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giovedì 23 luglio 2026

Cos'è Marciume Apicale di Pomodori e Peperoni ?

Molti di coloro che si accingono per la prima volta a fare un orto si accorgeranno che i Pomodori, ma anche i Peperoni, hanno spesso l'estremità scura che tende a marcire. Se la cosa è lieve il frutto può esser ancora mangiato, il danno sarà prevalentemente estetico e si dovrà rimuovere la parte annerita; tuttavia capita frequentemente che il marciume si diffonda al resto del Pomodoro, rendendolo immangiabile. 


Qual è La Causa del Marciume Apicale del Pomodoro (o Peperone) ?

Premetto che si tratta di una Fisiopatia, ovvero non è indotta da un patogeno (come Funghi, Batteri, Virus etc), ma è una risposta fisiologica alla carenza di un elemento, ovvero il Calcio (ione Ca++).

Questo elemento è importante per molte funzioni cellulari ed è un microelemento normalmente presente in tutti i suoli, talvolta è meno assimilabile in terreni acidi, anche perché le radici di molte specie non riescono ad assorbirlo a pH troppo bassi. 

Il Calcio è un atomo che (a livello di Floema soprattutto) si trasporta con più fatica rispetto ad altri, motivo per cui lo si ritrova ad alte concentrazioni nella Cenere di Legno. Il legno maturo, infatti, è formato da Emicellulosa, Lignina etc (vedi Lignificazione) e, durante la maturazione, la maggior parte degli elementi (Azoto, Fosforo, Potassio etc) vengono riassorbiti e distribuiti nelle parti giovani e nei tessuti a crescita attiva delle piante, tuttavia il Calcio, essendo più difficilmente trasportabile, vi rimane intrappolato.

Quindi il Marciume Radicale è causato dalla carenza di Calcio, ma attenti, non vuol dire che nel terreno non ce ne sia a sufficienza. Anche dopo aver concimato con la cenere si può avere questo marciume. 

Molte volte il calcio è presente in forme non assimilabili, molte altre invece è presente in forma assorbibile, ma la pianta non riesce a trasportarlo fino ai frutti. Questo può succedere in condizioni di siccità, la pianta riduce la traspirazione ed il flusso di linfa dalle radici, quindi il Calcio, sia pur presente, non raggiunge i frutti. Può succedere anche con l'eccessivo caldo, la traspirazione è eccessiva e il Calcio viene indirizzato verso le foglie e non verso i frutti. 

Il calcio dalla foglie fatica a raggiungere i frutti tramite il Floema, quindi il Calcio deve arrivare direttamente tramite lo Xilema, ma la traspirazione delle foglie è maggiore di quella dei frutti e quindi con molto caldo, in proporzione, va più Calcio alle foglie e meno ai frutti, ma se il Metabolismo è veloce per le alte temperature il Calcio ai frutti potrebbe non esser sufficiente. 



Quindi la pratica agronomica direbbe :

- Concimazione a base di Calcio

- Le proprietà chimico-fisiche del suolo devono permettere al calcio di esser in una forma assimilabile

- Si devono evitare temperature torride (il Calcio va alle foglie)

- Si devono evitare periodi secchi (il Calcio non viene assorbito), così come squilibri idrici 


Il problema è come viene ripartito il Calcio tra foglie e frutti.


Ma Perchè la Carenza di Calcio Causa Marciumi ? Perchè Proprio all'Apice ?

Il Calcio è un atomo essenziale per la formazione della Parete Cellulare, senza di esso la parete cellulare non si formerebbe in maniera corretta e, quindi, le cellule andrebbero incontro a necrosi (morte cellulare). L'estremità del Pomodoro (o Peperone) è la parte del frutto a crescita più veloce ed è quindi la parte con più richiesta di Calcio. 

Nelle condizioni che abbiamo visto sopra le cellule non ricevono abbastanza Calcio e muoiono, formando quella parte nera e marcia.


Perchè Non Succede a Tutti gli Ortaggi ?

In realtà le cellule di tutti gli ortaggi hanno parete cellulare formata anche da Calcio. Tuttavia alcuni frutti (es. Zucchine) hanno maggior traspirazione e riescono a richiamare più facilmente calcio verso di loro; inoltre la velocità di crescita non è uguale in tutti i frutti, così come la distribuzione di questo ione. Può succedere anche nelle Melenzane, ma meno frequentemente. Diciamo che Pomodori e Peperoni sono quelli che più soffrono bassi livelli di calcio nei frutti durante i periodi di crescita rapida. 

In ultimo ricordiamoci che, anche nei Pomodori, alcune varietà (es. San Marzano) sono più soggette a marciume apicale rispetto ad altre. 

martedì 19 dicembre 2023

Barbabietola Rossa (Beta vulgaris) - Guida alla Coltivazione nell'Orto

La Barbabietola Rossa (Beta vulgaris), nota anche come Rapa Rossa, è un ortaggio che può regalare grandi soddisfazioni agli amanti dell'Orto, tuttavia rimane una specie ancora troppo spesso snobbata e poco coltivata a livello amatoriale.

La specie Beta vulgaris appartiene alla famiglia delle Amaranthaceae (sin. Chenopodiaceae) e, a seconda della varietà, può esser utilizzata come foraggio per gli animali, come ortaggio a foglia (le Coste) oppure se ne possono utilizzare le radici, sia per l'estrazione di zucchero (Saccarosio), sia da mangiare cotte, anche qui a seconda della varietà. 

Tubero Rapa Rossa
In questo articolo vorrei parlare della classica Barbabietola Rossa, ovvero quella che produce un grosso tubero rosso, mangiato previa cottura.

Com'è Fatta la Pianta delle Barbabietole ?

E' una pianta priva di tronco, la cui altezza è determinata dalla lunghezza delle foglie. Queste ultime sono di color verde, con venature dal caratteristico color porpora, lo stesso del lungo picciolo tramite cui sono unite al tubero che affiora appena dal terreno, ma che può anche esser rincalzato con la terra. Il picciolo (e anche le foglie) crescono abbastanza erette e, alla raccolta, vi sono circa una decina di foglie. 

Il grosso tubero ha forma tondeggiante e, all'estremità opposta rispetto all'attaccatura alle foglie, presenta un apparato radicale poco sviluppato. 

Ciclo Biologico e Periodo di Trapianto :

Comprando piantine con già qualche foglia il ciclo colturale è piuttosto breve e, una volta trapiantate, non ci vorranno più di 2 o 3 mesi per la raccolta. Partendo da seme i tempi si allungano un po'. In linea di massima è comunque un ortaggio "veloce", che si può coltivare in periodi "di magra" come la primavera (trapianto tra Marzo ed Aprile) o sul finire dell'estate/inizio autunno (trapianto in Agosto). Tuttavia si possono coltivare anche in piena estate (trapianto in Giugno). La coltivazione invernale è possibile solo nelle zone più miti del Sud Italia. 

Beta vulgaris
Quale Terreno hanno Bisogno le Barbabietole ?

