sabato 29 febbraio 2020

Palme : Come Riconoscere le Diverse Specie - Con Foto e Descrizione

Nell'immaginario collettivo la Palma viene associata alle spiagge tropicali, dove si erge slanciata, propendendo verso il mare la propria chioma formata da foglie giganti.

Effettivamente questa potrebbe essere una descrizione adatta a molte Palme, tuttavia le diverse specie differiscono considerevolmente, sia come aspetto, sia come luogo in cui possono esser coltivate.
Esistono Palme alte, come basse, con foglie palmate (a forma di ventaglio), come pennate (a lisca di pesce), alcune vivono in zone prettamente tropicali, altre resistono a geli intesi; in altre parole non è possibile riassumere una pianta semplicemente definendola come Palma, sarebbe un po' come descrivere un Pipistrello ed un Rinoceronte definendoli semplicemente Mammiferi.

Paesaggio di Palme

La Famiglia delle Arecaceae 

Tutte le Palme appartengono alle Arecaceae (ex Palmaceae), una famiglia composta da oltre 2600 specie, raggruppate in circa 200 generi. La maggior parte di esse vive in un clima tropicale o sub-tropicale, sebbene ci siano Palme in grado di sopravvivere anche in aree a clima temperato freddo.

Le Palme sono delle Monocotiledoni, un raggruppamento di Angiosperme che comprende per lo più specie erbacee ed annuali (es. Graminacee), sebbene loro siano piante perenni.


Tutte le Palme hanno dei tratti in comune :

  • Sono specie esclusivamente sempreverdi e perenni
  • Hanno radici fascicolate e carnose 
  • Mancano di una vera crescita secondaria, che spesso è limitata ai primi anni di vita (molte Palme sono tozze da giovani, prima di "allungare il tronco")
  • La sezione del tronco non evidenzia gli anelli di accrescimento, che nelle altre piante permettono di stabilire l'età
  • Salvo rare eccezioni, limitate a poche specie, le Palme non sono in grado di ramificare e se viene rimosso l'apice vegetativo muoiono
  • Hanno numerosi fiori gialli o bianchi, ma molto piccoli e raggruppati in infiorescenze più o meno lunghe
  • Raramente hanno fiori ermafroditi, di norma o sono maschili o sono femminili, spesso portati anche da piante di sesso opposto. 

Tolte queste caratteristiche, le differenze tra una specie e l'altra possono essere importanti. Il tronco, ad esempio, può essere singolo oppure multiplo (polloni emessi dalle radici), può essere snello od aver il diametro di oltre 1 metro (3.3 ft). 
La Dypsis minuta, endemica del Madagascar, raggiunge un'altezza massima di appena 50 cm (1.6 ft), mentre la Ceroxylon quindiuense, originaria della Colombia, può occasionalmente raggiungere i 60 metri (196 ft) ed è considerata la Palma più alta al mondo; ovviamente tra questi due estremi si collocano tutte le altre. 
Foglie PennataNelle palme esistono due tipologie di foglie (fronde per l'esattezza) : pennate e palmate. Le prime sono di forma allungata ed ogni foglia è composta da un lungo rachide centrale al quale sono attaccate tante foglioline (pinnule) disposte in maniera più o meno perpendicolare ad esso; le foglie palmate, invece, ricordano la forma di un ventaglio, in cui le foglioline sono disposte a raggiera rispetto ad un rachide piccolo ed a forma di cerchio. 
Foglia PalmataOvviamente esistono enormi differenze anche all'interno di una stessa tipologia di foglia; due foglie pennate (o palmate) possono differire per colore, lunghezza, disposizione e curvatura delle foglioline sul rachide, dimensioni del picciolo, etc.
Tra le Palme a foglia pennata il record spetta alla Raphia regalis, le cui foglie possono sfiorare i 20 metri (65 ft) di lunghezza; mentre tra le specie a foglia palmata è la Corypha umbraculifera a detenere il record, con una foglia del diametro di 8 metri (26 ft).

La Lodoicea maldivica è una palma tropicale piuttosto rara, ma che merita di esser citata poiché produce il seme più grosso al mondo, che ricorda molto la forma dei genitali femminili (per i records sulle piante clicca qua). Un'ultima menzione vorrei riservarla alla Hyphaene thebaica, forse l'unica specie di palma in grado di "biforcarsi" facilmente e, di conseguenza, in grado di avere dei rami e non solo un tronco principale

Oltre all'aspetto estetico, le diverse specie di Palma differiscono anche per l'habitat ideale di sviluppo. Esistono Palme che amano l'ombra e che, in natura, crescono nel sottobosco delle foreste pluviali, dove sia la temperatura che l'umidità sono elevate tutto l'anno; altre invece crescono in pieno Sole, in aree torride e secche, al confine del deserto; ci sono Palme che crescono in montagna ad alta quota, altre solo in pianura, alcune specie tropicali muoiono se la temperatura scende sotto i 10° C (50° F), mentre alcune possono resistere a temperature inferiori ai -15° C (5° F).


Avrete capito che, sebbene ad un profano possano sembrare tutte simili, la variabilità è alta e non è possibile parlare delle Palme come fossero un'unica specie e ciò che leggerete (e vedrete) nelle prossime righe ha proprio lo scopo di fare un po' di chiarezza.

In questo articolo, in maniera analoga a quanto fatto per le Aloe ed  Agavi, vorrei fare un elenco delle Palme più comuni o particolari, puntando l'attenzione sulle differenze morfologiche, in modo tale che potiate distinguere una specie dall'altra, ma anche sulla loro tolleranza al freddo, così da capire se sia sensato tentarne la coltivazione o meno. 
Ovviamente il tutto sarà correlato da fotografie e, per quelle di cui ho già scritto nel dettaglio, dal link all'articolo principale.


Le Diverse Specie di Palma in Ordine Alfabetico :


Archontophoenix alexandrae : palma nativa del Queensland, in Australia, dove cresce nelle foreste pluviali vicino alla costa, talvolta in zone quasi paludose.
Può raggiungere un'altezza massima di 25 m (82 ft), sebbene in Italia rimanga spesso più bassa, con un tronco che nella parte centrale ha un diametro di appena 20 cm (8 in), esso è verde nella parte alta (giovane) e grigio in quella più bassa (vecchia).
Sul tronco sono visibili gli anelli dell'attaccatura delle foglie ormai morte ed inoltre presenta una particolarità, ovvero un ispessimento nella parta basale, che ricorda un po' la forma di un fiasco di vino. Le foglie sono pennate, lunghe circa 3 m (10 ft), lievemente arcuate e formano una chioma non troppo folta. La parte basale delle foglie avvolge la parte alta del tronco, rendendolo verde in questa zona. Questo è sicuramente un tratto distintivo per il riconoscimento, tuttavia è presente anche in altre specie come Roystonea regia Wodyetia bifurcata .

La Archontophoenix alexandrae è una palma molto ornamentale ed in zone tropicali/sub-tropicali viene piantata isolata od a margine delle strade, potendo crescere bene sia in pieno Sole che a mezz'ombra.
A. alexandrae ha una scarsa resistenza al freddo, tuttavia se ne può tentare la coltivazione anche nelle zone temperate più calde (es. Sicilia, Calabria, Ponente Ligure), in cui le gelate siano rare, brevi e leggere, tenendo conto che la temperatura soglia oltre la quale la pianta potrebbe morire è di circa -2° C (28° F).

