ben drenante, dato che i ristagni idrici tendono a far marcire i tuberi. Se il terreno fosse troppo compatto conviene lavorarlo, mischiarlo a sabbia e deporre ghiaia sul fondo, così da evitare l'accumulo di acqua. Il pH del suolo è preferibilmente neutro (pH 7), ma la pianta può tollerare leggere oscillazioni, preferendo quelli leggermente acidi rispetto a leggermente basici. Fertilizzanti eccessivamente ricchi di azoto potrebbero indurre crescita vigorosa, ma scarsa fioritura.

Bocciolo Peonia
Le Peonie non hanno un'ottima resistenza alla siccità, ma odiano anche i terreni troppo umidi; idealmente, in assenza di piogge, dovrebbero essere annaffiate con parsimonia, una volta ogni due settimane durante la primavera ed una volta a settimana in estate, mentre non si deve irrigare quando la pianta va in dormienza invernale (dopo caduta foglie). Ricordatevi, bagnare troppo è forse peggio di non bagnare affatto. Un'ottima soluzione, che vi permetterà di ridurre il consumo di acqua, potrebbe consistere nel fare un buono strato di pacciamatura.

La potatura è diversa a seconda che sia una Peonia Arbustiva o Erbacea; nel primo caso avrà lo scopo di eliminare i rami che si intersecano e sfoltire la chioma, favorendo la circolazione d'aria, mentre nel secondo caso si dovranno tagliare i rami secchi (ormai morti) alla base. E' fondamentale sapere che Peonia abbiate piantato, dato che potare alla base una Peonia Arbustiva equivarrà a non avere neppure un fiore durante l'estate successiva. Con entrambi i tipi di Peonia la potatura va eseguita sul finire dell'Autunno.

Dove e Quando Piantare le Peonie in Giardino ? Come Si Propaga ?

Il periodo migliore per la piantagione è il tardo autunno, prima che il terreno geli, ma dopo che le piante abbiano perso le foglie. La posizione dovrà esser soleggiata ed abbastanza aperta, dato che le Peonie non crescono bene vicino ad altre piante (più grandi di loro), né tanto meno sotto-chioma ad alberi ad alto fusto, come invece amano le Azalee ed i Rododendri.

Scegliete dunque una posizione isolata, per creare una bordura insieme ad altri bulbi e/o piante a crescita lenta e con apparato radicale contenuto (le Peonie odiano competere per i nutrienti con altre specie).

Le specie Arboree (es. Paeonia suffruticosa) si riproducono spesso tramite innesto su tuberi di specie erbacee, mentre le specie Erbacee si moltiplicano per divisione dei bulbi. Questa differenza è importante in fase di piantumazione : le Peonie Erbacee dovranno esser poste nella buca in modo tale che le gemme più superficiali siano ricoperte da non più di 4 cm (1,6 in) di terra, altrimenti potrebbe esser "soffocata"; per contro le Peonie Arbustive devono aver il punto di innesto posto ad almeno 10 cm (4 in) di profondità, evitando così che il portainnesto (cioè la specie erbacea) ricacci.

Le Peonie, nelle loro "mille" varianti, sono belle piante fiorite che, per loro natura, si prestano ad essere piantate isolate od a gruppetti distanziati e, insieme agli Aceri, non possono mancare in un bel giardino giapponese.

Fiore Peonia "Anemone"

Aiuola di Peonie

Grosso Fiore Semidoppio Peonia

mercoledì 11 ottobre 2017

Come Coltivare le Carote (Daucus carota) nell'Orto.

La Carota (Daucus carota) è uno degli ortaggi più diffusi al mondo e la si può mangiare sia cruda, che cotta.
La parte edule di questa specie, un po' come per i Ravanelli, è la radice sotterranea, motivo per cui non è sempre facile capire quando le carote siano mature e pronte per essere raccolte.

Nelle prossime righe farò una breve descrizione della specie e darò qualche informazione sulla loro coltivazione, sulle temperature necessarie per la crescita ed indicherò il periodo migliore dell'anno per piantarle, a seconda delle varie regioni d'Italia.