E' un ortaggio che può crescere su una vasta gamma di suoli, sebbene preferisca terreni fertili, ricchi di sostanza organica, ben areati e neutri (pH 7). In suoli acidi (pH inferiore a 6) la pianta fatica a svilupparsi ed il tubero stenta ad ingrossarsi ed ha basse qualità organolettiche. La Barbabietola, diversamente da molti ortaggi, tollera una certa salinità del suolo, rendendone possibile la coltivazione anche in zone in prossimità delle coste. La concimazione è a base organica, con stallatico o letame ben maturo.

Qual è la Temperatura Ottimale e Limite per la Crescita delle Barbabietole ?

Le Rape Rosse si sviluppano al meglio con temperature comprese tra i 20° C ed i 26° C (68-79° F), tuttavia tollerano bene sia le alte temperature, sia le basse temperature, infatti possono accrescersi anche con temperature intorno (o di poco inferiori) ai 10° C (50° F); tuttavia il gelo brucia le foglie, bloccandone totalmente la crescita. 

Quanta Acqua Dare ?

Le Barbabietole sono meno resistente alla siccità rispetto alle Coste e, in estate, si deve irrigare almeno 3-4 volte a settimane, mentre nei mesi più freschi 1 o 2 volte, anche a seconda dell'andamento climatico. L'acqua serve per l'accrescimento del tubero e per lo sviluppo delle foglie ed è più importante durante la prima parte del ciclo vitale e può esser leggermente ridotta in prossimità della raccolta. 

Quale è la Migliore Esposizione ?

Questo ortaggio, diversamente dai fagioli, si adatta bene anche alla coltivazione a mezz'ombra e la si può coltivare anche a margine dell'orto, in consociazione con l'insalata.

Semina e Distanza d'Impianto.

La semina in pieno campo avviene di solito in primavera, interrando i semi a non più di 3 cm (1 in) di profondità. Potrete seminare a spaglio, provvedendo poi a diradare. Le Rape Rosse occupano poco spazio e, dopo il diradamento, si dovrebbero lasciare una piantina ogni 15 cm (6 in) di terreno. Soprattutto durante l'ingrossamento del tubero è importante rimuovere le erbe infestanti o limitarne lo sviluppo, ad esempio con una buona pacciamatura.

Quando si Raccoglie la Barbabietola ?

Si raccoglie dopo circa un paio di mesi dal trapianto, ma è importante controllare il tubero (anche spostando leggermente la terra che lo circonda) affinché non superi il diametro di 10 cm (4 in), dato che un tubero troppo grosso tende a rimanere duro e meno saporito. Infatti il periodo di 2 mesi del ciclo vitale è teorico ed influenzato da molteplici fattori (temperatura, umidità, nutrienti etc.), dunque la raccolta può esser anticipata o posticipata anche di settimane. In ultimo ricordatevi che anche le foglie possono esser consumate, previa cottura. 

Picciolo Barbabietola

mercoledì 28 luglio 2021

Come Coltivare la Bietola da Costa nell'Orto - Temperature e Cure

Le Coste, chiamate anche Bietole o Biete, sono un ortaggio a foglia appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae; in realtà la Bieta è solo una particolare varietà di Barbabietola, per l'esattezza Beta vulgaris var. cicla.

In questo articolo, dopo aver fatto una breve descrizione della specie, cercherò di rispondere alle domande più comuni, le cui risposte sono indispensabili per coloro che volessero coltivare con successo la Bietola da Costa nel proprio orto. 

Botanica :

Le Coste sono piante erbacee biennali, sebbene in coltivazione vengano raccolte prima che finiscano il loro ciclo vitale. In cucina, previa cottura, si utilizzano le foglie, che hanno un sapore a tratti dolciastro. Le foglie della Bieta sono di grosse dimensioni, color verde scuro, con venature bianche, così come il picciolo che risulta turgido, consistente e massiccio (ed è forse quest'ultimo la parte più buona da mangiare). 

Le radici si sviluppano sotto forma di grosso fittone, piuttosto profondo. A livello commerciale le Coste vengono raccolte prima che fioriscano, tuttavia se lasciate crescere liberamente andranno a fiore, producendo una lunga infiorescenza centrale ramificata con numerosi fiori, che si trasformeranno in frutti. A livello amatoriale questa pratica (far andar a fiore) è utile per ottenere i preziosi semi, con cui far nascere la nuova generazione di piantine. I semi sono relativamente grandi ed un grammo equivale a circa 50 semi.

Picciolo Beta vulgaris var. cicla
Bieta da Costa

Coltivazione :

Quando e Come Seminare le Coste ?

La semina può avvenire direttamente in pieno campo, da Marzo in poi nel Nord Italia, più o meno tutto l'anno (magari evitando l'estate) al Centro-Sud. I semi devono esser interrati a circa 2 cm (0.8 in) di profondità e, nelle condizioni ottimali, germoglieranno nel giro di 7-10 giorni. La soglia minima di temperatura per il germogliamento è di circa 5° C (41° F), ma solo da temperature di circa 15° C (59° F) il germogliamento avviene in tempi ragionevoli. Alternativamente si può pensare di seminare in semenzaio, in ambiente controllato, per poi trapiantare le piantine nell'orto quando avranno formato 5 foglioline e raggiunto un'altezza di almeno 10 cm (4 in).

Venatura Foglie Beta vulgaris var. cicla
A Quale Distanza Piantare le Bietole nell'Orto ?

Questi ortaggi devono esser coltivati preferibilmente in file distanziate circa 45 cm (18 in) l'una dall'altra. Ogni singola piantina della stessa fila viene messa a dimora distanziandola 25 cm (10 in) dalla precedente. Se il vostro orto fosse piccolo ed aveste problemi di spazio è possibile ridurre leggermente (5 cm tra le piante e 10 cm tra le file) il distanziamento, anche se ciò andrà a discapito dell'ordine e della facilità di raccolta. 

Quali Sono le Temperatura di Coltivazione ? 

Le Coste sono piante che hanno un fabbisogno termico inferiore rispetto a quello di molti ortaggi estivi (es. Melanzane, Pomodori, Meloni etc.) e possono continuare a vegetare anche con temperature comprese tra i 10 ed i 20 gradi centigradi (50-68° F), tuttavia non sono come i Piselli, che soffrono le alte temperature estive. Ciò si traduce nel fatto che le Biete da Costa si possono coltivare per gran parte dell'anno, quantomeno da inizio primavera sino alla fine dell'autunno. 

Foglia Bieta da Costa
Le Coste Resistono al Gelo ? Si Possono Coltivare in Inverno ?

La loro resistenza al freddo è buona e sopravvivono a gelate di media intensità, diciamo almeno sino a punte di -5° C (23° F). Questo non vuol dire che a tali temperature riescano a crescere, semplicemente non muoiono. Nelle zone miti del Sud Italia possono tranquillamente svilupparsi durante l'inverno, mentre nel Nord non conviene trapiantarle in inverno dato che, nel migliore dei casi, rimarrebbero in arresto vegetativo; detto questo se vengono lasciate nell'orto e superano i rigori invernali torneranno a crescere nella primavera successiva. In altre parole al Nord (zone in cui gela e senza usare serre) in inverno possono solo esser raccolte.

Quanto Dura il Ciclo Colturale ? Quando si Deve Raccogliere ?

Sicuramente è un ortaggio a ciclo breve e, in condizioni ideali, dura circa 60 giorni. Ovviamente la velocità dipende anche dalle temperature, nel periodo autunno-invernale i tempi per la raccolta potrebbero allungarsi. La raccolta si può effettuare in maniera scalare, rimuovendo le foglie più esterne.

