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giovedì 26 aprile 2018

Giardini di Villa Taranto - Come Sono e Quali Piante Sono Presenti ?

Se siete appassionati di Botanica, se vi piacciono la natura ed i fiori oppure, se siete semplicemente curiosi e vi capitasse di organizzare un Week End sulle magnifiche sponde del Lago Maggiore, una tappa obbligatoria dovrebbe essere Villa Taranto con i suoi lussureggianti Giardini Botanici.

Il Parco che ospita Villa Taranto si trova a Verbania, a circa 100 Km (62 Mi) da Milano e si estende su un'area di circa 16 ettari.
Fu il capitano scozzese Neil Mc Eacharn che, nel 1931, acquistò questo terreno per poterne fare un "giardino all'inglese", ma con all'interno specie rare, provenienti da ogni angolo della Terra.

La cornice che fa da sfondo ai Giardini di Villa Taranto è probabilmente una (non l'unica) delle carte vincenti che, a tutt'oggi, rendono il Parco uno dei più belli  e visitati d'Europa.
Siamo nel Nord del Piemonte, nella fascia pedemontana, da cui è possibile vedere il Lago Maggiore, ma anche le montagne che lo circondano; inoltre, la mitezza dovuta alla vicinanza dell'acqua ed al riparo orografico fornito dalla catena Alpina, ha creato un microclima favorevole all'acclimatazione di piante provenienti da zone a clima oceanico o comunque più mite rispetto al clima tipico del Nord Italia.

Nelle prossime righe vorrei fornire una recensione di questo Giardino Botanico, evidenziando le varie sezioni, illustrando le specie più rare o rappresentative e ripercorrendo virtualmente l'intero tragitto che, al costo di circa 10 euro, potrete completare in circa 2-3 ore, che possono anche raddoppiare qualora si volesse scrutare ogni singolo dettaglio.
Ovviamente il tutto sarà correlato dalle foto delle specie più significative e dei vari settori del parco.

Per maggiori informazioni riguardo orari, sconti od aggiornamenti sul prezzo del biglietto, vi rimando al Sito Ufficiale di Villa Taranto.

Villa Taranto

Ingresso Villa Taranto


Innanzitutto cerchiamo di dare una risposta alla classica domanda :

"Qual è il miglior periodo dell'anno per visitare i Giardini di Villa Taranto ?".

Ogni stagione ci mostra un lato diverso, ogni mese ci mostra nuove fioriture, quindi l'ideale sarebbe poterlo visitare più volte nel corso dell'anno. 
Detto questo, se proprio dovessimo scegliere una stagione rispetto alle altre, non esisterei a consigliare la primavera, che corrisponde al periodo della ripresa vegetativa ed anche a quello in cui sono concentrate le fioriture del maggior numero di specie vegetali.

Sulla strada che costeggia il Lago, collegando Intra a Pallanza, troviamo i cancelli da cui è possibile accedere al Parco.

Viale delle Conifere Giardini Villa Taranto

Dopo aver comprato il biglietto si accede al Viale d'Ingresso, fatto in Pavé, che costeggia prati curatissimi e bordure fiorite.
Esso è anche chiamato Viale delle Conifere perché, oltre a quanto già detto, ai suoi lati sono presenti specie di conifere provenienti da tutto il Mondo, alcune delle quali molto rare, come la Sciadopitys verticillata, endemica del Giappone, o la Metasequoia glyptostroboides, una sequoia conosciuta solo dai resti fossili e ritenuta estinta da circa 200 milioni di anni, fino al 1941, anno in cui vennero ritrovati degli esemplari nella remota provincia di Hupeh, in Cina.
La Metasequoia glyptostroboides dei Giardini di Villa Taranto deriva da uno dei semi di quegli ultimi esemplari ritrovati negli anni '40.
Sempre qui troviamo la specie Sequoia sempervirens, l'albero più alto al mondo (clicca per vedere i Record del Regno Vegetale), anche se, data la relativa giovane età, non ha le dimensioni degli esemplari plurisecolari che crescono nelle umide zone oceaniche del Nord della California.