Carota radice

Origine e Diffusione :

La Carota "Domestica" (Daucus carota subsp. sativus) è una sottospecie di carota selvatica, la quale cresce spontanea in diverse zone d'Europa ed Asia.
La Carota selvatica è nativa della Persia, nell'Asia Centrale, corrispondente all'attuale Iran ed Afghanistan.
Inizialmente  la specie veniva coltivata per le sue foglie aromatiche e per i suoi semi.
L'uso culinario delle radici di carota è più recente; le prime testimonianze scritte risalgono infatti al primo secolo dopo Cristo.
In Europa arrivarono inizialmente in Spagna, ma la diffusione vera e propria iniziò solo nel rinascimento, prevalentemente ad opera degli Olandesi.

Secoli di incroci portarono alla selezione delle Carote domestiche, le quali erano più grosse, meno amare e dalla consistenza poco "legnosa". Oggi sono presenti carote di tutti i colori, dimensioni e forme.


Quando Piantare le Carote ? - Clima e Temperature di Crescita

Le Carote sono piante che vogliono sì caldo, ma non amano gli eccessi di temperatura e, per un corretto sviluppo, sarebbe meglio evitare i mesi più caldi dell'anno (Luglio-Agosto).
Ovviamente sto parlando dell'Italia, in altre regioni Europee con estati più fresche (es. Inghilterra) è proprio questa la stagione più adatta. In Italia, l'estate è la migliore stagione per la coltivazione di Carote solo in collina o in bassa montagna, ad esempio sulle Alpi o sugli Appennini.

In Italia, in pianura, si possono seminare tra Marzo e Maggio (al Nord) o in autunno (al Sud), in modo che siano pronte ad inizio estate o in inverno, rispettivamente.
Consiglio di seminarle a più riprese, indicativamente ogni 10-12 giorni, così da avere una maturazione scalare.
Ricordate che quando la temperatura del suolo è inferiore ai 10° C (50° F) la germinazione potrebbe essere lentissima o non avvenire, mentre a temperature superiori avviene di solito in 10-15 giorni dalla semina. Per velocizzare il processo (ed aumentare la percentuale di germinazione) si possono  reidratare i semi, lasciandoli per qualche ora in acqua, a temperatura ambiente.

Le temperature ideali per la coltivazione delle carote sono 24° C (75° F) di giorno e 15° C (59° F) di notte. Temperature massime superiori ai 28° C (82° F) rallentano notevolmente la crescita della radice e le conferiscono un gusto poco gradevole.
Le Carote possono tollerare effimere gelate, tuttavia sarebbe meglio evitare che le temperature scendano sottozero.


Dove Seminare le Carote ? - Terreno ed Esposizione 

Le Carote si seminano direttamente nell'orto (dato che sviluppano un fittone non conviene trapiantarle). La Carota è una specie piuttosto esigente in quanto a terreno; esso deve essere sciolto, profondo e fertile.
E' molto importante lavorare il terreno in profondità (almeno 40 cm o 16 inch), poiché la radice non riesce a "gonfiarsi" in un suolo troppo compatto, per questo motivo sono decisamente più indicati i terreni sabbiosi, rispetto a quelli sassosi.

Affinché le radici diventino grosse e dolci si devono produrre zuccheri tramite la fotosintesi clorofilliana; per questo motivo le Carote prediligono un'esposizione in pieno Sole, tuttavia reggono meglio di altre verdure una posizione luminosa, ma a mezz'ombra. L'ombra piena è da evitare.

I piccoli semi di carota si interrano ad un paio di centimetri (0,8 in) di profondità, su file distanziate almeno 20 cm (8 in). Una volta spuntate le prime foglioline si possono diradare quelle sulle fila, lasciando una pianta ogni 5 cm (2 in). Si può seminare anche a spaglio, in questo modo le piantine dovrebbero essere distanziate di 10 cm (4 in), in tutte le direzioni.
E' importante il diradamento, poiché la competizione per il nutrimento limiterebbe lo sviluppo delle radici.

Germogli Daucus carota

Carote nell'Orto

Quando si Raccolgono le Carote ? - Ciclo Colturale e Maturazione

Tenete presente che, in media, il ciclo vitale di una carota è di 75-120 giorni. Questo periodo comprende anche la fioritura, che di solito serve solo per ottenere semi.
Da quando si semina una Carota a quando è matura per essere raccolta (prima che fiorisca) calcolate in media 2 mesi. I tempi variano in funzione del clima, ma anche della varietà e delle condizioni di crescita.