Qual è la Migliore Esposizione ?

Un angolo assolato male non farà, sebbene le Coste reggano la mezz'ombra meglio di altri ortaggi. Magari nel Sud Italia, nel periodo più caldo dell'anno (che in queste zone non è il più consigliato per la coltivazione), sarebbe utile utilizzare una rete ombreggiante, anche per ridurre il calore.

Dove Piantarla nell'Orto ?

Se avete un orto piccolo riservate la parte più soleggiata agli ortaggi più eliofili (solitamente quelli estivi) e collocate le Coste nella zona un po' meno soleggiata (però non totalmente in ombra), associandole ad ortaggi come Carote, Ravanelli e Lattuga.

Come Concimare le Coste ? Quale Terreno Preferiscono?

Si adattano a diversi tipo di suoli, l'importante è garantire un buon apporto di sostanza organica (letame/stallatico) ed un ottimo drenaggio. Essendo le Biete ortaggi a foglia, è consigliabile usare concimi ricchi in azoto (elemento che stimola la fase vegetativa), alternativamente si possono coltivare dopo ortaggi azoto-fissatori, come le leguminose (Fave, Fagioli, etc.).

Bietola da Coste
Quanto Bagnare ?

La Bieta da Costa è un ortaggio che adora l'acqua, le innaffiature dovranno essere frequenti (giornaliere), ma non eccessivamente abbondanti, al fine di evitare i dannosi ristagni idrici. Una carenza idrica (così come di Azoto) limiterà notevolmente lo sviluppo fogliare. 

Quali Sono le Principali Malattie ?

Le Coste sono rustiche e difficilmente sono attaccate in maniera tale da comprometterne la raccolta. Tuttavia possono verificarsi lievi attacchi fungini (es. Ruggine), così come di Afidi od ancora di Lumache (limacce), le quali si nutrono delle loro foglie. Tutte queste patologie sono ulteriormente circoscrivibili con semplici accorgimenti e, a livello amatoriale, quasi mai si deve trattare con anticrittogamici. 

Infiorescenze Bieta da Costa

Fiori Beta vulgaris var. cicla

venerdì 18 maggio 2018

Quando Seminare i Piselli (Pisum sativum) nell'Orto ? - Coltivazione e Cure

Le leguminose, insieme ai cereali, sono tra le piante ad uso alimentare più coltivate dall'uomo. I Piselli (Pisum sativum), vuoi per la semplicità di coltivazione, vuoi perché i semi sono conservabili a lungo, furono tra le prime specie vegetali ad essere utilizzate su larga scala.
Nel medioevo i Piselli erano probabilmente il cibo più diffuso, soprattutto tra le classi più povere.

Nelle prossime righe vorrei fornire qualche informazione utile alla coltivazione dei Piselli, indicando qual è il periodo migliore dell'anno per seminarli e come farli crescere sani e produttivi.

Pisum sativum

Origine e Diffusione :

Pisum sativum è una specie orticola nativa del bacino Mediterraneo orientale. L'epoca in cui gli uomini iniziarono a coltivare i Piselli risale a quasi 10.000 anni fa e le fonti più autorevoli collocano le prime coltivazioni della specie nella Mesopotamia (attuale Iraq).

Oggigiorno i Piselli vengono coltivati in maniera intensiva in molte zone temperate dell'Occidente, tra cui l'Europa (Francia in primis) ed il Nord America, ma anche in aree più povere come le regioni dell'India settentrionale ai piedi dell'Himalaya e la Cina.

La Pianta dei Piselli fu anche l'organismo vivente su cui si fecero i primi studi di Genetica. Intorno al 1860, Gregor Mendel incrociò centinaia di piante di Piselli ed, osservando ed analizzando statisticamente la frequenza con cui comparivano i diversi caratteri fenotipici (fiori rossi o bianchi, piselli lisci o rugosi etc..), poté intuire con quali meccanismi venivano ereditati i vari geni (per maggiori dettagli clicca qua)



Quando Seminare i Piselli ? - Clima e Temperatura di Crescita

Pisum sativum è un ortaggio che mal sopporta il caldo ed, in pianura, non è adatto ad essere coltivato in Estate.
Nel Nord Italia il periodo migliore per piantare Piselli è quello primaverile. Seminando in Marzo si può avere il raccolto per fine Maggio, prima dell'arrivo del caldo torrido, il quale, oltre a ridurre sensibilmente la velocità di crescita ed il numero di fiori/frutti, può portare alla morte l'intera pianta.
Inoltre i Piselli resistono bene al freddo, personalmente li ho visti superare senza danni brinate primaverili nell'ordine dei -3° C (26,5° F), ma è probabile che reggano temperature anche più rigide; vi è dunque un limitato rischio di compromettere il raccolto a causa dei ritorni di freddo.
Tuttavia, nel Nord Italia, non si possono coltivare in inverno, poiché le temperature costantemente basse non ne permetterebbero la crescita.
Nel Sud Italia i Piselli possono essere piantati anche nel tardo autunno e, nelle zone più miti, addirittura in Inverno.

Tenete conto che la temperatura soglia per la germinazione si aggira attorno ai 4° C (39° F) e la temperatura media, per uno sviluppo ottimale, è di circa 18° C (64° F).

Piselli nell'Orto
Foglie Pisum sativum

Dove e Come Seminare i Piselli ? - Esposizione e Distanze d'Impianto

Pisum sativum è una specie microterma, adatta a luoghi freschi e poco siccitosi. A seconda delle varietà possono raggiungere altezze variabili ed essere o meno rampicanti.
Nell'orto potremmo riservare ai Piselli un angolino soleggiato, ma magari con un po' meno Sole di altre zone (che le riserveremo per piantare specie orticole tipicamente eliofile, come Melanzane e Pomodori).
Diciamo che l'esposizione soleggiata è preferibile, ma si possono avere risultati discreti anche laddove vi sia qualche ora di ombra al giorno.

I Piselli si riproducono generalmente per semina, tuttavia non sarete obbligati a partire da seme e potrete trovare in vendita direttamente le piantine; questo comporta un maggior costo, ma velocizza (di poco) i tempi.

Seminare è molto semplice, basta arare, fissare dei supporti (es. canne di bambù e rete) per permetter loro di arrampicarsi, interrare i semi e comprimerli leggermente con la terra.

I Piselli si possono piantare piuttosto fitti, seminandoli ad una profondità di 5 cm (2 in), a circa 10 cm (4 in) l'uno dall'altro, su file distanziate di 20 cm (8 in). In questo modo si avrà una densità di 60-70 piantine per metro quadrato.


Come Coltivare i Piselli ? - Crescita, Terreno, Concimazione ed Irrigazione

I Piselli sono molto adattabili e crescono anche in terreni piuttosto poveri. E' però fondamentale che il terreno sia ben lavorato, arieggiato e drenante; infatti questo ortaggio è poco tollerante ai ristagni idrici ed ai terreni eccessivamente compatti.
Ciò non vuol dire che i Piselli amino terreni secchi, anzi, le irrigazioni devono essere frequenti, ma poco abbondanti, dal periodo di semina, sino alla fioritura, dopodiché si potranno ridurre gradualmente, smettendo durante la maturazione dei baccelli.
Insomma le irrigazioni sono particolarmente importanti durante la prima fase del ciclo vegetativo e l'acqua deve essere fornita gradualmente, poco alla volta, evitando che il terreno si inzuppi, ma anche che secchi in superficie.