Metasequoia glyptostroboides

Sciadopitys verticillata

Sequoia sempervirens

Sotto la chioma di queste alte conifere, in un lembo di terra che corre parallelo al Viale delle Conifere, troviamo la Dicksonia antarctica, una felce dall'aspetto di Palma, di cui avevamo già discusso qui.
A seguire, lungo il tragitto, troveremo la Fontana dei Putti, adornata da statue rappresentanti bambini, circondata da fiori e dalla Colocasia antiquorum, una pianta dalle foglie immense.

Dicksonia antarctica villa taranto verbania

Fontana dei Putti

Nella stagione estiva potremo rimanere abbagliati dal Labirinto delle Dahlie, un percorso "a serpentina", ai cui margini sono state piantate numerose specie di Dahlie, che fioriscono da fine Giugno ad inizio Ottobre.

Labirinto delle Dahlie

Villa Taranto Labirinto delle Dahlie

Dopo aver sorpassato un enorme Eucalipto, si arriva alla Serra Victoria, al cui interno cresce la Victoria cruziana, una ninfea tropicale le cui foglie possono reggere sino a 10 Kg.
Ai lati della grande vasca centrale, crescono diverse essenze tropicali, tra cui Banani, Monstera deliciosa e Strelitzia reginae.

Serra Victoria

Proseguendo troveremo una sezione con innumerevoli specie di Acero, alcune nane, altre contorte, alcune dalle foglie scure, altre verdi, insomma ce ne sarà un po' per tutti i gusti.
Sparse qua e là troviamo anche altre piante, per lo più rare, come la Dipelta floribunda, un arbusto originario della Cina che, in primavera, produce vistosi fiori a forma d'imbuto color rosa/crema, la Ehretia dicksonii, che produce bacche gialle ornamentali o la Emmenopterys henryi, un'imponente pianta decidua parente del Caffè e della Gardenia.
Proprio l'esemplare piantato ai Giardini di Villa Taranto fu il primo, nel 1971, a fiorire in Europa.

Acero

Ehretia dicksonii

Dipelta floribunda

Poco dopo ci troviamo dinnanzi al Mausoleo in cui riposa il capitano Neil Mc Eacharn. Fu proprio egli ad esprimere il desiderio di essere sepolto nei giardini che, in vita, furono voluti e curati come fossero dei figli.
Questo Mausoleo, costruito nel 1965, è aperto al pubblico ed al suo interno troviamo la tomba di famiglia, un altare e altri riferimenti religiosi.

Mausoleo Villa Taranto

Interno Mausoleo Villa Taranto

La camminata continua lungo una sorta di piccola vallata artificiale (la "Valletta") ai cui margini crescono diverse specie di Camelia, Rododendro ed altre acidofile, ma anche Ginestre, Cotoneaster e piante tappezzanti di varia natura.
Qui troviamo anche un grosso esemplare dell'Albero dei Fazzoletti (Davidia involucrata), una rara specie proveniente dall'Asia che, in primavera, produce vistosi fiori bianchi che ricordano dei fazzolettini di carta.

La Valletta

Azalea in Fiore Giardini Villa Taranto

Davidia involucrata

Salendo una scalinata si arriva di fronte ad un curatissimo prato inglese, al cui centro vi è una fontana, che si interpone tra l'osservatore ed una lussuosissima Villa (non visitabile), oggi sede della Prefettura del VCO (Verbano-Cusio-Ossola).
Proseguendo è possibile osservare la "Valletta" dall'alto, sempre circondati da arbusti fioriti (es. Ortensie) ed alberi ad alto fusto, come l'Hovenia dulcis, i cui frutti sono commestibili e ricordano l'Uva passa.

Villa dei Giardini di Villa Taranto

Stagni ricchi di ninfee in fiore ci introducono ai Giardini Terrazzati, probabilmente la parte più sontuosa dell'intero parco.
Qui troviamo piscine, collegate da cascatelle, fontane, statue di bronzo e giochi d'acqua, il tutto immerso nella vegetazione, tra piante annuali e perenni, fiori, bordure miste.
Inoltre siamo nella parte alta del parco e, tra gli alberi, è possibile individuare qualche scorcio di Lago.