Archontophoenix alexandrae

Chioma Archontophoenix alexandrae

Foglie Archontophoenix alexandrae

Tronco Archontophoenix alexandrae

Areca catechu : specie originaria delle foreste della Malesia, è coltivata a scopo ornamentale in tutta l'Asia tropicale. Si tratta di una palma alta anche oltre 20 metri (66 ft), ma con un tronco esile e flessibile, largo in media 20 cm (8 in). Risulta molto slanciata ed elegante.
La chioma è poco densa, essendo costituita da solo 8-10 foglie, le quali sono pennate, ma relativamente corte (intorno ai 2 m = 6.6 ft), arcuate e formate da circa 25 pinnule (foglioline) per lato, con larghezza (e lunghezza) variabile.
La Areca catechu si distingue dalle altre palme per il cortissimo (quasi inesistente) picciolo fogliare, che rende la chioma estremamente compatta.
Produce corte infiorescenze bianco-giallastre, a cui seguono frutti ovali non più grandi di una pallina da ping pong che, a maturazione, son color rosso-arancione.

Areca catechu è una palma equatoriale e cresce bene solo in zone tropicali calde ed umide. Nelle aree caratterizzate da una lunga stagione secca deve essere irrigata.
Si può coltivare in posizioni soleggiate od a mezz'ombra, quest'ultima esposizione è consigliabile durante la fase giovanile. Con le giuste condizioni di temperature ed umidità è una Palma che cresce veloce ed inizia a fiorire prima dei 10 anni di età.

Questa palma è strettamente tropicale e non è possibile coltivarla in Italia od in altre zone temperate calde, anche prive di gelo, in quanto già picchi inferiori ai +5° C (41° F), così come esposizioni prolungate sotto i 15° C (59° F), possono esserle fatali.

Fioritura Areca catechu

Areca catechu

Bismarckia nobilis : palma endemica del Madagascar, dove cresce nelle aperte pianure della Savana. Il nome del genere è stato dato in onore del cancelliere tedesco Otto von Bismarck, mentre il suffisso nobilis "nobile" è probabilmente un riferimento alla bellezza della chioma.

La B. nobilis cresce su un unico tronco a forma leggermente conica che, nella parte bassa, può arrivare a 70 cm (28 in) di diametro, mentre nella parte centrale-alta si ristringe notevolmente. Può occasionalmente raggiungere un'altezza di 25 m (82 ft) , sebbene di norma rimanga sotto i 15 m (49 ft).
Esistono varietà a foglia verde, ma le più ornamentali (e comuni) hanno foglie blu-grigiastre, palmate, larghe circa 2 m (6.6 ft) con un picciolo molto massiccio, lungo sino a 2 m (6.6 ft) e ricoperto da una patina biancastra.
La Bismarckia nobilis si riconosce per la sua chioma enorme, che sembra quasi sproporzionata rispetto al fusto, e dal colore inusuale.

Questa specie viene coltivata in tutte le zone tropicali e sub-tropicali, luoghi in cui la crescita è rapida; tuttavia si è dimostrata in grado di crescere, seppur ben più lentamente, anche nelle zone temperate calde, potendo resistere, da adulta e con qualche danno alle foglie, ad una temperatura di circa -5° C (23° F).
B. nobilis viene piantata isolata ed ha bisogno di molto spazio (dato il volume della chioma) per potersi sviluppare. Preferisce il pieno Sole, anche se può svilupparsi a mezz'ombra.

Bismarckia nobilis

Foglie Bismarckia nobilis

Borassus flabellifer : specie nativa del Sud-Est asiatico (Thailandia, Malesia, Indonesia etc.). Cresce su un unico tronco alto circa 20 metri (66 ft), relativamente snello e slanciato. Le foglie son color verde intenso, palmate, con lobi incisi per circa metà della loro lunghezza e dotate di un picciolo robusto. Dai fiori si ricava una sostanza zuccherina, tutt'oggi utilizzata nella cucina tradizionale. Borassus flabellifer è una palma coltivata anche a scopo ornamentale nelle zone tropicali e sub-tropicali umide, ama esposizioni soleggiate e non tollera il freddo.

Borassus flabellifer

Brahea armata : specie nativa della Bassa California, regione del Messico settentrionale. Questa bellissima Palma in natura cresce in luoghi aridi e ben esposti al Sole, tuttavia ha un'elevata resistenza al freddo e sopravvive a temperature di circa -12 ° C (10° F), il che la rende coltivabile non solo nelle località di mare, ma anche nei luoghi più miti del Nord Italia.
Nota anche come Palma Blu del Messico, si sviluppa su un fusto solitario, alto oltre 10 metri (33 ft) e largo circa mezzo metro (16 ft). Le foglie sono palmate, di medie dimensioni e ricoperte da una cera grigio bluastra, che conferisce il tipico colore che le ha dato il nome.
Oltre al fogliame molto ornamentale, la B. armata viene coltivata per le sue fantastiche infiorescenze, forse le più lunghe tra le Palme, che sono  sicuramente il tratto distintivo della specie. La fioritura è estiva e queste infiorescenze color crema, formate da moltissimi fiorellini ravvicinati, possono raggiungere una lunghezza di 6 metri (20 ft) e, nei giovani esemplari, possono addirittura toccare terra.
Durante il periodo di fioritura la Brahea armata è indubbiamente una delle Palme più belle e caratteristiche.

Questa Palma è perfettamente adattata al clima Mediterraneo, e deve essere cresciuta in pieno Sole, anche in zone torride durante l'estate.

Brahea armata

Fioritura Brahea armata

Brahea edulis : chiamata anche Palma di Guadalupe, si sviluppa sotto forma di Palma a tronco singolo e risulta piuttosto tozza, essendo solitamente non più alta di 10 m (33 ft) e con un fusto di grosso diametro.
Le foglie sono palmate, color verde chiaro e formano una chioma larga sino a 4 m (13 ft). Gradisce esposizioni in pieno Sole, terreni drenanti ed è ampiamente coltivata nelle aree subtropicali, ma anche in quelle temperate calde, tuttavia è più sensibile al freddo rispetto alla sua parente B. armata, ma è ragionevole dire che la Brahea edulis possa resistere al freddo sin ad almeno -7° C (19° F) e, con danni fogliari recuperabili, anche qualche grado in meno.

Brahea edulis

Butia capitata : specie nativa delle praterie del Sud America comprese tra Uruguay, Paraguay, Nord Argentina e Brasile meridionale; aree non tropicali, talvolta soggette a brevi gelate. Chiamata anche Jelly Palm, è tra le Palme a foglia pennata più resistenti al freddo, potendo reggere gelate nell'ordine dei -12° C (10° F).
Predilige esposizioni soleggiate, ma si sviluppa anche a mezz'ombra, tollerando bene la siccità estiva.
La B. capitata è una palma di altezza media/bassa, raggiungendo occasionalmente gli 8 metri (26 ft), sebbene solo dopo molti decenni.
Il fusto è solitario, tozzo e con diametro di circa 50 cm (16 in). Le foglie sono pennate, color verde chiaro con riflessi bluastri e lunghe circa 3 metri (10 ft); tuttavia le dimensioni son influenzate dall'ambiente di crescita, infatti in suoli poco fertili e secchi (e non irrigui) possono esser lunghe solo la metà.


La Butia capitata si riconosce grazie ad un particolare delle foglie, esse sono infatti estremamente arcuate e, lungo l'asse principale, si sviluppano a spirale.
Questa palma viene cresciuta in molte zone d'Italia a scopo ornamentale, ma in pochi sanno che produce anche frutti commestibili, dal vago sapore di albicocca.