I Piselli appartengono alle leguminose (come Fave e Fagioli), una famiglia particolarmente rustica, che comprende molte specie in grado di arricchire di nutrienti il terreno in cui vengono coltivate.
Le piante dei Piselli sono degli Azotofissatori, ovvero riescono a prendere l'azoto gassoso presente nell'aria ed a trasferirlo nel suolo.

Per questo motivo la crescita dei Piselli, in un terreno mediamente fertile, è buona anche senza concimazioni ed, anzi, sarà lui ad apportare azoto al terreno, rendendolo disponibile per le coltivazioni future.
In terreni poveri (es. quelli sabbiosi) si possono utilizzare concimi a basso contenuto di azoto, prediligendo potassio e fosforo.
Come fertilizzante si può usare il Guano, mentre sarebbe meglio evitare il Letame, in cui è presente un'elevata quantità di azoto.

I Piselli sono considerati una coltura miglioratrice, in quanto, dopo la loro coltivazione, il terreno sarà più ricco di azoto (elemento indispensabile per la crescita) di quanto non lo fosse in partenza.

Bocciolo Pisum sativumIl ciclo colturale dei Piselli è relativamente breve ed, a temperature ottimali, bastano 3 mesi (o meno) dalla semina, sino alla maturazione/raccolta. Un ortaggio con un ciclo vitale così corto, per di più anche con basse esigenze termiche, rende la sua coltivazione ideale alla preparazione dell'orto per gli ortaggi "estivi".

Diverse specie possono vivere bene in consociazione ai Piselli, come ad esempio Ravanelli, Finocchi, Carote, Cetrioli e Cavoli, mentre è meglio evitare le specie della famiglia delle Liliaceae, come Cipolle ed Aglio.

Sebbene poco sensibile al fotoperiodo, la fioritura dei Piselli sembra essere (leggermente) indotta dall'allungamento delle giornate.

Fioritura Piselli
Baccello Pisum sativum

Com'è Fatta la Pianta dei Piselli ? - Botanica e Fisiologia

Pisum sativum è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae (volgarmente chiamata Leguminose), generalmente rampicante, che può raggiungere (e talvolta superare) un'altezza di 2 m (78 in), sebbene esistano varietà nane che non superano i 50 cm (20 in).

Il fusto dei Piselli è esile, poco ramificato e non in grado di sorreggersi da solo ma, grazie ai viticci fogliari, si può aggrappare a fili e tralicci.

Le foglie sono formate da 3-4 paia di foglioline ed una stipola basale (una sorta di foglia allargata) in corrispondenza del picciolo, mentre terminano con un viticcio più o meno ramificato. In alcune varietà (tipo "afila") le foglioline sono anch'esse trasformate in viticci e la funzione fotosintetica è relegata alle stipole.

Le radici hanno uno sviluppo iniziale a fittone, il cui apice può raggiungere profondità ragguardevoli per un ortaggio stagionale. Nella fase adulta, soprattutto nella parte più superficiale del terreno, il fittone è ramificato ed espanso, con diverse radici secondarie, le quali instaurano una simbiosi con il batterio Rhizobium leguminosarum, responsabile dell'azoto-fissazione.

I fiori dei Piselli compaiono all'ascella fogliare, sono bianco-verdi, piuttosto particolari e possono esser solitari o raggruppati a 2-3 unità. Ogni fiore è formato da 5 sepali verdi fusi tra loro e da 5 petali diversificati (sia per dimensione, che per forma), due dei quali assomigliano alle ali delle farfalle.
La fioritura, così come la maturazione dei frutti, è scalare.
La specie è autofertile e l'impollinazione avviene solitamente prima dell'apertura dei fiori (cleistogamia), gli insetti pronubi ricoprono quindi un ruolo marginale nella loro fecondazione.

Viticci Pisum sativumIl frutto dei Piselli è un baccello verde lungo circa 10-15 cm (4-6 in), che può contenere sino a 10 semi, che sono appunto la parte edule della specie.
I semi possono essere lisci o rugosi, verdi pallido e giallo. Questi tratti sono determinati geneticamente e fu proprio Mendel che, per primo, scoprì le leggi della segregazione (leggi link ad inizio articolo).

I Piselli rimangono in grado di germinare per 4-5 anni e non richiedono una fase di freddo o di dormienza per poter germogliare; in altre parole, potrete utilizzare gli stessi piselli per seminare una nuova parte di orto.

Pisum sativum orto

Fiore Pisum sativum

Baccello Aperto e Semi Piselli

mercoledì 11 ottobre 2017

Come Coltivare le Carote (Daucus carota) nell'Orto.

La Carota (Daucus carota) è uno degli ortaggi più diffusi al mondo e la si può mangiare sia cruda, che cotta.
La parte edule di questa specie, un po' come per i Ravanelli, è la radice sotterranea, motivo per cui non è sempre facile capire quando le carote siano mature e pronte per essere raccolte.

Nelle prossime righe farò una breve descrizione della specie e darò qualche informazione sulla loro coltivazione, sulle temperature necessarie per la crescita ed indicherò il periodo migliore dell'anno per piantarle, a seconda delle varie regioni d'Italia.

Carota radice

Origine e Diffusione :

La Carota "Domestica" (Daucus carota subsp. sativus) è una sottospecie di carota selvatica, la quale cresce spontanea in diverse zone d'Europa ed Asia.
La Carota selvatica è nativa della Persia, nell'Asia Centrale, corrispondente all'attuale Iran ed Afghanistan.
Inizialmente  la specie veniva coltivata per le sue foglie aromatiche e per i suoi semi.
L'uso culinario delle radici di carota è più recente; le prime testimonianze scritte risalgono infatti al primo secolo dopo Cristo.
In Europa arrivarono inizialmente in Spagna, ma la diffusione vera e propria iniziò solo nel rinascimento, prevalentemente ad opera degli Olandesi.

Secoli di incroci portarono alla selezione delle Carote domestiche, le quali erano più grosse, meno amare e dalla consistenza poco "legnosa". Oggi sono presenti carote di tutti i colori, dimensioni e forme.


Quando Piantare le Carote ? - Clima e Temperature di Crescita

Le Carote sono piante che vogliono sì caldo, ma non amano gli eccessi di temperatura e, per un corretto sviluppo, sarebbe meglio evitare i mesi più caldi dell'anno (Luglio-Agosto).
Ovviamente sto parlando dell'Italia, in altre regioni Europee con estati più fresche (es. Inghilterra) è proprio questa la stagione più adatta. In Italia, l'estate è la migliore stagione per la coltivazione di Carote solo in collina o in bassa montagna, ad esempio sulle Alpi o sugli Appennini.