Giardini Terrazzati Villa Taranto

La strada continua a salire, snodandosi attraverso le diverse specie. Qui, più che altrove, troviamo alcune piante tipiche dei climi mediterranei, alcune comuni, come MirtoOleandro ed Olivo, altre specie più rare, come Tamarix gallica, arbusto che produce numerosi fiori piccolissimi di color lilla, l'Erica terminalis, pianta tipica della Corsica dotata di minuscole foglie e fiorellini rosa a forma di campana o il Cotinus coggygria, parente del Pistacchio.

Erica terminalis

Tamarix gallica

Ma non ci sono solo piante mediterranee, ma anche specie rare di Magnolia od esotiche, tra le quali mi ha colpito, sia per bellezza del fogliame che per portamento, la Daphniphyllum macropodum.
Essa possiede foglie disposte a raggiera, di diversi colori a seconda dello stadio di sviluppo ed un portamento che ricorda specie prettamente tropicali (sebbene la Daphniphyllum macropodum non lo sia).

Daphniphyllum macropodum

Nella parte più alta dei Giardini è collocata la Serra Riscaldata fatta in mattoni, proprio dinanzi ad una vasca ricca di piante acquatiche.
Nella parte esterna, adiacente alla Serra, troviamo una sezione dedicata alle Piante Grasse, in cui è possibile ammirare una selezione di Cactus, Aloe ed Agavi.

All'interno della Serra si ha la sensazione di essere immersi nel fitto di una foresta pluviale lussureggiante.
Qui si sono acclimatate piante sensibili al freddo, come il Senecio grandifolius, una pianta succulenta che produce vistosi fiori gialli, la Pavonia multiflora, la Coffea arabica, oltre a Guava e Passiflore.

Serra Villa Taranto

Senecio grandifolius

Pavonia multiflora

Da qui si percorre una strada in discesa "a tornanti", sul cui cammino si alternano numerose specie, come la Ginkgo biloba e la Gunnera manicata, la specie con le foglie più grandi del mondo.

Ritornati nella piana da cui era iniziato il tour, proprio dietro il Labirinto delle Dalie, vi è un enorme tronco morto, a memoria del tornado che si abbatté il 12 Agosto 2012, causando ingenti danni, che obbligarono ad un'anticipata chiusura stagionale.

Scorcio di Verbania

Gunnera manicata

Memoria del Tornado Villa taranto

Ora, a conclusione dell'articolo, vorrei fare un elenco delle specie più particolari (o rare) non menzionate in precedenza, mettendo le foto delle piante.
Ovviamente sono solo una piccolissima parte (i Giardini di Villa Taranto sono immensi)

Arbutus andrachne : chiamato anche Corbezzolo Greco, appartiene allo stesso genere del Corbezzolo Comune, ma si differenzia da quest'ultimo per la presenza di foglie più grandi e, soprattutto, per la corteccia rossiccia che si sfoglia in lamine, lasciando un tronco perfettamente liscio.

Arbutus andrachne

Pterocarya fraxinifolia : chiamato anche Noce del Caucaso, dato che è nativo di quelle zone. Pianta imponente, dall'aspetto simile al Noce Comune.

Pterocarya fraxinifolia

Camellia granthamiana : una specie rarissima di Camelia, scoperta ad Hong Kong nel 1955, dotata di foglie molto ornamentali, più ruvide della "classica Camelia" e fiori bianco/lilla che sbocciano nel periodo invernale.

Camellia granthamiana

Luma apiculata : una Mirtacea del Sud America, che cresce tra Cile ed Argentina. Essa è dotata di un tronco contorto, rossastro, fiori bianchi e frutti eduli.

Luma apiculata

Cryptomeria japonica "Globosa" : conifera asiatica che, nella varietà Globosa, ha portamento compatto.