Le Carote si raccolgono quando il loro diametro è compreso tra 1 e 2 cm (0.4-0.8 in), per capire quando sia il momento giusto si possono raccogliere a campione.

Le Carote mature si estraggono dal terreno e vengono lasciate asciugare qualche giorno in ambiente secco e non a contatto diretto con i raggi solari.
Ricordate di non lasciare crescere troppo le carote, poiché la radice, lignificando, si indurisce, rendendola meno adatta ad usi culinari.


Come Crescere le Carote ? - Coltivazione e Cure

Le carote appena germinate iniziano a crescere velocemente. Se il terreno attorno alla pianta cedesse, lasciando esposta la radice, si dovrà rincalzarlo.
La carota ama un terreno soffice e l'umidità aiuta a tenerlo tale, tuttavia può tollerare anche un suolo relativamente secco. Si dovrà irrigare frequentemente, evitando però ristagni d'acqua. Stress idrici (ad esempio innaffiature abbondanti dopo lunghi periodi secchi) possono portare alla rottura del tubero o a marciumi.
La concimazione va effettuata con letame maturo ed, in generale, con sostanza organica, possibilmente con una maggior concentrazione di potassio e fosforo (che aiutano lo sviluppo radicale) ed una minore di azoto (che aiuta la produzione di foglie, a discapito delle radici).
Se vi è un eccesso di azoto nel terreno la pianta produrrà carote più piccole, biforcate, meno saporite e con più peli radicali.
Per questo ortaggio è molto importante il controllo delle erbe infestanti che, se non tolte, sottrarrebbero preziose energie.
Le carote sono soggette ad avversità sia di natura abiotica (es. Stress idrici o Temperature troppo elevate), che di natura biotica (es. i temuti nematodi o le larve della mosca della carota, le quali si nutrono scavando all'interno delle radici o, in fine, i numerosi funghi e batteri patogeni).


Per mantenere fertile ed equilibrato il terreno è meglio non piantare la Carota (o altre Ombrellifere come Sedano e Finocchi) nello stesso terreno prima di 2-3 anni. L'anno successivo alla coltivazione delle carote, il terreno è adatto ad ospitare ortaggi della famiglia delle Solanaceae (es. Pomodori, Melanzane, Peperoni).

In alternativa, se non si avesse a disposizione un orto, si possono seminare anche in vasi di opportune dimensioni.
Le Carote sono vegetali che, a differenza di altri ortaggi, si possono coltivare anche in vaso, riuscendo a svilupparsi correttamente.

Fiore Carota Selvatica


Com'è Fatta la Pianta della Carota (Daucus carota) ? - Botanica e Fisiologia

La Carota è una specie erbacea che appartiene alla famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae), poiché  le specie appartenenti hanno fiori che ricordano la forma di un ombrello.
La Carota "coltivata" ha la parte aerea leggermente meno sviluppata di altre sottospecie e solitamente non supera i 100 cm di altezza (40 in).
Le foglie delle Carote sono verdi, estremamente frastagliate, con un picciolo massiccio e possono ricordare quelle del Prezzemolo.
Le infiorescenze ad "ombrello" sono costituite da molti fiori di color bianco (talvolta sfumati di rosa), sorretti da numerose sottili brattee verdi. La forma appiattita di questi fiori può vagamente ricordare quella dei fiori di Sambuco.

La brattee sottostanti l'infiorescenza, dopo l'impollinazione dei fiori, tendono a chiudersi per proteggere i frutti. Questi ultimi sono degli Acheni dotati di aculei; in questo modo i frutti rimangono "intrappolati" nella pelliccia (o nelle piume) degli animali, i quali disperdono i frutti/semi nell'ambiente, permettendo la colonizzazione di nuove aree.