In Italia, in pianura, si possono seminare tra Marzo e Maggio (al Nord) o in autunno (al Sud), in modo che siano pronte ad inizio estate o in inverno, rispettivamente.
Consiglio di seminarle a più riprese, indicativamente ogni 10-12 giorni, così da avere una maturazione scalare.
Ricordate che quando la temperatura del suolo è inferiore ai 10° C (50° F) la germinazione potrebbe essere lentissima o non avvenire, mentre a temperature superiori avviene di solito in 10-15 giorni dalla semina. Per velocizzare il processo (ed aumentare la percentuale di germinazione) si possono  reidratare i semi, lasciandoli per qualche ora in acqua, a temperatura ambiente.

Le temperature ideali per la coltivazione delle carote sono 24° C (75° F) di giorno e 15° C (59° F) di notte. Temperature massime superiori ai 28° C (82° F) rallentano notevolmente la crescita della radice e le conferiscono un gusto poco gradevole.
Le Carote possono tollerare effimere gelate, tuttavia sarebbe meglio evitare che le temperature scendano sottozero.


Dove Seminare le Carote ? - Terreno ed Esposizione 

Le Carote si seminano direttamente nell'orto (dato che sviluppano un fittone non conviene trapiantarle). La Carota è una specie piuttosto esigente in quanto a terreno; esso deve essere sciolto, profondo e fertile.
E' molto importante lavorare il terreno in profondità (almeno 40 cm o 16 inch), poiché la radice non riesce a "gonfiarsi" in un suolo troppo compatto, per questo motivo sono decisamente più indicati i terreni sabbiosi, rispetto a quelli sassosi.

Affinché le radici diventino grosse e dolci si devono produrre zuccheri tramite la fotosintesi clorofilliana; per questo motivo le Carote prediligono un'esposizione in pieno Sole, tuttavia reggono meglio di altre verdure una posizione luminosa, ma a mezz'ombra. L'ombra piena è da evitare.

I piccoli semi di carota si interrano ad un paio di centimetri (0,8 in) di profondità, su file distanziate almeno 20 cm (8 in). Una volta spuntate le prime foglioline si possono diradare quelle sulle fila, lasciando una pianta ogni 5 cm (2 in). Si può seminare anche a spaglio, in questo modo le piantine dovrebbero essere distanziate di 10 cm (4 in), in tutte le direzioni.
E' importante il diradamento, poiché la competizione per il nutrimento limiterebbe lo sviluppo delle radici.

Germogli Daucus carota

Carote nell'Orto

Quando si Raccolgono le Carote ? - Ciclo Colturale e Maturazione

Tenete presente che, in media, il ciclo vitale di una carota è di 75-120 giorni. Questo periodo comprende anche la fioritura, che di solito serve solo per ottenere semi.
Da quando si semina una Carota a quando è matura per essere raccolta (prima che fiorisca) calcolate in media 2 mesi. I tempi variano in funzione del clima, ma anche della varietà e delle condizioni di crescita.

Le Carote si raccolgono quando il loro diametro è compreso tra 1 e 2 cm (0.4-0.8 in), per capire quando sia il momento giusto si possono raccogliere a campione.

Le Carote mature si estraggono dal terreno e vengono lasciate asciugare qualche giorno in ambiente secco e non a contatto diretto con i raggi solari.
Ricordate di non lasciare crescere troppo le carote, poiché la radice, lignificando, si indurisce, rendendola meno adatta ad usi culinari.


Come Crescere le Carote ? - Coltivazione e Cure

Le carote appena germinate iniziano a crescere velocemente. Se il terreno attorno alla pianta cedesse, lasciando esposta la radice, si dovrà rincalzarlo.
La carota ama un terreno soffice e l'umidità aiuta a tenerlo tale, tuttavia può tollerare anche un suolo relativamente secco. Si dovrà irrigare frequentemente, evitando però ristagni d'acqua. Stress idrici (ad esempio innaffiature abbondanti dopo lunghi periodi secchi) possono portare alla rottura del tubero o a marciumi.
La concimazione va effettuata con letame maturo ed, in generale, con sostanza organica, possibilmente con una maggior concentrazione di potassio e fosforo (che aiutano lo sviluppo radicale) ed una minore di azoto (che aiuta la produzione di foglie, a discapito delle radici).
Se vi è un eccesso di azoto nel terreno la pianta produrrà carote più piccole, biforcate, meno saporite e con più peli radicali.
Per questo ortaggio è molto importante il controllo delle erbe infestanti che, se non tolte, sottrarrebbero preziose energie.
Le carote sono soggette ad avversità sia di natura abiotica (es. Stress idrici o Temperature troppo elevate), che di natura biotica (es. i temuti nematodi o le larve della mosca della carota, le quali si nutrono scavando all'interno delle radici o, in fine, i numerosi funghi e batteri patogeni).


Per mantenere fertile ed equilibrato il terreno è meglio non piantare la Carota (o altre Ombrellifere come Sedano e Finocchi) nello stesso terreno prima di 2-3 anni. L'anno successivo alla coltivazione delle carote, il terreno è adatto ad ospitare ortaggi della famiglia delle Solanaceae (es. Pomodori, Melanzane, Peperoni).

In alternativa, se non si avesse a disposizione un orto, si possono seminare anche in vasi di opportune dimensioni.
Le Carote sono vegetali che, a differenza di altri ortaggi, si possono coltivare anche in vaso, riuscendo a svilupparsi correttamente.

Fiore Carota Selvatica


Com'è Fatta la Pianta della Carota (Daucus carota) ? - Botanica e Fisiologia

La Carota è una specie erbacea che appartiene alla famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae), poiché  le specie appartenenti hanno fiori che ricordano la forma di un ombrello.
La Carota "coltivata" ha la parte aerea leggermente meno sviluppata di altre sottospecie e solitamente non supera i 100 cm di altezza (40 in).
Le foglie delle Carote sono verdi, estremamente frastagliate, con un picciolo massiccio e possono ricordare quelle del Prezzemolo.
Le infiorescenze ad "ombrello" sono costituite da molti fiori di color bianco (talvolta sfumati di rosa), sorretti da numerose sottili brattee verdi. La forma appiattita di questi fiori può vagamente ricordare quella dei fiori di Sambuco.

La brattee sottostanti l'infiorescenza, dopo l'impollinazione dei fiori, tendono a chiudersi per proteggere i frutti. Questi ultimi sono degli Acheni dotati di aculei; in questo modo i frutti rimangono "intrappolati" nella pelliccia (o nelle piume) degli animali, i quali disperdono i frutti/semi nell'ambiente, permettendo la colonizzazione di nuove aree.

La Radice della Carota, ovvero la parte edule di questo ortaggio, ha dimensioni e forme variabili.
La Carota "media" è arancione, lunga circa 20 cm (8 in) ed con un diametro massimo di 2 cm (0.8 in); tuttavia esistono varietà di carote di colore viola, nero, giallo, bianco o con diverse sfumature del rosso.
La forma della carota, oltre che dalla varietà, è estremamente influenzata dalle condizioni di coltivazione (es. terreno, acqua, temperatura etc.); a livello hobbistico non è raro raccogliere dall'orto carote corte e tozze, biforcate o a "forma di S".

Infine ricordatevi che la Carota selvatica è molto più diffusa di quanto crediate. Tra le varie "erbe" che crescono in un prato assolato, in una zona non siccitosa, troverete sicuramente le Carote, anche se la competizione con le altre specie non permette loro di sviluppare la radice della "classica" carota.