Cryptomeria japonica

Rhapis excelsa : palma originaria di Taiwan, che cresce su più tronchi, i quali rimangono molto esili e difficilmente superano i 4 metri di altezza. E' spesso utilizzata come pianta d'appartamento.

Rhapis excelsa

Doryanthes palmeri : un'erba succulenta endemica dell'Australia e dotata di lunghe foglie a forma di spada.

Doryanthes palmeri

Asimina triloba : di questa bellissima pianta, di cui ogni orto dovrebbe esserne provvisto, ne avevamo già parlato dettagliatamente qua. Ai Giardini di Villa Taranto ne è presente un esemplare enorme.

Asimina triloba

Betula nigra : versione a tronco "scuro" della più comune Betulla Bianca. Il suo tronco è molto ornamentale e tende a sfaldarsi.

Betula nigra

Photinia serrulata : rosacea ornamentale che, in primavera, si ricopre di piccoli fiori bianchi raggruppati in corimbi. Visivamente attraente, sia per il portamento, che per il fogliame.

Photinia serrulata

venerdì 13 aprile 2018

Arancio Trifogliato (Poncirus trifoliata), l'Agrume Deciduo che Resiste al Gelo - Coltivazione e Cure

I due termini "Gelo" ed "Agrume" sono tra loro discostanti, dove c'è uno non c'è l'altro e viceversa. Tuttavia esiste un'eccezione alla regola, l'Arancio trifogliato (Poncirus trifoliata o Citrus trifoliata), noto anche come Ponciro, è l'unico agrume a foglia caduca e può resistere alle fredde temperature al pari di un Pero o persino di un Melo.

Nelle prossime righe cercheremo di capire come è fatta la pianta dell'Arancio trifogliato, come e dove si coltiva, quali sono i suoi innumerevoli utilizzi e cosa si può fare con i suoi frutti.

Albero di Arancio Trifogliato

Origine e Diffusione :

Il Ponciro è un agrume nativo delle zone temperate di Cina e Korea, motivo per cui è spesso chiamato Arancio Cinese Amaro.
Fino alla scoperta del Poncirus polyandra, avvenuta  negli anni '80, si credeva che l'Arancio trifogliato fosse l'unica specie vivente del genere Poncirus; tuttavia, ancora oggi, c'è un acceso dibattito nella comunità scientifica, tra chi sostiene l'esistenza di questo genere e chi, invece, crede che Poncirus sia solo un sottogenere e che debba essere inserito all'interno del genere Citrus.

Citrus trifoliata è una specie rustica, che può vivere  e crescere in diversi habitat. Fu introdotto negli Stati Uniti nel 1800, ma si diffuse su larga scala solo nel '900.
Oggigiorno è presente su buona parte del territorio statunitense ed, in diverse aree (es. Sud-Est), è scappato al controllo umano e si è naturalizzato, crescendo tra i ruderi, ai margini dei boschi e persino in montagna.

La Pianta di Arancio Trifogliato, in Italia, è coltivata a scopo ornamentale, grazie ai frutti di bell'aspetto (anche se di pessimo sapore, come leggeremo più avanti), ma è utilizzata anche come pianta da siepe.

Boccioli Poncirus trifoliata
Frutti Immaturi Arancio Trifogliato

Usi ed Utilizzi della Pianta e dei Suoi Frutti :

Il Poncirus trifoliata è un agrume che, rispetto ad Arancio Dolce, Limone, Cedro, et similia, ha 3 grosse differenze:

  • Perde le foglie durante l'inverno
  • Produce frutti ricoperti da una leggera peluria, dal gusto sgradevole che, sebbene non tossici, non si possono considerare commestibili (come frutta fresca)
  • Resiste a temperature minime di almeno -20°C (-5° F)

L'Arancio Trifogliato è spesso utilizzato come pianta ornamentale, grazie alla copiosa fioritura primaverile ed ai frutti autunnali, i quali rimangono a lungo attaccati alla pianta.
I frutti hanno un sapore molto amaro e solo le persone con lo stomaco più forte riuscirebbero a mangiarli (più per scommessa, che per piacere); tuttavia i frutti del Ponciro possono essere impiegati per la preparazione di marmellate, in quanto lo zucchero attenua l'eccessiva acidità/amarezza.