Giovane Butia capitata

Butia capitata

Foglie Butia capitata

Caryota maxima : originaria della Cina centro meridionale, può crescere anche in Thailandia, Vietnam, ma a quote elevate. E' una palma di dimensioni enormi, potendo superare agevolmente i 30 metri (98 ft) di altezza, con un  tronco relativamente (rispetto all'altezza) sottile. Il portamento è unico ed a prima vista può sembrare più una conifera che una palma; le foglie sono pennate, tuttavia le foglioline che le formano non sono fusiformi, bensì a forma di ventaglio, ricordando vagamente le foglie della Ginkgo biloba.

Giovane Esemplare di Caryota maxima
Buona anche la resistenza al freddo, intorno ai -5° C (23° F) o poco oltre, che ne consente la coltivazione in buona parte del Sud Italia. 
Se voleste una palma così particolare, ma che abbia dimensioni ragionevoli, potete provare la Caryota mitis, che però è meno rustica e sarebbe meglio coltivarla solo in zone esenti da gelo.

Chamaedorea elegans : specie nativa del Guatemala e diffusa in tutta l'America Centrale. E' chiamata anche Palma della Fortuna o più semplicemente Palma Nana, per via delle dimensioni assai contenute, dato che raramente supera i 2 metri di altezza (6,5 ft).

La Chamaedorea elegans cresce nel sottobosco ed ama posizioni ombreggiate; per questa ragione, oltre che per le sue dimensioni, è spesso coltivata come pianta da appartamento.
Il tronco è solitario, di piccolo diametro e spesso leggermente ricurvo; frequentemente più esemplari vengono piantati molto ravvicinati a formare dei gruppetti. Le foglie sono pennate, lunghe al massimo 80 cm (31 in) e di bell'aspetto.
Viene coltivata nelle zone tropicali e subtropicali, in terreni umidi e fertili, ma può crescere anche nelle zone temperate calde, dove la temperatura minima non scenda mai sotto i -4° C (25° F).

Chamaedorea elegans in Vaso

Chamaedorea elegans in Piena Terra

Chamaerops humilis : questa specie, sebbene non sia in assoluto la più resistente al gelo, è quella con l'areale d'origine a latitudini più settentrionali, nonché una delle due uniche Palme ad esser nativa del vecchio continente (l'altra è la Phoenix theophrasti).
La Chamaerops. humilis, conosciuta anche come Palma di San Pietro, è originaria del Mediterraneo ed ampiamente coltivata in tutta Italia.

Diversamente da molte altre, la C. humilis è una palma multi-tronco ed emette in continuazione polloni radicali; per questo motivo ha un portamento cespuglioso ed un'unica pianta può dar origine a più fusti, dando l'impressione di crescere "a gruppetti".
I fusti sono sottili, di solito non più alti di 3 metri (10 ft) e, con l'età, tendono ad incurvarsi verso l'esterno, spesso a tal punto da esser quasi paralleli al suolo.
Le foglie sono palmate, di forma circolare, con diametro di circa 60 cm (24 in) e possono esser di color verde chiaro (C. humilis var. humilis) od argento (C. humilis var. cerifera).

La Palma di San Pietro produce una corta infiorescenza gialla, poco ramificata e frutti marroncini.
Questa specie tollera temperature minime di almeno -12° C (10° F), può esser coltivata anche in terreni poco fertili e rocciosi, sia in posizioni soleggiate che ombreggiate ed è molto utilizzata come pianta ornamentale nelle aiuole pubbliche.

Chamaerops humilis

Chamaerops humilis

Chambeyronia macrocarpas : endemica della Nuova Caledonia dove cresce in zone umide a media altitudine. E' una palma solitaria a foglia pennata, alta circa 10 metri (33 ft), con tronco verde, liscio ed allargato alla base. La peculiarità di questa palma, che la distingue da tutte le altre, risiede nella nuova vegetazione; infatti la foglia appena emessa è di color rosso-bronzeo e decisamente appariscente, diventando verde solo successivamente.

Chambeyronia macrocarpas
Può svilupparsi anche in zone di mezz'ombra e resiste al freddo solo poco sotto lo zero, con danneggiamento importante sotto i -3° C (27° F). Oggettivamente è una delle palme esteticamente più belle.

Cocos nucifera : volgarmente chiamata Palma da Cocco, è probabilmente la Palma più diffusa ai tropici, nonché quella che noi associamo alla classica spiaggia caraibica. Si ritiene che sia nativa delle Isole del Pacifico ed è onnipresente in ogni area tropicale, dove può tranquillamente crescere anche lontana dal mare.

La Palma da Cocco produce bellissime foglie pennate lunghe anche 6 metri (20 ft), con pinnule (foglioline della foglia principale) lucide, lunghe e color verde chiaro.

Il tronco è solitario, può superare i 20 m (65 ft), sebbene esistano delle varietà nane (dwarf) alte circa 1/3. Altra caratteristica è l'attitudine del tronco a piegarsi; talvolta la parte bassa può esser quasi orizzontale (parallela al suolo), mentre l'apice eretto verso l'alto.
Produce le Noci di Cocco che noi tutti conosciamo, tuttavia nei paesi d'origine il Cocco viene mangiato prima che si indurisca e la sua consistenza risulta più morbida ed il sapore più delicato.

C. nucifera preferisce esposizioni assolate ed un terreno sabbioso, tollerando bene sia la salinità del terreno, sia l'aria salmastra. La specie può tollerare occasionali punte vicine agli 0° C (32° F), tuttavia muore se le temperature massime rimangono per molto tempo al di sotto dei 20° C (68° F). Per questo motivo non si può coltivare la Palma da Cocco in Italia (all'aperto), neppure dove non gela mai.
Se ne può tentare la coltivazione in zone sub-tropicali, ma qui la crescita sarà stentata e la produzione scarsa se non assente.

Cocos nucifera
Cocos nucifera a Phuket

Cocos nucifera in Thailandia

Copernicia prunifera  : originaria del Brasile, cresce in aree caratterizzate da una marcata stagionalità (stagione piogge-stagione secca). Tronco singolo piuttosto sottile, alto sino a 20 m (66 ft). Le foglie sono palmate, circolari, con raggio di circa 80 cm (31 in) ed hanno un color verde luccicante, con riflessi tendenti al giallo.
La chioma è molto ordinata, con foglie disposte in modo tale da conferirle una forma praticamente sferica.
Copernicia prunifera è coltivata nelle zone tropicali e subtropicali, tuttavia può resistere a lievissime (e sporadiche) gelate ed è quindi coltivabile anche nelle zone temperate più miti.

Altra caratteristica è l'adattabilità ai diversi tipi di suolo, può infatti tollerare terreni secchi ed asciutti, così come quelli pesanti e con ristagni idrici. 

Copernicia prunifera

Copernicia prunifera

Cyrtostachys renda : specie ornamentale nativa del Sud-Est Asiatico (Thailandia, Malesia ed Indonesia). Cresce in zone tropicali umide e paludose, vicino a corsi d'acqua (laghi e fiumi), su suoli perennemente intrisi di acqua.
Il portamento è cespitoso, con diversi tronchi molto snelli che partono dalle radici e possono raggiungere anche i 12 metri (39 ft) di altezza. Le foglie sono pennate, lunghe circa 2 m (6.6 ft). Il rachide e la guaina fogliare che avvolge la parte alta del tronco sono color rosso cremisi e questo è indubbiamente il tratto distintivo della Cyrtostachys renda.