Foglia Daucus carota

Radice Daucus carota

Carota Tozza

giovedì 2 febbraio 2017

Quando e Come Seminare i Ravanelli (Raphanus sativus)? Come Si Coltivano?

I Ravanelli (Raphanus sativus), di cui mangiamo le radici, sono tra gli ortaggi più precoci e con un ciclo colturale (dal seme alla raccolta) assai breve.

Come coltivare i Ravanelli? In Italia, in quale periodo dell'anno si devono seminare nell'Orto? Quanto dura un intero ciclo riproduttivo? Quali temperature ci devono essere per poter crescere i Ravanelli? In quale mese si raccolgono?

Raphanus sativus


Origine e Diffusione :

Il Ravanello, noto anche con il nome di Rapanello (o Ramolaccio), ha origine ignota o, meglio, controversa; l'unica certezza è che sia nativo delle zone temperate.
Ci sono due correnti di pensiero: la prima (sostenuta da Linneo) colloca l'origine della specie Raphanus sativus nell'estremo oriente, a cavallo tra il Nord della Cina ed il Giappone; la seconda ipotizza che i Ravanelli siano di origine Europea, in particolare delle zone comprese tra il Mediterraneo orientale e il Mar Caspio. Si pensa che gli attuali Ravanelli siano stati selezionati partendo dalla specie Raphanus raphanistrum subsp. landra.
I Rapanelli erano coltivati ed utilizzati già al tempo degli antichi Egizi e Greci e si dice che, i primi, pagassero gli uomini (non gli schiavi) che lavoravano alla costruzione delle piramidi proprio in Ravanelli.
Oggigiorno sono diffusi in tutte le zone temperate del Mondo, anche in alcune nazioni "troppo fredde" per altri ortaggi.
Il fatto di poter esser facilmente coltivati in serra, oltre ad avere un ciclo corto, permette alla specie un ampio areale di coltivazione che, in Europa, si estende dalla Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, sino agli stati che si affacciano sul Mar Mediterraneo, tra cui l'Italia.


Botanica e Fisiologia :

I Ravanelli comuni, il cui nome scientifico è Raphanus sativus, sono una specie erbacea edule che appartiene alla famiglia delle Brassicaceae (o Cruciferae), la stessa a cui appartengono i Cavoletti di Bruxelles.
Le specie coltivate hanno solitamente un ciclo biologico annuale, ma altre varietà possono essere anche biennali o perenni.
La pianta dei Ravanelli è alta mediamente 25 cm (10 in), ma molte varietà, se lasciate fiorire, possono allungarsi sino ad 1 metro (40 in).
La parte edule della specie è la radice; essa si presenta come fittone dalla forma ingrossata tondeggiante o, in alcune varietà, allungata. Le radici del Raphanus sativus si gonfiano precocemente e ciò è dovuto all'accumulo di sostanze nutritive, le quali serviranno al sostentamento della pianta e allo sviluppo di fiori e frutti.

Le specie di Ravanello selvatico avevano radici più sottili e filamentose, ma decenni di incroci hanno permesso di selezionare innumerevoli varietà. Quelle più diffuse, coltivate e vendute sono caratterizzate dall'avere radici particolarmente spesse ed ingrossate, generalmente di colore rosso intenso, sebbene non manchino quelle gialle, bianche e persino viola.
Anche la dimensione è alquanto variabile, diciamo che generalmente un Ravanello (o meglio la sua radice) occupa un volume pari a quello di un grossa Ciliegia; tuttavia esistono delle selezioni, come la variante longipinnatus, che può raggiungere un peso di oltre 45 Kg (99 lbs).
Le foglie del Ravanello, che tra l'altro possono essere mangiate sia in insalata che cotte, sono lobate e con i margini seghettati. La loro forma è irregolare, con lobi terminali più grandi e tondeggianti, rispetto a quelli basali, più ovali.
Il Rapanello ha un fusto esclusivamente epigeo (non interrato) che, nella fase giovanile è tozzo, diventando lungo, slanciato, quasi ricadente, nella fase di fioritura.
Le infiorescenze sono dei racemi posti nella parte terminale della pianta e formati da numerosi piccoli fiori ermafroditi, color bianco (o rosa), dalla classica forma "a croce", tipica di tutte le Crucifere.
In coltura, i Ravanelli si raccolgono prima della fioritura (così come avviene per le Carote), tuttavia, se lasciati crescere liberamente nell'orto, ad essa segue la produzione dei frutti. Essi assomigliano anatomicamente a delle piccole Fave, con però meno semi, intervallati da strozzature.

Fiori Ravanelli

Frutti Ravanelli


Coltivazione, Cure, Clima, Semina e Raccolta :

I Ravanelli, come detto in precedenza, sono vegetali a ciclo breve, ideali per essere intervallati tra un ortaggio e l'altro.
Ai fini pratici è utile sapere che, per quanto riguarda il periodo di coltivazione, la specie Raphanus sativus può essere divisa in due gruppi: i Ravanelli "primaverili" ed i Ravanelli "invernali".
In realtà esistono anche i Ravanelli "estivi" ma, in linea generale, la specie è più adatta alle altre stagioni.

La semina (delle varietà primaverili) si può effettuare direttamente in pieno campo, già a partire dal mese di Marzo e può essere fatta in maniera scalare, così da avere una produzione distribuita su un arco temporale più lungo.
I semi vanno collocati ad una profondità di circa 2 cm (0.8 in) e ricoperti di terra, leggermente compressa. La distanza tra un seme e l'altro può essere approssimativamente di 3 cm (1,2 in), tuttavia è possibile aumentare la densità e, in base al tasso di germinazione, diradare successivamente. Le varietà invernali sviluppano radici più grosse e le singole piante dovrebbero essere distanziate di 6 cm (2,4 in).

Il Ravanello cresce al meglio con temperature fresche, comprese tra 10° C e 21° C (50-70° F) e, diversamente dalla maggior parte degli ortaggi, può sopravvivere a lievi gelate (-3°C o 26°F); ciò nonostante i 5° C (41° F) rappresentano una soglia sotto la quale si ha stasi vegetativa. Le alte temperature, oltre ad indurre la fioritura a discapito dell'ingrossamento delle radici, non sono indicate in quanto diminuiscono le qualità organolettiche.
Si capisce che i Ravanelli non sono il classico ortaggio estivo, ma sono un'ottima coltura primaverile e, soprattutto per il Sud Italia, autunno-invernale. Possono esser un buon ortaggio per zone di montagna, anche a quote superiori ai 1000 m (3280 ft), dove pochi altri ortaggi potrebbero svilupparsi; inoltre non dimentichiamoci che, date le dimensioni contenute, possono essere coltivati con successo anche in vaso.

La raccolta primaverile è precocissima e, a temperatura di crescita ottimale, si può effettuare già dopo 25 giorni dalla semina. Il raccolto invernale, sia perché sono varietà con radici più "gonfie", sia perché temperatura e radiazione luminosa sono inferiori, è più tardivo e, dalla semina alla raccolta, possono trascorrere anche 2-3 mesi.

Capirete che i Ravanelli sono pronti per essere raccolti quando le radici, ormai gonfie, emergeranno dal terreno.