Ma, estetica a parte, questa specie ricopre un ruolo primario anche nella riproduzione degli "Agrumi Classici", infatti esso è coltivato per la produzione di portainnesti su cui innestare gli Agrumi "commestibili".

Agrumi innestati su P. trifoliata presentano almeno 4 vantaggi :

  • Acquisiscono una maggiore resistenza al freddo, in quanto le radici inducono una dormienza invernale "più profonda", lasciando una minor quantità di acqua nei tessuti del nesto
  • Diventano più tolleranti ai terreni umidi e poco drenanti
  • Diversamente da altri portainnesti (es. Arancio Amaro), le radici del Ponciro sono resistenti al Virus che causa la malattia nota come Tristeza degli Agrumi, in grado di uccidere totalmente una pianta adulta
  • Il Ponciro (in particolar modo alcuni cloni) ha un effetto nanizzante sul nesto sovrastante, permettendo sesti di impianto più ravvicinati ed una raccolta più agevolata

Fiori Poncirus trifoliataCome ultima cosa, ricordiamoci che il Citrus trifogliata si può ibridare con le altre specie della stessa famiglia.
A partire dal 1900 ci fu un'intensa ricerca nella selezione di ibridi tra Ponciro ed altre specie "a frutto edule", che potessero aver preso la rusticità del primo e la bontà dei frutti dei secondi.
Oggigiorno (ne parleremo altrove) esistono innumerevoli ibridi di Ponciro che hanno una discreta resistenza al gelo (indicativamente intorno ai -12° C o 10° F) e producono frutti accettabili (anche se spesso con retrogusto "di Ponciro"). Tuttavia un grosso limite di questi ibridi è rappresentato dal fatto che i loro frutti, che sono molto meno resistenti al gelo della pianta, giungono a maturazione molto tardivamente, rendendoli suscettibili alle brinate autunno-invernali.

Fioritura Arancio trifogliato


Com'è Fatto l'Arancio Trifogliato ? - Botanica e Fisiologia

Poncirus trifoliata è una specie decidua che si sviluppa sotto forma di piccolo albero molto ramificato, che difficilmente supera i 5 metri (16 ft) di altezza.
Il portamento è generalmente assurgente, con una chioma poco espansa in larghezza, ma particolarmente fitta.
I rami si riconoscono per la presenza di robuste spine, lunghe sino a 5 cm (2 in), per la forma appiattita, con una sezione rettangolare (e non rotonda) e per l'andamento contorto.
I giovani rami rimangono verdi a lungo ed anche il tronco è soggetto ad una lignificazione piuttosto lenta.

Alcune cultivars, ad esempio "Flying Dragon", sono particolarmente adatte alla formazione di siepi, poiché hanno uno sviluppo contenuto (Dwarf) e rami ad andamento a "zig-zag", rendendole impenetrabili, anche dopo la caduta delle foglie.

Questo Arancio Amaro è chiamato "Trifogliato" proprio per via delle sue foglie. Esse sono infatti trilobate  (qualcuna penta-lobata), cioè composte da 3 foglioline attaccate tra loro alla base.
Le foglie del Ponciro sono di color verde intenso ed, in autunno, prima della loro caduta, si tingono di giallo-arancione.

I fiori sbocciano in primavera, da gemme situate sul legno dell'anno precedente e non sui nuovi getti, come invece avviene nella maggior parte degli Agrumi.
Essi sono bianchi, con 5 petali sottili e ben distanziati tra loro. I Fiori del Ponciro sono ermafroditi e, solitamente, autoimpollinanti; un unico esemplare è dunque in grado di produrre frutti.
La fioritura, in Italia, avviene nel periodo compreso tra Marzo ed Aprile, a seconda del clima e dell'esposizione.