Questa palma è strettamente tropicale e non deve esser mai esposta a temperature prolungate inferiori ai 15° C (59° F); inoltre richiede elevata umidità e non cresce nelle zone tropicali con prolungata stagione secca. E' facile intuire come non possa esser coltivata all'aperto in nessuna parte d'Italia.

Cyrtostachys renda

Dypsis lutescensnativa del Madagascar, in Africa, è una palma cespitosa formata da più tronchi alti anche sino a 10 metri (33 ft), ma dal diametro medio di appena 10 cm (4 in). Il tronco è flessibile, esile e ricorda molto una canna di bambù.

Le foglie sono verde chiaro, pennate, lunghe circa 2 metri (6.6 ft), con pinnule sino a 70 cm (28 in). Il picciolo ed il rachide tendono ad aver un color giallo dorato, a cui fa appunto riferimento l'epiteto della specie (in latino lutescens = tendente al giallastro ), ma anche la corteccia ha un colore verde-giallastro.

Dypsis lutescens è ampiamente coltivata nei climi tropicali, ma nelle zone fredde è abbastanza diffusa anche come pianta da interni.

La specie si sviluppa al meglio in condizioni di mezz'ombra, ma può crescere anche all'ombra totale, purché luminosa, ama terreni sabbiosi e drenanti e se ne può tentare la coltivazione anche in zone temperate calde, potendo reggere, da adulta, a sporadici picchi di temperatura sino a 0° C (32° F). Tuttavia, anche in Sicilia, può capitare che la parte aerea muoia a temperature superiori, ributtando poi in primavera dalle radici.

Dypsis lutescens

Foglie Dypsis lutescens

Elaeis guineensis : è la specie da cui si ricava il famoso (e controverso) Olio, da qui il nome Palma da Olio. E' nativa dell'Africa equatoriale, indicativamente tra Angola settentrionale e Golfo di Guinea.

Elaeis guineensis è una specie strettamente tropicale e non può esser cresciuta all'infuori di questa area e, per un'ottimale produzione, si coltiva solo in zone equatoriali, comprese tra il 10° N ed il 10° S.
Questa Palma possiede un tronco alto anche oltre 20 metri (66 ft) e largo circa 50 cm (20 in) e delle foglie pennate lunghe oltre 4 m (13 ft), con foglioline (pinnule) che possono raggiungere una lunghezza di 70 cm (28 in).
La Elaeis guineensis si riconosce dall'aspetto della chioma, davvero imponente e folta e dal colore della stessa, dato che le foglie sono talmente lucide da sembrare "laccate". La fruttificazione inizia precocemente ed è continua durante tutto l'anno, ma in zone tropicali la specie è utilizzata anche a livello ornamentale e non solo produttivo.
La Palma da Olio richiede esposizioni Soleggiate e temperature alte durante tutto l'anno, di conseguenza non si può coltivare neppure nelle zone più miti d'Italia.

Elaeis guineensis

Foglie Elaeis guineensis

Howea forsteriana : endemica dell'Isola di Lord Howe, situata a circa 600 km dalle coste orientali dell'Australia. La specie viene comunemente chiamata Kentia ed in Italia è per lo più coltivata come pianta da appartamento dato che, diversamente da molte altre palme, riesce ad adattarsi bene agli ambienti interni.

L'Howea forsteriana è tra le Palme da interni più diffuse, tuttavia, diversamente dalla Chamaedorea elegans, si sviluppa come palma a singolo fusto ed in natura può raggiungere i 15 metri (49 ft) di altezza, anche se in vaso difficilmente supera i 3 m (10 ft).
Il tronco è ricoperto da una corteccia verde-grigiastra, che può assomigliare al Bambù ed è sottile (appena 15 cm = 6 in), di conseguenza la Kentia, cresciuta in piena terra, risulta slanciata.
Le foglie sono pennate, lunghe circa 3 metri (10 ft) ed arcuate, con pinnule ricadenti e non perpendicolari al rachide da cui emergono. Nel complesso la chioma della Howea forsteriana ricorda quella della Cocos nucifera, sebbene rimanga più compatta.

E' una pianta che gradisce esposizioni a mezz'ombra, o anche ombreggiate, mentre posizioni eccessivamente soleggiate potrebbero bruciare le foglie durante l'estate.
L'H. forsteriana è la tipica palma da piantare sotto la chioma di alberi ad alto fusto od a palme già molto alte, ricreando un po' l'ambiente di sottobosco, che tra l'altro aiuterà a mantenere il terreno umido, dato che la specie mal sopporta l'assenza di acqua.
Questa palma viene coltivata nelle zone subtropicali umide e marginalmente in quelle temperate calde. In Italia si può piantare all'aperto solo nelle aree più miti; la specie ha scarsa resistenza al freddo e si danneggia (e talvolta muore) a temperature inferiori a -2° C (28° F). Forse in ambiente totalmente secco potrebbe resistere poco di più, ma con ghiaccio e brinate si rovina molto già a 0° C (32° F).

Insomma, all'aperto, in Italia, rimane una pianta per pochi.

N.B.

Piantarla sotto la chioma di altre palme alte o piante sempreverdi, rispetto al cielo aperto, durante le nottate serene farà guadagnare qualche grado.

Howea forsteriana

Howea forsteriana in Liguria

Foglia di Howea forsteriana

Hyophorbe lagenicaulis : endemica delle Mauritius ed a rischio di estinzione (allo stato naturale). La specie si distingue dalle altre palme per la forma del tronco; esso è infatti di grosse dimensioni e dall'inusuale forma ad imbuto, simile al fusto della Chorisia speciosa.

L'Hyophorbe lagenicaulis non cresce oltre i 4 metri (13 ft) di altezza ed ha un aspetto tozzo. La chioma è formata da poche (in media da 5 a 7) foglie pennate e sorrette da un picciolo assai corto, mentre le pinnule sono orientate, rispetto al rachide, a formare una "V" rivolta verso l'alto.
Palma a crescita lenta, utilizzata con scarsi risultati come pianta da interno. Viene piantata isolata e cresce nei climi tropicali, in zone preferibilmente soleggiate.

Questa palma non sopporta il gelo, neppure lieve, e muore anche con esposizioni prolungate a temperature inferiori ai 10° C (50 °F). Anche nelle zone più miti della Sicilia necessita protezioni e particolari cure per sopravvivere all'inverno.

Hyophorbe lagenicaulis

Johannesteijsmannia altifrons : palma nativa del Borneo e della Malesia, dove cresce nel sottobosco della foresta pluviale, su un suolo ricco di humus.
Un tratto distintivo della Johannesteijsmannia altifrons, rispetto alla maggior parte delle palme, è il fatto di possedere un tronco corto, strisciante e talvolta sotterraneo, di conseguenza, se si escludono le foglie, questa palma non è mai più alta di 30 cm (12 in).
Detto questo le foglie sono enormi, spettacolari e sorrette da piccioli lunghi anche oltre 2 m (6.6 ft), con strisce laterali gialle. Le foglie sono semplici, a forma romboidale ed hanno la peculiarità di essere intere (non a lobi divisi, come tipico delle altre palme).
La lunghezza media di una foglia di J. altifrons è di 3 m (10 ft), con una larghezza nella parte centrale pari circa alla metà e sono di color verde intenso. Le radici della specie sono alquanto sensibili e si danneggiano con facilità.