Germoglio Ravanelli

Semina Ravanelli


I Ravanelli gradiscono un'esposizione soleggiata ma, qualora si volessero coltivare in estate, gradiscono anche una posizione a mezz'ombra, oppure luce filtrata da altre specie orticole. Un'alternativa di coltura è quella di piantare i Rapanelli alla base di altri vegetali "estivi" (es. Pomodori) che, filtrando parzialmente la luce, creerebbero un ambiente ideale; inoltre con questa consociazione sfrutteremmo spazi di orto altrimenti sprecati.

Raphanus sativus è una specie che ama terreni umidi, la quantità di acqua influisce sulla qualità e sulla velocità di crescita. Le irrigazioni devono essere frequenti, ma non abbondanti, garantendo un suolo umido, ma non zuppo.
Carenze idriche, oltre a rallentare notevolmente lo sviluppo, determinano un gusto speziato troppo intenso.


La specie predilige terreni drenanti, di medio impasto, fertili, ricchi di sostanza organica e calcarei. L'acidità ideale è tra pH 6 e pH 7, tuttavia vi è una certa discordanza d'opinioni, una fetta di esperti sostiene che i Ravanelli possano crescere meglio su terreni leggermente basici.
Le concimazioni devono essere fatte con parsimonia, tenendo conto che un eccesso di nutrienti (specie di Azoto) indurrà una maggior produzione di foglie, piuttosto che un ingrossamento delle radici. D'altronde non c'è da stupirsi, in un terreno già molto ricco non c'è bisogno di avere una grossa riserva d'energia immagazzinata nelle radici.
Data la brevità del ciclo riproduttivo, il Ravanello è abbastanza resistente alle malattie. Tuttavia possono essere attaccati dai più comuni patogeni delle Brassicaceae (Altica del Cavolo, Hylemai brassicae, Pieris brassicae etc.), oltre che Peronospora ed Afidi. Tra le avversità abiotiche vanno menzionate le spaccature radicali dovute ad eccessi idrici o a grossi sbalzi secco-umido.


Usi ed Utilizzi :

I Ravanelli (intesi come radici) si possono consumare in insalata, oppure messi sotto'olio o sott'aceto. Anche le foglie, soprattutto quelle giovani, possono essere servite in insalata.
Dai semi si estrae un olio dal sapore molto inteso e pungente, utilizzato soprattutto nella cucina orientale.
Dalle radici (ma anche dalle foglie) si possono ottenere degli estratti ricchi del vitamina C e vitamina B, Acido Folico con proprietà officinali e terapeutiche note sin dall'antichità.
Preparati a base di questa essenza hanno un generale effetto rilassante sia sul sistema nervoso, che muscolare. Infusi di Ravanello vengono utilizzati anche per conciliare il sonno e per alleviare tosse, infezioni delle vie aeree ed i sintomi della febbre.


Varietà :

Esistono molte varietà di Ravanelli che, oltre al periodo indicato per la coltivazione, differiscono per forma, colore, sapore e dimensione della parte edule;
ma ecco le principali (o più particolari) varietà di Rapanello:


  • Daikon : originario del Giappone, in Italia è coltivato nella stagione invernale. Produce radici grosse, dal sapore piccante
  • Cherry Belle : radice tonda a maturazione precoce, interamente rossa, polpa croccante che si conserva a lungo, fogliame ridotto 
  • Sakurajima Mammoth : è il Ravanello "Gigante", che si distingue per le dimensioni delle radici, in assoluto le più grosse e pesanti tra tutte le specie di Ravanelli
  • Granàt : varietà precoce, a radice tonda, di medie dimensioni, polpa bianca e saporita
  • Fire and Ice : radice allungata, con parte apicale rossa e parte basale bianca. Dolce e con un sapore delicato
  • Green Meat (o Misato Green) : varietà di color verde, sia internamente, che esternamente. La "buccia" esterna è molto piccante, mentre la "polpa" interna è più dolce
  • Watermelon : Esteriormente di color bianco, all'interno di colore viola. Gusto leggermente pepato
  • Mària : varietà precocissima, polpa color cremisi ed adatta per esser coltivata in Serra (anche sotto forzatura)
  • Black Spanish : pianta caratterizzata da radici tonde, esternamente nere
  • Sparkler : varietà tondeggiante, radice rossa, a parte la punta (la parte rivolta più verso il basso) di color bianco
  • French Breakfast : varietà oblunga, croccante, ma dal gusto pungente, ottimi per essere cotti

Piante Raphanus sativus

Rapanelli

Ravanello nel terreno

Radice Ravanello



lunedì 9 maggio 2016

Tamarillo o Albero del Pomodoro (Cyphomandra betacea), Coltivarlo Partendo da Seme

Il Tamarillo (Cyphomandra betacea), detto anche Albero del Pomodoro, è una pianta da frutto tropicale imparentata con il ben noto pomodoro che tutti noi conosciamo. I frutti del Tamarillo assomigliano a dei pomodori a forma ovale e sono reperibili nei mercati etnici ma, soprattutto sotto Natale, anche nei supermercati più forniti. 

Come si deve coltivare il Tamarillo? Come piantare i suoi semi? Dopo quanto tempo inizierà la fruttificazione dell'Albero dei Pomodori? In che clima è possibile coltivarlo? Come si mangia il Tamarillo?


Fiori tamarillo



Origine e Diffusione :

Il Tamarillo è nativo delle zone tropicali del Sud America, dove cresce sulle Ande dell'Ecuador, Perù, Colombia, Bolivia, Cile, fino a spingersi al limite settentrionale dell'Argentina.
Oggi, oltre ad essere diffuso nelle sue zone di origine, è comune anche in molte zone tropicali (o anche subtropicali) di Africa ed Asia. Ovviamente più ci si allontana dall'equatore, più l'altitudine a cui viene coltivato si abbassa, fino ad arrivare alle pianure nelle zone subtropicali.
Questa specie è coltivata anche in Nuova Zelanda, un'isola che, sebbene non tropicale, gode di un clima oceanico che, sotto certi aspetti, ha temperature simili a zone di montagna tropicali.
L'Albero del Pomodoro, in Italia, è ancora poco diffuso, sebbene potrebbe crescere agevolmente sulle coste Siciliane e Calabresi o laddove le gelate siano eventi molto rari.
La coltivazione del Tamarillo si è dimostrata praticabile anche sulla mite fascia costiera della Liguria, regione in cui la specie cresce e fruttifica abbondantemente.


Com'è e che gusto ha il frutto del Tamarillo? :

Frutto Tamarillo Aperto
Il frutto dell'Albero del Pomodoro pesa circa 40-50 gr, è di forma ovale ed, esternamente, è ricoperto da una buccia liscia. A maturazione il suo colore è, solitamente, rosso intenso, quasi amaranto, la consistenza è simile a quella di un pomodoro. La polpa del frutto è morbida e contiene numerosi semi di piccole dimensioni, che non danno troppo fastidio durante la masticazione. Il sapore è particolare, asprigno ed intenso, e può ricordare quello di un pomodoro parzialmente acerbo, sebbene sia molto più aromatico. Il tamarillo si può mangiare come ortaggio, oppure utilizzarlo per preparare confetture, tuttavia c'è a chi piace così tal quale. Un modo pratico per mangiarlo è quello di tagliarlo a metà e, con un cucchiaino, estrarre la delicata polpa.