I frutti del Ponciro sono delle piccole Arance che, a maturazione (più o meno in Ottobre-Novembre), sono di color giallo/arancione e ricoperte da una peluria trasparente.
Questi frutti, che hanno più o meno le dimensioni di un Mandarino o di un piccolo Limone, contengono numerosi semi ed una polpa dal sapore amaro, con una spiccata acidità.

N.B.

Sebbene la specie sia di vita relativamente breve, gli esemplari più vecchi sviluppano tronchi contorti, che possono ricordare vagamente quelli degli Olivi plurisecolari.

Vecchio Tronco Poncirus trifoliata

Chioma Foglie Arancio trifogliato

Dove Piantare l'Arancio Trifogliato ? - Coltivazione, Clima, Esposizione, Potature e Cure

Coltivare l'Arancio Trifogliato in Italia è piuttosto semplice e non richiede particolari attenzioni. Come già ampiamente detto, questo Agrume resiste al freddo ed al gelo ed è dunque coltivabile ovunque in Italia, dalla Pianura Padana, alla Sicilia, passando per le Alpi (sotto i 1000 metri = 3.300 ft).
Sebbene la specie riesca ad adattarsi piuttosto agevolmente anche alla mezz'ombra, scegliete una posizione quanto più soleggiata.
La specie ha un apparato radicale poco espanso e profondo, ciononostante la specie possiede una discreta resistenza alla siccità ed una pianta affrancata, di norma, non richiede irrigazione, almeno se piantata al centro-nord Italia.

Foglie Gialle in Autunno Citrus trifoliataIl terreno ideale è ricco di nutrienti, a pH neutrale, a bassa salinità, drenante, ma non eccessivamente secco, comunque tollera i ristagni idrici meglio degli altri agrumi ed è poco suscettibile ai marciumi radicali prodotti dalla specie fungina patogena Phytophthora citrophthora.
Frutti Aperto e Semi Poncirus trifoliataIl Ponciro è indicato come portainnesto per zone di reimpianto, in cui si vogliano sostituire altri agrumi morti o altamente danneggiati, mentre dà scarse prestazioni in zone tropicali o sub-tropicali, in cui non ci sia una stagione spiccatamente più fredda delle altre.

Questo Arancio è, per natura, piuttosto lento a crescere e, anche in un terreno ricco e ben concimato, impiegherà anni a divenire un vero e proprio albero. Ciò non vuol dire che sia poco vigoroso, anzi; semplicemente i nuovi getti hanno una crescita annua modesta.
Le concimazioni sono per lo più superflue, ho visto esemplari abbandonati fruttificare abbondantemente, incuranti delle intemperie, delle malattie e della "carenza" di nutrienti.

Potare non è essenziale, ma se non si pota la crescita potrebbe risultare disordinata, con molti rami che si incrociano o che puntano in ogni direzione.
La potatura ha il compito di eliminare i rami che puntano verso il basso, arieggiare la chioma, diradare le parti di chioma troppo fitte e va eseguita in inverno, dopo la caduta delle foglie.

Poncirus trifoliata si riproduce prevalentemente tramite semina. I semi vanno piantati in vaso in autunno e lasciati all'aperto (devono sentire il freddo invernale); in primavera, verso Aprile-Maggio, germoglieranno e, dopo un paio di anni, si potranno innestare con la specie di Citrus desiderata.
La moltiplicazione del Ponciro si può effettuare anche tramite innesto su franco.

Se vivete in un posto gelido e volete un Agrume ornamentale, con frutti simili ad Arance, piantare il Ponciro potrebbe essere la scelta più saggia.
La coltivazione di questa specie può essere molto utile per chi avesse intenzione di moltiplicare altri Agrumi, dai frutti del Ponciro si possono infatti ricavare i semi, da cui ottenere piante su cui innestare specie più pregiate.

Ora non vi resta che prestarci attenzione, l'Arancio Trifogliato è più diffuso di quanto si creda, anche se per buona parte dell'anno passa inosservato.

Rami, Spine e Frutti Arancio Trifogliato

Poncirus trifoliata