Questa palma deve esser coltivata all'ombra, in un ambiente costantemente caldo ed umido, come quello tipico delle foreste tropicali a bassa quota. E' una palma tropicale e non sopporta il gelo.

Johannesteijsmannia altifrons

Johannesteijsmannia altifrons

Jubaea chilensis : comunemente conosciuta come Palma Cilena, è nativa del Cile, dove cresce in una zona temperata compresa tra il 32° S ed il 35° S. Insieme alla B. capitata, è la Palma a foglia pennata più resistente al gelo, potendo sopravvivere a temperature persino inferiori ai -12° C (10° F).

Jubaea chilensis cresce sino a 25 metri (82 ft), piuttosto lentamente, e possiede un tronco enorme, quello di maggior circonferenza tra le palme, con un diametro che può sfiorare il metro e mezzo (60 in) ed è ricoperto di una corteccia grigiastra.
Le foglie sono pennate, lunghe al massimo 5 metri (16 ft), color verde scuro, con circa 50 paia di foglioline disposte lungo il rachide centrale.
Sebbene abbia foglie così grandi, la chioma sembra piuttosto compatta e, soprattutto nei vecchi esemplari, sproporzionata rispetto all'enorme tronco.
Jubaea chilensis è una specie monoica, un'unica pianta produce sia fiori maschili che femminili. In pochi sanno che i suoi frutti sono eduli e molto saporiti, esternamente ricordano la forma di un'albicocca, ma una volta aperti si trova un seme molto simile ad una noce di cocco, ma non più grande di una pallina da ping pong.
Bene, se rompete il guscio potrete mangiare il seme della Palma Cilena esattamente come fosse un Cocco, la consistenza ed il sapore sono praticamente identici, l'unica cosa che cambia sono le dimensioni; tuttavia mettetevi il cuore in pace, ci vogliono almeno 60 anni dalla semina prima che inizi a produrre.
La Palma del Cile viene piantata come esemplare isolato e gradisce esposizioni piuttosto soleggiate.

Jubaea chilensis
Giovane Jubaea chilensis

Frutto Aperto di Palma Cilena



Latania lontaroides : endemica dell'Isola La Réunion, è una palma di media altezza, a crescita piuttosto lena. Tronco grigio, liscio e leggermente rigonfio alla base. Le foglie son palmate, color verde oliva, con un picciolo dapprima rossastro, per diventare verde nelle foglie adulte.
Ama esposizioni soleggiate, può sopportare temperature prossime agli 0° C (32° F), e poco sotto con evidenti danni alle foglie, ma nel complesso è una palma piuttosto sensibile al freddo.


Latania lontaroides

Licuala grandis : originaria delle Isole Salomone, nell'Oceano Pacifico meridionale. Questa Palma è particolarmente diffusa nel Sud-Est Asiatico ed è una delle più particolari, nonché una di quelle che personalmente trovo più affascinanti. 
L'habitat naturale di questa palma è rappresentato dalle foreste pluviali equatoriali situate al piano, dove sia temperatura che umidità sono elevate durante tutti i 12 mesi dell'anno.


Licuala grandis è una palma a crescita estremamente lenta e di dimensioni contenute. Il tronco è assai esile, con diametro inferiore ai 10 cm (4 in) e raramente supera i 3 metri (10 ft) di altezza. 
Le fronde sono palmate, sorrette da un picciolo lungo circa 1 m (3.3 ft), più o meno come la larghezza delle foglie stesse. La bellezza di queste foglie sta nel fatto che sono indivise, ovvero le foglioline che la compongono sono fuse per l'intera lunghezza. In altre parole sembrano foglie intere "piegate" in corrispondenza della fusione delle foglioline e con il margine dentellato. Talvolta capita che la foglia si "tagli", un po' come succede alle foglie di Banano esposte al vento, in corrispondenza di una zona di fusione delle foglioline (la foto che segue renderà meglio l'idea).

Le foglie son sicuramente il tratto più distintivo della L. grandis.


Palma compatta, perfettamente adattata a vivere in zone umide di penombra od anche in ombra luminosa. In aree non aride può esser cresciuta anche al Sole, mentre in aree subtropicali con stagione secca prolungata, esposizioni soleggiate sono da evitare ed inoltre sarà necessario innaffiare frequentemente.

Licuala grandis è una specie tropicale ed ha una scarsa resistenza al freddo, tuttavia superiore a quelle di altre palme native di zone equatoriali. Il clima italiano non le è di certo congeniale (aridità estiva, temperature minime invernali troppo basse) e se ne può tentare la coltivazione solo laddove il termometro non scenda mai sotto i 5° C (41° F) e che la media delle minime del mese più freddo non siano inferiori ai 10° C (50° F).

Licuala grandis

Livistona chinensis : palma originaria della Cina Meridionale, dove cresce nelle foreste poco fitte. A livello ornamentale è abbastanza comune anche sul nostro territorio.

Livistona chinensis si sviluppa su un unico tronco largo in media 25 cm (10 in) e alto al massimo 15 m (49 ft), tuttavia raggiunge questa altezza solo dopo molti anni di crescita ottimale e gli esemplari comunemente coltivati in Italia raramente superano i 10 metri (33 ft).
Il fusto è liscio e ricoperto da una corteccia marrone/grigiastra.

La chioma ha una forma tondeggiante ed è composta da una cinquantina di foglie palmate, larghe 150 cm (60 in), sorrette da un picciolo sottile ma piuttosto lungo. La Livistona chinensis si riconosce anche grazie a queste foglie, dato che sono verdastre con sfumature tendenti al giallo ed ognuna composta da numerose foglioline, che a circa metà della loro lunghezza, sono piegate, formando un angolo di 90°. Queste foglie "ricadenti" sono un tratto distintivo tipico del genere Livistona.

L. chinensis si può coltivare sia in pieno Sole, che a mezz'ombra, preferendo forse questa seconda esposizione, almeno durante la fase giovanile. La specie può essere piantata anche in terreni poveri e, da adulta, resiste bene alla siccità; tuttavia irrigare durante il periodo vegetativo velocizza la crescita che, già di per sé, è abbastanza lenta.

Questa palma è adattata ad un clima sub-tropicale, ma può esser cresciuta anche in zone temperate non eccessivamente fredde. Da adulta può resistere indicativamente sino brevi picchi di -7° C (19° F) e, con grossi danni fogliari (sino alla perdita), anche un paio di gradi in meno.

Livistona chinensis

Chioma Livistona chinensis

Livistona decora : nativa del Queensland, in Australia, cresce a margine delle foreste tropicali o nelle foreste di Eucalipto.
Palma che si sviluppa a singolo fusto, raggiungendo un'altezza di anche 20 m (66 ft). Il tronco è uno dei tratti distintivi della Livistona decora, su di esso infatti sono presenti le cicatrici delle foglie ormai cadute, le quali hanno una forma conica "a goccia", sono color grigio chiaro e disposte in maniera particolarmente simmetrica (vedi foto sotto).
Le foglie della L. decora sono palmate e più grandi di quelle della L. chinensis, potendo arrivare ad un diametro di anche 2,5 m (8 ft). Esse son di color verde chiaro/giallognolo e formate da segmenti  (foglioline) sottili e profondamente incisi, quasi sin al picciolo; inoltre si piegano a metà della loro lunghezza, formando un angolo di 90°, in maniera ancora più marcata rispetto alle altre specie di Livistona. Una chioma davvero molto ornamentale ed elegante.