La Radice della Carota, ovvero la parte edule di questo ortaggio, ha dimensioni e forme variabili.
La Carota "media" è arancione, lunga circa 20 cm (8 in) ed con un diametro massimo di 2 cm (0.8 in); tuttavia esistono varietà di carote di colore viola, nero, giallo, bianco o con diverse sfumature del rosso.
La forma della carota, oltre che dalla varietà, è estremamente influenzata dalle condizioni di coltivazione (es. terreno, acqua, temperatura etc.); a livello hobbistico non è raro raccogliere dall'orto carote corte e tozze, biforcate o a "forma di S".

Infine ricordatevi che la Carota selvatica è molto più diffusa di quanto crediate. Tra le varie "erbe" che crescono in un prato assolato, in una zona non siccitosa, troverete sicuramente le Carote, anche se la competizione con le altre specie non permette loro di sviluppare la radice della "classica" carota.

Foglia Daucus carota

Radice Daucus carota

Carota Tozza

giovedì 2 febbraio 2017

Quando e Come Seminare i Ravanelli (Raphanus sativus)? Come Si Coltivano?

I Ravanelli (Raphanus sativus), di cui mangiamo le radici, sono tra gli ortaggi più precoci e con un ciclo colturale (dal seme alla raccolta) assai breve.

Come coltivare i Ravanelli? In Italia, in quale periodo dell'anno si devono seminare nell'Orto? Quanto dura un intero ciclo riproduttivo? Quali temperature ci devono essere per poter crescere i Ravanelli? In quale mese si raccolgono?

Raphanus sativus


Origine e Diffusione :

Il Ravanello, noto anche con il nome di Rapanello (o Ramolaccio), ha origine ignota o, meglio, controversa; l'unica certezza è che sia nativo delle zone temperate.
Ci sono due correnti di pensiero: la prima (sostenuta da Linneo) colloca l'origine della specie Raphanus sativus nell'estremo oriente, a cavallo tra il Nord della Cina ed il Giappone; la seconda ipotizza che i Ravanelli siano di origine Europea, in particolare delle zone comprese tra il Mediterraneo orientale e il Mar Caspio. Si pensa che gli attuali Ravanelli siano stati selezionati partendo dalla specie Raphanus raphanistrum subsp. landra.
I Rapanelli erano coltivati ed utilizzati già al tempo degli antichi Egizi e Greci e si dice che, i primi, pagassero gli uomini (non gli schiavi) che lavoravano alla costruzione delle piramidi proprio in Ravanelli.
Oggigiorno sono diffusi in tutte le zone temperate del Mondo, anche in alcune nazioni "troppo fredde" per altri ortaggi.
Il fatto di poter esser facilmente coltivati in serra, oltre ad avere un ciclo corto, permette alla specie un ampio areale di coltivazione che, in Europa, si estende dalla Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, sino agli stati che si affacciano sul Mar Mediterraneo, tra cui l'Italia.


Botanica e Fisiologia :

I Ravanelli comuni, il cui nome scientifico è Raphanus sativus, sono una specie erbacea edule che appartiene alla famiglia delle Brassicaceae (o Cruciferae), la stessa a cui appartengono i Cavoletti di Bruxelles.
Le specie coltivate hanno solitamente un ciclo biologico annuale, ma altre varietà possono essere anche biennali o perenni.
La pianta dei Ravanelli è alta mediamente 25 cm (10 in), ma molte varietà, se lasciate fiorire, possono allungarsi sino ad 1 metro (40 in).
La parte edule della specie è la radice; essa si presenta come fittone dalla forma ingrossata tondeggiante o, in alcune varietà, allungata. Le radici del Raphanus sativus si gonfiano precocemente e ciò è dovuto all'accumulo di sostanze nutritive, le quali serviranno al sostentamento della pianta e allo sviluppo di fiori e frutti.