Botanica e Fisiologia :

Cyphomandra betaceaIl Tamarillo (Cyphomandra betacea) appartiene alla famiglia delle Solanaceae, la stessa dei Pomodori e delle Melanzane. Per questo motivo, oltre che per la somiglianza del frutto, è anche chiamato Albero del Pomodoro. La specie si sviluppa sotto forma di piccolo albero, che in media raggiunge un'altezza di 2-3 metri (6,5-9 ft), il tronco adulto è di colore grigio e di consistenza semi-legnosa.
Foglie di TamarilloCyphomandra betacea è una pianta assai poco longeva; vive, infatti, solo 10 anni o poco più. Di conseguenza, la sua fioritura (e fruttificazione) è molto precoce e, nelle condizioni di crescita ideali, può avvenire già al secondo anno di vita. Le foglie del Tamarillo sono alterne, di grosse dimensioni, a forma di cuore e dotate di un picciolo particolarmente robusto. Il loro colore è verde inteso, anche se, nella fase giovanile, possono avere diverse sfumature di rosso ed una peluria nella zona superficiale. Un'altra peculiarità di queste foglie è l'odore che emanano, basta strofinarle leggermente per aver le mani impregnate di quest'essenza molto (forse troppo) aromatica. I fiori sbocciano all'apice, o all'ascella fogliare, dei nuovi rami e sono raggruppati in corimbi, ognuno dei quali può contenerne fino a dieci; il singolo fiore è ermafrodita, di colore bianco rosato ed ha un diametro di circa 1,5 cm (0,6 inch). L'albero del pomodoro è una pianta generalmente autofertile, si può dunque avere una buona produzione anche con un unico esemplare. La fioritura è leggermente scalare, così come la maturazione dei frutti che avviene circa 6-8 mesi dopo l'impollinazione.
Il frutto del Tamarillo, lungo circa 6-8 cm (2,4-3 inch) e largo la metà, è ricco di Vitamine, tra cui la Vitamina C ed E, oltre al beta-carotene, un precursore della Vitamina A.


Coltivazione, Clima e Cure :

Fiori Albero del PomodoroIl Tamarillo (Cyphomandra betacea) è una pianta tropicale, tuttavia, crescendo sulle Ande a quote superiori ai 1000 m, si è evoluto per adattarsi a questo clima, di conseguenza ha una buona tolleranza al freddo.
Quindi per la coltivazione, a livello pratico, l'Albero del Pomodoro è da considerarsi una pianta subtropicale, più che una strettamente tropicale come Rambutan e Durian.
L'Albero del Pomodoro si propaga molto bene tramite semina o, più raramente, tramite talea. I semi, come tipico delle Solanaceae, germinano piuttosto velocemente, basta solo tenere il terreno umido ed avere temperature medie superiori ai 20°C (32°F). La crescita della pianta è rapidissima e, dopo un anno, può già abbondantemente superare il metro di altezza. La potatura del Tamarillo è consigliabile effettuarla nel periodo meno caldo dell'anno e può essere anche piuttosto severa, infatti, l'elevata vigoria e la produzione di fiori all'apice dei nuovi rami, non pregiudica la produzione dei frutti.

Il Tamarillo si può coltivare anche in zone temperate calde, come lo sono le coste più riparate dell'Italia, la pianta adulta, infatti, può reggere effimere gelate nell'ordine di -2/-3°C (28-26°F), ciò nonostante le giovani piante soffrono già a temperature prossime agli zero gradi centigradi (32°F) e possono morire interamente anche con brevi esposizioni al gelo. Quindi, per chi volesse coltivarlo in Italia, suggerirei di mettere in piena terra il Tamarillo, solo dopo averlo coltivato per i primi due anni in vaso, al riparo dalla intemperie invernali.
Cyphomandra betacea flowersNella scelta della dimora è bene considerare che la specie sviluppa numerose foglie di grosse dimensioni, ed è dunque sensibile al vento. In zone ventose e non riparate, questo può diventare un grosso problema e portare alla rottura di interi rami o, in casi estremi, addirittura allo sradicamento della pianta. In zone prettamente tropicali e pianeggianti, il Tamarillo potrebbe avere una produzione scarsa (o nulla), l'induzione a fiore sembra infatti essere stimolata da temperature (specie notturne) fresche che, ai tropici, si possono avere solo in montagna. In Italia, ed in generale nelle zone subtropicali, la fioritura è tardo primaverile ed estiva, mentre la maturazione dei frutti avviene nel tardo autunno ed inverno; a livello organolettico i migliori frutti sono prodotti in zone subtropicali con giornate calde e nottate fresche. Nelle zone tropicali più vicine all'equatore non si ha una vera stagionalità, si possono avere fiori contemporaneamente a frutti maturi e, dunque, si hanno produzioni in più periodi dell'anno.

Il Tamarillo, essendo una pianta di Montagna, non ama temperature troppo elevate, infatti, prolungati periodi con oltre 30°C (86°F) possono causare la cascola dei frutti e, oltre i 35°C (95°F), il deperimento della pianta. L'Albero del Pomodoro ha un apparato radicale superficiale e foglie molto grandi da cui "perde" acqua, questo, oltre a renderlo più soggetto ai danni da vento, lo rende particolarmente avido di acqua. Le irrigazioni devono essere molto frequenti, ma mai troppo abbondanti, la specie è assai sensibile ai ristagni d'acqua; per ovviare a questo problema potrebbe essere utile scegliere un'esposizione su un declivio o utilizzare una buona pacciamatura.
Per quanto detto sopra si intuisce che, con l'estate Mediterranea, è consigliabile un'esposizione a mezz'ombra, magari fatta da alberi decidui, così da poter godere del Sole nei freddi mesi invernali.
Il terreno ideale è ricco di sostanza organica e ben drenante, meglio evitare quelli eccessivamente pesanti ed argillosi. Il Tamarillo è una specie abbastanza rustica, talvolta può essere attaccata dagli Afidi, ma raramente compromette seriamente la salute dalla pianta.


Varietà :

Esistono numerose Cultivars di Tamarillo tra cui le più famose sono:


  • Ruby Red : Diffusa in Nuova Zelanda, ha un frutto largo, di colore rosso scuro ed è ottima per preparazioni culinarie, l'acidità viene ridotta se lasciato maturare 2-3 settimane dopo la raccolta.
  • Oratia Red : Frutto di grosse dimensioni dal sapore particolarmente acido
  • Ecuadorian Orange : Frutto delle dimensioni di un uovo, il colore esterno è arancione e il sapore è meno acido di Oratia e Ruby Red
  • Goldmine : Nuova selezione di origine Neozelandese, di color oro ed dalle ottime qualità organolettiche
  • Rothamer : Varietà di origine Californiana caratterizzata dall'elevata pezzatura dei frutti, che sono di colore rosso con polpa giallo oro e dal sapore dolce. La pianta è molto vigorosa e la produzione più abbondante delle altre varietà

Fiori e Frutticini Cyphomandra betacea


Young Cyphomandra betacea

Frutticino Tamarillo

























Frutti Immaturi Tamarillo

Frutti Maturi Tamarillo

Coltivazione Tamarillo