Livistona decora gradisce esposizioni soleggiate, resiste discretamente alla siccità ed ha una velocità di crescita discretamente alta. Ama terreni drenanti e si può coltivare in zone subtropicali, ma anche temperate calde, potendo resistere da adulta sino a  temperature di circa -5° C (23° F).

Livistona decora
Foglie Livistona decora
Phoenix canariensis : chiamata comunemente Palma delle Canarie, è una delle specie più comuni e diffuse sul territorio italiano. Come facile intuire dal nome, questa Palma è di origine sub-tropicale e nativa dell'arcipelago delle Isole Canarie.

Si sviluppa su un unico tronco dal diametro medio di 80 cm (31 in), raggiungendo un'altezza massima di 20 metri (65 ft). Nel complesso la P. canariensis ha un portamento piuttosto tozzo (specie da giovane) ed imponente, con una folta chioma, formata anche da 100 foglie. Esse sono pennate, lunghe in media 5 metri (16 ft), rigide e di color verde scuro.

Resiste al freddo sino a temperature di -10° C (14° F), si può crescere sia a mezz'ombra che in pieno Sole e tollera bene l'umidità atmosferica, così come quella del suolo. Si riproduce per seme ed ha una crescita iniziale piuttosto lenta, che aumenta con l'avanzare dell'età.
Purtroppo la Phoenix canariensis è una delle specie più sensibili al Punteruolo Rosso, un patogeno molto aggressivo le cui larve danneggiano, ed infine uccidono, queste Palme.

Phoenix canariensis Selvagge ella Canarie

Phoenix canariensis in Calabria
Giovane Phoenix canariensis

Phoenix dactylifera : nota come Palma da Dattero, produce dei frutti che sono delle drupe (datteri), che vengono poi essiccati e venduti in tutto il mondo. P. dactylifera è nativa del Medio Oriente ed ampiamente coltivata in tutto il Nord Africa.
E' una palma adatta a climi semi-desertici, ama il pieno Sole ed ha bisogno di temperature massime molto alte per maturare i suoi frutti; nonostante ciò tollera piuttosto bene anche il freddo, più o meno come la cugina P. canariensis, soprattutto in ambiente secco.

Il fusto ha un diametro di circa 40 cm (16 in) e può esser alto anche oltre 25 metri (82 ft). La chioma è formata da circa 30-40 foglie pennate, color verde chiaro/argento, come quello delle foglie d'Olivo.
Simile alla P. canariensis, anche se risulta più alta e snella, con una chioma meno folta e più chiara, oltre a produrre frutti ben più grandi e saporiti; inoltre ha la tendenza ad emettere polloni ed in natura la si ritrova spesso con più tronchi prodotti da un unico apparato radicale.
La P. dactylifera è coltivata lungo i litorali italiani, anche se difficilmente riesce a maturare i propri frutti, che cadono a terra ancora verdi.

Forma Naturale Palma da Dattero

Phoenix dactylifera

Phoenix dactylifera
Phoenix reclinata : originaria delle zone semi-aride del Senegal è oggi diffusa su un'ampia area dell'Africa orientale, dove cresce in zone tropicali e subtropicali, con climi che variano dall'umido al monsonico con lunga stagione secca (come le Savane).
Può tollerare periodi di siccità, così come substrati inzuppati d'acqua, come può capitare nelle piane alluvionali durante la stagione delle piogge.

Phoenix reclinata, nota anche come Palma da Dattero del Senegal, è una palma multi-tronco ed ogni fusto è sottile (non più largo di 15 cm = 6 in) ed alto in media 10 m (33 ft).
I diversi fusti crescono attaccati nella parte bassa (spuntano da un unico sistema radicale), ma nella parte alta tendono ad allontanarsi piegandosi verso l'esterno.

Le foglie son pennate, lunghe circa 3 m (10 ft), rigide, con la tendenza a piegarsi verso il basso all'estremità e la chioma, nel suo complesso, ricorda molto quelle del genere Phoenix.
P. reclinata deve essere coltivata in pieno Sole e tollera praticamente tutti i tipi di suoli (compresi quelli poco drenanti).

La specie ha una resistenza al freddo inferiore rispetto a quella delle sue due cugine più comuni (P. canariensis e P. dactylifera) e può tollerare temperature minime di circa -4° C (25° F), tuttavia è facilmente ibridabile con altre specie del genere Phoenix ed in commercio si trovano ibridi esteticamente molto simili alla P. dactylifera, ma più rustici riguardo al freddo.

Phoenix reclinata

Ibrido Phoenix reclinata
Phoenix sylvestris : specie nativa del Nord India, Pakistan e Bangladesh, dove prospera in zone subtropicali con spiccata stagionalità, in cui può capitare che nella stagione delle piogge il terreno rimanga sott'acqua per più giorni consecutivi.
L'habitat della Phoenix sylvestris è rappresentato dalle calde pianure a clima monsonico, dove cresce insieme ad arbusti di piccole dimensioni.
La specie è a crescita lenta, può raggiungere i 15 metri (50 ft) di altezza, ma con un tronco più sottile rispetto a quello della cucina P. canariensis.
Il fusto è singolo e completamente ricoperto dai piccioli delle foglie morte, anche in esemplari adulti e vecchi. Le foglie, lunghe poco più di 3 metri (10 ft), sono pennate, color verde intenso. Le pinnule, piuttosto distanziate tra loro, sono disposte lungo l'asse del rachide, ma non tutte perpendicolarmente, assumendo spesso una forma a "V", rispetto ad esso.

La chioma è molto densa ed a prima vista può essere confusa con quella di altre specie del genere Phoenix, tuttavia è proprio dalla chioma (e dalla disposizione delle pinnule sulle foglie) che si possono scorgere le differenze che permettono di distinguerla.

P. sylvestris è una palma che ama il Sole, cresce su quasi tutti i terreni, compresi quelli poco drenanti, e può esser coltivata a livello ornamentale dai tropici, sino alle zone temperate miti, reggendo da adulta a temperature minime di circa -5° C (23° F).

Phoenix sylvestris

Phoenix sylvestris

Pritchardia pacifica : specie nativa delle Isole Fiji, nel Sud dell'Oceano Pacifico. Si sviluppa sotto forma di unico tronco alto al massimo 15 m (49 ft), con un diametro raramente superiore ai 25 cm (10 in) e sul quale rimangono attaccati per lungo tempo i piccioli rinsecchiti delle foglie ormai cadute. Le foglie, sorrette da un picciolo di circa 1 m (3.3 ft), sono palmate (in realtà costa-palmate), larghe circa 2 m (6.6 ft) e di color verde chiaro.
La Pritchardia pacifica si riconosce per via delle foglie, esse infatti sono formate da lobi poco incisi, dato che dal picciolo sino a 3/4 della foglia risultano fusi tra di loro e solo nella parte terminale si separano.

Pritchardia pacifica è una palma ultra-tropicale molto ornamentale che cresce ai tropici-umidi e solo marginalmente nelle zone subtropicali, ma non in quelle temperate, non tollerando temperature prossime agli 0° C (32° F) ed iniziando a soffrire il freddo già al di sotto dei 15° C (60° F).
La specie si coltiva molto bene a mezz'ombra, ma tollera anche il Sole pieno; ama l'umidità atmosferica e non tollerare terreni eccessivamente secchi.
In Italia se ne può tentare la coltivazione come palma da appartamento, scegliendo una stanza particolarmente soleggiata, ma a questo scopo è sicuramente meglio scegliere una Kentia (Howea forsteriana).