Le specie di Ravanello selvatico avevano radici più sottili e filamentose, ma decenni di incroci hanno permesso di selezionare innumerevoli varietà. Quelle più diffuse, coltivate e vendute sono caratterizzate dall'avere radici particolarmente spesse ed ingrossate, generalmente di colore rosso intenso, sebbene non manchino quelle gialle, bianche e persino viola.
Anche la dimensione è alquanto variabile, diciamo che generalmente un Ravanello (o meglio la sua radice) occupa un volume pari a quello di un grossa Ciliegia; tuttavia esistono delle selezioni, come la variante longipinnatus, che può raggiungere un peso di oltre 45 Kg (99 lbs).
Le foglie del Ravanello, che tra l'altro possono essere mangiate sia in insalata che cotte, sono lobate e con i margini seghettati. La loro forma è irregolare, con lobi terminali più grandi e tondeggianti, rispetto a quelli basali, più ovali.
Il Rapanello ha un fusto esclusivamente epigeo (non interrato) che, nella fase giovanile è tozzo, diventando lungo, slanciato, quasi ricadente, nella fase di fioritura.
Le infiorescenze sono dei racemi posti nella parte terminale della pianta e formati da numerosi piccoli fiori ermafroditi, color bianco (o rosa), dalla classica forma "a croce", tipica di tutte le Crucifere.
In coltura, i Ravanelli si raccolgono prima della fioritura (così come avviene per le Carote), tuttavia, se lasciati crescere liberamente nell'orto, ad essa segue la produzione dei frutti. Essi assomigliano anatomicamente a delle piccole Fave, con però meno semi, intervallati da strozzature.

Fiori Ravanelli

Frutti Ravanelli


Coltivazione, Cure, Clima, Semina e Raccolta :

I Ravanelli, come detto in precedenza, sono vegetali a ciclo breve, ideali per essere intervallati tra un ortaggio e l'altro.
Ai fini pratici è utile sapere che, per quanto riguarda il periodo di coltivazione, la specie Raphanus sativus può essere divisa in due gruppi: i Ravanelli "primaverili" ed i Ravanelli "invernali".
In realtà esistono anche i Ravanelli "estivi" ma, in linea generale, la specie è più adatta alle altre stagioni.

La semina (delle varietà primaverili) si può effettuare direttamente in pieno campo, già a partire dal mese di Marzo e può essere fatta in maniera scalare, così da avere una produzione distribuita su un arco temporale più lungo.
I semi vanno collocati ad una profondità di circa 2 cm (0.8 in) e ricoperti di terra, leggermente compressa. La distanza tra un seme e l'altro può essere approssimativamente di 3 cm (1,2 in), tuttavia è possibile aumentare la densità e, in base al tasso di germinazione, diradare successivamente. Le varietà invernali sviluppano radici più grosse e le singole piante dovrebbero essere distanziate di 6 cm (2,4 in).

Il Ravanello cresce al meglio con temperature fresche, comprese tra 10° C e 21° C (50-70° F) e, diversamente dalla maggior parte degli ortaggi, può sopravvivere a lievi gelate (-3°C o 26°F); ciò nonostante i 5° C (41° F) rappresentano una soglia sotto la quale si ha stasi vegetativa. Le alte temperature, oltre ad indurre la fioritura a discapito dell'ingrossamento delle radici, non sono indicate in quanto diminuiscono le qualità organolettiche.
Si capisce che i Ravanelli non sono il classico ortaggio estivo, ma sono un'ottima coltura primaverile e, soprattutto per il Sud Italia, autunno-invernale. Possono esser un buon ortaggio per zone di montagna, anche a quote superiori ai 1000 m (3280 ft), dove pochi altri ortaggi potrebbero svilupparsi; inoltre non dimentichiamoci che, date le dimensioni contenute, possono essere coltivati con successo anche in vaso.

La raccolta primaverile è precocissima e, a temperatura di crescita ottimale, si può effettuare già dopo 25 giorni dalla semina. Il raccolto invernale, sia perché sono varietà con radici più "gonfie", sia perché temperatura e radiazione luminosa sono inferiori, è più tardivo e, dalla semina alla raccolta, possono trascorrere anche 2-3 mesi.

Capirete che i Ravanelli sono pronti per essere raccolti quando le radici, ormai gonfie, emergeranno dal terreno.

Germoglio Ravanelli

Semina Ravanelli


I Ravanelli gradiscono un'esposizione soleggiata ma, qualora si volessero coltivare in estate, gradiscono anche una posizione a mezz'ombra, oppure luce filtrata da altre specie orticole. Un'alternativa di coltura è quella di piantare i Rapanelli alla base di altri vegetali "estivi" (es. Pomodori) che, filtrando parzialmente la luce, creerebbero un ambiente ideale; inoltre con questa consociazione sfrutteremmo spazi di orto altrimenti sprecati.