Pritchardia pacifica


Giovane Pritchardia pacifica

Rhapis excelsa : specie originaria del Vietnam settentrionale/Cina meridionale, nota anche come Palma Bambù, è una palma di origine subtropicale che cresce formando fitti cespugli composti da molti esemplari ravvicinati. I tronchi sono molto sottili, ricoperti da una leggera peluria marrone e ricordano appunto il Bambù.
Le foglie sono palmate, larghe al massimo 40 cm (16 in), profondamente incise e formate da un numero di lobi compreso tra 5 e 11. L'altezza massima che può raggiungere in piena terra è di 4 metri (13 ft), anche se spesso si mantiene più piccola.
Questa palma "multi-tronco" preferisce crescere con esposizioni a mezz'ombra o persino all'ombra, mentre se coltivata in pieno Sole, soprattutto in zone calde e secche, potrebbe ingiallire le foglie.
Le dimensioni contenute e la tolleranza all'ombra fanno si che la specie venga utilizzata anche come pianta da interno, sebbene sia meno diffusa della Howea forsteriana o della Chamaedorea elegans .

Rhapis excelsa inizia a subire danni da freddo alle foglie con circa -5° (23° F) e la parte aerea muore con temperature prossime ai -8° C (18° F), tuttavia, a differenza di altre Palme, riesce a recuperare abbastanza bene dalla base, qualora la chioma fosse stata bruciata dal gelo e quindi potrebbe sopravvivere, ributtando poi dalle radici, anche a temperature di -10° C (14° C).

Rhapis excelsa



Rhaphis siamensis : endemica della Thailandia, dove cresce a quote basse, nelle foreste umide della parte centrale di questa nazione. Si tratta di una palma a fusto sotterraneo o comunque poco sviluppato. Le foglie sono palmate, profondamente incise e con lobi dal portamento quasi "ricadente". La chioma è allargata, dato il portamento cespitoso della specie.
Ottima pianta ornamentale, usata spesso come tappezzante e cresciuta all'ombra, alla base di alberi (o Palme) ad alto fusto.
Rhaphis siamensis gradisce terreno fertile ed umido e può esser coltivata in tutte le zone tropicali e subtropicali, potendo reggere da adulta a sporadici (e fugaci) abbassamenti di temperatura sino a 0° C (32° F).

Rhaphis siamensis

Roystonea regia : originaria delle Antille, è la palma simbolo di Cuba. La specie, nota anche come Palma Reale, cresce nelle umide foreste, così come in zone paludose e piane alluvionali.
Palma maestosa, che si sviluppa su un unico fusto dal diametro irregolare, che nella parte più larga può raggiungere i 60 mm (24 in), per un'altezza che può superare i 25 m (82 ft).
Il tronco ha una corteccia liscia e grigiastra, tuttavia nella parte più vicina alla chioma è avvolto dalla base delle foglie, che gli conferiscono un aspetto verde chiaro lucente. Questa caratteristica aiuta il riconoscimento, ma è presente anche in altre specie, come  Archontophoenix alexandrae e  Wodyetia bifurcata.

Poche altre palme hanno un portamento maestoso ed elegante come quello della Roystonea regia, la chioma è formata da circa 15 foglie, ognuna delle quali è pennata, lunga sino a 4 metri (13 ft) e formata da numerose pinnule. Nel complesso queste foglie/chiome ricordano un mix tra quelle della Syagrus romanzoffiana e della Wodyetia bifurcata (vedi più avanti).

Roystonea regia è ampiamente coltivata a scopo ornamentale in tutte le aree tropicali e subtropicali, dove viene spesso piantata lungo i viali, come albero stradale.


La Palma Reale si deve coltivare in pieno Sole, in zone non eccessivamente aride. Per una crescita ottimale si consiglia terreno fertile ed irrigazioni (almeno per i primi anni).
Può sopravvivere ad occasionali gelate di circa -4° C (25° F), ma sarebbe meglio coltivarla in zone frost free, dato che in luoghi freddi la crescita è più lenta/stentata e la chioma meno folta.

Roystonea regia

Tronco Roystonea regia

Saribus rotundifolia : palma a fusto solitario, nativa della Malesia e delle Filippine e molto diffusa nel Sud-Est asiatico. Il tronco è sottile, ma può raggiungere un'altezza di anche 30 m (98 ft), ricoperto da una massa fibrosa grigia in prossimità della chioma, che genera uno spessore locale piuttosto peculiare. Le foglie sono palmate, con lobi incisi sino a metà foglia, hanno un diametro di 150 cm (59 in) ed una forma rotonda (da qui il nome della specie "rotundifolia"). Il picciolo è lungo anche oltre 2 m (6.6 ft) e, date le foglie non troppo grosse, risalta ancor di più.
La chioma è anch'essa globosa, non particolarmente densa, soprattutto nella parte inferiore.

Saribus rotundifolia è una specie tropicale che ama climi caldi ed umidi, gradisce esposizioni ombreggiate da giovane, ma da adulta può tranquillamente esser coltivata in pieno Sole.
Nonostante l'origine si è dimostrata discretamente rustica, potendo sopravvivere sino a circa 2° C (36° F) o persino poco sotto ed è quindi coltivabile anche nelle zone subtropicali e negli angoli più miti di quelle temperate calde.

Saribus rotundifolia

Syagrus romanzoffiana : una delle Palme più diffuse nelle aree costiere del Sud Italia, comunemente chiamata Palma Regina, nativa del Sud America (Brasile, Paraguay).
Questa palma si sviluppa su un unico tronco dal diametro medio di 40 cm (16 in) ed alto non più di 18 m (59 ft), ricoperto di una corteccia grigia e liscia. Viene piantata come Palma isolata nei parchi pubblici, nella aiuole al margine delle strade e nei giardini privati.

Le foglie sono pennate, lunghe in media 4 m (13 ft), ognuna formata da numerose foglioline che hanno la tendenza a piegarsi a metà della loro lunghezza, conferendo un aspetto pendule molto caratteristico. Infiorescenza gialla a cui seguono grappoli contenenti molti frutti, arancioni a maturazione, che in pochi sanno esser commestibili.

E' una palma sub-tropicale, ma coltivabile anche in aree temperate calde, potendo sopportare da adulta temperature minime comprese tra -4° e -6° C (25-21° F).
Palma coltivabile in pieno Sole, gradisce tuttavia terreni non troppo secchi e leggermente acidi. Nelle condizioni ideali cresce piuttosto velocemente.
La S. romanzoffiana si incrocia facilmente con la B. capitata, producendo l'ibrido Butyagrus nabonnandii, con caratteristiche intermedie tra le due specie progenitrici.

Syagrus romanzoffiana
Fioritura Syagrus romanzoffiana

Syagrus romanzoffiana Adulta

Trachycarpus fortunei : probabilmente è la Palma più resistente al freddo che esista, potendo sopravvivere ad episodi di gelo con temperature di -20° C (-4° F) ed è ampiamente coltivata in tutto il Nord Italia ed in tutte quelle zone a clima temperato freddo che non permetterebbero la coltivazione di altre palme.