Raphanus sativus è una specie che ama terreni umidi, la quantità di acqua influisce sulla qualità e sulla velocità di crescita. Le irrigazioni devono essere frequenti, ma non abbondanti, garantendo un suolo umido, ma non zuppo.
Carenze idriche, oltre a rallentare notevolmente lo sviluppo, determinano un gusto speziato troppo intenso.


La specie predilige terreni drenanti, di medio impasto, fertili, ricchi di sostanza organica e calcarei. L'acidità ideale è tra pH 6 e pH 7, tuttavia vi è una certa discordanza d'opinioni, una fetta di esperti sostiene che i Ravanelli possano crescere meglio su terreni leggermente basici.
Le concimazioni devono essere fatte con parsimonia, tenendo conto che un eccesso di nutrienti (specie di Azoto) indurrà una maggior produzione di foglie, piuttosto che un ingrossamento delle radici. D'altronde non c'è da stupirsi, in un terreno già molto ricco non c'è bisogno di avere una grossa riserva d'energia immagazzinata nelle radici.
Data la brevità del ciclo riproduttivo, il Ravanello è abbastanza resistente alle malattie. Tuttavia possono essere attaccati dai più comuni patogeni delle Brassicaceae (Altica del Cavolo, Hylemai brassicae, Pieris brassicae etc.), oltre che Peronospora ed Afidi. Tra le avversità abiotiche vanno menzionate le spaccature radicali dovute ad eccessi idrici o a grossi sbalzi secco-umido.


Usi ed Utilizzi :

I Ravanelli (intesi come radici) si possono consumare in insalata, oppure messi sotto'olio o sott'aceto. Anche le foglie, soprattutto quelle giovani, possono essere servite in insalata.
Dai semi si estrae un olio dal sapore molto inteso e pungente, utilizzato soprattutto nella cucina orientale.
Dalle radici (ma anche dalle foglie) si possono ottenere degli estratti ricchi del vitamina C e vitamina B, Acido Folico con proprietà officinali e terapeutiche note sin dall'antichità.
Preparati a base di questa essenza hanno un generale effetto rilassante sia sul sistema nervoso, che muscolare. Infusi di Ravanello vengono utilizzati anche per conciliare il sonno e per alleviare tosse, infezioni delle vie aeree ed i sintomi della febbre.


Varietà :

Esistono molte varietà di Ravanelli che, oltre al periodo indicato per la coltivazione, differiscono per forma, colore, sapore e dimensione della parte edule;
ma ecco le principali (o più particolari) varietà di Rapanello:


  • Daikon : originario del Giappone, in Italia è coltivato nella stagione invernale. Produce radici grosse, dal sapore piccante
  • Cherry Belle : radice tonda a maturazione precoce, interamente rossa, polpa croccante che si conserva a lungo, fogliame ridotto 
  • Sakurajima Mammoth : è il Ravanello "Gigante", che si distingue per le dimensioni delle radici, in assoluto le più grosse e pesanti tra tutte le specie di Ravanelli
  • Granàt : varietà precoce, a radice tonda, di medie dimensioni, polpa bianca e saporita
  • Fire and Ice : radice allungata, con parte apicale rossa e parte basale bianca. Dolce e con un sapore delicato
  • Green Meat (o Misato Green) : varietà di color verde, sia internamente, che esternamente. La "buccia" esterna è molto piccante, mentre la "polpa" interna è più dolce
  • Watermelon : Esteriormente di color bianco, all'interno di colore viola. Gusto leggermente pepato
  • Mària : varietà precocissima, polpa color cremisi ed adatta per esser coltivata in Serra (anche sotto forzatura)
  • Black Spanish : pianta caratterizzata da radici tonde, esternamente nere
  • Sparkler : varietà tondeggiante, radice rossa, a parte la punta (la parte rivolta più verso il basso) di color bianco
  • French Breakfast : varietà oblunga, croccante, ma dal gusto pungente, ottimi per essere cotti

Piante Raphanus sativus

Rapanelli

Ravanello nel terreno

Radice Ravanello