La Trachycarpus fortunei, nota anche come Palma Cinese, è nativa delle regioni montagnose comprese tra Cina centrale e Birmania settentrionale, dove può crescere sino ad una quota di 2400 m (7880 ft). Può essere coltivata sia in pieno Sole, sia in zone più ombreggiate, preferendo un terreno umido ad uno eccessivamente secco.
Cresce su un unico fusto abbastanza sottile, ma alto anche oltre 10 m (33 ft) ed è ricoperto dai residui dei piccioli delle foglie cadute, che formano una lanugine grigiastra-marrone, molto apprezzata dagli uccelli per costruire il proprio nido.
La chioma è formata da foglie palmate, color verde scuro, lunghe sino a 90 cm (35 in) e con lobi incisi per oltre metà della lunghezza della foglia. La chioma non è particolarmente folta e neppure espansa, dato che il picciolo ha più o meno la stessa lunghezza delle foglie e di conseguenza la larghezza massima della chioma supera appena i 3 metri (10 ft).
In primavera produce infiorescenze gialle piuttosto corte, a cui seguono (nelle piante femminili) frutti bluastri.

T. fortunei viene piantata isolata, od a piccoli gruppi, cresce velocemente ed è ritenuta una specie infestante, dato che si naturalizza con facilità. Nelle zone umide del Nord Italia si è inselvatichita e cresce nel sottobosco deciduo, sino a quote collinari.

Trachycarpus fortunei

Trachycarpus fortunei

Giovani Trachycarpus fortunei

Trithrinax campestris : chiamata Palma Campestre, è originaria dell'Argentina, dove cresce in aree caratterizzate da una lunga stagione secca. Si tratta di una Palma non tropicale, in grado di resistere a diversi gradi sotto zero ed, a seconda della durata, può sopportare gelate comprese tra -12 ° e -15° C (10/5° F).
Trithrinax campestris cresce solitamente su un unico tronco, alto al massimo 6 m (20 ft), tuttavia non è raro un portamento cespitoso, con 2 o 3 tronchi attaccati.
Le foglie sono palmate, color grigio-bluastro, molto rigide, non più lunghe di 50 cm (1,6 ft) ed appuntite all'estremità. La specie si riconosce anche per via del corto picciolo che, insieme a foglie minute, rende la chioma al quanto compatta.
Nonostante sia bella ed ornamentale, oltre che resistente alla siccità, al freddo ed ai suoli aridi/poveri, in Italia rimane una rarità, coltivata solo da pochi appassionati.

Trithrinax campestris
Foglia Trithrinax campestris
Washingtonia filifera : questa è una delle rare Palme native di zone lontane dai tropici, infatti è originaria del Sud-Est degli Stati Uniti, un'area a clima temperato caldo.
La W. filifera, nota anche come Palma della California, si sviluppa su un unico tronco di grosso diametro (anche 1 metro = 3.3 ft) ed ha una crescita veloce, potendo raggiungere i 20 metri di altezza (65 ft).
Le foglie, color verde argenteo, sono palmate, di grandi dimensioni e dal margine che tende a sfaldarsi producendo i vistosi filamenti biancastri, da cui deriva il nome della specie.
La fioritura è estiva e consiste in un'infiorescenza piuttosto lunga, formata da tanti "grappoli" fiorali ben distanziati, ognuno dei quali contiene molti fiori biancastri.
La Washingtonia filifera è perfettamente adattata al clima Mediterraneo, dove viene coltivata a scopi ornamentali. Ama esposizioni in pieno Sole, ha un'ottima resistenza alla siccità ed, in ambiente secco, può tollerare con minimi danni temperature di circa -12° C (10° F).
Palma mastodontica che, soprattutto nella fase giovanile, può risultare piuttosto tozza.

Washingtonia filifera



Washingtonia robusta : parente stretta della W. filifera, è anche chiamata Palma del Messico, in quanto nativa della parte Nord-Est di questo stato. Rispetto alla "cugina", la Washingtonia robusta ha un fusto più sottile, ma raggiunge altezze superiori, sino a 30 metri (98 ft) ed ha un portamento più leggero/snello. Le foglie son palmate, simili a quelle della W. filifera, ma meno grosse e di un color verde più scuro, brillante ed intenso. Una caratteristica comune ad entrambe le specie, che spesso ne permette il riconoscimento, è la presenza delle vecchie foglie, ormai morte e secche, che rimangono attaccate al fusto per molti anni. Tuttavia, nelle zone turistiche, vengono rimosse artificialmente.
La W. robusta possiede una buona resistenza alla siccità, gradisce posizioni soleggiate, viene piantata isolata in suoli anche aridi e poveri, laddove le temperature minime non scendano mai sotto i -8° C (18° F).

N.B. per scoprire nel dettaglio le differenze tra Washingtonia filifera e Washingtonia robusta, nonché tra i loro ibridi, clicca qua.

Washingtonia robusta

Foglie Morte su Washingtonia robusta


Wodyetia bifurcata : specie originaria di Capo York, nel Nord dell'Australia, dove vive in foreste poco fitte, su suoli tendenzialmente sabbiosi e drenanti.
Le foglie, sorrette da un picciolo relativamente corto, sono pennate, lunghe circa 3 m (10 ft) e formate da numerosissime pinnule. Queste sono di color verde lucido nella parte superiore ed un po' più opaco in quella inferiore. La conformazione delle foglie è il tratto distintivo, le pinnule, oltre ad essere molte, sono disposte in maniera concentrica e danno alle foglie un aspetto "piumoso" e voluminoso, che potrebbe ricordare la coda di una Volpe (in Inglese è infatti conosciuta anche come Foxtail Palm).

Il tronco è di norma alto non più di 20 m (66 ft), sottile e dotato di una corteccia grigia, sulla quale sono presenti le cicatrici (a forma circolare) delle foglie cadute. Nella parte mediana (a metà strada tra terreno e chioma) il fusto può aver un leggero ingrossamento.
Nella Wodyetia bifurcata la parte basale delle foglie avvolgono completamente la parte alta del tronco, conferendogli una colorazione verde. Quest'ultima caratteristica è tipica, ma non unica, è infatti presente anche in altre specie, come le già discusse Archontophoenix alexandrae e Roystonea regia.

La Wodyetia bifurcata cresce su tutti i suoli, a patto che siano drenanti, gradisce esposizioni soleggiate e può essere facilmente coltivata nelle zone tropicali e sub-tropicali, come in quelle temperate calde, potendo resistere da adulta ad una temperatura minima 0° C (32° F) o poco inferiore; tuttavia regge meglio di altre palme temperature fresche, ma prolungate.

Wodyetia bifurcata


7 commenti:

  1. Solitamente non amo molto le palme ma ne hai presentata una che mi ha sedotta, la Johannesteijsmannia altifrons è bellisima :)

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    1. Si, le Palme o si odiano o si amano. La Johannesteijsmannia altifrons è molto affascinante, sebbene io preferisca la Licuala grandis...ma ahimè son entrambe piuttosto tropicali e difficilmente coltivabili in Italia.

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  2. Da "maniaco" di palme i miei complimenti per questa lunga esposizione.
    Pietro Puccio

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    1. Ti ringrazio :) !!! Ovviamente non possono esser tutte, ho cercato quelle più rappresentative, così per dare un'idea della biodiversità all'interno di questa famiglia anche a chi pensa che "Palma" sia il nome di un'unica pianta. Ciao

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  3. Gran bell’articolo! Grazie. Conosci la sorprendentemente bella Ravenala madagascariensis a forma di ventaglio? È incredibile!

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    1. Grazie. Sì si, la conosco. In realtà perà la Ravenala madagascariensis non è una palma (anche se può ricordarla nell'aspetto), bensì parente della Strelitzia, vedi link sotto se ti interessa. Un salutoi.

      http://ilgustodellanatura-blog.blogspot.com/2017/06/come-coltivare-la-strelitzia-reginae.html

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